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COSA E' QUESTA ARTE? 🤷♀️🤷♂️
Ciao bambini e bambine! Siete pronti per un tuffo nel passato? 🌊 Oggi parliamo di un’arte marziale super antica chiamata Pygmē (si pronuncia Püg-mē). Arriva dalla Grecia, la terra degli eroi e delle Olimpiadi, tantissimo tempo fa!
La parola Pygmē in greco antico significa… “pugno”! 👊 Proprio così, era il “nonno” del pugilato che vediamo oggi in televisione. Era uno sport molto amato e veniva praticato nelle palestre di allora, chiamate palaestrae.
La Pigmē non era solo un modo per tenersi in forma, ma un vero e proprio sport da competizione. Era così importante che faceva parte dei Giochi Olimpici Antichi 🏅, le gare più famose di tutto il mondo antico, dedicate al potente dio Zeus.
I campioni di Pigmē erano considerati dei veri eroi, un po’ come i nostri campioni di calcio ⚽ o i supereroi dei fumetti. La gente li ammirava e raccontava le loro imprese in storie e leggende che sono arrivate fino a noi.
Immaginate uno stadio pieno di persone che fanno il tifo, sotto il sole caldo della Grecia ☀️, mentre due atleti coraggiosi mostrano la loro forza e la loro resistenza. Quella era la Pigmachia (un altro nome della Pigmē)!
LE REGOLE DEL GIOCO 🤔 ✨
Le regole della Pigmē erano molto diverse da quelle di oggi e rendevano questo sport davvero “tosto”! 🏋️♂️
Prima di tutto, non c’erano le categorie di peso. Questo vuol dire che poteva capitare che un atleta molto alto e robusto combattesse contro uno un po’ più basso e leggero. Contava solo essere coraggiosi!
Non c’erano nemmeno i “round” con la campanella 🔔. Gli incontri andavano avanti finché uno dei due atleti non si arrendeva. E come si arrendevano? In un modo molto semplice: alzavano un dito! 👆 Era il segnale per dire: “Ok, sei stato più bravo, hai vinto tu!”.
Gli atleti potevano colpire solo con i pugni, e i bersagli principali erano le spalle e la testa. Proprio per questo, la cosa più importante non era solo colpire, ma saper schivare e parare i colpi. Era una vera sfida di astuzia! 🦊
La cosa più importante per un atleta di Pigmē si chiamava Kartería. È una parola greca che significa “resistenza” e “sopportazione”. Vinceva chi resisteva di più alla fatica, chi non mollava mai e dimostrava di avere un cuore da leone 🦁.
Oggi le regole sono cambiate per rendere lo sport più sicuro, ma allora la resistenza era la qualità numero uno che tutti ammiravano.
UN VIAGGIO NEL TEMPO: LA STORIA 📜⏳
La storia della Pigmē è vecchissima, più vecchia di un castello! 🏰 Gli archeologi (gli investigatori del passato) hanno trovato dei disegni antichissimi, fatti più di 3.000 anni fa, su un’isola greca chiamata Santorini. Questi disegni mostrano due ragazzi che combattono con i pugni.
Poi, questa arte è finita in un libro famosissimo, l’Iliade 📖, scritto da un poeta di nome Omero. In questo libro si racconta la storia della guerra di Troia, e c’è una parte dove l’eroe Achille organizza dei giochi con anche un incontro di Pigmē!
Ma il momento più importante per la Pigmē è stato nel 688 avanti Cristo. È una data super antica! In quell’anno, la Pigmē è diventata ufficialmente uno sport dei Giochi Olimpici Antichi 🏆. Da quel momento, tutti i ragazzi greci sognavano di diventare campioni olimpici di Pigmē.
Per centinaia e centinaia di anni è stato uno degli sport più popolari, un po’ come oggi per noi lo sono il calcio ⚽ o il basket 🏀. I campioni erano famosi in tutta la Grecia e venivano trattati come delle star!
Poi, quando i Giochi Olimpici Antichi finirono (più di 1500 anni fa), anche la Pigmē smise di essere praticata. Ma la sua storia non è stata dimenticata e oggi la studiamo per capire quanto fossero forti e coraggiosi gli atleti di un tempo.
CHI HA INVENTATO QUESTA MAGIA? FONDATORE O FONDATRICE? 👩🦲👵
Questa è una domanda difficilissima! La Pigmē è così antica che nessuno sa chi sia stato il primo bambino o la prima bambina a inventarla. Probabilmente è nata giocando, tanto tanto tempo fa.
Ma ai Greci piacevano le storie fantastiche, e quindi dicevano che l’avevano inventata i loro dei e i loro eroi! ⚡ Immaginate, dicevano che il primo incontro di Pigmē si era svolto sull’Olimpo, la casa degli dei.
Il primo “fondatore” mitologico, cioè l’inventore delle leggende, era Apollo. Sì, proprio il dio della musica 🎵 e del sole! Apollo, in un incontro, sconfisse Ares, il dio della guerra. Questo per far capire che per vincere serviva più l’intelligenza e la tecnica che non la rabbia.
Un altro inventore leggendario era il fortissimo Ercole (o Eracle) 💪. Lui era l’eroe più forte di tutti, quello delle Dodici Fatiche. Si diceva che fosse un pugile imbattibile e che avesse lui stesso fondato i Giochi Olimpici.
Ma se cerchiamo un fondatore “storico”, cioè una persona vera, dobbiamo parlare di Onomasto di Smirne. Non fu lui a inventare lo sport, ma fu il primissimo campione olimpico 🏅 di Pigmē, nel 688 a.C. E non solo vinse, ma aiutò anche a scrivere le regole ufficiali, così tutti potevano gareggiare in modo leale.
I CAMPIONI PIÙ FAMOSI! 🏆
Nello sport antico c’erano delle vere superstar, atleti famosissimi che tutti i bambini e le bambine sognavano di diventare. Ecco i più grandi campioni della Pigmē!
Il più famoso di tutti era Diagora di Rodi. Immaginate un atleta altissimo, super forte e anche molto corretto. Vinceva sempre in modo leale. Era così amato che un poeta famosissimo, Pindaro, scrisse una poesia solo per lui! 🎵
La cosa più bella di Diagora era la sua famiglia. Anche i suoi figli diventarono campioni olimpici! 🥇🥇 C’è una storia bellissima: un giorno, i suoi due figli vinsero alle Olimpiadi e, per festeggiare, presero il loro papà Diagora e lo portarono in trionfo sulle spalle 👨👦👦 in mezzo allo stadio. Tutti applaudivano!
Poi c’era Glauco di Caristo. Lui era il “gigante buono” della Pigmē. La leggenda dice che prima di diventare un atleta era un contadino. Un giorno, si ruppe l’aratro 🚜 e lui, senza attrezzi, lo aggiustò… con un solo pugno! 👊 Suo padre vide quella forza incredibile e lo portò subito alle Olimpiadi.
E infine, c’era un campione stranissimo: Melancoma di Caria. Lui era l’atleta “che schivava tutto” 💨. Si dice che fosse così veloce e agile che vinceva gli incontri senza mai essere colpito e senza dare nemmeno un pugno! Semplicemente, schivava tutti i colpi finché l’avversario non si stancava e si arrendeva. Era un vero maestro della difesa!
STORIE INCREDIBILI! ✨
Intorno alla Pigmē sono nate tantissime leggende e curiosità. Alcune sono davvero buffe! 😮
La prima cosa strana riguarda le orecchie. A forza di allenarsi e di bloccare i colpi, le orecchie 👂 dei pugili si gonfiavano un po’ e prendevano una forma strana. Oggi la chiamiamo “orecchio a cavolfiore”. Per noi è buffo, ma per loro era un segno d’onore! Era come una medaglia 🏅 che faceva vedere a tutti che erano atleti coraggiosi e molto esperti.
Sapete chi non praticava la Pigmē? Gli Spartani! 🛡️ Gli Spartani erano i soldati più forti e coraggiosi di tutta la Grecia, ma non volevano partecipare a questo sport. Il motivo è curioso: nella Pigmē si poteva perdere “arrendendosi” (alzando un dito 👆). Gli Spartani, invece, erano orgogliosi e dicevano: “Uno Spartano non si arrende MAI!”.
I vincitori delle Olimpiadi diventavano così famosi che la loro città natale faceva loro dei regali pazzeschi. A volte, per farli tornare a casa in trionfo, buttavano giù un pezzo delle mura della città! 🏛️ Era un modo per dire: “Una città che ha campioni così forti non ha bisogno di mura per essere difesa!”.
Quando un atleta vinceva, gli artisti facevano una statua di bronzo identica a lui e la mettevano nel santuario di Olimpia. Così, tutti potevano ammirare i campioni per sempre!
E se qualcuno barava? 😲 Oh, guai! I giudici lo multavano e con quei soldi costruivano… altre statue! Ma queste statue (chiamate Zanes) venivano messe all’ingresso dello stadio, con inciso il nome del baro. Così tutti, prima di entrare, leggevano i nomi di chi non era stato leale. Che vergogna!
COME COMBATTEVANO? 🥊
I pugili antichi avevano delle tecniche tutte loro. Non erano come i pugili di oggi, avevano uno stile diverso, pensato per le loro regole.
La posizione di combattimento si chiamava Probolē (si pronuncia Pro-bo-lè). Era una guardia molto alta. Tenevano il braccio sinistro (o quello più debole) quasi completamente dritto in avanti 📏. Sembrava un radar! Serviva per misurare la distanza dall’avversario e per bloccare i suoi colpi.
Il braccio destro (quello più forte) 👊 era tenuto indietro, vicino alla spalla o al mento, piegato e pronto a scattare come una molla! Era il braccio per i colpi più potenti.
La tecnica più importante non era colpire, ma difendersi! Gli atleti dovevano essere agilissimi. Praticavano la Ekklisis, che significa “piegarsi”. Si piegavano all’indietro con la schiena o di lato per far passare i colpi dell’avversario nell’aria, proprio come Neo in Matrix! 💨
Per bloccare, usavano gli avambracci (la parte tra il gomito e il polso) come se fossero degli scudi 🛡️. Incrociavano le braccia per proteggere il viso e il collo.
I colpi principali erano dritti, come frecce, per cercare di colpire il bersaglio. Non c’erano molti “ganci” (i colpi curvi) come oggi, perché con le loro fasce sulle mani era più difficile e rischioso. Era tutta una questione di distanza, difesa e resistenza.
C'ERANO LE "FORME" (COME I KATA)? 🧘
Molti bambini e bambine che praticano il Karate conoscono i Kata 🥋. I Kata sono delle sequenze di mosse fisse, come un balletto di combattimento, che si imparano a memoria per allenare la tecnica contro avversari immaginari.
Allora, i pugili greci avevano qualcosa di simile? La risposta è no! 🙅♂️ I Greci non avevano “forme” o sequenze fisse da imparare a memoria. Il loro modo di pensare era diverso.
L’allenamento “da soli” dei Greci si chiamava Skiamachia (si pronuncia Skia-makìa). Questa parola significa… “combattere con la propria ombra”! 👻
Immaginate un atleta nel cortile della palestra, sotto il sole ☀️. Lui o lei (anche se allora erano solo maschi) iniziava a muoversi e a combattere contro un avversario invisibile. Era come un freestyle!
Non c’era una sequenza fissa. Il pugile inventava sul momento: sferrava un colpo, poi faceva una schivata 💨, poi un blocco, poi si spostava. Era un modo per allenare la fantasia e la creatività nel combattimento.
Mentre il Kata è come recitare una poesia a memoria, la Skiamachia era come inventare una storia sul momento. Serviva per rendere i movimenti fluidi, per allenare la resistenza (lo facevano per ore!) e per preparare la mente 🧠 alla vera gara.
COME SI ALLENAVANO? 🏋️
Un atleta di Pigmē si allenava tutti i giorni nella Palaestra, l’antica palestra greca, che era un grande cortile all’aperto ☀️.
L’allenamento iniziava con il riscaldamento. Proprio come oggi! Facevano corsa, salti e tanti giochi con la palla 🤸♂️ per scaldare bene i muscoli e le articolazioni.
Poi c’era una cosa speciale: si spalmavano su tutto il corpo l’olio d’oliva! 🏺 Non per condire l’insalata, ma perché pensavano che l’olio scaldasse i muscoli ancora di più, li proteggesse dal sole e li facesse brillare! ✨
Dopo l’olio, passavano all’allenamento tecnico. Per prima cosa facevano la Skiamachia (il combattimento con l’ombra 👻) per allenare le mosse.
Poi passavano al Korykos (si pronuncia Kò-ri-kos). Questo era il bisnonno del sacco da boxe! Era un grande sacco di pelle appeso al soffitto, riempito di sabbia 🏖️ (per i più forti) o di farina e semini (per allenare la velocità). Lo colpivano 🥊 per ore per rinforzare le mani e imparare a dare colpi potenti!
Infine, facevano sparring (combattimento di allenamento) con i compagni. Ma attenzione! Per non farsi male, usavano dei guanti speciali e morbidi, molto diversi dalle fasce che usavano in gara. Si allenavano sempre in sicurezza. 🛡️
STILI DIVERSI E SCUOLE 🏛️
Nel mondo antico non c’erano “scuole” di Pigmē come le intendiamo noi oggi (come una palestra di Karate o Judo). Le “scuole” erano più che altro dei modi diversi di combattere, cioè degli stili!
Ogni campione famoso aveva un suo stile personale, che dipendeva dal suo corpo e dal suo carattere. Possiamo immaginare tre grandi stili:
Lo Stile “Roccia” (della Forza) 🪨 Questo era lo stile degli atleti grossi e fortissimi, come Glauco di Caristo. La loro tattica era semplice: andare sempre avanti, bloccare i colpi con la loro forza e vincere usando la loro potenza incredibile. Non schivavano molto, erano loro stessi uno scudo!
Lo Stile “Volpe” (della Tecnica) 🦊 Questo era lo stile degli atleti astuti e tecnici, come Diagora di Rodi. Usavano la famosa guardia probolē (col braccio teso) per tenere l’avversario lontano. Studiavano l’avversario e colpivano al momento giusto con grande precisione. Era uno stile molto elegante.
Lo Stile “Vento” (della Difesa) 💨 Questo era lo stile più raro e incredibile, quello del campione Melancoma. Questi atleti si concentravano solo sulla difesa. Erano velocissimi a schivare e a muoversi. Vincevano perché l’avversario, dopo tantissimo tempo, si stancava così tanto a dare colpi a vuoto che alla fine si arrendeva!
Oggi, l’antica Pigmē non esiste più. Ma la sua eredità vive in uno sport moderno chiamato Pancrazio (Pankration), che è come un suo “cugino”. Il Pancrazio moderno unisce i colpi 🥊 della Pigmē e le prese 🤼 della lotta antica, ma con regole moderne e sicure.
E IN ITALIA OGGI? 🇮🇹
Come abbiamo detto, la Pigmē di 2000 anni fa non si pratica più. Sarebbe troppo diversa e anche un po’ pericolosa! Ma il suo spirito da eroe greco 🏛️ sopravvive in uno sport moderno bellissimo e completo: il Pancrazio (Pankration).
Il Pancrazio moderno è uno sport da combattimento che unisce le tecniche di pugno della Pigmē 🥊 e le tecniche di lotta 🤼 (chiamata Palē). È uno sport molto completo, dove si impara a combattere sia in piedi sia a terra, ma sempre con regole sicure e tante protezioni!
In Italia, ci sono tanti bambini e bambine, ragazzi e ragazze che praticano questo sport. Le palestre dove si insegna il Pancrazio fanno parte di grandi organizzazioni.
L’organizzazione più importante a livello mondiale, che stabilisce le regole per le gare internazionali (come i Campionati del Mondo!) è la United World Wrestling (UWW). È la stessa federazione che si occupa della lotta alle Olimpiadi!
Sito UWW: https://uww.org/
In Italia 🇮🇹, l’organizzazione ufficiale che fa parte della UWW e che è riconosciuta dal CONI (il capo di tutto lo sport italiano) è la FIJLKAM.
Nome: Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali.
Sito FIJLKAM: https://www.fijlkam.it/
Oltre alla FIJLKAM, ci sono anche tanti altri gruppi (chiamati Enti di Promozione Sportiva, come CSEN, ASI, AICS, UISP) che aiutano a far conoscere questo sport e organizzano giochi e gare per tutti i livelli. 🤸♀️🤸♂️
PAROLE MAGICHE: LA TERMINOLOGIA ✨🗣️
Per capire i segreti della Pigmē, dobbiamo imparare alcune delle loro “parole magiche” in greco antico! 📜
Pygmē (Püg-mē): Come ormai sappiamo, significa “Pugno”! 👊
Pigmachia (Püg-makìa): Significa “Battaglia di pugni”. Era il nome della gara.
Agōn (Agòn): Voleva dire “Gara” o “Sfida”. Per i Greci ogni gara era una cosa serissima e super importante.
Aretē (Aretè): Una parola bellissima. Significava “Eccellenza” 🏆. Era la qualità dei veri campioni, quelli bravi non solo nello sport ma in tutta la vita.
Kartería (Karterìa): La qualità numero uno del pugile! Significava “Resistenza” e “Sopportazione”. La capacità di non mollare mai! 💪
Himantes (Imàntes): Erano le fasce di cuoio speciali che i pugili avvolgevano intorno alle mani.
Korykos (Kòrikos): Il sacco da allenamento sacks 🥊, quello che riempivano di sabbia o semini.
Skiamachia (Skia-makìa): La “Battaglia con l’ombra” 👻. L’allenamento da soli dove immaginavano l’avversario.
Akrocheirismos (Akro-keir-ismòs): Una parola lunga per dire una cosa semplice: alzare il dito 👆 per arrendersi e dire “Hai vinto tu!”.
COSA INDOSSAVANO? 👕
Questa è una delle curiosità più incredibili e strane della Pigmē e di tutti gli sport greci antichi. Siete pronti? 😮
Gli atleti, quando gareggiavano alle Olimpiadi, non indossavano nulla! Proprio così, gareggiavano nudi. 🤸
Per noi oggi è una cosa stranissima e fa un po’ ridere, ma per i Greci era normale. E c’erano dei motivi precisi per cui lo facevano.
Prima di tutto, era un modo per far vedere a tutti i loro muscoli forti 💪. Un corpo allenato era un segno di impegno e di fatica, e ne andavano molto fieri. Era la loro “divisa” da atleta!
Era anche un modo per essere tutti uguali. Nello stadio, senza vestiti, non si capiva chi era ricco e chi era povero. C’erano solo gli atleti, tutti uguali di fronte ai giudici e agli dei. ⚖️
Inoltre, senza vestiti, erano più liberi di muoversi, correre e combattere. Nessun pantalone che stringe o maglietta che si impiglia!
L’unico “vestito” che usavano era… l’olio d’oliva! 🏺 Prima di ogni gara o allenamento, si spalmavano di olio dalla testa ai piedi. Questo serviva per scaldare i muscoli e per farli brillare sotto il sole! ✨
LE LORO "ARMI" SPECIALI 🛡️
Quando parliamo di “armi” della Pigmē, non dobbiamo pensare a spade ⚔️, lance o scudi. Assolutamente no! Era una gara a mani nude.
La loro unica “arma”, o meglio, il loro equipaggiamento speciale, erano gli Himantes (leggi Imàntes).
Ma cosa erano? Erano delle lunghe, lunghissime strisce di cuoio (pelle di bue, molto morbida) che gli atleti avvolgevano con cura intorno alle mani. 👐
A cosa servivano? Beh, pensateci: se date tanti pugni a un korykos (il sacco duro) vi fate male alle mani! 😥 Gli Himantes servivano prima di tutto a proteggere le mani dell’atleta.
Avvolgevano le strisce di cuoio intorno alle nocche e, soprattutto, intorno al polso. In questo modo, il polso diventava drittissimo e forte, e non si piegava quando colpivano. 📏
Possiamo immaginarli come le bende che i pugili moderni mettono sotto i guantoni. Servivano a tenere la mano compatta e al sicuro. 🛡️
Non erano imbottiti come i guantoni di oggi. Erano solo fasce. Per questo gli atleti antichi dovevano essere super bravi a schivare e parare, perché i colpi arrivavano “tosti”!
PER CHI ERA ADATTO? 👍👎
La Pigmē, quella antica, non era uno sport per tutti. Era una prova molto difficile e servivano delle qualità speciali.
Era indicato per i bambini e i ragazzi più forti e robusti 💪. Visto che non c’erano categorie di peso, essere grandi e pesanti era un grande vantaggio!
Era lo sport perfetto per chi aveva tantissima pazienza e resistenza (la famosa Kartería 🧘). Gli incontri potevano durare ore! Non era adatto a chi si stancava subito o si arrendeva al primo momento di difficoltà.
Era indicato per i più coraggiosi 🦁. I pugili antichi sapevano che si sarebbero fatti qualche graffio o qualche bernoccolo. Le loro “orecchie a cavolfiore” erano le loro medaglie! Non era adatto a chi aveva paura di farsi la bua.
Non era indicato per chi amava solo la velocità. Era uno sport più lento e di strategia rispetto alla corsa.
E, come abbiamo scoperto, non era indicato per gli Spartani! 🛡️ Loro erano super coraggiosi, ma non accettavano la regola di potersi arrendere (alzando il dito). Per loro, arrendersi era un disonore, quindi preferivano non partecipare.
LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO!⛑️👍
È importantissimo capire una cosa: la Pigmē di 2000 anni fa era uno sport “tosto” perché le regole sulla sicurezza erano molto diverse da oggi. 😥
Gli atleti antichi non usavano caschi, paradenti o guantoni imbottiti. Le loro uniche “armi” erano gli himantes (le fasce), che non proteggevano molto l’avversario.
Per fortuna, oggi le cose sono completamente diverse! Lo sport “cugino” della Pigmē, il Pancrazio (Pankration) moderno, ha come regola numero uno la SICUREZZA dei bambini e delle bambine. 🛡️
Se un bambino o una bambina pratica il Pancrazio oggi, indossa un sacco di protezioni. È come un’armatura da supereroe! Si usano:
Un casco ⛑️ per proteggere la testa.
Dei guantini imbottiti 🥊 (molto morbidi!).
I paratibie per proteggere le gambine.
Il paradenti per proteggere il sorriso! 😁
In più, in palestra c’è sempre un maestro o una maestra 👨🏫👩🏫 che controlla tutto. Loro insegnano prima di tutto il rispetto per i compagni e le compagne. Si impara a controllare la forza e a “fare finta” (lo sparring leggero), non a farsi male.
C’è anche un arbitro 🧑⚖️ che ferma subito il gioco se c’è qualcosa che non va. Lo sport moderno è bello perché è prima di tutto un gioco sicuro e divertente!
COSE A CUI FARE ATTENZIONE: CONTROINDICAZIONI ✋🩺
Il Pancrazio moderno (l’erede della Pigmē) è uno sport bellissimo e completo, ma è anche molto faticoso! Si corre, si salta, si rotola, si usano tutti i muscoli. 💨
Per questo, non è adatto a tutti in ogni momento. Ci sono alcune “controindicazioni”, cioè dei casi in cui è meglio scegliere uno sport un po’ più tranquillo, o almeno aspettare.
La prima regola è: chiedere sempre al dottore o alla dottoressa! 🩺 Prima di iscriversi in palestra, bisogna fare una visita medica. Il dottore userà i suoi strumenti magici (come quello per sentire il cuore ❤️) per dirci se il nostro corpo è pronto per uno sport così faticoso.
Se un bambino o una bambina ha un problema al cuoricino che fa fatica, o se ha problemi a respirare (come un’asma molto forte), il Pancrazio potrebbe essere troppo stancante.
Anche se si sono avuti problemi seri alla schiena o al collo, è meglio parlarne con il medico. Nel Pancrazio c’è anche la lotta, e la schiena lavora tanto.
Questo sport non è adatto a chi si arrabbia facilmente 😠. Lo scopo non è fare male, ma imparare la tecnica e il controllo. Chi è troppo agitato deve prima imparare a calmarsi.
E non è adatto a chi ha paura del contatto fisico o di sudare. È uno sport dove si sta molto vicini ai compagni e si fa tanta, tanta fatica… ma sempre divertendosi! 🤗
ALLA FINE DEL VIAGGIO: CONCLUSIONI 🎉🥳
Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio nell’antica Grecia! 🗺️ Abbiamo scoperto un mondo incredibile, quello della Pygmē.
Abbiamo imparato che non era solo uno sport, ma un modo per i Greci di mostrare la loro Aretē (la loro eccellenza) e di diventare degli eroi 🦸, proprio come quelli delle leggende.
Abbiamo conosciuto campioni leggendari come Diagora, l’eroe buono e leale; Glauco, il gigante dalla forza incredibile; e Melancoma, l’atleta agile come il vento 💨, che vinceva solo schivando!
Abbiamo visto come si allenavano duramente nella palaestra, coperti di olio 🏺, colpendo il korykos (il sacco) e combattendo con le loro ombre (la skiamachia).
Abbiamo scoperto che la Pigmē antica oggi non esiste più, ma la sua fiamma 🔥 non si è spenta. Continua a vivere nel suo “cugino” moderno, il Pancrazio (Pankration).
Questo sport moderno è sicuro, divertente e insegna ai bambini e alle bambine di oggi gli stessi valori degli atleti di ieri: la resistenza (la Kartería), il coraggio e, soprattutto, il rispetto per i propri compagni e le proprie compagne.
DA DOVE ARRIVANO QUESTE STORIE? 📚💻
Forse ti stai chiedendo: “Ma queste storie sono vere? Come fate a saperle?”. È un’ottima domanda! Non le abbiamo inventate, ma le abbiamo scoperte grazie al lavoro di tanti “investigatori del passato” 🕵️♀️ (gli archeologi e gli storici).
Le nostre informazioni vengono da tre posti segreti:
Libri Antichissimi: 📜 Scrittori greci e romani di migliaia di anni fa hanno scritto di questi sport. Uno scrittore cieco di nome Omero, nel suo libro Iliade, ha descritto un incontro di Pigmē. Un viaggiatore di nome Pausania ha visitato la Grecia antica e ha scritto un diario ✍️ con tutte le leggende che sentiva, come quella di Glauco e del suo pugno-martello!
Vasi e Anfore Decorati: 🏺 Ai Greci piaceva tantissimo disegnare! Decoravano i loro vasi (che usavano per l’olio o il vino) con immagini della vita di tutti i giorni. Hanno disegnato tantissimi atleti! Grazie a questi disegni, oggi sappiamo come si mettevano in guardia (la probolē) o come colpivano il sacco (korykos).
Statue di Bronzo e Marmo: 🏛️ Quando un atleta vinceva, gli facevano una statua! La statua più famosa è il “Pugile in Riposo”, che si trova in un museo a Roma. Guardando quella statua, possiamo vedere benissimo le fasce sulle sue mani (himantes) e le sue orecchie da campione, un po’ gonfie!
Siti Web Moderni: 💻 Per le informazioni sullo sport di oggi (il Pancrazio), abbiamo guardato i siti ufficiali delle federazioni sportive, come la United World Wrestling (UWW) e la FIJLKAM italiana, per essere sicuri di dare le notizie giuste!
UN PICCOLO AVVISO IMPORTANTE: DISCLAIMER - AVVERTENZE ⚠️
Ciao bambini e bambine! 👋 Speriamo che questo viaggio nella storia vi sia piaciuto.
Vogliamo però ricordarvi una cosa importantissima. Questa pagina è un racconto informativo 📖. È come leggere un libro di storia o di avventura. Il nostro scopo è farvi conoscere la cultura e le tradizioni degli antichi Greci.
Questo NON È un manuale di istruzioni! La Pigmē antica, come abbiamo visto, era uno sport di migliaia di anni fa, con regole molto diverse e “toste”, senza le sicurezze che abbiamo oggi.
Per questo, NON DOVETE MAI provare a imitare i combattimenti antichi 🙅♂️🙅♀️. Non provate a costruire gli himantes o a combattere come loro, perché potreste farvi male o fare male a qualcuno.
Se queste storie di eroi e di sport vi hanno affascinato, e se vi è venuta voglia di provare uno sport da combattimento, parlatene con mamma e papà 👨👩👧👦.
Loro possono cercare una palestra moderna, sicura e certificata 🛡️ (come quelle di Pancrazio, Judo, Lotta o Karate), dove maestri e maestre bravissimi vi insegneranno a giocare, a muovervi e a divertirvi nel modo giusto, con tutte le protezioni e nel rispetto dei vostri compagni e compagne!
a cura di F. Dore – 2025