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L’Atarashi Naginata (新しいなぎなた), il cui nome significa letteralmente “Nuova Naginata”, è un’arte marziale giapponese moderna che si concentra sull’utilizzo della naginata (なぎなた), un’arma ad asta con una lama ricurva all’estremità, simile a un falcione o alabarda. Pur affondando le sue radici nella storia millenaria delle arti marziali giapponesi (Kobudo), l’Atarashi Naginata si è sviluppata nel XX secolo come una disciplina educativa e sportiva, accessibile a tutti, indipendentemente dal genere o dall’età.
Questa disciplina combina l’eleganza dei movimenti tradizionali con l’aspetto dinamico e competitivo di uno sport da combattimento. Non è solo imparare a maneggiare un’arma, ma un percorso di crescita personale che mira a sviluppare la disciplina, il rispetto, la concentrazione e la forza interiore, in linea con i principi del Budo (武道 – via marziale).
L’Atarashi Naginata si distingue per l’equilibrio tra la pratica delle forme codificate (Kata), che preservano le tecniche e i principi storici, e il combattimento libero (Shiai), che permette di applicare le tecniche in un contesto dinamico e controllato. L’uso di un’arma lunga come la naginata richiede un’ottima gestione della distanza (Maai), un corpo agile e ben coordinato, e una mente attenta e reattiva.
È un’arte marziale che, pur avendo origini legate all’uso sul campo di battaglia e successivamente alla pratica delle donne delle classi samurai, oggi è praticata da uomini e donne di ogni provenienza, offrendo un’opportunità unica di connettersi con una parte affascinante della cultura marziale giapponese.
COSA E'
L’Atarashi Naginata (新しいなぎなた), che si traduce come “Nuova Naginata” o “Naginata Moderna”, è una disciplina marziale giapponese che si concentra sull’uso della naginata (なぎなた), un’arma ad asta distintiva. Sebbene l’arma stessa abbia una storia molto antica in Giappone, l’Atarashi Naginata come disciplina strutturata e standardizzata è un fenomeno relativamente moderno, sviluppatosi principalmente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
L’arma, la naginata, consiste in un’asta lunga (generalmente tra 210 e 225 cm) con una lama ricurva all’estremità. Storicamente, era utilizzata sia dai guerrieri samurai che dai monaci guerrieri (Sōhei) e, in seguito, divenne un’arma associata alle donne delle classi samurai per la difesa della casa. L’Atarashi Naginata prende spunto dalle tecniche di diversi stili antichi (Koryu) di Naginatajutsu, ma le ha rielaborate e sistematizzate per creare un’arte marziale accessibile, con un forte focus sull’educazione fisica, sullo sviluppo del carattere e sulla competizione sportiva.
L’Atarashi Naginata non è solo un metodo di combattimento, ma una via (Do). La sua pratica mira a coltivare nel praticante qualità come la disciplina, il rispetto, l’umiltà, la concentrazione, la consapevolezza spaziale e il controllo del proprio corpo e della propria arma. È un percorso di miglioramento continuo, sia fisico che mentale.
La disciplina si articola principalmente in due aspetti interconnessi:
Shikake-Oji (仕掛け応じ): Sono esercizi prestabiliti eseguiti in coppia, che simulano attacchi e difese di base. Aiutano a imparare le tecniche fondamentali, il tempismo, la distanza e l’interazione con un partner.
Kata (型): Forme codificate che rappresentano sequenze di tecniche contro avversari immaginari. I Kata preservano i principi e i movimenti derivati dagli stili antichi e sono fondamentali per lo sviluppo della postura, del movimento del corpo e della comprensione profonda dell’arte.
Engi (演技): Una forma di Kata eseguita in coppia, dove l’obiettivo è mostrare la precisione, la fluidità e l’intenzione marziale. È una componente importante delle competizioni.
Shiai (試合): Combattimento libero. Questa è la componente sportiva dell’Atarashi Naginata. I praticanti, indossando un’armatura protettiva (Bogu) simile a quella del Kendo, si affrontano utilizzando una naginata da competizione (Shiai-yo Naginata) fatta di bambù, che permette di colpire in modo sicuro. L’obiettivo è colpire i bersagli validi sull’armatura dell’avversario.
L’Atarashi Naginata si distingue per la sua enfasi sull’etichetta (Reishiki) e sul rispetto reciproco. La pratica nel dojo è caratterizzata da un’atmosfera di disciplina e cortesia. È un’arte marziale che, pur essendo efficace, promuove valori educativi e la crescita armoniosa dell’individuo.
Oggi, l’Atarashi Naginata è praticata in Giappone e in numerosi paesi in tutto il mondo, sotto l’egida della International Naginata Federation (INF), dimostrando la sua accessibilità e il suo fascino universale come disciplina marziale e sportiva.
CARATTERISTICHE, FILOSOFIA E ASPETTI CHIAVE
L’Atarashi Naginata è una disciplina marziale con caratteristiche ben definite, una filosofia radicata nel Budo giapponese e aspetti chiave che la rendono unica e attraente per praticanti di diverse età e provenienze.
Una delle caratteristiche principali è l’uso della naginata come arma centrale. Questa arma ad asta lunga con lama ricurva richiede un approccio al combattimento che enfatizza la gestione della distanza (Maai). Il praticante deve imparare a utilizzare efficacemente la lunghezza dell’arma per tenere l’avversario a bada, per attaccare da una distanza di sicurezza e per entrare o uscire rapidamente dalla guardia dell’avversario.
Un’altra caratteristica distintiva è l’equilibrio tra la pratica tradizionale (Kata, Engi) e la componente sportiva (Shiai). I Kata e l’Engi preservano le tecniche e i principi degli antichi stili di Naginatajutsu, concentrandosi sulla forma perfetta, sulla fluidità del movimento e sull’intenzione marziale. Lo Shiai, d’altra parte, offre un’opportunità per applicare queste tecniche in un contesto dinamico e competitivo, sviluppando il tempismo, la strategia e la capacità di adattarsi a un avversario reale. Questa combinazione di tradizione e sportività rende l’allenamento vario e stimolante.
La filosofia dell’Atarashi Naginata è profondamente ancorata ai principi del Budo (武道). L’obiettivo ultimo della pratica non è semplicemente la vittoria in combattimento, ma lo sviluppo del carattere e il miglioramento personale attraverso la disciplina marziale. I valori fondamentali includono:
Rispetto (Rei): L’etichetta (Reishiki) è di primaria importanza. Il rispetto verso l’istruttore (Sensei), i compagni (Sempai e Kohai), le armi e il dojo è un elemento essenziale della pratica. Il saluto (Rei) è un gesto costante che sottolinea questo valore.
Disciplina (Shugyo): La pratica costante e rigorosa è necessaria per progredire. La disciplina si manifesta nell’impegno, nella concentrazione e nella volontà di superare le difficoltà.
Umiltà (Sonkei): La consapevolezza che c’è sempre qualcosa da imparare e che la via marziale è un percorso di miglioramento continuo, non una destinazione. Evitare l’arroganza e la presunzione.
Controllo (Seigyo): Controllo del proprio corpo, della propria arma e delle proprie emozioni. Essenziale per la sicurezza e l’efficacia nel combattimento.
Spirito Marziale (Seishin): Sviluppare la determinazione, il coraggio, la calma sotto pressione e la capacità di affrontare le sfide con una mente lucida.
Aspetti chiave della pratica includono:
Tecniche di Taglio e Affondo: La naginata permette una vasta gamma di tecniche di taglio (con la lama ricurva) e affondo (con la punta o l’estremità dell’asta). L’allenamento si concentra sulla precisione, la velocità e la potenza di questi attacchi.
Tecniche di Parata e Controllo: La lunghezza dell’asta permette anche efficaci tecniche di parata e controllo per deviare o bloccare gli attacchi dell’avversario.
Movimento del Corpo (Tai Sabaki): Essenziale per gestire la distanza e l’angolazione rispetto all’avversario, specialmente con un’arma lunga. Il Tai Sabaki permette di schivare gli attacchi e posizionarsi in modo vantaggioso.
Kiai (気合): L’urlo energetico che accompagna l’esecuzione di una tecnica potente. Aiuta a focalizzare l’energia e a manifestare lo spirito marziale.
Zanshin (残心): Lo stato di allerta mentale e prontezza che si mantiene anche dopo aver eseguito una tecnica. Essere sempre consapevoli dell’ambiente circostante e delle intenzioni dell’avversario.
Uke Waza (Tecniche di Ricezione): Nello Shiai, imparare a ricevere correttamente un colpo (anche se con protezione) è parte dell’allenamento e contribuisce alla sicurezza.
L’Atarashi Naginata è un’arte marziale che promuove lo sviluppo fisico, mentale e morale. La sua combinazione di tecniche tradizionali, principi filosofici e competizione sportiva la rende una disciplina completa e gratificante per chiunque sia interessato a un percorso marziale che unisce l’eleganza storica con l’applicazione pratica
LA STORIA
La storia dell’Atarashi Naginata è un racconto di adattamento, preservazione e rinascita, che affonda le sue radici in un passato guerriero ma fiorisce come disciplina educativa e sportiva nell’era moderna. Per comprenderla appieno, è necessario distinguere tra la storia dell’arma, la naginata, e la storia della disciplina moderna, l’Atarashi Naginata.
La naginata come arma ha una storia lunga e illustre in Giappone, risalente almeno al periodo Nara (710-794 d.C.). Le prime menzioni si trovano in testi antichi come il Kojiki e in dipinti che raffigurano battaglie. Inizialmente, la naginata era un’arma versatile utilizzata principalmente dai monaci guerrieri (Sōhei) e dalla fanteria. La sua lunghezza e la sua lama ricurva la rendevano efficace per affrontare avversari a cavallo e per mantenere la distanza in battaglia.
Durante il periodo Kamakura (1185-1333) e il periodo Muromachi (1336-1573), la naginata divenne un’arma molto popolare sul campo di battaglia, utilizzata da samurai e soldati di fanteria. La sua versatilità nel taglio e nell’affondo la rendeva efficace contro armature e cavalleria.
Tuttavia, con l’introduzione e la crescente diffusione delle armi da fuoco (come gli archibugi) nel periodo Sengoku (1467-1615) e il successivo consolidamento del potere centrale nel periodo Edo (1603-1868), l’importanza della naginata come arma sul campo di battaglia diminuì. Le lance (Yari) divennero più comuni per la fanteria, e la spada (Katana) rimase l’arma principale del samurai.
Nonostante il suo declino come arma militare primaria, la naginata non scomparve. Durante il pacifico periodo Edo, la pratica delle arti marziali si spostò dai campi di battaglia ai dojo, concentrandosi sullo sviluppo personale e sulla disciplina. La naginata divenne un’arma associata in modo particolare alle donne delle classi samurai. Veniva insegnata come parte della loro educazione, non solo per l’autodifesa della casa in assenza degli uomini, ma anche come mezzo per coltivare la disciplina, la grazia e la forza interiore. Nacquero diversi stili tradizionali (Koryu) di Naginatajutsu, molti dei quali enfatizzavano l’eleganza e la precisione dei movimenti.
Con la Restaurazione Meiji (1868) e la modernizzazione del Giappone, molte arti marziali tradizionali subirono un declino. Tuttavia, la pratica della naginata, in particolare tra le donne, continuò in alcune scuole e famiglie.
Il vero punto di svolta per la nascita dell’Atarashi Naginata si verificò nel periodo Showa (1926-1989), in particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel clima del dopoguerra, ci fu un rinnovato interesse per le arti marziali come mezzo per l’educazione fisica e lo sviluppo del carattere, ma con un approccio modernizzato e standardizzato.
Diverse figure chiave, tra cui maestri provenienti da vari stili tradizionali di Naginatajutsu, collaborarono per creare una forma di naginata che fosse accessibile a un pubblico più ampio, adatta all’insegnamento nelle scuole e praticabile a livello sportivo. Questo processo portò alla creazione dell’Atarashi Naginata.
Nel 1955, fu fondata la Zen Nihon Naginata Renmei (全日本なぎなた連盟), la Federazione di Naginata di Tutto il Giappone (spesso abbreviata in AJNF – All Japan Naginata Federation). Questa federazione ebbe il compito cruciale di raccogliere le tecniche e i principi dai vari stili tradizionali (in particolare Tendō-ryū e Jikishinkage-ryū, due dei principali stili antichi di Naginatajutsu) e di sistematizzarli in un programma tecnico standardizzato per l’Atarashi Naginata. Vennero definiti i Kata ufficiali, le tecniche di base (Kihon) e le regole per il combattimento sportivo (Shiai), inclusa l’introduzione dell’armatura protettiva (Bogu) e della naginata da competizione in bambù (Shiai-yo Naginata) per garantire la sicurezza.
L’Atarashi Naginata fu promossa come disciplina educativa, in particolare nelle scuole femminili, ma gradualmente guadagnò popolarità anche tra gli uomini. L’enfasi era posta sullo sviluppo fisico, mentale e morale, in linea con i principi del Budo moderno.
Negli anni successivi, l’Atarashi Naginata iniziò a diffondersi al di fuori del Giappone, grazie all’impegno di maestri giapponesi e di praticanti stranieri che studiarono in Giappone e riportarono l’arte nei loro paesi. Per coordinare questa crescita internazionale, fu fondata la International Naginata Federation (INF) nel 1990. La INF è l’organismo mondiale che promuove l’Atarashi Naginata a livello internazionale, organizza i Campionati del Mondo (World Naginata Championship) e stabilisce gli standard per la pratica e i gradi al di fuori del Giappone.
Oggi, l’Atarashi Naginata è praticata in numerosi paesi in Asia, Europa, America e Oceania. Mantiene un forte legame con la sua eredità storica attraverso lo studio dei Kata, ma è anche una disciplina sportiva dinamica con competizioni a vari livelli. La sua storia è un esempio di come un’antica arte marziale possa adattarsi ai tempi moderni, mantenendo i suoi valori fondamentali e offrendo un percorso di crescita per praticanti di ogni genere ed età.
IL FONDATORE
Parlare di un singolo “fondatore” dell’Atarashi Naginata nel senso in cui si identifica un fondatore per discipline come il Judo (Jigoro Kano) o l’Aikido (Morihei Ueshiba) è un po’ impreciso. L’Atarashi Naginata non è stata creata da una singola persona in un momento specifico, ma è il risultato di un processo di sistematizzazione e modernizzazione che ha coinvolto diverse figure chiave nel Giappone del dopoguerra. È stata un’opera collettiva, guidata da maestri che provenivano da vari stili tradizionali di Naginatajutsu e che collaborarono per creare una disciplina unificata e accessibile.
Tuttavia, se dovessimo identificare le figure più influenti in questo processo di fondazione e sviluppo dell’Atarashi Naginata, dovremmo considerare i maestri che hanno giocato un ruolo cruciale nella creazione e nella direzione della Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF), la Federazione di Naginata di Tutto il Giappone, fondata nel 1955. Fu questa organizzazione a definire il programma tecnico standardizzato, i Kata ufficiali e le regole per il Fighting System, dando forma all’Atarashi Naginata come disciplina moderna.
Tra le figure che ebbero un ruolo di primo piano nella nascita e nello sviluppo iniziale dell’AJNF e quindi dell’Atarashi Naginata, si possono menzionare maestri provenienti da importanti stili antichi (Koryu) di Naginatajutsu, in particolare il Tendō-ryū e il Jikishinkage-ryū. Le loro conoscenze e la loro esperienza furono fondamentali per selezionare e adattare le tecniche e i principi che sarebbero confluiti nel nuovo sistema.
Sebbene non esista un unico “fondatore” con una biografia specifica legata alla creazione solitaria dell’Atarashi Naginata, la figura di Maestra Sasamori Takaji (1886-1976) è spesso citata come una delle più influenti nel periodo di transizione e nella sistematizzazione iniziale. Sasamori Sensei era una maestra di alto livello di Jikishinkage-ryū Naginatajutsu e giocò un ruolo significativo nella promozione della naginata come disciplina educativa per le donne nel periodo pre-bellico e nella definizione del programma tecnico dell’AJNF nel dopoguerra. La sua dedizione e la sua competenza furono fondamentali per dare forma all’Atarashi Naginata.
Un’altra figura importante nei primi anni dell’AJNF fu Maestra Konishi Shizuko. Anche lei contribuì in modo significativo alla strutturazione del programma e alla diffusione dell’arte.
Questi maestri, insieme ad altri provenienti da diversi stili tradizionali, lavorarono in un comitato per creare un sistema che fosse efficace, sicuro per la pratica sportiva e adatto all’insegnamento su larga scala. Il loro obiettivo non era sostituire gli stili antichi (che continuano ad essere praticati separatamente come Koryu), ma creare una disciplina moderna che preservasse lo spirito della naginata e offrisse benefici educativi e fisici a un pubblico più ampio.
La storia del “fondatore” dell’Atarashi Naginata è quindi la storia di una collaborazione tra maestri di diverse tradizioni, uniti dalla visione di preservare l’essenza della naginata e di renderla accessibile nel mondo moderno. Non c’è un singolo individuo a cui attribuire la creazione esclusiva, ma un gruppo di maestri che, attraverso la Zen Nihon Naginata Renmei, hanno dato vita a questa nuova disciplina.
Il loro lavoro ha permesso all’Atarashi Naginata di diventare un’arte marziale standardizzata, con un programma tecnico definito, un sistema di gradi riconosciuto e una componente sportiva che ha favorito la sua diffusione in Giappone e, successivamente, a livello internazionale attraverso la International Naginata Federation (INF). La loro eredità vive oggi in ogni dojo dove si pratica l’Atarashi Naginata, un’arte che porta avanti i principi e le tecniche selezionati e sistematizzati da questi maestri pionieri.
MAESTRI FAMOSI
Nel panorama dell’Atarashi Naginata, la “fama” dei maestri è spesso legata al loro ruolo nella creazione e diffusione dell’arte moderna, alla loro eccellenza tecnica, alla loro capacità didattica e al loro contributo allo sviluppo della disciplina a livello nazionale e internazionale. Sebbene, come accennato, non esista un singolo fondatore, ci sono figure che si distinguono per il loro impatto significativo sulla crescita e sull’affermazione dell’Atarashi Naginata.
Le figure più influenti sono spesso quelle che hanno ricoperto o ricoprono ruoli di leadership nella Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF) in Giappone e nella International Naginata Federation (INF) a livello mondiale. Questi maestri sono i custodi del programma tecnico, i formatori degli istruttori di alto livello e i rappresentanti dell’arte sulla scena internazionale.
Tra i maestri che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’Atarashi Naginata, possiamo citare:
Maestra Sasamori Takaji (1886-1976): Come menzionato nel punto sulla fondazione, Sasamori Sensei è una figura cruciale nel periodo di transizione dagli stili antichi all’Atarashi Naginata. Maestra di Jikishinkage-ryū, fu una delle promotrici della naginata come disciplina educativa e giocò un ruolo fondamentale nella sistematizzazione del programma tecnico dell’AJNF. La sua influenza nella definizione delle basi dell’Atarashi Naginata è ampiamente riconosciuta.
Maestra Konishi Shizuko: Un’altra figura di spicco nei primi anni dell’AJNF. Insieme a Sasamori Sensei e altri, contribuì in modo significativo alla strutturazione del programma tecnico e alla diffusione dell’arte nel dopoguerra.
Maestri che hanno Contribuito alla Definizione dei Kata Ufficiali: La creazione dei Kata ufficiali dell’Atarashi Naginata ha richiesto la collaborazione di maestri provenienti da diversi stili antichi. Le figure che hanno partecipato a questo processo di selezione e adattamento delle tecniche sono considerate fondamentali per l’eredità dell’arte.
Maestri che hanno Diffuso l’Arte a Livello Internazionale: Con la fondazione della International Naginata Federation (INF), diversi maestri giapponesi hanno viaggiato in tutto il mondo per insegnare e promuovere l’Atarashi Naginata. Questi maestri, spesso inviati dall’AJNF, hanno avuto un ruolo cruciale nello stabilire le prime basi dell’arte in Europa, nelle Americhe e in Oceania. La loro capacità di trasmettere l’arte in contesti culturali diversi è stata fondamentale per la crescita globale.
Maestri di Alto Grado e Leader Attuali: Oggi, la “fama” nello Yoseikan Budo è spesso associata ai maestri che ricoprono i gradi più elevati (Kyoshi, Hanshi) e che occupano posizioni di leadership nella World Yoseikan Federation e nelle federazioni nazionali. Sono loro i responsabili della direzione tecnica, della formazione degli istruttori e della promozione dell’arte nel mondo contemporaneo. Nomi come Maestro Koji Kajikawa (che ha ricoperto incarichi importanti nella INF) o altri maestri di alto livello che guidano le federazioni nazionali in paesi con una forte presenza di Naginata sono figure di riferimento per i praticanti.
Campioni e Atleti di Successo: Anche nello Yoseikan Budo, gli atleti che ottengono successi nel Fighting System (Shiai) a livello nazionale e internazionale contribuiscono alla visibilità e alla “fama” dell’arte. Le loro prestazioni dimostrano l’efficacia pratica delle tecniche e ispirano le nuove generazioni.
È importante notare che, data la natura del Budo, la vera maestria è spesso riconosciuta all’interno della comunità per la profondità della comprensione, la qualità dell’insegnamento e l’integrità morale, oltre che per l’abilità tecnica. Molti maestri altamente rispettati all’interno dei loro dojo o delle loro federazioni nazionali potrebbero non essere ampiamente conosciuti al di fuori di quel contesto, ma il loro contributo alla trasmissione dell’arte è inestimabile.
La storia dei maestri famosi dell’Atarashi Naginata è quindi una storia di collaborazione, dedizione e diffusione. È la storia di figure che, partendo dalle antiche tradizioni, hanno saputo adattare e modernizzare l’arte, rendendola accessibile a un pubblico globale. La loro eredità vive oggi in ogni dojo dove si pratica l’Atarashi Naginata, portando avanti i principi e le tecniche che hanno contribuito a definire.
LEGGENDE, CURIOSITA', STORIE E ANEDDOTI
L’Atarashi Naginata, pur essendo una disciplina moderna, porta con sé l’eco di un passato ricco di storia e di leggende legate all’arma da cui deriva, la naginata. Sebbene le storie non siano sempre connesse direttamente all’Atarashi Naginata come disciplina sportiva, esse contribuiscono ad arricchirne il fascino e a fornire un contesto storico e culturale alla pratica.
Molte delle leggende più famose sulla naginata riguardano le Onna-bugeisha (女武芸者), le donne guerriere del Giappone feudale. Si narra che queste donne, spesso appartenenti a famiglie samurai, fossero addestrate nell’uso della naginata per la difesa della casa e della famiglia in assenza degli uomini. Figure leggendarie come Tomoe Gozen (una guerriera del periodo Genpei) o Nakano Takeko (che combatté nella Guerra Boshin nel XIX secolo) sono spesso associate all’immagine della donna guerriera armata di naginata. Queste storie, sebbene a volte romanticizzate, sottolineano il ruolo storico della naginata come arma utilizzata anche dalle donne e contribuiscono a spiegare perché l’Atarashi Naginata abbia avuto una forte componente femminile nel suo sviluppo moderno.
Un aneddoto storico interessante riguarda il declino della naginata come arma sul campo di battaglia con l’introduzione delle armi da fuoco. Si racconta che, nonostante la sua efficacia nel combattimento ravvicinato e contro la cavalleria, la naginata fosse meno pratica della lancia (Yari) per la fanteria di massa e meno prestigiosa della spada (Katana) per il samurai. Questo cambiamento nelle tattiche militari portò la naginata a trovare un nuovo ruolo come strumento di difesa domestica e come disciplina per lo sviluppo personale, in particolare per le donne.
Una curiosità legata alla naginata è la sua forma. La lama ricurva all’estremità di un’asta lunga la rende un’arma versatile, capace di tagliare, affondare, spazzare e agganciare. La lunghezza dell’asta permette di mantenere una distanza di sicurezza dall’avversario e di sfruttare la leva per generare potenza. Si dice che un maestro esperto di naginata potesse tenere a bada più avversari contemporaneamente grazie alla portata e alla velocità dell’arma.
Un aneddoto più moderno, legato alla nascita dell’Atarashi Naginata, riguarda il processo di unificazione dei vari stili tradizionali (Koryu). Si racconta che i maestri provenienti da stili diversi, come il Tendō-ryū e il Jikishinkage-ryū, abbiano dovuto lavorare insieme per selezionare e adattare le tecniche che sarebbero confluite nel programma standardizzato dell’Atarashi Naginata. Questo processo non fu sempre facile, richiedendo compromessi e una visione comune per creare una disciplina accessibile e sicura per la pratica sportiva.
Una curiosità pratica dell’Atarashi Naginata è l’uso della naginata da competizione (Shiai-yo Naginata), realizzata in bambù. Questa arma, pur imitando la forma e il bilanciamento di una naginata vera, è progettata per assorbire l’impatto dei colpi, permettendo ai praticanti di affrontarsi nel Fighting System (Shiai) con un rischio di infortunio significativamente ridotto rispetto all’uso di armi rigide. L’introduzione di questa arma sicura e dell’armatura protettiva (Bogu) è stata fondamentale per rendere l’Atarashi Naginata uno sport da combattimento praticabile.
Un altro aneddoto può riguardare la diffusione dell’Atarashi Naginata fuori dal Giappone. Si racconta di maestri giapponesi che, viaggiando in paesi stranieri, hanno dovuto superare barriere linguistiche e culturali per insegnare l’arte, trovando studenti entusiasti che hanno poi portato avanti la disciplina nei loro paesi. Queste storie evidenziano la passione e la dedizione necessarie per diffondere un’arte marziale a livello globale.
Infine, ci sono curiosità legate all’etichetta (Reishiki) e al rispetto nel dojo. Si racconta che l’attenzione ai dettagli nel saluto, nel modo di maneggiare l’arma e nell’interazione con i compagni sia così radicata da diventare una seconda natura per i praticanti esperti, riflettendo la disciplina mentale e il rispetto per la tradizione.
Queste leggende, curiosità, storie e aneddoti, pur variando in accuratezza storica, contribuiscono a creare un quadro più vivido e affascinante dell’Atarashi Naginata. Offrono uno sguardo sulla sua storia, sulla sua evoluzione e sui valori che animano i suoi praticanti, rendendo l’arte più accessibile e interessante per coloro che si avvicinano ad essa.
TECNICHE
Le tecniche dell’Atarashi Naginata sono state selezionate e sistematizzate dai vari stili tradizionali di Naginatajutsu per creare un sistema moderno ed efficace, adatto sia alla pratica educativa che alla competizione sportiva. Le tecniche si concentrano sull’utilizzo della naginata per colpire, affondare, parare e controllare l’avversario, ponendo una forte enfasi sulla gestione della distanza (Maai) e sul movimento del corpo (Tai Sabaki).
Le tecniche di base (Kihon) dell’Atarashi Naginata includono una serie di movimenti fondamentali con la naginata che vengono praticati ripetutamente per sviluppare la corretta postura, la presa, il movimento del corpo e la generazione di potenza. Questi includono:
Suburi (素振り): Oscillazioni del Bo (la parte in legno dell’asta della naginata) eseguite da sole per sviluppare la forza, la velocità e la precisione dei movimenti di taglio. Esistono vari tipi di Suburi (verticali, diagonali, laterali).
Uchi (打ち): Tecniche di taglio. Sono i colpi sferrati con la lama ricurva della naginata. Nello Yoseikan Budo si studiano diversi angoli e traiettorie di taglio, mirando ai bersagli validi sull’armatura dell’avversario (testa – Men, fianchi – Do, polsi – Kote, gola – Tsuki, tibie – Sune). L’esecuzione corretta dei tagli richiede un movimento fluido e potente che coinvolge tutto il corpo.
Tsuki (突き): Tecniche di affondo. Colpi di punta sferrati con l’estremità dell’asta della naginata. Nello Shiai, l’affondo alla gola (Tsuki) è un bersaglio valido e richiede grande precisione e controllo.
Harai (払い): Spazzate. Movimenti ampi e circolari con la naginata per spazzare via l’arma dell’avversario o per sbilanciarlo.
Nagi (薙ぎ): Falciate. Movimenti ampi e orizzontali con la lama, spesso utilizzati per colpire le gambe dell’avversario (Sune).
Mochi Kaeru (持ち替える): Cambi di presa. L’abilità di cambiare rapidamente la posizione delle mani sull’asta della naginata per adattarsi alla distanza e alla situazione.
Tai Sabaki (体捌き): Movimento del corpo. Spostamenti evasivi, angolari o rotatori per evitare gli attacchi dell’avversario, entrare nella sua guardia o posizionarsi in modo vantaggioso. Il Tai Sabaki è cruciale per gestire la distanza con un’arma lunga.
Ashi Sabaki (足捌き): Movimento dei piedi. I diversi tipi di passi (Okuri Ashi – passo di inseguimento, Ayumi Ashi – passo naturale, Hiraki Ashi – passo laterale/pivot) utilizzati per spostarsi rapidamente e mantenere l’equilibrio.
Le tecniche vengono praticate in diverse modalità:
Kihon Dosa (基本動作): Esecuzione dei movimenti di base da soli, concentrandosi sulla forma e sulla precisione.
Shikake-Oji (仕掛け応じ): Esercizi prestabiliti in coppia, dove un praticante attacca (Shikake) e l’altro difende e contrattacca (Oji), per praticare le tecniche in un contesto di interazione.
Kata (型): Sequenze formali di movimenti che simulano un combattimento contro avversari immaginari. I Kata preservano i principi e le tecniche degli stili antichi e sono fondamentali per lo sviluppo della postura, del ritmo e del Kime.
Engi (演技): Una forma di Kata eseguita in coppia, dove l’obiettivo è mostrare la precisione e la fluidità dell’esecuzione. È una componente importante delle competizioni.
Shiai (試合): Combattimento libero con l’armatura protettiva e la naginata di bambù. Permette di applicare le tecniche in un contesto dinamico e competitivo, sviluppando il tempismo, la distanza e la strategia.
Le tecniche dell’Atarashi Naginata richiedono un’ottima coordinazione tra le mani, i piedi e il corpo, un buon senso della distanza e la capacità di generare potenza attraverso il movimento fluido dell’arma. L’allenamento costante sviluppa la forza, la resistenza, la flessibilità e la reattività. È un’arte marziale che, pur essendo efficace, enfatizza il controllo e il rispetto reciproco, specialmente nella pratica del Fighting System.
I KATA
Nel mondo dell’Atarashi Naginata, le forme e le sequenze, note come Kata (型), rivestono un’importanza fondamentale. Sono il cuore dell’arte, i custodi delle tecniche e dei principi tramandati dagli antichi stili di Naginatajutsu. A differenza del combattimento libero (Shiai), che si concentra sull’applicazione dinamica in un contesto competitivo, i Kata enfatizzano la precisione della forma, la fluidità del movimento, il ritmo, la respirazione e l’espressione dell’intenzione marziale (Ki).
I Kata nell’Atarashi Naginata sono sequenze preordinate di movimenti che simulano un combattimento contro uno o più avversari immaginari. Ogni movimento all’interno di un Kata ha un significato marziale specifico e rappresenta un’applicazione di una tecnica (taglio, affondo, parata, sbilanciamento, ecc.). La pratica ripetuta dei Kata è essenziale per interiorizzare le tecniche, sviluppare la memoria muscolare, migliorare la postura e l’equilibrio, e comprendere i principi sottostanti all’arte.
Esistono diversi set di Kata nell’Atarashi Naginata, ma i più importanti e universalmente riconosciuti sono quelli definiti dalla Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF) durante la sistematizzazione dell’arte moderna. Questi Kata sono stati creati selezionando e adattando tecniche e principi provenienti da vari stili tradizionali (Koryu) di Naginatajutsu, in particolare il Tendō-ryū e il Jikishinkage-ryū.
I Kata dell’Atarashi Naginata includono:
Shikake-Oji (仕掛け応じ): Sebbene non siano Kata nel senso stretto di sequenze individuali contro avversari immaginari, gli Shikake-Oji sono esercizi prestabiliti eseguiti in coppia che fungono da base per l’apprendimento dei Kata e del Bunkai. Consistono in una serie di attacchi (Shikake) e risposte/contrattacchi (Oji) predefiniti. Sono fondamentali per sviluppare il tempismo, la distanza e l’interazione con un partner.
Kata Individuali: Sono sequenze eseguite da soli contro avversari immaginari. Questi Kata permettono al praticante di concentrarsi sulla propria forma, sul movimento del corpo, sulla respirazione e sull’applicazione dei principi. La loro pratica sviluppa la disciplina mentale e la capacità di visualizzare il combattimento.
Zen Nihon Naginata Kata (全日本なぎなた形): Questo è un set di Kata ufficiali definiti dall’AJNF, considerati fondamentali per la pratica dell’Atarashi Naginata moderna. Sono eseguiti con una naginata di legno rigido (Kata-yo Naginata) e richiedono grande precisione e controllo. Questi Kata sono spesso utilizzati negli esami di grado.
Un aspetto importante delle forme nell’Atarashi Naginata è l’Engi (演技). L’Engi è una forma di Kata eseguita in coppia, dove due praticanti (Tori e Uke) eseguono una sequenza prestabilita di attacchi e difese. L’obiettivo nell’Engi è mostrare la precisione, la fluidità, il ritmo, il Kime (focalizzazione dell’energia) e l’intenzione marziale. L’Engi è una componente importante delle competizioni, dove le coppie vengono giudicate sulla qualità della loro esecuzione.
Il Bunkai (分解), l’applicazione pratica dei movimenti del Kata, è studiato nell’Atarashi Naginata per comprendere il significato marziale delle sequenze. L’istruttore spiega come i movimenti del Kata possono essere utilizzati in situazioni di combattimento reale, e i praticanti si esercitano ad applicarli in coppia, spesso con un partner che simula l’attacco.
La pratica dei Kata nello Yoseikan Budo non è solo un esercizio fisico, ma un percorso di sviluppo mentale e spirituale. Richiede concentrazione (Zanshin), disciplina, pazienza e la volontà di perfezionare ogni dettaglio. È attraverso la pratica costante dei Kata che il praticante interiorizza i principi dell’arte e sviluppa un profondo legame con la sua eredità storica.
I Kata sono uno strumento essenziale per la progressione nel Kobudo. L’apprendimento e la padronanza di specifici Kata sono requisiti per il passaggio di grado (Kyu e Dan). L’esecuzione dei Kata negli esami è valutata in base alla precisione, alla potenza, al ritmo e allo spirito.
In sintesi, i Kata e le forme (inclusi Shikake-Oji ed Engi) sono elementi centrali dell’Atarashi Naginata. Sono i custodi delle tecniche e dei principi dell’arte, strumenti fondamentali per lo sviluppo fisico, mentale e marziale del praticante. La loro pratica, combinata con lo studio del Bunkai e l’allenamento nel Fighting System, offre un percorso completo per padroneggiare l’antica e moderna via del falcione giapponese.
UNA TIPICA SEDUTA DI ALLENAMENTO
Una tipica seduta di allenamento di Atarashi Naginata è un’esperienza strutturata che combina disciplina, preparazione fisica, studio tecnico e pratica applicata. L’obiettivo è sviluppare nel praticante non solo l’abilità nel maneggiare la naginata, ma anche le qualità mentali e fisiche necessarie per il Budo. L’allenamento si svolge in un dojo (luogo di pratica) e segue generalmente una sequenza consolidata per massimizzare l’apprendimento e garantire la sicurezza.
La lezione inizia con il rituale di ingresso e il saluto (Rei). I praticanti, indossando il loro Keikogi pulito e ordinato, entrano nel dojo con rispetto. Si allineano in ordine di grado e, sotto la guida dell’istruttore (Sensei) o del Sempai, eseguono un saluto formale verso il Kamiza (lato d’onore del dojo) e verso l’istruttore. Questo momento stabilisce l’atmosfera di disciplina e rispetto che permea l’intera lezione.
Segue un riscaldamento completo (Junbi Undo). Questa fase è cruciale per preparare il corpo all’allenamento, che può essere fisicamente impegnativo. Il riscaldamento include esercizi cardio leggeri, mobilità articolare (con particolare attenzione a spalle, polsi, anche e colonna vertebrale, importanti per maneggiare la naginata) e stretching dinamico. L’obiettivo è aumentare la temperatura corporea, migliorare la flessibilità e ridurre il rischio di infortuni.
Dopo il riscaldamento, si passa al Kihon (basi). Questa fase è dedicata alla pratica ripetuta dei movimenti fondamentali con la naginata. I praticanti eseguono esercizi come:
Suburi: Oscillazioni del Bo (parte in legno della naginata) per sviluppare forza, velocità e precisione nei movimenti di taglio.
Tecniche di Base: Pratica dei colpi (Uchi), affondi (Tsuki) e parate (Uke) fondamentali, concentrandosi sulla corretta postura, sulla presa sull’arma, sul movimento del corpo e sulla generazione di potenza.
Ashi Sabaki: Esercizi sui movimenti dei piedi (Okuri Ashi, Ayumi Ashi, Hiraki Ashi) per migliorare la velocità e l’equilibrio negli spostamenti.
Cambi di Presa (Mochi Kaeru): Pratica del cambio rapido della posizione delle mani sull’asta della naginata.
Il Kihon viene praticato individualmente o in fila, con l’istruttore che fornisce correzioni per garantire l’esecuzione corretta dei movimenti.
Una parte importante della lezione è dedicata alla pratica dei Kata (forme) e dell’Engi (Kata in coppia). Gli studenti eseguono i Kata appresi, concentrandosi sulla precisione della forma, sul ritmo, sul Kime e sull’intenzione marziale. L’istruttore fornisce feedback per migliorare l’esecuzione. La pratica dell’Engi in coppia sviluppa la coordinazione con un partner e la capacità di eseguire le forme in modo fluido e armonioso.
Lo studio dello Shikake-Oji (esercizi prestabiliti attacco-difesa in coppia) è un’altra componente fondamentale. Questi esercizi permettono di praticare le tecniche di base e le loro applicazioni in un contesto di interazione con un partner, sviluppando il tempismo e la distanza.
A seconda del programma e del livello degli studenti, una parte significativa della lezione può essere dedicata al Fighting System (Shiai). In questa fase, i praticanti indossano l’armatura protettiva (Bogu) e si affrontano in incontri controllati utilizzando la naginata di bambù. L’obiettivo è applicare le tecniche apprese in un contesto dinamico, sviluppando il tempismo, la distanza, la strategia e la capacità di reagire a un avversario reale. Lo Shiai si svolge sempre sotto l’attenta supervisione dell’istruttore per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole.
La lezione può includere anche esercizi specifici per migliorare la forza, la resistenza o la flessibilità, mirati alle esigenze della pratica della naginata.
La seduta di allenamento si conclude con una fase di raffreddamento e un saluto finale. Il raffreddamento include stretching per favorire il recupero muscolare. Il saluto finale, simile a quello iniziale, è un momento per mostrare rispetto e gratitudine. In molte scuole, può esserci un breve momento di meditazione (Mokuso) per calmare la mente e riflettere sulla pratica.
Durante tutta la lezione, l’atmosfera nel dojo è caratterizzata da disciplina, concentrazione e rispetto reciproco. L’istruttore guida con competenza e attenzione, e i praticanti si impegnano seriamente, supportandosi a vicenda.
In sintesi, una tipica seduta di allenamento di Atarashi Naginata è un’esperienza completa che combina preparazione fisica, pratica delle basi e delle tecniche, studio delle forme (Kata ed Engi), esercizi in coppia (Shikake-Oji) e combattimento sportivo controllato (Shiai). È un percorso strutturato che mira a sviluppare il praticante in modo olistico, unendo l’abilità tecnica con le qualità mentali e fisiche del Budo.
GLI STILI E LE SCUOLE
Nel contesto dell’Atarashi Naginata, parlare di “stili” richiede una precisazione importante. L’Atarashi Naginata è nata nel dopoguerra proprio con l’obiettivo di unificare e standardizzare le tecniche e i principi derivati dai vari stili antichi (Koryu) di Naginatajutsu in un’unica disciplina moderna, accessibile e praticabile a livello sportivo. Pertanto, a differenza di arti marziali con molteplici scuole storiche e stili distinti (come il Karate o il Jujutsu), l’Atarashi Naginata si presenta come un sistema unificato.
Esiste un programma tecnico standardizzato definito dalla Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF) in Giappone e riconosciuto a livello internazionale dalla International Naginata Federation (INF). Questo programma include le tecniche di base (Kihon), i Kata ufficiali (come i Zen Nihon Naginata Kata) e le regole per il Fighting System (Shiai).
Tuttavia, pur esistendo un sistema unificato, la pratica dell’Atarashi Naginata si articola in numerose scuole (Dojo) e federazioni nazionali in tutto il mondo. Queste entità, pur aderendo al programma tecnico standardizzato, possono presentare alcune sfumature o enfasi didattiche leggermente diverse, influenzate dall’esperienza e dalla formazione specifica degli istruttori.
Le differenze tra le scuole non costituiscono “stili” separati nel senso tradizionale, ma piuttosto variazioni nell’approccio pedagogico o nell’interpretazione di alcuni dettagli. Ad esempio:
Enfasi Didattica: Alcuni istruttori potrebbero porre maggiore enfasi sulla pratica dei Kata, mentre altri potrebbero dedicare più tempo al Fighting System o agli esercizi di base.
Metodologia di Insegnamento: Le metodologie didattiche specifiche utilizzate dall’istruttore possono variare.
Influenze dal Lignaggio di Provenienza: Sebbene l’Atarashi Naginata abbia unificato tecniche da diversi Koryu, l’istruttore potrebbe avere un background più forte in uno stile antico specifico (come Tendō-ryū o Jikishinkage-ryū) e questo potrebbe influenzare leggermente il modo in cui insegna o interpreta certi movimenti (pur rimanendo all’interno del quadro dell’Atarashi Naginata).
Focus su Aspetti Specifici: Alcune scuole potrebbero concentrarsi maggiormente sull’aspetto sportivo e competitivo, mentre altre potrebbero enfatizzare maggiormente l’aspetto educativo e filosofico.
La struttura organizzativa dell’Atarashi Naginata a livello globale è piramidale, con la International Naginata Federation (INF) al vertice, le federazioni continentali (come la European Naginata Federation – ENF) e le federazioni nazionali affiliate in ciascun paese. Le scuole (Dojo) sono affiliate alle rispettive federazioni nazionali.
Studiare in un dojo affiliato a una federazione nazionale riconosciuta dalla INF garantisce di apprendere l’Atarashi Naginata autentica e di poter partecipare a eventi e ottenere gradi riconosciuti a livello internazionale.
È importante distinguere l’Atarashi Naginata dai Koryu Naginatajutsu, gli stili antichi di naginata che continuano ad essere praticati separatamente. Questi stili tradizionali hanno i propri programmi tecnici, Kata e metodologie di insegnamento, che possono differire significativamente dall’Atarashi Naginata. L’Atarashi Naginata ha preso ispirazione da questi stili, ma li ha rielaborati per creare una disciplina moderna e standardizzata.
In sintesi, nello Yoseikan Budo non esistono “stili” multipli nel senso tradizionale. Esiste un unico sistema, lo Yoseikan Budo, creato dal Maestro Hiroo Mochizuki e promosso a livello globale dalla World Yoseikan Federation. Le differenze tra le scuole si manifestano principalmente nell’enfasi didattica o in lievi variazioni nell’interpretazione, ma il cuore del sistema e i suoi principi fondamentali rimangono gli stessi. La struttura organizzativa, con la WYF al centro e le federazioni nazionali affiliate, garantisce la coerenza e la standardizzazione dell’arte in tutto il mondo.
In sintesi, l’Atarashi Naginata è un sistema unificato basato su un programma tecnico standardizzato. Le “scuole” o dojo sono i luoghi di pratica locali, affiliati a federazioni nazionali che a loro volta sono affiliate alla European Naginata Federation (ENF) e alla International Naginata Federation (INF). Le variazioni tra le scuole riguardano principalmente l’enfasi didattica o l’interpretazione di alcuni dettagli, non la struttura fondamentale dell’arte. La scelta di una scuola dipende dalla disponibilità locale e dall’affinità con l’istruttore e l’ambiente del dojo.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
La pratica dell’Atarashi Naginata in Italia è una realtà presente e attiva, sebbene forse meno diffusa rispetto ad altre arti marziali giapponesi più conosciute come il Karate o il Judo. L’arte ha trovato un gruppo di appassionati che, con dedizione, lavorano per promuoverla e diffonderla sul territorio nazionale.
La situazione dello Yoseikan Budo in Italia è strettamente legata alla sua diffusione in Europa e all’organizzazione internazionale dell’arte. L’ente che rappresenta ufficialmente l’Atarashi Naginata in Italia è la Confederazione Italiana Kendo (CIK). Questa federazione, come suggerisce il nome, si occupa principalmente della promozione e della diffusione del Kendo (la via della spada), ma include anche altre discipline marziali giapponesi affini, tra cui lo Iaido (l’arte di estrarre la spada), il Jodo (la via del bastone) e, appunto, l’Atarashi Naginata.
L’inclusione dell’Atarashi Naginata all’interno della CIK riflette spesso un legame storico e pratico tra queste discipline, che condividono principi di movimento, etichetta e l’uso di armi basate su aste o lame. Molti praticanti di Naginata in Italia hanno anche un background nel Kendo o in altre arti marziali giapponesi.
La Confederazione Italiana Kendo (CIK) è l’ente riconosciuto a livello nazionale per l’Atarashi Naginata e funge da collegamento tra i dojo e i praticanti italiani e le organizzazioni internazionali.
La CIK è affiliata a livello europeo alla European Naginata Federation (ENF) e a livello mondiale alla International Naginata Federation (INF). Queste affiliazioni garantiscono che lo Yoseikan Budo praticato in Italia sia in linea con gli standard internazionali e che i praticanti e gli istruttori italiani possano partecipare a eventi e ottenere gradi riconosciuti a livello europeo e mondiale.
Le attività principali svolte dalla CIK per l’Atarashi Naginata in Italia includono:
Promozione e Diffusione: Organizzare eventi, dimostrazioni e iniziative per far conoscere l’Atarashi Naginata al pubblico italiano.
Formazione Istruttori: Organizzare corsi e stage per la formazione e l’aggiornamento degli istruttori italiani, garantendo la qualità dell’insegnamento.
Gestione dei Gradi: Supervisionare gli esami per il passaggio di grado (Kyu e Dan) in Italia, in conformità con i criteri della ENF e della INF.
Organizzazione Eventi Nazionali: Organizzare stage nazionali, seminari con maestri italiani e stranieri, e competizioni di Fighting System (Shiai) a livello nazionale.
Selezione e Preparazione della Squadra Nazionale: Selezionare e preparare gli atleti italiani per partecipare ai Campionati Europei e ai Campionati del Mondo di Naginata.
I dojo dove si pratica l’Atarashi Naginata in Italia sono generalmente affiliati alla CIK. Per trovare un dojo o avere informazioni su dove praticare, è consigliabile consultare il sito web della Confederazione Italiana Kendo.
Contatti Rilevanti per l’Atarashi Naginata (Italia, Europa, Mondo) – Neutralità:
Confederazione Italiana Kendo (CIK) – Italia:
Ente nazionale che promuove l’Atarashi Naginata in Italia.
Sito Web:
https://confederazioneitalianakendo.it/(Verificare la sezione dedicata alla Naginata)Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
European Naginata Federation (ENF) – Organizzazione Europea:
Coordina le attività di Atarashi Naginata in Europa.
Sito Web:
https://naginata-federation.eu/Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
International Naginata Federation (INF) – Organizzazione Mondiale:
Organismo internazionale di riferimento per l’Atarashi Naginata.
Sito Web:
https://internationalnaginata.org/Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF) – Organizzazione in Giappone:
La federazione di riferimento in Giappone, che ha definito l’Atarashi Naginata moderna.
Sito Web: Una ricerca per “Zen Nihon Naginata Renmei official website” o “All Japan Naginata Federation official website” è consigliata per trovare il portale corretto.
Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili sul sito ufficiale.
La situazione dell’Atarashi Naginata in Italia è quella di una disciplina di nicchia ma con una comunità dedicata e ben organizzata, che mantiene stretti legami con le strutture internazionali per garantire l’autenticità e la qualità della pratica. L’inclusione all’interno della CIK fornisce un quadro organizzativo solido per la sua promozione e diffusione nel paese.
TERMINOLOGIA TIPICA
La terminologia utilizzata nell’Atarashi Naginata è prevalentemente giapponese, riflettendo le origini dell’arte e la sua connessione con il Budo tradizionale. Comprendere questi termini è fondamentale per seguire le istruzioni dell’istruttore, studiare le tecniche e le forme e immergersi nella cultura della disciplina. Molti termini sono condivisi con altre arti marziali giapponesi, in particolare quelle che utilizzano armi o che hanno una forte componente di Budo.
Ecco un lessico dei termini più comuni e importanti nell’Atarashi Naginata:
Naginata (なぎなた): L’arma ad asta con lama ricurva.
Atarashi Naginata (新しいなぎなた): La disciplina moderna della Naginata (“Nuova Naginata”).
Budo (武道): Via marziale. Il percorso di sviluppo personale attraverso la disciplina marziale.
Dojo (道場): Luogo di pratica.
Sensei (先生): Maestro, insegnante.
Sempai (先輩): Studente anziano.
Kohai (後輩): Studente giovane.
Rei (礼): Saluto, inchino. Fondamentale per esprimere rispetto.
Reishiki (礼式): Etichetta, cerimoniale del dojo. L’insieme delle regole di comportamento.
Keikogi (稽古着) o Gi (着): Uniforme di allenamento.
Obi (帯): Cintura. Indica il grado.
Kyu (級): Gradi inferiori.
Dan (段): Gradi superiori (cintura nera).
Kamae (構え): Posizione di guardia. La postura adottata con la naginata. Esistono diverse Kamae (es. Chudan no Kamae, Jodan no Kamae, Gedan no Kamae, Waki Kamae, Hasso no Kamae, Mugamae).
Kihon (基本): Basi, fondamentali. La pratica dei movimenti di base.
Suburi (素振り): Oscillazioni del Bo (parte in legno della naginata) per allenare i movimenti di taglio.
Uchi (打ち): Colpo di taglio.
Tsuki (突き): Affondo, colpo di punta.
Harai (払い): Spazzata, deviazione.
Nagi (薙ぎ): Falciata (spesso alle gambe).
Uke (受け): Parata, blocco. Può anche riferirsi alla persona che subisce la tecnica in coppia.
Tori (取り): Colui che esegue la tecnica in coppia.
Shikake-Oji (仕掛け応じ): Esercizi prestabiliti attacco-difesa in coppia. “Shikake” è l’attacco, “Oji” è la risposta/contrattacco.
Kata (型): Forma, sequenza preordinata di movimenti contro avversari immaginari.
Engi (演技): Kata eseguito in coppia, valutato per la precisione e l’intenzione.
Bunkai (分解): Applicazione pratica dei movimenti del Kata.
Shiai (試合): Combattimento libero, competizione sportiva.
Shiai-jo (試合場): Area di combattimento.
Bogu (防具): Armatura protettiva utilizzata nello Shiai.
Men (面): Elmo (protegge testa, viso, gola).
Do (胴): Corpetto (protegge il tronco).
Tare (垂れ): Gonnellino (protegge i fianchi e la parte inferiore dell’addome).
Kote (小手): Guanti (proteggono le mani e i polsi).
Sune-ate (脛当て): Parastinchi (proteggono le tibie).
Shiai-yo Naginata (試合用なぎなた): Naginata da competizione, fatta di bambù.
Kata-yo Naginata (形用なぎなた): Naginata di legno rigido, usata per i Kata.
Tai Sabaki (体捌き): Movimento del corpo, spostamenti strategici.
Ashi Sabaki (足捌き): Movimento dei piedi.
Okuri Ashi (送り足): Passo di inseguimento.
Ayumi Ashi (歩み足): Passo naturale.
Hiraki Ashi (開き足): Passo laterale/pivot.
Tsugi Ashi (継ぎ足): Passo in cui un piede segue l’altro.
Fumikae Ashi (踏み換え足): Cambio di piede.
Kiai (気合): Urlo energetico.
Zanshin (残心): Stato di allerta mentale e prontezza.
Kime (決め): Focalizzazione dell’energia.
Maai (間合): Distanza di combattimento.
Kiai (気合): Urlo energetico.
Oji Waza (応じ技): Tecniche di risposta/contrattacco.
Shikake Waza (仕掛け技): Tecniche di attacco.
Questa terminologia è essenziale per la comunicazione nel dojo e per una comprensione approfondita della pratica dell’Atarashi Naginata. Impararla è parte integrante del percorso di apprendimento.
ABBIGLIAMENTO
L’abbigliamento nell’Atarashi Naginata varia a seconda della fase di allenamento o dell’attività. Per la pratica di base, i Kata e gli esercizi in coppia, si indossa un’uniforme tradizionale giapponese. Per il combattimento libero (Shiai) e alcuni esercizi specifici, si indossa un’armatura protettiva.
L’uniforme di base è il Keikogi (稽古着), simile a quello utilizzato in altre arti marziali giapponesi come il Kendo o lo Iaido. È composto da:
Uwagi (上衣): La giacca. È una giacca ampia e robusta, solitamente di cotone, di colore bianco o blu scuro. Viene indossata incrociando il lato sinistro sopra il lato destro e tenuta chiusa dalla cintura.
Hakama (袴): Un ampio pantalone a pieghe, tradizionale giapponese, di colore nero o blu scuro. L’Hakama simboleggia i valori del Budo e la sua pratica aiuta a sviluppare una postura corretta e stabile, nascondendo i movimenti delle gambe e rendendo più difficile per l’avversario prevedere le intenzioni.
Gi (着) o Shitagi (下着): Un indumento leggero indossato sotto la giacca, solitamente bianco.
Obi (帯): La cintura. Nello Yoseikan Budo, come in altre arti marziali, la cintura indica il grado (Kyu o Dan). Il sistema di colori varia, ma il bianco è per i principianti, seguito da altri colori per i Kyu e il nero per i Dan.
Per la pratica di base, i Kata e gli Shikake-Oji, si indossa il Keikogi (Uwagi, Hakama, Gi) con la cintura. Si pratica a piedi nudi (o con Tabi, calzini tradizionali con la separazione dell’alluce, in alcuni casi) per mantenere una buona connessione con il pavimento e sviluppare l’equilibrio.
Per il Fighting System (Shiai), è obbligatorio indossare un’armatura protettiva (Bogu – 防具), molto simile a quella utilizzata nel Kendo, ma con alcune differenze specifiche per la pratica della naginata. L’armatura protegge i bersagli validi (Men, Kote, Do, Tare, Sune). Il Bogu è composto da:
Men (面): Elmo con griglia metallica per proteggere il viso, la testa, la gola e le spalle.
Do (胴): Corpetto rigido per proteggere il tronco.
Tare (垂れ): Gonnellino protettivo che copre i fianchi e la parte inferiore dell’addome.
Kote (小手): Guanti imbottiti per proteggere le mani e i polsi. I Kote per la naginata sono leggermente diversi da quelli del Kendo, spesso divisi in tre sezioni per consentire una maggiore flessibilità del polso.
Sune-ate (脛当て): Parastinchi per proteggere le tibie, che sono un bersaglio valido nell’Atarashi Naginata.
Sotto il Bogu, si indossa il Keikogi e un Tenugui (un panno di cotone) avvolto intorno alla testa per assorbire il sudore e migliorare il comfort sotto il Men.
L’abbigliamento nell’Atarashi Naginata riflette la sua duplice natura: il Keikogi tradizionale per la pratica delle forme e dei principi, e l’armatura per la pratica dinamica e sportiva del combattimento. Indossare l’uniforme e l’armatura correttamente è parte integrante dell’etichetta e della sicurezza. Mantenere l’abbigliamento pulito e in buone condizioni è un segno di rispetto per l’arte, il dojo e i compagni.
ARMI
L’arma centrale e distintiva dell’Atarashi Naginata è, ovviamente, la naginata (なぎなた) stessa. È un’arma ad asta con una lama ricurva all’estremità, la cui forma e lunghezza la rendono unica nel panorama delle arti marziali giapponesi. Nello Yoseikan Budo, si utilizzano diversi tipi di naginata a seconda della fase di allenamento o dell’attività.
La naginata si compone di diverse parti:
Ebu (柄): L’asta, la parte lunga e cilindrica dell’arma. Generalmente realizzata in legno (come quercia bianca) o, per le naginata da competizione, in bambù.
Habu (刃部): La parte della lama.
Kissaki (切先): La punta della lama.
Sendanmaki (筅段巻き): La parte di collegamento tra l’asta e la lama, spesso rinforzata.
Monouchi (物打ち): La parte della lama (o del Bo per le naginata da allenamento) che viene utilizzata per sferrare i colpi di taglio.
Ishizuki (石突き): L’estremità inferiore dell’asta, a volte dotata di un puntale metallico (sebbene nelle naginata da allenamento e competizione sia solitamente arrotondata per sicurezza).
Nello Yoseikan Budo si utilizzano principalmente tre tipi di naginata:
Kata-yo Naginata (形用なぎなた): La naginata per la pratica dei Kata e degli esercizi di base. È realizzata in legno rigido, solitamente quercia bianca, e ha le dimensioni e il peso approssimativi di una naginata storica. Viene utilizzata per praticare le forme (Kata ed Engi) e gli esercizi di base (Kihon) dove non c’è contatto diretto con un partner. La sua rigidità permette di sentire la precisione e la potenza dei movimenti.
Shiai-yo Naginata (試合用なぎなた): La naginata per il Fighting System (Shiai). Questa è un’arma progettata specificamente per la competizione sicura. È realizzata in bambù (o materiali compositi che ne imitano le proprietà di assorbimento degli urti) ed è costruita in modo da flettersi e assorbire l’impatto dei colpi, riducendo il rischio di infortuni quando si colpisce un avversario che indossa l’armatura. La sua struttura in bambù la rende flessibile e meno pericolosa di una naginata rigida in un contesto di combattimento dinamico.
Mokuju Naginata (木銃なぎなた): In alcune scuole o per esercizi specifici, si possono utilizzare naginata interamente in legno (simili a un Bo lungo) senza una lama distintiva, o con una lama in legno non affilata. Queste possono essere utilizzate per esercizi di base o per la pratica in coppia a bassa intensità.
La lunghezza della naginata varia a seconda dell’età e dell’altezza del praticante, ma generalmente è tra 210 e 225 cm per gli adulti. Questa lunghezza è un elemento cruciale che definisce la strategia e le tecniche dell’arte, enfatizzando la gestione della distanza (Maai).
L’apprendimento dell’uso della naginata nello Yoseikan Budo include:
Prese (Grip): Imparare a tenere correttamente la naginata con entrambe le mani, variando la presa a seconda della tecnica o della distanza.
Movimento del Corpo e dell’Arma: Sviluppare la coordinazione tra il movimento del corpo (Tai Sabaki) e il movimento della naginata per sferrare colpi potenti e precisi e per difendersi efficacemente.
Generazione di Potenza: Imparare a utilizzare la leva e la velocità generate dal movimento del corpo e dell’asta per dare potenza ai colpi di taglio e affondo.
Gestione della Distanza (Maai): Sviluppare la capacità di utilizzare la lunghezza della naginata per controllare la distanza dall’avversario, attaccando quando si è al sicuro e difendendosi quando l’avversario si avvicina.
Transizioni: Imparare a passare fluidamente da una tecnica all’altra e a cambiare rapidamente la posizione dell’arma per adattarsi alla situazione.
Le armi nello Yoseikan Budo non sono solo strumenti per il combattimento, ma anche strumenti didattici. La pratica con la naginata sviluppa qualità fisiche e mentali uniche, come la consapevolezza spaziale, l’equilibrio, la coordinazione e la concentrazione. Trattare la naginata con rispetto e cura è parte integrante della disciplina e dell’etichetta del dojo.
In sintesi, la naginata è l’arma centrale dell’Atarashi Naginata. L’arte prevede l’uso di diversi tipi di naginata (legno rigido per i Kata, bambù per lo Shiai) per scopi specifici. Lo studio delle armi è integrato con le tecniche a mani nude e si basa sull’applicazione dei principi fondamentali dell’arte, in particolare l’onda vibrante, per sviluppare un praticante versatile e capace di gestire diverse distanze e situazioni di combattimento.
A CHI E' INDICATO E A CHI NO
L’Atarashi Naginata è una disciplina marziale che, grazie alla sua natura moderna, al suo focus sull’educazione fisica e alla componente sportiva, è accessibile a una vasta gamma di persone. Tuttavia, come ogni attività fisica e marziale, presenta delle considerazioni su chi potrebbe trovarla particolarmente adatta e per chi potrebbe essere necessario un approccio più cauto.
Valutare a chi è indicato l’Atarashi Naginata significa considerare le sue caratteristiche specifiche, le esigenze fisiche e l’ambiente di pratica.
A Chi È Generalmente Indicato l’Atarashi Naginata
L’Atarashi Naginata offre un percorso di crescita unico e gratificante per coloro che sono attratti dalla sua combinazione di tradizione, disciplina e sportività. È particolarmente indicato per individui che:
Sono Interessati alle Arti Marziali Giapponesi e alle Armi Tradizionali: Chi è affascinato dalla cultura marziale giapponese, dalla storia dei samurai e delle donne guerriere, e desidera imparare a maneggiare un’arma tradizionale come la naginata, troverà nell’Atarashi Naginata un’opportunità unica. È un modo per connettersi con un aspetto meno conosciuto ma affascinante del Budo giapponese.
Cercano una Disciplina che Combini Forma e Applicazione: L’Atarashi Naginata offre un equilibrio tra la pratica delle forme codificate (Kata, Engi), che sviluppano la precisione e la comprensione dei principi, e il combattimento libero (Shiai), che permette di applicare le tecniche in un contesto dinamico. Questo mix è ideale per chi desidera sia la profondità della tradizione che l’applicazione pratica.
Vogliono Migliorare la Coordinazione, l’Equilibrio e la Consapevolezza Spaziale: Maneggiare un’arma lunga come la naginata richiede un’ottima coordinazione tra le mani, i piedi e il corpo. La pratica costante migliora l’equilibrio, la propriocezione (la consapevolezza della posizione del proprio corpo nello spazio) e la capacità di gestire la distanza.
Apprezzano la Disciplina e il Rispetto: L’Atarashi Naginata pone una forte enfasi sull’etichetta (Reishiki) e sul rispetto reciproco. È un’arte marziale che promuove valori come l’umiltà, la cortesia e la disciplina, contribuendo allo sviluppo del carattere.
Sono Interessati a uno Sport da Combattimento Unico: Il Fighting System (Shiai) dell’Atarashi Naginata offre un’esperienza di combattimento sportivo unica, che combina tecniche di taglio e affondo con la gestione della distanza e l’uso di attrezzature protettive. È un’alternativa interessante agli sport da combattimento più comuni.
Cercano un’Attività Fisica Completa: L’allenamento nell’Atarashi Naginata è fisicamente impegnativo e coinvolge tutto il corpo. Migliora la forza, la resistenza, la flessibilità e l’agilità.
Adulti e Adolescenti: L’Atarashi Naginata è generalmente adatta a partire dall’adolescenza (l’età minima può variare tra le scuole, ma spesso è intorno ai 12-14 anni), quando si ha la maturità fisica e mentale per maneggiare l’arma in sicurezza e comprendere le regole del dojo e dello Shiai. Non c’è un limite di età superiore per iniziare, a patto di essere in buona salute e di approcciare l’allenamento in modo graduale.
Uomini e Donne: L’Atarashi Naginata è una delle poche arti marziali giapponesi che ha una forte storia legata alla pratica femminile e che oggi è praticata in modo paritario da uomini e donne, anche a livello competitivo.
A Chi Potrebbe Non Essere Indicato l’Atarashi Naginata (o Richiede Cautela)
Ci sono alcune situazioni o caratteristiche che potrebbero rendere la pratica dell’Atarashi Naginata meno adatta o richiedere un’attenta valutazione e l’adozione di precauzioni specifiche.
Bambini Molto Piccoli: L’uso della naginata, anche se da allenamento, richiede un certo livello di forza, coordinazione e responsabilità che i bambini molto piccoli (tipicamente sotto i 10-12 anni) potrebbero non avere ancora sviluppato. Il rischio di infortuni accidentali è maggiore in questa fascia d’età.
Persone con Gravi Limitazioni Fisiche o Mediche: Individui con gravi problemi articolari (spalle, gomiti, polsi, anche, ginocchia), spinali, cardiovascolari, respiratori o neurologici non controllati potrebbero trovare l’allenamento troppo impegnativo o rischioso. Il maneggio di un’arma lunga, gli spostamenti rapidi e l’uso dell’armatura (nello Shiai) richiedono un certo livello di condizione fisica. È indispensabile una valutazione medica e un confronto con l’istruttore (come dettagliato nel punto sulle controindicazioni).
Chi Cerca un’Arte Marziale Esclusivamente a Mani Nude: Se l’interesse è unicamente per il combattimento a mani nude (percussioni, proiezioni, immobilizzazioni), l’Atarashi Naginata, che si concentra sull’uso dell’arma, potrebbe non essere la scelta più adatta.
Chi Cerca un’Arte Marziale con un Forte Enfasi sull’Autodifesa da Strada Disarmata: Sebbene l’Atarashi Naginata sviluppi principi di distanza e tempismo utili anche nell’autodifesa, il suo focus è sull’uso della naginata. Chi cerca tecniche specifiche per la difesa personale senza armi in contesti urbani potrebbe preferire altre discipline.
Persone con Tendenze Aggressive o Mancanza di Autocontrollo: Il Fighting System e la pratica in coppia richiedono un elevato livello di autocontrollo e rispetto. Individui con problemi di gestione della rabbia o mancanza di disciplina rappresentano un rischio per sé stessi e per i compagni.
Chi Non È Disposto a Indossare l’Armatura: La pratica dello Shiai, una componente importante dell’Atarashi Naginata, richiede l’uso di un’armatura protettiva (Bogu). Chi non è a proprio agio con l’idea di indossare l’armatura potrebbe trovare limitata la propria partecipazione.
CONSIDERAZIONI PER LA SICUREZZA
La sicurezza è un aspetto di primaria importanza nella pratica dell’Atarashi Naginata, come in qualsiasi arte marziale che prevede l’uso di armi e il confronto, anche se controllato. Nonostante l’utilizzo di armi da allenamento sicure e di attrezzature protettive, il rischio di infortuni non può essere completamente eliminato. Pertanto, un’attenzione costante, il rispetto delle regole e un comportamento responsabile sono fondamentali per garantire un ambiente di allenamento sicuro per tutti.
Le considerazioni sulla sicurezza nell’Atarashi Naginata sono integrate in ogni aspetto della pratica e sono una responsabilità condivisa tra l’istruttore e i praticanti.
Supervisione Qualificata dell’Istruttore: La presenza e la guida di un istruttore qualificato e con esperienza sono essenziali. L’istruttore non solo insegna le tecniche, ma soprattutto inculca le regole di sicurezza, supervisiona attentamente l’allenamento, corregge i movimenti pericolosi e gestisce le interazioni tra i praticanti per minimizzare i rischi. L’istruttore sa come introdurre le tecniche e l’uso delle armi in modo progressivo, in base al livello degli studenti.
Uso di Armi da Allenamento Sicure: Per la pratica quotidiana e lo Shiai, si utilizzano naginata progettate per la sicurezza. La Kata-yo Naginata (in legno rigido) è usata per Kata ed esercizi individuali o in coppia senza contatto diretto. La Shiai-yo Naginata (in bambù o materiali flessibili) è usata per il combattimento libero con l’armatura, in quanto assorbe l’impatto dei colpi. L’uso di queste armi riduce significativamente il rischio di lesioni gravi rispetto all’uso di armi affilate o rigide in contesti non controllati.
Utilizzo Obbligatorio di Attrezzature Protettive (Bogu): Nello Shiai (combattimento libero), l’uso dell’armatura protettiva (Bogu) è obbligatorio. Il Bogu protegge i bersagli validi (testa, tronco, polsi, tibie) e assorbe l’impatto dei colpi, permettendo ai praticanti di affrontarsi in modo dinamico ma sicuro. È fondamentale che il Bogu sia della misura corretta, in buone condizioni e indossato correttamente.
Apprendimento e Applicazione del Controllo: I praticanti imparano a controllare la forza e la precisione dei loro colpi, specialmente nella pratica in coppia e nello Shiai. L’obiettivo è marcare il punto sul bersaglio valido, non infliggere dolore o causare infortuni. Il controllo è un aspetto fondamentale della disciplina e del rispetto marziale.
Rispetto Reciproco (Rei) e Etichetta (Reishiki): Il rispetto per i compagni di pratica è una delle misure di sicurezza più importanti. Un praticante rispettoso è attento ai movimenti degli altri, evita di eseguire tecniche in modo sconsiderato e si prende cura del partner durante gli esercizi in coppia. L’etichetta del dojo promuove un ambiente di disciplina e attenzione.
Consapevolezza Spaziale (Zanshin): Mantenere uno stato di allerta mentale e consapevolezza costante dell’ambiente circostante, della posizione dei compagni e della propria arma è cruciale per evitare collisioni accidentali.
Riscaldamento e Raffreddamento Adeguati: Un riscaldamento completo prima dell’allenamento prepara i muscoli e le articolazioni, riducendo il rischio di stiramenti o lesioni. Il raffreddamento e lo stretching alla fine della lezione aiutano il recupero muscolare e mantengono la flessibilità.
Comunicazione: Non esitare a comunicare con il partner o con l’istruttore se si avverte dolore, disagio o se si ha una preoccupazione per la sicurezza.
Maneggio Corretto delle Armi: Imparare a maneggiare la naginata in modo sicuro, anche quando non la si sta utilizzando attivamente (ad esempio, tenendola in una posizione di riposo sicura), è fondamentale per prevenire incidenti.
Condizioni Fisiche: Essere onesti riguardo alla propria condizione fisica e a eventuali limitazioni è importante per evitare di mettersi in situazioni rischiose. L’allenamento può essere adattato in base alle esigenze individuali, ma è necessario comunicare i propri limiti.
La sicurezza nell’Atarashi Naginata non è un insieme di regole da seguire passivamente, ma un atteggiamento attivo di consapevolezza, controllo e rispetto. È un impegno costante che permette di godere appieno dei benefici dell’arte in un ambiente positivo e supportivo.
CONTROINDICAZIONI
Sebbene l’Atarashi Naginata sia una disciplina marziale moderna e con un forte focus sulla sicurezza, esistono alcune condizioni o situazioni che potrebbero rendere la pratica sconsigliata o richiedere un’attenta valutazione medica e l’adozione di precauzioni specifiche. È importante essere consapevoli di queste potenziali controindicazioni per garantire la propria sicurezza e il proprio benessere.
Le controindicazioni possono essere temporanee o permanenti e riguardano principalmente condizioni fisiche o mediche che potrebbero essere aggravate dall’allenamento o aumentare il rischio di infortuni.
Problemi Articolari Significativi: L’Atarashi Naginata sollecita diverse articolazioni, in particolare spalle, gomiti, polsi (per il maneggio dell’arma), anche, ginocchia e caviglie (per gli spostamenti e le posizioni). Condizioni come osteoartrite avanzata, artrite reumatoide in fase attiva, lesioni legamentose o tendinee gravi non recuperate completamente, o instabilità articolare cronica possono rappresentare controindicazioni.
Problemi alla Colonna Vertebrale: I movimenti del tronco, le rotazioni e gli spostamenti rapidi possono sollecitare la schiena. Ernie del disco sintomatiche, scoliosi grave o dolore cronico significativo alla colonna vertebrale possono essere aggravate.
Fragilità Ossea (Osteoporosi Grave): In condizioni di fragilità ossea marcata, il rischio di fratture a seguito di impatti (anche se con armi imbottite o armatura) o cadute accidentali aumenta.
Malattie Cardiovascolari o Respiratorie Gravi e Non Controllate: L’allenamento nell’Atarashi Naginata può essere fisicamente impegnativo, specialmente durante lo Shiai. Patologie cardiache significative (insufficienza cardiaca, angina instabile, aritmie gravi) o malattie respiratorie croniche gravi (asma non controllata, BPCO avanzata) possono rendere lo sforzo fisico rischioso.
Diabete Mellito Non Controllato: Un diabete non ben gestito può portare a fluttuazioni pericolose della glicemia durante l’attività fisica.
Epilessia Non Controllata: Se le crisi epilettiche non sono ben controllate dalla terapia, la pratica di un’arte marziale dinamica che include l’uso di armi può essere rischiosa a causa del potenziale di infortuni durante una crisi.
Gravi Disturbi della Coagulazione: Condizioni che alterano la coagulazione del sangue aumentano il rischio di emorragie o ematomi a seguito di impatti o traumi minori.
Problemi Neurologici che Influenzano Coordinazione ed Equilibrio: Condizioni che compromettono significativamente l’equilibrio, la coordinazione o il controllo motorio possono rendere difficile e insicura la pratica con un’arma lunga.
Gravi Disturbi Visivi o Uditivi Non Corretti: Una vista o un udito gravemente compromessi possono influire sulla capacità di percepire l’ambiente circostante e i movimenti, aumentando il rischio di incidenti.
Gravidanza: La gravidanza, specialmente negli stadi avanzati o in presenza di complicanze, è generalmente una controindicazione temporanea.
Periodo Post-Operatorio o Post-Traumatico Recente: Dopo qualsiasi intervento chirurgico o trauma significativo, è necessario un periodo di recupero completo prima di riprendere l’allenamento.
Malattie Infettive o Febbrili: Non si dovrebbe praticare mentre si è malati.
Mancanza di Disciplina o Autocontrollo Marcata: Lo Shiai e la pratica in coppia richiedono un elevato livello di autocontrollo e rispetto.
L’Importanza della Valutazione Medica:
È fondamentale che chiunque abbia dubbi sulla propria idoneità fisica o medica consulti il proprio medico curante prima di iniziare l’Atarashi Naginata. Il medico può fornire un parere professionale sui potenziali rischi e sulle precauzioni necessarie.
È altrettanto cruciale informare l’istruttore su qualsiasi condizione medica o preoccupazione per la salute. Un istruttore qualificato può valutare se l’allenamento è appropriato, se sono necessarie modifiche (ad esempio, evitare determinati esercizi, ridurre l’intensità, utilizzare protezioni aggiuntive) o se, per la sicurezza del praticante e degli altri, la pratica è sconsigliata.
In molti casi, con l’approvazione medica e un approccio adattato sotto la guida di un istruttore qualificato, la pratica può essere possibile. La chiave è la comunicazione aperta e la priorità data alla sicurezza.
CONCLUSIONI
L’Atarashi Naginata è un’arte marziale giapponese che offre un percorso di crescita unico, combinando la ricca eredità storica della naginata con un approccio moderno, educativo e sportivo. È una disciplina che va oltre la semplice tecnica, mirando allo sviluppo completo dell’individuo attraverso i principi del Budo.
Abbiamo esplorato le sue caratteristiche distintive, come l’uso della naginata, l’equilibrio tra pratica tradizionale (Kata, Engi) e combattimento sportivo (Shiai), e l’enfasi sul rispetto e sulla disciplina. La sua storia, dalle origini sul campo di battaglia all’associazione con le donne samurai e alla sua rinascita come disciplina moderna nel dopoguerra, riflette un percorso di adattamento e preservazione.
Sebbene non abbia un singolo fondatore nel senso tradizionale, l’Atarashi Naginata è il risultato del lavoro di sistematizzazione e unificazione da parte di maestri che, attraverso la Zen Nihon Naginata Renmei, hanno dato forma all’arte moderna. Maestri famosi e figure di spicco continuano a portare avanti questa eredità a livello globale.
Le tecniche dell’Atarashi Naginata si concentrano sull’uso efficace della naginata per colpire, affondare, parare e controllare, con una forte enfasi sulla gestione della distanza e sul movimento del corpo. I Kata e l’Engi sono fondamentali per preservare i principi e le tecniche, mentre lo Shiai offre l’opportunità di applicarli in un contesto dinamico e competitivo, reso sicuro dall’uso di armi da allenamento e armature protettive.
Una tipica seduta di allenamento è un’esperienza completa che combina preparazione fisica, pratica delle basi, studio delle tecniche e delle forme, esercizi in coppia e combattimento controllato. L’ambiente del dojo, caratterizzato da disciplina e rispetto, supporta questo percorso di apprendimento.
L’Atarashi Naginata si presenta come un sistema unificato a livello globale, promosso dalla International Naginata Federation e dalle federazioni nazionali affiliate. In Italia, l’arte è rappresentata dalla Confederazione Italiana Kendo, che lavora per la sua promozione e diffusione sul territorio nazionale.
L’arte è generalmente indicata per chi è interessato alle arti marziali giapponesi, alle armi tradizionali, cerca una disciplina completa che unisca forma e applicazione, apprezza la disciplina e il rispetto, ed è in buona salute fisica. Tuttavia, presenta controindicazioni per chi ha gravi limitazioni fisiche o mediche, o cerca un’arte marziale esclusivamente a mani nude o con un focus diverso. La sicurezza è una priorità assoluta, garantita dalla supervisione qualificata, dall’uso di attrezzature sicure e dal rispetto reciproco.
In conclusione, l’Atarashi Naginata è un’arte marziale affascinante e completa che offre un percorso di crescita unico. Unendo l’eleganza della tradizione con la dinamicità dello sport, prepara i praticanti a sviluppare non solo l’abilità nel maneggiare la naginata, ma anche qualità fisiche, mentali e morali che arricchiscono la vita. È un’arte che continua a vivere e prosperare grazie alla dedizione dei suoi praticanti in tutto il mondo.
FONTI
Le informazioni contenute in questa trattazione sull’Atarashi Naginata provengono da un lavoro di ricerca e sintesi basato su una varietà di fonti considerate autorevoli e affidabili nel campo di questa specifica arte marziale. L’obiettivo è stato quello di raccogliere dati da diverse prospettive per fornire al lettore un quadro il più completo e accurato possibile.
La ricerca è stata condotta principalmente attraverso l’analisi di:
Siti Web Ufficiali di Organizzazioni Nazionali e Internazionali: Abbiamo consultato i siti web delle principali federazioni e associazioni che governano e promuovono l’Atarashi Naginata a livello globale, europeo e nazionale. Questi portali sono fonti primarie per informazioni sulla storia ufficiale dell’arte, sulla sua struttura organizzativa, sul programma tecnico generale, sulle regole del Fighting System, sugli eventi e sui contatti.
In particolare, la ricerca si è focalizzata sulla International Naginata Federation (INF), l’organismo mondiale di riferimento, e sulla European Naginata Federation (ENF) per il contesto europeo.
Per la situazione in Italia, la ricerca ha identificato la Confederazione Italiana Kendo (CIK) come l’ente che include e promuove l’Atarashi Naginata sul territorio nazionale.
È stata consultata anche la documentazione relativa alla Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF), la federazione giapponese che ha definito l’Atarashi Naginata moderna.
Articoli di Wikipedia e Enciclopedie Specializzate: Pagine informative sull’Atarashi Naginata e sulla naginata storica presenti su enciclopedie online affidabili (come Wikipedia, verificando le fonti citate) hanno fornito un punto di partenza per comprendere la storia, le caratteristiche e la terminologia di base.
Articoli e Contenuti di Siti Web di Dojo e Associazioni Riconosciute: I siti web di singoli dojo o associazioni affiliate alle federazioni ufficiali spesso contengono informazioni dettagliate sulla pratica, sulla filosofia e sulla storia locale dell’arte. Questi materiali, pur essendo più specifici, contribuiscono a completare il quadro generale.
Materiali Informativi Generali sulle Arti Marziali Giapponesi: Testi e risorse che trattano in generale il Budo giapponese, la storia delle armi tradizionali (Kobudo) e le caratteristiche degli stili da cui l’Atarashi Naginata ha tratto ispirazione (come il Kendo, lo Iaido, il Jodo) hanno fornito un contesto più ampio.
Il processo di ricerca ha incluso la verifica incrociata delle informazioni provenienti da diverse fonti per garantire l’accuratezza e l’attendibilità dei dati presentati. Ad esempio, confrontare le informazioni sulla storia o sulle caratteristiche dell’arte presenti su diversi siti ufficiali o in articoli specializzati.
È importante sottolineare che, sebbene siano state consultate fonti autorevoli, questo documento è una sintesi informativa e non sostituisce lo studio diretto con un istruttore qualificato o la consultazione di manuali tecnici ufficiali specifici di ciascuna organizzazione.
Questo lavoro di ricerca è stato svolto con l’obiettivo di fornire al lettore interessato all’Atarashi Naginata una base solida per comprendere l’arte nella sua complessità, riconoscendo al contempo che la vera conoscenza si acquisisce attraverso la pratica nel dojo.
Siti Web di Federazioni e Organizzazioni
Di seguito, elenchiamo i siti web delle principali federazioni e organizzazioni relative all’Atarashi Naginata, a livello nazionale (Italia), europeo e mondiale, basandoci sulle informazioni raccolte. L’elenco è presentato in modo neutrale.
Organizzazioni Italiane di Atarashi Naginata (Nazionali):
Confederazione Italiana Kendo (CIK): Ente nazionale che include e promuove l’Atarashi Naginata in Italia.
Sito Web:
https://confederazioneitalianakendo.it/Sezione Naginata (verificare sul sito):
https://confederazioneitalianakendo.it/category/naginata/Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
Organizzazioni Internazionali ed Europee di Atarashi Naginata:
International Naginata Federation (INF) – Organizzazione Mondiale:
Sito Web:
https://internationalnaginata.org/Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
European Naginata Federation (ENF) – Organizzazione Europea:
Sito Web:
https://naginata-federation.eu/Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili nella sezione contatti del sito web.
Zen Nihon Naginata Renmei (AJNF) – Organizzazione in Giappone:
Sito Web: Una ricerca per “Zen Nihon Naginata Renmei official website” o “All Japan Naginata Federation official website” è consigliata per trovare il portale corretto.
Email: Contatti specifici sono solitamente disponibili sul sito ufficiale.
Si raccomanda vivamente di consultare i siti web ufficiali per ottenere le informazioni più accurate e aggiornate sulle federazioni nazionali riconosciute in Italia e nel resto del mondo, inclusi i relativi contatti e siti web specifici dei dojo.
DISCLAIMER - AVVERTENZE
Gentile Lettore,
Le informazioni contenute in questa trattazione sull’Atarashi Naginata sono state elaborate con l’intento di fornirLe un quadro informativo e culturale approfondito su questa disciplina marziale. Il materiale qui presentato è il risultato di un lavoro di ricerca e sintesi basato su fonti considerate autorevoli all’interno del contesto dell’Atarashi Naginata e delle arti marziali giapponesi. Abbiamo cercato di presentare l’arte nella sua complessità, dalla storia alle tecniche, dalla filosofia alla pratica organizzativa.
È, tuttavia, di fondamentale importanza che Lei comprenda appieno la natura e i limiti di queste informazioni. Le descrizioni delle tecniche, dei Kata, dell’uso delle armi e delle modalità di allenamento sono fornite a scopo esclusivamente informativo, culturale e teorico. Questo documento NON è un manuale pratico e NON è inteso per insegnarLe a praticare l’Atarashi Naginata.
La pratica dell’Atarashi Naginata, come di qualsiasi arte marziale che prevede l’uso di armi (anche se da allenamento) e il confronto fisico (anche se controllato), comporta rischi intrinseci di infortunio. Questi rischi includono, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, contusioni, distorsioni, stiramenti muscolari, lesioni articolari, fratture, e potenziali infortuni derivanti da impatti accidentali o da un maneggio improprio dell’arma.
Pertanto, si sconsiglia vivamente e categoricamente a chiunque di tentare di eseguire le tecniche, i Kata o qualsiasi movimento descritto in questo documento senza la guida diretta e la supervisione costante di un istruttore qualificato e certificato nell’Atarashi Naginata, all’interno di un dojo riconosciuto. L’auto-allenamento basato su queste informazioni è pericoloso e può esporre a rischi significativi per la propria incolumità fisica e per quella di eventuali compagni di pratica.
Un istruttore qualificato nello Yoseikan Budo non solo insegna le tecniche corrette, ma soprattutto trasmette i principi fondamentali di sicurezza, controllo, rispetto e consapevolezza (Zanshin) che sono essenziali per una pratica responsabile. L’istruttore è in grado di correggere gli errori di postura, di movimento e di maneggio dell’arma che, se non corretti, possono facilmente portare a infortuni. Inoltre, un dojo offre un ambiente controllato e sicuro, con spazio adeguato, pavimentazione idonea e l’utilizzo di attrezzature protettive appropriate (come il Bogu e le naginata di bambù per lo Shiai).
Prima di intraprendere la pratica dell’Atarashi Naginata, o di qualsiasi nuova attività fisica intensa, è indispensabile consultare il proprio medico curante. Un professionista sanitario può valutare la Sua condizione fisica generale, identificare eventuali preesistenti problemi di salute, lesioni passate o condizioni che potrebbero rappresentare una controindicazione alla pratica (come dettagliato nel punto specifico sulle controindicazioni). È fondamentale essere onesti con il medico riguardo al tipo di attività che si intende intraprendere, in modo che possa fornire un parere informato e, se del caso, suggerire precauzioni o modifiche.
È altrettanto cruciale informare l’istruttore di Atarashi Naginata su qualsiasi condizione medica, lesione o preoccupazione per la salute. Un istruttore responsabile prenderà in considerazione queste informazioni per adattare l’allenamento, se possibile, o per valutare se la pratica è appropriata per Lei, sempre con la Sua sicurezza e quella degli altri come priorità. La trasparenza con l’istruttore è un segno di responsabilità e contribuisce alla sicurezza di tutta la comunità del dojo.
Le informazioni fornite in questo documento relative alle organizzazioni, federazioni e scuole (italiane, europee e internazionali) sono presentate a scopo informativo per aiutarLa a orientarsi nel panorama dell’Atarashi Naginata. Queste informazioni sono basate sulla ricerca effettuata al momento della stesura e potrebbero subire variazioni nel tempo (ad esempio, cambiamenti nei contatti, negli indirizzi web, nelle leadership o nelle affiliazioni). La menzione di specifiche organizzazioni non costituisce un’approvazione, un’endorsement o una raccomandazione da parte nostra. Si consiglia vivamente di verificare l’attualità e l’accuratezza di tali informazioni contattando direttamente le organizzazioni di interesse o consultando i loro siti web ufficiali per gli aggiornamenti più recenti. La scelta di un dojo o di un’associazione è una decisione personale che dovrebbe basarsi su una valutazione diretta dell’ambiente, dell’istruttore e del programma offerto.
Inoltre, sebbene l’Atarashi Naginata sia un sistema unificato, come discusso nel punto specifico su stili e scuole, possono esserci lievi variazioni nell’enfasi didattica o nell’interpretazione di alcuni dettagli tra le diverse scuole o istruttori, pur rimanendo fedeli ai principi fondamentali definiti dalla Zen Nihon Naginata Renmei e riconosciuti dalla International Naginata Federation. Questo documento offre una panoramica generale e non può coprire tutte le possibili sfumature presenti nei singoli dojo.
In conclusione, questo documento è una risorsa preziosa per comprendere teoricamente l’Atarashi Naginata. Tuttavia, la vera pratica di quest’arte marziale è un’esperienza fisica e mentale che deve essere intrapresa sotto la guida esperta di un istruttore qualificato, in un ambiente sicuro e con un profondo rispetto per sé stessi, per i compagni e per l’arte.
Decliniamo ogni responsabilità per qualsiasi infortunio, danno, perdita o conseguenza negativa che possa derivare, direttamente o indirettamente, dall’utilizzo delle informazioni contenute in questa trattazione per scopi pratici di auto-allenamento, per tentativi di applicazione delle tecniche senza supervisione qualificata, o per qualsiasi altra applicazione al di fuori di un contesto di apprendimento sicuro e strutturato in un dojo riconosciuto.
La Sua sicurezza e il Suo benessere sono prioritari. Se è interessato a praticare l’Atarashi Naginata, La invitiamo caldamente a cercare un dojo riconosciuto e a iniziare il Suo percorso sotto la guida di un istruttore esperto.
Grazie per aver letto e compreso questo disclaimer.
a cura di F. Dore – 2025