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L’Eco della Spada Spezzata: Viaggio nel Cuore del Muay Thasao
Immaginate per un istante di chiudere gli occhi e di non trovarvi più davanti a uno schermo, ma nelle fitte giungle del Siam del XVIII secolo. L’aria è satura dell’umidità tropicale e del fumo acre dei villaggi in fiamme. Il glorioso regno di Ayutthaya, un tempo faro di civiltà, è caduto sotto i colpi devastanti dell’invasore birmano. Il paese è frammentato, il popolo disperato, i signori della guerra lottano per i resti di un impero in frantumi.
In quest’epoca di caos e acciaio, la sopravvivenza non dipendeva dalla nobiltà del sangue, ma dalla rapidità dell’ingegno e dalla letalità delle proprie mani.
Questa non è la Thailandia patinata delle spiagge turistiche, e questa non è la Muay Thai che vedete oggi brillare sotto le luci dei ring di Bangkok, con i suoi round cronometrati, i guantoni imbottiti e le regole sportive.
Questa è la terra del Muay Boran (มวยโบราณ), la “Boxe Antica”.
Il Muay Boran non è un’arte marziale. È la somma delle arti marziali siamesi, un sistema di combattimento brutale e totale, forgiato sul campo di battaglia. Non c’erano categorie di peso, non c’erano arbitri. C’era solo la vita o la morte. Le mani, fasciate in corde di canapa grezza (Kard Chuek), diventavano mazze per frantumare ossa; i gomiti, lance per perforare le difese; le ginocchia, arieti per sfondare il corpo; le tibie, asce per abbattere l’avversario.
Ma il Muay Boran non è mai stato un monolite. Come un grande fiume che si divide in affluenti potenti, ogni regione del Siam ha distillato la propria essenza bellica in uno stile unico, adattato alla propria gente e al proprio territorio.
A sud, il Muay Chaiya si è evoluto come un’arte elusiva e difensiva, fatta di posture basse e colpi corti e taglienti. A est, il Muay Korat ha sviluppato una potenza devastante, con posture salde come la terra e pugni pesanti come il colpo di un bufalo.
E poi, c’è il Nord.
Il nord della Thailandia, terra di montagne aspre, frontiera inquieta e guerrieri indomiti. È qui, nella provincia di Uttaradit, e più precisamente nel distretto di Tha Sao (il “Molo” o “Approdo”), che nasce uno stile avvolto nella leggenda, un’arte che sembra danzare sul confine tra velocità e strategia.
Benvenuti nel mondo del Muay Thasao (มวยท่าเสา).
Se gli altri stili Boran sono granito e ferro, il Muay Thasao è il vento e il fuoco. È l’arte dell’agilità fulminea, della rapidità d’esecuzione, dell’attacco incessante. La sua filosofia non si basa sull’assorbire il colpo o sul difendere a oltranza, ma sull’evitare, muoversi e colpire da angolazioni impossibili, travolgendo l’avversario con una raffica di attacchi fluidi e continui.
Ma cosa rende questa disciplina così affascinante, così diversa? Per capirlo, non dobbiamo guardare solo alle tecniche. Dobbiamo guardare all’uomo che ne è diventato il simbolo.
La storia del Muay Thasao è legata a doppio filo, in modo indissolubile, a uno dei più grandi eroi della storia thailandese. Un uomo la cui statua oggi campeggia fiera a Uttaradit, non con una, ma con due spade in pugno, una delle quali è spezzata.
Il suo nome era Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก).
Nato nel 1741 con il nome di Joi, in umili origini, era un ragazzo testardo, indisciplinato, ma divorato da una passione ardente per la boxe thailandese. Fuggì di casa per seguire il suo destino, studiando con i più grandi maestri che riuscì a trovare, tra cui Kru Thiang a Tha Sao, assorbendo i principi di velocità e agilità che caratterizzavano lo stile della regione.
Divenne noto come Thong Di, un combattente imbattuto, la cui fama crebbe in tutto il regno. Ma il suo destino non era quello dei festival di paese. Il suo destino si incrociò con quello di un altro uomo leggendario: Re Taksin il Grande, il generale che avrebbe raccolto i cocci del Siam e riunificato la nazione.
Thong Di divenne la guardia del corpo personale di Taksin, il suo generale più fidato. Combatté in innumerevoli battaglie, scalando i ranghi fino a diventare governatore (Phraya) della città di Phichai.
È qui che la storia diventa leggenda.
Durante una delle battaglie più feroci contro i birmani per la difesa della sua città, Phraya Phichai si lanciò nella mischia, combattendo con la sua tecnica preferita: il Daab Song Mue, la doppia spada. La battaglia infuriava, l’acciaio cantava. In un impeto di foga, mentre si difendeva e attaccava, una delle sue spade si scontrò con violenza contro l’arma di un avversario e si spezzò a metà.
Silenzio. Per un guerriero, perdere la propria arma principale in battaglia è un presagio di morte.
Phraya Phichai si fermò? Si ritirò?
No.
Con un ruggito, continuò a combattere. Usò la spada intera per attaccare e la spada spezzata per parare, per colpire, per sbilanciare. La sua determinazione indomita, la sua furia e la sua abilità nell’adattarsi alla situazione disperata galvanizzarono le sue truppe, che si lanciarono in un assalto finale, sbaragliando il nemico e vincendo la battaglia.
Da quel giorno, divenne noto in tutto il Siam come Phraya Phichai Dap Hak: “Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”.
Questo aneddoto non è solo un racconto di coraggio. È la metafora perfetta, l’anima stessa del Muay Thasao.
Cosa insegna questa leggenda? Insegna che non è lo strumento a fare il guerriero, ma la volontà. Insegna che quando la forza bruta si spezza, subentra l’adattabilità. Insegna che la velocità di pensiero e di azione può trasformare una debolezza (una spada rotta) in un’arma imprevedibile.
Questo è il Muay Thasao.
È uno stile che incarna lo spirito del suo eroe. Privilegia l’intelligenza tattica, il timing perfetto, la capacità di vedere l’apertura prima che l’avversario pensi di crearla. È l’arte del Yang Sam Khum, il “passo dei tre angoli”, un gioco di gambe triangolare che permette al praticante di essere ovunque e in nessun posto, scomparendo dalla linea d’attacco per riapparire sul fianco, pronto a colpire.
È l’arte dei calci bassi e veloci, come frustate, progettati non per distruggere con un solo colpo, ma per “zappare via” le fondamenta dell’avversario, colpo dopo colpo, finché non crolla.
In questa pagina, non ci limiteremo a elencare fatti. Intraprenderemo un viaggio.
Tireremo indietro il velo del tempo per esplorare la storia turbolenta che ha dato i natali a questa disciplina. Analizzeremo la filosofia che la guida, così diversa da quella degli stili “fratelli”.
Scopriremo le tecniche distintive, le Mae Mai e Luk Mai (tecniche madri e figlie) che compongono il suo arsenale, capiremo come si allenavano i guerrieri del nord e quali armi accompagnavano la loro pratica a mani nude.
Affronteremo la realtà di queste arti antiche nel mondo moderno: dove trovarle? Esistono ancora veri maestri? Qual è la situazione in Italia per chi volesse avvicinarsi non solo allo sport, ma alla radice culturale del Muay Boran?
Questa non è una guida per imparare a combattere. È un’immersione culturale in una delle tradizioni marziali più affascinanti e meno conosciute al mondo. È un tributo a Phraya Phichai Dap Hak e ai guerrieri senza nome di Uttaradit, che hanno difeso la loro terra con agilità, intelligenza e un coraggio indomito.
Siete pronti a scoprire l’arte della spada spezzata?
COSA E'
Il Muay Thasao (มวยท่าเสา), la cui traduzione letterale è “Boxe (Muay) del Distretto di Tha Sao”, è un’arte marziale thailandese tradizionale. Rappresenta una delle “quattro grandi scuole” regionali, o stili principali, che compongono il vasto e antico sistema di combattimento noto come Muay Boran (la Boxe Antica).
Originario e indissolubilmente legato alla provincia settentrionale di Uttaradit, e in particolare all’area che circonda il fiume Nan, il Muay Thasao è, nella sua essenza più pura, un sistema di combattimento da campo di battaglia. Non è uno sport, sebbene contenga gli elementi che hanno poi dato origine allo sport moderno; è un’arte di sopravvivenza, un Wicha (un corpo di conoscenza) sviluppato per l’autodifesa e la guerra.
A differenza della versione sportiva internazionalmente conosciuta, il Muay Thai (Boxe Thailandese), che è un’evoluzione moderna e regolamentata, il Muay Thasao preserva un arsenale tecnico più vasto, più letale e filosoficamente diverso. La sua identità unica è forgiata dalla geografia, dalla storia e dalla cultura del Nord della Thailandia (l’antico regno di Lanna e la sua integrazione nel Siam).
La sua caratteristica distintiva, ciò che la separa nettamente dagli altri stili “fratelli” come il Muay Chaiya (Sud) o il Muay Korat (Est), è la sua enfasi quasi ossessiva sulla velocità, sull’agilità (Klong Kliaw), sulla fluidità e su un attacco incessante e continuo. È uno stile che predilige l’intelligenza tattica (Chalat) e l’elusività alla forza bruta, incarnando lo spirito del suo eroe più celebre, il leggendario guerriero Phraya Phichai Dap Hak (“Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”).
Definire il Muay Thasao significa, quindi, non solo descrivere una serie di tecniche, ma comprendere il suo posto nel mosaico delle arti da combattimento siamesi, il suo scopo originale e la filosofia che ne anima ogni movimento.
Il Contesto Fondamentale: Il Muay Boran
Per comprendere appieno “cosa è” il Muay Thasao, è indispensabile definirlo all’interno della sua famiglia d’origine: il Muay Boran. “Boran” (โบราณ) è una parola thailandese che significa “antico” o “classico”. Il Muay Boran non è un singolo stile, ma un termine generico che ombrello raggruppa tutti gli stili di combattimento a mani nude del Siam prima della loro “modernizzazione” sportiva avvenuta all’inizio del XX secolo.
Prima dell’introduzione dei guantoni da boxe occidentali, del ring quadrato e delle regole ispirate al Marchese di Queensberry, il combattimento thailandese era un affare molto diverso. Era praticato a mani nude o, più comunemente, con le mani e gli avambracci avvolti in corde di canapa grezza, chiamate Kard Chuek (คาดเชือก).
Il Muay Thasao è un’arte del Kard Chuek. Questo non è un dettaglio secondario; è un elemento che ne definisce la natura.
Combattere con le corde cambia radicalmente la biomeccanica e la strategia:
Armi Taglienti: Le corde indurite (a volte immerse in resina o, secondo le leggende, in frammenti di vetro) non servivano solo a proteggere le nocche del combattente, ma a trasformare il pugno in un’arma tagliente e contundente. Un pugno non mirava solo a “stordire”, ma a tagliare la pelle, rompere le ossa e accecare.
Difesa Diversa: Con i guantoni moderni, è possibile adottare una “guardia alta” passiva, assorbendo i colpi sull’imbottitura. Con le Kard Chuek, questo è impossibile. Parare un pugno fasciato di corda con l’avambraccio significava rischiare fratture o lacerazioni. Di conseguenza, le difese del Muay Boran, e quindi del Thasao, sono attive: deviazioni, schivate, blocchi osso contro muscolo (mirati) e, soprattutto, un gioco di gambe elusivo.
L’Arsenale Completo: Il Muay Thasao, come stile Boran, impiega le Nawa Awut (le “Nove Armi”): pugni (Mahd), calci (Tae), gomiti (Sok), ginocchia (Kao) — che formano le “Otto Armi” del Muay Thai moderno — più la testa (Srisa). L’uso della testa per colpire (una tecnica devastante in clinch) era parte integrante del combattimento.
Inoltre, il Muay Boran non si limitava allo striking (percussioni). Includeva un vasto repertorio di proiezioni (Thum), leve articolari (Hak), strangolamenti (Rad) e combattimento a terra (Muay Pam o Plum), elementi quasi completamente epurati dalla versione sportiva.
Il Muay Thasao, quindi, è un sistema di combattimento completo, progettato per funzionare in un contesto di “vale tutto” o, più specificamente, sul campo di battaglia.
L’Identità Geografica: Cosa Significa “del Nord”
Il Muay Thasao è lo stile del Nord. Questa provenienza geografica è cruciale per definirne l’identità. La provincia di Uttaradit, dove si trova il distretto di Tha Sao, è stata storicamente un’area di frontiera strategica. Era l'”Approdo del Nord”, un importante snodo commerciale e militare sul fiume Nan, che segnava il confine tra il cuore del Siam (il regno di Ayutthaya e poi di Bangkok) e l’antico regno settentrionale di Lanna (con centro a Chiang Mai).
Questa posizione ha significato due cose:
Conflitto Costante: Essendo una città di frontiera, Uttaradit era in prima linea nelle perenni guerre contro gli invasori birmani (dinastia Konbaung). I guerrieri di questa regione non combattevano per la gloria nei festival (sebbene lo facessero anche), ma per la sopravvivenza delle loro case e famiglie.
Scambio Culturale: La regione assorbì influenze sia dal centro del Siam che dalle tradizioni Lanna, oltre che dalle arti marziali dei popoli confinanti.
Questo contesto ha forgiato uno stile che doveva essere, prima di tutto, efficace e adattabile. La guerra di frontiera non era fatta di duelli cavallereschi, ma di schermaglie improvvise, imboscate e combattimenti caotici. In questo scenario, la pura forza fisica (come quella enfatizzata nel Muay Korat) era meno utile della velocità fulminea (per colpire per primi), dell’agilità (per evitare di essere sopraffatti da più nemici) e della resistenza (per sostenere attacchi prolungati).
Il Muay Thasao è, quindi, lo stile del soldato di frontiera. È un’arte pragmatica, rapida, progettata per neutralizzare la minaccia nel modo più rapido ed efficiente possibile, spesso utilizzando un volume di attacchi superiore per sopraffare le difese nemiche.
Definizione per Contrasto: Il Muay Thasao e il Muay Thai Moderno
Il modo più chiaro per capire cosa è il Muay Thasao è vedere cosa non è, confrontandolo direttamente con lo sport globale che ne è derivato. Il Muay Thai moderno è il “figlio” addomesticato, il Muay Thasao è il “padre” selvaggio.
1. Scopo e Filosofia
Muay Thai: È uno sport da combattimento (Ring Sport). L’obiettivo è vincere ai punti o per KO, seguendo un rigido set di regole. La filosofia è la competizione e la dimostrazione di abilità atletica.
Muay Thasao: È un’arte marziale da campo di battaglia (Battlefield Art). L’obiettivo è la neutralizzazione totale dell’avversario nel minor tempo possibile. Non ci sono regole, solo principi di efficacia. La filosofia è la sopravvivenza.
2. Guardia (Jod Muay) e Postura
Muay Thai: La guardia è alta e verticale, ottimizzata per i guantoni da 10 once. Il peso è spesso sulla gamba posteriore per liberare il potente teep (calcio frontale) e il calcio circolare (Tae) alla gamba o al corpo. È una guardia reattiva, progettata per i ritmi del round.
Muay Thasao: La postura è diversa. Spesso più bassa e più stabile, ma incredibilmente mobile. La guardia è più fluida, le mani (fasciate di corda) si muovono costantemente, non solo per parare, ma per deviare, intrappolare (Chap) e colpire. È una guardia proattiva, pronta a esplodere in attacco.
3. Movimento e Ritmo (Changwa)
Muay Thai: Il ritmo è spesso “Tae-Kha” (calcio-stop). C’è uno studio, un movimento lento e misurato, seguito da un’esplosione improvvisa di una combinazione potente (es. pugno-calcio).
Muay Thasao: Il ritmo è la sua essenza. È descritto come “Lai Lueai” (ไหลเลื้อย), che significa “fluire incessantemente”, come un fiume o un serpente. Il praticante di Thasao è in costante movimento. Il gioco di gambe distintivo, lo Yang Sam Khum (ย่างสามขุม), o “Passo dei Tre Angoli”, è la base di tutto. Il combattente non si muove solo avanti e indietro, ma crea costantemente angoli, muovendosi lateralmente per uscire dalla linea di attacco e rientrare sul fianco dell’avversario. L’attacco non è una singola esplosione, ma una raffica continua di colpi “a catena” (Luk Son), dove un colpo fluisce immediatamente nel successivo.
4. L’Arsenale (Mae Mai / Luk Mai)
Muay Thai: L’arsenale è limitato alle “8 Armi” e le tecniche sono codificate per il punteggio. Il clinch è una parte importante, ma focalizzato sul colpo di ginocchio o sullo sbilanciamento.
Muay Thasao: L’arsenale è totale. Include:
Colpi Proibiti: Attacchi diretti agli occhi, alla gola, all’inguine e alle articolazioni (ginocchia, caviglie).
Tecniche di Rottura (Hak): Leve articolari progettate per spezzare braccia, gambe o il collo (come la famigerata Hak Kor Erawan – “Rompere il collo dell’Elefante Erawan”).
Tecniche di Proiezione (Thum): Lanci e proiezioni derivati dal grappling tradizionale (Muay Pam), molto più vari e violenti di un semplice “sweep” sportivo.
Uso della Testa (Srisa): Come già menzionato, la testa era un’arma.
Il Muay Thasao è, in sintesi, un sistema di combattimento multidimensionale, mentre il Muay Thai moderno è un sistema di striking bidimensionale (principalmente calci e pugni).
Definizione per Contrasto: Il Muay Thasao e i suoi “Fratelli” Regionali
La vera identità del Muay Thasao emerge quando lo si paragona agli altri stili di Muay Boran. Se tutti gli stili Boran sono più letali del Muay Thai, differiscono profondamente tra loro nell’approccio.
Muay Thasao (Nord) vs. Muay Korat (Est)
Muay Korat: Originario di Nakhon Ratchasima, è la scuola della potenza bruta e della stabilità. È famoso per la sua postura ampia e incredibilmente salda. La sua filosofia è “la forza del bufalo”. Il suo colpo distintivo è il “Mahd Wiang Kwai” (il pugno del bufalo che oscilla la coda), un gancio/swing devastante lanciato con tutto il peso del corpo. Il combattente Korat è un carro armato: si pianta, incassa e distrugge.
Muay Thasao: È l’antitesi. È l’acqua che aggira la roccia. Non cercherà mai di scambiare potenza con un praticante di Korat. Userà il suo Yang Sam Khum per danzare attorno al “bufalo”, colpendolo con raffiche veloci, “zappando” le sue gambe (calci bassi veloci e ripetuti) e usando la velocità per sopraffare la forza. È l’arte del torero contro il toro.
Muay Thasao (Nord) vs. Muay Chaiya (Sud)
Muay Chaiya: Originario di Chaiya, nella provincia di Surat Thani, è la scuola della difesa impenetrabile e dell’intelligenza tattica. È famoso per le sue posture molto basse, la sua guardia compatta e l’uso magistrale di gomiti e ginocchia corti. La sua filosofia è “l’arte del Durian”: duro e spinoso fuori, ma devastante all’interno. Un combattente Chaiya è un maestro del contrattacco; attende l’errore, blocca e colpisce simultaneamente, usando le articolazioni dure (gomiti, ginocchia) per spezzare gli arti dell’attaccante.
Muay Thasao: Se il Chaiya è difensivo e reattivo, il Thasao è offensivo e proattivo. Non attende. Prende l’iniziativa. Mentre il Chaiya è compatto, il Thasao è fluido ed espansivo nei suoi movimenti. Sebbene entrambi siano considerati stili “intelligenti” (Chalat), il Chaiya usa l’intelligenza per creare trappole difensive, il Thasao la usa per creare aperture offensive attraverso il movimento costante e la pressione.
Muay Thasao (Nord) vs. Muay Lopburi (Centro)
Muay Lopburi: Originario della Thailandia centrale (Lopburi), è spesso considerato lo stile più “intelligente” e tecnico, famoso per i suoi movimenti astuti e le sue finte. È lo stile del “pugile intelligente” (Muay Chalat).
Muay Thasao: È molto simile al Lopburi nell’enfasi sull’intelligenza e sulla tecnica. La differenza principale è nel ritmo. Il Lopburi è noto per la sua precisione e il suo tempismo nel colpire i punti vitali. Il Thasao condivide questa precisione, ma la inserisce in un quadro di attacco a flusso continuo. Meno pause, meno studio, più azione incessante.
Quindi, “cosa è” il Muay Thasao? È lo stile del Nord. È l’arte dell’aggressività agile, della velocità incessante e del flusso continuo. È la via di mezzo tra la potenza pura del Korat e la difesa pura del Chaiya, prendendo dall’intelligenza del Lopburi e aggiungendovi un motore instancabile.
L’Anima dello Stile: L’Eredità di Phraya Phichai Dap Hak
Non si può definire il Muay Thasao senza parlare dell’uomo che ne incarna lo spirito. Sebbene non sia il “fondatore” (questi stili sono troppo antichi per avere un singolo fondatore), Phraya Phichai è il suo “Padre Spirituale”.
Nato a Tha Sao (Uttaradit) nel 1741 come Joi, divenne un combattente leggendario noto come Thong Di. La sua abilità nel Muay Thasao, appreso dai maestri locali, era ineguagliabile. Divenne un soldato, poi un generale, e infine il braccio destro di Re Taksin il Grande, l’uomo che riunificò il Siam dopo la caduta di Ayutthaya.
La leggenda che definisce Phraya Phichai (e quindi il Thasao) è quella della “Spada Spezzata” (Dap Hak). Durante una battaglia cruciale contro i birmani, mentre combatteva con due spade (Daab Song Mue), una delle sue lame si spezzò. Qualsiasi altro guerriero si sarebbe ritirato o avrebbe esitato. Phraya Phichai no. Continuò a combattere, usando la spada intera per attaccare e la spada spezzata per parare e colpire da vicino, guidando i suoi uomini alla vittoria.
Questa storia è il Muay Thasao.
Cosa ci dice?
Adattabilità Estrema: Il Thasao è un’arte che insegna ad adattarsi istantaneamente a una situazione disperata. Una spada si spezza? Bene, ora hai un pugnale e una spada. La situazione cambia, la tattica cambia, ma l’attacco non si ferma.
Aggressività Indomita: Lo spirito dello stile è la pressione costante. Non c’è ritirata. Non c’è esitazione. Il modo migliore per difendersi è attaccare.
Fluidità tra le Distanze: Il passaggio da due spade lunghe a una spada e un’arma corta è un cambio di distanza. Il Muay Thasao eccelle in questo: i suoi praticanti sono a loro agio nel fluire dalla lunga distanza (calci) alla media distanza (pugni) alla distanza corta (gomiti, ginocchia, clinch) senza soluzione di continuità.
Il Muay Thasao, quindi, è l’arte marziale della “spada spezzata”. È un sistema che allena una mentalità implacabile, dove ogni arto è un’arma e ogni situazione, anche la più svantaggiosa, è un’opportunità per continuare l’attacco.
Muay Thasao come Sistema Completo: Oltre lo Striking
È un errore comune, specialmente per chi proviene da una conoscenza del Muay Thai sportivo, pensare a queste arti solo in termini di percussioni. Il Muay Thasao è un sistema di combattimento integrato, dove lo striking è solo una parte di un tutto più grande.
Integrazione con il Krabi Krabong
Nelle scuole tradizionali (Samnak), il Muay Boran non era quasi mai insegnato separatamente dal Krabi Krabong (กระบี่กระบอง), il sistema thailandese di combattimento armato. Un guerriero di Tha Sao era addestrato sia a mani nude (Muay) sia con le armi:
Daab: La spada (singola o doppia, Daab Song Mue, come usava Phraya Phichai).
Krabong: Il bastone lungo.
Ngaw: L’alabarda.
Plong: Il bastone corto.
Meed: Il coltello.
L’aspetto cruciale è che il gioco di gambe è lo stesso. Il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli) che un praticante di Thasao usa per angolare un pugno, è lo stesso identico che usa per angolare un fendente di spada. Il movimento del corpo per generare potenza in un calcio circolare è lo stesso per un colpo di bastone.
Questo significa che il Muay Thasao è la componente a mani nude di un sistema bellico completo. Le sue tecniche sono progettate per:
Difendersi dalle Armi: Molte delle sue schivate e dei suoi blocchi sono pensati per evadere un attacco di coltello o bastone, non solo un pugno.
Preparare all’Uso delle Armi: Il clinch (Plum) del Boran non serve solo a colpire di ginocchio, ma a controllare l’avversario per estrarre la propria arma corta (il coltello) o per impedirgli di estrarre la sua.
Funzionare quando l’Arma è Persa: Se un guerriero perdeva la sua spada (o gli si spezzava, come a Phraya Phichai), il Muay Thasao era ciò che gli permetteva di continuare a combattere e vincere.
Il “Vero” Clinch: Muay Lak e Muay Pam
Nel Muay Thai moderno, il clinch (Plum) è una fase di stallo o una gara di posizione per colpire di ginocchio. Nel Muay Boran, e in particolare in uno stile fluido come il Thasao, il clinch è dinamico e letale. Questo è il regno del Muay Lak (tecniche di controllo e sbilanciamento) e del Muay Pam (il grappling/wrestling tradizionale).
Il Muay Thasao è un’arte di grappling devastante a distanza ravvicinata. Quando il praticante di Thasao chiude la distanza, il suo flusso di colpi si trasforma in un flusso di leve e proiezioni. L’obiettivo non è “vincere ai punti” nel clinch, ma:
Controllare e Colpire: Usare il controllo del collo o delle braccia per esporre bersagli vitali (gola, tempie, base del cranio) a gomiti e ginocchia.
Spezzare (Hak): Applicare leve articolari fulminee a gomiti, spalle, polsi e collo.
Proiettare (Thum): Eseguire proiezioni violente (spesso su superfici dure come pietra o terra, non su un tappeto elastico), con l’intenzione di finire il combattimento con l’impatto al suolo.
Questo aspetto è fondamentale. Il Muay Thasao non è solo un’arte di striking. È un’arte di combattimento totale a corto raggio, che integra colpi, leve e proiezioni in un unico flusso continuo, fedele alla sua filosofia Lai Lueai.
Cosa è il Muay Thasao Oggi?
Nel XXI secolo, il Muay Thasao è prima di tutto un’eredità culturale. Non è più praticato sui campi di battaglia e non è (e non dovrebbe essere) praticato nei ring sportivi moderni, data la natura letale delle sue tecniche fondamentali.
È un’arte preservata da un numero ristretto di maestri (Kru) e appassionati, principalmente in Thailandia, nella sua regione d’origine, Uttaradit. Qui, è un simbolo di orgoglio locale, celebrato durante i festival annuali in onore di Phraya Phichai Dap Hak (di solito a gennaio). Durante questi eventi, si possono assistere a dimostrazioni (come il Lien Duan) che mostrano le tecniche e lo spirito dello stile.
Il Muay Thasao è anche un serbatoio di conoscenza per il Muay Thai moderno. Molti campioni di Muay Thai, specialmente quelli che cercano un vantaggio tecnico, studiano i principi del Muay Boran per arricchire il loro arsenale. L’agilità, il gioco di gambe angolare e le combinazioni fluide del Thasao sono incredibilmente efficaci se adattati alle regole sportive. Un combattente che usa lo Yang Sam Khum può creare angoli che un pugile sportivo tradizionale non si aspetta.
Infine, per i praticanti di arti marziali al di fuori della Thailandia, il Muay Thasao è un percorso di studio profondo. È un’opportunità per connettersi con le radici più autentiche e complesse del combattimento thailandese, andando oltre la pur (e rispettabilissima) pratica sportiva. È uno studio che richiede non solo preparazione fisica, ma anche dedizione intellettuale e culturale.
Sintesi: L’Identità del Muay Thasao
Quindi, “cosa è” il Muay Thasao?
È un’arte marziale tradizionale thailandese (Muay Boran), nata nella provincia settentrionale di Uttaradit (distretto di Tha Sao).
È un’arte del Kard Chuek (corde), progettata per il combattimento reale e la sopravvivenza sul campo di battaglia, non per lo sport.
È un sistema di combattimento completo che include colpi (con nove armi, inclusa la testa), leve articolari (Hak), proiezioni (Thum) e combattimento armato (Krabi Krabong).
La sua identità filosofica e tecnica è definita dalla velocità, dall’agilità, dall’intelligenza tattica (Chalat) e da un flusso di attacco continuo (Lai Lueai).
È lo stile del movimento costante, incarnato dal suo gioco di gambe distintivo, lo Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli), progettato per creare angoli offensivi e sopraffare l’avversario con il volume e la rapidità dei colpi.
È l’antitesi degli stili basati sulla potenza statica (come il Korat) o sulla difesa reattiva (come il Chaiya), rappresentando invece la via dell’aggressività agile e proattiva.
Infine, è l’incarnazione marziale dello spirito del suo eroe, Phraya Phichai Dap Hak. È l’arte della “spada spezzata”: un sistema che insegna l’adattabilità estrema, il coraggio indomito e la volontà di continuare l’attacco contro ogni probabilità, trasformando persino una situazione disperata in una vittoria.
CARATTERISTICHE, FILOSOFIA E ASPETTI CHIAVE
Se il punto precedente ha definito i confini storici e geografici del Muay Thasao (มวยท่าเสา), questo capitolo ne esplora l’anima. Per comprendere veramente questa arte marziale, non basta sapere cosa è; è imperativo capire perché è in un certo modo. La filosofia (il “perché”) genera le caratteristiche (il “come”), e la loro sintesi crea gli aspetti chiave (il “risultato”).
Il Muay Thasao non è semplicemente un catalogo di tecniche; è un sistema di pensiero, una dottrina di combattimento strategico che eleva l’agilità, l’intelligenza e un’offensiva incessante al di sopra della singola potenza distruttiva. È l’arte del “flusso”, della “continuità” e dell’adattabilità strategica.
In questo approfondimento, dissezioneremo il nucleo filosofico, le manifestazioni fisiche e i principi tattici che rendono il Muay Thasao un’espressione unica e letale dell’ingegno marziale siamese.
PARTE 1: LA FILOSOFIA – L’ANIMA DEL GUERRIERO DEL NORD
La filosofia del Muay Thasao è pragmatica, forgiata dal crogiolo della guerra di frontiera. Non si fonda su concetti astratti di illuminazione spirituale, ma su un principio fondamentale: la sopravvivenza attraverso la superiorità strategica. Le sue dottrine possono essere riassunte in tre pilastri concettuali fondamentali.
Pilastro 1: “Chalat Kwa Kwam Keng” (ฉลาดกว่าความแข็ง) – L’Intelligenza Sopra la Forza
Questo è il dogma centrale del Muay Thasao. “Chalat” (ฉลาด) significa “intelligente”, “astuto”, “scaltro”. “Kwa” (กว่า) significa “più di” o “sopra”. “Kwam Keng” (ความแข็ง) si riferisce alla “forza”, alla “durezza” o alla “potenza fisica”. La dottrina, quindi, è “l’Intelligenza (o l’Astuzia) al di sopra della Forza”.
Mentre altri stili regionali, come il Muay Korat, costruivano la loro intera strategia sulla coltivazione di una potenza fisica devastante (incarnata dal “pugno del bufalo”), i maestri di Tha Sao riconoscevano i limiti di questo approccio. La forza ha un limite. Ci sarà sempre qualcuno più forte, più pesante o più resistente. Inoltre, la forza bruta è inefficiente; consuma enormi quantità di energia per un singolo attacco e, se l’attacco fallisce, lascia il combattente vulnerabile.
Il Muay Thasao adotta l’approccio opposto. Insegna al praticante a evitare uno scontro diretto di forza contro forza. Perché tentare di bloccare un pugno potente, rischiando la frattura dell’avambraccio (specialmente in un combattimento Kard Chuek), quando si può semplicemente non essere lì?
Questa filosofia si manifesta in diversi modi pratici:
L’Osservazione (Sanket): Il combattente Thasao è addestrato a essere un analista. Prima e durante il combattimento, la sua mente è focalizzata sulla raccolta di dati: il ritmo dell’avversario, la sua postura preferita, i suoi movimenti telegrafati (le “spie”), il suo raggio d’azione e, soprattutto, la sua reazione alla pressione.
L’Uso delle Finte (Lork): L’intelligenza si esprime attraverso l’inganno. Il Thasao è ricco di finte. Un calcio basso viene accennato per far abbassare la guardia dell’avversario, solo per lanciare un calcio alto alla testa. Un pugno viene lanciato senza intenzione di colpire, ma solo per provocare una reazione difensiva che apre un bersaglio diverso. L’avversario non viene combattuto solo fisicamente, ma anche mentalmente.
La Gestione della Distanza (Raya): Il combattente Thasao usa l’intelligenza per dettare la distanza. Contro un lottatore (Muay Pam) o un esperto di gomiti (come un praticante di Chaiya), manterrà la distanza lunga, usando calci veloci e “zappanti”. Contro un potente colpitore (come un praticante di Korat), entrerà e uscirà rapidamente, colpendo e scomparendo prima che la controffensiva possa essere lanciata.
La Vittoria dell’Efficienza: Il Chalat implica l’efficienza energetica. Invece di un colpo al 100% di potenza che prosciuga le energie, il Thasao preferisce cinque colpi al 40% di potenza, lanciati in rapida successione. Questi colpi, sebbene individualmente meno potenti, ottengono un risultato strategico superiore: infliggono danni cumulativi, rompono la postura dell’avversario, ne saturano le capacità difensive e ne distruggono il ritmo psicologico, il tutto mantenendo intatte le riserve di energia del praticante.
La filosofia del Chalat è ciò che rende il Muay Thasao un’arte “pensante”. Non è una reazione istintiva, ma una serie calcolata di azioni e reazioni progettate per smantellare l’avversario pezzo per pezzo, usando il cervello come arma primaria e il corpo come suo strumento.
Pilastro 2: “Lai Lueai” (ไหลเลื้อย) – La Filosofia del Flusso Incessante
Se Chalat è la mente, Lai Lueai è il corpo. Questo termine è meravigliosamente descrittivo. “Lai” (ไหล) significa “fluire”, come l’acqua di un fiume. “Lueai” (เลื้อย) significa “strisciare” o “serpeggiare”, come fa un serpente. Insieme, evocano l’immagine di un movimento che è allo stesso tempo fluido, continuo, inarrestabile e imprevedibile.
Questa filosofia è l’antitesi del combattimento “a scatti”. Molti sistemi di combattimento, incluso il Muay Thai sportivo moderno, operano su un ritmo di “azione-pausa-azione”. Si lancia una combinazione, ci si ritira, ci si “resetta” mentalmente e fisicamente, e si studia la prossima apertura.
Il Muay Thasao rigetta filosoficamente il concetto di “pausa” o “reset”.
Il combattimento è visto come un flusso continuo. Il praticante di Thasao è come un fiume in piena: non si ferma, aggira gli ostacoli (le difese dell’avversario) e continua a spingere, a erodere. Oppure è come un serpente, che si muove in modo sinuoso, mai in linea retta, colpendo da angolazioni inaspettate.
Questa filosofia del Lai Lueai detta le caratteristiche fisiche dello stile:
Nessun Movimento Spigoloso: Le tecniche sono collegate tra loro in modo fluido. Un calcio non finisce con il piede che torna a terra nella posizione di partenza; il recupero del calcio è già l’inizio di un pugno. Un pugno che viene parato non si ritrae, ma si trasforma in un colpo di gomito o in un’azione di intrappolamento (Chap).
Movimento Costante: Il praticante di Thasao è raramente fermo. Anche quando sembra stazionario, c’è un micro-movimento costante (un dondolio, uno spostamento di peso) che lo tiene “vivo” e pronto a esplodere in qualsiasi direzione. Essere fermi significa essere un bersaglio facile. Essere in movimento significa essere un problema irrisolvibile.
L’Attacco come Difesa: Invece di “blocco, poi contrattacco”, la filosofia del flusso impone “il contrattacco è il blocco”. Il modo migliore per difendersi da un pugno non è pararlo, ma colpire l’avversario prima che il suo pugno raggiunga la piena estensione, o mentre sta colpendo, usando il proprio attacco per deviare il suo.
Saturazione Difensiva: Il Lai Lueai è un’arma psicologica. L’obiettivo è sopraffare i processi decisionali dell’avversario. Il cervello umano può gestire un certo numero di stimoli al secondo. Se un avversario lancia un colpo, il cervello lo identifica, sceglie una difesa e la esegue. Ma se l’avversario lancia sei colpi in due secondi da tre angolazioni diverse, il cervello va in “tilt”. Il Lai Lueai è progettato per creare questo cortocircuito mentale, saturando le difese dell’avversario fino a quando non crollano, lasciandolo completamente esposto.
Vivere la filosofia Lai Lueai significa allenare non solo le tecniche, ma la transizione tra le tecniche, fino a quando non esiste più alcuna separazione percepibile tra un’azione e la successiva.
Pilastro 3: Lo Spirito della Spada Spezzata – L’Adattabilità Marziale
Questa è l’eredità spirituale e filosofica lasciata da Phraya Phichai Dap Hak. Come discusso nel capitolo precedente, la sua leggenda (combattere e vincere dopo che una delle sue due spade si era spezzata) non è solo un aneddoto storico; è una dottrina marziale fondamentale.
Questo spirito definisce l’atteggiamento mentale (Jai) del praticante di Muay Thasao.
L’Adattabilità (Kaan Prap Tua): Il piano di battaglia è fondamentale, ma nessun piano sopravvive al contatto con il nemico. Lo spirito della “Spada Spezzata” insegna che quando il piano fallisce, o quando l’arma principale (fisica o metaforica) viene neutralizzata, il combattente non deve esitare, non deve andare in panico e non deve ritirarsi. Deve adattarsi istantaneamente. La spada si spezza? Bene, ora hai un pugnale e una spada. La tua gamba principale è infortunata? Bene, ora sei un pugile. Il tuo avversario è troppo forte nel clinch? Bene, non entrerai nel clinch, ma lo colpirai da lontano. Il Muay Thasao è, per sua natura filosofica, un’arte di problem-solving in tempo reale sotto pressione estrema.
Il Coraggio (Kwaam Klaa): La filosofia del Thasao è intrinsecamente aggressiva. Richiede coraggio. Il Lai Lueai (flusso) non è un flusso difensivo; è un flusso offensivo. Richiede al praticante di avanzare costantemente, di fidarsi del proprio movimento e della propria velocità per proteggersi, piuttosto che di una guardia statica. L’eroismo di Phraya Phichai (continuare ad avanzare con un’arma rotta) è l’esempio da seguire.
Trasformare lo Svantaggio in Vantaggio: Questo è il livello più alto della filosofia. La spada spezzata non era solo uno svantaggio; divenne un vantaggio. Una spada corta è più veloce di una spada lunga a distanza ravvicinata e può essere usata in modi diversi (per parare, per colpire, per agganciare). Il praticante di Thasao è addestrato a vedere le opportunità dove gli altri vedono solo disastri. Se l’avversario afferra il tuo calcio (uno svantaggio), non lotti per liberarti; usi la sua presa come perno per colpirlo con un gomito rotante o un pugno. Se scivoli e perdi l’equilibrio (uno svantaggio), trasformi la caduta in una spazzata o in un calcio da terra.
In sintesi, la filosofia del Muay Thasao crea un combattente che è intelligente (Chalat), fluido (Lai Lueai) e inarrestabilmente adattabile (lo spirito di Phraya Phichai). È un combattente che sconfigge la forza con l’astuzia, la stasi con il movimento e il panico con un’aggressività calcolata.
PARTE 2: LE CARATTERISTICHE – LA MANIFESTAZIONE FISICA DELLA FILOSOFIA
Le filosofie sopra descritte non sono concetti astratti; si traducono direttamente in caratteristiche fisiche e tecniche osservabili. Il modo in cui un praticante di Thasao si muove, si posiziona e colpisce è la manifestazione esteriore della sua dottrina interiore.
Caratteristica 1: Il Motore dello Stile – Yang Sam Khum (ย่างสามขุม)
Se si dovesse scegliere una singola caratteristica per definire il Muay Thasao, sarebbe il suo gioco di gambe. E il cuore di quel gioco di gambe è lo Yang Sam Khum, che si traduce in “Il Passo dei Tre Angoli” o “Il Passo a Tre Vertici”.
Questo non è semplicemente un modo di muoversi; è il sistema operativo dell’intero stile. È il motore che permette l’applicazione pratica del Chalat (intelligenza) e del Lai Lueai (flusso).
La Meccanica: A differenza del gioco di gambe lineare (avanti-indietro, lato-lato) comune a molte arti marziali (inclusa la boxe occidentale e il Muay Thai moderno), lo Yang Sam Khum si basa su un movimento triangolare. Il praticante immagina tre punti a terra che formano un triangolo (un vertice avanti, due indietro, o viceversa). Il movimento non avviene mai sulla linea di attacco dell’avversario, ma fuori da essa. Il combattente si sposta costantemente da un vertice all’altro di questo triangolo immaginario.
L’Applicazione Difensiva (Evasione e Angolamento): Questa è la sua funzione primaria. Quando l’avversario lancia un attacco diretto (un pugno, un calcio), il praticante di Thasao non si ritira semplicemente all’indietro (cosa che lo tiene sulla stessa linea di attacco). Invece, esegue un “passo d’angolo” (un Yang). Si sposta diagonalmente, uscendo dalla traiettoria dell’attacco. Questo ha due effetti:
L’attacco dell’avversario va a vuoto, facendogli perdere energia ed equilibrio.
Il praticante di Thasao si ritrova istantaneamente in una posizione angolare dominante, sul fianco dell’avversario.
L’Applicazione Offensiva (Creare Angoli): Lo Yang Sam Khum non è solo difensivo; è la base dell’attacco. Muovendosi costantemente sui vertici del triangolo, il praticante di Thasao presenta all’avversario un bersaglio in continuo movimento (un bersaglio sfuggente). Ancora più importante, crea angoli di attacco che l’avversario non può difendere facilmente. La maggior parte delle difese marziali è progettata per fermare attacchi frontali. Lo Yang Sam Khum permette al combattente Thasao di colpire dal fianco (dove la guardia è debole o inesistente) o addirittura da dietro.
L’Integrazione con il Flusso (Lai Lueai): Ogni passo dello Yang Sam Khum è un’opportunità di attacco. Il movimento non è “passo, poi colpo”. Il “passo è il colpo”. Il peso del corpo che si sposta da un vertice all’altro viene utilizzato per generare la potenza (seppur una potenza veloce, non pesante) per i colpi. Un passo diagonale in avanti carica un pugno; un passo diagonale all’indietro carica un calcio. Questo permette la raffica continua: passo-colpo, passo-colpo, passo-colpo, senza mai fermarsi o “piantarsi” a terra.
L’Impatto Psicologico: Combattere contro un praticante di Yang Sam Khum è descritto come frustrante e disorientante. È come cercare di afferrare un’anguilla o di colpire un fantasma. L’avversario si sente costantemente “in ritardo”. Appena lancia un attacco, il bersaglio è sparito. Appena si gira per affrontare il bersaglio, viene colpito da una nuova angolazione. Questo genera esitazione, frustrazione e, infine, panico, che è esattamente l’obiettivo della filosofia Chalat.
Lo Yang Sam Khum è la caratteristica fisica che permette al Muay Thasao di combattere in modo intelligente e fluido. Senza di esso, l’aggressività del Thasao sarebbe spericolata; con esso, diventa un assalto calcolato e quasi inarrestabile.
Caratteristica 2: La Guardia (Jod Muay) – Lo Scudo Fluido e le Mani Cercanti
La guardia del Muay Thasao è una diretta conseguenza della filosofia Lai Lueai e della realtà del combattimento Kard Chuek (mani fasciate con corde).
Non è la “guardia alta e stretta” (peek-a-boo) della boxe moderna, progettata per nascondersi dietro grandi guantoni imbottiti. Non è nemmeno la guardia bassa e tesa del Muay Chaiya, progettata per proteggere il centro e scattare in difesa.
La guardia del Thasao è:
Fluida e Mobile: Le mani non sono tenute staticamente a protezione del viso. Sono in costante, leggero movimento. Questa caratteristica (simile, per certi versi, a quella di alcuni stili di Karate di Okinawa o di Kung Fu) serve a diversi scopi:
Mimetismo: Un leggero movimento maschera l’intenzione, rendendo più difficile per l’avversario vedere l’inizio di un pugno.
Prontezza: Le mani sono già “in moto”, riducendo il tempo di reazione per un attacco o una parata.
Principio del Flusso: Incarna il Lai Lueai.
Guardia “Cercante” (Mue Suep): Le mani sono spesso tenute leggermente più avanti rispetto a una guardia sportiva. Non sono incollate al viso. Sono protese, come le antenne di un insetto o le zampe anteriori di una mantide. Questa è una caratteristica Kard Chuek. Le mani non servono solo a colpire, ma a:
Controllare (Chap): Afferrare, intrappolare o agganciare gli arti dell’avversario (polsi, braccia).
Deviare (Pad, Pud): Le mani fasciate di corda sono dure. Invece di assorbire un pugno, il praticante di Thasao usa le sue mani per deviare la traiettoria dell’attacco, spesso con movimenti circolari o a “tergicristallo”.
Misurare la Distanza: La mano anteriore funge da “telemetro”, informando costantemente il combattente della distanza esatta.
Attiva, non Passiva: La guardia Thasao è una guardia offensiva. Le mani sono la prima linea d’attacco, non l’ultima linea di difesa. La postura del corpo che la accompagna non è eretta e statica, ma leggermente piegata sulle ginocchia, con il peso distribuito per consentire l’esplosione immediata nello Yang Sam Khum.
Questa guardia è ottimizzata per la velocità e l’inganno. È progettata per un combattimento in cui i blocchi passivi sono pericolosi (a causa delle corde) e l’evasione (tramite il gioco di gambe) è la difesa primaria.
Caratteristica 3: L’Offensiva – “Tae-Kae” e l’Attacco a Flusso Continuo (Luk Son)
L’attacco del Muay Thasao è la sua caratteristica più famosa. Non si basa sul “KO con un colpo solo”, ma sulla distruzione cumulativa attraverso il volume e la velocità.
Attacco a Flusso Continuo (Luk Son – ลูกโซ่): Luk Son significa “catena”. Gli attacchi del Thasao sono “attacchi a catena”. Una tecnica si lega immediatamente alla successiva, creando una raffica ininterrotta. L’obiettivo è quello che in termini moderni si chiamerebbe “Command-and-Control”: sopraffare l’avversario, non dargli mai lo spazio o il tempo per pensare, respirare o lanciare una propria offensiva. Il praticante di Thasao “vince il ritmo” e lo mantiene.
Combinazioni Lunghe: Mentre il Muay Thai sportivo si concentra su combinazioni di 2-4 colpi, le combinazioni (o meglio, i flussi) del Thasao sono molto più lunghi. Un flusso potrebbe essere: finta calcio basso -> pugno diretto -> gancio -> gomito -> ginocchio -> spinta e calcio. Tutto in un unico movimento fluido.
L’Uso dei Calci (Tae): I calci del Thasao sono distintivi.
“Tae-Kae” (เตะแก้): Questo termine si riferisce ai “calci di soluzione” o “calci correttivi”. Sono calci veloci, spesso usati per interrompere l’attacco dell’avversario o per colpire mentre si è in movimento.
“Tae-Wiang” (เตะเหวี่ยง) – Il Calcio “Zappante”: A differenza del calcio circolare sportivo moderno, che impiega una rotazione completa dell’anca per generare una potenza devastante, molti calci Thasao (specialmente quelli bassi) sono più simili a una “frustata” o a un’azione “zappante”. Vengono lanciati rapidamente, con meno impegno dell’anca, e recuperati altrettanto rapidamente. Questo li rende meno potenti individualmente, ma molto più veloci da lanciare e permette di lanciarne diversi in rapida successione (es. doppio o triplo calcio basso).
L’Obiettivo dei Calci: L’obiettivo dei calci bassi non è “rompere” la gamba con un colpo solo, ma “zappare via” le fondamenta. Infliggere dolore, distruggere l’equilibrio e costringere l’avversario a preoccuparsi delle sue gambe, aprendo così bersagli più alti.
L’Integrazione delle Nove Armi (Nawa Awut): Il flusso Lai Lueai eccelle nell’integrare tutte le armi. Il Thasao è maestro nel passare dalla distanza di calcio (Tae) a quella di pugno (Mahd), per poi “entrare” attraverso la guardia dell’avversario e colpire con le armi corte e letali: gomiti (Sok) e ginocchia (Kao), e persino la testa (Srisa) nel contesto Boran. L’agilità del gioco di gambe serve proprio a gestire queste transizioni di distanza in modo rapido e sicuro.
In sintesi, la caratteristica offensiva del Thasao è quella di un “trapper” veloce e aggressivo, che non lascia scampo, colpendo con raffiche continue da angolazioni multiple.
PARTE 3: GLI ASPETTI CHIAVE – LA SINTESI STRATEGICA E TATTICA
Gli aspetti chiave sono il risultato della combinazione della filosofia (la mente) e delle caratteristiche (il corpo). Sono i principi strategici che definiscono il “modo di combattere” del Muay Thasao.
Aspetto Chiave 1: La “Doppia Spada” (Daab Song Mue) come Metafora della Mano Nuda
Questo è forse l’aspetto chiave più importante per capire la strategia del Thasao. Il suo eroe, Phraya Phichai, era un maestro del Daab Song Mue ( combattimento con due spade). Questo non è un caso. La logica del combattimento con due spade è la stessa del Muay Thasao a mani nude.
Nessuna Mano “Debole”: Nella doppia spada, non c’è una mano “principale” (offensiva) e una mano “debole” (difensiva). Entrambe le spade sono armi, ed entrambe sono scudi. Attaccano e difendono simultaneamente.
Trasposizione a Mani Nude: Il Muay Thasao adotta questa mentalità. Non c’è un “jab” (per preparare) e un “destro” (per finire). Entrambe le mani sono armi letali. La mano destra e la mano sinistra, la gamba destra e la gamba sinistra, lavorano in coppia, ma in modo indipendente e coordinato, proprio come due spade.
Raffica Incessante: Il combattimento con due spade è definito da raffiche di colpi veloci e continui. Mentre una spada colpisce, l’altra è già in movimento per il colpo successivo o sta parando un contrattacco. Questo è esattamente il principio del Lai Lueai e degli attacchi a catena (Luk Son) del Thasao. L’obiettivo è sopraffare la singola arma (o le due armi/guardia) dell’avversario con un volume doppio di attacchi.
Difesa Attiva: Con due spade, la difesa migliore è un attacco. Si usa una spada per “legare” (controllare, bloccare) l’arma dell’avversario, mentre l’altra colpisce. Nel Thasao a mani nude, questo si traduce nell’uso della mano anteriore per “intrappolare” o “controllare” la guardia dell’avversario (come nel Jeet Kune Do o nel Wing Chun), mentre l’altra mano (o un gomito, o un ginocchio) colpisce.
Quindi, un aspetto chiave del Muay Thasao è che non combatte come un pugile (con una mano dominante), ma come un guerriero con due spade, con un flusso offensivo travolgente e simultaneo da entrambi i lati.
Aspetto Chiave 2: La Superiorità Tattica sull’Impatto Fisico
Questo aspetto chiave deriva direttamente dalla filosofia Chalat (Intelligenza). Il Muay Thasao è un’arte di tattica. Il suo obiettivo non è vincere lo scontro fisico, ma vincere lo scontro strategico.
Combattere la Mente: Come menzionato, l’obiettivo è mandare in cortocircuito il cervello dell’avversario. Questo si ottiene attraverso la combinazione di:
Velocità (Ruad Reo): Colpire più velocemente di quanto l’avversario possa reagire.
Angoli (Yang Sam Khum): Colpire da dove l’avversario non si aspetta.
Finte (Lork): Far reagire l’avversario a minacce inesistenti.
Volume (Luk Son): Saturare le sue capacità difensive.
Evitare gli Scontri Svantaggiosi: Un praticante di Thasao è addestrato a riconoscere istantaneamente gli scenari di combattimento svantaggiosi e a evitarli. Se l’avversario è un lottatore più forte, il combattente Thasao non accetterà mai il clinch volontariamente. Userà il suo gioco di gambe e i suoi calci veloci per tenerlo a distanza. Se l’avversario è un pugile più potente, non scambierà pugni frontalmente, ma userà gli angoli per colpire e sparire.
Creare e Sfruttare le Opportunità (Okad): L’intelligenza tattica non è solo difensiva; è la capacità di creare attivamente le aperture. L’attacco a catena non è casuale. È progettato per “guidare” l’avversario. Un calcio basso lo costringe a spostare il peso; quello spostamento di peso alleggerisce l’altra gamba (che può essere spazzata) o fa abbassare la sua guardia (esponendo la testa). Il praticante di Thasao non aspetta l’apertura; la costruisce, colpo dopo colpo.
Questo approccio tattico rende il Muay Thasao incredibilmente adattabile. Può essere personalizzato per sconfiggere qualsiasi tipo di avversario, non attraverso la superiorità fisica, ma attraverso quella intellettuale.
Aspetto Chiave 3: L’Endurance come Arma (Kwaam Ot-thon)
La filosofia del Lai Lueai (flusso incessante) ha un prerequisito fisico fondamentale: un’eccezionale resistenza cardiovascolare.
Il Muay Thasao non è un’arte per combattenti anaerobici, esplosivi, che si stancano dopo 30 secondi di azione intensa. È l’arte del maratoneta, non dello scattista.
La “Stanchezza” come Tattica: L’attacco a catena, ad alto volume e movimento costante, è progettato tanto per stancare l’avversario quanto per infliggergli danni. L’avversario è costretto a reagire costantemente, a muoversi, a bloccare, a indietreggiare. Questo prosciuga le sue riserve di energia molto più rapidamente di un combattimento statico.
Vincere negli “Acque Profonde”: La strategia del Thasao è portare l’avversario nelle “acque profonde” del combattimento, dove la sua forza esplosiva svanisce e l’unica cosa che conta è la resistenza. Il praticante di Thasao è a suo agio in questo caos, allenato a mantenere il suo flusso e la sua lucidità mentale anche in uno stato di affaticamento estremo, mentre l’avversario (specialmente uno più grosso e forte) inizia a crollare fisicamente e mentalmente.
Allenamento Specifico: Questo aspetto chiave implica che l’allenamento (come vedremo in un punto successivo) deve essere pesantemente focalizzato sulla resistenza. Non solo corsa, ma circuiti ad alta intensità, lavoro ai pao (colpitori) senza sosta e sparring prolungati, tutto progettato per allenare il corpo e la mente a non fermarsi mai.
L’endurance, nel Muay Thasao, non è solo un attributo fisico; è un’arma strategica, usata per annegare l’avversario in un mare di attacchi da cui non può fuggire.
Aspetto Chiave 4: Il Clinch Dinamico (Muay Pam) e le Transizioni Letali
Come già accennato, il Muay Thasao è un sistema di combattimento completo. La sua agilità e fluidità non si fermano quando inizia la lotta corpo a corpo (il clinch, o Muay Pam/Plum). Anzi, è qui che la sua filosofia del flusso diventa ancora più letale.
A differenza del clinch sportivo (che è spesso una gara statica di forza per il controllo del collo) o del clinch del Muay Chaiya (che è difensivo e compatto), il clinch del Thasao è dinamico e transitorio.
Il Clinch come Transizione, non come Posizione: Il praticante di Thasao non cerca di rimanere nel clinch. Lo usa come un “cancello” di transizione. L’agilità del Yang Sam Khum viene utilizzata per entrare nel clinch da un’angolazione dominante, colpire e uscire immediatamente.
Flusso nel Corpo a Corpo: Se intrappolato in un clinch, il Lai Lueai continua. Invece di una lotta di forza muscolare, il praticante di Thasao userà un movimento costante e fluido per:
Sbilanciare (Lak): Usare il movimento angolare per rompere continuamente la postura e l’equilibrio dell’avversario.
Creare Spazio per Colpi Corti: Un movimento fluido del corpo crea lo spazio momentaneo necessario per lanciare gomiti (Sok) e ginocchia (Kao) devastanti.
Transizione a Leve e Rotture (Hak): Il Muay Thasao, come stile Boran, include tecniche di Hak (rottura). Il flusso del clinch è il momento perfetto per applicare leve fulminee a polsi, gomiti o al collo, sfruttando lo slancio e lo sbilanciamento dell’avversario.
Transizione a Proiezioni (Thum): Il movimento angolare e lo sbilanciamento costante sono la preparazione perfetta per una proiezione (Thum). Il combattente Thasao non solleva l’avversario (forza bruta), ma usa il suo stesso slancio contro di lui, proiettandolo a terra violentemente.
Questo clinch dinamico è l’incarnazione dello spirito della “Spada Spezzata”: adattarsi alla distanza ravvicinata, trasformando una situazione di “lotta” in un’opportunità per un attacco fluido e letale con armi diverse.
CONCLUSIONI: LA SINTESI DEL COMBATTENTE THASAO
La filosofia, le caratteristiche e gli aspetti chiave del Muay Thasao si fondono per creare un archetipo di combattente molto specifico.
Il guerriero Thasao è, prima di tutto, un tattico intelligente. Usa la sua mente per analizzare, ingannare e frustrare l’avversario.
È un artista del movimento, che usa il gioco di gambe angolare (Yang Sam Khum) non solo per difendersi, ma come principale strumento offensivo per creare angoli dominanti e rimanere inafferrabile.
È un combattente a flusso continuo (Lai Lueai), la cui offensiva non si ferma mai. È una raffica incessante di colpi (Luk Son), lanciati con velocità e volume da entrambi i lati, come un maestro di doppia spada (Daab Song Mue).
È un maratoneta marziale, che usa la sua resistenza superiore come un’arma per trascinare l’avversario in acque profonde e annegarlo con la pressione.
Infine, è l’incarnazione dello spirito indomito di Phraya Phichai: coraggioso, aggressivo e infinitamente adattabile, capace di trasformare qualsiasi svantaggio in una vittoria.
Il Muay Thasao non è quindi solo un’arte di calci e pugni; è un sistema olistico di combattimento strategico dove la velocità dell’intelletto e la fluidità del corpo trionfano sulla mera forza bruta.
LA STORIA
Tracciare la storia del Muay Thasao (มวยท่าเสา) è un’impresa complessa, un viaggio che si snoda tra mito, leggenda, storia militare e tradizione orale. Non è la storia di un singolo fondatore che codifica un’arte dal nulla, ma è la storia di un’intera regione, la provincia di Uttaradit, e di come i suoi abitanti abbiano forgiato un sistema di combattimento unico in risposta alle pressioni implacabili della guerra, della geografia e della politica.
La storia del Muay Thasao è, in essenza, la storia della frontiera settentrionale del Siam. È un’arte marziale nata dalla necessità, affinata nelle battaglie per l’indipendenza e infine incarnata da un eroe nazionale la cui leggenda ne è diventata il simbolo imperituro: Phraya Phichai Dap Hak, “Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”.
Per comprendere questa storia, non possiamo iniziare dalla fine, con il suo eroe più famoso. Dobbiamo iniziare dall’inizio, dalle antiche radici del combattimento siamese e dal contesto geopolitico che ha reso il Nord un crogiolo di conflitti.
PARTE 1: LE RADICI ANTICHE – IL CONTESTO DEL MUAY BORAN
Il Muay Thasao è un ramo di un albero molto antico: il Muay Boran (la “Boxe Antica”). Le origini del combattimento a mani nude nel Sud-est asiatico sono avvolte nella nebbia del tempo, precedenti alla nascita stessa della nazione siamese (thailandese).
L’Influenza Indo-Culturale e il Mito
Come molte culture della regione, le prime forme di combattimento siamese furono influenzate dalle tradizioni guerriere importate dall’India, insieme all’Induismo e al Buddismo. Le leggende marziali sono intessute nel Ramakien, la versione thailandese dell’epopea indù Ramayana. I movimenti dei guerrieri-scimmia come Hanuman, il generale divino, con la sua agilità, astuzia e movimenti acrobatici, sono spesso citati come l’ispirazione mitologica per molte delle tecniche più complesse del Muay Boran. Queste non sono “storie” nel senso moderno, ma archetipi culturali che hanno fornito un modello filosofico e fisico per il guerriero ideale.
L’Imperativo Militare: Nascita dal Conflitto
La storia del popolo Tai, migrato dalla Cina meridionale, è una storia di lotta per la terra e l’indipendenza. I primi regni, come Sukhothai (fondato nel 1238), erano entità militari. La sopravvivenza del regno dipendeva dalla sua capacità di difendersi dai potenti vicini, come l’Impero Khmer a est e i regni birmani a ovest.
In questo contesto, il combattimento non era un hobby; era un dovere civico e militare. Ogni uomo abile era un soldato. L’addestramento al combattimento era parte integrante dell’educazione. Questo addestramento era olistico: iniziava con il Krabi Krabong, il sistema di combattimento armato (spade, lance, bastoni, alabarde), e includeva il Muay come componente fondamentale.
Il Muay era l’arte del “campo di battaglia”. Era ciò che un soldato usava quando la sua lancia (Krabong) si spezzava, quando perdeva la sua spada (Daab) o quando il combattimento diventava una mischia caotica a distanza ravvicinata. Questo scopo originale è cruciale: il Muay Boran non è mai stato concepito come un “duello leale” tra due contendenti disarmati, ma come un sistema di sopravvivenza da usare in una situazione di vita o di morte, contro avversari armati, corazzati o multipli.
La Differenziazione Regionale
Il Siam non è mai stato un blocco monolitico. La geografia del paese ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di stili di combattimento distinti.
Nel Sud, ricco di commerci marittimi e foreste fitte, si sviluppò un’arte (il futuro Muay Chaiya) basata su posture basse, difesa compatta e l’uso letale di colpi corti, ideale per spazi ristretti e terreni instabili.
Nell’Est (l’altopiano di Korat), una terra di pianure aperte e gente robusta, si sviluppò uno stile (Muay Korat) basato sulla potenza pura, posture stabili e colpi devastanti a lungo raggio, come il “pugno del bufalo”.
E poi c’era il Nord.
PARTE 2: IL CROGIOLO DEL NORD – LA GEOGRAFIA E LA POLITICA DI UTTARADIT
Qui entriamo nel cuore della storia specifica del Muay Thasao. La provincia di Uttaradit, e in particolare il distretto di Tha Sao (che significa “Approdo” o “Molo”), non era una regione qualsiasi. Era la frontiera.
Geografia: Il Fiume e le Montagne
Uttaradit si trova sul fiume Nan, una delle principali arterie fluviali che collegano il cuore del Siam (la pianura centrale di Ayutthaya) con il regno settentrionale di Lanna (con capitale Chiang Mai). “Tha Sao” era un porto fluviale cruciale, un punto di sosta obbligato per le barche commerciali e le spedizioni militari.
A differenza delle pianure di Korat o delle coste del Sud, Uttaradit è una regione di montagne e valli strette. Questo terreno accidentato favoriva un tipo diverso di guerriero. Non il “carro armato” delle pianure, ma un combattente più leggero, più veloce, agile, capace di muoversi rapidamente su terreni irregolari e di condurre schermaglie e imboscate.
Politica: Il Triangolo del Conflitto (Siam – Lanna – Burma)
La posizione di Uttaradit la rendeva un punto di frizione geopolitico costante.
A Sud: Il potente Regno di Ayutthaya (il Siam centrale), che considerava Uttaradit (allora nota come la città di Phichai) il suo bastione settentrionale.
A Nord: Il Regno di Lanna, spesso indipendente, a volte alleato, ma culturalmente distinto e con le proprie tradizioni marziali (come il Muay Lanna o Muay Kaad).
A Ovest: La minaccia perenne, l’aggressivo e potente Impero Birmano (dinastia Konbaung).
Per secoli, questa regione è stata un campo di battaglia. Le armate birmane usavano le valli di Uttaradit come una delle principali rotte di invasione per colpire Ayutthaya. La città di Phichai/Tha Sao era, quindi, la prima linea di difesa del regno.
La Forgiatura dello Stile Thasao
Questa realtà storica ha forgiato direttamente le caratteristiche del Muay Thasao, come descritto nel punto precedente. La storia crea la tecnica.
Necessità di Velocità e Agilità: In un combattimento di frontiera contro invasori, la velocità era vita. La capacità di colpire rapidamente (come nelle schermaglie) e di muoversi in modo imprevedibile (per evitare di essere circondati o sopraffatti) era più importante della pura potenza. Il terreno montuoso premiava l’equilibrio e l’agilità.
Influenza Lanna: Essendo al confine con Lanna, è quasi certo che le tecniche del Siam centrale (Ayutthaya) si siano fuse con le tecniche del Nord (Lanna). Il Muay Lanna è noto per la sua velocità, i suoi calci “zappanti” (Tae-Wiang) e un approccio astuto (Chalat). Il Muay Thasao ha assorbito questa filosofia, distinguendosi dagli stili più “duri” del centro e dell’est.
La Scuola (Samnak): Come in tutto il Siam, la conoscenza marziale era preservata nelle Samnak (scuole), spesso associate ai templi buddisti (Wat) o alle guarnigioni militari. Questi Kru (maestri) di Tha Sao e Phichai insegnavano uno stile adattato alla loro realtà: un’arte di movimento, velocità e attacco incessante, ideale per il soldato di frontiera che doveva essere sempre pronto a reagire.
Per lungo tempo, questa è stata la storia del Muay Thasao: un’efficace arte militare regionale, praticata e affinata nell’anonimato della guerra di confine, nota localmente ma non necessariamente famosa nel resto del regno.
PARTE 3: L’ETÀ D’ORO E I RE GUERRIERI (PERIODO AYUTTHAYA)
Mentre il Muay Thasao si evolveva nel nord, l’arte del Muay nel suo complesso viveva la sua età dell’oro sotto il patrocinio reale nel regno di Ayutthaya (1351-1767). Questa venerazione nazionale per l’arte ha fornito il contesto in cui i grandi maestri regionali, inclusi quelli di Tha Sao, potevano prosperare.
Re Naresuan il Grande (1590-1605)
Re Naresuan è l’archetipo del re-guerriero siamese. La sua storia è fondamentale per capire l’importanza del Muay. Catturato da bambino e cresciuto alla corte birmana come ostaggio, imparò le arti marziali birmane e siamesi. Una volta tornato in Siam, guidò una rivoluzione per liberare il suo paese dal giogo birmano.
La leggenda più famosa narra del suo duello di combattimento (o duello su elefante, le fonti variano) contro il principe ereditario birmano, che uccise, assicurando l’indipendenza del Siam. Re Naresuan rese il Muay Boran una parte obbligatoria dell’addestramento militare e elevò lo status dei pugili. Sotto il suo regno, l’efficacia in combattimento divenne un percorso diretto per l’avanzamento sociale e militare. Un soldato abile nel Muay poteva diventare una guardia reale o persino un nobile.
Prachao Suea, “Il Re Tigre” (1703-1709)
Se Naresuan rappresentava l’aspetto militare del Muay, il “Re Tigre” (Phra Chao Suea) ne rappresentava l’aspetto artistico e popolare. Era un appassionato praticante di Muay a un livello quasi fanatico.
La leggenda narra che il Re Tigre amasse così tanto combattere che spesso si travestiva da contadino o da pugile errante. Viaggiava in incognito per il regno, partecipando ai Ngan Wat (i festival dei templi) per mettere alla prova la sua abilità contro i campioni locali. Essendo il Re, nessuno osava colpirlo, quindi il travestimento era necessario per avere combattimenti “reali”. Si dice che abbia sconfitto tutti i migliori combattenti del suo tempo, senza mai rivelare la sua identità fino alla fine.
Questo periodo storico è cruciale. Dimostra che il Muay Boran aveva una doppia vita:
Muay Luang: Il sofisticato stile di corte e militare, praticato dalla nobiltà e dalle guardie reali.
Muay Chalaad (o Muay Ngan Wat): Gli stili regionali popolari, praticati nei festival.
È in questo contesto che un’arte come il Muay Thasao prosperava. I maestri di Tha Sao non solo addestravano i soldati per la frontiera, ma preparavano anche i loro migliori allievi a combattere nei festival per l’onore, la gloria e il guadagno. Questi festival erano il terreno di prova dove le tecniche venivano affinate, scambiate e dove emergevano le reputazioni.
In questo periodo, prima della catastrofe, il Muay Thasao si era ormai codificato. Era noto nella sua regione come uno stile veloce, agile e aggressivo. Ma il mondo che conosceva stava per finire.
PARTE 4: LA GRANDE CRISI E L’ASCESA DELL’EROE (1767 – L’ERA DI THONBURI)
Questa è la sezione più importante della storia del Muay Thasao. È qui che l’arte esce dall’anonimato regionale ed entra nella leggenda nazionale.
La Caduta di Ayutthaya (1767)
Dopo decenni di prosperità, il regno di Ayutthaya cadde in una crisi dinastica e in un declino militare. I birmani, sotto la nuova e aggressiva dinastia Konbaung, videro l’opportunità. Lanciarono un’invasione su vasta scala, culminata nel 1767 con un assedio brutale e la distruzione totale della capitale, Ayutthaya.
La città fu rasa al suolo, i tesori saccheggiati, i testi (inclusi molti manuali di Muay Boran) bruciati e la famiglia reale catturata o uccisa. Il Siam, come entità politica unificata, cessò di esistere. Il paese precipitò nel caos. Nacquero signori della guerra locali, ognuno dei quali controllava un piccolo feudo. Il Siam era frammentato e alla mercé dei suoi nemici.
L’Uomo di Tha Sao: L’Infanzia di “Joi”
È in questo caos, o poco prima, che nasce l’eroe del Muay Thasao. La sua storia personale è la storia dello stile.
Nacque nel 1741 a Ban Huai Kha, nel distretto di Tha Sao (provincia di Uttaradit). Il suo nome d’infanzia era Joi (จ้อย). Fin da giovane, Joi mostrò un carattere testardo, indomito e una passione divorante per il Muay. La leggenda narra che amasse talmente tanto il combattimento che trascurava i suoi doveri familiari, scappando per allenarsi e combattere in segreto.
Preoccupato per la sua indisciplina, il padre decise di mandarlo a studiare in un tempio buddista (Wat), un percorso comune per l’educazione all’epoca. Ma Joi non era fatto per la vita monastica. Fuggì.
Il Viaggio e la Formazione: La Nascita di “Thong Di”
Iniziò così un periodo di vagabondaggio. Joi viaggiò di città in città, cercando i migliori maestri di Muay per imparare la loro arte. Questo era un percorso tradizionale per un giovane Nak Muay (pugile) ambizioso: il “pellegrinaggio marziale”.
Alla fine, tornò nella sua regione natale, Uttaradit. A Wat Ban Kaeng, trovò il maestro che avrebbe forgiato il suo destino: Kru Thiang (Maestro Thiang). Kru Thiang era un rinomato maestro locale, un esperto di quello che oggi conosciamo come Muay Thasao.
Sotto la guida di Kru Thiang, Joi (che cambiò il suo nome in Thong Di – ทองดี, “Oro Buono”) si immerse completamente nello stile. Apprese i principi fondamentali che abbiamo già analizzato: l’agilità, l’astuzia (Chalat), il gioco di gambe angolare (Yang Sam Khum) e, soprattutto, l’attacco incessante e fluido (Lai Lueai). Il suo talento naturale, combinato con il suo carattere indomito e l’addestramento tecnico superiore dello stile di Tha Sao, lo resero un combattente formidabile.
Diventato adulto, Thong Di era ormai un campione rinomato. Combatteva e vinceva in tutti i festival della regione, guadagnandosi il soprannome di “Thong Di Fan Khao” (Thong Di dai Denti Bianchi), un segno di riconoscimento e carisma.
L’Incontro con Taksin il Grande
Mentre Thong Di costruiva la sua reputazione nel nord, il destino della nazione veniva forgiato nel sud-est. Un generale di Ayutthaya di origini cinesi e siamesi, Phraya Tak (che diventerà Re Taksin), era riuscito a fuggire dall’assedio di Ayutthaya con 500 uomini.
Taksin era un leader carismatico, un genio militare e un patriota consumato. Rifiutando di accettare la fine del Siam, stabilì una nuova base a Chanthaburi e iniziò l’apparentemente impossibile missione di riunificare il paese e cacciare gli invasori birmani.
Durante la sua campagna per consolidare il potere, Taksin arrivò nella città di Tak. Qui, organizzò un festival di combattimento per trovare guerrieri coraggiosi e abili da reclutare nel suo “esercito di liberazione”. Thong Di, ormai un maestro indiscusso, partecipò.
Il combattimento di Thong Di impressionò talmente tanto Taksin che lo convocò immediatamente. Taksin non vide solo un pugile, ma un guerriero che incarnava le qualità di cui aveva bisogno: intelligenza, velocità, coraggio e un’abilità letale. Thong Di si unì all’esercito di Taksin, diventando uno dei suoi soldati personali e, col tempo, uno dei suoi comandanti più fidati.
La Guerra di Liberazione e l’Ascesa di Phraya Phichai
Qui, la storia del Muay Thasao si sposta dal ring del festival al campo di battaglia. Thong Di combatté al fianco di Taksin in tutte le campagne cruciali. Il suo stile, il Muay Thasao, si rivelò straordinariamente efficace in guerra. L’agilità, la capacità di creare angoli e la raffica di colpi erano perfette per le battaglie caotiche e le schermaglie che caratterizzavano la guerra di liberazione di Taksin.
Thong Di non era solo un esperto di mani nude. Come tutti i maestri del suo tempo, era un esperto di Krabi Krabong, e la sua specialità era il Daab Song Mue (il combattimento con due spade), una tecnica che richiede la stessa coordinazione, agilità e flusso offensivo del Muay Thasao.
Dopo che Taksin riuscì a cacciare i birmani e a stabilire la nuova capitale a Thonburi (1768), iniziò a ricompensare i suoi fedeli generali. Thong Di, per i suoi servizi eccezionali, fu elevato alla nobiltà. Gli fu dato il titolo di Phraya Phichai (พระยาพิชัย) e fu nominato governatore della sua città natale, Phichai (l’odierna Uttaradit).
Era tornato a casa. Non più come Joi, il ragazzo testardo, né come Thong Di, il pugile errante, ma come il Signore Governatore, incaricato di difendere la frontiera settentrionale da cui proveniva.
La Battaglia che Divenne Leggenda (1773) – L’Apice della Storia del Thasao
I birmani non avevano rinunciato al Siam. Nel 1773, lanciarono un’altra massiccia invasione. Un’armata, guidata dal temuto generale Po Supia (โปสุพลา), marciò direttamente su Phichai, il bastione settentrionale.
Phraya Phichai, ora comandante della guarnigione, guidò personalmente la difesa. La battaglia che ne seguì fu di una ferocia inaudita. Phraya Phichai, come sua abitudine, combatteva in prima linea, brandendo le sue due spade.
La leggenda, ormai storia nazionale thailandese, narra che nel culmine della mischia, mentre si scontrava con i nemici, una delle sue spade lunghe (Daab) si spezzò a metà, probabilmente contro un elmo o un’armatura.
Per un guerriero, in una battaglia campale, questo è un disastro. È un presagio di morte. Qualsiasi altro uomo avrebbe esitato, si sarebbe ritirato per cercare un’altra arma.
Ma Phraya Phichai era un prodotto del Muay Thasao. La sua filosofia era il Lai Lueai (flusso incessante) e lo spirito della “spada spezzata” (adattabilità). Non esitò nemmeno per un istante.
Continuò a combattere.
Usò la spada intera per attaccare a distanza e la spada spezzata come un pugnale, per parare, per agganciare gli scudi e per colpire nelle fessure delle armature a distanza ravvicinata. La sua furia indomita, la sua capacità di adattarsi istantaneamente trasformando uno svantaggio in un vantaggio, galvanizzò le sue truppe. Videro il loro comandante, apparentemente svantaggiato, combattere con ancora più ferocia.
L’esercito siamese, ispirato dal suo leader, lanciò un contrattacco disperato che ruppe le linee birmane. L’armata di Po Supia fu sbaragliata e costretta a ritirarsi. Phichai era stata salvata, e la frontiera nord era sicura.
Da quel giorno, Phraya Phichai divenne noto in tutto il Siam con il titolo onorifico che porta ancora oggi: Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก) — “Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”.
Questo singolo evento storico è il momento fondante del Muay Thasao come è conosciuto oggi. La vittoria non fu solo militare; fu una convalida filosofica. Ha dimostrato che lo stile di Tha Sao – basato sull’agilità, l’adattabilità, la velocità e un’offensiva incessante – era superiore. L’eroe e l’arte divennero una cosa sola.
PARTE 5: L’ERA RATANAKOSIN – CONSOLIDAMENTO E DECLINO
La storia del Muay Thasao non finisce con il suo eroe, ma la sua traiettoria cambia per sempre, seguendo le sorti della nazione.
Il Destino di Phraya Phichai
L’era di Re Taksin fu breve e turbolenta. Sebbene fosse un genio militare, il suo regno fu segnato da guerre costanti e da una crescente instabilità mentale, forse dovuta allo stress inimmaginabile del suo compito. Nel 1782, un colpo di stato a Thonburi lo depose.
Il generale più potente di Taksin, Chao Phraya Chakri, tornò dalla Cambogia e prese il controllo, pacificando il regno. Fu incoronato Re Rama I, fondando la nuova dinastia Chakri (che regna ancora oggi) e spostando la capitale da Thonburi a Bangkok (l’inizio del periodo Rattanakosin).
A Phraya Phichai Dap Hak fu offerta la possibilità di continuare a servire il nuovo re. Ma la sua lealtà a Re Taksin, l’uomo che lo aveva scoperto e in cui credeva, era assoluta. Secondo la tradizione, Phraya Phichai rifiutò di servire un nuovo padrone e chiese di essere giustiziato, per seguire il suo re nella morte. Morì nel 1782, simbolo supremo di lealtà e spirito guerriero.
Il Muay Boran nell’Era di Bangkok (XIX Secolo)
Con la nazione ora stabile sotto la dinastia Chakri, il Muay Boran continuò a essere l’arte marziale nazionale. Era ancora il cuore dell’addestramento militare e una forma di intrattenimento popolare immensamente amata.
Nelle corti di Rama I, Rama II e Rama III, esisteva il Muay Luang (la boxe reale). I migliori combattenti di tutto il regno, inclusi quelli del nord che praticavano lo stile Thasao, venivano portati a palazzo per combattere per il re e servire nel “Krom Muay Luang” (il reggimento delle guardie reali pugili).
In questo periodo, il Muay Thasao continuò a essere preservato nella sua terra d’origine, Uttaradit. La sua fama era ormai legata indissolubilmente alla memoria del suo più grande eroe. I maestri di Tha Sao insegnavano il loro stile con orgoglio, come l’arte di Phraya Phichai.
La Svolta del XX Secolo: L’Avvento dello “Sport” e la Morte del Boran
La storia del Muay Thasao, come quella di tutti gli stili Boran, subì una svolta drammatica e quasi fatale all’inizio del XX secolo. Sotto i regni modernizzatori di Re Chulalongkorn (Rama V) e Vajiravudh (Rama VI), il Siam si aprì massicciamente all’Occidente per evitare la colonizzazione.
Con l’influenza occidentale arrivarono nuovi concetti: lo “sport”, le “regole” e la “sicurezza”.
Introduzione dei Guanti: L’influenza della boxe occidentale (Pugilato) introdusse l’idea dei guantoni imbottiti.
Il Ring: Il tradizionale cortile di terra (Lian Muay) fu sostituito dal ring quadrato con le corde.
Le Regole: Le regole del Marchese di Queensberry (round, categorie di peso, divieto di colpi “sleali”) iniziarono a farsi strada.
Il punto di rottura avvenne nel 1921, quando Re Rama VI istituì il primo stadio di boxe “moderno” al Suan Kulap College. Per la prima volta, si combatteva in un ring e con regole più definite.
La Morte del Kard Chuek (1929)
Il colpo di grazia alla tradizione Boran arrivò nel 1929. Durante un combattimento Kard Chuek (mani fasciate di corda) di alto profilo, un pugile di nome Jia Khaekhamen fu colpito e morì sul ring.
La tragedia scosse l’opinione pubblica. Il governo, desideroso di proiettare un’immagine “civilizzata” e moderna del paese, intervenne e proibì ufficialmente i combattimenti Kard Chuek. Da quel momento in poi, i guantoni da boxe divennero obbligatori per tutti i combattimenti sanzionati.
Questo singolo decreto, apparentemente una misura di sicurezza, cambiò tutto.
Il Muay Thasao, il Chaiya, il Korat, erano arti Kard Chuek. Le loro tecniche erano progettate per funzionare con le corde.
Le guardie fluide (come quella del Thasao) erano necessarie perché non ci si poteva nascondere dietro un guantone.
Le tecniche di intrappolamento e deviazione (Chap, Pad) funzionavano perché le corde permettevano di “agganciare” gli arti.
I colpi di pugno erano diversi (pugni verticali, colpi a “artiglio di tigre”) perché miravano a tagliare, non a stordire.
Molte delle leve e delle proiezioni (Hak, Thum) furono bandite come “troppo pericolose” per lo sport.
In un decennio, il Muay Thai (lo sport moderno con i guantoni) nacque e divenne la forma di combattimento dominante.
Il Muay Boran, inclusa la sua variante Thasao, divenne obsoleto. Le sue tecniche più letali erano illegali. La sua filosofia era incompatibile con i round e i punti.
PARTE 6: LA STORIA MODERNA – SOPRAVVIVENZA CULTURALE E RINASCITA
Per gran parte del XX secolo (dagli anni ’30 agli anni ’80), il Muay Thasao, come gli altri stili Boran, entrò in una “età oscura”. Non era più praticato per la guerra e non poteva essere usato per lo sport.
La Conservazione nelle Zone Rurali
L’arte non morì. Sopravvisse dove le regole di Bangkok non arrivavano: nelle zone rurali, nei villaggi di Uttaradit. Fu preservata da un pugno di Kru (maestri) che si rifiutarono di lasciare che la tradizione morisse.
Questi maestri continuarono a insegnare il Muay Thasao ai loro figli e a pochi allievi devoti, non più per il combattimento, ma come Moradok (un’eredità culturale) e come un Wicha (un corpo di conoscenza). Lo stile fu tramandato oralmente, da maestro ad allievo, in segreto o comunque lontano dai riflettori.
La sua sopravvivenza era legata a doppio filo all’orgoglio locale per Phraya Phichai Dap Hak. Il Muay Thasao era visto come “l’arte del nostro eroe”, un simbolo dell’identità di Uttaradit.
La Rinascita della Fine del XX Secolo
A partire dagli anni ’80 e ’90, si verificò un’inversione di tendenza. In Thailandia, crebbe una nuova ondata di nazionalismo culturale, un desiderio di riscoprire le “radici” autentiche della cultura thailandese prima dell’occidentalizzazione.
Allo stesso tempo, a livello internazionale, la popolarità del Muay Thai sportivo esplose. Praticanti e appassionati stranieri iniziarono a chiedere: “Cosa c’era prima dello sport?”.
Questo doppio interesse (interno ed esterno) portò a una rinascita del Muay Boran. Studiosi, storici e maestri iniziarono a ricercare, catalogare e differenziare i vecchi stili regionali.
Il Muay Thasao Oggi: Un Simbolo di Eredità
In questo clima di rinascita, il Muay Thasao è riemerso. La sua storia è ora la sua attrazione principale.
Il Festival di Phraya Phichai: La città di Uttaradit celebra ogni anno, a gennaio, un grande festival in onore del suo eroe. Questo festival è diventato il palcoscenico principale per la conservazione e l’esposizione del Muay Thasao. Le scuole locali (Samnak) eseguono dimostrazioni (Lien Duan), mostrando le tecniche, il gioco di gambe Yang Sam Khum e le sequenze di combattimento che caratterizzano lo stile.
Monumento e Museo: L’imponente statua di Phraya Phichai Dap Hak che brandisce le sue spade (una intera, una spezzata) nel centro di Uttaradit funge da punto di riferimento fisico per la storia dell’arte. Il museo a lui dedicato conserva la storia della sua vita e, con essa, la storia del suo stile di combattimento.
Trasmissione: Oggi, il Muay Thasao è insegnato da un numero limitato di maestri, sia in Thailandia che, in misura minore, all’estero (attraverso organizzazioni dedicate alla conservazione del Muay Boran, come l’IMBA). Non è più un’arte da campo di battaglia, ma un’arte marziale “classica”, studiata per la sua efficacia tecnica, la sua profondità storica e la sua filosofia unica.
Conclusione: Un’Arte Forgiata dal Caos, Preservata dall’Orgoglio
La storia del Muay Thasao è la storia stessa della Thailandia. Nata dall’antica necessità militare e plasmata dalla geografia unica della frontiera settentrionale, è un’arte di agilità e intelligenza.
È sopravvissuta per secoli nell’anonimato della guerra di confine, fino a quando il più grande cataclisma della storia siamese – la caduta di Ayutthaya nel 1767 – ha creato il vuoto necessario per l’ascesa di un eroe.
Quell’eroe, Phraya Phichai Dap Hak, un figlio di Tha Sao, ha preso l’arte marziale della sua terra natale e l’ha usata per liberare la sua nazione, incarnandone lo spirito indomito nella sua leggendaria battaglia.
Quando la modernità ha reso obsolete le sue tecniche letali, bandendo le corde (Kard Chuek) in favore dei guantoni, il Muay Thasao si è ritirato nell’ombra. È sopravvissuto non più come strumento di guerra, ma come un’eredità culturale, un simbolo di orgoglio regionale legato indissolubilmente al ricordo del suo più grande campione.
Oggi, studiare il Muay Thasao non significa solo imparare a combattere; significa connettersi con la storia turbolenta del Siam, onorare la memoria di un eroe nazionale e preservare una filosofia di combattimento dove l’agilità, l’intelligenza e un flusso incessante trionfano sulla forza bruta.
IL FONDATORE
Quando si analizza un’arte marziale antica, emersa organicamente dalla cultura e dalle necessità militari di una nazione, il concetto di “fondatore” è intrinsecamente complesso. Arti come il Muay Thasao (มวยท่าเสา) non nascono in un singolo momento, per mano di un singolo creatore, come accade per le arti marziali moderne (come il Judo, fondato da Jigoro Kano, o l’Aikido, fondato da Morihei Ueshiba).
Il Muay Thasao è un’arte evolutiva, non creativa. È un Wicha (un corpo di conoscenza) distillato da generazioni di maestri (Kru) anonimi, guerrieri e soldati della provincia di Uttaradit. È il prodotto di un terroir marziale, un sistema forgiato dalla geografia montuosa del Nord, dalla politica di frontiera e dalla costante minaccia di invasione.
Pertanto, non esiste un “fondatore” nel senso letterale e moderno del termine.
Tuttavia, se la storia ha bisogno di un nome, se un’arte ha bisogno di un volto, e se una filosofia ha bisogno di un’incarnazione, il Muay Thasao ne ha uno. Non è l’uomo che ha “inventato” le sue tecniche, ma è l’uomo che, attraverso la sua vita, le sue gesta e il suo carattere, ne è diventato il simbolo supremo, il “Padre Spirituale” e l’eroe archetipico.
Quest’uomo è Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก).
Identificarlo come il “fondatore” significa riconoscere che, senza la sua leggenda, il Muay Thasao sarebbe probabilmente rimasto uno stile regionale oscuro, forse dimenticato. È stata la sua vita a elevare quest’arte da una pratica locale a un simbolo di orgoglio nazionale. Studiare la sua biografia non è un’appendice alla storia dell’arte; è l’unico modo per comprenderne l’anima, la filosofia e lo spirito indomito.
La sua storia è un viaggio in tre atti: l’apprendista, il guerriero e l’eroe.
PARTE 1: LE ORIGINI – DA “JOI” (IL RAGAZZO) A “THONG DI” (IL CAMPIONE)
La storia di Phraya Phichai inizia nel 1741 nel villaggio di Ban Huai Kha, nel distretto di Tha Sao (l’odierna provincia di Uttaradit). Nacque in una famiglia di contadini e gli fu dato il nome d’infanzia Joi (จ้อย), un nome comune che significa “piccolo”.
Il Carattere Indomito e la Passione per il Muay
Fin dalla più tenera età, Joi dimostrò un carattere che mal si adattava alla vita agricola. Era descritto come testardo, irrequieto e incredibilmente coraggioso. Ma più di ogni altra cosa, era consumato da una passione divorante per il Muay.
Nell’antico Siam, il Muay era ovunque. Non era solo un’arte militare; era la forma di intrattenimento più popolare, l’equivalente del calcio moderno. Ogni villaggio aveva i suoi campioni, e ogni festival religioso (Ngan Wat) era accompagnato da tornei di combattimento. Per un ragazzo come Joi, questi combattenti (Nak Muay) erano veri e propri eroi.
Trascorreva il suo tempo imitando le loro mosse, allenandosi in segreto e cercando piccole contese. Questo suo carattere indomito, questa sua incapacità di sottomettersi alla disciplina familiare, preoccupava i suoi genitori. Come era consuetudine per i ragazzi problematici o per coloro che cercavano un’istruzione, il padre decise di mandare Joi a studiare come novizio in un tempio buddista (Wat).
L’obiettivo era duplice: dargli un’istruzione (leggere, scrivere, studiare il Dharma) e instillare in lui la disciplina. Ma Joi non era fatto per la vita monastica. La sua passione per il combattimento era troppo forte. Secondo la leggenda, fuggì dal tempio, incapace di conciliare il suo spirito guerriero con la quiete della vita religiosa.
Il Pellegrinaggio Marziale: La Ricerca dei Maestri
Iniziò così il capitolo più formativo della sua giovinezza: il “pellegrinaggio marziale”. Joi divenne un Nak Muay Tudong, un pugile errante. Era una tradizione onorevole: un giovane combattente lasciava la propria casa e viaggiava per il regno, cercando i Kru (Maestri) più famosi per imparare da loro.
Questo viaggio era un’educazione brutale. Il giovane Joi (che ora si faceva chiamare con nomi diversi per nascondere le sue origini) viaggiava di città in città, di tempio in tempio. Per essere accettato in una Samnak (scuola), doveva dimostrare il suo valore. Per guadagnarsi da vivere, combatteva nei festival locali.
Questo periodo fu fondamentale. Joi non imparò un solo “stile”. Fu esposto a una moltitudine di tecniche, strategie e filosofie di combattimento. Imparò il Muay del centro Siam, forse quello dell’Est. Ogni combattimento, ogni sessione di allenamento, ogni maestro che incontrava, aggiungeva uno strumento alla sua cassetta degli attrezzi marziali.
Ma il suo destino lo riportò a casa, nella sua terra natale, Uttaradit.
Il Ritorno a Tha Sao e l’Incontro con Kru Thiang
Dopo anni di vagabondaggio, ora un giovane uomo temprato dall’esperienza, tornò nel distretto di Tha Sao. Fu qui, al tempio di Wat Ban Kaeng, che incontrò il maestro che avrebbe definito la sua arte. Il suo nome era Kru Thiang (ครูเที่ยง).
Kru Thiang era un maestro rinomato nella regione. Era un esperto e un depositario del Wicha (conoscenza) di combattimento specifico del Nord, lo stile che oggi identifichiamo come Muay Thasao.
Joi, ormai non più un ragazzino impulsivo ma un praticante serio, fu accettato come allievo. Sotto Kru Thiang, iniziò la sua vera e propria formazione formale.
Questa non era una “palestra” moderna. Era una Samnak tradizionale. L’addestramento era olistico e brutale.
Condizionamento (Lop Ling): L’allenamento fisico era estremo. Correre per miglia, calciare tronchi di banano (che sono fibrosi e resistenti) per indurire le tibie (Kaan Tad), colpire gusci di cocco appesi, fare addominali e piegamenti. L’obiettivo era costruire un corpo che fosse allo stesso tempo resistente come la pietra e agile come una scimmia.
Tecnica (Mae Mai / Luk Mai): Kru Thiang non insegnò a Joi solo a colpire. Gli insegnò la scienza dello stile di Tha Sao. Questo includeva l’enfasi sulla velocità (Ruad Reo), sull’astuzia (Chalat) e, soprattutto, sul gioco di gambe distintivo: lo Yang Sam Khum (il Passo dei Tre Angoli). Joi imparò a non essere un bersaglio statico, ma un fantasma che colpiva da angolazioni impossibili.
Kard Chuek: Imparò a combattere con le mani e gli avambracci fasciati di corde di canapa (Kard Chuek). Questo cambiava tutto. Imparò a usare le mani non solo per colpire, ma per tagliare, agganciare e intrappolare.
Krabi Krabong: Kru Thiang, come tutti i maestri del suo tempo, non era solo un maestro di Muay. Era un maestro d’armi. Joi fu addestrato nel Krabi Krabong, il sistema armato siamese. Imparò a maneggiare il bastone (Krabong), l’alabarda (Ngaw) e, soprattutto, la spada (Daab). Fu qui che iniziò a sviluppare la sua affinità per il Daab Song Mue (il combattimento con due spade), una disciplina che richiede la stessa agilità, coordinazione e flusso offensivo del Muay Thasao.
Disciplina Spirituale (Wai Kru): Imparò il rispetto. L’addestramento iniziava e finiva con il Wai Kru (il rituale di rispetto al maestro). Imparò la disciplina, l’umiltà e il codice d’onore del guerriero.
La Nascita di “Thong Di Fan Khao”
Joi assorbì questi insegnamenti come una spugna. Il suo talento naturale, combinato con la sua determinazione indomita e ora raffinato dalla scienza tecnica del Muay Thasao, lo trasformò.
Cambio nome, adottando un nome da combattente più propizio: Thong Di (ทองดี), che significa “Oro Buono”.
Iniziò a combattere nei festival che un tempo guardava da bambino. Ma ora era lui il protagonista. La sua ascesa fu fulminea. Il suo stile era diverso da quello degli altri. Mentre molti pugili erano statici e si basavano sulla forza e la resistenza, Thong Di era un vortice.
Usava il suo Yang Sam Khum per “danzare” attorno agli avversari, frustandoli con calci veloci e raffiche di pugni (Luk Son). Era inafferrabile. Sopraffaceva i suoi avversari non con un singolo colpo devastante, ma con un volume di attacchi incessante, una strategia che era il puro distillato del Lai Lueai (flusso continuo) del Muay Thasao.
Divenne un campione imbattuto, famoso in tutto il Nord. Il pubblico gli diede un soprannome: “Thong Di Fan Khao” (ทองดีฟันขาว), che significa “Thong Di dai Denti Bianchi”. Questo soprannome, probabilmente dovuto al suo carisma o al fatto che, a differenza di molti suoi contemporanei, non masticava il betel (che macchia i denti di nero), lo rese una vera e propria celebrità locale.
Era il maestro indiscusso del Muay Thasao. Ma il suo destino non era quello di rimanere un campione di provincia. Il Siam stava per essere inghiottito dalle fiamme della guerra.
PARTE 2: IL GUERRIERO – DA “THONG DI” (IL CAMPIONE) A “PHRAYA PHICHAI” (IL COMANDANTE)
Mentre Thong Di costruiva la sua reputazione nel Nord, il Regno di Ayutthaya, il centro del potere siamese, collassava. La catastrofe del 1767, con la distruzione della capitale da parte dei birmani, immerse il paese nel caos. Il Siam si frammentò.
Da questo caos emerse una figura leggendaria: Phraya Tak, un generale di talento che sarebbe diventato Re Taksin il Grande. Taksin iniziò l’apparentemente impossibile missione di riunificare il Siam e cacciare gli invasori. Per fare ciò, aveva bisogno di uomini eccezionali.
L’Incontro che Cambiò la Storia
La storia (o la leggenda, i confini sono labili) narra che Taksin, durante la sua campagna per consolidare il potere, arrivò nella città di Tak. Essendo lui stesso un appassionato di Muay, organizzò un grande torneo. L’obiettivo era duplice: sollevare il morale della popolazione e, soprattutto, scovare i guerrieri migliori da reclutare nel suo “Esercito di Liberazione”.
Thong Di, il cui nome era ormai noto, fu invitato a partecipare.
Questo non fu un incontro casuale. Fu un’audizione. Thong Di combatté, e Taksin osservò.
Per capire il significato di questo momento, bisogna capire cosa vide Taksin. Taksin era un genio strategico. Non stava cercando un bruto. Non cercava un “picchiatore” da fiera. Cercava un guerriero intelligente.
In Thong Di, vide l’incarnazione fisica della filosofia del Muay Thasao.
Vide l’Intelligenza (Chalat): Vide un uomo che non usava la forza bruta, ma l’astuzia. Vide le finte, la gestione della distanza, la capacità di analizzare l’avversario e smantellarlo tatticamente.
Vide la Velocità e l’Agilità (Lai Lueai): Vide un combattente che non poteva essere colpito, che si muoveva con una fluidità e una velocità che disorientavano gli avversari. Vide il Yang Sam Khum in azione.
Vide il Coraggio (Jai Su): Vide un combattente con un “cuore da guerriero”, un’aggressività implacabile, uno spirito che non conosceva la ritirata.
Taksin riconobbe in Thong Di non solo un grande pugile, ma l’archetipo del soldato di cui aveva bisogno per la sua guerra di liberazione: un combattente veloce, adattabile, intelligente e indomito.
Al termine del torneo, Taksin convocò Thong Di e gli chiese di unirsi alla sua causa. Per Thong Di, fu la chiamata del destino. Il suo addestramento nel Muay Thasao e nel Krabi Krabong non era più per la gloria dei festival; era per la sopravvivenza della sua nazione.
L’Ascesa nei Ranghi: Da Pugile a Comandante
Thong Di si unì all’esercito di Taksin e divenne uno dei suoi più stretti collaboratori, una guardia del corpo personale. Il suo nome da “civile” fu abbandonato; ora era un soldato.
Combatté al fianco di Taksin in tutte le campagne cruciali. Il suo addestramento nel Muay Thasao si rivelò un vantaggio tattico inestimabile. La guerra di Taksin era una guerra di movimento, di guerriglia, di attacchi a sorpresa. L’agilità, la velocità e la capacità di adattamento dello stile di Tha Sao erano perfette per questo tipo di conflitto.
Thong Di non era solo un combattente a mani nude. Era un maestro spadaccino. La sua specialità, il Daab Song Mue (Doppia Spada), divenne leggendaria. Questa disciplina è la “gemella armata” del Muay Thasao. Richiede la stessa filosofia:
Flusso Offensivo: Non c’è pausa. Mentre una spada attacca, l’altra sta già preparando il colpo successivo o sta parando. È il Lai Lueai (flusso) applicato all’acciaio.
Coordinazione e Ambidestria: Proprio come il Thasao usa entrambe le mani e entrambe le gambe come armi coordinate, il Daab Song Mue richiede che entrambe le braccia lavorino in perfetta sinergia.
Difesa Attiva: Non si blocca passivamente. Si “legano” (Chap) le armi dell’avversario con una spada mentre si colpisce con l’altra.
Le sue abilità e la sua lealtà incrollabile gli fecero guadagnare la fiducia totale di Re Taksin. Fu promosso rapidamente. Dopo che Taksin cacciò i birmani e stabilì la nuova capitale a Thonburi, iniziò a ricostruire il regno e a nominare i suoi uomini più fidati in posizioni di potere.
A Thong Di, il ragazzo di Tha Sao, fu concesso l’onore supremo. Fu elevato alla nobiltà con il titolo di Phraya (un alto rango nobiliare, simile a “Signore” o “Governatore”) e gli fu affidato il governatorato della sua città natale: Phichai.
Ora era Phraya Phichai, Governatore della città di Phichai, il bastione settentrionale del nuovo Siam, la stessa terra che aveva dato i natali a lui e alla sua arte marziale.
PARTE 3: L’EROE – L’INCARNAZIONE DELL’ARTE E LA SPADA SPEZZATA
Il ruolo di Phraya Phichai come governatore della frontiera settentrionale non era un titolo onorifico. Era la posizione più pericolosa del regno. Uttaradit/Phichai era la prima linea di difesa contro i birmani, che non avevano accettato la rinascita del Siam.
Nel 1773, la minaccia si concretizzò. L’Impero Birmano, deciso a schiacciare il nuovo regno di Taksin, lanciò un’altra massiccia invasione. Un’armata potente, guidata dal famoso generale Po Supia (โปสุพลา), marciò direttamente su Phichai.
L’obiettivo era semplice: distruggere il bastione nord, aprire la strada per il sud e finire ciò che avevano iniziato nel 1767.
La Battaglia di Phichai (1773)
Phraya Phichai, in qualità di comandante, radunò la sua guarnigione. Sapeva che non potevano aspettare rinforzi da Thonburi; dovevano resistere o morire.
Come era sua abitudine, Phraya Phichai non comandava dalle retrovie. Era un Kru Muay, un maestro guerriero. Il suo posto era in prima linea, a guidare i suoi uomini con l’esempio.
La battaglia fu di una ferocia inaudita. Le forze siamesi erano probabilmente in inferiorità numerica, ma combattevano per le loro case, guidate dal loro governatore, il più grande combattente che la regione avesse mai prodotto.
Phraya Phichai si lanciò nella mischia brandendo le sue due spade (Daab Song Mue), il suo stile di combattimento caratteristico. Si fece strada tra i ranghi nemici, il suo flusso di acciaio e agilità un’incarnazione vivente del Muay Thasao.
Il Momento che Divenne Leggenda: “Dap Hak” (ดาบหัก)
Nel culmine della battaglia, accadde l’imprevisto.
Mentre Phraya Phichai era impegnato in un duello, o mentre parava un colpo potente, una delle sue due spade lunghe (Daab) si spezzò. Le cronache non sono chiare se si spezzò contro un elmo, un’armatura o un’altra arma, ma il risultato fu lo stesso: la lama si frantumò, lasciandolo con un’arma intera e un’arma spezzata a metà.
In quel singolo istante, la battaglia, e la storia stessa, si fermarono.
Per un guerriero, in una mischia caotica, la rottura della propria arma principale è un disastro. È un presagio di morte. La reazione istintiva di qualsiasi altro uomo sarebbe stata l’esitazione, il panico, o un tentativo di ritirarsi per trovare un’altra arma.
Ma Phraya Phichai non era un uomo qualsiasi. Era il prodotto di decenni di addestramento nello stile di Tha Sao. E la filosofia del Muay Thasao non è la forza, ma l’adattabilità (Kaan Prap Tua), l’intelligenza (Chalat) e il flusso incessante (Lai Lueai).
Quello che accadde dopo è il motivo per cui è considerato il “fondatore” della sua arte. La sua reazione non fu quella di un uomo che aveva perso un’arma; fu quella di un maestro che ne aveva appena acquisita una nuova.
Non esitò. Non indietreggiò. Continuò ad avanzare.
L’Analisi Tattica della Spada Spezzata
La sua reazione fu un capolavoro di genio marziale, l’applicazione pratica della sua filosofia.
Adattabilità Istantanea: In una frazione di secondo, il suo cervello ricalcolò la situazione. Non aveva più due spade lunghe per il combattimento a media distanza. Ora aveva una spada lunga (per la distanza) e una spada corta/pugnale (per la distanza ravvicinata).
Transizione di Distanza: La sua tattica cambiò immediatamente. Usò la spada intera per tenere a bada i nemici, per colpire e mantenere il raggio d’azione. Ma quando i nemici cercavano di chiudere la distanza, usava la spada spezzata.
La Spada Spezzata come Vantaggio: La lama spezzata non era un handicap; era un’arma diversa. Era più veloce di una spada lunga. Era un parrying dagger perfetto per deviare i colpi. Era un’arma da clinch, ideale per colpire nelle fessure dell’armatura, sotto le braccia o alla gola, distanze troppo ravvicinate per una spada lunga.
L’Applicazione del Muay Thasao: Quello che fece fu l’equivalente armato del Muay Thasao. Usò il suo Yang Sam Khum per muoversi, creare angoli, fluire tra la lunga distanza (la spada intera, l’equivalente di un calcio, Tae) e la distanza ravvicinata (la spada spezzata, l’equivalente di un gomito, Sok).
L’Impatto sul Morale
Ma l’impatto più grande non fu tattico; fu psicologico.
Le sue truppe, vedendo il loro comandante continuare a combattere con una ferocia raddoppiata nonostante l’arma spezzata, furono galvanizzate. Se il loro leader non si arrendeva, come potevano farlo loro? La sua azione indomita, il suo coraggio sovrumano, trasformarono la paura in furia.
L’esercito siamese, ispirato dal suo eroe, si lanciò in un contrattacco disperato e travolgente. L’armata birmana, sbalordita dalla ferocia di Phraya Phichai e dalla rinnovata determinazione dei suoi uomini, ruppe i ranghi e si ritirò in disordine.
La battaglia era vinta. Phichai era salva. La frontiera settentrionale aveva tenuto.
L’Eroe e il Suo Nome
La notizia della battaglia e dell’impresa di Phraya Phichai si diffuse in tutto il Siam. Re Taksin, estasiato, gli conferì il titolo onorifico che lo avrebbe reso immortale.
Da quel giorno, Phraya Phichai fu conosciuto da tutti come “Phraya Phichai Dap Hak” — “Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”.
Non nascose la sua spada rotta per la vergogna. Divenne il suo simbolo. Divenne la prova vivente che lo spirito di un guerriero è più forte del suo acciaio.
Questo singolo evento è il culmine della storia del Muay Thasao. È il momento in cui la filosofia dell’arte (agilità, adattabilità, flusso) è stata messa alla prova nelle condizioni più estreme ed è risultata vittoriosa. Phraya Phichai non si è limitato a usare il Muay Thasao; egli era il Muay Thasao.
PARTE 4: L’EREDITÀ – IL SIMBOLO DELLA LEALTÀ E LA MEMORIA DELL’ARTE
La storia di Phraya Phichai Dap Hak non si conclude con la sua più grande vittoria, ma con il suo atto finale, che ne definisce il carattere tanto quanto la battaglia di Phichai.
La Caduta di Re Taksin (1782)
L’era di Re Taksin il Grande fu breve, gloriosa e tragica. Dopo 15 anni di regno, segnati da guerre incessanti e dallo stress sovrumano di ricostruire una nazione dalle ceneri, la sua salute mentale iniziò a vacillare. Divenne sempre più paranoico e crudele, alienandosi molti dei nobili e dei generali che lo avevano aiutato a salire al potere.
Nel 1782, scoppiò un colpo di stato. Re Taksin fu deposto e, infine, giustiziato.
Il generale più potente del regno, Chao Phraya Chakri (un altro dei fedeli compagni d’arme di Taksin), tornò da una campagna in Cambogia e assunse il controllo. Pacificò il regno, pose fine al caos e fu incoronato come Re Rama I, fondatore della dinastia Chakri (che regna ancora oggi) e della nuova capitale, Bangkok.
L’Ultima Scelta di Phraya Phichai
Il nuovo Re Rama I iniziò a consolidare il suo potere, chiedendo la lealtà dei grandi governatori e generali del vecchio regime. Naturalmente, si rivolse a Phraya Phichai Dap Hak, l’eroe del Nord, l’amico e il guerriero più fidato.
Al Signore di Phichai fu offerta la possibilità di mantenere il suo titolo, la sua terra e il suo potere. Tutto ciò che doveva fare era giurare fedeltà al nuovo re.
Qui, Phraya Phichai si trovò di fronte a una scelta impossibile. Da un lato, il dovere verso la nazione e la possibilità di continuare a servire. Dall’altro, la sua lealtà personale all’uomo che lo aveva scoperto, che lo aveva elevato da pugile di provincia a eroe nazionale: Re Taksin.
Il codice d’onore di Phraya Phichai, forgiato nel Wicha dei maestri di Tha Sao, era assoluto. La lealtà (Kwaam Jong Rak Pakdee) era il suo fondamento.
Secondo le cronache, Phraya Phichai Dap Hak rifiutò l’offerta.
Dichiarò che la sua vita e il suo servizio appartenevano a un solo re, Taksin il Grande. Con la morte del suo re, anche il suo servizio era giunto al termine. Non poteva, in buona coscienza, servire l’uomo che sedeva sul trono del suo maestro caduto.
Con calma e piena consapevolezza delle conseguenze, Phraya Phichai Dap Hak chiese di essere giustiziato, per poter seguire il suo re nella morte.
Re Rama I, sebbene rattristato, comprese e rispettò la decisione incrollabile dell’eroe. Nel 1782, lo stesso anno della morte di Taksin, Phraya Phichai Dap Hak fu giustiziato. Morì come aveva vissuto: con un coraggio indomito e una lealtà assoluta.
Conclusione: L’Uomo che è Divenuto l’Arte
Questo atto finale cementò la sua leggenda. Phraya Phichai non era solo un grande guerriero; era l’incarnazione dell’onore.
È per questo che, quando oggi si chiede chi sia il “fondatore” del Muay Thasao, la risposta è e può essere solo lui.
Non ha “inventato” le tecniche, ma le ha convalidate sul campo di battaglia.
Non ha “creato” la filosofia, ma l’ha incarnata nel momento più critico.
Non ha “fondato” la scuola, ma le ha dato un’identità e una leggenda immortale.
La filosofia del Muay Thasao è la biografia di Phraya Phichai:
L’Astuzia (Chalat): La sua capacità di analizzare e sconfiggere avversari più forti, vista da Taksin.
L’Agilità (Yang Sam Khum): Il suo stile di combattimento elusivo e veloce.
Il Flusso (Lai Lueai): La sua offensiva incessante, come nel Daab Song Mue.
L’Adattabilità (Dap Hak): La sua capacità di trasformare un disastro (la spada spezzata) in una vittoria.
L’Indomabilità (Jai Su): La sua lealtà finale, la volontà di morire piuttosto che piegare il suo spirito.
Senza Phraya Phichai Dap Hak, il Muay Thasao sarebbe solo un insieme di tecniche regionali. Grazie a lui, è diventato un’eredità culturale, la storia di un ragazzo di provincia che, attraverso la maestria della sua arte natia, divenne un eroe nazionale e un simbolo eterno dello spirito guerriero thailandese.
MAESTRI FAMOSI
Affrontare il tema dei “maestri e atleti famosi” del Muay Thasao (มวยท่าเสา) richiede un profondo cambiamento di prospettiva rispetto a come concepiamo la fama nelle arti marziali o negli sport moderni. Se oggi misuriamo la grandezza di un “atleta” dal numero di cinture vinte (come nel Muay Thai sportivo, nella boxe o nelle MMA) e quella di un “maestro” dal numero di campioni che ha prodotto, nel mondo del Muay Boran questi concetti erano radicalmente diversi, se non del tutto assenti.
L’arte del Muay Thasao è un Wicha (un corpo di conoscenza) da campo di battaglia, fiorito in un’epoca di guerra costante e tramandato attraverso una tradizione orale e pragmatica. La “fama” non era cercata attraverso i media, ma costruita sul campo, in combattimenti Kard Chuek (con le corde) o in battaglie per la sopravvivenza.
In questo contesto:
Un “Atleta” (Nak Muay) non era uno sportivo. Era un guerriero, un soldato, un duellante. La sua fama non dipendeva da un record, ma dalla sua efficacia in combattimenti reali, dalla sua imbattibilità e dal suo coraggio (Jai Su).
Un “Maestro” (Kru) non era un allenatore. Era un depositario della tradizione, un insegnante di vita, un tattico militare e, spesso, una figura spirituale. La sua fama non dipendeva da quanti allievi vincevano nei festival, ma dalla qualità del Wicha che preservava, dalla sua saggezza e dalla sua capacità di formare uomini, non solo combattenti.
La maggior parte di questi individui è stata inghiottita dall’anonimato della storia. Le Samnak (scuole) di Tha Sao hanno prodotto innumerevoli guerrieri letali e maestri saggi i cui nomi sono andati perduti.
Tuttavia, la storia ha preservato alcune figure chiave, individui la cui vita e le cui azioni sono state così straordinarie da trascendere la loro epoca, diventando archetipi. L’elenco dei “maestri e atleti” del Muay Thasao non è lungo, ma è incredibilmente profondo. Si concentra su un eroe supremo, sul suo mentore e sui moderni preservatori che ne mantengono viva l’eredità.
PARTE 1: L’ARCHETIPO SUPREMO – IL “FONDATORE” COME MAESTRO E ATLETA
Come già stabilito, il Muay Thasao non ha un “fondatore” nel senso moderno. Ma ha un eroe che ne incarna ogni singolo principio. Quest’uomo non è solo la figura “famosa” associata all’arte; è la definizione stessa dell’arte.
Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก)
Sebbene il punto precedente abbia trattato la sua biografia, qui dobbiamo analizzarlo specificamente nei suoi due ruoli fondamentali: quello di “Atleta” (come Nak Muay) e quello di “Maestro” (come Kru e Comandante).
1. Phraya Phichai come “Atleta” (Il Nak Muay Infallibile)
Prima di essere un generale o un eroe nazionale, Phraya Phichai era conosciuto come Thong Di Fan Khao (“Thong Di dai Denti Bianchi”). Era, nei termini del suo tempo, l’atleta di punta, il campione indiscusso dello stile di Tha Sao. La sua carriera da combattente (prima di incontrare Re Taksin) è la prova vivente dell’efficacia dello stile.
L’Incarnazione del Chalat (Intelligenza): Thong Di non era famoso per essere il combattente più grosso o più forte. La sua fama derivava dalla sua intelligenza tattica. Le cronache (orali e scritte) del suo periodo da pugile errante lo descrivono come un combattente che analizzava i suoi avversari. Era un maestro delle finte (Lork), capace di ingannare combattenti più potenti, portandoli a reagire eccessivamente per poi colpirli in contropiede. La sua “fama” derivava dal fatto che vinceva contro ogni pronostico, sconfiggendo campioni più grandi e più temuti. Era il trionfo della strategia Thasao sulla forza bruta degli altri stili.
L’Applicazione del Yang Sam Khum: Come “atleta”, Thong Di era l’esecutore supremo del gioco di gambe di Tha Sao. I suoi contemporanei erano spesso combattenti “piantati” (stile Korat), che si scambiavano colpi devastanti. Thong Di era descritto come “inafferrabile”. Usava il “Passo dei Tre Angoli” per muoversi costantemente, mai in linea retta. Scompariva dalla linea d’attacco per riapparire sul fianco, frustando gli avversari con calci rapidi e colpi di pugno. La sua abilità non era solo nel colpire, ma nel non farsi colpire. Questa evasività era una caratteristica distintiva del suo stile di combattimento e una diretta applicazione della sua formazione a Tha Sao.
Maestria nel Lai Lueai (Flusso Incessante): La sua fama da combattente derivava dal suo volume offensivo. Come “atleta”, Thong Di era l’epitome del Luk Son (l’attacco a catena). Non dava tregua. Mentre gli altri combattevano per “azione-pausa”, lui combatteva con un flusso continuo. Un calcio basso (Tae-Wiang) fluiva in un pugno (Mahd), che fluiva in un gomito (Sok). Sopraffaceva gli avversari saturando le loro difese. Questo richiedeva un livello di preparazione atletica (endurance) che era, per l’epoca, sovrumano.
L’Atleta del Kard Chuek: Dobbiamo immaginarlo combattere con le corde. Le sue mani non erano cuscini, erano armi taglienti. La sua velocità, combinata con le corde, significava che i suoi colpi non miravano solo al KO, ma a infliggere danni: tagliare sopracciglia, rompere zigomi, distruggere gli arti dell’avversario. Era un “atleta” in un’arte letale, non in uno sport.
La sua “carriera” da Thong Di Fan Khao è stata la convalida sul campo. Ha preso il Wicha (la conoscenza) del Muay Thasao e lo ha usato per diventare il combattente più temuto e rispettato del Nord.
2. Phraya Phichai come “Maestro” (Il Kru e il Governatore)
Questo è un aspetto spesso trascurato. Phraya Phichai non fu solo un combattente; fu un comandante e un governatore. In questa veste, divenne il Maestro (Kru) più importante della storia del Muay Thasao.
Il Maestro della Guarnigione di Phichai: Quando Re Taksin lo nominò Governatore di Phichai, gli affidò la difesa dell’intera frontiera settentrionale. Questo compito non era solo amministrativo; era militare. Phraya Phichai era ora responsabile dell’addestramento della sua guarnigione.
La Diffusione dello Stile: È impensabile che Phraya Phichai, il più grande esperto di Muay Thasao, non abbia addestrato i suoi soldati personali secondo i principi della sua arte. Egli, di fatto, diresse la più grande Samnak (scuola) di Muay Thasao della storia. I soldati di Phichai furono addestrati all’agilità, alla velocità, all’attacco incessante e all’uso del Yang Sam Khum. La sua arte personale divenne la dottrina militare ufficiale della sua provincia.
Convalida sul Campo di Battaglia: La leggendaria battaglia della “Spada Spezzata” (1773) non fu vinta solo da lui. Fu vinta dai suoi uomini, addestrati da lui. La vittoria fu la prova definitiva che il sistema di addestramento del Muay Thasao (incluso il suo spirito indomito) era superiore, non solo nel duello uno contro uno, ma nella guerra campale.
Un “Maestro” di Daab Song Mue: Come maestro, la sua eredità è legata anche al Daab Song Mue (Doppia Spada). Il Muay Thasao (mani nude) e il Daab Song Mue (armi) condividono la stessa anima filosofica (flusso, agilità, attacco da entrambi i lati). Phraya Phichai fu il maestro che dimostrò l’integrazione perfetta tra queste due discipline. Insegnò ai suoi uomini che il gioco di gambe e il ritmo del loro Muay erano gli stessi che dovevano usare con le spade in pugno.
In conclusione, Phraya Phichai Dap Hak detiene un posto unico e irripetibile. È l’Atleta Supremo dell’arte, l’imbattuto Nak Muay che ne ha dimostrato l’efficacia sul ring. Ed è il Maestro Supremo dell’arte, il Kru e Generale che ne ha affinato la strategia, l’ha applicata alla guerra e l’ha usata per salvare la nazione, legando per sempre l’arte al suo nome.
PARTE 2: IL DEPOSITARIO DELLA CONOSCENZA – IL MAESTRO DI THA SAO
Se Phraya Phichai è l’eroe che ha portato l’arte nel mondo, chi è l’uomo che ha dato l’arte all’eroe? Ogni grande Nak Muay è il prodotto di un grande Kru. La fama di Thong Di è un riflesso diretto della saggezza del suo insegnante.
Kru Thiang (ครูเที่ยง)
Le informazioni storiche su Kru Thiang sono, com’è prevedibile, estremamente limitate. Non scrisse libri e non lasciò monumenti. Era un Kru Wat (Maestro del Tempio), probabilmente un monaco o un ex soldato che viveva e insegnava presso il Wat Ban Kaeng nel distretto di Tha Sao.
Nonostante l’anonimato storico, il suo ruolo è forse ancora più importante di quello del suo allievo più famoso. Phraya Phichai è stato il prodotto; Kru Thiang è stato il processo. Analizzare Kru Thiang significa analizzare cosa significasse essere un “Maestro” di Muay Thasao nel XVIII secolo.
1. Il Ruolo del “Kru Wat”
Essere un Kru Wat implicava molto più che insegnare a dare calci e pugni. Il tempio era il centro dell’istruzione, della medicina e della cultura del villaggio.
Insegnante di Wicha (Conoscenza): Kru Thiang non insegnava “Muay”. Insegnava un sistema di vita. I suoi allievi (come il giovane Joi/Thong Di) vivevano con lui, lo servivano, e in cambio ricevevano un’educazione olistica.
Educazione Marziale: Questo era il nucleo. Kru Thiang era il depositario delle tecniche di Muay Thasao, tramandategli dai suoi maestri in una catena orale ininterrotta che risaliva a generazioni. Era sua responsabilità assicurarsi che questo Wicha non venisse corrotto o perso.
Educazione Morale e Spirituale: Insegnava il Dharma buddista. Insegnava il codice d’onore del Nak Muay: rispetto per gli anziani, lealtà (un tratto che Phraya Phichai ha dimostrato fino alla morte), umiltà e l’uso della violenza solo per la difesa. L’addestramento iniziava ogni giorno con il Wai Kru (il saluto al maestro), un rituale che radicava la gratitudine e il rispetto.
Medico Tradizionale: Un Kru Boran era invariabilmente un esperto di medicina tradizionale thailandese (Phaet Phaen Boran). Sapeva come guarire le ferite, rimettere a posto le ossa, preparare impacchi di erbe (Luk Pra Kob) per i lividi e gli strappi. Conosceva anche l’arte del Muay Kadit (massaggio) e, sul lato più oscuro, l’anatomia dei punti di pressione (Jut Sa-on) – non solo come guarirli, ma anche come colpirli per causare paralisi o morte.
2. Il Curriculum di Kru Thiang: La Trasmissione del Muay Thasao
Cosa insegnò specificamente Kru Thiang al giovane Thong Di? Insegnò l’intero canone del Muay Thasao, che era radicalmente diverso dall’allenamento moderno.
Condizionamento Estremo: La fama di Kru Thiang derivava dalla durezza del suo addestramento. Gli allievi dovevano indurire i loro corpi fino a farli diventare armi. Calciare tronchi di banano (per la sensibilità) e poi alberi di teak (per la durezza). Rotolare gusci di cocco sulle tibie. Riempire giare d’acqua e tenerle sollevate per ore per la forza delle spalle.
L’Enfasi sul Chalat (Intelligenza): Kru Thiang non creava “picchiatori”. Creava “pensatori”. L’addestramento non era solo fisico, ma mentale. Insegnava l’arte dell’inganno, come “leggere” l’avversario. Probabilmente utilizzava forme di allenamento simili agli scacchi (Makruk) per affinare la strategia, o esercizi di reazione per sviluppare riflessi fulminei.
La Scienza del Yang Sam Khum: Kru Thiang è la figura chiave per il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli). Fu lui a instillare in Thong Di questo gioco di gambe come fondamento di ogni azione. L’allenamento consisteva nel tracciare triangoli a terra e far muovere gli allievi da un vertice all’altro per ore, prima lentamente, poi velocemente, poi integrando i colpi. Era un addestramento alla “non linearità”.
Insegnamento delle Mae Mai e Luk Mai (Tecniche Madri e Figlie): Kru Thiang insegnò il “vocabolario” dello stile. Non si trattava di “combinazioni” fisse, ma di principi di movimento. Insegnò le Mae Mai (le tecniche fondamentali, come le parate, le deviazioni e i colpi di base) e le Luk Mai (le tecniche complementari, più complesse, come i gomiti rotanti, i calci saltati e le leve). L’obiettivo era dare all’allievo gli “ingredienti” e la filosofia (Lai Lueai) per creare i propri flussi.
L’Integrazione con il Krabi Krabong: Fu Kru Thiang a rendere Thong Di un maestro d’armi. La sua Samnak era una scuola militare completa. L’addestramento a mani nude e quello armato erano simultanei, poiché i principi (distanza, tempismo, gioco di gambe) erano identici. La maestria di Phraya Phichai nel Daab Song Mue (Doppia Spada) è il risultato diretto dell’addestramento ricevuto da Kru Thiang.
Kru Thiang, quindi, pur rimanendo nell’ombra della storia, è il “Maestro Famoso” per antonomasia del Muay Thasao. È la fonte da cui scaturisce l’arte. Phraya Phichai è stato il fulmine, ma Kru Thiang è stato la nuvola che lo ha generato.
PARTE 3: IL PATRONO ILLUMINATO – IL RE CHE RICONOBBE L’ARTE
Nella storia delle arti marziali, i “maestri” non sono solo quelli che insegnano, e gli “atleti” non sono solo quelli che combattono. A volte, la figura più importante è il patrono: colui che riconosce il valore dell’arte, la eleva e le dà uno scopo più grande.
Re Taksin il Grande (Somdet Phra Chao Taksin Maharat)
Sebbene non fosse un praticante di Muay Thasao (era originario di Ayutthaya e addestrato negli stili del centro Siam), Re Taksin è una figura fondamentale nella storia della fama di quest’arte.
L’Occhio del Vero Esperto: Taksin non era solo un re; era un Nak Muay di livello mondiale. Le sue abilità nel Muay Boran e nel Krabi Krabong erano leggendarie. Era un vero esperto, un “maestro” a pieno titolo.
La Convalida dello Stile: Quando Taksin assistette al combattimento di Thong Di (Phraya Phichai) a Tak, non vide solo un pugile di talento. Vide uno stile che era diverso, e forse superiore, a quello a cui era abituato. Vide l’intelligenza (Chalat), l’agilità e il gioco di gambe angolare (Yang Sam Khum). La sua decisione di reclutare immediatamente Thong Di non fu solo la scelta di un uomo, ma la convalida dell’intero sistema di combattimento di Tha Sao. Fu come se il più grande esperto della nazione avesse pubblicamente dichiarato: “Questo stile è l’apice dell’efficacia marziale”.
La Filosofia Militare Parallela: Taksin è famoso per aver sconfitto i birmani con una guerra lampo, una guerra di movimento, attacchi a sorpresa e agilità strategica. La sua filosofia militare rispecchiava perfettamente la filosofia del Muay Thasao. Non cercava lo scontro frontale (come il Muay Korat), ma l’accerchiamento, l’attacco ai fianchi, la velocità. Nell’arte di Phraya Phichai, Taksin vide il soldato perfetto per il suo tipo di guerra.
L’Elevazione dell’Artista: Promuovendo Thong Di da pugile errante a Governatore e Generale (Phraya Phichai), Taksin inviò un messaggio potentissimo: la maestria in quest’arte marziale (in particolare, la versione Thasao del suo miglior generale) era la via per la massima gloria e il potere. Diede al Muay Thasao un prestigio nazionale che non aveva mai avuto.
Re Taksin, quindi, agì come il “famoso” validatore dell’arte. Non l’ha insegnata, ma l’ha riconosciuta, l’ha impiegata e l’ha elevata da arte regionale a strumento di liberazione nazionale.
PARTE 4: LA STIRPE PERDUTA – I MAESTRI DELL’ERA OSCURA (XIX E XX SECOLO)
Dopo la morte di Phraya Phichai (1782) e l’inizio dell’era di Bangkok, il Muay Thasao, come tutti gli stili Boran, entrò in un periodo di lento declino, culminato con la “morte” del Kard Chuek (combattimento con le corde) nel 1929.
In questo lungo periodo di oltre 150 anni, non emergono “atleti famosi” nel senso moderno. La fama si era spostata sul nascente sport del Muay Thai, praticato nei grandi stadi di Bangkok come il Lumpinee e il Rajadamnern. I combattenti del Nord che andavano a Bangkok dovevano adattare il loro stile, abbandonare le tecniche Boran (come lo Yang Sam Khum più estremo, le leve, ecc.) e conformarsi alle regole sportive.
Tuttavia, l’arte non morì. Fu tenuta in vita da una stirpe di “Maestri Famosi” che erano, paradossalmente, famosi proprio per il loro anonimato.
I “Kru Ban Nok” (Maestri dei Villaggi)
Nelle zone rurali della provincia di Uttaradit, lontano dalle regole di Bangkok, il Wicha di Phraya Phichai fu preservato. Questi “Maestri dei Villaggi” (Kru Ban Nok) sono gli eroi non celebrati della storia del Muay Thasao.
Preservatori, non Innovatori: Il loro compito non era creare campioni sportivi, ma preservare l’eredità. Erano ossessionati dal trasmettere le tecniche esattamente come le avevano ricevute. La loro fama era locale, basata sulla “purezza” del loro lignaggio.
La Trasmissione Orale: Insegnavano a un piccolo numero di allievi (spesso solo ai loro figli o nipoti) attraverso la tradizione orale. L’arte veniva insegnata nel contesto del Krabi Krabong e della medicina tradizionale.
Custodi dell’Orgoglio Locale: Questi maestri erano i custodi viventi dell’identità di Uttaradit. Insegnare il Muay Thasao era un atto di orgoglio civico, un modo per onorare la memoria di Phraya Phichai Dap Hak.
Non abbiamo i loro nomi, ma questa catena ininterrotta di Kru anonimi è collettivamente la “famosa” linea di maestri che ha permesso all’arte di sopravvivere all’era della modernizzazione sportiva, traghettandola fino al XX secolo.
PARTE 5: I RIVIVALISTI MODERNI – MAESTRI E STUDIOSI CONTEMPORANEI
Nel tardo XX e inizio XXI secolo, si è assistito a una rinascita globale dell’interesse per le “radici” delle arti marziali. In Thailandia, questo si è tradotto in un recupero accademico e pratico del Muay Boran. È in questo contesto che emergono le figure “famose” contemporanee legate al Muay Thasao.
Questi individui non sono “atleti” nel senso competitivo, ma maestri studiosi e preservatori.
1. I Maestri Locali di Uttaradit (I Portatori della Fiamma)
Oggi, i “maestri famosi” più autentici del Muay Thasao sono i Kru locali della provincia di Uttaradit. La loro fama non è internazionale, ma è assoluta nel contesto dell’arte.
Figure Chiave del Festival di Phraya Phichai: La loro “fama” si manifesta pubblicamente ogni anno, a gennaio, durante il Ngan Phraya Phichai Dap Hak (il festival in onore dell’eroe). In questa occasione, questi maestri e le loro scuole (Samnak) eseguono le Mae Mai e Luk Mai dello stile, le danze rituali e le dimostrazioni di Krabi Krabong (specialmente il Daab Song Mue).
Nomi della Tradizione Locale: Figure come Kru Pho e, in tempi più recenti, i maestri delle scuole locali come la “Samnak Dap Hak” (Scuola della Spada Spezzata), sono i diretti discendenti spirituali e tecnici di Kru Thiang. Sono loro che vengono intervistati dagli studiosi thailandesi e che garantiscono che la versione “ufficiale” dell’arte venga tramandata.
Insegnamento: Il loro approccio è ancora tradizionale. Insegnano l’arte come un pacchetto culturale, che include la storia dell’eroe, il combattimento armato e l’aspetto spirituale, non solo come un’attività fisica.
Questi maestri locali sono le fonti primarie viventi. La loro fama è quella di essere i guardiani dell’eredità di Phraya Phichai.
2. Gli Studiosi e i Codificatori Internazionali
Perché un’arte regionale quasi perduta diventi nota al di fuori della sua provincia, è necessario il lavoro di studiosi e maestri che possano codificarla, analizzarla e presentarla a un pubblico globale.
Arjarn Marco De Cesaris (Fondatore dell’IMBA): Nel panorama internazionale, è impossibile discutere la differenziazione degli stili regionali del Muay Boran senza menzionare Arjarn Marco De Cesaris. Sebbene non sia un “maestro di lignaggio” di Tha Sao, è universalmente riconosciuto come uno dei massimi esperti e studiosi del Muay Boran nel suo complesso (Muay Chaiya, Korat, Lopburi, e Thasao).
Il Lavoro di Codifica: La sua “fama” in relazione al Thasao deriva dal suo lavoro accademico e pratico di analisi e codifica. Attraverso decenni di ricerca in Thailandia, interviste con maestri locali e studio di testi antichi, De Cesaris ha “tradotto” le filosofie e le tecniche del Muay Thasao per un pubblico moderno e occidentale.
Definizione delle Caratteristiche: È in gran parte grazie al suo lavoro che oggi possiamo definire chiaramente le caratteristiche del Thasao: l’enfasi sul Yang Sam Khum, la filosofia Lai Lueai, e la connessione con il Daab Song Mue. Ha isolato le Mae Mai (tecniche madri) specifiche o interpretate secondo lo stile di Tha Sao.
Diffusore Globale: Attraverso la sua organizzazione, l’International Muay Boran Academy (IMBA), e i suoi numerosi libri e seminari, ha reso il nome “Muay Thasao” famoso al di fuori di Uttaradit, presentandolo non solo come una curiosità storica, ma come un sistema di combattimento praticabile e profondo.
3. Le Istituzioni Thailandesi (I Preservatori Ufficiali)
Infine, ci sono le “istituzioni famose” che agiscono come maestri collettivi.
L’Esercito Reale Thailandese (Royal Thai Army): In particolare le unità militari di stanza nel Nord, che preservano le tradizioni marziali della loro regione come parte del loro addestramento e della loro eredità storica.
Il Dipartimento di Belle Arti (Fine Arts Department) e il Ministero della Cultura: Queste agenzie governative sono responsabili della conservazione del Muay Boran come “Patrimonio Culturale Immateriale”. Finanziano la ricerca, i festival (come quello di Phraya Phichai) e le dimostrazioni, assicurando che i Kru locali abbiano le risorse per continuare a insegnare.
PARTE 6: GLI “ATLETI” CONCETTUALI – ECHI DEL THASAO NEL MUAY THAI MODERNO
Come detto, non esistono “atleti famosi” di Muay Thasao che combattono oggi, perché lo sport moderno (Muay Thai) e l’arte marziale (Muay Thasao) sono diversi.
Tuttavia, possiamo identificare “atleti famosi” nel Muay Thai sportivo il cui stile incarna la filosofia e le caratteristiche del Muay Thasao. Questi combattenti non praticano formalmente il Thasao, ma ne sono l’eco concettuale. Sono la prova che i principi di Chalat (intelligenza) e Lai Lueai (flusso) sono eternamente efficaci.
1. Saenchai PKSaenchaiMuayThaiGym (แสนชัย)
Saenchai è forse il parallelo moderno più calzante. È universalmente considerato un genio del combattimento, un “artista” del ring.
Maestro del Chalat (Intelligenza): La caratteristica distintiva di Saenchai è la sua intelligenza. Combatte abitualmente (e sconfigge) avversari molto più grandi e pesanti di lui. Non lo fa con la forza bruta, ma con un’astuzia, un tempismo e una comprensione della distanza che ricordano la filosofia fondamentale del Thasao: “l’intelligenza sopra la forza”.
Gioco di Gambe e Angoli: Sebbene non usi lo Yang Sam Khum tradizionale, Saenchai è il maestro degli angoli. Si muove in modi imprevedibili, esce dalla linea d’attacco e colpisce da posizioni dominanti, disorientando i suoi avversari. È la versione sportiva moderna del gioco di gambe elusivo di Tha Sao.
Flusso e Creatività: Saenchai incarna il Lai Lueai. Il suo stile è fluido, creativo, quasi “giocoso”. È famoso per le sue finte e per le sue tecniche imprevedibili (come il “cartwheel kick”), che sono l’espressione di un combattente che non è bloccato in schemi rigidi, ma che fluisce nel combattimento.
2. Lerdsila “The Eel” Chumpairtour (เลิศศิลา)
Come suggerisce il suo soprannome (“L’Anguilla”), Lerdsila è famoso per una caratteristica chiave del Thasao: l’agilità e l’evasività.
L’Incarnazione dell’Agilità: Lerdsila è quasi impossibile da colpire in modo pulito. La sua capacità di schivare, di muoversi e di mantenere l’equilibrio anche nelle posizioni più precarie è una dimostrazione moderna di ciò che i maestri di Tha Sao cercavano di ottenere con il loro addestramento.
Velocità e Attacchi Rapidi: Il suo stile non si basa su colpi di potenza, ma su colpi di frusta veloci e precisi. Colpisce e scompare, incarnando l’aspetto “veloce” (Ruad Reo) dell’arte del Nord.
3. Somrak Kamsing (สมรักษ์ คำสิงห์)
Somrak, il primo atleta thailandese a vincere una medaglia d’oro olimpica (nella boxe, Atlanta 1996), era anche un combattente di Muay Thai leggendario.
Difesa e Riflessi: Somrak era famoso per i suoi riflessi quasi sovrumani e la sua capacità di “leggere” l’avversario (Chalat). Era un maestro della difesa evasiva, capace di evitare i colpi per poi contrattaccare con una precisione chirurgica. Il suo motto era “Mai Kerd Kaan Baad Jeb” (Non farsi mai male), una filosofia che si allinea perfettamente con l’idea del Thasao di evitare lo scontro di forza.
Questi atleti moderni, pur competendo in uno sport diverso, dimostrano che i principi fondamentali del Muay Thasao – intelligenza, agilità, velocità e flusso – sono senza tempo. Sono i “famosi” eredi spirituali di Thong Di Fan Khao.
Conclusione: La Fama come Eredità
L’elenco dei maestri e atleti famosi del Muay Thasao è breve, ma ha un peso enorme. È dominato da una singola, colossale figura: Phraya Phichai Dap Hak, l’atleta imbattuto che ne ha dimostrato l’efficacia e il maestro-guerriero che l’ha resa leggenda.
Accanto a lui sta il suo mentore, Kru Thiang, la fonte anonima ma fondamentale del Wicha. A sostenerli c’è il loro patrono, Re Taksin, l’esperto che ne ha riconosciuto il genio.
Dopo di loro, la fama si dissolve nell’anonimato dei Kru Ban Nok (maestri di villaggio) che hanno protetto l’arte durante l’era oscura della modernizzazione.
Infine, riemerge nei maestri di Uttaradit di oggi e negli studiosi internazionali come Arjarn Marco De Cesaris, che hanno raccolto questa eredità e la stanno presentando al mondo.
Non ci sono “atleti” campioni del mondo di Muay Thasao. L’arte non ne ha bisogno. La sua fama è assicurata per sempre dalla storia del suo più grande praticante, l’uomo che ha dimostrato che lo spirito, l’intelligenza e l’adattabilità sono più forti dell’acciaio.
LEGGENDE, CURIOSITA', STORIE E ANEDDOTI
Le arti marziali antiche non sono fatte solo di tecniche e storia; sono intessute di un arazzo di folklore, miti, aneddoti e stranezze che ne definiscono il carattere. Il Muay Thasao (มวยท่าเสา), in questo, non fa eccezione. Essendo un’arte di frontiera, nata dalla guerra e legata a un eroe nazionale, la sua tradizione è particolarmente ricca di storie che ne illustrano la filosofia, lo spirito e la mistica.
La tradizione del Muay Thasao non è un archivio di fatti documentati. È una raccolta di racconti da falò, di leggende sussurrate da maestro ad allievo, di curiosità culturali che si svelano solo a un occhio attento. È un mondo dove la magia (Saiyasat), il coraggio (Jai Su) e la strategia (Chalat) si fondono in un’unica narrazione.
Questa narrazione ruota quasi interamente attorno alla sua figura centrale, Phraya Phichai Dap Hak, ma i rivoli di questa storia principale si disperdono in mille aneddoti affascinanti che toccano l’addestramento, la spiritualità e la vita quotidiana dei guerrieri del Nord.
PARTE 1: LA LEGGENDA CENTRALE – L’ALCHIMIA DELLA SPADA SPEZZATA
La storia che definisce il Muay Thasao, quella che ogni bambino thailandese impara a scuola, è la leggenda della “Spada Spezzata” (Dap Hak). Come già accennato nei punti precedenti, questo evento storico (la battaglia di Phichai del 1773) è il momento fondante dell’arte. Ma per comprendere appieno la sua importanza, non dobbiamo limitarci a conoscere la storia; dobbiamo de-costruirla nei suoi strati di significato leggendario, tattico e simbolico.
Il Simbolismo: L’Anima Oltre l’Acciaio
A livello più elementare, la leggenda è un racconto di coraggio. È la versione siamese dell’eroismo indomito, la prova che la volontà di un uomo può superare il fallimento del suo equipaggiamento. Tuttavia, per i praticanti di Muay Thasao, il significato è molto più profondo.
La Leggenda dell’Adattabilità (Kaan Prap Tua): L’aneddoto non celebra solo il coraggio, ma celebra l’intelligenza (Chalat). Phraya Phichai non ha semplicemente continuato a combattere con rabbia cieca. Ha adattato la sua strategia in una frazione di secondo. La leggenda è la prova fisica che la filosofia del Muay Thasao – flessibilità, fluidità e adattabilità – funziona. L’arte insegna a non avere un “piano B”, ma ad essere così fluidi che qualsiasi disastro (una scivolata, un colpo andato a vuoto, un’arma rotta) diventa semplicemente il prossimo passo del flusso (Lai Lueai). La spada spezzata non è stata una fine; è stata una transizione.
Il Simbolo del Jai Su (Cuore da Guerriero): La storia è un monito. L’acciaio può tradire. I muscoli possono cedere. Ma il Jai (il cuore/mente/spirito) non deve mai spezzarsi. L’addestramento del Muay Thasao, quindi, non è solo fisico; è psicologico. È progettato per forgiare un “cuore di diamante”, uno spirito indomito che, come Phraya Phichai, vede una catastrofe e vi legge un’opportunità.
La Curiosità Tattica: Da Daab Song Mue a Daab-Meed
L’aneddoto nasconde una curiosità tattica di livello magistrale, che spesso sfugge all’ascoltatore casuale. Phraya Phichai era un maestro del Daab Song Mue (combattimento con due spade lunghe), uno stile che opera a media distanza con un flusso continuo di tagli.
Quando la sua spada si è spezzata, non è rimasto con “una spada e un pezzo di metallo inutile”. È rimasto con una spada lunga (Daab) e un pugnale (Meed Sahn o Meed).
In quel momento, Phraya Phichai è passato istantaneamente da un sistema di combattimento a un altro: dal Daab Song Mue al Krabi Krabong Daab-Meed, il combattimento con spada e pugnale. Questo è un sistema completamente diverso, che richiede una mentalità diversa.
La spada lunga (Daab) controlla la distanza, attacca e tiene a bada la minaccia principale.
Il pugnale (Meed) domina la distanza ravvicinata (il clinch armato). Si usa per parare, deviare, agganciare gli scudi o le braccia dell’avversario e colpire i punti vitali (gola, ascelle, interno delle cosce) che la spada lunga non può raggiungere.
La leggenda, quindi, non ci dice solo che era coraggioso. Ci dice che era un maestro assoluto di più discipline armate e che la sua mente era così allenata dal Muay Thasao (Chalat) da poter passare da un sistema all’altro nel bel mezzo di una battaglia mortale. La sua azione non fu un atto di disperazione, ma un atto di genio tattico. Dimostra che l’essenza del Thasao è la padronanza di tutte le distanze, passando fluidamente dalla lunga alla media alla corta.
L’Aneddoto della Statua: La Leggenda Vivente
Oggi, a Uttaradit, sorge l’imponente monumento a Phraya Phichai Dap Hak. La statua lo raffigura nel suo momento iconico, con entrambe le spade sollevate, una delle quali è visibilmente spezzata.
La curiosità è che questa statua non è solo un pezzo di bronzo. È un santuario.
Luogo di Pellegrinaggio: I praticanti di Muay Thai e Muay Boran da tutta la Thailandia (e dal mondo) compiono un pellegrinaggio alla statua per “rendere omaggio” (Wai) al padre spirituale della loro arte. Vengono a chiedere benedizioni (Chok Dee – buona fortuna) per i loro imminenti combattimenti o per l’apertura di una nuova palestra.
Fonte di Potere: Gli abitanti locali trattano la statua con reverenza. È comune vedere offerte di fiori, incenso e persino bottiglie di whisky (un’offerta comune agli spiriti dei guerrieri) ai suoi piedi.
L’Aneddoto della Spada Sostitutiva: Una curiosità moderna narra che, in passato, la spada spezzata della statua (o una sua replica) sia stata rubata o si sia danneggiata più volte. Ogni volta, la comunità locale si è mobilitata con donazioni per ripararla immediatamente, credendo che lasciare l’eroe “disarmato” o con la sua spada intera porterebbe sfortuna (Chok Rai) alla città.
La leggenda, quindi, non è un evento morto del 1773. È una storia vivente, che genera nuove tradizioni e aneddoti ancora oggi.
PARTE 2: LE STORIE DEL CAMPIONE – ANEDDOTI DI “THONG DI DAI DENTI BIANCHI”
Prima che l’eroe Phraya Phichai nascesse, c’era l’atleta Thong Di (ทองดี). La sua vita come Nak Muay (pugile) errante è una fonte inesauribile di aneddoti e curiosità che illustrano lo stile di vita del guerriero di Tha Sao.
Il Ragazzo Testardo: L’Aneddoto della Fuga
Come accennato nella sua biografia, Thong Di si chiamava in realtà Joi (จ้อย) ed era un ragazzo ribelle. La storia della sua fuga dal tempio per inseguire la sua passione per il Muay è un aneddoto fondamentale.
Un Tema Ricorrente: Questa storia non è unica. È un topos classico nel folklore thailandese: l’eroe destinato che non può essere contenuto dalle strutture ordinarie (la famiglia, la religione). La sua “chiamata” al combattimento è più forte del dovere convenzionale.
L’Ironia: L’ironia, che i maestri amano raccontare, è che fuggì dal tempio per evitare la disciplina, solo per sottomettersi volontariamente a una disciplina infinitamente più dura: quella del Kru di Muay Boran, Kru Thiang. Questo aneddoto insegna che la vera disciplina non è quella imposta dall’esterno, ma quella che si sceglie per perseguire la propria passione (Chai Rak).
Le Storie del Nak Muay Tudong (Il Pugile Errante)
La vita di Thong Di come pugile errante (Nak Muay Tudong) è leggendaria. Era l’equivalente del “selvaggio West” o di un “ronin” giapponese.
L’Aneddoto della Sfida alla Samnak: Un pugile errante non chiedeva semplicemente di allenarsi. Arrivava in un nuovo villaggio, si recava alla Samnak (scuola) locale e lanciava una sfida. Spesso, per essere ammesso, doveva prima combattere e sconfiggere uno degli allievi anziani, o almeno dimostrare un’abilità e un coraggio eccezionali.
Il Combattimento per la Vita: Questi non erano incontri sportivi. Erano duelli Kard Chuek (con le corde). La posta in gioco non era una cintura, ma il Wicha (la conoscenza). Se vincevi in modo impressionante, il Kru locale poteva offrirti cibo, alloggio e, cosa più importante, insegnarti una delle sue tecniche segrete. Thong Di, viaggiando, accumulò un vasto repertorio di tecniche, che poi filtrò attraverso la sua arte natia di Tha Sao.
Storie di Gioco d’Azzardo: Questi combattimenti nei festival (Ngan Wat) erano circondati da un pesante giro di scommesse. La leggenda narra che Thong Di, essendo uno sconosciuto agile e dall’aspetto giovanile, fosse spesso lo sfavorito. Gli scommettitori puntavano sui “picchiatori” locali, più grossi e dall’aspetto più feroce. L’aneddoto ricorrente è quello di Thong Di che, usando la sua elusività (Yang Sam Khum) e la sua intelligenza (Chalat), “giocava” con i suoi avversari, facendoli sembrare goffi e vincendo, mandando in rovina gli scommettitori locali.
La Curiosità del Soprannome: “Thong Di Fan Khao” (Thong Di dai Denti Bianchi)
Questo è uno degli aneddoti culturali più affascinanti e rivelatori. Perché un soprannome così strano? Non “Mano di Ferro” o “Tibia d’Acciaio”, ma “Denti Bianchi”.
La risposta è una profonda curiosità culturale: nel Siam del XVIII secolo, i denti neri erano la norma e un segno di bellezza e status.
La Cultura del Betel (Mak): Quasi tutti, uomini e donne, masticavano il Betel (in thailandese Mak). Si tratta di un bolo composto da una fetta di noce di Areca, una foglia di Betel spalmata di calce di conchiglia e, a volte, spezie o tabacco. Era l’equivalente sociale del caffè o della sigaretta moderna.
Gli Effetti: Masticare Betel è uno stimolante leggero, ma soprattutto tinge la saliva di un rosso brillante e, con l’uso cronico, macchia i denti di un nero laccato. Questo non era considerato brutto. Al contrario:
Segno di Bellezza: I denti neri e lucidi erano considerati esteticamente affascinanti, in contrasto con la pelle chiara.
Segno di Status: Significava che si era abbastanza ricchi da potersi permettere il Betel.
Segno di Civiltà: I denti bianchi erano considerati “animaleschi”, come quelli delle bestie o dei “selvaggi” (Khao Pa) che non partecipavano ai costumi sociali.
Ora, l’aneddoto di Thong Di diventa chiaro. Il suo soprannome “Fan Khao” (Denti Bianchi) significa che lui non masticava il Betel.
Perché? (La Leggenda): La leggenda marziale dice che si asteneva perché il Betel (o il tabacco e l’alcol) “offuscava i sensi” e “indeboliva lo spirito”. Un Nak Muay d’élite doveva mantenere il corpo e la mente puri e affilati come una lama.
L’Impatto Sociale (L’Aneddoto): Questo soprannome potrebbe essere stato, all’inizio, un insulto o una presa in giro. “Ecco che arriva Thong Di, il ‘bello’, il ‘damerino’, quello con i denti da animale”.
La Lezione: La storia di “Thong Di Fan Khao” è la storia di un uomo che ha sfidato le convenzioni sociali per la sua arte. Ha accettato di essere un “outsider” per mantenere il suo vantaggio fisico e mentale. E ha trasformato quella che era una stranezza (o un insulto) in un marchio di fabbrica, un simbolo di disciplina d’élite. Ha dimostrato sul ring che la sua “stranezza” era, in realtà, superiorità professionale.
PARTE 3: CURIOSITÀ DEL WICHA – LE LEGGENDE DELL’ARTE STESSA
Oltre all’eroe, l’arte stessa del Muay Thasao è piena di curiosità, aneddoti e leggende che ne spiegano le tecniche e la filosofia.
La Leggenda del Yang Sam Khum (Il Passo dei Tre Angoli)
Il gioco di gambe triangolare è la curiosità tecnica che definisce il Thasao. Ma da dove viene? Le leggende abbondano.
Leggenda 1: L’Origine Militare (La Tattica di Fanteria): L’aneddoto più pragmatico, e forse il più probabile, è che il Yang Sam Khum non nasca dal combattimento uno-contro-uno, ma dalla tattica di guerriglia della fanteria leggera. Nelle giungle e montagne del Nord, i soldati siamesi non combattevano in formazioni a falange. Si muovevano in piccole “celle” di tre uomini, disposte a triangolo (un uomo avanti, due a coprire i fianchi). Questa formazione permetteva la massima flessibilità, angoli di tiro incrociati e la capacità di disimpegnarsi rapidamente. La leggenda vuole che i maestri di Tha Sao (e forse Phraya Phichai stesso) abbiano adattato questa tattica di gruppo al combattimento individuale. Il combattente diventa la cellula a tre uomini, muovendosi costantemente per creare angoli e confondere il nemico, proprio come farebbe un’unità di skirmisher.
Leggenda 2: L’Origine Animale (Il Naga o l’Uccello): Altre storie, più mitiche, legano il passo alla natura. Alcuni Kru lo paragonano al movimento di un Naga (il serpente/drago mitologico), che non si muove mai in linea retta, ma “serpeggia” (Lueai), rendendo impossibile prevedere dove colpirà la testa. Altri lo paragonano a un Garuda (l’uccello mitico) o a un gallo da combattimento (Gai Chon), che “danza” lateralmente, saltellando da un piede all’altro per trovare l’angolo giusto prima di colpire.
L’Aneddoto dell’Allenamento: Una storia ricorrente sull’addestramento del Yang Sam Khum descrive metodi brutali per imprimerlo nel corpo.
L’Allenamento nel Fango: Si dice che i Kru costringessero gli allievi a praticare il passo in un’area fangosa, per sviluppare un equilibrio e una forza delle gambe straordinari.
L’Allenamento sui Pali: Una versione più estrema racconta di tre pali piantati a terra a formare un triangolo, sui quali l’allievo doveva muoversi per ore, senza cadere. Questo allenava l’equilibrio e la precisione millimetrica nel posizionamento dei piedi.
La Curiosità del Lai Lueai (Il Flusso Incessante)
Perché il Thasao è così ossessionato dal “flusso” e dall’attacco a catena (Luk Son), mentre altri stili (come il Korat) sono ossessionati dal “colpo singolo”?
L’Aneddoto della “Doppia Spada”: La curiosità più illuminante è la metafora del Daab Song Mue (Doppia Spada). Chiedete a un maestro di Thasao perché combatte in quel modo, e potrebbe rispondervi: “Perché un guerriero di Tha Sao ha sempre due spade”.
Un praticante di Korat (potenza) combatte come un uomo con un’ascia da battaglia a due mani: carica, colpisce, ricarica.
Un praticante di Chaiya (difesa) combatte come un uomo con spada e scudo: blocca, parando e colpendo.
Un praticante di Thasao combatte come Phraya Phichai: con due spade. Non c’è pausa. Mentre la mano destra (o la gamba destra) finisce il suo colpo, la mano sinistra (o la gamba sinistra) ha già iniziato il suo. L’intera arte è costruita su questa filosofia della “raffica ambidestra”. L’aneddoto non è solo una metafora; è una descrizione letterale della loro strategia di combattimento: sopraffare il cervello dell’avversario con un input doppio.
Il Nome: La Curiosità di “Tha Sao”
Lo stesso nome dell’arte è una curiosità. “Muay Tha Sao” significa “Boxe dell’Approdo del Pilastro”.
Cosa significa “Tha Sao”? “Tha” (ท่า) significa “molo”, “approdo”, “porto fluviale” (riferendosi alla posizione della città sul fiume Nan). “Sao” (เสา) significa “pilastro” o “colonna”.
La Leggenda del Pilastro: Quale pilastro?
Teoria 1 (Pragmatica): Si riferisce semplicemente a un grande molo con pilastri prominenti che era un punto di riferimento commerciale.
Teoria 2 (La “Sao Hai”): Una leggenda locale parla di un “Pilastro Piangente” (Sao Rong Hai), un pilastro sacro che si credeva ospitasse uno spirito femminile (Nang Mai).
Teoria 3 (Il Lak Mueang): La teoria più probabile è che si riferisca al Lak Mueang, il “Pilastro della Città”. In ogni città thailandese c’è un santuario che ospita un pilastro sacro che incarna lo spirito protettore della città. “Tha Sao” potrebbe essere stata l’area del molo vicino al santuario del pilastro della città.
L’Aneddoto nel Nome: Il nome stesso ci racconta una storia. Ci dice che quest’arte non proviene da una corte reale (come il Muay Lopburi) o da una vasta regione (come il Korat), ma da un luogo specifico, un crocevia commerciale e militare. È l’arte del “porto”, un luogo di scambio, di conflitto e di frontiera.
PARTE 4: SAIYASAT – LE LEGGENDE MISTICHE DEL GUERRIERO DEL NORD
Nessun guerriero del Siam antico, e certamente nessun praticante di Muay Boran, sarebbe mai andato in battaglia o su un ring Kard Chuek affidandosi solo alla propria abilità fisica. Il combattimento era anche una guerra spirituale. Il Muay Thasao è intriso di Saiyasat (la magia e l’occultismo thailandese).
La Leggenda del Sak Yant (Il Tatuaggio Sacro)
I tatuaggi Yant non erano decorativi. Erano un’armatura spirituale, un equipaggiamento essenziale. Si dice che Phraya Phichai fosse “coperto” di Yant, rendendolo, secondo la leggenda, invulnerabile.
Curiosità: Yant Specifici per il Thasao: Mentre tutti i Nak Muay usavano Yant, le scelte di un guerriero Thasao riflettevano la sua filosofia:
Yant Hanuman (L’Aneddoto del Dio Scimmia): Questo era lo Yant preferito per i combattenti che si affidavano all’agilità e all’intelligenza. Hanuman, nel Ramakien, non è solo forte; è un trickster, un maestro dell’inganno (Chalat), incredibilmente agile e un servo leale. Praticamente la descrizione di Phraya Phichai. La leggenda vuole che chi porta questo Yant sia benedetto con l’agilità, l’astuzia e la capacità di fuggire da ogni trappola.
Yant Pla Lai (L’Anguilla): Uno Yant meno comune ma perfetto per il Thasao. È un Yant per il Klaew Klaad (evasione). La leggenda dice che rende il portatore “scivoloso” come un’anguilla, impossibile da afferrare (nel clinch) e impossibile da colpire in modo pulito. Incarna perfettamente l’aspetto elusivo del Yang Sam Khum.
Yant Suea (La Tigre): Per il Maha Amnat (potere, autorità carismatica) e il Kong Krapan (invulnerabilità). Questo era per il coraggio, per l’aspetto aggressivo (Lai Lueai) dello stile.
La Leggenda del Kong Krapan (Pelle Invulnerabile): Gli aneddoti di Kong Krapan sono innumerevoli. Storie di guerrieri che, dopo essere stati benedetti e tatuati da un Ajarn (maestro di magia), venivano “testati”. Venivano colpiti con spade affilate e le lame scivolavano sulla pelle senza tagliarla. Questa credenza, vera o no, aveva un effetto psicologico devastante sul nemico e dava al portatore una fiducia sovrumana.
La Curiosità del Mongkon e del Pra Jiad (Gli Amuleti)
Il Mongkon (la fascia per la testa) e il Pra Jiad (le fasce per le braccia) non erano “accessori”. Erano potenti amuleti intrisi di storie.
L’Aneddoto del Mongkon del Maestro: Il Mongkon non era proprietà del combattente; apparteneva al Kru e alla Samnak. Era un oggetto sacro.
Leggenda sulla Creazione: Si dice che i Mongkon più potenti fossero fatti con strisce di tessuto strappate dal Pha Sin (il sarong) della propria madre – un simbolo della protezione materna. Altre leggende dicono che fossero fatti con le bende di un monaco illuminato o con la tela che aveva avvolto una reliquia sacra.
La Benedizione: Prima del combattimento, il Kru poneva il Mongkon sulla testa dell’allievo recitando Katha (incantesimi) per “chiamare” gli spiriti dei maestri passati (incluso lo spirito di Phraya Phichai) a proteggere il combattente e a “entrare” in lui, guidando i suoi movimenti.
La Curiosità del Pra Jiad (L’Amuleto sul Braccio): Le fasce sulle braccia erano gli amuleti personali del combattente.
Storie di Contenuto: Non erano solo tessuto. All’interno, venivano cuciti piccoli oggetti sacri: un frammento di osso di un grande maestro defunto, un dente di tigre (per il potere), una scheggia della “Spada Spezzata” (nel caso del Thasao, questo sarebbe stato l’amuleto più potente), o un Takrut (un piccolo rotolo di metallo, solitamente oro o argento, inciso con Yant e Katha).
Aneddoto: Si credeva che il Pra Jiad perdesse il suo potere se toccava terra o se il combattente si comportava in modo disonorevole. Questo rafforzava il codice morale: la magia proteggeva solo i puri di cuore.
Il Wai Kru di Tha Sao: L’Aneddoto della Spada
Ogni stile di Boran ha la sua versione della danza rituale Wai Kru Ram Muay. La curiosità della versione di Tha Sao è che spesso mima le azioni del suo eroe.
La Danza della Ricognizione: Il Wai Kru non è solo una preghiera. È un aneddoto in movimento. Il combattente “esplora” il ring, rendendo omaggio alle quattro direzioni (gli dei e gli spiriti).
Il Wai Kru di Phraya Phichai: Si dice che le versioni del Wai Kru di Uttaradit includano movimenti che mimano il Daab Song Mue (il combattimento con due spade), anche se il combattente è a mani nude. Possono includere un momento drammatico che mima la rottura della spada e la continuazione del combattimento. È una storia raccontata con il corpo prima che inizi il combattimento vero e proprio, un modo per invocare lo spirito indomito di Phraya Phichai.
PARTE 5: ANEDDOTI E CURIOSITÀ MODERNE
Le leggende non sono tutte confinate al passato. Il revival moderno del Muay Thasao ha generato le sue storie.
L’Aneddoto della “Riscoperta”
Per gran parte del XX secolo, il Muay Thasao era considerato “perso” o “assorbito” dal Muay Thai generico. La storia della sua riscoperta è un aneddoto di perseveranza.
La Ricerca dei Kru Ban Nok (Maestri di Villaggio): Studiosi come Arjarn Marco De Cesaris e storici thailandesi hanno dovuto letteralmente “cacciare” i maestri. Si racconta di viaggi nei villaggi più remoti di Uttaradit, alla ricerca di anziani che “ricordassero” le vecchie forme.
Il Test di Ammissione: Questi Kru Ban Nok, discendenti della linea di Kru Thiang, erano diffidenti. Non condividevano il loro Wicha con il primo venuto. Gli studiosi raccontano aneddoti di come abbiano dovuto “dimostrare” il loro rispetto, la loro sincerità e la loro abilità. Hanno dovuto vivere con i maestri, servirli, e solo dopo settimane o mesi il vecchio Kru iniziava a mostrare una tecnica, un movimento, il “segreto” del Yang Sam Khum. È un moderno “pellegrinaggio marziale” che riecheggia quello di Thong Di.
Il Festival di Uttaradit: L’Aneddoto della Luce e del Suono
Il festival annuale in onore di Phraya Phichai, che si tiene a gennaio, è il più grande evento della provincia. La curiosità più grande per un visitatore è lo spettacolo “Luce e Suono”.
Una Storia di Hollywood, Stile Thai: Non è solo una parata. È una produzione teatrale colossale, all’aperto, con centinaia di attori, elefanti e fuochi d’artificio, che rievoca la vita di Phraya Phichai.
L’Aneddoto della Battaglia: Il momento culminante è la rievocazione della Battaglia di Phichai. È un aneddoto vivente. L’attore che interpreta Phraya Phichai, addestrato dalle scuole locali di Krabi Krabong, esegue una coreografia di combattimento e, al momento giusto, la sua spada “si spezza” (con effetti pirotecnici). Il pubblico esplode in un boato. Per la gente di Uttaradit, questa non è una “recita”; è un rituale annuale per onorare lo spirito della loro città e della loro arte.
La Curiosità del “Pugile Fantasma”
Un aneddoto moderno, quasi una “leggenda metropolitana” tra i praticanti, è quello del “Pugile Fantasma” di Tha Sao. Si dice che i combattenti di Muay Thai moderno che si allenano troppo duramente fino a tarda notte nelle palestre di Uttaradit a volte vedano, con la coda dell’occhio, una figura che si muove in modo strano, con un gioco di gambe triangolare.
Lo Spirito di Thong Di? La leggenda vuole che sia lo spirito di Thong Di Fan Khao (Phraya Phichai), che torna nei luoghi della sua giovinezza per “osservare” la nuova generazione. Se il combattente è pigro, lo spirito scompare con disprezzo. Se il combattente è diligente e ha un “cuore puro”, lo spirito rimane e “veglia” sul suo allenamento, benedicendolo con l’agilità e il coraggio.
La Funzione della Storia: Questo aneddoto serve a uno scopo pratico: sprona i giovani pugili a non essere pigri e a onorare la tradizione, ricordando loro che i “maestri” del passato li stanno sempre osservando.
Conclusione: Il Potere della Storia
Le leggende, le curiosità e gli aneddoti del Muay Thasao sono molto più che semplici storie. Sono il veicolo attraverso cui la filosofia dell’arte è stata tramandata.
Mentre le tecniche possono essere insegnate fisicamente, i concetti astratti – Chalat (intelligenza), Lai Lueai (flusso), Jai Su (cuore indomito) – sono difficili da spiegare. Come si insegna a qualcuno ad essere “adattabile”?
Non lo si insegna. Si racconta la storia di Phraya Phichai e della sua spada spezzata.
Come si insegna l’importanza della purezza e della disciplina? Si racconta l’aneddoto di “Thong Di dai Denti Bianchi”, che ha rinunciato alla norma sociale del Betel per la sua arte.
Come si insegna l’evasività e l’agilità? Si raccontano le leggende del Yang Sam Khum nato dai soldati-fantasma o dai serpenti Naga. E si avverte che lo spirito di Thong Di stesso potrebbe osservare dall’ombra.
La tradizione del Muay Thasao è una costellazione. Al suo centro brilla la stella accecante della “Spada Spezzata”, ma il suo vero potere risiede nelle innumerevoli storie, curiosità e rituali magici che riempiono il cielo notturno intorno ad essa, fornendo una mappa culturale e spirituale per il guerriero del Nord.
TECNICHE
Le tecniche del Muay Thasao (มวยท่าเสา) non sono semplicemente un catalogo di mosse. Sono l’espressione fisica della sua filosofia. Se altri stili di Muay Boran possono essere definiti dalla loro potenza (Korat) o dalla loro difesa (Chaiya), il Thasao è definito dal suo movimento.
L’intero arsenale tecnico del Muay Thasao è costruito su tre pilastri:
Chalat (ฉลาด): L’intelligenza tattica e l’astuzia.
Lai Lueai (ไหลเลื้อย): Il flusso incessante e continuo.
Yang Sam Khum (ย่างสามขุม): Il gioco di gambe angolare.
Inoltre, ogni singola tecnica è concepita per il contesto del Kard Chuek (mani fasciate con corde) e del campo di battaglia. Questo significa che i pugni non sono progettati per “stordire” con un guantone imbottito, ma per tagliare, frantumare e perforare. Significa anche che l’arsenale non si ferma allo striking, ma include leve articolari (Hak), proiezioni (Thum) e l’uso della testa (Srisa).
Analizzare le tecniche del Muay Thasao significa dissezionare un sistema di combattimento totale, dove ogni parte del corpo è un’arma e ogni movimento è una transizione.
PARTE 1: IL FONDAMENTO DI OGNI TECNICA – IL MOTORE DEL THASAO
Prima di poter colpire, un guerriero Thasao deve muoversi. Il movimento non è un “extra”; è la tecnica fondamentale da cui tutte le altre dipendono.
Yang Sam Khum (ย่างสามขุม) – Il Passo dei Tre Angoli
Questa non è una singola tecnica, ma il sistema operativo dell’intero stile. È la caratteristica più distintiva del Muay Thasao e l’incarnazione fisica del Chalat (intelligenza). Mentre la maggior parte degli stili di combattimento opera su linee rette (avanti-indietro, lato-lato), lo Yang Sam Khum opera su triangoli.
1. Analisi Meccanica Il nome “Passo dei Tre Angoli” si riferisce ai tre vertici di un triangolo immaginario tracciato sul terreno. Il praticante si muove costantemente tra questi tre punti.
La Postura (Jod Muay): La postura di base del Thasao è agile. Il peso è distribuito uniformemente, o leggermente spostato per essere “vivo” (Ten), con le ginocchia flesse, pronto a scattare in qualsiasi direzione. Non è una postura “piantata” e pesante.
Il Movimento: Invece di fare un passo avanti (sulla linea di attacco del nemico), il praticante fa un passo diagonale (ad esempio, avanti e a destra, o indietro e a sinistra). Questo movimento lo porta istantaneamente fuori dalla linea di fuoco dell’avversario. Il passo successivo potrebbe essere un altro passo diagonale per creare un nuovo angolo, o un ritorno al punto di partenza. Il risultato è un movimento costante, fluido e imprevedibile.
L’Uso del Peso: Ogni passo trasferisce il peso. Questo trasferimento di peso non è uno spreco di energia; è ciò che carica il colpo successivo. Un passo diagonale in avanti carica il pugno o il gomito; un passo diagonale all’indietro carica il calcio della gamba anteriore.
2. Applicazione Difensiva (Klaew Klaad – Evasione) Lo Yang Sam Khum è la difesa primaria del Thasao. La filosofia non è “bloccare” un colpo, ma “non essere lì” per riceverlo.
Evasione dall’Attacco Lineare: Quando un avversario lancia un attacco diretto (un pugno, un calcio frontale), il praticante di Thasao esegue un Yang (passo). Si sposta sul vertice laterale del suo triangolo. L’attacco dell’avversario va a vuoto, spesso facendolo sbilanciare.
Evitare lo Scambio di Forza: Questo è cruciale. Contro un avversario più forte (come un praticante di Muay Korat), cercare di bloccare un pugno potente (Mahd Wiang Kwai) con un avambraccio fasciato di corda è suicida. Il Yang Sam Khum permette al combattente Thasao di evitare completamente l’impatto, frustrando l’avversario e facendogli sprecare enormi quantità di energia.
3. Applicazione Offensiva (Creare l’Angolo Morto) Qui è dove il Chalat (intelligenza) si manifesta. Il Yang Sam Khum non serve solo a scappare, ma a contrattaccare da una posizione dominante.
L’Angolo Morto (Moom Bop): Muovendosi diagonalmente, il praticante di Thasao non si limita a evadere; si riposiziona sul fianco dell’avversario (il suo “angolo morto”). Da questa posizione, il praticante di Thasao può colpire, ma l’avversario non può colpirlo efficacemente senza prima girarsi completamente.
Colpire in Transizione: Il colpo non avviene dopo il passo. Avviene durante il passo. Ad esempio: l’avversario lancia un pugno destro. Il praticante di Thasao fa un Yang in avanti e a sinistra, uscendo dalla traiettoria del pugno e posizionandosi all’esterno del braccio dell’avversario. Mentre il piede atterra, il praticante lancia un gomito sinistro (Sok) o un gancio destro alla tempia o al fegato. L’attacco e la difesa sono un unico movimento fluido.
4. Applicazione Tattica (Guerra Psicologica) Combattere contro un praticante esperto di Yang Sam Khum è mentalmente estenuante.
Il “Pugile Fantasma”: L’avversario si sente come se stesse combattendo un fantasma. Ogni volta che lancia un attacco, il bersaglio svanisce e riappare da un’altra parte, colpendolo.
Rompere il Ritmo: L’avversario non riesce mai a “trovare il tempo” o a piantare i piedi per lanciare un colpo potente. È costantemente costretto a girarsi, a inseguire, a reagire. Questo porta all’esitazione, alla frustrazione e all’esaurimento mentale, che è l’obiettivo strategico del Thasao.
Lo Yang Sam Khum è la tecnica che rende possibili tutte le altre. È il motore che alimenta il Lai Lueai (flusso) e l’arma primaria del Chalat (intelligenza).
PARTE 2: LA GUARDIA E IL SISTEMA DIFENSIVO (KAAN PONG KAN TUA)
La difesa del Muay Thasao è una conseguenza diretta del suo gioco di gambe e della realtà del Kard Chuek (combattimento con le corde).
Jod Muay (La Postura di Guardia) La guardia del Thasao non è statica, alta e passiva come quella della boxe moderna.
Guardia Fluida: Le mani sono in costante, leggero movimento. Non sono incollate al viso. Questo serve a mimetizzare le intenzioni, a mantenere i muscoli “vivi” e pronti a scattare, e a incarnare il principio del flusso.
Guardia “Cercante” (Mue Suep): Le mani, in particolare quella anteriore, sono tenute leggermente più avanti. Fungono da “antenne”. Servono a misurare la distanza (Raya), a infastidire l’avversario e, soprattutto, a intercettare gli attacchi.
Tecniche Difensive Attive (Non Passive) Nel Kard Chuek, non si “assorbono” i colpi. Si deviano, si intrappolano o si evitano. Il Thasao eccelle in questo.
1. Pad (ปัด) / Pud (ปุด) – Le Deviazioni Questa è una tecnica chiave. Invece di un blocco osso contro osso, il praticante di Thasao usa i suoi avambracci (resi duri dalle corde) per deviare l’attacco.
Meccanica: Quando un pugno arriva, il difensore usa un movimento a “tergicristallo” con l’avambraccio o il palmo per spingere il pugno fuori traiettoria.
Contesto Thasao: Questo è più veloce e meno dispendioso di un blocco. Mantiene il “flusso”. Il movimento di deviazione (Pad) carica immediatamente il colpo di risposta. Esempio: Deviare un pugno destro con l’avambraccio sinistro (Pad) e contrattaccare simultaneamente con un pugno destro diretto (Mahd Trong).
2. Chap (จับ) – L’Intrappolamento (Trapping) Questa è una tecnica quasi assente nel Muay Thai sportivo, ma fondamentale nel Muay Boran e centrale nel Thasao. Deriva direttamente dal Krabi Krabong (combattimento armato), dove si “lega” l’arma dell’avversario.
Meccanica: La “mano cercante” non si limita a deviare; afferra. Può afferrare il polso, l’avambraccio o il bicipite dell’avversario mentre sta attaccando o ritraendo il colpo.
Applicazione Thasao: L’arte del Chap è un’espressione di Chalat. Il praticante di Thasao usa un Yang (passo) per evadere il grosso del colpo, e allo stesso tempo usa la mano anteriore per catturare l’arto dell’attaccante.
Obiettivo Tattico: Una volta che l’arto è “catturato” (Chap), l’avversario è momentaneamente neutralizzato. Questo apre un menu di opzioni letali:
Colpire l’avversario sbilanciato con l’altra mano (pugno o gomito).
Transizione a una leva articolare (Hak) sul braccio intrappolato.
Tirare l’avversario (Kratuk) per sbilanciarlo e colpirlo con un ginocchio (Kao).
Transizione a una proiezione (Thum).
3. Bang (บัง) – I Blocchi Duri Sebbene il Thasao preferisca l’evasione, i blocchi sono necessari.
Kao Bang (Blocco con la Tibia): Simile al moderno shin block, ma spesso più aggressivo. La tibia non si alza solo passivamente, ma viene “spinta” (Seub) contro il calcio dell’avversario, con l’intenzione di danneggiare la sua tibia (tibia contro muscolo o tibia contro tibia).
Sok Bang (Blocco con il Gomito): Contro i ganci o i calci alti, il gomito viene sollevato come uno scudo appuntito. L’intenzione è che l’avversario colpisca il gomito (Sok), danneggiando la sua mano o il suo piede.
La difesa del Thasao è quindi un sistema a tre strati:
Primo Livello (Ideale): Evasione tramite Yang Sam Khum (non essere colpiti).
Secondo Livello: Deviazione o Intrappolamento (Pad / Chap) (controllare l’attacco).
Terzo Livello (Emergenza): Blocco duro (Bang) (distruggere l’attacco).
PARTE 3: L’ARSENALE DELLE NOVE ARMI (NAWA AWUT) – IL FLUSSO THASAO
Il Muay Thasao utilizza le Nawa Awut (Nove Armi: 2 Pugni, 2 Calci, 2 Ginocchia, 2 Gomiti, 1 Testa). La sua interpretazione di queste armi è unica, focalizzata sulla velocità, sul volume e sull’applicazione angolare.
1. Mahd (หมัด) – I Pugni (Le Mani come Lame)
Nel contesto Kard Chuek, il pugno è un’arma perforante e tagliente. La guardia fluida del Thasao permette di lanciare pugni da angoli insoliti.
Mahd Trong (หมัดตรง) – Pugno Diretto:
Contesto Kard Chuek: Spesso lanciato con le nocche verticali (come nel Jeet Kune Do o nel Karate tradizionale) per concentrare l’impatto e tagliare.
Applicazione Thasao: È il colpo “apripista”. Viene usato in rapida successione (doppio, triplo jab) per testare le difese, accecare l’avversario e preparare il Yang Sam Khum. È un colpo veloce, a “frusta”, non un colpo di potenza.
Mahd Wiang (หมัดเหวี่ยง) – Pugno Oscillante/Gancio:
Contesto Kard Chuek: L’avambraccio fasciato di corda è duro come un bastone. Il Mahd Wiang spesso colpisce con l’avambraccio o con il dorso della mano (Mahd Klab), con l’intenzione di tagliare.
Applicazione Thasao: Questo colpo è combinato con il Yang Sam Khum. Il praticante fa un passo diagonale all’esterno della guardia nemica e lancia il Mahd Wiang sull’angolo cieco (tempia, orecchio, mascella). È un colpo che arriva “da dietro l’angolo”.
Mahd Soi (หมัดเสย) – Pugno Montante (Uppercut):
Applicazione Thasao: Un’arma letale a distanza ravvicinata e nel clinch dinamico. Mentre si “intrappola” (Chap) la testa dell’avversario, si lancia un Mahd Soi corto e violento.
Mahd Kradod (หมัดกระโดด) – Pugno Saltato:
Un pugno (spesso un diretto) lanciato saltando. È una tecnica Chalat, usata per sorprendere l’avversario, coprire rapidamente la distanza o colpire sopra la sua guardia. Si adatta perfettamente alla natura agile e acrobatica dello stile.
La Filosofia del Luk Son (Attacco a Catena): I pugni del Thasao sono raramente singoli. Sono lanciati in “catene” (Luk Son), spesso alternando i lati: sinistra-destra-sinistra-destra, o destra-destra-sinistra. Questo deriva dalla mentalità del Daab Song Mue (Doppia Spada): entrambe le mani sono armi primarie e attaccano in un flusso continuo per sopraffare le difese.
2. Tae (เตะ) – I Calci (Le Fruste del Nord)
I calci del Thasao sono la sua arma a lungo raggio più importante. Sono noti per la loro velocità e il loro ritmo, piuttosto che per la potenza devastante di un singolo colpo (come nel Korat).
Tae-Kae (เตะแก้) / Tae-Wiang (เตะเหวี่ยง) – Il Calcio “Zappante” o Correttivo:
Meccanica: Questa è una tecnica chiave del Thasao e del Muay Lanna. A differenza del calcio circolare sportivo (Tae Tad), che ruota su tutto il bacino, il Tae-Wiang è una “frustata” veloce. C’è meno rotazione dell’anca, il colpo è più “tagliente” e la gamba viene recuperata immediatamente.
Applicazione Thasao: È l’arma perfetta per il Lai Lueai (flusso). Un praticante di Thasao può lanciare un doppio o triplo Tae-Wiang basso (alla coscia o al polpaccio) in rapida successione.
Obiettivo Tattico: Non è il KO. L’obiettivo è:
Distruggere le Fondamenta: “Zappare” (Tae-Kha) le gambe dell’avversario, infliggendo dolore cumulativo.
Rompere il Ritmo: Interrompere l’avanzata dell’avversario.
Creare un’Apertura: Costringere l’avversario a preoccuparsi delle sue gambe, facendogli abbassare la guardia e aprendo la testa.
Tae Chiang (เตะเฉียง) – Calcio Diagonale (Ascendente):
Il classico calcio circolare, che colpisce diagonalmente verso l’alto (alle costole, al braccio, al collo). Nel Thasao, questo è spesso il “colpo di grazia” preparato dalla raffica di Tae-Wiang bassi.
Teep (ถีบ) – Calcio Frontale (Push Kick):
Applicazione Thasao: È il “jab” delle gambe. È usato con la filosofia Chalat. Non è (solo) un calcio di potenza per spingere via l’avversario, ma un colpo veloce e fastidioso usato per:
Misurare la Distanza (Raya): Toccare l’avversario per sapere dov’è.
Disturbare: Un Teep allo stomaco o al viso rompe la concentrazione.
Preparare (Lork): Un Teep finto (Teep Lork) può mascherare un calcio circolare alto o un pugno saltato.
Kradod Tae (กระโดดเตะ) – Calcio Saltato:
L’agilità del Thasao lo rende uno stile ideale per i calci saltati. Questi non sono (solo) per lo spettacolo, ma sono attacchi Chalat progettati per colpire da un’angolazione e con un tempismo imprevedibili.
3. Kao (เข่า) – Le Ginocchia (Gli Arieti Nascosti)
Le ginocchia del Thasao non sono usate solo nel clinch statico, ma come armi da impatto in transizione.
Kao Trong (เข่าตรง) – Ginocchio Diretto:
Il ginocchio base, che colpisce dritto allo stomaco o al plesso solare.
Kao Chiang (เข่าเฉียง) – Ginocchio Diagonale:
Colpisce le costole fluttuanti. Nel Thasao, questo è spesso lanciato mentre si esegue un Yang (passo) per entrare nell’angolo cieco dell’avversario.
Kao Loi (เข่าลอย) – Ginocchio Saltato:
Una tecnica preferita dagli stili agili. Il praticante corre o salta verso l’avversario, colpendo con un ginocchio volante. È un attacco Chalat per coprire la distanza rapidamente e con potenza esplosiva. Phraya Phichai stesso era famoso per la sua abilità nell’usare questa tecnica per rompere le linee nemiche.
Applicazione Thasao: Il Lai Lueai (flusso) si applica qui. Un flusso Thasao potrebbe essere: raffica di pugni per far alzare la guardia -> Chap (afferrare) la nuca -> Kao Trong -> spingere via (Plak) e finire con un Tae-Wiang. È tutto collegato.
4. Sok (ศอก) – I Gomiti (Le Lame Corte)
Nel Kard Chuek, i gomiti sono le armi più temute. Sono le “lame” del combattente a mani nude, progettate per tagliare e provocare sanguinamenti che accecano, o per colpire punti vitali con potenza devastante. Il Thasao, con il suo Yang Sam Khum, è un sistema di consegna perfetto per i gomiti.
Sok Ti (ศอกตี) – Gomito Orizzontale:
Il gomito “tagliente” standard. L’applicazione Thasao è entrare con un angolo. Invece di scambiare gomiti frontalmente, il praticante usa un Yang per arrivare sul fianco dell’avversario e lanciare il Sok Ti alla tempia o sopra l’occhio.
Sok Ngad (ศอกงัด) – Gomito Ascendente (Uppercut):
Un colpo devastante al mento o al plesso solare, usato a distanza ravvicinata.
Sok Phung (ศอกพุ่ง) – Gomito a Lancia:
Un colpo diretto, quasi come un pugno, usato per colpire il volto o la gola.
Sok Klab (ศอกกลับ) – Gomito Rotante:
Una tecnica Chalat per eccellenza. Può essere usato come contrattacco. Esempio: l’avversario schiva un pugno, il praticante di Thasao, invece di ritrarre il braccio, continua il movimento rotatorio (Lai Lueai) e colpisce con il gomito rotante.
Kradod Sok (กระโดดศอก) – Gomito Saltato:
L’apice dell’aggressività agile. Il praticante salta, spesso colpendo dall’alto verso il basso sulla testa dell’avversario (Sok Sab).
5. Srisa (ศีรษะ) – La Testa (La Nona Arma)
Nel Muay Boran da campo di battaglia, la testa è un’arma. Il Muay Thasao, essendo un’arte da combattimento totale, la include nel suo arsenale, principalmente nel contesto del Muay Pam (clinch).
Hua Pad (หัวผัด) – Testata:
Usata nel clinch, non (solo) per stordire l’avversario, ma tatticamente. Una testata veloce al viso o al petto può rompere la postura dell’avversario, creare spazio per un gomito o preparare una proiezione (Thum).
PARTE 4: L’ARTE DELLA DISTANZA RAVVICINATA – CLINCH DINAMICO E PROIEZIONI
Questa è un’altra area in cui il Muay Thasao differisce radicalmente dallo sport moderno. Il Muay Pam (o Plum) del Thasao non è una gara statica di forza per il controllo del collo (Chap-Ko). È una fase transitoria e dinamica, governata dal Lai Lueai (flusso) e dal Chalat (intelligenza).
L’obiettivo non è “vincere il clinch”. L’obiettivo è passare attraverso il clinch per colpire, spezzare o proiettare.
1. Il Clinch Dinamico Il praticante di Thasao usa la sua agilità all’interno del clinch.
Movimento Costante: Invece di piantare i piedi, il praticante di Thasao continua a muoversi, usando micro-passi angolari (un “mini” Yang Sam Khum) per sbilanciare costantemente l’avversario (Lak).
Controllo delle Braccia (Chap-Khaen): Oltre al collo, il Thasao si concentra sul controllo delle braccia, usando le tecniche di Chap (trapping). Controllare un braccio neutralizza metà dell’offensiva nemica e apre la strada a colpi e leve.
Transizione Immediata: Il clinch viene usato per creare un’apertura. Si tira l’avversario (Kratuk) per colpirlo con un ginocchio e poi lo si spinge via (Plak) per colpirlo con un calcio. È un flusso “dentro-fuori”.
2. Thum (ทุ่ม) – Le Tecniche di Proiezione Le proiezioni del Boran sono progettate per il campo di battaglia, non per un tappetino. L’obiettivo è far atterrare l’avversario violentemente (sulla testa o sulla schiena) per finire il combattimento.
Proiezioni Basate sulla Leva (Chalat): Il Thasao evita le proiezioni basate sulla forza bruta (come sollevare l’avversario). Preferisce usare la leva, il tempismo e lo slancio dell’avversario.
Esempi di Tecniche Thum:
Spazzate Interne/Esterne (Tae Pad): Si usa il Tae-Wiang (calcio zappante) non per colpire, ma per agganciare la caviglia dell’avversario mentre lo si sbilancia con le braccia.
Proiezioni di Sacrificio: L’agilità del Thasao permette proiezioni in cui il praticante usa il proprio peso corporeo per trascinare l’avversario a terra.
“Hak Kor Erawan” (Spezzare il Collo dell’Elefante): Sebbene sia una tecnica di “rottura”, la sua applicazione è una proiezione. Si controlla la testa dell’avversario, si fa un passo (Yang) di lato e si usa la leva per proiettarlo a testa in giù, con l’intenzione di spezzargli il collo all’impatto.
PARTE 5: LE TECNICHE PROIBITE (MAI BORAN) – L’ANIMA LETALE DELL’ARTE
Il Muay Thasao è un’arte di guerra. Il suo vero arsenale include tecniche bandite da qualsiasi sport perché progettate per un solo scopo: la neutralizzazione totale e permanente. Queste tecniche sono l’apice del Chalat (intelligenza), in quanto mirano ai punti più deboli del corpo umano.
1. Hak (หัก) – Le Leve e le Rotture Articolari Queste tecniche sono la risposta del Thasao alla lotta. Vengono applicate in modo fulmineo, spesso in transizione da un Chap (trapping).
Hak Khaen (หักแขน) – Rottura del Braccio: Dopo aver intrappolato un pugno dell’avversario, il praticante di Thasao usa il Yang Sam Khum per angolarsi e applicare una leva iperestendendo il gomito o la spalla.
Hak Kha (หักขา) – Rottura della Gamba: Se l’avversario calcia, il praticante di Thasao può “catturare” la gamba (Chap-Kha) e applicare una leva distruttiva al ginocchio o alla caviglia.
Hak Kor (หักคอ) – Rottura del Collo: Tecniche di torsione del collo nel clinch, come la già citata Hak Kor Erawan, progettate per essere fatali.
2. Jut Sa-on (จุดสะอื้น) / Jut Tai (จุดตาย) – Attacchi ai Punti Vitali La velocità e la precisione del Thasao lo rendono ideale per colpire i punti deboli, piuttosto che le masse muscolari.
Taa (ตา) – Occhi: I colpi diretti alle orbite (Mahd Trong) o le dita (Niw) erano comuni nel Kard Chuek.
Kor (คอ) – Gola: Colpi di pugno, di gomito (Sok Phung) o con la punta delle dita (Kradook Niw) mirati alla gola.
Khad (ขาหนีบ) – Inguine: I calci bassi (Tae-Wiang) o i calci frontali (Teep) mirati all’inguine erano una tattica standard.
Kho Tor (ข้อต่อ) – Articolazioni: I calci “zappanti” del Thasao non miravano solo ai muscoli della coscia, ma spesso alla lato del ginocchio, per distruggere l’articolazione.
PARTE 6: L’INTEGRAZIONE CON LE ARMI – LA MENTE DEL DAAB SONG MUE
Non si possono capire le tecniche del Muay Thasao senza capire la sua “gemella armata”: il Daab Song Mue (ดาบสองมือ), il combattimento con due spade. La leggenda vuole che Phraya Phichai fosse un maestro di questa disciplina, e non è un caso. Il Muay Thasao è la versione a mani nude del combattimento con due spade.
Il Flusso (Lai Lueai) ha Origine Qui: Il combattimento con due spade è definito da un flusso offensivo e difensivo ininterrotto. Non c’è pausa. Mentre una spada attacca, l’altra sta parando o preparando il colpo successivo. Questo è il Lai Lueai.
Le Mani come “Due Spade”: Nel Muay Thasao, le mani non sono “jab” e “destro”. Sono entrambe armi primarie.
La Mano/Spada Anteriore: È l’arma del Chap e del Pad. Serve a controllare, deviare, intrappolare e infastidire (“legare” l’arma nemica).
La Mano/Spada Posteriore: È l’arma del “colpo di grazia”, che colpisce una volta che la mano anteriore ha creato l’apertura.
Il Gioco di Gambe è Identico: Il Yang Sam Khum non è nato per il Muay; è nato per il combattimento armato. È il gioco di gambe che permette a uno spadaccino di creare angoli di attacco letali e di evadere i colpi.
L’Attacco a Catena (Luk Son): Le raffiche di pugni del Thasao (sinistra-destra-sinistra-destra) sono un’imitazione diretta del ritmo “rullante” di due spade che colpiscono in rapida successione.
Questo significa che l’arsenale del Thasao è intrinsecamente “ambidestro”. L’obiettivo non è caricare un singolo colpo potente, ma sopraffare l’avversario con un volume doppio di attacchi coordinati, proprio come farebbe un maestro di Daab Song Mue.
CONCLUSIONE: LA SINTESI DELLE TECNICHE THASAO
Le tecniche del Muay Thasao costituiscono un sistema di combattimento olistico, intelligente e incredibilmente fluido.
È un’arte dove la difesa primaria è l’evasione angolare (Yang Sam Khum).
È un’arte dove la difesa secondaria è il controllo attivo (Chap e Pad), non l’assorbimento passivo.
È un’arte dove l’attacco è un flusso incessante (Lai Lueai) di colpi veloci e a catena (Luk Son), che combina “frustate” a lungo raggio (Tae-Wiang) con lame corte (Sok) e attacchi a sorpresa (Kradod).
È un’arte dove il clinch è una transizione dinamica per sbilanciare (Lak), proiettare (Thum) o spezzare (Hak).
Infine, è l’applicazione a mani nude della filosofia della doppia spada, dove l’intelligenza (Chalat), la velocità e la capacità di sopraffare il nemico con un volume di attacchi da angolazioni multiple regnano supreme. Non è un’arte di forza bruta, ma un’arte di genio tattico.
FORME
La domanda su quali siano le “forme” o l’equivalente dei “Kata” giapponesi nel Muay Thasao (มวยท่าเสา) apre uno dei capitoli più affascinanti e fraintesi delle arti marziali siamesi. L’osservatore esterno, abituato alla struttura delle arti marziali giapponesi (come il Karate) o cinesi (il Kung Fu), cerca istintivamente una serie di movimenti codificati, preordinati ed eseguiti in solitaria: il Kata, la Forma, il Taolu.
Nel Muay Boran, e in particolare nel Muay Thasao, questo concetto di “forma solista” è quasi del tutto assente, o meglio, è sublimato in qualcosa di culturalmente e filosoficamente diverso.
Per un Kru (Maestro) di Tha Sao, l’idea di praticare per ore una sequenza di combattimento contro un nemico immaginario sarebbe potuta sembrare inefficiente. L’arte del Nord è pragmatica, forgiata sul campo di battaglia e nei duelli Kard Chuek (con le corde). La sua filosofia non è la perfezione della forma, ma l’efficacia nell’adattabilità. Il nemico non è mai immaginario; è il compagno di allenamento che ti sta di fronte, o è il nemico spirituale che devi placare prima del combattimento.
Pertanto, non esiste un singolo “Kata” nel Muay Thasao. Esiste, invece, un sistema complesso e olistico di pratiche rituali, mnemononiche e applicative che, insieme, raggiungono tutti gli obiettivi del Kata giapponese (preservazione delle tecniche, sviluppo della biomeccanica, condizionamento, meditazione in movimento) e molto di più, ma attraverso un approccio che riflette l’anima Chalat (intelligente) e Lai Lueai (fluida) di quest’arte.
Questo sistema, l’equivalente siamese del Kata, è composto da tre pilastri fondamentali:
Il Wai Kru Ram Muay: La forma rituale, spirituale e solista. È la “poesia” dell’arte.
Le Mae Mai e Luk Mai: Le forme mnemoniche, il dizionario tecnico. Sono le “parole” dell’arte, praticate a coppie.
Il Chern Muay (o Lien Duan): Le forme applicative, le sequenze di combattimento. Sono la “prosa” dell’arte, il flusso dinamico.
Analizzare queste componenti significa capire non solo come un guerriero di Tha Sao si allenava, ma perché combatteva in quel modo.
PARTE 1: IL CONTESTO CULTURALE – PERCHÉ IL “KATA” SIAMESE È DIVERSO
Prima di dissezionare le forme del Thasao, è imperativo capire il contesto culturale che le ha generate, così diverso da quello giapponese che ha prodotto il Kata.
La Tradizione Orale (Mukhapatha) contro la Codifica Scritta
Le arti marziali giapponesi, specialmente dopo la restaurazione Meiji, hanno subito un processo di standardizzazione e codifica. I Kata sono diventati il veicolo per preservare e trasmettere un curriculum unificato.
Il Muay Boran, al contrario, è rimasto fino a tempi recentissimi un’arte della tradizione orale (Mukhapatha). La conoscenza (Wicha) non era scritta in manuali pubblici, ma custodita gelosamente dal Kru (Maestro) e tramandata solo ai Looksit (allievi) più fidati.
Segretezza: Le tecniche più letali erano segrete. Codificarle in una “forma” solista, praticabile da chiunque, sarebbe stato come pubblicare i propri segreti militari.
Il “Kata” era il Maestro: La conoscenza non era in una forma, era nel Kru. L’allievo imparava “assorbendo” dal maestro, imitandolo, vivendo con lui.
Il Katha (Incantesimo): Spesso, la “forma” era un Katha (un mantra o incantesimo) che l’allievo doveva memorizzare. Il Katha fungeva da dispositivo mnemonico: ogni parola o frase corrispondeva a un principio di movimento o a una tecnica.
Il Pragmatismo del Kard Chuek e del Campo di Battaglia
Il Kata giapponese, in molte scuole, si è evoluto in un’era di pace (il periodo Edo), diventando un “Do” (una Via), un percorso di auto-perfezionamento.
Il Muay Thasao è rimasto un’arte di guerra. È nato sulla frontiera di Uttaradit, in un’epoca di conflitto costante. Le sue “forme” dovevano avere un’applicazione immediata e letale in due contesti:
Il Duello (Kard Chuek): Un combattimento uno contro uno, senza regole, con le mani fasciate di corde.
La Battaglia (Suek): Una mischia caotica, contro nemici multipli e armati.
In questo contesto, la pratica solista contro un avversario immaginario era un lusso. L’allenamento doveva sviluppare attributi che la pratica solista non può fornire:
Tempismo (Changwa): L’abilità di colpire al momento esatto.
Distanza (Raya): La gestione dello spazio.
Riflessi (Patikiriya): La reazione istantanea a un attacco reale.
Ecco perché le “forme” centrali del Thasao (le Mae Mai) sono praticate a coppie. L’allievo impara la tecnica reagendo a uno stimolo reale del suo compagno.
L’Assenza di Standardizzazione e l’Anima Regionale
Non esisteva un “Muay Boran” unificato. Esistevano il Muay Thasao (Nord), il Muay Korat (Est), il Muay Chaiya (Sud) e il Muay Lopburi (Centro).
Ognuno di questi stili ha sviluppato un proprio “Kata equivalente”. Il “Kata” del Thasao, quindi, non poteva che essere un riflesso della sua filosofia:
Non poteva essere statico e potente (come quello del Korat).
Non poteva essere puramente difensivo e compatto (come quello del Chaiya).
Doveva essere fluido (Lai Lueai), agile e intelligente (Chalat).
Il sistema di forme del Thasao è progettato specificamente per insegnare il Yang Sam Khum (il gioco di gambe angolare) e l’attacco incessante, i tratti distintivi dello stile.
L’Influenza Primaria del Krabi Krabong
Infine, la curiosità più importante: nell’antico Siam, il Krabi Krabong (il combattimento armato) era l’arte primaria. Il Muay (combattimento a mani nude) era l’arte secondaria, da usare quando l’arma (spada, lancia) era persa o rotta (come nella leggenda di Phraya Phichai).
Questo significa che le vere forme soliste erano le forme con le armi. Un guerriero di Tha Sao praticava il Ram Daab (la danza della spada) o il Ram Krabong (la danza del bastone). Queste erano le sue “forme” soliste, che allenavano il gioco di gambe, l’equilibrio e la biomeccanica.
Poiché il gioco di gambe del Krabi Krabong e quello del Muay Thasao sono identici (entrambi usano il Yang Sam Khum), il guerriero allenava la sua “forma” a mani nude mentre praticava con la spada.
PARTE 2: IL PILASTRO SPIRITUALE – IL WAI KRU RAM MUAY (LA FORMA SOLISTA)
Se esiste un “Kata” solista nel Muay Thasao, è questo. Il Wai Kru Ram Muay (ไหว้ครูรำมวย) è la danza rituale che ogni Nak Muay (pugile) esegue prima di un combattimento, indossando il Mongkon (la fascia sacra sulla testa).
È un errore vederlo solo come un “riscaldamento” o una “tradizione”. È una forma complessa, una performance spirituale, psicologica e tecnica, ed è l’unico momento in cui il combattente esegue una lunga sequenza solista.
1. Il Significato (L’Anima della Forma)
Il nome stesso è la chiave.
Wai (ไหว้): È il tradizionale saluto thailandese, un gesto di profondo rispetto.
Kru (ครู): È il “Maestro”.
Ram (รำ): Significa “Danza”.
Muay (มวย): Significa “Boxe”.
Quindi, è la “Danza di Boxe per Rendere Omaggio al Maestro”. Ma “Kru” non significa solo l’insegnante vivente. È un concetto olistico:
Omaggio al Maestro Vivente: Il primo rispetto è per il Kru che ti ha addestrato e ti ha messo il Mongkon in testa.
Omaggio al Lignaggio: Il combattente onora l’intera catena di maestri che lo precedono, il “fantasma” di Kru Thiang che insegnò a Phraya Phichai.
Omaggio a Phraya Phichai: Per un praticante di Thasao, il Wai Kru è un omaggio diretto all’eroe del suo stile, Phraya Phichai Dap Hak.
Omaggio ai Genitori e alla Patria: È un omaggio a chi ti ha dato la vita e alla terra per cui combatti.
Omaggio agli Spiriti (Chao Thi): È un atto per placare gli spiriti guardiani del luogo (il ring, l’arena), chiedendo il permesso di combattere e protezione.
2. Le Funzioni Pragmatiche (Il Corpo della Forma)
Oltre alla spiritualità, il Wai Kru Ram Muay è una forma con scopi brutalmente pragmatici:
Riscaldamento Finale: È uno stretching dinamico perfetto. I movimenti lenti e fluidi allungano i muscoli, preparano le articolazioni (anche, ginocchia, spalle) e aumentano il flusso sanguigno.
Ricognizione del Terreno: Il combattente “sigilla” il ring, camminando e danzando in ogni angolo. Non è solo simbolico. Sta testando il terreno. È scivoloso? Ci sono assi molli? Il terreno è stabile? Questa è un’informazione tattica vitale che un Kata solista in un dojo non può dare.
Guerra Psicologica: Un Ram Muay eseguito con fiducia, grazia e potenza è un messaggio per l’avversario. Dice: “Guarda la mia abilità, il mio equilibrio, la mia calma. Appartengo a una scuola (Samnak) potente e sono protetto dagli spiriti. Sei sicuro di volerti battere con me?”.
Concentrazione e Meditazione: È una meditazione in movimento. I movimenti lenti e rituali calmano la mente, focalizzano l’attenzione e trasformano l’adrenalina e la paura (Glua) in coraggio (Jai Su) e concentrazione (Samadhi).
3. Il Wai Kru Ram Muay Specifico del Muay Thasao (La Forma dell’Agilità)
Qui è dove la “forma” diventa specifica del Thasao. Il Wai Kru non è uguale per tutti. È il “marchio di fabbrica” della scuola. Un esperto può riconoscere da dove proviene un combattente solo guardando il suo Ram Muay.
Come è la “forma solista” del Muay Thasao? È un riflesso della sua filosofia:
Mimesi del Daab Song Mue (Doppia Spada): Essendo lo stile di Phraya Phichai, il Ram Muay di Thasao è unico. I movimenti delle mani non sono solo “pugni”. Spesso mimano l’atto di brandire due spade. Si vedranno movimenti di “taglio” fluidi, rotazioni dei polsi, e una coordinazione ambidestra che non si trova in altri stili. È un Ram Daab (danza della spada) eseguito a mani nude.
Mimesi della “Spada Spezzata” (Dap Hak): L’apice della forma. Molti Kru di Uttaradit includono nella loro coreografia un momento drammatico che racconta la leggenda. Il combattente può mimare un attacco potente, “rompere” simbolicamente la sua arma (la mano destra, per esempio) e poi continuare la danza con rinnovata ferocia, usando l’altra mano (la spada intera) e la mano “rotta” (il pugnale) in modo diverso. È un’affermazione filosofica: “Io mi adatto. Non posso essere spezzato”.
Enfasi sul Yang Sam Khum (Gioco di Gambe): Il Ram Muay del Thasao è notevolmente agile. Mentre un Ram Muay di stile Korat può essere “piantato”, con movimenti potenti che scuotono il ring, quello del Thasao è leggero (Bao). La forma includerà molti passi laterali, movimenti triangolari, cambi di direzione improvvisi e un equilibrio impeccabile. Il combattente “danza” sul Yang Sam Khum.
Mimesi Animale: L’Uccello o il Gallo (Garuda / Gai): Data la sua agilità, il Ram Muay del Thasao spesso imita animali agili. Può incorporare la forma del Garuda (l’uccello mitico) che spiega le ali (un movimento di gomito) o quella del gallo da combattimento (Gai Chon), che saltella, becca e colpisce con gli speroni (mimesi dei calci e delle ginocchia).
4. Il Wai Kru come “Kata Nascosto” (Steganografia Marziale)
Questa è la parte più esoterica. I movimenti della danza non sono solo simbolici. Sono un Kata codificato.
Le Mae Mai Nascoste: Un movimento che sembra “pulire il terreno” o “lanciare semi” è in realtà un Tae Pad (una spazzata bassa). Un movimento che “si trucca il viso” (Paeng Phad Naa) è in realtà una deviazione (Pad) e un colpo di gomito (Sok). Un inchino (Khom) è un’evasione da un calcio alto.
Solo per Iniziati: L’avversario e il pubblico vedono una danza. Ma il Kru dell’allievo, e qualsiasi altro maestro esperto, può “leggere” la danza e vedere il vocabolario tecnico del combattente. È una forma di steganografia marziale, che nasconde le tecniche segrete (Luk Mai) in piena vista.
Il Wai Kru Ram Muay, quindi, è il vero “Kata solista” del Muay Thasao: una forma che è allo stesso tempo preghiera, riscaldamento, dichiarazione psicologica, ricognizione e un dizionario codificato di tecniche, il tutto eseguito con l’agilità e la fluidità che caratterizzano lo stile della “Spada Spezzata”.
PARTE 3: IL PILASTRO TECNICO – MAE MAI E LUK MAI (LE FORME MNEMONICHE A COPPIE)
Questo è il cuore del curriculum tecnico, il “Kata” inteso come “dizionario delle tecniche fondamentali”. Ma, ancora una volta, l’approccio è radicalmente diverso da quello giapponese.
Le Mae Mai (แม่ไม้ – Tecniche Madri) e le Luk Mai (ลูกไม้ – Tecniche Figlie) non sono sequenze soliste. Sono “couplet” mnemonici a due persone: attacco-risposta.
Mae Mai (Tecniche Madri): Sono le 15 (o più, a seconda della scuola) tecniche fondamentali e universali del Muay Boran. Rappresentano i principi di base della difesa e del contrattacco. Sono la “grammatica” dell’arte.
Luk Mai (Tecniche Figlie): Sono le variazioni più complesse, le applicazioni “intelligenti” (Chalat) delle Mae Mai. Sono le “poesie” o il “gergo” avanzato.
Il Muay Thasao condivide queste Mae Mai con gli altri stili Boran, ma è la sua interpretazione ed esecuzione di queste forme a essere unica.
Metodologia di Pratica: Il “Kata” che Reagisce
Il Kru insegna la Mae Mai in questo modo:
Attacco (Ron): Un allievo (attaccante) esegue un attacco codificato (es. un pugno dritto).
Difesa e Contro (Kae): L’altro allievo (difensore) esegue la Mae Mai codificata, che è sempre una difesa e un contrattacco simultanei o in rapida successione.
Ripetizione: La forma viene ripetuta decine, centinaia di volte, prima lentamente (Chaa), poi velocemente (Reo).
Questo metodo è superiore al Kata solista per lo sviluppo degli attributi di combattimento (tempismo, distanza, riflessi), ed è per questo che è stato preferito dai maestri siamesi.
L’Interpretazione del Muay Thasao: Le Mae Mai attraverso l’Agilità
Il punto cruciale è questo: come un praticante di Thasao esegue le Mae Mai? Non come un praticante di Korat.
Korat (Potenza): Bloccherebbe l’attacco “forza contro forza” e contrattaccherebbe con potenza.
Chaiya (Difesa): Si compatterebbe, assorbirebbe l’impatto su uno scudo di gomiti e ginocchia, e contrattaccherebbe da vicino.
Thasao (Agilità): Eviterebbe l’impatto. L’esecuzione Thasao di quasi ogni Mae Mai integra il Yang Sam Khum (il passo angolare).
Analizziamo alcune Mae Mai fondamentali per vedere come si trasformano nella “forma” del Thasao:
Esempio di Forma Mae Mai 1: Salab Fan Pla (สลับฟันปลา – Incrociare i Denti di Pesce)
Descrizione Standard: Difesa da un pugno dritto. Il difensore devia il pugno verso l’esterno con l’avambraccio opposto (blocco “a croce”) e contrattacca con un pugno.
La “Forma” del Thasao: Il praticante di Thasao non blocca.
Attacco: L’avversario lancia un pugno destro.
Forma Thasao (Difesa/Contro): Il praticante esegue un Yang (passo) in avanti e a sinistra. Questo lo porta fuori dalla linea del pugno (evasione) e nell’angolo cieco dell’avversario. Mentre si muove, usa la mano sinistra per un Pad (deviazione leggera) o Chap (intrappolamento) del braccio dell’avversario, e simultaneamente colpisce con un Sok Ti (gomito orizzontale) destro alla tempia o alla mascella.
Risultato: La “forma” del Thasao è più veloce, più sicura (nessun impatto) e più letale, incarnando il Chalat (intelligenza) e il Yang Sam Khum.
Esempio di Forma Mae Mai 2: Paksa Waeg Rang (ปักษาแหวกรง – L’Uccello Apre il Nido)
Descrizione Standard: Difesa da un doppio pugno al viso. Il difensore porta entrambe le braccia in alto e in fuori, bloccando i pugni con gli avambracci (un blocco a “cuneo”), e contrattacca con un doppio calcio o ginocchio.
La “Forma” del Thasao: Ancora una volta, il Thasao evita il blocco forza-contro-forza.
Attacco: L’avversario lancia un doppio pugno.
Forma Thasao (Difesa/Contro): Il praticante non usa un cuneo. Si “abbassa” e si “restringe” (Yop), passando sotto i pugni con un passo angolare. Da questa posizione incredibilmente vicina e angolata, contrattacca con un doppio Mahd Soi (montante) ai fianchi o un Sok Ngad (gomito ascendente) al mento. È una forma basata sull’agilità e sul cambio di livello, non sulla forza.
Esempio di Forma Mae Mai 3: Inao Taeng Krit (อิเหนาแทงกริช – Il Principe Inao Pugnala con il Kris)
Descrizione Standard: Difesa da un pugno dritto. Il difensore devia il pugno verso l’interno e contrattacca con un gomito ascendente (Sok Ngad) al plesso solare o al mento.
La “Forma” del Thasao: L’esecuzione del Thasao è un capolavoro di flusso.
Attacco: Avversario lancia un pugno destro.
Forma Thasao (Difesa/Contro): Il praticante usa la mano anteriore sinistra per un Pad (deviazione) all’interno, aprendo la linea centrale dell’avversario. Senza pausa (Lai Lueai), il suo corpo ruota e il gomito destro (Sok Ngad) sale, colpendo il bersaglio.
L’Extra del Thasao: Ma la forma non finisce qui (questo è il Lai Lueai). Dopo che il gomito colpisce, il praticante continua il flusso. Afferra la testa (Chap-Ko), tira l’avversario in un Kao Loi (ginocchio saltato) e poi lo spinge via (Plak) per finire con un Tae-Wiang (calcio zappante). La Mae Mai non è una “tecnica”, è l’apertura per una “catena” (Luk Son).
Esempio di Forma Mae Mai 4: Jarakhe Fad Hang (จระเข้ฟาดหาง – Il Coccodrillo Colpisce con la Coda)
Descrizione Standard: Una tecnica offensiva. Un calcio rotante all’indietro (Tae Klab) alla testa o al corpo.
La “Forma” del Thasao: Nel Thasao, questa non è una tecnica di potenza, ma una tecnica Chalat (intelligente). È una forma di inganno.
Applicazione Thasao: Il praticante lancia un attacco (es. un pugno) e manca volutamente (Lork – finta), superando l’avversario. L’avversario, vedendo la schiena del praticante, crede di avere un’apertura e avanza. Questo è esattamente ciò che il praticante di Thasao voleva. Egli usa lo slancio rotatorio per lanciare il Jarakhe Fad Hang, colpendo l’avversario mentre avanza. È una “forma” che è in realtà una trappola tattica.
Le Luk Mai (Forme Figlie): Il “Kata” dell’Agilità
Le Luk Mai sono le tecniche “figlie”, e qui la filosofia del Thasao esplode. Queste forme sono più complesse, più acrobatiche e richiedono l’agilità e la velocità per cui lo stile è famoso.
Esempio di Forma Luk Mai: Kradod Sok (Gomito Saltato) o Hanuman Thawai Waen (Hanuman Offre l’Anello)
Descrizione: Si tratta di forme che implicano un attacco saltato. Il praticante può saltare per lanciare un gomito dall’alto sulla testa (Sok Sab) o per lanciare un pugno (Mahd Kradod).
Interpretazione Thasao: Queste non sono mosse disperate. Sono applicazioni calcolate del Yang Sam Khum in tre dimensioni. La forma insegna a usare una finta bassa (es. un Tae-Wiang finto) per far abbassare la guardia dell’avversario, e poi “esplodere” verticalmente per colpire la testa esposta. È l’agilità di Thasao usata come arma.
In sintesi, le Mae Mai e Luk Mai sono il “Kata” tecnico del Muay Thasao: un dizionario di forme a coppie, mnemoniche e reattive, che nel Thasao vengono interpretate non attraverso la forza, ma attraverso l’evasione angolare (Yang Sam Khum) e come punto di partenza per un flusso di attacco incessante (Lai Lueai).
PARTE 4: IL PILASTRO APPLICATIVO – CHERN MUAY E LIEN DUAN (LE FORME A FLUSSO CONTINUO)
Se il Wai Kru è la “poesia” solista e le Mae Mai sono il “vocabolario” a coppie, esiste un ultimo livello: la “prosa”. Questo è il Chern Muay (เชิงมวย) o Lien Duan (เลื่อนขั้น).
Questo è forse l’equivalente più vicino al Bunkai (applicazione del Kata) giapponese, ma con una differenza fondamentale: nel Muay Thasao, il Bunkai è la forma.
Definizione: Il Kata Dinamico
Il Chern Muay (letteralmente “Stile/Tecnica di Boxe”) è una sequenza pre-arrangiata di attacchi e difese, lunga e fluida, praticata a coppie.
Non è un singolo “couplet” come una Mae Mai. È una conversazione marziale.
Allievo A (Attaccante): Esegue una serie di 5-10 attacchi codificati (es. Pugno dx, Pugno sx, Calcio dx, Gomito sx…).
Allievo B (Difensore): Esegue una serie di 5-10 difese e contrattacchi codificati, usando le Mae Mai e Luk Mai in sequenza per “fluire” da un attacco all’altro.
Lo Scambio: Poi i ruoli si invertono.
La Pratica: Len Chern (Giocare in Stile)
Il metodo di allenamento del Chern Muay si chiama Len Chern (เล่นเชิง), che significa “Giocare con lo Stile” o “Giocare in Flusso”.
Fase 1 (Forma): La sequenza viene imparata lentamente (Chaa), come una danza. L’obiettivo è memorizzare la coreografia, perfezionare la biomeccanica e il Yang Sam Khum.
Fase 2 (Flusso): La velocità aumenta. L’obiettivo diventa il Lai Lueai. Non c’è pausa tra un movimento e l’altro. La “danza” diventa un flusso di combattimento fluido e aggraziato.
Fase 3 (Combattimento): La velocità è al massimo. I colpi hanno un leggero impatto. L’obiettivo è il tempismo e il riflesso.
Fase 4 (Caos – L’Adattabilità Thasao): Questa è la maestria. Il Kru ordina all’attaccante di cambiare la sequenza. Lancia un attacco inaspettato. Il difensore, che ha interiorizzato la forma, ora deve romperla e adattarsi (la filosofia della “Spada Spezzata”). Deve usare i principi della forma per affrontare una situazione caotica.
L’Applicazione Specifica del Muay Thasao
Il Chern Muay del Thasao è progettato specificamente per affinare le sue abilità uniche:
Il Yang Sam Khum sotto Pressione: L’intera sequenza del difensore è costruita sul Yang Sam Khum. Ad ogni attacco, il difensore non blocca e arretra; evade lateralmente, angola, colpisce e usa quell’angolo per evadere l’attacco successivo. È una forma che allena il “Passo dei Tre Angoli” in un contesto dinamico e stressante.
Il Flusso Lai Lueai: L’obiettivo del Len Chern di Thasao è la fluidità. La sequenza deve sembrare un unico movimento lungo e ininterrotto. Questo allena la transizione tra le tecniche, che è fondamentale per lo stile.
La Connessione con il Daab Song Mue: Ancora una volta, queste forme Chern Muay hanno un parallelo diretto nel Krabi Krabong. Esistono Lien Duan Daab (sequenze di spada a coppie) che hanno esattamente la stessa coreografia e lo stesso gioco di gambe. Il praticante di Thasao allena il suo Kata a mani nude e il suo Kata armato simultaneamente. Il suo corpo impara un unico sistema di movimento.
Conclusione: Il “Kata” del Thasao è un Sistema Vivente
Torniamo alla domanda iniziale: qual è l’equivalente del Kata giapponese?
La risposta è che il Muay Thasao, essendo un’arte pragmatica, fluida e basata sull’adattabilità, ha scomposto il concetto di “Kata” nelle sue funzioni essenziali e le ha assegnate a pratiche diverse e più dinamiche.
Il “Kata” del Muay Thasao non è una reliquia statica, ma un ecosistema vivente:
La sua Forma Spirituale e Solista è il Wai Kru Ram Muay. È il Kata dell’identità, della storia e della mente. È dove il guerriero mima il suo eroe, Phraya Phichai, e ne invoca lo spirito di adattabilità (Dap Hak).
La sua Forma Tecnica e Mnemonica è il sistema Mae Mai / Luk Mai. È il Kata del vocabolario, praticato a coppie per sviluppare riflessi, tempismo e distanza. È dove il Yang Sam Khum viene applicato per evadere e contrattaccare.
La sua Forma Applicativa e Fluida è il Chern Muay / Lien Duan. È il Kata della sintassi, la “conversazione” marziale che allena il Lai Lueai (flusso) e prepara il combattente al caos, costringendolo ad adattarsi.
Un praticante di Karate esegue un Kata. Un guerriero di Muay Thasao diventa la sua forma, onorando il suo maestro nel Wai Kru, affinando il suo vocabolario nelle Mae Mai e, infine, scatenando un flusso intelligente e inarrestabile nel Chern Muay – l’incarnazione ultima dell’arte della “Spada Spezzata”.
UNA TIPICA SEDUTA DI ALLENAMENTO
Descrivere una “tipica seduta di allenamento” di Muay Thasao (มวยท่าเสา) è un’impresa che richiede un viaggio nel tempo. Non esiste un’unica “sessione”, ma due realtà parallele: la ricostruzione storica di come si allenava un guerriero del XVIII secolo e la pratica moderna di chi cerca di preservare quest’arte nel XXI secolo.
A differenza di una moderna palestra di Muay Thai sportivo, dove l’obiettivo è la preparazione per un incontro sul ring con regole e round, una Samnak (scuola) tradizionale di Muay Thasao, sia essa storica o moderna, ha obiettivi diversi.
Storicamente: L’obiettivo era la sopravvivenza letale. L’allenamento era progettato per forgiare un guerriero Kard Chuek (con le corde) e un soldato, capace di combattere in una mischia caotica, contro nemici armati, fino alla morte.
Modernamente: L’obiettivo è la preservazione culturale e tecnica. L’allenamento è progettato per inculcare la filosofia unica dello stile (Chalat – intelligenza; Lai Lueai – flusso), padroneggiare la sua biomeccanica distintiva (Yang Sam Khum – passo angolare) e mantenere viva l’eredità di Phraya Phichai Dap Hak.
Questa analisi, puramente informativa, esplorerà entrambe le realtà.
PARTE 1: RICOSTRUZIONE STORICA – LA VITA NELLA SAMNAK (XVIII SECOLO)
Immaginiamo di essere il giovane Joi (il futuro Phraya Phichai) che si unisce alla scuola (Samnak) di Kru Thiang nel distretto di Tha Sao. L’allenamento non è un corso serale di due ore. È uno stile di vita totale, un apprendistato che dura dall’alba al tramonto, sette giorni su sette. Gli allievi (Looksit) vivono nel tempio (Wat) o nella casa del maestro, svolgendo faccende (raccogliere legna, pulire, preparare il cibo) in cambio della trasmissione del Wicha (la conoscenza).
La sessione di allenamento è un ciclo continuo, suddiviso in fasi.
Fase 1: Il Risveglio Spirituale e Fisico (L’Alba)
L’allenamento inizia prima dell’alba.
Preparazione Spirituale: La giornata non inizia con lo stretching, ma con la preghiera e il rituale. Gli allievi si uniscono al Kru per recitare i Katha (mantra) buddisti e animisti, invocando la protezione degli spiriti, il rispetto per il lignaggio dei maestri e lo spirito di Hanuman (per l’agilità) e della tigre (per il potere).
Riscaldamento (Endurance): Subito dopo, inizia il lavoro cardiovascolare. Questo significa correre. Non su un tapis roulant, ma a piedi nudi per miglia attraverso le risaie, su sentieri di montagna o lungo le rive del fiume Nan. Questo non è solo cardio; è condizionamento dei piedi e delle gambe al terreno irregolare. A volte, la corsa veniva eseguita portando pesi (come pietre o giare d’acqua) per aumentare la forza.
Riscaldamento Dinamico (Lop Ling): Tornati alla Samnak, il riscaldamento continua con l’imitazione degli animali (Lop Ling – movimenti della scimmia). Si tratta di esercizi acrobatici: salti, capriole, andature a “quadrupedia”, salti su ostacoli. Questo è cruciale per il Muay Thasao, poiché sviluppa l’agilità (Klong Kliaw), l’equilibrio e la capacità di muoversi in tre dimensioni, fondamentali per la filosofia elusiva dello stile.
Fase 2: Il Dolore – Il Condizionamento Estremo (Kaan Tad)
Questa è la fase che separa il Muay Boran da quasi ogni altra arte. L’obiettivo è trasformare il corpo in un’arma e in un’armatura. Questo processo è lento, metodico e incredibilmente doloroso.
Indurimento delle Tibie (Tad Khaen): La tibia (Khaen) è l’ascia del guerriero. Per renderla tale, l’allenamento iniziava colpendo oggetti morbidi e progrediva.
Tronchi di Banano (Ton Kluai): Questo è il primo passo. Il tronco di banano è morbido, fibroso e umido. Non serve a “indurire” l’osso, ma a condizionare la pelle e i nervi. La sua superficie cedevole insegna alla tibia a “tagliare” e a colpire senza rimbalzare. Gli allievi passavano ore a calciare, centinaia di volte, finché il tronco non era fatto a pezzi.
Progressione: Una volta che la pelle era dura e i nervi desensibilizzati, si passava a materiali più duri: fasci di rattan legati insieme, bambù e, infine, alberi duri come il teak.
Rotolamento (Kadit): Tra una sessione e l’altra, il Kru (o un allievo anziano) usava un bastone di legno duro (spesso intriso di erbe) per rotolare e premere con forza lungo la tibia dell’allievo. Questo processo, agonizzante, serviva a rompere le calcificazioni, stimolare il flusso sanguigno e accelerare la deposizione di nuovo tessuto osseo (Legge di Wolff).
Indurimento delle Mani e Avambracci (Kard Chuek): Il Thasao è un’arte Kard Chuek (corde). Le mani dovevano essere martelli.
Pugni: Gli allievi colpivano sacchi riempiti prima di bucce di riso, poi sabbia, e infine ghiaia fine. Eseguivano flessioni sulle nocche (Mahd), prima su terra battuta, poi su ghiaia e sassi.
Avambracci: Poiché i blocchi e le deviazioni (Pad) venivano fatti con l’avambraccio, questo veniva indurito facendolo rotolare con bastoni (come le tibie) e colpendolo ripetutamente contro i compagni (avambraccio contro avambraccio, in un crescendo di intensità).
Indurimento del Corpo (Tup): Per imparare a incassare i colpi, il corpo doveva essere condizionato. Gli allievi si colpivano a vicenda (addome, cosce) con pugni e calci leggeri, aumentando gradualmente la potenza. Il Kru usava anche bastoni di rattan per “battere” (Tup) i muscoli, desensibilizzando i nervi e insegnando al corpo ad assorbire l’impatto.
Condizionamento del Collo (Borihan Kor): Un collo forte è vitale per resistere ai colpi e al clinch. L’allenamento includeva esercizi di “ponte” (come nella lotta) ed esercizi di resistenza in cui un compagno spingeva la testa dell’allievo in varie direzioni.
Fase 3: Il Vocabolario – Addestramento Tecnico (Wicha Muay)
Questa è la fase più lunga della giornata. Qui il Kru trasmette il Wicha (la conoscenza) dello stile di Tha Sao.
Il Motore: Pratica del Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli)
Pratica Solista: Questa è la “forma solista” fondamentale. Il Kru tracciava dei triangoli sul terreno. Gli allievi dovevano passare ore a “camminare” (Yang) su questi schemi. Avanti, diagonale sinistra, diagonale destra, indietro. Lo facevano lentamente, per l’equilibrio, e poi velocemente, per l’agilità.
Shadowboxing (Lom Muay): L’allievo eseguiva poi la shadowboxing (combattimento con l’ombra), ma con un vincolo: non poteva muoversi avanti o indietro. Poteva muoversi solo usando il Yang Sam Khum. Questo imprimeva il movimento angolare nel suo DNA marziale.
Il Dizionario: Mae Mai e Luk Mai (Tecniche a Coppie)
Come descritto nel punto 8, questo è il “Kata a coppie”. La sessione si concentrava su una o due Mae Mai (Tecniche Madri) al giorno.
Metodo: L’allievo A (attaccante) lanciava l’attacco codificato (es. Mahd Trong – pugno dritto). L’allievo B (difensore) doveva eseguire la Mae Mai (es. Salab Fan Pla) con l’interpretazione Thasao: evasione angolare (Yang), deviazione (Pad), contrattacco (Sok).
La Correzione del Kru: Il Kru osservava, spesso tenendo un bastone di rattan. Se l’allievo era lento, se il suo angolo era sbagliato, se la sua guardia era bassa, riceveva un colpo secco sulle gambe o sulla schiena. L’apprendimento era immediato e indotto dal dolore.
Ripetizione: Questa “forma” veniva ripetuta centinaia di volte, fino a diventare un riflesso condizionato.
L’Applicazione: Chern Muay (Forme a Flusso)
Gli allievi più avanzati passavano al Chern Muay, le sequenze di combattimento pre-arrangiate.
Metodo: Praticavano queste lunghe “conversazioni” di attacco e difesa. L’obiettivo non era la potenza, ma il Lai Lueai (flusso). La sequenza doveva essere eseguita senza interruzioni. Questo allenava la transizione tra le tecniche, il vero segreto del Thasao. Si allenava la capacità di passare da un calcio a un pugno, a un gomito, a una leva (Hak) in un unico movimento fluido.
Fase 4: L’Integrazione – Muay Pam e Krabi Krabong
L’allenamento di Thasao era olistico. Le abilità a mani nude erano inseparabili da quelle armate.
Pratica del Krabi Krabong (Combattimento Armato):
Daab Song Mue (Doppia Spada): Essendo lo stile di Phraya Phichai, questa era una specialità. Gli allievi si allenavano per ore, prima con “forme” soliste (Ram Daab), che utilizzavano lo stesso identico gioco di gambe Yang Sam Khum del Muay.
Drills a Coppie: Poi passavano a Lien Duan Daab (sequenze a coppie) con spade di legno o rattan, allenando il flusso di attacco e parata a doppia spada che è l’anima del Thasao.
Pratica del Muay Pam (Il Clinch Letale):
Il “grappling” non era sportivo. Era addestrato sulla terra battuta e dura.
Obiettivo: L’allenamento si concentrava non sul controllo, ma sulla rottura e sulla proiezione.
Drills: Si praticavano le Hak (leve articolari) su braccia, polsi e collo. Si praticavano le Thum (proiezioni) con l’intenzione di far atterrare l’avversario sulla testa o sulla schiena, per finire il combattimento. L’agilità del Thasao veniva usata per creare angoli e leve, piuttosto che usare la forza bruta.
Fase 5: La Prova – Len Chern (Gioco di Stile/Sparring)
Lo sparring (Som) non era come lo intendiamo oggi. Era meno frequente e molto più serio. La pratica quotidiana più comune era il Len Chern (เล่นเชิง), o “Gioco di Stile”.
Sparring Controllato: Due allievi “giocavano”, usando l’intero arsenale Thasao (pugni, calci, gomiti, ginocchia, trapping) ma a velocità e potenza ridotte (es. 50-70%).
Obiettivo: L’obiettivo non era “vincere” o mettere KO il compagno, ma praticare il flusso. Era un’improvvisazione basata sulle Mae Mai e sul Yang Sam Khum. L’allievo che si fermava, che si “piantava” o che cercava di usare solo la forza bruta, veniva corretto dal Kru. L’obiettivo era essere intelligenti e fluidi.
Sparring Kard Chuek: In occasioni speciali, o per allievi molto avanzati, si poteva fare sparring con le corde. Questo era incredibilmente pericoloso e serviva come test finale.
Fase 6: La Chiusura (Il Tramonto)
La sessione di allenamento (che poteva durare 6-8 ore) si concludeva.
Defaticamento: Stretching e massaggi.
Medicina Tradizionale (Phaet Phaen Boran): Questa era una parte cruciale. Il Kru (o i suoi assistenti) ispezionava le ferite. Venivano applicati impacchi di erbe (Luk Pra Kob) caldi su lividi e gonfiori. Venivano somministrate pozioni toniche (Ya Tom) per il recupero. Il Kru era anche un guaritore.
Chiusura Spirituale: La giornata si chiudeva come era iniziata: con un Wai (saluto) di gratitudine al Kru, ai maestri passati e agli spiriti.
PARTE 2: LA SESSIONE MODERNA – IL REVIVAL NELLE SAMNAK DEL XXI SECOLO
Oggi, l’allenamento del Muay Thasao è praticato in due contesti: nelle Samnak di conservazione culturale a Uttaradit (spesso legate ai festival di Phraya Phichai) e in accademie internazionali (come l’IMBA – International Muay Boran Academy) che si dedicano allo studio scientifico degli stili regionali.
La sessione moderna deve adattare la brutalità storica a un contesto di sicurezza, tempo limitato (es. una classe di 2-3 ore) e obiettivi diversi (fitness, autodifesa, preservazione culturale).
Fase 1: Riscaldamento e Rituale (15-20 Minuti)
L’inizio è ancora fondamentale per stabilire il contesto.
Inizio Rituale: La lezione inizia con un Wai Kru collettivo. L’istruttore (Kru) guida gli allievi in un saluto formale, spesso di fronte a un altare con l’immagine di Phraya Phichai Dap Hak, Re Taksin e i grandi maestri del lignaggio. Questo stabilisce immediatamente un’atmosfera di rispetto e serietà, diversa da una normale lezione di fitness.
Riscaldamento Funzionale: Il riscaldamento è moderno e scientifico, ma mirato agli attributi del Thasao.
Cardio: Salto della corda (Kradod Chueak), un esercizio moderno eccellente per il footwork e l’endurance.
Agilità: Esercizi di Lop Ling (movimenti animali) e, più comunemente, l’uso di scalette di agilità e coni. Questi strumenti moderni sono perfetti per addestrare il Yang Sam Khum e la biomeccanica del passo angolare in modo strutturato.
Stretching Dinamico: Slanci delle gambe, rotazioni delle braccia, torsioni del busto.
Fase 2: Condizionamento Adattato (20-30 Minuti)
Il condizionamento rimane, ma la sicurezza è la priorità.
Tibie: Si usano i colpitori (Pao) e i sacchi pesanti (Krasob). Non si calciano più gli alberi. Il condizionamento osseo avviene attraverso l’impatto controllato e ripetuto sui sacchi. Può essere incluso un condizionamento a coppie, dove due partner si scambiano Tae (calci) leggeri e controllati sulle tibie, ma con paratibie o con un’intensità minima.
Mani: Allenamento ai sacchi e ai Pao. Per simulare il Kard Chuek, alcune scuole fanno praticare colpi su colpitori specifici (più duri) indossando solo le fasce, per far sentire all’allievo l’impatto delle nocche.
Corpo: Esercizi a coppie, come ricevere Teep (calci frontali) o pugni leggeri controllati sull’addome per abituare i muscoli.
Fase 3: Addestramento Tecnico (Il Cuore della Lezione) (60-90 Minuti)
Questa è la fase più importante, dove si insegna la “differenza” del Thasao.
Pratica del Yang Sam Khum (Il Motore): Questo riceve un’attenzione enorme, molto più che in una classe di Muay Thai sportivo.
Solo Drill (Shadowboxing): Il Kru guida la classe in una shadowboxing (Lom Muay) focalizzata. L’istruzione è: “Attaccate, ma dopo ogni attacco, eseguite un Yang (passo angolare). Non state mai fermi sulla linea”.
Partner Drill (Evasione): Allievo A attacca con combinazioni lineari semplici (es. jab-cross). Allievo B non può contrattaccare; può solo usare il Yang Sam Khum per evadere, angolare e muoversi.
Pad Work (Lavoro ai Pao): Questo è cruciale. Il Kru (o il partner) che tiene i Pao non sta fermo. Si muove, costringendo l’allievo a usare il Yang Sam Khum per “tagliare l’angolo” e trovare la posizione giusta per colpire. Il pad holder può anche “minacciare” l’allievo, costringendolo a evadere e rientrare.
Pratica delle Mae Mai / Luk Mai (Il Vocabolario):
La classe si mette in coppia. Il Kru annuncia la “forma” del giorno (es. Salab Fan Pla).
Metodo: Gli allievi praticano la sequenza attacco-difesa-contrattacco. L’enfasi del Kru è sull’interpretazione Thasao: “Non bloccare! Evadi con l’angolo. Entra con il gomito. Fluisci!”.
La pratica è lenta e metodica, concentrandosi sulla biomeccanica corretta, prima di aumentare la velocità.
Pratica del Chern Muay (Il Flusso):
Gli allievi più avanzati non praticano singole Mae Mai, ma le “forme a flusso” (Lien Duan).
A coppie, eseguono le lunghe sequenze pre-arrangiate. Questo è l’equivalente del Kata applicativo (Bunkai). Allena la memoria muscolare, il Lai Lueai (flusso) e la transizione tra le tecniche (es. da un Chap a un Hak a un Thum).
Pratica del Kard Chuek (Contestualizzazione):
In alcune sessioni, gli allievi possono indossare Kard Chuek moderni e sicuri (spesso imbottiti o in tessuto morbido) per praticare sui Pao o in drills leggeri.
Scopo: Questo non è per il combattimento, ma per l’apprendimento. Serve a capire come le tecniche cambiano: come un pugno diventa un “taglio”, come un blocco diventa una “deviazione” e come le tecniche di Chap (trapping) diventano più facili con la superficie ruvida delle corde.
Fase 4: Applicazione e Integrazione (30-45 Minuti)
Qui la lezione mette insieme i pezzi.
Len Chern (Gioco di Stile / Sparring Controllato):
Questo è lo “sparring” primario in una classe di Thasao. Non è combattimento duro.
Regole: Gli allievi indossano protezioni (guanti leggeri, paratibie). L’obiettivo è giocare a flusso continuo (Lai Lueai). La potenza è al 20-30%. L’obiettivo è non colpire duro, ma usare il vocabolario del Thasao: angoli, finte (Chalat), trapping e catene di colpi.
Il Kru supervisiona e interrompe chi usa troppa forza o chi “dimentica” il footwork e si pianta, trasformando la sessione in un banale sparring di kickboxing.
Integrazione Krabi Krabong (Il Gemello Armato):
Molte sessioni di Muay Boran/Thasao dedicano l’ultima parte all’addestramento armato, poiché i sistemi sono indivisibili.
Gli allievi prendono spade da allenamento (legno, rattan o plastica) e praticano i Lien Duan Daab (sequenze a coppie) o i Ram Daab (forme soliste).
L’obiettivo è rinforzare il Yang Sam Khum, dimostrando che il gioco di gambe che hanno usato per 90 minuti a mani nude è lo stesso che serve per la spada.
Drills di Muay Pam / Hak / Thum (Tecniche Proibite):
Le leve (Hak) e le proiezioni (Thum) vengono praticate con estrema cautela.
Metodo: Si allenano come nel Judo o nell’Aikido. Si pratica l’entrata e il controllo, ma la tecnica non viene finalizzata. L’allievo impara a riconoscere l’opportunità di una leva (Hak Khaen – rottura del braccio) dopo un Chap (trapping), ma si ferma prima di applicare la pressione. Si praticano le proiezioni su materassine.
Fase 5: Defaticamento e Chiusura Rituale (10 Minuti)
La sessione si conclude con un ritorno all’ordine.
Stretching Statico: Defaticamento per prevenire infortuni.
Revisione del Kru: Il maestro raduna gli allievi (spesso seduti in Seiza o a gambe incrociate) e discute la lezione. Sottolinea la filosofia, corregge errori comuni, racconta un aneddoto su Phraya Phichai per legare la tecnica alla storia.
Wai Kru Finale: La sessione si chiude come è iniziata: con un saluto formale e un ringraziamento collettivo al Kru e all’eredità che stanno preservando.
Conclusione: Allenare la Mente, non solo i Muscoli
Una tipica seduta di allenamento di Muay Thasao, sia essa la ricostruzione brutale del passato o la pratica accademica del presente, è fondamentalmente diversa da un allenamento sportivo.
L’allenamento storico era un processo alchemico per trasformare un contadino in un guerriero indomito, un processo che richiedeva sangue, dolore e dedizione totale.
L’allenamento moderno è una lezione di storia vivente, un esercizio di intelligenza motoria. L’enfasi è posta in modo schiacciante sull’apprendimento e l’applicazione dei principi unici dello stile: il Yang Sam Khum come motore dell’evasione, il Lai Lueai come principio dell’attacco incessante e il Chalat come fondamento di ogni azione. Non si allena solo per colpire, ma per pensare come un guerriero del Nord, per fluire come un fiume e per adattarsi come l’eroe che ha combattuto e vinto con una spada spezzata.
GLI STILI E LE SCUOLE
Parlare di “stili e scuole” in relazione al Muay Thasao (มวยท่าเสา) richiede un chiarimento fondamentale dei termini. Nel contesto delle arti marziali siamesi antiche, i concetti di “stile” e “scuola” sono profondamente diversi da quelli moderni o da quelli di altre culture, come il Ryu giapponese.
Il Muay Thasao non è un’arte marziale con diversi sotto-stili, come il Karate (che ha Shotokan, Goju-Ryu, Wado-Ryu, ecc.). Il Muay Thasao è esso stesso uno “stile” regionale (un Muay Phak), un ramo specifico del grande albero del Muay Boran (la Boxe Antica).
Le “scuole”, nel contesto antico, non erano franchising o palestre commerciali. Erano le Samnak (สำนัก): centri di apprendimento olistici, spesso legati a un tempio (Wat), a una guarnigione militare o alla casa di un singolo grande maestro (Kru). Una Samnak era un lignaggio, un luogo dove un Wicha (un corpo di conoscenza) veniva preservato e tramandato a pochi allievi scelti.
Pertanto, questo capitolo analizzerà gli “stili e le scuole” su tre livelli interconnessi:
Gli Stili Regionali (Muay Phak): Le grandi “super-scuole” del Muay Boran, di cui il Thasao è uno dei quattro pilastri. Analizzeremo queste scuole per definire il Thasao attraverso il confronto.
Le Scuole Antiche (Samnak): Il concetto storico di “scuola” in Siam, e come questo si applica all’eredità di Kru Thiang e Phraya Phichai.
Le Scuole Moderne (Organizzazioni): Le organizzazioni contemporanee, sia in Thailandia che nel mondo, che agiscono come “scuole” moderne dedicate alla conservazione, codifica e diffusione del Muay Thasao, identificando la loro “Casa Madre”.
PARTE 1: IL CONTESTO – IL MUAY BORAN COME MADRE DEGLI STILI
Per capire gli stili, dobbiamo prima capire il sistema che li ha generati. Il Muay Boran (มวยโบราณ) non è uno stile unico. È il termine ombrello che comprende tutte le arti di combattimento a mani nude del Siam prima della loro “sportivizzazione” e occidentalizzazione nel XX secolo.
L’errore più comune è pensare al Muay Boran come a un’unica arte omogenea. La verità è che il Siam, a causa della sua geografia variegata e della sua storia turbolenta, ha prodotto “scuole di pensiero” marziali distinte, o stili regionali (Muay Phak). Un guerriero del Sud, abituato a combattere su terreni instabili o sui ponti delle navi, sviluppò un’arte diversa da un soldato del Nord, abituato a schermaglie sulle montagne, o da un combattente dell’Altopiano di Korat, abituato a spazi aperti.
Queste differenze filosofiche e tattiche hanno dato origine a quattro stili principali, quattro grandi “scuole” nazionali. Il Muay Thasao è una di queste. Per capire appieno la sua identità, dobbiamo analizzarla in relazione alle sue “sorelle”.
PARTE 2: I QUATTRO PILASTRI – GLI STILI REGIONALI (MUAY PHAK)
L’identità di una scuola si definisce spesso per ciò che non è. Il Muay Thasao si definisce in opposizione e in relazione agli altri tre grandi stili.
1. Muay Thasao (มวยท่าเสา) – Lo Stile del Nord (Muay Phak Nuea)
Come ampiamente discusso nei capitoli precedenti, il Thasao è lo stile della provincia di Uttaradit, la frontiera settentrionale.
Filosofia Chiave: Chalat Kwa Kwam Keng (“L’Intelligenza sopra la Forza”).
Caratteristica Fisica: Lai Lueai (“Flusso Incessante”).
Tecnica Fondamentale: Yang Sam Khum (“Passo dei Tre Angoli”).
Il Muay Thasao è la scuola dell’aggressività agile. È uno stile proattivo, offensivo, che usa la velocità, il volume di attacchi a catena (Luk Son) e il gioco di gambe angolare per sopraffare l’avversario. Non cerca lo scontro di forza e non è un’arte puramente difensiva. È elusivo, intelligente e incessante. È l’incarnazione marziale della strategia di guerriglia e della filosofia del Daab Song Mue (Doppia Spada), l’arte preferita del suo eroe, Phraya Phichai.
2. Muay Korat (มวยโคราช) – Lo Stile dell’Est (Muay Phak Isaan)
Il Muay Korat è, per molti versi, l’antitesi filosofica del Muay Thasao. È la scuola della potenza pura e indomita.
Origine Geografica: Proviene dall’altopiano di Nakhon Ratchasima (Korat), nel cuore della regione Isaan (Nord-Est). Questa è una terra di pianure aperte, agricoltura e gente nota per la sua robustezza e tenacia.
Filosofia Chiave: “La Forza del Bufalo” (Kwam Keng Muean Kwai). La strategia del Korat non è eludere o ingannare; è avanzare, piantarsi e distruggere. È uno stile di “rottura”, progettato per terminare il combattimento con un singolo colpo devastante.
La Postura (Jod Muay): La postura del Korat è una delle più distintive. È molto ampia, stabile e frontale. Il peso è spesso caricato sulla gamba anteriore, non su quella posteriore. Questo “pianta” il combattente al suolo, permettendogli di generare un’enorme potenza rotazionale dal terreno. Questa stabilità, tuttavia, lo rende molto meno mobile del Thasao.
La Guardia: La guardia del Korat è tipicamente alta e stretta, con gli avambracci quasi paralleli di fronte al viso. Questa guardia, chiamata “Guardia del Guscio” (Krab), è progettata per “incassare” i colpi e avanzare attraverso di essi, come un carro armato.
Tecniche Distintive:
Mahd Wiang Kwai (หมัดเหวี่ยงควาย) – Il Pugno del Bufalo: Questa è la tecnica leggendaria del Korat. Non è un gancio corto. È un pugno oscillante (swing) a lungo raggio, lanciato con un’enorme rotazione dell’anca e del busto. L’intenzione è quella di trasferire l’intero peso corporeo nel colpo, spesso mirando alla mascella o alla tempia. La potenza è leggendaria, ma il movimento è ampio e richiede tempo per essere caricato.
Calci Potenti (Tae Nak): I calci del Korat non sono le “frustate” veloci (Tae-Wiang) del Thasao. Sono calci circolari pesanti (Tae Tad), lanciati con la piena rotazione dell’anca, progettati per rompere le braccia o le costole con un solo impatto.
Comparazione con il Thasao:
Forza vs. Velocità: Il Korat è Forza, il Thasao è Velocità.
Statico vs. Dinamico: Il Korat è Stabile e Statico, il Thasao è Mobile e Dinamico.
Lineare vs. Angolare: Il Korat avanza in linea retta. Il Thasao si muove su angoli (Yang Sam Khum).
La Battaglia: In un ipotetico scontro tra scuole, il praticante di Thasao non cercherebbe mai di bloccare un Mahd Wiang Kwai. Userebbe il suo Yang Sam Khum per evadere il colpo ampio, lasciando il combattente Korat sbilanciato, per poi rientrare sul suo fianco con una raffica di colpi veloci (Luk Son). È la classica battaglia tra il “Carro Armato” e lo “Sciame”.
3. Muay Chaiya (มวยไชยา) – Lo Stile del Sud (Muay Phak Tai)
Se il Thasao è l’attacco agile e il Korat è l’attacco potente, il Muay Chaiya è la scuola della difesa scientifica e del contrattacco letale.
Origine Geografica: Proviene dal distretto di Chaiya, nella provincia di Surat Thani, nel Sud della Thailandia. Questa è una regione costiera, un crocevia di commerci marittimi, pirateria e terreni instabili (spiagge, barche).
Filosofia Chiave: “L’Arte del Durian”. Il Durian è un frutto tropicale famoso per la sua buccia incredibilmente dura e spinosa, che protegge una polpa morbida. La filosofia del Chaiya è questa: creare una “guscio” difensivo impenetrabile e spinoso, che “rompe” l’attaccante. È un’arte Chalat (intelligente) come il Thasao, ma la sua intelligenza è reattiva e difensiva.
La Postura (Jod Muay): La postura del Chaiya è forse la più famosa. È molto bassa e compatta. Il peso è decisamente sulla gamba posteriore, con la gamba anteriore quasi sollevata, pronta a bloccare o calciare. Il busto è inclinato in avanti, presentando un bersaglio piccolo.
La Guardia: La guardia è bassa e stretta, con le mani che proteggono il centro del corpo (plesso solare) e i gomiti puntati in avanti come lance. Questa guardia protegge il centro e permette ai gomiti di scattare istantaneamente.
Tecniche Distintive:
Pong Pad Bid Perd (ป้อง ปัด บิด เปิด): Questo non è una tecnica, ma un sistema difensivo completo, la “forma” centrale del Chaiya. Significa:
Pong (Bloccare): Usare gli arti duri (tibie, gomiti, avambracci) per bloccare l’attacco.
Pad (Deviare): Deviare l’attacco fuori traiettoria.
Bid (Girare): Ruotare il corpo per dissipare la forza e angolarsi.
Perd (Aprire): Aprire l’avversario per il contrattacco.
Enfasi su Gomiti e Ginocchia (Sok/Kao): Il Chaiya è l’arte suprema delle armi corte. La sua postura bassa è progettata per lanciare gomiti e ginocchia devastanti da vicino. Usa una varietà infinita di gomiti (ascendenti, discendenti, rotanti) e ginocchia.
Luk Mai Complesse: Il Chaiya è famoso per le sue “Tecniche Figlie” (Luk Mai) incredibilmente complesse e ingegnose (es. Hak Kor Erawan – rompere il collo dell’elefante; Jarakhe Fad Hang – il coccodrillo colpisce con la coda).
Comparazione con il Thasao:
Difesa vs. Attacco: Il Chaiya è Difesa-Contrattacco. Il Thasao è Attacco-Evasione.
Reattivo vs. Proattivo: Il Chaiya aspetta l’errore e punisce. Il Thasao crea l’errore attraverso la pressione.
Compatto vs. Espansivo: Il Chaiya è una palla di spine compatta. Il Thasao è un flusso espansivo e fluido.
La Battaglia: Entrambi sono stili Chalat. Lo scontro sarebbe una partita a scacchi. Il Thasao cercherebbe di “zappare” (Tae-Wiang) le gambe del Chaiya da lontano per rompere la sua postura bassa. Il Chaiya cercherebbe di “intrappolare” il Thasao, annullando la sua agilità e portandolo nel suo mondo letale di gomiti corti.
4. Muay Lopburi (มวยลพบุรี) – Lo Stile del Centro (Muay Phak Klang)
Il Muay Lopburi è spesso considerato lo stile più antico e il più “intelligente” (Chalat), essendo lo stile della capitale storica, Ayutthaya, e della vicina Lopburi.
Origine Geografica: Il cuore del Siam, la pianura centrale. Questa era la sede della corte reale, il centro militare e intellettuale del regno.
Filosofia Chiave: Muay Chalat (Boxe Intelligente). È la scuola della precisione, del tempismo e dell’astuzia. Se il Thasao è “aggressività agile”, il Lopburi è “astuzia precisa”.
La Postura (Jod Muay): La postura del Lopburi è eretta, equilibrata e molto “standard”. È una postura da “manuale”, che permette di eseguire qualsiasi tecnica con la massima efficienza. È molto simile alla postura moderna del Muay Thai.
Tecniche Distintive:
Precisione sui Punti Vitali (Jut Sa-on): Essendo lo stile del Muay Luang (la boxe reale), i suoi maestri erano istruiti. Conoscevano l’anatomia. Il Lopburi non si concentra sul colpire “forte” (come il Korat), ma sul colpire nel punto giusto: tempie, gola, plesso solare, fegato.
Finte Magistrali (Lork): Il Lopburi è lo stile dell’inganno. Il suo arsenale è pieno di finte complesse per ingannare l’avversario e creare aperture.
Calci Diretti e Precisi (Teep): Il Lopburi è famoso per il suo Teep (calcio frontale) incredibilmente veloce, preciso e potente, usato come un “jab” per tenere a distanza l’avversario (Teep Jop Naa – calcio frontale al viso).
Movimenti “Intelligenti”: Include tecniche come il Mahd Apakut (un pugno a martello che colpisce dall’alto), progettato per sconfiggere la guardia avversaria in modo non convenzionale.
Comparazione con il Thasao:
Stili Fratelli: Questi sono i due stili più simili. Entrambi sono Chalat (intelligenti) e Reo (veloci).
Precisione vs. Volume: La differenza è sottile. Il Lopburi cerca il colpo perfetto e preciso, il timing esatto. È un fioretto. Il Thasao crede nel volume e nel flusso. È una raffica di colpi a doppia spada.
Gioco di Gambe: Il Lopburi ha un gioco di gambe eccellente, ma il Thasao ha codificato il Yang Sam Khum (passo angolare) come suo motore centrale in modo più esplicito, rendendolo più focalizzato sul movimento laterale e sull’attacco Lai Lueai (a flusso).
PARTE 3: LE SCUOLE ANTICHE – LA SAMNAK COME CASA MADRE STORICA
Il concetto di “scuola” nell’antico Siam era la Samnak (สำนัก). Questa era la “Casa Madre” originale, un’entità non commerciale dedicata alla trasmissione di un Wicha (conoscenza). Il Muay Thasao è l’eredità di queste Samnak del Nord.
Caratteristiche della Samnak
Una Samnak non era un “McDojo”. L’apprendistato era lungo, arduo e olistico.
Il Kru (Maestro): Il Kru era il cuore della Samnak. Era padre, insegnante, guaritore e leader spirituale. La sua parola era legge.
Il Looksit (Allievo): L’allievo (Looksit) non era un “cliente”. Spesso viveva con il Kru (Looksit Khee Nok), svolgendo lavori umili (pulire, cucinare, coltivare) in cambio dell’insegnamento. Questo costruiva un legame di lealtà incrollabile (visto in Phraya Phichai per Re Taksin e, per estensione, per il suo Kru).
Il Curriculum: L’insegnamento non era solo “Muay”. Era un pacchetto completo per un guerriero:
Muay Boran: La tecnica a mani nude (es. lo stile Thasao).
Krabi Krabong: La tecnica armata (spade, bastoni).
Saiyasat: La magia e la spiritualità (tatuaggi Sak Yant, amuleti, Katha).
Phaet Phaen Boran: La medicina tradizionale (per guarire le ferite).
Jariyatham: Il codice morale (lealtà, rispetto, coraggio).
Nessuna Standardizzazione: Ogni Samnak era unica. Il Kru insegnava la sua interpretazione personale dello stile regionale. C’erano probabilmente molte “scuole” di Muay Thasao a Uttaradit, ognuna con le sue tecniche segrete (Luk Mai), ma tutte condividevano la filosofia di base (agilità, flusso, angoli).
La Samnak Archetipica del Muay Thasao: La Scuola di Kru Thiang
Se dobbiamo identificare la “scuola antica” e la “Casa Madre” storica del Muay Thasao, non possiamo che guardare alla Samnak dove si è formato il suo più grande eroe.
La Scuola: Wat Ban Kaeng
La Samnak di Kru Thiang (ครูเที่ยง), situata presso il tempio (Wat) di Ban Kaeng nel distretto di Tha Sao, è la “scuola” per antonomasia del Muay Thasao.
Essendo una Samnak Wat (Scuola del Tempio), l’insegnamento di Kru Thiang era intriso di disciplina buddista, ma anche di pragmatismo militare.
Il Curriculum (Ricostruzione):
L’allenamento in questa scuola (come descritto nel Punto 9) era l’incarnazione della filosofia Thasao.
Enfasi sul Yang Sam Khum: Kru Thiang costringeva i suoi allievi (come il giovane Thong Di/Phraya Phichai) a praticare il gioco di gambe angolare fino a farlo diventare un riflesso.
Enfasi sul Daab Song Mue (Doppia Spada): La leggenda di Phraya Phichai ci dice che la sua Samnak era specializzata nell’arte della doppia spada, l’arte armata che più rispecchia il flusso (Lai Lueai) del Thasao a mani nude.
Enfasi sul Chalat: Kru Thiang non creava “picchiatori”. Creava strateghi. Insegnava l’inganno (Lork), il tempismo e l’adattabilità.
L’Eredità: Kru Thiang e la sua Samnak sono la “Casa Madre” spirituale del Muay Thasao. Ogni praticante moderno di quest’arte è, in spirito, un Looksit di questo lignaggio.
PARTE 4: L’INFLUENZA SULLE “SCUOLE” MODERNE DI MUAY THAI
Con la modernizzazione (anni ’20 e ’30), le Samnak tradizionali svanirono, sostituite dai Kaimuay (ค่ายมวย), i “campi” o “palestre” di Muay Thai sportivo.
Il Muay Thasao, come stile da campo di battaglia Kard Chuek, non poteva sopravvivere intatto. Le sue tecniche più letali (leve Hak, colpi ai punti vitali) e la sua filosofia (il Yang Sam Khum estremo) furono bandite o divennero inefficienti nel contesto di un ring, di round e di guantoni imbottiti.
Tuttavia, lo “spirito” del Thasao non è morto. È sopravvissuto, non come una “scuola” formale, ma come uno stile di combattimento all’interno del Muay Thai moderno.
Nel Muay Thai sportivo, i combattenti sono spesso classificati in base al loro stile preferito:
Muay Mat (มวยหมัด): Lo stile del “Pugile”. Si affida alla potenza dei pugni, spesso cercando il KO. È l’erede spirituale del Muay Korat. (Es. Coban, Samson Isaan).
Muay Khao (มวยเข่า): Lo stile del “Ginocchio”. Combattenti alti e forti che dominano il clinch. È l’erede spirituale del Muay Chaiya (per il controllo) e del Lopburi. (Es. Dieselnoi).
Muay Tae (มวยเตะ): Lo stile del “Calciatore”. Combattenti che usano i calci circolari per dominare la distanza.
Muay Femur (มวยฝีมือ): Lo stile “Tecnico” o “Artistico”.
Il Muay Thasao come Padre del Muay Femur
Il Muay Femur è la “scuola” moderna che più si collega all’eredità del Muay Thasao e del Muay Lopburi.
Definizione: Un Nak Muay Femur è un “tecnico”, un combattente che non si affida alla forza bruta, ma all’intelligenza, al tempismo, ai riflessi e all’agilità.
Il Chalat del Thasao: I combattenti Femur incarnano il Chalat (intelligenza) del Thasao. Vincono “ai punti” non in senso noioso, ma dominando l’avversario con l’abilità.
L’Agilità del Thasao: Usano un gioco di gambe superiore (anche se non il Yang Sam Khum letterale) per creare angoli, evadere i colpi e frustrare gli avversari più potenti.
Esempi (Gli “Atleti” del Thasao Moderno):
Saenchai (แสนชัย): È l’archetipo del Muay Femur e l’incarnazione moderna del Thasao. È famoso per combattere (e sconfiggere) avversari molto più pesanti. Come? Con l’intelligenza (Chalat), l’agilità, gli angoli, le finte e un flusso creativo che ricorda il Lai Lueai.
Lerdsila (เลิศศิลา): Soprannominato “l’Anguilla” per la sua incredibile evasività. È un altro combattente Femur che riflette l’aspetto elusivo e agile del Thasao.
Quindi, sebbene non esista una “Kaimuay” moderna chiamata “Scuola di Muay Thasao”, la sua filosofia sopravvive e prospera nella “scuola” stilistica del Muay Femur, dimostrando l’eterna validità del principio “l’intelligenza sopra la forza”.
PARTE 5: LE SCUOLE DI PRESERVAZIONE E LA “CASA MADRE” MODERNA
Negli ultimi decenni, c’è stato un enorme sforzo per salvare, ricercare e ricostruire il Muay Boran prima che andasse perduto. È qui che troviamo le “scuole” e le “Case Madri” formali di oggi, dedicate specificamente alla conservazione del Muay Thasao.
1. La “Casa Madre” Spirituale e Geografica: Uttaradit
La vera “Casa Madre” del Muay Thasao non è un edificio o un’organizzazione; è una provincia. È la terra di Uttaradit.
Le Samnak di Conservazione Locale: Nascoste nei villaggi e nella capitale della provincia, esistono ancora piccole Samnak gestite da Kru locali (come le famiglie Pho e Thiang, che rivendicano una discendenza) che insegnano l’arte. Queste non sono palestre commerciali; sono centri culturali.
La Scuola “Pubblica”: La Samnak Dap Hak
A Uttaradit, è stata istituita la “Scuola della Spada Spezzata” (Samnak Dap Hak). Questa è la “scuola” ufficiale della provincia, sostenuta dal governo.
Il Festival di Phraya Phichai (Ngan Phraya Phichai): Questa è la vera “Casa Madre” in azione. Ogni gennaio, a Uttaradit, si tiene un festival colossale in onore dell’eroe. Il culmine è la dimostrazione di Muay Thasao e Krabi Krabong da parte di queste scuole locali. È il “convegno annuale” di tutti i lignaggi Thasao.
2. Le “Case Madri” Nazionali e Governative (Thailandia)
A livello nazionale, la “Casa Madre” del Muay Thasao è, per estensione, la “Casa Madre” di tutto il Muay Boran. Queste organizzazioni sono la fonte di legittimità ufficiale.
Kru Muaythai Association (KMA): Con sede in Thailandia, la KMA è una delle principali organizzazioni per la certificazione dei maestri (Kru). Collabora strettamente con il governo e le autorità sportive. Riconosce e promuove gli stili regionali, incluso il Thasao, come parte del curriculum ufficiale del Muay Boran.
World Muay Boran Federation (WMBF): Con sede ad Ayutthaya (la patria del Muay Luang), la WMBF è un’altra “Casa Madre” globale. Il suo obiettivo è unificare le varie scuole di Boran sotto un’unica bandiera per la promozione internazionale e l’eventuale riconoscimento olimpico come disciplina culturale.
Ministero della Cultura Thailandese: In ultima analisi, la “Casa Madre” ufficiale è il governo thailandese stesso, che ha designato il Muay Boran (e i suoi stili regionali) come Patrimonio Culturale Immateriale della nazione.
3. Le Scuole Internazionali di Studio e Codifica
Il Muay Thasao è uno stile di nicchia. La sua conoscenza al di fuori della Thailandia è dovuta quasi interamente al lavoro di un piccolo numero di studiosi e maestri che hanno dedicato la loro vita a ricercare, codificare e insegnare questi stili perduti.
Queste organizzazioni sono le “scuole” moderne più accessibili per uno studente internazionale.
International Muay Boran Academy (IMBA) – L’Accademia di Codifica
La Scuola: L’IMBA è una delle “scuole” più importanti e accademicamente rigorose al di fuori della Thailandia per lo studio specifico degli stili regionali.
Il Fondatore: È stata fondata dall’italiano Arjarn Marco De Cesaris, ampiamente riconosciuto come uno dei massimi esperti non thailandesi (e uno dei maggiori esperti in assoluto) di Muay Boran.
Il Metodo: La “fama” dell’IMBA deriva dal suo approccio scientifico. De Cesaris e i suoi collaboratori hanno passato decenni in Thailandia, lavorando con i Kru locali (inclusi quelli di Uttaradit), ricercando testi e codificando le differenze.
Il Curriculum Thasao: L’IMBA non insegna un “Muay Boran generico”. Ha un curriculum specifico che isola e insegna la filosofia e le tecniche del Muay Thasao. È una delle poche scuole al mondo dove uno studente può imparare specificamente il Yang Sam Khum come motore dello stile, l’interpretazione Thasao delle Mae Mai (evasione angolare) e le forme di Daab Song Mue (Doppia Spada) ad esso collegate.
La “Casa Madre”: La “Casa Madre” dell’IMBA è la sua sede centrale, ma la sua fonte di legittimità è il collegamento diretto e la ricerca costante con i maestri depositari in Thailandia, tra cui quelli della linea di Uttaradit.
Altre Federazioni e Scuole:
Esistono altre federazioni mondiali di Muay Thai e Boran (come la AITMA, la WMO, ecc.) che promuovono il Muay Boran.
Tuttavia, molte di queste tendono a presentare il Boran in modo più “unificato”, spesso come un “Muay Thai senza guantoni” o focalizzandosi sul curriculum di Ayutthaya (Lopburi).
La “scuola” IMBA rimane una delle poche a livello globale che ha investito risorse significative nella distinzione accademica e nell’insegnamento pratico del Muay Thasao come stile a sé stante, con una sua biomeccanica e una sua strategia uniche.
Conclusione: La Scuola della Spada Spezzata
Il Muay Thasao è uno stile, una delle quattro grandi scuole filosofiche del combattimento siamese. È l’arte del Nord, l’antitesi del potente Korat e l’opposto reattivo del difensivo Chaiya.
La sua “scuola antica” (Samnak) era un sistema di addestramento olistico per guerrieri, il cui archetipo è la scuola di Kru Thiang, che ha prodotto l’eroe Phraya Phichai.
La sua “scuola moderna” (Kaimuay) non esiste formalmente, ma il suo spirito sopravvive nei combattenti Muay Femur, i tecnici agili e intelligenti che continuano a dimostrare la sua filosofia fondamentale.
Infine, le “scuole” che oggi ne portano il nome sono le organizzazioni di conservazione. La loro “Casa Madre” è duplice:
La Casa Madre Spirituale: La provincia di Uttaradit, la terra di Phraya Phichai, dove i festival e i maestri locali ne mantengono viva la fiamma.
La Casa Madre Accademica: Le organizzazioni ufficiali thailandesi (KMA, WMBF) e le accademie di studio internazionali (come l’IMBA) che hanno intrapreso il compito di ricercare, codificare e trasmettere questo prezioso Wicha al resto del mondo, assicurando che l’arte dell’intelligenza, del flusso e della spada spezzata non venga mai dimenticata.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
Analizzare la situazione del Muay Thasao (มวยท่าเสา) in Italia richiede un’immersione in un panorama complesso, frammentato e multilivello. È fondamentale stabilire immediatamente un punto chiave: un neofita che entri in una palestra italiana chiedendo di praticare “Muay Thasao” avrà, nella quasi totalità dei casi, una risposta di stupore o confusione.
Questo non significa che l’arte non esista in Italia. Significa che la sua presenza è quella di una disciplina d’élite, una specializzazione accademica all’interno di un mondo molto più vasto. La situazione italiana del Muay Thasao non può essere compresa se non analizzandola nel suo contesto gerarchico:
Livello 1 (Il Mercato di Massa): Il Muay Thai Sportivo. Questa è l’arte marziale thailandese dominante in Italia, praticata in centinaia di palestre, focalizzata sulla competizione da ring, con regole moderne e guantoni.
Livello 2 (La Nicchia): Il Muay Boran. Questa è la “seconda ondata” di interesse, una nicchia in crescita di praticanti che cercano le radici storiche, le tecniche tradizionali (leve, proiezioni, Kard Chuek) e l’aspetto culturale che precede lo sport.
Livello 3 (L’Accademia): Gli Stili Regionali (Thasao). Questo è il livello più profondo e di nicchia. Il Muay Thasao è una specializzazione all’interno del Muay Boran. Non si “inizia” a praticare Muay Thasao; si è praticanti di Muay Boran che, attraverso uno studio avanzato, arrivano a differenziare e praticare gli stili regionali.
Paradossalmente, l’Italia, pur avendo una conoscenza popolare quasi nulla del Thasao, è uno dei centri globali più importanti per lo studio filologico e la codificazione accademica di quest’arte, grazie al lavoro di ricercatori italiani che hanno operato direttamente in Thailandia.
Per mappare questa situazione in modo neutrale ed esaustivo, è necessario analizzare i tre percorsi principali attraverso cui un praticante italiano entra in contatto con le arti marziali siamesi: la via ufficiale del CONI, la via promozionale degli EPS e la via della ricerca delle scuole di lignaggio.
PARTE 1: IL CONTESTO STORICO E CULTURALE IN ITALIA
Il Muay Thai sportivo è sbarcato in Italia in modo significativo negli anni ’80 e ’90, spesso importato da pionieri che provenivano da altre discipline, come la Kickboxing o il Karate. Per decenni, “Muay Thai” è stato sinonimo di combattimento sul ring, preparazione atletica estrema e campioni come Ramon Dekkers o i grandi campioni thailandesi.
La Nascita dell’Interesse per il Boran
Solo alla fine degli anni ’90 e nei primi anni 2000 è emersa una “seconda ondata”. I praticanti e i maestri più maturi, ormai esperti nello sport, hanno iniziato a porsi domande sulle “radici”. Questo ha portato a un interesse crescente per il Muay Boran.
Il Fascino delle Tecniche Perdute: Il Boran offriva un arsenale più vasto: leve (Hak), proiezioni (Thum), l’uso della testa (Srisa), e le tecniche del combattimento con le corde (Kard Chuek).
Il Richiamo Culturale: Offriva un’immersione più profonda nella cultura thailandese, attraverso lo studio del Wai Kru, della magia (Saiyasat) e della storia.
L’Arrivo del Muay Thasao: Un Fenomeno Accademico
L’interesse per il Muay Thasao è ancora successivo. È nato quando gli studiosi e i maestri più avanzati del Muay Boran hanno iniziato a capire che il “Muay Boran” non era un’arte monolitica. Si sono resi conto che ciò che veniva insegnato come “Boran” era spesso una raccolta di tecniche (“Greatest Hits”) o, più comunemente, lo stile della Thailandia Centrale (Lopburi/Ayutthaya).
La domanda successiva fu: “Quali sono le differenze regionali?”. Questo ha aperto la porta allo studio accademico degli altri tre stili: il potente Muay Korat, il difensivo Muay Chaiya e, appunto, l’agile Muay Thasao.
In Italia, la situazione di studio di quest’arte è quindi quasi esclusivamente post-universitaria, nel senso marziale. È materia per Kru (Maestri) e praticanti avanzati (Nak Muay Ek) che desiderano completare la loro conoscenza.
PARTE 2: LA VIA UFFICIALE – IL RICONOSCIMENTO DEL CONI
In Italia, lo sport è governato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Il CONI riconosce una sola Federazione Sportiva Nazionale (FSN) per ogni disciplina o gruppo di discipline.
Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Questa è la “via ufficiale” per la pratica sportiva delle arti marziali thailandesi in Italia.
Chi è: Federkombat è l’unica federazione per le discipline da combattimento (sport di contatto) riconosciuta dal CONI come “Disciplina Sportiva Associata” (DSA) e in procinto di diventare FSN.
Focus Primario: Come evidente dal nome, il suo mandato è vasto e il suo focus è primariamente sportivo e agonistico. Gestisce le squadre nazionali italiane, organizza i campionati italiani ufficiali (i cui titoli sono gli unici legalmente riconosciuti dallo Stato) e segue le direttive delle grandi federazioni sportive internazionali (come WAKO per la kickboxing e IFMA per il Muay Thai).
Il Muay Thai in Federkombat: Il settore Muay Thai è uno dei più importanti. È allineato con IFMA (International Federation of Muaythai Associations), l’organismo mondiale riconosciuto dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). L’obiettivo di questo percorso è portare il Muay Thai alle Olimpiadi.
Dove si colloca il Muay Boran/Thasao?
Federkombat possiede un Settore Muay Boran (o Settore Tradizionale).
Obiettivi del Settore: Questo settore non si occupa di competizioni, ma di preservazione culturale e formazione tecnica. È responsabile di:
Formazione Istruttori (Kru): Stabilisce gli standard tecnici per i diplomi di istruttore, che includono elementi di Muay Boran (come l’insegnamento corretto del Wai Kru Ram Muay).
Promozione Culturale: Organizza stage e seminari sugli aspetti tradizionali, spesso con maestri thailandesi.
Esami di Grado (Khan): Gestisce il sistema di graduazione (i Khan, equivalenti alle cinture), che richiede la conoscenza di tecniche Boran.
Neutralità e Spazio: Data la sua missione olimpica e sportiva, è un dato di fatto che l’energia principale di Federkombat sia diretta al Muay Thai moderno. Il settore Boran, sebbene presente e curato, è una componente “culturale” di supporto.
La Situazione del Muay Thasao: All’interno di questo settore, è altamente improbabile trovare una differenziazione specifica e un insegnamento dedicato al Muay Thasao. Il Muay Boran insegnato è, nella maggior parte dei casi, un “Muay Boran unificato”, un curriculum standardizzato che raccoglie le tecniche più rappresentative di tutti gli stili (principalmente quello centrale di Ayutthaya/Lopburi), senza però approfondire le singole filosofie regionali come il Yang Sam Khum del Thasao.
Indirizzi e Siti:
Federkombat:
Sito Web:
https://www.federkombat.itIndirizzo Sede Nazionale: Via Gaudenzio Ferrari 11, 20900 Monza (MB)
PARTE 3: LA VIA PROMOZIONALE – GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA (EPS)
Qui il panorama italiano si complica e, allo stesso tempo, si apre. Oltre alle Federazioni (FSN), il CONI riconosce anche gli Enti di Promozione Sportiva (EPS).
Cosa sono gli EPS? Gli EPS sono organizzazioni nazionali (come AICS, CSEN, ASI, UISP) il cui mandato è la promozione dello sport di base e per tutti. Non gestiscono lo sport d’élite o le squadre nazionali, ma hanno una diffusione capillare sul territorio.
Il Ruolo delle ASD: In Italia, per operare legalmente, una palestra deve essere una “Associazione Sportiva Dilettantistica” (ASD). Ogni ASD deve affiliarsi a un organo riconosciuto dal CONI. Molte ASD scelgono di affiliarsi a un EPS piuttosto che alla Federazione ufficiale (Federkombat), per motivi di costi, flessibilità o diverse visioni politiche.
La “Giungla” delle Affiliazioni: Questo crea una frammentazione. Un’unica palestra di Muay Thai può essere affiliata a un EPS (es. CSEN) per le sue attività di base, ma seguire il programma tecnico di una federazione internazionale privata.
Questo sistema, sebbene caotico, è ciò che ha permesso la diversità delle arti marziali in Italia, inclusa la sopravvivenza di nicchie come il Muay Boran.
Gli EPS Principali nel Settore Combat/Muay Thai:
CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale):
Chi è: Uno dei più grandi EPS in Italia per numero di affiliati. Ha un settore “Arti Marziali” e “Sport da Combattimento” molto sviluppato.
Ruolo nel Muay Thai/Boran: CSEN organizza i propri campionati amatoriali, i propri corsi di formazione per istruttori e i propri stage. Data la sua natura “aperta”, molte scuole di Muay Boran (incluse quelle di lignaggi specifici) si affiliano a CSEN per ottenere il riconoscimento legale dei loro diplomi e delle loro attività.
Sito Web:
https://www.csen.it
AICS (Associazione Italiana Cultura Sport):
Chi è: Un altro EPS storico e capillare, con una forte vocazione culturale e sociale.
Ruolo nel Muay Thai/Boran: Simile a CSEN, l’AICS ha un Dipartimento “Arti Marziali” che offre un “ombrello” legale e organizzativo a centinaia di ASD. Spesso collabora con federazioni internazionali o gruppi di maestri per promuovere discipline specifiche, inclusi gli stili tradizionali.
Sito Web:
https://www.aics.it
ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane):
Chi è: Un EPS molto attivo nel settore degli sport da combattimento.
Ruolo nel Muay Thai/Boran: ASI ha un settore “Muay Thai” ben strutturato che, come gli altri, organizza competizioni e formazione. La sua flessibilità permette a scuole con un focus “tradizionale” di operare sotto la sua egida.
Sito Web:
https://www.asinazionale.it
UISP (Unione Italiana Sport Per tutti):
Chi è: Un EPS con una forte filosofia “sociale” e “per tutti”, meno focalizzato sull’agonismo d’élite e più sulla pratica sportiva come strumento di salute e inclusione.
Ruolo nel Muay Thai/Boran: Il suo settore “Arti Marziali” spesso promuove la pratica tradizionale e non competitiva, un ambiente filosoficamente vicino a chi cerca il Boran per motivi culturali piuttosto che agonistici.
Sito Web:
https://www.uisp.it
ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani):
Chi è: Altro grande ente di promozione con una solida base nel settore delle arti marziali e degli sport da combattimento.
Ruolo nel Muay Thai/Boran: Fornisce affiliazione, copertura assicurativa e riconoscimento per i corsi di formazione, permettendo a diverse “scuole” di pensiero (sia sportive che tradizionali) di coesistere.
Sito Web:
https://www.acsi.it
Il Muay Thasao negli EPS: Gli EPS, in sé e per sé, non hanno un “Settore Muay Thasao”. Sono dei “contenitori”. Tuttavia, essi forniscono il terreno fertile e il quadro legale che permette alle scuole di ricerca (la Parte 4) di esistere e operare in Italia. Un istruttore specializzato in Muay Thasao, per aprire la sua ASD, si affilierà molto probabilmente a uno di questi EPS.
PARTE 4: LA VIA DELLA RICERCA – LE SCUOLE DI LIGNAGGIO (IL CUORE DEL THASAO IN ITALIA)
Questa è la parte cruciale per rispondere alla domanda. La vera conoscenza del Muay Thasao in Italia non si trova nelle grandi federazioni sportive o negli enti di promozione, ma in “scuole” (accademie) dedicate quasi esclusivamente allo studio filologico del Muay Boran.
Il Paradosso Italiano: L’Italia come Centro di Studio Mondiale
Come accennato, l’Italia occupa un posto paradossale e di assoluto rilievo nello studio del Muay Boran. Questo è dovuto quasi interamente all’opera di un ricercatore italiano.
Arjarn Marco De Cesaris e l’IMBA (International Muay Boran Academy):
Chi è: L’italiano Arjarn Marco De Cesaris è universalmente riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali (e il principale esperto non-thailandese) di Muay Boran. Ha passato decenni in Thailandia, studiando direttamente dai maestri depositari degli stili regionali, ricercando testi antichi e lavorando con le autorità thailandesi (come il Ministero della Cultura e l’Università di Chulalongkorn) per la codificazione dell’arte.
La Scuola (IMBA): De Cesaris ha fondato l’International Muay Boran Academy (IMBA), un’organizzazione mondiale dedicata alla preservazione e all’insegnamento scientifico del Muay Boran.
La “Casa Madre” Tecnica: Sebbene l’IMBA sia internazionale, la sua “Casa Madre” intellettuale e fondativa è in Italia, a Roma.
Il Collegamento con il Muay Thasao: L’IMBA è una delle pochissime organizzazioni al mondo che non insegna un “Muay Boran generico”. Il suo curriculum è scientificamente suddiviso negli stili regionali. Un praticante IMBA, dopo aver appreso i fondamenti, studia specificamente le tecniche e le filosofie di:
Muay Chaiya (Sud)
Muay Korat (Est)
Muay Lopburi (Centro)
Muay Thasao (Nord)
La Situazione del Thasao in IMBA: All’interno di questa accademia, il Muay Thasao viene insegnato come una disciplina distinta. Gli allievi imparano la sua filosofia (Lai Lueai), la sua postura, e la sua tecnica fondamentale (Yang Sam Khum). Praticano le Mae Mai e Luk Mai con l’interpretazione Thasao (evasione angolare) e le collegano al Krabi Krabong (specificamente il Daab Song Mue, l’arte di Phraya Phichai).
Struttura in Italia: L’IMBA opera in Italia attraverso ASD affiliate. I suoi diplomi di istruttore sono spesso “doppiati” con un diploma di un EPS (come CSEN), per dare loro pieno valore legale sul territorio italiano.
Indirizzi e Siti:
IMBA (Sito Internazionale/Principale):
https://www.muayboran.comIMBA (Sede Centrale – Italia): Le attività formative principali fanno capo alla sede centrale di Roma. Si consiglia di consultare il sito per le ASD affiliate in tutta Italia.
Altre Organizzazioni e Lignaggi
Mantenendo un principio di neutralità, è importante notare che l’IMBA non è l’unica via. Esistono altri Kru e altre scuole in Italia che insegnano il Muay Boran, spesso con un approccio diverso.
Affiliati WMBF (World Muay Boran Federation) o KMA (Kru Muaythai Association):
Esistono altre scuole e maestri italiani che hanno preso un percorso diverso, affiliandosi direttamente con le grandi organizzazioni thailandesi come la WMBF (con sede ad Ayutthaya) o la KMA (con sede a Bangkok).
Approccio: L’approccio di queste scuole può variare. Alcune possono essere più focalizzate sull’aspetto sportivo del Boran (le competizioni Kard Chuek). Altre possono insegnare il curriculum “ufficiale” del governo thailandese, che (come quello di Federkombat) tende a unificare il Boran piuttosto che differenziarlo accademicamente come fa l’IMBA.
È possibile che attraverso questi canali vengano organizzati seminari con maestri thailandesi che possono includere elementi di Muay Thasao, ma è meno probabile che sia una parte strutturata e permanente del curriculum di base.
Siti Internazionali di Riferimento:
World Muay Boran Federation (WMBF):
https://www.worldmuayboran.comKru Muaythai Association (KMA):
https://www.krumuaythai.or.th
Scuole Indipendenti (“Lignaggio da Campo”):
Esistono anche istruttori italiani che, per passione personale, hanno viaggiato e vissuto in Thailandia, allenandosi in Kaimuay rurali o Samnak specifiche.
Questi maestri possono portare in Italia un lignaggio molto “puro” ma “indipendente”, non affiliato a nessuna grande federazione. Insegnano a piccoli gruppi, preservando lo stile esatto che hanno appreso (che potrebbe includere elementi di Thasao, se hanno studiato nel Nord). Trovare queste scuole è difficile e avviene quasi solo tramite passaparola.
PARTE 5: ELENCO INFORMATIVO DI ORGANIZZAZIONI E SITI WEB
Questa sezione fornisce un elenco strutturato (come richiesto) delle organizzazioni rilevanti per un praticante italiano, operando con la massima neutralità e dividendo gli enti per tipologia.
(A) Federazione Sportiva Nazionale (Riconoscimento Ufficiale CONI)
Nome: Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Ruolo: Organo ufficiale per la gestione dello sport del Muay Thai in Italia. Riconosciuta dal CONI e collegata a IFMA. Gestisce un settore tradizionale/Muay Boran unificato.
Indirizzo (Sede Nazionale): Via Gaudenzio Ferrari 11, 20900 Monza (MB)
Sito Web:
https://www.federkombat.it
(B) Principali Enti di Promozione Sportiva (Riconoscimento CONI)
Questi enti forniscono l’affiliazione legale alla maggior parte delle ASD (palestre) in Italia, incluse molte scuole di Muay Thai e Muay Boran.
Nome: CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale)
Ruolo: EPS che fornisce affiliazione e organizza formazione e gare nel settore arti marziali/sport da combattimento. Molte scuole di Boran (incluse quelle IMBA) usano CSEN per il riconoscimento dei diplomi.
Sito Web:
https://www.csen.itNome: AICS (Associazione Italiana Cultura Sport)
Ruolo: EPS con forte vocazione culturale. Fornisce affiliazione e un quadro legale per le ASD.
Sito Web:
https://www.aics.itNome: ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane)
Ruolo: EPS molto attivo nel settore sport da combattimento, fornisce affiliazione, formazione e organizza eventi.
Sito Web:
https://www.asinazionale.itNome: UISP (Unione Italiana Sport Per tutti)
Ruolo: EPS con focus sulla promozione dello sport “per tutti”, spesso con un approccio meno agonistico e più culturale/salutistico.
Sito Web:
https://www.uisp.itNome: ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani)
Ruolo: EPS che fornisce affiliazione e servizi alle ASD nel settore arti marziali.
Sito Web:
https://www.acsi.it
(C) Scuole di Ricerca e Lignaggio (Focus su Boran / Thasao)
Queste sono le organizzazioni dove è più probabile trovare lo studio specifico del Muay Thasao.
Nome: IMBA (International Muay Boran Academy)
Ruolo: Accademia internazionale fondata in Italia, leader mondiale nello studio, codifica e insegnamento scientifico degli stili regionali del Muay Boran, incluso il Muay Thasao.
Indirizzo (Sede Centrale): L’IMBA opera dalla sua sede centrale a Roma e attraverso una rete di scuole certificate. I dettagli sono disponibili sul sito.
Sito Web:
https://www.muayboran.com
(D) Organizzazioni Mondiali di Riferimento (Boran)
Queste sono le “case madri” thailandesi a cui alcune scuole italiane possono essere affiliate.
Nome: WMBF (World Muay Boran Federation)
Ruolo: Organizzazione mondiale con sede in Thailandia (Ayutthaya) per la promozione del Muay Boran, anche in forma competitiva (Kard Chuek).
Sito Web:
https://www.worldmuayboran.comNome: KMA (Kru Muaythai Association)
Ruolo: Organizzazione thailandese (Bangkok) per la certificazione dei Kru (maestri) e la standardizzazione del curriculum tradizionale, sostenuta da enti governativi.
Sito Web:
https://www.krumuaythai.or.thNome: IFMA (International Federation of Muaythai Associations)
Ruolo: Organizzazione mondiale sportiva (non Boran) riconosciuta dal CIO. È la federazione internazionale a cui fa capo Federkombat per il Muay Thai sportivo.
Sito Web:
https://www.muaythai.sport
PARTE 6: CONCLUSIONI – LA SITUAZIONE REALE SUL CAMPO
Per un praticante in Italia, la realtà è questa:
Se l’obiettivo è la competizione sportiva (Muay Thai), il percorso è chiaro e ben strutturato: una palestra affiliata a Federkombat o a un EPS che organizza un circuito agonistico.
Se l’obiettivo è il Muay Boran (Generico), il panorama si restringe. Si deve cercare una palestra che pubblicizzi specificamente “Muay Boran”. Questa sarà probabilmente affiliata a un EPS e seguirà il programma di un’organizzazione (come IMBA) o di un maestro indipendente.
Se l’obiettivo è il Muay Thasao (Specifico), la ricerca diventa accademica. L’unica via strutturata, scientifica e garantita in Italia per apprendere il curriculum del Muay Thasao (con la sua filosofia Lai Lueai e il suo Yang Sam Khum) è cercare una delle ASD ufficialmente certificate dall’International Muay Boran Academy (IMBA). In queste scuole, il Thasao non è un aneddoto, ma una parte fondamentale del programma tecnico avanzato.
In sintesi, la situazione italiana del Muay Thasao è un paradosso affascinante. L’arte è quasi sconosciuta al grande pubblico, ma allo stesso tempo, l’Italia è la “Casa Madre” di una delle più importanti (se non la più importante) scuole di ricerca e codifica al mondo per quest’arte. Lo studio del Muay Thasao in Italia è quindi possibile, ma non è un’attività di massa; è un percorso di studio specialistico, quasi “universitario”, per appassionati devoti che hanno già una solida base nel Muay Thai o nel Muay Boran.
TERMINOLOGIA TIPICA
La terminologia del Muay Thasao (มวยท่าเสา) è molto più di un semplice glossario di comandi o di nomi di tecniche. È il veicolo attraverso cui la filosofia, la strategia e la cultura di quest’arte unica sono state tramandate. Essendo una disciplina del Muay Boran (Boxe Antica), la sua lingua è radicata nel thailandese tradizionale, ma è anche intrisa di concetti specifici che ne definiscono il carattere distintivo.
Per un praticante di Muay Thasao, imparare i termini non significa memorizzare parole; significa assorbire il Wicha (วิชา), la “conoscenza” olistica. Ogni termine è un nodo in una rete di significati che legano la filosofia (Chalat), il movimento (Yang Sam Khum) e l’azione (Lai Lueai).
Questa sezione analizzerà in profondità il vocabolario del Muay Thasao, suddividendolo in categorie per comprenderne appieno il significato contestuale, dalle fondamenta filosofiche alle complesse applicazioni tecniche.
PARTE 1: TERMINI FONDAMENTALI E FILOSOFICI (L’ANIMA DELLO STILE)
Questi sono i termini più importanti, quelli che definiscono il “perché” del Muay Thasao, distinguendolo da tutti gli altri stili.
Muay Thasao (มวยท่าเสา)
Scomposizione:
Muay (มวย): “Boxe”, “Pugilato”, “Combattimento”. È il termine generico per le arti di combattimento siamesi.
Tha (ท่า): “Approdo”, “Molo”, “Porto Fluviale”.
Sao (เสา): “Pilastro”, “Colonna”.
Traduzione: “Boxe dell’Approdo del Pilastro”.
Analisi Approfondita: Questo nome, di per sé, è un termine carico di significato. Non è un nome filosofico (come “Via della Mano Vuota”) ma un nome geografico. Ci dice che quest’arte è un prodotto del suo terroir.
“Tha” (Molo) si riferisce alla posizione di Uttaradit sul fiume Nan, un crocevia commerciale e militare. Questo implica un’arte pragmatica, forgiata dallo scambio culturale e dalla necessità di difendere un punto strategico. È un’arte da “porto”, abituata a incontrare stili diversi e a doverli sconfiggere.
“Sao” (Pilastro) si riferisce probabilmente al Lak Mueang (il pilastro sacro della città), conferendo all’arte una connessione spirituale e identitaria con la sua terra natale.
Il nome stesso è un promemoria che il Muay Thasao non è un concetto astratto, ma un sistema di combattimento pragmatico e specifico, nato per difendere la frontiera settentrionale.
Chalat (ฉลาด)
Traduzione: “Intelligente”, “Astuto”, “Scaltro”, “Ingegnoso”.
Analisi Approfondita: Questo è il dogma centrale del Muay Thasao. Se si potesse scegliere una sola parola per definire lo stile, sarebbe questa.
Antitesi della Forza: Il termine Chalat si pone in diretta opposizione a Kwam Keng (ความแข็ง), che significa “forza”, “durezza”, “potenza fisica”. Mentre altri stili (come il Muay Korat) basano la loro filosofia sulla Kwam Keng (sviluppare una potenza devastante), il Thasao basa la sua sulla Chalat. La sua dottrina fondamentale è Chalat Kwa Kwam Keng: “L’Intelligenza (o l’Astuzia) al di sopra della Forza”.
Come si manifesta il Chalat: Questo concetto filosofico si traduce in ogni aspetto tecnico:
Lork (หลอก) – Le Finte: Il Chalat si esprime attraverso l’inganno. Il praticante di Thasao non attacca mai in modo prevedibile. Usa una finta di calcio basso per far abbassare la guardia e colpire alto; usa una finta di pugno per provocare una reazione e colpire l’apertura. Si combatte la mente dell’avversario prima del suo corpo.
Changwa (จังหวะ) – Il Tempismo: L’intelligenza è tempismo. Non si tratta di colpire forte, ma di colpire al momento giusto: un attimo prima che l’avversario attacchi, o un attimo dopo, quando è sbilanciato.
Raya (ระยะ) – La Distanza: Il Chalat è la gestione magistrale della distanza. È la capacità di “giocare” sul filo della portata dell’avversario, entrando per colpire e uscendo prima che la reazione possa raggiungerlo.
Evasione: L’intelligenza impone di non subire danni. La difesa primaria non è il blocco (forza contro forza), ma l’evasione (Yang Sam Khum), che è la massima espressione di Chalat.
Nel Muay Thasao, la vittoria non è data dal colpo più forte, ma dalla strategia superiore.
Lai Lueai (ไหลเลื้อย)
Scomposizione:
Lai (ไหล): “Fluire”, “Scorrere” (come l’acqua di un fiume).
Lueai (เลื้อย): “Serpeggiare”, “Strisciare” (come un serpente o un Naga).
Traduzione: “Fluire Incessantemente”, “Serpeggiare Fluidamente”.
Analisi Approfondita: Se Chalat è la “mente” (il software) del Thasao, Lai Lueai è il “corpo” (l’esecuzione). È la caratteristica fisica che definisce lo stile.
Antitesi dello Statico: Rigetta il combattimento “a scatti” (azione-pausa-azione). Il Lai Lueai è un flusso continuo di movimento e attacco.
L’Acqua e il Serpente: Le due metafore sono perfette.
L’Acqua (Lai): Il praticante di Thasao è come un fiume in piena. Non si ferma davanti a un ostacolo (un blocco), ma lo aggira e continua a spingere. È inarrestabile.
Il Serpente (Lueai): Il movimento non è mai lineare. È sinuoso, imprevedibile, capace di colpire da angolazioni inaspettate.
Applicazione Tecnica: Questa filosofia genera due concetti tecnici fondamentali:
Luk Son (ลูกโซ่) – Attacco a Catena: Le tecniche del Thasao sono “attacchi a catena”. Non si lancia un colpo, ma una raffica. Un calcio fluisce in un pugno, che fluisce in un gomito. L’obiettivo è la saturazione. Si sopraffà il processo decisionale dell’avversario con un volume di colpi tale che le sue difese crollano.
Transizione Costante: Non c’è mai una “posizione finale”. Il recupero di un calcio è già il caricamento di un pugno. Una deviazione (Pad) è già l’inizio di un contrattacco. L’allenamento del Thasao (vedi Chern Muay) si concentra ossessivamente sulla fluidità delle transizioni tra le tecniche, fino a eliminare ogni pausa.
Il Lai Lueai è l’aggressività agile, è l’incarnazione del Daab Song Mue (Doppia Spada), dove i colpi fluiscono senza sosta.
Klong Kliaw (คล่องแคล่ว)
Traduzione: “Agilità”, “Destrezza”, “Prontezza”.
Analisi Approfondita: Questo è l’attributo fisico risultato della pratica del Thasao. È la qualità che la filosofia Chalat e la meccanica Lai Lueai richiedono e costruiscono.
Mentre il Korat costruisce Kwam Keng (forza) e il Chaiya costruisce Kwam Ot-thon (resistenza difensiva), il Thasao costruisce Klong Kliaw.
L’agilità non è solo “essere veloci”. È la capacità di cambiare direzione istantaneamente (il Yang Sam Khum), di muoversi in tre dimensioni (salti, cambi di livello), e di mantenere l’equilibrio (Somdun) su terreni irregolari o sotto pressione.
Gli esercizi di allenamento storici, come il Lop Ling (imitare i movimenti della scimmia), erano progettati specificamente per sviluppare la Klong Kliaw.
Muay Boran (มวยโบราณ)
Traduzione: “Boxe Antica”.
Analisi Approfondita: È il termine ombrello. Boran (โบราณ) significa “antico”, “classico”. È fondamentale capire che il Muay Thasao è una forma di Muay Boran.
Questo termine definisce il contesto: un’arte da campo di battaglia, praticata prima della modernizzazione sportiva (pre-guantoni, pre-ring, pre-regole).
Implica l’uso delle Nawa Awut (นวอาวุธ), le “Nove Armi” (incluse le testate, Srisa).
Implica l’uso del Kard Chuek (คาดเชือก), le bende di corda.
Implica l’inclusione di tecniche “proibite” nello sport: Hak (หัก) (leve/rotture) e Thum (ทุ่ม) (proiezioni).
Quando si usa il termine Muay Thasao, si intende automaticamente una scuola di Muay Boran.
PARTE 2: IL MOTORE – TERMINI DI MOVIMENTO E POSTURA
Questa è la terminologia che definisce come il guerriero di Tha Sao si posiziona e si muove nello spazio. È il “motore” dello stile.
Yang Sam Khum (ย่างสามขุม)
Scomposizione:
Yang (ย่าง): “Passo”, “Camminare”, “Avanzare”.
Sam (สาม): “Tre”.
Khum (ขุม): “Vertice”, “Angolo”, “Punto” (ma anche “Tana” o “Rifugio”).
Traduzione: “Passo dei Tre Angoli”, “Passo a Tre Vertici”.
Analisi Approfondita: Questo è il termine tecnico più importante del Muay Thasao. È il suo marchio di fabbrica, la sua “forma” (Kata) fondamentale. È la manifestazione fisica del Chalat (intelligenza).
La Meccanica: È un sistema di gioco di gambe basato su un triangolo immaginario tracciato a terra. Invece di muoversi linearmente (avanti-indietro), il praticante si muove diagonalmente, da un vertice all’altro.
Terminologia Correlata:
Yang Bid (ย่างบิด): “Passo che Gira/Tuisce”. Un passo laterale o angolare.
Yang Suk-Kasem (ย่างสุขเกษม): Un altro nome per un passo elusivo e felice.
Funzione Tattica (Evasione): È la difesa primaria. Quando un attacco arriva, il praticante esegue un Yang per uscire dalla linea di fuoco. L’attacco va a vuoto, l’avversario è sbilanciato.
Funzione Tattica (Offesa): È l’attacco primario. Il Yang non serve solo a scappare; serve a riposizionarsi nell’angolo morto (Moom Bop) dell’avversario, tipicamente sul suo fianco.
La Connessione Lai Lueai: Il Yang Sam Khum non è “passo, poi colpo”. È “il passo è il colpo”. Il trasferimento di peso da un vertice all’altro è ciò che carica il pugno, il calcio o il gomito. Questo permette la raffica continua (Luk Son): passo-colpo, passo-colpo, passo-colpo.
Connessione Krabi Krabong: Questo gioco di gambe non è esclusivo del Muay. È il gioco di gambe standard del Krabi Krabong, in particolare del Daab Song Mue (Doppia Spada). Il Thasao è l’arte a mani nude che ha mantenuto questa connessione armata nel modo più puro.
Jod Muay (จดมวย)
Traduzione: “Posizionare la Boxe”, “Postura di Guardia”.
Analisi Approfondita: La Jod Muay del Thasao è un riflesso diretto della sua filosofia.
Guardia Fluida: Non è una guardia statica, alta e rigida come quella sportiva. È più bassa, le ginocchia sono flesse (pronte per il Yang), e le mani sono in costante, leggero movimento (Ten – “danzante”).
Mue Suep (มือสืบ) – Mani Cercanti: Le mani, specialmente quella anteriore, sono tenute leggermente più avanti. Sono “antenne”. Servono a misurare la distanza (Raya), a infastidire (Yae) e, soprattutto, a iniziare le tecniche di Chap (trapping) e Pad (deviazione).
Contesto Kard Chuek: La guardia non è progettata per “assorbire” colpi su un guantone imbottito. È progettata per essere una “guardia di deviazione” attiva, dove le mani e gli avambracci (coperti di corde) sono usati come lame per deviare gli attacchi.
PARTE 3: L’ARSENALE – TERMINI DELLE ARMI (AWUT)
Questa è la terminologia delle “Nove Armi” (Nawa Awut), ma analizzata attraverso la lente specifica del Muay Thasao.
Kard Chuek (คาดเชือก)
Traduzione: “Avvolgere con Corde”.
Analisi Approfondita: Questo non è una tecnica, ma un termine contestuale che definisce tutte le tecniche di mano.
Si riferisce alle bende di corda di canapa che sostituivano i guantoni. Potevano essere indurite con resina o, secondo la leggenda, colla e vetro rotto.
Implicazioni per il Thasao:
Le Mani come Lame: Le tecniche di pugno (Mahd) del Thasao non sono progettate per lo “shock” da commozione cerebrale, ma per tagliare la pelle (causando sanguinamento e accecamento) e frantumare le ossa piccole (nocche, zigomi).
Difesa Attiva: I blocchi passivi sono impossibili. Questo forza il Thasao ad adottare le sue difese Chalat: evasione (Yang), deviazione (Pad) e intrappolamento (Chap). La guardia fluida del Thasao è una diretta conseguenza del Kard Chuek.
1 & 2. Mahd (หมัด) – I Pugni
L’interpretazione Thasao dei pugni è veloce, a “frusta” e usata in “catene” (Luk Son).
Mahd Trong (หมัดตรง): “Pugno Dritto”. Il jab o il diretto.
Interpretazione Thasao: Spesso lanciato con le nocche verticali (Mahd Yum), per tagliare. È l’arma Chalat per eccellenza: veloce, a basso impegno, usata per accecare, testare la distanza e preparare il Yang angolare.
Mahd Wiang (หมัดเหวี่ยง): “Pugno Oscillante”. Il gancio o lo swing.
Interpretazione Thasao: Diverso dal Mahd Wiang Kwai (Pugno del Bufalo) del Korat. Il Thasao non carica il colpo con tutto il corpo. È un gancio veloce e corto, o un colpo con l’avambraccio, lanciato dopo un Yang Sam Khum per colpire l’avversario sull’angolo cieco. È un colpo di agilità, non di potenza bruta.
Mahd Soi (หมัดเสย): “Pugno Ascendente”. Il montante.
Interpretazione Thasao: L’arma preferita nel clinch dinamico. Si usa la filosofia Lai Lueai (flusso): si esegue un Chap (trapping) sul braccio o sul collo dell’avversario e si lancia un Mahd Soi corto e violento.
Mahd Klab (หมัดกลับ): “Pugno Rovesciato”. Il pugno rotante.
Interpretazione Thasao: L’epitome del Lai Lueai e del Chalat. È una tecnica di finta (Lork). Si lancia un Mahd Trong che va volutamente a vuoto, e si usa lo slancio rotatorio per tornare con un pugno rovesciato, cogliendo l’avversario di sorpresa.
3 & 4. Tae (เตะ) – I Calci
I calci sono l’arma distintiva del Thasao, che riflettono la sua origine nel Nord (Muay Lanna).
Tae-Wiang (เตะเหวี่ยง): “Calcio Oscillante” o “Calcio Zappante”.
Analisi Approfondita: Questo è il calcio chiave del Thasao, molto diverso dal Tae Tad (il calcio circolare sportivo).
Meccanica: Non c’è una rotazione completa dell’anca. È una “frustata” veloce lanciata con la gamba. Il piede di appoggio ruota meno.
Vantaggio: È molto più veloce da lanciare e, soprattutto, molto più veloce da recuperare.
Applicazione Thasao (Lai Lueai): La velocità di recupero permette di lanciarlo in Luk Son (catene). È famoso per il doppio o triplo calcio basso (Tae-Kha). L’avversario blocca il primo, ma il secondo e il terzo colpiscono.
Tae-Kae (เตะแก้): “Calcio Correttivo”. Un calcio lanciato come interruzione o contrattacco. Il Tae-Wiang è spesso usato come Tae-Kae.
Tae-Kha (เตะขา): “Calciare la Gamba”. Questa è la strategia che usa il Tae-Wiang. Il Thasao è famoso per “zappare” le fondamenta dell’avversario, distruggendogli le gambe con raffiche di Tae-Wiang veloci per poi finirlo alto.
Teep (ถีบ): “Calcio Frontale”.
Interpretazione Thasao: È un’arma Chalat. Non è (solo) un calcio di potenza per respingere. È un “jab” usato per:
Raya: Misurare la distanza.
Lork: Fintare. Un Teep Lork (finta) al corpo può mascherare un calcio alto (Tae Kan Kor).
Jop Naa: Un Teep veloce al viso per accecare e infastidire.
5 & 6. Kao (เข่า) – Le Ginocchia
Nel Thasao, le ginocchia sono armi da transizione, che collegano il Yang Sam Khum al Muay Pam.
Kao Loi (เข่าลอย): “Ginocchio Volante”.
Interpretazione Thasao: L’arma preferita dello stile agile. È un attacco Chalat per coprire la distanza in modo esplosivo, spesso dopo una finta. Phraya Phichai era famoso per questa tecnica.
Kao Chiang (เข่าเฉียง): “Ginocchio Diagonale”.
Interpretazione Thasao: Questo è il ginocchio del Yang Sam Khum. Invece di lanciare un ginocchio dritto nel clinch, il praticante fa un Yang (passo) laterale per uscire dalla linea centrale e colpire le costole fluttuanti.
Kao Trong (เข่าตรง): “Ginocchio Dritto”. Usato nel clinch dinamico del Thasao, spesso in combinazione Kratuk-Kao (Tirare-Ginocchio).
7 & 8. Sok (ศอก) – I Gomiti
Le “lame corte” del Thasao, rese letali dal gioco di gambe.
Sok Ti (ศอกตี): “Gomito Orizzontale”.
Interpretazione Thasao: Il Sok è la destinazione del Yang Sam Khum. L’obiettivo è evadere un pugno con un Yang e atterrare nell’angolo cieco, lanciando un Sok Ti alla tempia o alla mascella.
Sok Klab (ศอกกลับ): “Gomito Rovesciato”.
Interpretazione Thasao: Come il Mahd Klab, è una tecnica Lai Lueai. Si lancia un attacco, lo si fa andare a vuoto e si usa la rotazione per colpire con il gomito.
Kradod Sok (กระโดดศอก): “Gomito Saltato”.
Interpretazione Thasao: L’apice dell’aggressività agile (Klong Kliaw). Una finta bassa (Tae-Kha Lork) è seguita da un salto per colpire dall’alto (Sok Sab) sulla testa.
9. Srisa (ศีรษะ) – La Testa
Traduzione: “Testa”. La Nona Arma.
Interpretazione Thasao: Un’arma tattica nel Muay Pam. Non è un colpo da KO, ma un Hua Pad (testata) breve e secca al petto o al viso per rompere la postura (Lak) dell’avversario e creare lo spazio per un gomito o una leva (Hak).
PARTE 4: TERMINI DI DIFESA, CONTROLLO E COMBATTIMENTO AVANZATO (L’ANIMA BORAN)
Questa è la terminologia che definisce l’interazione e le tecniche “proibite” che separano il Thasao dallo sport.
Termini Difensivi (Kaan Pong Kan Tua)
Pad (ปัด) / Pud (ปุด): “Deviare”, “Sviare”.
Analisi Approfondita: Questa è la difesa attiva preferita dal Thasao. È un’espressione di Lai Lueai. Invece di un blocco statico (Bang), che ferma il flusso, il Pad usa la mano o l’avambraccio per “accompagnare” l’attacco nemico fuori traiettoria.
Vantaggio Tattico: È più veloce, risparmia energia e carica il contrattacco. Il movimento del Pad è già l’inizio di un Sok o Mahd.
Chap (จับ): “Afferrare”, “Prendere”, “Intrappolare”.
Analisi Approfondita: Questa è una delle tecniche Chalat più avanzate e una specialità Thasao. È l’arte del trapping.
Contesto Kard Chuek: Le corde ruvide rendono il Chap più facile.
Contesto Daab Song Mue: Deriva dal “legare” (Chap-Daab) la spada dell’avversario.
Applicazione: La “mano cercante” (Mue Suep) del Thasao non solo devia, ma afferra il polso o l’avambraccio dell’attaccante. Una volta ottenuto il Chap, l’avversario è sbilanciato e vulnerabile a un Luk Son (catena) di colpi, o a una tecnica di Hak (leva) o Thum (proiezione).
Bang (บัง): “Coprire”, “Bloccare”.
Analisi Approfondita: È il blocco “duro” (es. Kao Bang – blocco di tibia; Sok Bang – blocco di gomito). Nel Thasao, questa è la terza scelta. La prima è l’evasione (Yang). La seconda è la deviazione/trapping (Pad/Chap). Il Bang si usa solo in emergenza, perché ferma il Lai Lueai.
Plak (ผลัก): “Spingere”.
Analisi Approfondita: Una tecnica fondamentale per il Lai Lueai. È la transizione “dentro-fuori”. Il Thasao eccelle nel fluire da una distanza all’altra. Si entra con i pugni, si passa al clinch dinamico, si colpisce, e poi si usa un Plak (spinta) per creare lo spazio (Raya) e finire con un Tae (calcio).
Termini Avanzati (Il Wicha Letale)
Hak (หัก): “Rompere”, “Spezzare”.
Analisi Approfondita: Questo è il termine per le leve articolari. È l’arsenale “proibito” del Boran.
Applicazione Thasao: Le tecniche Hak sono l’evoluzione naturale del Chap (trapping).
Hak Khaen (หักแขน): Rompere il braccio (leva al gomito/spalla).
Hak Kor (หักคอ): Rompere il collo (es. Hak Kor Erawan).
Il Chalat e il Yang Sam Khum sono usati per ottenere l’angolazione e la leva necessarie, evitando uno scontro di forza.
Thum (ทุ่ม): “Proiettare”, “Lanciare”.
Analisi Approfondita: Le proiezioni del Boran.
Interpretazione Thasao: Come per le Hak, le Thum del Thasao non sono basate sulla forza (come il sollevamento del Judo/Lotta). Sono tecniche Chalat che usano lo slancio (Raeng) dell’avversario contro di lui, combinate con lo sbilanciamento (Lak) ottenuto tramite il Yang.
Muay Pam (มวยปล้ำ) / Plum: “Lotta”, “Clinch”.
Interpretazione Thasao: Il Muay Pam del Thasao è dinamico, non statico. È una fase di transizione. Si usa l’agilità (Klong Kliaw) per muoversi costantemente, sbilanciare (Lak), e creare aperture per Sok (gomiti), Kao (ginocchia), Hak (leve) o Thum (proiezioni). Si evita la gara di forza muscolare.
Kradod (กระโดด): “Saltare”.
Analisi Approfondita: Questo è un termine concettuale che definisce il Thasao. L’agilità dello stile si esprime nelle sue tecniche saltate (Kradod Tae, Kradod Sok, Kao Loi). Sono l’apice del Chalat, usate per colpire da angolazioni e tempismi totalmente inaspettati.
Lork (หลอก): “Finta”, “Inganno”.
Analisi Approfondita: L’arma primaria del Chalat. È un termine onnipresente nel Thasao. Tae Lork (finta di calcio), Mahd Lork (finta di pugno). La strategia del Thasao si basa sul “vendere” una minaccia per creare un’apertura altrove.
PARTE 5: TERMINI STORICI, CULTURALI E RITUALI (IL CONTESTO)
Questa è la terminologia che colloca il Muay Thasao nel suo mondo culturale e storico.
Termini dell’Eroe
Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก): “Il Signore di Phichai dalla Spada Spezzata”.
Analisi: Il nome dell’eroe e “Padre Spirituale” dello stile.
Dap Hak (ดาบหัก): “Spada Spezzata”.
Analisi: Questo non è solo un soprannome. È un termine filosofico. È la metafora centrale dell’arte. Significa adattabilità (Kaan Prap Tua). È la prova che lo spirito (Jai) e l’intelligenza (Chalat) sono superiori all’equipaggiamento. L’essenza del Thasao è essere così fluidi da poter vincere anche quando il proprio “strumento” principale si spezza.
Daab Song Mue (ดาบสองมือ): “Due Spade”.
Analisi: La disciplina armata (Krabi Krabong) preferita da Phraya Phichai. Questo termine è tecnicamente parte del Krabi Krabong, ma è filosoficamente parte del Muay Thasao.
La Connessione: Il Lai Lueai (flusso) e il Luk Son (attacco a catena) del Thasao sono l’applicazione a mani nude della filosofia del Daab Song Mue: un attacco incessante e ambidestro.
Termini della Scuola (Samnak)
Kru (ครู): “Maestro”.
Analisi: Derivato dal sanscrito “Guru”. Nel Thasao, il Kru (come Kru Thiang, il maestro di Phraya Phichai) non è un “allenatore”. È il depositario del Wicha, un guaritore, una figura paterna e un leader spirituale.
Looksit (ลูกศิษย์): “Allievo”, “Discepolo”.
Samnak (สำนัก): “Scuola”, “Accademia”.
Analisi: La Samnak storica (come Wat Ban Kaeng) era la “Casa Madre” dove si viveva e si apprendeva l’intero Wicha (Muay, Krabi Krabong, Saiyasat, Medicina).
Wai Kru Ram Muay (ไหว้ครูรำมวย): “Danza di Boxe per Rendere Omaggio al Maestro”.
Analisi: La “forma solista” (Kata) del Muay Boran.
Interpretazione Thasao: Il Ram Muay di un praticante di Thasao è unico. È agile, leggero sui piedi (riflette il Yang), e spesso include movimenti che mimano il Daab Song Mue e persino l’aneddoto del Dap Hak, rendendolo una biografia danzata dell’eroe dello stile.
Mongkon (มงคล): La fascia sacra per la testa, indossata durante il Wai Kru.
Pra Jiad (ประเจียด): Gli amuleti indossati sulle braccia.
Saiyasat (ไสยศาสตร์): “Magia”, “Occultismo”. Il lato mistico dell’arte (tatuaggi Sak Yant, amuleti, Katha – incantesimi).
Termini di Allenamento e Comando
Lom Muay (ลมมวย): “Vento della Boxe”. La Shadowboxing.
Interpretazione Thasao: È la pratica solista del Yang Sam Khum e del Lai Lueai.
Len Chern (เล่นเชิง): “Giocare con lo Stile”.
Analisi: Lo sparring controllato, fondamentale per il Thasao. L’obiettivo non è colpire duro, ma giocare con il flusso (Lai Lueai), gli angoli (Yang), le finte (Lork) e il trapping (Chap). È la pratica del Chalat.
Mae Mai (แม่ไม้): “Tecniche Madri”. Le 15 forme/principi fondamentali (praticati a coppie).
Luk Mai (ลูกไม้): “Tecniche Figlie”. Le variazioni più complesse e “intelligenti” (Chalat).
Chok (ชก): “Combatti!” (Comando).
Yut (หยุด): “Stop!” (Comando).
Jariyatham (จริยธรรม): “Etica”, “Morale”. Il codice d’onore del guerriero (Lealtà, Rispetto, Coraggio), incarnato da Phraya Phichai.
ABBIGLIAMENTO
L’abbigliamento del Muay Thasao (มวยท่าเสา), e più in generale di tutto il Muay Boran (Boxe Antica), è un argomento profondo che trascende la semplice estetica o la scelta di un “uniforme”. È un errore analizzarlo con la stessa lente con cui si guarda all’abbigliamento sportivo moderno (come i pantaloncini di satin del Muay Thai).
L’abbigliamento del guerriero di Tha Sao, l’equipaggiamento di un combattente come Phraya Phichai Dap Hak, non era un “costume”. Era un sistema olistico, un insieme di strumenti pragmatici, tattici e spirituali. Ogni singolo elemento indossato, dal panno avvolto ai fianchi alle corde sulle mani, fino agli amuleti benedetti, aveva uno scopo preciso, forgiato dalla necessità del campo di battaglia e da una profonda visione del mondo animista e buddista.
Per comprendere appieno questo abbigliamento, non possiamo limitarci a descriverlo. Dobbiamo dissezionarlo in quattro categorie distinte, ognuna delle quali rivela un aspetto della filosofia del Muay Thasao:
L’Indumento Funzionale: Il vestiario pratico per la mobilità (Jong Kraben).
L’Arma Tattica: L’equipaggiamento che trasforma il corpo (Kard Chuek).
L’Armatura Spirituale: Gli oggetti di potere e protezione (Mongkon e Pra Jiad).
L’Abbigliamento Permanente: Le modifiche corporee come scudo (Sak Yant).
Analizzando questi elementi, scopriamo che l’abbigliamento non era solo qualcosa che il guerriero indossava, ma era una parte integrante del suo Wicha (conoscenza) e della sua strategia Chalat (intelligente).
PARTE 1: L’INDUMENTO FUNZIONALE – IL PHA NUNG E IL JONG KRABEN
Nel Siam del XVIII secolo non esistevano pantaloni sartoriali come li conosciamo oggi. L’indumento base per uomini e donne era un lungo pezzo di stoffa, chiamato Pha Nung (ผ้าถุง), avvolto attorno alla vita. Per il combattimento, la guerra o il lavoro fisico, questo veniva adattato in una forma più sicura e versatile: il Jong Kraben (โจงกระเบน).
Definizione e Composizione del Jong Kraben
Cos’è: Il Jong Kraben (o Pha Muang) è un indumento tradizionale che si crea utilizzando un unico pezzo di stoffa lungo (circa 3 metri) e largo (circa 1 metro). I materiali variavano in base allo status sociale:
Cotone (Pha Fai): Il materiale più comune. Resistente, traspirante (essenziale nel clima tropicale) e facile da produrre. Questo era l’indumento del soldato semplice, del contadino e del Nak Muay (pugile) errante, come lo era il giovane Thong Di (Phraya Phichai).
Seta (Pha Mai): Più costosa, riservata alla nobiltà e alle occasioni formali. Un guerriero di alto rango come Phraya Phichai in carica di governatore avrebbe indossato un Jong Kraben di seta pregiata, magari importata o di produzione reale.
Come si Indossa (Il Processo): La tecnica di indossare il Jong Kraben è ingegnosa.
Si avvolge la stoffa intorno alla vita, con le due estremità tenute davanti.
Le due estremità vengono attorcigliate insieme per formare una “coda” di tessuto.
Questa “coda” viene poi fatta passare tra le gambe, dal davanti al dietro.
Infine, la coda viene infilata saldamente nella cintura o nella fascia di tessuto (spesso un Pha Khao Ma) che funge da cintura sul retro.
Il Risultato: Il risultato è un indumento che assomiglia a un pantalone a sbuffo, un dhoti indiano o un sampot cambogiano. È sicuro, non si slaccia facilmente e, soprattutto, lascia le gambe completamente libere.
Il Jong Kraben come Abbigliamento Tattico del Muay Thasao
Questo indumento non era una scelta casuale; era l’abbigliamento da combattimento perfetto per la filosofia del Muay Thasao.
Libertà Totale per il Klong Kliaw (Agilità): La filosofia del Thasao si basa sull’agilità, sulla velocità e sul movimento elusivo. A differenza dei pantaloni moderni, il Jong Kraben non ha cuciture sul cavallo. Non c’è nulla che impedisca alla gamba di sollevarsi.
Questo permette l’esecuzione senza restrizioni dei calci alti (Tae Kan Kor), delle ginocchiate saltate (Kao Loi) e delle tecniche acrobatiche (Kradod) che sono parte integrante degli stili agili.
L’Abbigliamento per il Yang Sam Khum: Questa è la connessione più importante. Il motore del Muay Thasao è il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli). Questo gioco di gambe non è lineare; richiede passi diagonali, cambi di direzione improvvisi e un’ampia apertura delle anche.
Un indumento restrittivo renderebbe questo gioco di gambe impossibile. Il Jong Kraben, creando un “sacco” largo intorno alle cosce, offre una libertà di movimento a 360 gradi, permettendo al praticante di “danzare” sui vertici del suo triangolo senza impigliarsi o essere limitato dal tessuto.
Adattabilità (L’Anima del Dap Hak): Il Jong Kraben era adattabile. Prima di un combattimento, un Nak Muay poteva “raccoglierlo” (Khop), arrotolando i bordi sulle cosce per renderlo ancora più corto e compatto, trasformandolo da indumento da giorno a equipaggiamento da battaglia in pochi secondi. Questa adattabilità riflette lo spirito Chalat (intelligente) e pragmatico dell’arte.
Protezione Minima: Sebbene non fosse un’armatura, il tessuto spesso e arrotolato intorno ai fianchi e all’inguine offriva una protezione (seppur minima) contro colpi superficiali o tagli, molto più di quanto farebbe un moderno pantaloncino di satin.
Il Pha Khao Ma (ผ้าขาวม้า)
Spesso, a tenere su il Jong Kraben non era una cintura di pelle, ma un Pha Khao Ma.
Cos’è: La versatile sciarpa/fascia multiuso thailandese, solitamente in cotone a scacchi.
Uso nell’Abbigliamento: Avvolta strettamente intorno alla vita, fungeva da cintura per fissare il Jong Kraben.
Uso Tattico: Poteva essere srotolata e usata come arma improvvisata (per frustare, strangolare o legare), come bendaggio di emergenza o come asciugamano. Un guerriero di Tha Sao, maestro di Chalat, avrebbe sicuramente apprezzato un indumento con così tanteplici funzioni.
In sintesi, l’indumento funzionale del Thasao era un capolavoro di design pragmatico, un “non-pantalone” che forniva la massima libertà motoria richiesta specificamente dal suo gioco di gambe agile e angolare.
PARTE 2: L’ARMA TATTICA – IL KARD CHUEK (LE CORDE DA COMBATTIMENTO)
Questo è l’elemento di “abbigliamento” più cruciale, perché non è un indumento, ma un’arma. Il Kard Chuek (คาดเชือก), “Avvolgere con Corde”, è l’equipaggiamento che definisce l’intera filosofia tecnica del Muay Thasao. Combattere con le corde non è come combattere con i guantoni: cambia tutto.
Definizione e Composizione
Cos’è: Il Kard Chuek era il sistema di fasciatura delle mani e, spesso, degli avambracci, utilizzato prima dell’introduzione dei guantoni da boxe occidentali.
Materiali: Non si usava cotone morbido. Il materiale era corda di canapa grezza (Chuek). Questa corda era dura, abrasiva e incredibilmente resistente.
Il Processo di Preparazione (Un Rituale Letale): La preparazione delle bende non era un semplice avvolgimento. Era un processo alchemico per trasformare la mano in un’arma:
Avvolgimento: Le corde venivano avvolte strettamente attorno alle nocche, al dorso della mano e al polso, fornendo supporto articolare e creando una massa contundente.
Indurimento (La Leggenda): Questo è il punto chiave. Le corde venivano spesso immerse in una “colla” (Khao Niaow, riso glutinoso cotto) o in resina vegetale per indurirle come la pietra.
L’Arma (Klin Kaew): La leggenda, confermata da molte fonti orali, vuole che, mentre la colla era ancora bagnata, le mani fasciate venissero immerse in frammenti di vetro, ghiaia fine o sabbia di fiume. Una volta asciutta, la fasciatura diventava una mazza chiodata.
Benedizione (Saiyasat): L’intero processo era supervisionato dal Kru, che recitava Katha (incantesimi) di protezione (Kong Krapan) e potere (Maha Amnat) mentre avvolgeva le mani del suo combattente.
L’Impatto Tattico: L’Abbigliamento che Obbliga la Filosofia Thasao
Il Kard Chuek è la causa principale per cui il Muay Thasao si è evoluto in modo così diverso dagli stili moderni. La sua filosofia Chalat (intelligente) non è una scelta; è una necessità imposta da questo equipaggiamento.
1. L’Impatto sulla Difesa (Perché il Yang Sam Khum è Essenziale):
Il Pericolo dei Blocchi Passivi: Con i moderni guantoni da boxe (10-16 once), un combattente può “nascondersi” dietro la guardia, assorbendo i colpi sull’imbottitura. Questo è impossibile contro il Kard Chuek.
Rischio di Fratture e Lacerazioni: Tentare di bloccare un pugno fasciato di corda e vetro con la fronte o l’avambraccio nudo significava subire lacerazioni profonde o fratture. La difesa passiva era suicida.
La Soluzione Thasao: Il Muay Thasao ha risposto a questa minaccia sviluppando il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli) come sua difesa primaria. L’intelligenza (Chalat) impone di non essere lì. Invece di bloccare (forza contro forza), il guerriero di Tha Sao usa l’agilità (Klong Kliaw) per evadere, uscendo dalla linea di attacco. La sua intera filosofia di movimento elusivo è una risposta tattica diretta alla letalità di questo “abbigliamento”.
2. L’Impatto sulla Guardia (Jod Muay):
Niente “Peek-a-Boo”: La guardia alta e stretta, tipica della boxe, è inutile.
La Guardia Mue Suep (Mani Cercanti): Il Thasao adotta una guardia più fluida, con le mani protese. Queste mani non servono (solo) a parare, ma a:
Deviare (Pad): Le corde sull’avambraccio creano una superficie dura e abrasiva, perfetta per “grattare” e deviare un attacco in arrivo, senza doverlo assorbire.
Intrappolare (Chap): La superficie ruvida della canapa fornisce un’aderenza superiore. La guardia “cercante” del Thasao è progettata per afferrare (Chap) il polso o il braccio dell’avversario. Il Kard Chuek rende il trapping (una specialità Thasao) molto più efficace.
3. L’Impatto sull’Attacco (Le Mani come Lame):
Obiettivo: Tagliare, non Stordire: Un pugno Kard Chuek non è progettato per il KO da commozione cerebrale (come un guantone). È progettato per tagliare. L’obiettivo era colpire zigomi, sopracciglia e fronte per creare sanguinamenti. Il sangue negli occhi acceca l’avversario, portando a una fine rapida del combattimento.
Modifica della Tecnica (Mahd): Questo cambia il modo di tirare i pugni.
Mahd Yum (Pugno Verticale): Spesso preferito al pugno orizzontale, perché concentra l’impatto sulle prime due nocche, massimizzando la penetrazione e l’effetto tagliente.
Colpi “Taglienti”: Si usavano colpi con il dorso della mano (Mahd Klab) o colpi “a martello” (Mahd Apakut), usando l’avambraccio fasciato di corda come un bastone.
Priorità dei Gomiti (Sok): Poiché le mani erano armi taglienti, e i gomiti erano armi contundenti/taglienti ancora più potenti, il Kard Chuek incoraggiava il flusso (Lai Lueai) dalla distanza di pugno a quella di gomito.
In sintesi, il Kard Chuek non è un accessorio. È il fulcro tecnologico e tattico attorno al quale l’intero “software” del Muay Thasao (evasione angolare, trapping, flusso) è stato scritto.
PARTE 3: L’ARMATURA SPIRITUALE – MONGKON E PRA JIAD
Per un guerriero del Siam antico, la protezione fisica (Jong Kraben) e l’arma tattica (Kard Chuek) non erano sufficienti. La battaglia era vinta (o persa) anche a livello spirituale. L’abbigliamento più importante, quindi, era quello che forniva protezione magica (Saiyasat).
Il Mongkon (มงคล) – La Corona del Lignaggio
Definizione: Il Mongkon (o Mongkol) è la fascia sacra, simile a una corona, indossata sulla testa dal Nak Muay solo durante il rituale pre-combattimento del Wai Kru Ram Muay. Viene rimossa dal Kru (maestro) immediatamente prima dell’inizio del combattimento.
Significato: Mongkon significa “di buon auspicio”, “sacro”, “benedetto”. Non è un semplice copricapo; è l’oggetto rituale più sacro dell’arte.
Funzione Spirituale:
Connessione con il Kru e la Samnak: Il Mongkon non appartiene al combattente, ma alla scuola (Samnak). Quando il Kru lo pone sulla testa dell’allievo, sta simbolicamente “prestandogli” il potere e la protezione dell’intero lignaggio.
Protezione Divina: È un amuleto che invoca la protezione degli dei (come Indra), degli spiriti protettori (Chao Thi) e degli spiriti dei maestri passati.
Focus Mentale: Serve come strumento di concentrazione (Samadhi) durante il Wai Kru, aiutando il combattente a entrare nello stato mentale corretto.
Materiali e Creazione (Il Wicha): I Mongkon erano oggetti di potere.
Costruzione: Non erano semplici corde. Erano fatti di tessuto benedetto, spesso proveniente da fonti sacre (es. la veste di un monaco famoso, il Pha Sin della madre del Kru). Venivano intrecciati con una “coda” che, in alcuni stili, veniva infilata nella cintura sul retro.
Contenuto Nascosto: All’interno dell’intreccio venivano cuciti amuleti: capelli del Kru (per la saggezza), polvere sacra, e Takrut (piccoli rotoli di metallo incisi con Katha, o incantesimi).
Specificità del Thasao: Il Mongkon di una Samnak di Tha Sao era (ed è) un legame diretto con lo spirito di Phraya Phichai Dap Hak e Kru Thiang. Indossarlo significa invocare la loro benedizione e, cosa più importante, il loro spirito: l’intelligenza (Chalat), l’agilità (Klong Kliaw) e il coraggio indomito (Jai Su) della “Spada Spezzata”.
Il Pra Jiad (ประเจียด) – L’Amuleto Personale
Definizione: Il Pra Jiad (o Prajet) è la fascia/bracciale di tessuto indossato sul bicipite. A differenza del Mongkon, il Pra Jiad è personale e viene indossato durante il combattimento.
Funzione Spirituale: È l’amuleto personale del combattente, progettato per la protezione attiva in battaglia.
Origine e Materiali:
Dono: Spesso era un dono di una persona cara (la madre, il padre, l’amata) o del proprio Kru.
Contenuto: Come il Mongkon, il Pra Jiad era un “contenitore” di potere. All’interno di un nucleo di stoffa arrotolata, venivano cuciti:
Pha Yant: Pezzi di stoffa sacra con diagrammi magici.
Oggetti di Potere: Un dente di tigre (per il Maha Amnat – potere), una scheggia di osso, o, nel caso di un combattente di Tha Sao, magari un pezzetto di terra consacrata dal tempio di Wat Ban Kaeng (la scuola di Kru Thiang) o un frammento di metallo che simboleggiava il Dap Hak (la spada spezzata).
Funzione Tattica del Saiyasat (Magia): Questi oggetti non erano solo per il morale. Erano intesi per conferire poteri specifici:
Kong Krapan (คงกระพัน): Invulnerabilità. La credenza che lame e colpi non potessero penetrare la pelle.
Klaew Klaad (แคล้วคลาด): Evasione. La credenza che l’amuleto rendesse il portatore “scivoloso” o “invisibile”, facendo sì che i colpi dell’avversario lo mancassero.
Collegamento con il Thasao: Un guerriero Thasao, la cui intera filosofia è basata sull’elusività (Yang Sam Khum), avrebbe cercato attivamente amuleti e benedizioni per il Klaew Klaad. Il suo abbigliamento spirituale era un’estensione diretta della sua filosofia tattica: “Non farsi colpire”.
PARTE 4: L’ABBIGLIAMENTO PERMANENTE – IL SAK YANT
L’ultimo livello dell’abbigliamento del guerriero di Tha Sao è quello che non può essere tolto: l’armatura tatuata sulla sua pelle. Il Sak Yant (สักยันต์) è l’arte del tatuaggio sacro thailandese.
Definizione e Processo
Cos’è: Sak significa “Tatuare”, Yant deriva da “Yantra” (diagramma mistico sanscrito). È un tatuaggio magico che infonde poteri specifici.
L’Artista (Ajarn): Non viene eseguito da un tatuatore, ma da un Ajarn Sak (Maestro del Tatuaggio), che è spesso un monaco buddista, un ex monaco o un Ruesi (eremita).
Lo Strumento (Khem Sak): Viene eseguito con un lungo ago di bambù o metallo (Khem Sak), che viene intinto nell’inchiostro (spesso una miscela segreta di erbe, carbone e, secondo la leggenda, altri ingredienti potenti) e picchiettato a mano sulla pelle.
Il Rituale: L’intero processo è un rituale. L’Ajarn recita Katha (incantesimi) per “caricare” l’inchiostro e attivare lo Yant mentre lo tatua. Alla fine, “soffia” (Pao) l’incantesimo nel tatuaggio per dargli vita.
Lo Yant come Abbigliamento Tattico e Spirituale del Thasao
Questo “abbigliamento permanente” era il più importante. Un guerriero era nudo senza i suoi Yant. Per un praticante di Muay Thasao, la cui filosofia è l’agilità e l’intelligenza, la scelta degli Yant era mirata a potenziare questi attributi specifici.
Yant Hanuman (หนุมาน) – L’Abito dell’Agilità e dell’Astuzia:
Chi è: Hanuman è il Re Scimmia, generale dell’esercito di Rama nel Ramakien.
Perché è Perfetto per il Thasao: Hanuman è l’incarnazione del guerriero Thasao. Non è solo forte, ma è:
Chalat (Intelligente): È un trickster, un maestro dell’inganno (Lork) e della strategia.
Klong Kliaw (Agile): È acrobatico, incredibilmente veloce, capace di saltare montagne. Incarna il Kradod (salto) e l’evasività del Thasao.
Loyal (Leale): È il simbolo della lealtà assoluta a Rama (un parallelo perfetto con la leggendaria lealtà di Phraya Phichai a Re Taksin).
Il Potere: Indossare lo Yant di Hanuman significava invocare la sua agilità, la sua astuzia e la sua capacità di sfuggire a ogni pericolo.
Yant Suea (เสือ) – L’Abito del Potere Aggressivo:
Definizione: La Tigre. Spesso tatuata come Suea Koo (Tigri Gemelle) o Suea Liaw Lang (Tigre che guarda indietro).
Funzione: Incarna il Maha Amnat (Potere, Carisma, Autorità) e il Kong Krapan (Invulnerabilità).
Connessione con il Thasao: Rappresenta l’aspetto aggressivo e incessante (Lai Lueai) dello stile. Se Hanuman è l’agilità elusiva, la Tigre è la ferocia del flusso offensivo.
Yant per il Klaew Klaad (Evasione) – L’Abito dell’Inafferrabilità:
Questi Yant erano fondamentali per la difesa basata sul Yang Sam Khum.
Yant Pla Lai (ปลาไหล): L’Anguilla. Una serie di Yant progettati per rendere il portatore “scivoloso”, “inafferrabile” e impossibile da trattenere nel clinch (Muay Pam).
Yant Jing Jok (จิ้งจก): La Lucertola. Per l’agilità, la capacità di “aggrapparsi” e la rapidità di movimento.
Yant Universali (L’Armatura di Base):
Yant Gao Yord (เก้ายอด): I “Nove Picchi”. Uno Yant principale, spesso tatuato sulla nuca o sulla schiena. È un’armatura spirituale universale che protegge da ogni tipo di pericolo, una “benedizione di base” per ogni guerriero.
Yant Krop Phet (เกราะเพชร): L’Armatura di Diamante. Un disegno a griglia che rende il corpo impenetrabile.
Le Regole dell’Abbigliamento (Khor Haam) Questo “abbigliamento” magico non era gratuito. Per rimanere “attivo”, il portatore doveva seguire un codice morale (Jariyatham) imposto dall’Ajarn. Regole comuni includevano: non mentire, non rubare, non commettere adulterio, non mancare di rispetto ai genitori o al Kru. Questo legava indissolubilmente l’equipaggiamento del guerriero al suo codice d’onore.
PARTE 5: L’ABBIGLIAMENTO MODERNO E DA DIMOSTRAZIONE
Oggi, l’abbigliamento del Muay Thasao si è diviso in due filoni: quello pratico (per l’allenamento) e quello cerimoniale (per le dimostrazioni).
Abbigliamento da Allenamento (Pratica Moderna)
La Praticità: In una moderna Samnak o in un’accademia (come l’IMBA in Italia) dove si studia il Muay Thasao, l’abbigliamento quotidiano è dettato dalla praticità e dalla sicurezza.
Pantaloncini: Si usano i moderni pantaloncini da Muay Thai o Kickboxing, per la loro leggerezza e libertà.
Maglietta: Solitamente una maglietta della scuola, che funge da “uniforme” moderna, creando un senso di appartenenza al lignaggio (Samnak).
Pha Khao Ma: A volte, i maestri tradizionalisti insistono che gli allievi leghino in vita un Pha Khao Ma (la sciarpa thailandese) sopra i pantaloncini, come richiamo simbolico al Jong Kraben e all’era Boran.
Le Bende Moderne: Le fasce da boxe moderne hanno sostituito il Kard Chuek per la protezione delle mani durante l’allenamento ai colpitori.
Abbigliamento Cerimoniale (L’Eredità Vivente) Questo è l’abbigliamento che si vede oggi in Thailandia durante le rievocazioni e i festival. È la musealizzazione vivente dell’antico equipaggiamento.
Contesto: Il luogo principale per vedere questo abbigliamento è il Festival di Phraya Phichai a Uttaradit (a gennaio) o durante il Wai Kru Day ad Ayutthaya (a marzo).
L’Uniforme: I praticanti che eseguono le dimostrazioni di Muay Thasao indossano l’abbigliamento storico completo come un’uniforme cerimoniale:
Jong Kraben: In tessuti moderni (spesso seta sintetica lucida), in colori vivaci (rosso, blu, oro) per lo spettacolo.
Mongkon e Pra Jiad: Obbligatori.
Kard Chuek: Versioni moderne delle corde, spesso rosse o bianche, avvolte sopra un guantino leggero o già cucite in un “guanto di corda” per praticità.
Il Significato: Questo non è più un abbigliamento da battaglia. È un abito culturale. Indossarlo è un atto di rispetto, un modo per onorare la storia e per “impersonare” lo spirito dei guerrieri del passato. È un abbigliamento che racconta la storia e la filosofia dell’arte al pubblico.
In conclusione, l’abbigliamento del Muay Thasao è un sistema complesso dove ogni filo ha uno scopo. Il Jong Kraben permetteva l’agilità del Yang Sam Khum. Il Kard Chuek forzava l’intelligenza (Chalat) e l’evasività. Gli amuleti e i Sak Yant fornivano la fiducia e l’armatura spirituale, potenziando la filosofia elusiva (Klaew Klaad) dello stile. Non era un “look”, ma un arsenale completo per il corpo e per l’anima.
ARMI
Affrontare il tema delle “armi” in relazione al Muay Thasao (มวยท่าเสา) richiede di risolvere un paradosso fondamentale. Il termine “Muay” (มวย) significa esplicitamente “Boxe” o “Combattimento a mani nude”. Pertanto, in senso letterale, il Muay Thasao non ha armi. È, per definizione, un’arte disarmata.
Tuttavia, questa è una verità parziale che nasconde una realtà storica e filosofica molto più profonda. Il Muay Thasao, come tutti gli stili di Muay Boran (Boxe Antica), non è nato nel vuoto. Non è stato concepito come uno “sport” o un’arte di autodifesa isolata.
Il Muay Thasao è, più correttamente, la componente a mani nude di un sistema di combattimento militare integrato, noto in Thailandia come Krabi Krabong (กระบี่กระบอง).
Nell’antico Siam, un guerriero addestrato in una Samnak (scuola) come quella di Kru Thiang a Tha Sao, non imparava solo il Muay. Imparava prima a usare le armi, poiché la battaglia si combatteva primariamente con l’acciaio e il legno. Il Muay era ciò che si usava quando la lancia si spezzava, quando la spada veniva persa o quando la distanza si chiudeva a tal punto da rendere le armi lunghe inutili.
La connessione è ancora più profonda: le armi e il Muay Thasao non sono solo “colleghi” nello stesso curriculum; sono “gemelli” nati dalla stessa filosofia. Le tecniche, la biomeccanica, il gioco di gambe e la strategia del Muay Thasao sono l’applicazione diretta, a mani nude, dei principi appresi con le armi.
Per capire le “armi” del Muay Thasao, non dobbiamo quindi chiederci “quali armi usa?”, ma “quali armi hanno forgiato la sua filosofia e sono state usate dai suoi praticanti?”. La risposta è l’intero arsenale del Krabi Krabong, e in particolare, l’arma che definisce la leggenda del suo eroe: il Daab (ดาบ), la spada.
PARTE 1: IL SISTEMA MADRE – IL KRABI KRABONG (กระบี่กระบอง)
“Krabi Krabong” è il termine generico per tutte le arti armate thailandesi. Il nome stesso significa “Spada (Krabi) e Bastone (Krabong)”, ma l’arsenale è molto più vasto. È il sistema d’armi ufficiale insegnato ai soldati, alle guardie reali e ai guerrieri di professione per secoli.
La Samnak (Scuola) come Sistema Olistico
In una Samnak tradizionale di Muay Boran, come quella del distretto di Tha Sao, un Looksit (allievo) non sceglieva la sua specializzazione. Il Kru (Maestro) insegnava un Wicha (conoscenza) completo:
Krabi Krabong: L’uso delle armi.
Muay Boran (Thasao): L’applicazione a mani nude.
Muay Pam (มวยปล้ำ): La lotta e il grappling, essenziali per il clinch e il combattimento a terra (armato e non).
Saiyasat (ไสยศาสตร์): La magia e la spiritualità (amuleti, tatuaggi).
Phaet Phaen Boran (แพทย์แผนโบราณ): La medicina tradizionale (per guarire le ferite).
L’addestramento era simultaneo. Il guerriero imparava a combattere con la spada e a mani nude nello stesso giorno, perché i principi erano identici.
La Connessione Inestricabile: La Radice Comune della Tecnica
Il Muay Thasao è forse lo stile di Muay Boran che dimostra questa connessione in modo più palese. Le sue caratteristiche uniche non sono nate dal nulla; sono nate dall’addestramento armato.
Il Chalat (Intelligenza): La strategia Chalat (astuzia) è fondamentale nel combattimento armato. Un errore contro una lama è fatale. Non ci si può permettere uno scambio “forza contro forza”. L’inganno (Lork), il tempismo (Changwa) e la gestione della distanza (Raya) sono supremi. Il Muay Thasao ha ereditato questa mentalità strategica e l’ha applicata al combattimento disarmato.
Il Lai Lueai (Flusso Incessante): Questo concetto deriva direttamente dal combattimento con le armi, in particolare dal Daab Song Mue (Doppia Spada). È un flusso continuo di attacco e difesa, dove non c’è pausa.
Il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli): Questo è il legame più evidente. Il Yang Sam Khum non è, in origine, un gioco di gambe del Muay. È il gioco di gambe dello spadaccino.
PARTE 2: IL MOTORE UNIVERSALE – YANG SAM KHUM (IL PASSO) CON E SENZA ARMI
La prova della simbiosi tra Muay Thasao e Krabi Krabong risiede nel suo motore: il Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli). Il guerriero di Tha Sao imparava un unico sistema di movimento e lo applicava a qualsiasi “strumento” avesse in mano, che fosse una spada o il suo pugno.
Applicazione Armata: Lo Spadaccino Yang
Immaginiamo un guerriero di Tha Sao armato di Daab (spada).
Contro un Attacco Lineare (es. una Spinta di Lancia): Un guerriero “inferiore” potrebbe tentare di parare la lancia con la spada (un blocco rischioso, forza contro forza).
La Soluzione Thasao/Krabi Krabong: Il guerriero esegue un Yang Sam Khum. Fa un passo diagonale in avanti e di lato.
Risultato 1 (Difesa): Il suo corpo esce dalla linea di attacco della lancia, che va a vuoto.
Risultato 2 (Offesa): Il passo lo ha portato all’interno della guardia della lancia, nell’angolo cieco del nemico, a distanza perfetta per colpire con la sua spada (Daab).
L’evasione e il contrattacco sono un unico movimento fluido, intelligente (Chalat) e angolare.
Applicazione Disarmata: Il Pugile (Nak Muay) Yang
Ora immaginiamo lo stesso guerriero, disarmato, che affronta un pugno potente (un Mahd Trong).
Contro un Attacco Lineare (es. un Pugno Dritto): Un combattente “inferiore” (es. di scuola Korat) potrebbe bloccare con l’avambraccio, scambiando potenza.
La Soluzione Muay Thasao: Il guerriero esegue lo stesso identico Yang Sam Khum. Fa un passo diagonale in avanti e di lato.
Risultato 1 (Difesa): Il suo corpo esce dalla linea di attacco del pugno, che va a vuoto.
Risultato 2 (Offesa): Il passo lo ha portato all’interno della guardia del nemico, nell’angolo cieco, a distanza perfetta per colpire con un Sok Ti (Gomito Orizzontale).
L’evasione e il contrattacco sono un unico movimento fluido, intelligente (Chalat) e angolare.
La Conclusione: L’arsenale del guerriero di Tha Sao (spada, lancia, bastone, gomito, pugno, calcio) è intercambiabile. Il sistema operativo – il Yang Sam Khum – rimane lo stesso.
PARTE 3: L’ARMA ARCHETIPICA – IL DAAB E IL DAAB SONG MUE
Sebbene l’arsenale del Krabi Krabong sia vasto, l’arma che è filosoficamente e storicamente sinonimo di Muay Thasao è la spada, il Daab (ดาบ). E, più specificamente, l’arte di brandirne due: il Daab Song Mue (ดาบสองมือ).
Questa è l’arte in cui Phraya Phichai Dap Hak era un maestro. Non è un caso. La filosofia del Daab Song Mue e quella del Muay Thasao a mani nude sono identiche.
Il Daab (La Spada Thailandese)
Descrizione: Il Daab thailandese (o Dha) è un’arma distintiva. È una spada a filo singolo, con una curvatura pronunciata e un’impugnatura lunga (spesso abbastanza lunga per due mani, anche se usata prevalentemente a una).
Funzione: Non è una spada da stocco (come lo stocco europeo), ma un’arma da taglio (Fan). La sua curvatura e il suo bilanciamento in avanti la rendono devastante nei colpi circolari e nelle “frustate”, simili ai movimenti del Tae-Wiang (il calcio zappante) del Muay Thasao.
Costruzione: L’elsa è semplice, senza una guardia a croce complessa, il che richiede un gioco di gambe evasivo piuttosto che una difesa passiva (un’altra connessione con il Thasao).
Il Daab Song Mue (L’Arte della Doppia Spada)
Definizione: “Spada (Daab) Due (Song) Mani (Mue)” – ma il significato è “Due Spade” (una per mano). È lo stile di combattimento a doppia lama.
Perché è l’Anima del Muay Thasao? L’analisi di questa disciplina armata è la chiave per comprendere la filosofia disarmata del Thasao.
Nessuna Mano “Debole” (Filosofia Ambidestra): In un sistema a spada singola (o spada e scudo), c’è una mano dominante (attacco) e una mano secondaria (difesa). Nel Daab Song Mue, entrambe le spade sono armi primarie. Entrambe attaccano, entrambe difendono.
Connessione al Muay Thasao: Il Thasao applica questa logica. Le mani (pugni) e le gambe (calci) non sono “jab” (preparazione) e “destro” (potenza). Ogni arto è un’arma primaria. L’arte è famosa per i suoi Luk Son (attacchi a catena), dove il praticante attacca in raffiche ambidestre (pugno dx, pugno sx, calcio dx, calcio sx) senza la pausa tipica degli stili basati su una “mano forte”.
Il Flusso Incessante (Lai Lueai): Il Daab Song Mue è l’incarnazione del Lai Lueai (flusso). Il combattimento a doppia spada è una tempesta di acciaio. Non c’è pausa. Mentre una spada completa il suo taglio, la seconda sta già iniziando il suo. I movimenti sono circolari, fluidi e si collegano l’uno all’altro in un continuum offensivo.
Connessione al Muay Thasao: Questa è la stessa identica filosofia delle raffiche (Luk Son) del Thasao. Il recupero di un colpo è il caricamento del successivo. L’obiettivo è la saturazione. Si sopraffà l’avversario con un volume di attacchi doppio rispetto al suo, costringendolo a una difesa disperata.
Difesa Attiva (Chap/Pad): Come ci si difende con due spade? Non si blocca passivamente. Si usa una spada per “legare” (Chap) o “deviare” (Pad) l’arma dell’avversario, mentre la seconda spada colpisce l’apertura creata.
Connessione al Muay Thasao: Questa è la strategia esatta della guardia “cercante” (Mue Suep) del Thasao. Si usa la mano anteriore per il Chap (intrappolare il braccio nemico) o il Pad (deviare il pugno), mentre l’altra mano (o gomito, o ginocchio) colpisce l’apertura.
Il Muay Thasao, quindi, può essere definito come “l’arte di combattere a mani nude come un maestro di doppia spada”. Phraya Phichai non era un grande pugile e un grande spadaccino; era un grande guerriero perché applicava un’unica, fluida e intelligente filosofia di combattimento (Wicha) a entrambi i contesti.
PARTE 4: L’ARMA LEGGENDARIA – IL DAP HAK (LA SPADA SPEZZATA)
La leggenda centrale del Muay Thasao, l’evento che ha dato a Phraya Phichai il suo nome, è un aneddoto sulle armi. L’analisi di questo evento non è solo folklore; è una lezione magistrale di tattica e la prova definitiva della filosofia del Thasao.
Il Contesto: Da Daab Song Mue a Dap Hak
La storia è nota: nel 1773, durante la battaglia di Phichai, Phraya Phichai sta combattendo con le sue due spade (Daab Song Mue). Nel culmine della mischia, una delle sue spade si spezza (Hak).
L’Analisi Tattica: Una Transizione, Non una Sconfitta
L’eroismo non sta solo nel “continuare a combattere”. Sta nell’adattabilità (Kaan Prap Tua) intelligente (Chalat). In quella frazione di secondo, Phraya Phichai non ha “perso” un’arma; ha cambiato sistema d’arma.
Da Daab Song Mue a Daab-Meed: Il sistema a “Doppia Spada” si è trasformato istantaneamente nel sistema a “Spada e Pugnale” (Daab e Meed Sahn). La spada spezzata è diventata un pugnale letale.
Un Cambio di Filosofia Tattica: Questo è un cambio radicale di strategia.
La Spada Lunga (Daab): È diventata la sua arma di controllo della distanza (Raya). Usata per tenere a bada i nemici, per tagliare a media distanza, per parare le armi lunghe.
La Spada Spezzata (Dap Hak / Meed): È diventata la sua arma da clinch. Perfetta per la distanza ravvicinata, dove la spada lunga è goffa. È stata usata per parare i colpi corti, per agganciare gli scudi e, soprattutto, per colpire i punti vitali (gola, ascelle, fessure dell’armatura) in una mischia.
La Connessione al Muay Thasao: Questo evento è la metafora perfetta per la filosofia completa del Thasao.
L’arte del Thasao non si specializza in una sola distanza. La sua agilità (Klong Kliaw) e il suo flusso (Lai Lueai) sono progettati per passare fluidamente dalla lunga distanza (calci Tae), alla media distanza (pugni Mahd), alla distanza ravvicinata (gomiti Sok, ginocchia Kao e Muay Pam).
Phraya Phichai ha fatto esattamente questo. Ha usato la sua spada intera (l’equivalente di Tae e Mahd) e la sua spada spezzata (l’equivalente di Sok e Kao).
Il Dap Hak non è solo un simbolo di coraggio. È la prova che la filosofia del Thasao – adattabilità intelligente, fluidità tra le distanze e maestria nell’intero arsenale – è una filosofia vincente sul campo di battaglia.
PARTE 5: L’ARSENALE COMPLETO – LE ALTRE ARMI DEL GUERRIERO DI THA SAO
Un guerriero d’élite come Phraya Phichai, e un maestro completo come Kru Thiang, non si sarebbero limitati alla spada. La Samnak di Tha Sao avrebbe insegnato l’intero curriculum del Krabi Krabong. Ognuna di queste armi ha una connessione filosofica e biomeccanica con il Muay Thasao.
1. Il Krabong (กระบอง) – Il Bastone Lungo
Descrizione: Il “Bastone” per antonomasia. È un bastone lungo (circa 1.80-2.00 metri), solitamente di legno duro o rattan pesante. È considerata la “madre di tutte le armi” in molti sistemi, poiché insegna i principi fondamentali.
Uso Tattico: È l’arma del Raya (distanza). Il suo scopo è controllare lo spazio, colpire l’avversario prima che possa raggiungere il portatore e sbilanciare. È un’arma potente, che utilizza entrambe le mani per generare una leva devastante.
Connessione con il Muay Thasao:
Gestione della Distanza (Raya): L’addestramento con il Krabong insegna in modo rigoroso la gestione della distanza. Un guerriero Thasao applica questa conoscenza al suo Muay, usando il Teep (ถีบ) (il calcio frontale) esattamente come userebbe la punta del suo bastone: un colpo veloce, a lungo raggio, per tenere l’avversario a bada, rompere il suo ritmo (Changwa) e preparare un attacco.
Generazione della Potenza: La potenza nei colpi di bastone deriva da una rotazione completa delle anche e del busto. Questa stessa biomeccanica viene utilizzata nei calci circolari (Tae Tad) più potenti.
2. Il Ngaw (ง้าว) – L’Alabarda o Falcione
Descrizione: Un’arma ad asta, composta da un lungo bastone (Krabong) con una lama curva (simile a un Daab o a un falcione) montata in cima. Spesso aveva anche un gancio sul retro.
Uso Tattico: Questa era un’arma da campo di battaglia, non da duello. Era l’arma principale della fanteria per affrontare altre unità armate di lancia o, soprattutto, la cavalleria (gli elefanti da guerra o i cavalli). Il gancio serviva a disarcionare i cavalieri.
Connessione con il Muay Thasao:
Il Contesto del Generale: Phraya Phichai era un generale. Avrebbe comandato truppe armate di Ngaw. La sua comprensione della strategia militare (spaziatura delle unità, angoli di attacco) si riflette nel Chalat (intelligenza tattica) del suo stile personale.
Tempismo (Changwa): Maneggiare un Ngaw richiede un tempismo squisito per intercettare una carica. Questo addestramento al Changwa su larga scala si traduce nel tempismo del Tae-Kae (calcio correttivo) del Muay Thasao, usato per intercettare l’avanzata dell’avversario.
3. Il Plong (พลอง) – Il Bastone Medio/Corto
Descrizione: Un bastone più corto del Krabong, di solito della lunghezza di un braccio, o poco più lungo (circa 1.00-1.20 metri). È più veloce del Krabong e spesso usato in coppia (Plong Song Mue), proprio come le spade.
Uso Tattico: È un’arma da mischia veloce, usata per colpire, deviare e bloccare.
Connessione con il Muay Thasao (La Connessione Chiave):
L’Avambraccio come Plong: Questa è una connessione diretta. Un praticante di Muay Boran, specialmente con le braccia fasciate di corde (Kard Chuek), usa i suoi avambracci (Khaen) esattamente come se fossero dei Plong.
Blocchi Duri (Bang): Il blocco Khaen Bang (blocco con l’avambraccio) o Sok Bang (blocco con il gomito) è un’applicazione diretta del blocco con il bastone. L’intenzione non è solo “fermare” il colpo, ma danneggiare l’arto che colpisce (tibia contro avambraccio).
Deviazioni Attive (Pad): Le deviazioni veloci e “frustate” (Pad) del Thasao, usate per deviare i pugni, sono biomeccanicamente identiche alle deviazioni usate nel combattimento con il bastone. L’addestramento con il Plong affina le tecniche difensive attive del Thasao.
4. Il Meed (มีด) – Il Coltello/Pugnale
Descrizione: L’arma della distanza ravvicinata (Meed Sahn – coltello corto). Era l’arma di riserva del guerriero, da usare quando tutto il resto era perduto, o nel clinch.
Uso Tattico: Usato per colpi di punta (Taeng) e di taglio (Cheun) ai punti vitali (gola, ascelle, inguine, reni).
Connessione con il Muay Thasao (La Connessione Letale):
Il Muay Pam (Clinch): Il Muay Pam (la lotta/clinch del Boran) non è uno sport. È un sistema di combattimento per la vita o la morte, progettato per neutralizzare l’avversario. Tutta la logica del Muay Pam si basa sulla difesa da coltello e sull’attacco con coltello.
Il Sok (Gomito) come Meed: Il gomito (Sok) è il “coltello” del praticante di Muay. È usato per colpire gli stessi punti vitali che si attaccherebbero con un Meed. L’agilità del Thasao, che permette di “entrare” con un Yang e colpire con un Sok Ti, è una tattica da coltello.
Il Chap e l’ Hak (Trapping e Leve): Perché il Thasao è così focalizzato sul Chap (afferrare) le braccia? Per due motivi:
Difesa: Per controllare il braccio armato di coltello dell’avversario.
Offesa: Per immobilizzare l’avversario e creare un’apertura per estrarre e usare il proprio Meed (o, in assenza di esso, per colpire con un Sok o un Kao).
Le tecniche di leva (Hak), come Hak Khaen (rompere il braccio), sono tecniche di disarmo del coltello.
5. Le Armi Flessibili e Improvvisate (L’Anima Chalat)
Pha Khao Ma (ผ้าขาวม้า): La sciarpa/fascia in cotone.
Uso Tattico: Un vero maestro di Chalat (astuzia), come un praticante di Thasao, era addestrato a usare qualsiasi cosa come arma. Il Pha Khao Ma (usato come cintura, vedi Punto 13) poteva essere srotolato e usato come una frusta (Saet) per accecare, come una corda (Chueak) per strangolare o legare, o per “intrappolare” l’arma dell’avversario.
PARTE 6: SINTESI – LE ARMI E L’IDENTITÀ DEL MUAY THASAO
In conclusione, è impossibile parlare del Muay Thasao senza parlare delle armi del Krabi Krabong, perché sono due facce della stessa medaglia. L’identità dello stile del Nord è forgiata da questo rapporto.
Le Armi come Maestro: Le armi hanno insegnato al Muay Thasao la sua filosofia.
Il Kard Chuek (le corde) ha insegnato la necessità dell’evasione e ha dato vita al Yang Sam Khum.
Il Daab Song Mue (le doppie spade) ha insegnato la filosofia del flusso incessante (Lai Lueai) e dell’attacco a catena (Luk Son).
Il Dap Hak (la spada spezzata) ha insegnato la lezione dell’adattabilità e della fluidità tra le distanze (media e corta).
Il Meed (il coltello) ha insegnato la letalità del clinch (Muay Pam) e ha dato uno scopo alle tecniche di Hak (rottura) e Chap (trapping).
Il Plong (il bastone) ha insegnato la biomeccanica delle difese attive (Pad) e dei blocchi duri (Bang).
Il Krabong (il bastone lungo) ha insegnato l’importanza della gestione della distanza (Raya) e ha dato vita al Teep.
Il Guerriero Completo: Un praticante di Muay Thasao, nell’era di Phraya Phichai, non era un “pugile”. Era un guerriero completo. Era un maestro di Chalat (intelligenza tattica) che poteva applicare la sua filosofia universale – evasione angolare, flusso incessante, adattabilità – a qualsiasi scenario: a lungo raggio con un Ngaw, a medio raggio con due Daab, a corto raggio con i Sok (gomiti), o in una mischia disperata con un Dap Hak (spada spezzata).
L’arsenale del Muay Thasao, quindi, non è composto solo dalle “nove armi” del corpo, ma dall’intero
A CHI E' INDICATO E A CHI NO
La scelta di praticare un’arte marziale è una decisione profondamente personale. Tuttavia, nel caso di una disciplina così specifica, rara e filosoficamente definita come il Muay Thasao (มวยท่าเสา), questa scelta trascende la semplice preferenza. Non si tratta di decidere se si preferisce calciare o lottare; si tratta di determinare se la propria mentalità, i propri obiettivi e il proprio temperamento sono allineati con un Wicha (วิชา), un “corpo di conoscenza” antico e complesso.
Il Muay Thasao non è un prodotto di consumo sportivo di massa. Non è un corso di fitness e non è un sistema di autodifesa rapida. È un’arte marziale accademica, un percorso di conservazione storica e un’immersione in una strategia di combattimento che privilegia l’intelligenza sulla forza.
Di conseguenza, il “filtro” per determinare a chi quest’arte è indicata e a chi no, è incredibilmente selettivo. La sua stessa filosofia, basata sui pilastri del Chalat (ฉลาด) (intelligenza, astuzia), Lai Lueai (ไหลเลื้อย) (flusso incessante) e Yang Sam Khum (ย่างสามขุม) (il passo angolare), funge da setaccio naturale.
Questa analisi, puramente informativa e neutrale, non intende giudicare, ma delineare i profili psicologici, fisici e motivazionali che trovano la loro massima espressione in quest’arte, e quelli che, al contrario, troverebbero solo frustrazione, cercando altrove una risposta più adatta alle loro esigenze.
PARTE 1: A CHI È INDICATO – IL PROFILO DEL PRATICANTE IDEALE
Il praticante ideale di Muay Thasao è una figura rara: un individuo che cerca profondità piuttosto che ampiezza, efficacia attraverso la strategia piuttosto che attraverso la potenza, e connessione culturale piuttosto che semplice competizione. Possiamo delineare diversi archetipi che trovano la loro casa perfetta in questa disciplina.
L’Archetipo Intellettuale: “Il Pensatore” o “Lo Stratega” (Chalat)
Questo è il candidato numero uno. È l’individuo la cui arma principale è, ed è sempre stata, la sua mente.
Profilo Psicologico: Questo praticante è analitico, metodico e paziente. È il “giocatore di scacchi” del combattimento. Trae soddisfazione non dal sopraffare fisicamente un avversario, ma dall’outsmarting (superare in astuzia).
Attrazione Filosofica: La dottrina centrale del Thasao, Chalat Kwa Kwam Keng (“L’Intelligenza al di sopra della Forza”), non è solo un motto per lui; è una verità di vita. È attratto da un sistema che promette a un praticante più piccolo e meno forte di poter sconfiggere un avversario più grande e più potente, non attraverso la forza, ma attraverso la geometria, il tempismo e l’inganno.
Manifestazione nell’Allenamento: Questa persona amerà gli aspetti che altri troverebbero noiosi:
Le Finte (Lork): Si diletterà nell’arte dell’inganno, nel padroneggiare le finte di calcio per aprire la guardia, o le finte di pugno per provocare una reazione.
Il Trapping (Chap): L’idea di “catturare” il braccio dell’avversario per neutralizzarlo e colpirlo è, per lui, una soluzione elegante e intelligente.
Le Mae Mai e Luk Mai: Vedrà le “forme a coppie” (l’equivalente del Kata) non come una coreografia morta, ma come un “puzzle” tattico da risolvere. Ogni Mae Mai (Tecnica Madre) è un problema (un attacco) e una soluzione (una difesa/contrattacco) che incarna un principio strategico.
Conflitto con la Forza Bruta: Questo individuo è spesso respinto filosoficamente dagli stili basati sulla pura potenza (come il Muay Korat). Non trova eleganza in uno scontro “forza contro forza”, che considera inefficiente, rischioso e privo di raffinatezza. Il Thasao gli offre l’alternativa perfetta.
Connessione Storica: Questo praticante non ammira Phraya Phichai Dap Hak solo per il suo coraggio, ma per il suo genio tattico: la capacità di trasformare una spada spezzata (uno svantaggio) in un’arma diversa (un vantaggio tattico).
L’Archetipo Fisico: “L’Artista del Movimento” (Klong Kliaw)
Questo è il candidato la cui fisicità è naturalmente allineata con i requisiti dello stile.
Profilo Fisico: Questo individuo non è necessariamente un “colosso”. Spesso è un atleta di tipo ectomorfo o mesomorfo leggero. La sua forza non risiede nella potenza esplosiva, ma nell’agilità (Klong Kliaw), nella coordinazione, nella propriocezione e, soprattutto, nella resistenza cardiovascolare. È il maratoneta, non lo scattista.
Attrazione Filosofica: È attratto dal Lai Lueai (ไหลเลื้อย), il “Flusso Incessante”. L’idea di un combattimento statico, “piantato”, lo annoia. Si sente vivo nel movimento.
Manifestazione nell’Allenamento: Questo praticante eccellerà negli aspetti fisici unici del Thasao:
Il Yang Sam Khum: Mentre altri troverebbero il “Passo dei Tre Angoli” goffo, controintuitivo e stancante, questo atleta lo vedrà come una “danza”. Ha la coordinazione dell’anca e la leggerezza sui piedi per renderlo efficace.
Il Lom Muay (Shadowboxing): Amerà la pratica solista, dove può esplorare il flusso e il movimento angolare senza restrizioni.
Il Len Chern (Gioco di Stile): Lo sparring controllato e fluido del Thasao è il suo ambiente ideale. È una “conversazione” di movimento, non un pestaggio.
L’Endurance: Il Lai Lueai (flusso) richiede un motore cardiovascolare eccezionale. Questo praticante, che già si basa sulla resistenza, apprezzerà un’arte che premia il suo attributo migliore. Può sostenere un alto volume di attacchi veloci (Tae-Wiang) molto più a lungo di un combattente basato sulla potenza.
Conflitto con la Staticità: Questa persona sarebbe frustrata in uno stile che richiede di “piantare i piedi” e “incassare” i colpi. Il Thasao gli dice di non incassare mai, ma di evadere e fluire.
L’Archetipo Culturale: “Lo Storico” o “Il Conservatore”
Questo è l’individuo attratto dall’arte marziale come un atto culturale e storico.
Profilo Psicologico: Curioso, meticoloso, rispettoso della tradizione e della storia. È un ricercatore per natura.
Attrazione Filosofica: Non cerca solo un modo per combattere; cerca una connessione con il passato. È affascinato dal fatto che il Muay Thasao sia l’arte di un eroe nazionale, Phraya Phichai. Vuole praticare l’arte come la praticavano loro.
Manifestazione nell’Allenamento: Questo praticante sarà il più devoto negli aspetti che altri trascurano:
Il Wai Kru Ram Muay: Non lo vedrà come un riscaldamento. Lo studierà. Vorrà imparare il Wai Kru specifico della scuola di Thasao, con i suoi riferimenti al Daab Song Mue (Doppia Spada) e al Dap Hak (Spada Spezzata).
La Terminologia: Amerà imparare i termini thailandesi (come Chalat, Lai Lueai, Yang Sam Khum), perché capisce che la terminologia è la filosofia (come analizzato nel Punto 12).
Il Wicha Olistico: Questo è il candidato che non si accontenta del Muay. Sarà il primo a iscriversi a un seminario di Krabi Krabong (armi), perché capisce che non si può padroneggiare il Thasao senza padroneggiare il Daab Song Mue, la sua controparte armata. Sarà affascinato dal lato spirituale (Saiyasat), dagli amuleti (Pra Jiad) e dalla medicina tradizionale (Phaet Phaen Boran) che facevano parte del curriculum della Samnak (scuola) storica.
Obiettivo: Il suo obiettivo non è vincere una medaglia. Il suo obiettivo è diventare un depositario vivente di un’arte che rischia di scomparire. È un atto di conservazione.
L’Archetipo Marziale: “Il Praticante Esperto in Transizione”
Questo è l’individuo che ha già una vasta esperienza in altre arti marziali e cerca il “livello successivo”.
Profilo: Potrebbe essere un Istruttore (Kru) di Muay Thai sportivo, un maestro di Karate, o un praticante avanzato di Kung Fu.
La Ricerca delle Radici: Dopo anni di pratica sportiva, sente che “manca qualcosa”. Cerca la “fonte” del Muay Thai, le tecniche “perdute” (leve, trapping) che sono state epurate dallo sport.
L’Apprezzamento per la Complessità: Il Muay Thasao non lo spaventa; lo affascina.
Un praticante di Muay Thai sportivo vedrà nel Yang Sam Khum un livello di gioco di gambe superiore e più complesso del semplice “avanti-indietro” del ring.
Un praticante di Karate riconoscerà la pratica delle Mae Mai (forme a coppie) come un Bunkai (applicazione del Kata) dinamico e reattivo.
Un praticante di Wing Chun (Kung Fu) vedrà nel Chap (trapping) e nella “mano cercante” (Mue Suep) una connessione diretta con i suoi principi di Chi Sao.
Indicazione: Il Thasao è perfettamente indicato per questo archetipo, perché offre una profondità tecnica e strategica che può arricchire e completare la loro arte esistente, fornendo al contempo il contesto storico e filosofico che stavano cercando.
PARTE 2: A CHI NON È INDICATO – IL PROFILO NON ALLINEATO
Il Muay Thasao è un filtro potente. Per ogni persona a cui è indicato, ce ne sono molte di più che troverebbero la sua pratica frustrante, noiosa o semplicemente inadatta ai loro obiettivi. È fondamentale, per neutralità, delineare questi profili, non per giudicarli, ma per indirizzarli verso percorsi più adatti.
L’Archetipo Sportivo: “L’Agonista Puro”
Questo è il profilo più comune nelle palestre di arti da combattimento oggi, ed è il meno indicato per il Muay Thasao.
Profilo Psicologico: Orientato all’obiettivo, competitivo, pragmatico in senso sportivo. La sua domanda principale è: “Funziona sul ring?”.
Obiettivo: Il suo obiettivo è combattere, vincere medaglie, costruire un record amatoriale o professionistico nel Muay Thai moderno (come quello sanzionato da Federkombat, IFMA, ONE Championship, ecc.).
Conflitto Totale con le Tecniche: L’arsenale del Muay Thasao è quasi completamente inutile o illegale nel contesto sportivo moderno:
Tecniche Illegali: Le leve (Hak), le proiezioni (Thum), le testate (Srisa) e i colpi ai punti vitali (gola, inguine) sono tutti falli gravi.
Tecniche Inefficienti (nello Sport): Il Yang Sam Khum (passo angolare) è un gioco di gambe progettato per un campo di battaglia aperto o un duello senza limiti. In un ring quadrato di 6×6 metri, con le corde che intrappolano, e con giudici che penalizzano il movimento “passivo” o laterale, è tatticamente svantaggioso. Il “jab” e il “passo-e-scivola” della boxe sono più efficienti per lo sport.
Il Kard Chuek vs. I Guantoni: Le tecniche di Chap (trapping) del Thasao sono quasi impossibili da eseguire con guantoni da 10 once. I pugni del Thasao (verticali, “taglienti”) sono progettati per le corde, non per l’impatto con un guantone imbottito.
Conflitto con l’Allenamento: Questo atleta vedrà l’allenamento Thasao come una perdita di tempo.
Perché passare 30 minuti a studiare un Wai Kru (danza rituale) quando potrebbe usare quel tempo per fare 10 round di clinch sportivo?
Perché praticare Mae Mai (forme a coppie) lente e coreografate quando potrebbe fare sparring duro?
Perché studiare il Krabi Krabong (armi) quando non può usarlo sul ring?
Percorso Corretto: Questo individuo è perfettamente indicato per una moderna palestra di Muay Thai sportivo. È lì che troverà l’allenamento, la competizione e gli obiettivi che cerca.
L’Archetipo della Forza: “Il Carro Armato” (L’Anti-Chalat)
Questo è il praticante che è filosoficamente opposto al Thasao.
Profilo Psicologico: Ama la sensazione di potenza. È attratto dall’idea di essere una forza inarrestabile, un “tank”. Crede che la soluzione a un problema sia più forza.
Conflitto Filosofico: Rifiuta la filosofia Chalat. Vede l’evasione, l’agilità e le finte come “debolezza”, “trucchetti” o addirittura “codardia”. Vuole “piantarsi” e scambiare colpi, per dimostrare chi è il più “duro”.
Manifestazione nell’Allenamento: Questa persona odierà l’allenamento Thasao:
Frustrazione con il Yang Sam Khum: Troverà il gioco di gambe angolare “fastidioso”, “inefficiente” e “sfuggente”.
Frustrazione con i Colpi: Troverà il Tae-Wiang (calcio zappante) del Thasao “debole”, perché non è il Tae Tad (calcio di potenza) che rompe un sacco pesante.
Disprezzo per il Lai Lueai: Il “flusso” del Thasao gli sembrerà “leggero” e “inefficace”, perché non c’è il caricamento per il colpo da KO.
Percorso Corretto (Boran): Se questo individuo è comunque attratto dal Muay Boran, è perfettamente indicato per il Muay Korat. Lo stile Korat, con la sua postura piantata, la sua filosofia della “Forza del Bufalo” e il suo leggendario pugno Mahd Wiang Kwai, è l’esatto opposto del Thasao e l’abbinamento ideale per questo archetipo.
L’Archetipo dell’Efficacia Immediata: “Il Praticante di Autodifesa Rapida”
Questo è l’individuo che cerca una soluzione pragmatica a un problema moderno: la sicurezza personale.
Profilo Psicologico: Cerca soluzioni rapide, efficacia “da strada” e vuole sentirsi “sicuro” nel minor tempo possibile.
Obiettivo: Vuole un sistema “plug-and-play” per difendersi da un’aggressione comune.
Conflitto con la Complessità: Il Muay Thasao è un’arte letale, ma non è semplice. È un sistema incredibilmente complesso, un’arte da maestri.
Il Rischio: Un principiante che tenta di usare il Yang Sam Khum (un gioco di gambe complesso) sotto lo stress di un’aggressione reale fallirà miseramente. È molto più probabile che si impappini e cada.
Il Tempo: Il Thasao richiede anni per padroneggiare le sue transizioni fluide (Lai Lueai) e il suo trapping (Chap). Non è un corso di 6 settimane.
Conflitto con la Storicità: Questo praticante non è interessato a come Phraya Phichai combatteva i birmani nel 1773; è interessato a come difendersi da un aggressore in un parcheggio nel 2025. L’allenamento con le armi (Krabi Krabong) e i rituali (Wai Kru) gli sembreranno irrilevanti.
Percorso Corretto: Questo individuo è molto più indicato per discipline moderne focalizzate sull’autodifesa, come il Krav Maga, o per arti più dirette e facili da apprendere a un livello base, come la Boxe occidentale (per i pugni e il footwork lineare) o il Muay Thai sportivo (per la potenza del clinch e dei calci bassi).
L’Archetipo “Fitness”: “Il Consumatore di Sport”
Questo è il praticante la cui motivazione principale è la salute e il divertimento.
Profilo Psicologico: Cerca un’attività fisica ad alta intensità, un ambiente sociale divertente e risultati estetici (perdere peso, tonificare).
Obiettivo: “Sudare” e “sfogarsi”.
Conflitto con la Rigorosità Accademica: Il Muay Thasao è troppo intellettuale per questo profilo.
La Lentezza: Questa persona si annoierà a morte durante le spiegazioni storiche, le lezioni di terminologia e, soprattutto, la pratica lenta e metodica (Chaa) delle Mae Mai (forme).
La Complessità: Il Yang Sam Khum richiede una concentrazione mentale che è l’opposto dello “sfogarsi” colpendo un sacco.
Il Saiyasat (Spiritualità): L’aspetto rituale, l’altare, il Wai Kru e la terminologia magica potrebbero mettere a disagio o sembrare “strani” a chi cerca semplicemente un “workout”.
Percorso Corretto: Questo profilo è perfettamente indicato per il fiorente mercato del “Muay Thai Fitness”, “Kickboxing” o “FitBoxe”, dove può ottenere tutti i benefici cardiovascolari del Muay Thai in un ambiente musicale, energico e privo della complessità accademica e rituale del Boran.
PARTE 3: CONSIDERAZIONI PRATICHE E LOGISTICHE (IL FILTRO PIÙ GRANDE)
Al di là del temperamento e della filosofia, esiste una barriera pragmatica, forse la più importante di tutte: l’accessibilità.
Indicato solo per il Ricercatore Dedicato
La Rarità: Il Muay Thasao non si trova ovunque. Non si può “fare un mese di prova” nella palestra sotto casa.
In Italia: Come discusso nel Punto 11, la sua pratica è quasi esclusivamente limitata a una specifica accademia di studio e conservazione (come l’IMBA – International Muay Boran Academy) e alle sue poche scuole affiliate.
Nel Mondo: Anche in Thailandia, non si può entrare in una Kaimuay (palestra) a Bangkok e chiedere del Thasao. Si deve compiere un pellegrinaggio specifico a Uttaradit, la sua terra natale, e cercare i Kru locali che ne preservano la tradizione, spesso in contesti non commerciali (come durante il festival di Phraya Phichai).
Conclusione: Il Muay Thasao è indicato solo a quell’individuo così motivato (dalle ragioni intellettuali, fisiche o culturali di cui sopra) da essere disposto a cercare attivamente queste poche e rare fonti. È un’arte per chi è disposto a viaggiare, a investire tempo e risorse, non per chi cerca comodità.
Requisiti Fisici (Indicazioni vs. Cautela)
A livello puramente fisico, al di là dell’archetipo, ci sono considerazioni pratiche:
Indicato per:
Individui con una buona salute cardiovascolare di base, o disposti a costruirla. L’allenamento Lai Lueai (flusso) è estenuante.
Individui con una buona coordinazione e propriocezione.
Da Valutare con Cautela (Non “Non Indicato”, ma “Attenzione”):
Problemi Articolari Gravi: Il Yang Sam Khum è un gioco di gambe ad alto impatto. Anche se evita l’impatto “forza contro forza”, richiede migliaia di rapidi passi angolari, torsioni e cambi di peso. Questo può essere estremamente stressante per le ginocchia e le caviglie. Individui con lesioni croniche a queste articolazioni potrebbero trovare la pratica dolorosa o dannosa.
Problemi di Equilibrio: Individui con problemi vestibolari o di equilibrio troveranno il Yang Sam Khum quasi impossibile da padroneggiare.
Conclusione: La “Vocazione” del Guerriero-Studioso
In definitiva, il Muay Thasao non è un’arte per tutti. Non è nemmeno un’arte per “la maggior parte” dei praticanti di arti marziali.
Non è Indicato: Al competitivo, all’impaziente, a chi cerca la forza bruta o a chi vuole un semplice workout. Questi individui hanno a disposizione percorsi eccellenti (Muay Thai sportivo, Muay Korat, Fitness) che li renderanno molto più felici e soddisfatti.
È Indicato: È una “vocazione” (una chiamata) per un profilo molto specifico: il guerriero-studioso. È per l’individuo che cerca l’arte dietro il combattimento, la storia dietro la tecnica, e l’intelligenza dietro la forza. È per colui che non vuole solo “consumare” un’arte marziale, ma vuole diventare un custode e un conservatore di un Wicha prezioso, l’eredità indomita della “Spada Spezzata”.
CONSIDERAZIONI PER LA SICUREZZA
Affrontare il tema della “sicurezza” nel contesto del Muay Thasao (มวยท่าเสา) richiede di navigare un paradosso fondamentale. Quest’arte non è nata per essere “sicura”. È un Wicha Khun Seuk (วิชาขุนศึก), una “conoscenza da signore della guerra”, un sistema di combattimento militare del Muay Boran (Boxe Antica) progettato per un unico scopo: la neutralizzazione letale dell’avversario sul campo di battaglia o in un duello Kard Chuek (con le corde).
L’arsenale originale del Muay Thasao, come discusso nei punti precedenti, include tecniche specificamente progettate per rompere (Hak), proiettare violentemente (Thum), tagliare (con il Kard Chuek) e colpire punti vitali (Jut Sa-on). La sua filosofia non è la sportività, ma l’efficacia bellica.
Pertanto, una discussione onesta sulla sicurezza non può ignorare la natura intrinsecamente pericolosa dell’arte. Deve essere suddivisa in due aree distinte:
I Rischi Inerenti: La comprensione dei pericoli intrinseci dell’arte così come è stata concepita.
I Protocolli Moderni: Le metodologie e le precauzioni indispensabili che i maestri (Kru) e le scuole (Samnak) contemporanee adottano per studiare, praticare e preservare questo Wicha storico in un contesto moderno, senza subirne le conseguenze letali.
L’approccio moderno alla pratica del Muay Thasao è, in sé, un’applicazione della sua filosofia centrale: il Chalat (ฉลาด), l’intelligenza. L’approccio intelligente consiste nell’analizzare, scomporre e praticare l’arte in modo da assorbirne la conoscenza senza distruggere il praticante.
PARTE 1: I RISCHI INERENTI – LA NATURA PERICOLOSA DELL’ARTE STORICA
Per comprendere i protocolli di sicurezza moderni, è necessario prima comprendere i pericoli che essi cercano di neutralizzare. L’arte storica era pericolosa per progettazione.
I Pericoli dell’Equipaggiamento: Il Kard Chuek
Il rischio principale derivava dall’equipaggiamento da combattimento, il Kard Chuek (คาดเชือก), le bende di corda.
Arma Tagliente: Le corde di canapa, spesso indurite con resina o, secondo la leggenda, colla e vetro, non erano “guantoni protettivi”. Erano armi abrasive e contundenti. Un pugno (Mahd) non mirava a stordire, ma a lacerare la pelle, in particolare sul viso (sopracciglia, zigomi), per provocare un sanguinamento che accecasse l’avversario.
Impatto Osseo: Un colpo a piena potenza con un pugno indurito poteva facilmente fratturare le ossa più piccole (mano, costole, mascella).
Rischi Difensivi: La filosofia evasiva del Muay Thasao (basata sul Yang Sam Khum) è una risposta di sicurezza diretta al Kard Chuek. Tentare di bloccare un pugno fasciato di corda con l’avambraccio nudo (come in un blocco sportivo moderno) era una tattica disperata che poteva portare a fratture o lacerazioni profonde dell’arto difensivo.
I Pericoli del Curriculum: Le Tecniche Letali
L’arsenale tecnico del Muay Boran, che il Thasao impiega pienamente, è una lista di procedure ad alto rischio.
Tecniche di Rottura – Hak (หัก): Il curriculum include un vasto repertorio di leve articolari il cui scopo finale è la rottura. Tecniche come Hak Khaen (rompere il braccio) o la famigerata Hak Kor Erawan (rompere il collo dell’elefante) non sono metafore; sono istruzioni letterali per causare danni permanenti o fatali.
Tecniche di Proiezione – Thum (ทุ่ม): Le proiezioni del Boran non sono progettate per un tatami. Sono proiezioni da campo di battaglia, pensate per essere eseguite su terra battuta, pietra o contro ostacoli. L’obiettivo è concludere il combattimento con l’impatto, mirando a far atterrare l’avversario sulla testa, sul collo o sulla colonna vertebrale.
Bersagli Proibiti – Jut Tai (จุดตาย): Il Muay Thasao, come arte Chalat (intelligente), si concentra sull’efficienza. L’efficienza significa colpire i punti deboli. L’allenamento includeva attacchi deliberati a:
Occhi (Taa)
Gola (Kor)
Inguine (Khad)
Articolazioni (lato del ginocchio, caviglia)
Le Nove Armi – Nawa Awut: L’inclusione della testa (Srisa) come arma offensiva nel clinch (Muay Pam) introduce un alto rischio di commozioni cerebrali, fratture craniche e tagli per entrambi i combattenti.
I Pericoli del Condizionamento Storico (Kaan Tad)
Il metodo storico per preparare il corpo a questo combattimento era esso stesso pericoloso.
Indurimento delle Tibie: Il processo di calciare tronchi di banano per poi passare ad alberi duri come il teak, sebbene efficace, era una ricetta per il trauma cronico. Il rischio di microfratture non diagnosticate, danni permanenti ai nervi (neuropatia) e artrite traumatica in età avanzata era quasi una certezza.
Indurimento del Corpo (Tup): La pratica di “battere” il corpo con bastoni di rattan (Tup) o di ricevere colpi a corpo nudo per “abituarsi” poteva causare danni muscolari profondi, ematomi interni e traumi agli organi.
PARTE 2: PROTOCOLLI DI SICUREZZA NELLA PRATICA MODERNA
Data la natura letale del Wicha (conoscenza) storico, come è possibile praticare il Muay Thasao oggi in sicurezza? La risposta risiede in un cambiamento radicale dell’obiettivo: dalla letalità alla preservazione.
La pratica moderna del Muay Thasao è un atto di studio accademico, storico e culturale. La sicurezza non è un’opzione; è il prerequisito fondamentale. Questo si ottiene attraverso una serie di protocolli rigorosi.
1. Il Requisito Fondamentale: Il Kru (Maestro) Qualificato
Questa è la considerazione di sicurezza numero uno e non negoziabile. La pratica del Muay Thasao non può essere intrapresa da autodidatti o sotto la guida di un istruttore generico di “Muay Thai” o “Kickboxing”.
Conoscenza Specialistica: È indispensabile un Kru (o Arjarn) certificato specificamente nel Muay Boran. Questo maestro deve aver studiato e compreso le differenze filosofiche e tecniche degli stili regionali (Thasao, Chaiya, Korat).
Comprensione Biomeccanica: Il Kru deve capire la biomeccanica del Yang Sam Khum (passo angolare), del Lai Lueai (flusso) e delle tecniche Hak (leve). Deve sapere come insegnarle in modo progressivo e sicuro, per prevenire infortuni cronici alle ginocchia, alle caviglie e alla schiena.
Controllo e Disciplina: Il Kru è il garante della sicurezza. Deve creare un ambiente di allenamento (Samnak) basato sul rispetto (Jariyatham), sulla disciplina e sul controllo assoluto. Deve espellere immediatamente gli allievi che dimostrano ego, aggressività incontrollata o mancanza di rispetto per i compagni.
2. La Progressività Didattica (Il Controllo delle Variabili)
La sicurezza si ottiene attraverso una progressione didattica rigorosa, che scompone l’arte letale in componenti sicure.
Fase 1: Pratica Solista (Lom Muay): Il “Vento della Boxe” (Shadowboxing). L’allievo impara le fondamenta in totale sicurezza. Questo include:
La postura (Jod Muay).
Le meccaniche dei colpi base (pugni, calci, gomiti, ginocchia) a vuoto.
Il motore dello stile: il Yang Sam Khum. Per ore e ore, l’allievo pratica i passi angolari “a vuoto” per costruire la memoria muscolare senza stressare le articolazioni con impatti.
Fase 2: Pratica a Coppie Controllata (Mae Mai / Luk Mai):
Questo è l’equivalente del Kata Bunkai. Le “forme” del Thasao (le Tecniche Madri e Figlie) sono praticate a coppie.
Lentezza e Cooperazione: La sicurezza è garantita dalla velocità. Le forme vengono praticate lentamente (Chaa). Il partner non è un avversario; è un collaboratore. L’obiettivo è imparare la sequenza, il tempismo e la distanza, non “vincere”.
Zero Impatto: In questa fase, i colpi si fermano a pochi centimetri dal bersaglio (controllo) o vengono portati con un tocco leggerissimo.
3. La Gestione delle Tecniche Letali (Hak e Thum)
Come si praticano in sicurezza tecniche progettate per rompere le ossa?
Pratica delle Leve (Hak): Le leve articolari (su braccia, collo, polsi) vengono trattate con la stessa cautela dell’Aikido o del Brazilian Jiu-Jitsu.
Controllo Assoluto: L’enfasi è sull’entrata (il Chap – trapping) e sulla posizione (il Yang – angolo).
Mai Finalizzare: La leva non viene mai finalizzata. Il praticante applica una pressione minima e controllata. Il partner “batte” (fa tap out) immediatamente, non appena sente la pressione, molto prima che si raggiunga la soglia del dolore o del danno. L’obiettivo è il riconoscimento della tecnica, non la sua applicazione.
Pratica delle Proiezioni (Thum):
Materassine (Suea): A differenza del campo di battaglia, le proiezioni Boran si praticano esclusivamente su materassine adeguate.
Apprendimento delle Cadute (Ukemi): Una parte fondamentale dell’allenamento di sicurezza è imparare a cadere in modo sicuro.
Controllo: Si enfatizza lo sbilanciamento (Lak) e l’entrata, piuttosto che l’impatto finale.
4. La Sostituzione dello Sparring: Il Len Chern (Gioco di Stile)
Questo è un protocollo di sicurezza cruciale che distingue la pratica del Boran. L’obiettivo non è lo sparring duro (Som), ma il Len Chern (เล่นเชิง), o “Giocare con lo Stile”.
Filosofia: È una “conversazione” marziale, non un combattimento.
Regole di Sicurezza:
Potenza Minima: Si usa il 10-30% della potenza. L’impatto è nullo o leggerissimo (un “tocco”).
Tecniche Proibite: Le tecniche Hak, Thum e i colpi ai punti vitali sono assolutamente vietati.
Obiettivo: Lo scopo non è “vincere” o mettere KO il compagno. L’obiettivo è praticare il flusso (Lai Lueai), gli angoli (Yang Sam Khum), le finte (Lork) e il trapping (Chap). È un esercizio di tempismo, distanza e creatività in un ambiente sicuro.
Il Kru ha la responsabilità assoluta di far rispettare queste regole.
5. L’Uso di Equipaggiamento Protettivo Moderno
Sebbene l’arte sia storica, la pratica moderna utilizza la tecnologia moderna per la sicurezza.
Guantoni/Guantini (Nop): Per qualsiasi esercizio che preveda un impatto (anche leggero, come il Len Chern o il lavoro ai Pao), si usano guantoni (minimo 10 once per lo sparring leggero) o guantini da MMA (che permettono il Chap – trapping – pur proteggendo le nocche).
Paratibie (Snub Khaen): Fondamentali. Permettono di praticare i blocchi di tibia (Kao Bang) e i calci bassi (Tae-Kha) senza il rischio di fratture da impatto osso contro osso.
Paradenti (Yang Kan Fan): Obbligatorio in qualsiasi forma di pratica a coppie, anche la più leggera. Il rischio di un colpa accidentale è sempre presente.
Conchiglia Protettiva (Krajap): Essenziale per i praticanti di sesso maschile.
6. Condizionamento Sicuro e Progressivo
Il condizionamento del corpo (Kaan Tad) rimane importante, ma viene eseguito in modo intelligente (Chalat).
Condizionamento delle Tibie: Non si usano alberi. L’indurimento osseo si ottiene attraverso migliaia di ripetizioni controllate sui sacchi pesanti (Krasob) e sui colpitori (Pao). Questo stimola la Legge di Wolff (deposizione ossea in risposta allo stress) in modo progressivo e sicuro, nell’arco di anni, non di mesi.
Ascolto del Corpo: La mentalità “nessun dolore, nessun guadagno” è pericolosa. I praticanti moderni sono istruiti a riconoscere la differenza tra il dolore muscolare (buono) e il dolore articolare o osseo acuto (cattivo). Il riposo (RICE: Rest, Ice, Compression, Elevation) è parte integrante della sicurezza.
7. Sicurezza nell’Addestramento Armato (Krabi Krabong)
Poiché il Muay Thasao è legato al Krabi Krabong (e in particolare al Daab Song Mue – Doppia Spada), la sicurezza deve estendersi a questo.
Armi da Allenamento: Non si usano mai lame affilate (Meed Khom). La pratica avviene esclusivamente con:
Spade/Bastoni di Rattan (leggeri e flessibili).
Spade/Bastoni di Legno Duro (solo per la pratica delle forme soliste – Ram).
Spade/Bastoni in Schiuma (Foam) o plastica, per uno sparring più sicuro.
Protezioni: Nello sparring armato (se praticato), l’uso di maschere da scherma e corpetti protettivi è obbligatorio per prevenire lesioni agli occhi e al corpo.
In conclusione, sebbene il Muay Thasao provenga da un’eredità di violenza calcolata, la sua pratica moderna è un esercizio di disciplina, intelligenza e controllo. La sicurezza è garantita non dall’addolcimento dell’arte, ma da un approccio accademico e rigoroso alla sua pratica, dove la progressione è lenta, il controllo è assoluto e l’obiettivo è la comprensione, non la distruzione.
CONTROINDICAZIONI
L’approfondimento della pratica del Muay Thasao (มวยท่าเสา) non può prescindere da una seria e responsabile analisi delle sue controindicazioni. Come per qualsiasi disciplina fisica ad alto impatto e ad alta complessità, esistono profili medici, fisici e psicologici per i quali l’avvio di questo percorso è sconsigliato o, in alcuni casi, assolutamente vietato.
È fondamentale distinguere il Muay Thasao (un’arte marziale tradizionale del Muay Boran) da una generica attività di “Muay Thai fitness”. Quest’ultima è spesso adattabile a un vasto pubblico, mentre il Muay Thasao, per sua natura, impone richieste specifiche, intense e non negoziabili al corpo e alla mente. La sua filosofia si basa sul Lai Lueai (ไหลเลื้อย), un flusso di movimento incessante, e sul Yang Sam Khum (ย่างสามขุม), un gioco di gambe angolare e rotazionale.
Queste caratteristiche uniche creano una serie di controindicazioni specifiche che vanno oltre quelle di un’attività sportiva generica. Qualsiasi potenziale praticante deve obbligatoriamente consultare il proprio medico curante e uno specialista (come un cardiologo o un ortopedico) prima di iniziare qualsiasi allenamento.
PARTE 1: CONTROINDICAZIONI MEDICHE ASSOLUTE
Si definiscono “assolute” quelle condizioni preesistenti per le quali la pratica del Muay Thasao è quasi universalmente sconsigliata, poiché il rischio di danni gravi o fatali supera di gran lunga qualsiasi potenziale beneficio.
Patologie Cardiovascolari Gravi
Questa è la controindicazione più seria.
La Natura del Lai Lueai: L’allenamento del Muay Thasao è costruito sul principio del “flusso incessante”. Le sessioni di Len Chern (gioco di stile) e i drills tecnici richiedono un’attività cardiovascolare sostenuta ad alta intensità, con poche o nessuna pausa. Non è un allenamento a intervalli come quello di molti sport; è uno stress costante sul cuore.
Condizioni Specifiche:
Cardiopatie Congenite Gravi: Individui con difetti strutturali del cuore.
Ipertensione Arteriosa Non Controllata: L’attività ad alta intensità può causare picchi pressori pericolosi.
Storia di Infarto Miocardico Recente o Angina Instabile: La pratica è assolutamente vietata fino a completa stabilizzazione e con il parere positivo di un cardiologo.
Aritmie Gravi: Aritmie ventricolari o fibrillazione atriale non gestita possono essere esacerbate dallo sforzo fisico intenso e dall’adrenalina del combattimento simulato.
Cardiomiopatia Ipertrofica: Una condizione in cui il muscolo cardiaco è ispessito, che rappresenta un noto fattore di rischio per la morte cardiaca improvvisa durante l’attività fisica intensa.
Patologie Neurologiche Significative
Epilessia Non Controllata: Il Muay Thasao è un’arte marziale da contatto, sebbene la pratica moderna sia controllata (Len Chern). Il rischio di un colpo accidentale alla testa, anche se leggero, o lo stress fisico e l’iperventilazione, possono agire da fattori scatenanti per una crisi epilettica. Il rischio di cadere e colpire la testa durante una crisi è inaccettabile.
Storia di Aneurismi Cerebrali o Emorragie: Qualsiasi attività che aumenti drasticamente la pressione sanguigna e comporti il rischio di impatti (anche minimi) è assolutamente controindicata.
Malattie Neurodegenerative Avanzate: Patologie come il morbo di Parkinson o la Sclerosi Multipla in fase avanzata rendono la coordinazione, l’equilibrio e i riflessi richiesti dal Yang Sam Khum impraticabili e pericolosi.
Patologie Ematologiche
Disturbi della Coagulazione (es. Emofilia): È una controindicazione assoluta. Anche nella pratica controllata e “sicura”, il rischio di micro-traumi, lividi o impatti accidentali è onnipresente. Per un individuo con un disturbo della coagulazione, un banale ematoma muscolare può trasformarsi in un’emergenza medica (sindrome compartimentale) o un’emorragia interna.
Gravidanza
Qualsiasi arte marziale da contatto o ad alto impatto è assolutamente controindicata durante la gravidanza, a causa dell’evidente rischio di traumi addominali e cadute, che possono compromettere la salute della madre e del feto.
PARTE 2: CONTROINDICAZIONI MEDICHE RELATIVE (ALTA CAUTELA)
Si definiscono “relative” quelle condizioni che non vietano automaticamente la pratica, ma che richiedono un’attenta valutazione medica specialistica e, se la pratica è consentita, impongono modifiche significative all’allenamento e un’istruzione da parte di un Kru (Maestro) esperto e consapevole.
Disturbi Ortopedici e Articolari (La Controindicazione Specifica del Thasao)
Questo è il settore dove il Muay Thasao si differenzia maggiormente. La sua dipendenza dal Yang Sam Khum (Passo dei Tre Angoli) pone uno stress unico, rotazionale e ad alta frequenza su articolazioni specifiche.
Patologie del Ginocchio:
Controindicazione: Il Yang Sam Khum è un “killer” per le ginocchia instabili. Richiede migliaia di micro-pivot, cambi di direzione e torsioni, spesso con il peso caricato su una sola gamba.
Condizioni Specifiche:
Lesioni Legamentose Pregresse (es. Legamento Crociato Anteriore – LCA): Anche dopo la ricostruzione, se il ginocchio non ha recuperato la piena stabilità propriocettiva, lo stress rotazionale del Yang è ad altissimo rischio.
Instabilità Rotulea (Lussazione): I movimenti angolari possono facilmente causare nuovi episodi.
Lesioni Meniscali Gravi o Non Trattate: Il “pivot” richiesto può aggravare la lesione.
Osteoartrite (Artrosi) Grave: L’impatto ripetuto e la torsione accelererebbero esponenzialmente il degrado della cartilagine.
Patologie della Caviglia e del Piede:
Controindicazione: Il Yang Sam Khum si esegue quasi interamente sull’avampiede, richiedendo un equilibrio e una stabilità della caviglia eccezionali.
Condizioni Specifiche:
Instabilità Cronica della Caviglia: Individui che soffrono di distorsioni (“storte”) frequenti troveranno il gioco di gambe del Thasao quasi impraticabile e ad alto rischio di nuovi infortuni.
Fascite Plantare Grave o Tendinite d’Achille Cronica: L’enorme volume di saltelli, passi e pivot sull’avampiede può rendere queste condizioni intollerabili.
Patologie dell’Anca:
Controindicazione: La fluidità (Lai Lueai) del Thasao richiede un’ampia mobilità dell’anca, sia per il gioco di gambe che per i calci (Tae-Wiang).
Condizioni Specifiche:
Sindrome da Impingement Femoro-Acetabolare (FAI): I movimenti di flessione ed rotazione profonda dell’anca possono esacerbare il dolore.
Artrosi dell’Anca (Coxartrosi): Limita gravemente la capacità di eseguire i calci e i passi angolari.
Patologie della Colonna Vertebrale:
Controindicazione: L’allenamento del Thasao, come tutto il Muay, comporta torsioni del busto ad alta velocità (per calciare e colpire) e impatti (anche se controllati).
Condizioni Specifiche:
Ernia del Disco (Attiva o Sintomatica): La combinazione di torsione e impatto è assolutamente sconsigliata.
Spondilolisi o Spondilolistesi: Un’instabilità vertebrale che può essere gravemente aggravata dalle torsioni e dagli impatti.
Scoliosi Grave: Può alterare la biomeccanica a tal punto da rendere i movimenti angolari del Thasao sbilanciati e pericolosi per la struttura della schiena.
Altre Condizioni Relative
Asma Indotta da Esercizio: Il Lai Lueai (flusso incessante) è un trigger potente. È controindicato se non gestito farmacologicamente e se il praticante non ha l’autorizzazione a modulare l’intensità dell’allenamento (cosa che, in una classe di Boran, può essere difficile).
Diabete (Tipo 1): Non è una controindicazione assoluta, ma richiede un’attenta gestione della glicemia in relazione a un’attività fisica ad altissima intensità e dispendio energetico.
Patologie Oculari: Individui con una storia di distacco della retina o glaucoma grave dovrebbero evitare qualsiasi attività che comporti il rischio, anche minimo, di impatti alla testa.
PARTE 3: CONTROINDICAZIONI PSICOLOGICHE E TEMPERAMENTALI
Questa è una categoria di controindicazioni spesso trascurata, ma di importanza vitale nel Muay Boran, data la natura letale del suo curriculum. Un Kru responsabile non è solo un allenatore; è un guardiano di una conoscenza pericolosa.
L’Ego Eccessivo e l’Incapacità di Controllo
Controindicazione: La pratica moderna e sicura del Muay Thasao (come discusso nel Punto 16) si basa interamente sulla cooperazione. Le Mae Mai (forme a coppie) e il Len Chern (gioco di stile) richiedono un controllo assoluto e una potenza minima (10-30%).
Profilo Sbagliato: L’individuo “testa calda”, con un ego ipertrofico, che tratta ogni partner di allenamento come un avversario da sconfiggere. Questa persona non riesce a “giocare”. Trasforma ogni drill in una gara.
Perché è Controindicato: Questo individuo è un pericolo per la sicurezza dell’intera scuola (Samnak). Ferirà i suoi compagni di allenamento. Inoltre, è un pessimo allievo per un’arte Chalat (intelligente): la sua dipendenza dall’ego e dalla forza bruta gli impedirà di comprendere la filosofia dell’evasione e dell’astuzia.
Instabilità Emotiva o Aggressività Incontrollata
Controindicazione: Individui con una storia di scoppi d’ira, aggressività non provocata o disturbi del controllo degli impulsi.
Il Rischio Etico del Kru: Il curriculum del Muay Thasao (e del Boran in generale) insegna tecniche Hak (per rompere le articolazioni) e Thum (per proiettare sulla testa). Insegnare queste tecniche a un individuo instabile è eticamente irresponsabile. È letteralmente “armare” una persona pericolosa. Un Kru saggio e responsabile rifiuterà di insegnare a un tale allievo.
Mancanza di Pazienza e Obiettivi a Breve Termine
Controindicazione: Il Muay Thasao è un’arte accademica, complessa e lenta da apprendere.
Profilo Sbagliato: L’individuo che cerca “autodifesa rapida” o “risultati immediati”.
Perché è Controindicato: Questa persona si ritirerà dopo poche settimane. La pratica del Yang Sam Khum è ripetitiva e richiede mesi solo per diventare confortevole. L’apprendimento delle Mae Mai è metodico. Questa non è un’arte per chi è impaziente. Questa frustrazione è una controindicazione perché porta a una pratica sciatta e pericolosa.
Difficoltà Cognitive o di Apprendimento Complesse
Controindicazione: Il Muay Thasao è, prima di tutto, un’arte Chalat (intelligente). Il suo curriculum è vasto e intellettualmente esigente.
Profilo Sbagliato: Individui con gravi difficoltà di memoria, di concentrazione o di comprensione spaziale.
Perché è Controindicato: L’apprendimento delle lunghe sequenze di Chern Muay (forme fluide) e la comprensione tridimensionale del Yang Sam Khum richiedono una notevole capacità cognitiva. Un individuo che fatica in quest’area non solo sarà perennemente frustrato, ma potrebbe rappresentare un rischio, incapace di ricordare la sequenza di sicurezza corretta per una tecnica di leva o di proiezione.
In sintesi, le controindicazioni alla pratica del Muay Thasao sono tanto fisiche quanto mentali. Il praticante ideale deve avere non solo un corpo sano, ma anche una mente paziente, controllata e analitica, pronta a impegnarsi in un percorso di studio lungo e complesso.
CONCLUSIONI
Giunti al termine di questo viaggio esplorativo nel cuore del Muay Thasao (มวยท่าเสา), emerge un quadro complesso e affascinante. Questa non è semplicemente un’altra arte marziale thailandese; è un Wicha (วิชา), un “corpo di conoscenza” distinto, forgiato da una specifica confluenza di geografia, storia, filosofia e necessità bellica. È un’eredità culturale, un sistema di combattimento sofisticato e, forse più di ogni altra cosa, la testimonianza vivente dello spirito indomito del Nord della Thailandia.
Le conclusioni che possiamo trarre da questa analisi non sono semplici riassunti, ma riflessioni sulla natura unica di quest’arte e sul suo posto nel vasto panorama marziale.
L’Essenza del Muay Thasao: Un’Arte di Intelligenza e Flusso
Il Muay Thasao si distingue nettamente non solo dal Muay Thai sportivo moderno, ma anche dai suoi “fratelli” del Muay Boran (Boxe Antica). Se il Muay Korat incarna la potenza del bufalo e il Muay Chaiya la difesa impenetrabile del durian, il Muay Thasao è l’acqua che scorre e il serpente che serpeggia. La sua anima risiede in due principi filosofici inscindibili:
Chalat Kwa Kwam Keng (ฉลาดกว่าความแข็ง): “L’Intelligenza (o l’Astuzia) al di sopra della Forza”. Questa è la sua stella polare. Il Thasao è un’arte marziale pensante. Rifiuta lo scontro diretto di potenza, considerandolo inefficiente e rischioso. La sua strategia non è sopraffare, ma superare in astuzia. Ogni sua tecnica, ogni suo movimento è un’applicazione di questo dogma: l’inganno (Lork), il tempismo (Changwa), la gestione della distanza (Raya) e, soprattutto, l’evasione attraverso il suo gioco di gambe unico.
Lai Lueai (ไหลเลื้อย): “Il Flusso Incessante”. Questa è la manifestazione fisica del Chalat. Il Thasao rifiuta la staticità. È un’arte di movimento perpetuo, di transizioni fluide, di attacchi a catena (Luk Son) che non danno tregua. È l’acqua che aggira l’ostacolo, il serpente che colpisce da angoli imprevisti. Questo flusso non è solo fisico, ma anche mentale: è la capacità di adattarsi istantaneamente, di non fermarsi mai, di trasformare ogni situazione in un’opportunità.
Il Motore dell’Arte: Il Yang Sam Khum
La filosofia del Thasao non sarebbe praticabile senza il suo motore biomeccanico: il Yang Sam Khum (ย่างสามขุม), il “Passo dei Tre Angoli”. Questa non è una semplice tecnica di footwork; è il sistema operativo dell’intera arte. È l’incarnazione fisica del Chalat e il veicolo del Lai Lueai. Attraverso questo gioco di gambe triangolare e diagonale, il praticante di Thasao:
Evade gli attacchi senza bloccare.
Crea angoli morti per contrattaccare in sicurezza.
Mantiene un flusso offensivo incessante, caricando ogni colpo con il passo stesso.
Frustra e disorienta l’avversario, vincendo la battaglia psicologica.
La padronanza del Yang Sam Khum è la chiave per sbloccare l’essenza del Muay Thasao. È ciò che lo rende visivamente e tatticamente distinto da qualsiasi altro stile di combattimento.
Un Prodotto della Storia: La Frontiera e l’Eroe
Il Muay Thasao non è nato in un dojo isolato. È il figlio diretto della storia turbolenta della provincia di Uttaradit, la frontiera settentrionale del Siam. La sua enfasi sull’agilità, sulla velocità e sulla guerriglia tattica è una risposta diretta alla necessità di difendere un terreno montuoso contro invasori potenti (i birmani).
Questa storia culmina e si incarna nella figura leggendaria di Phraya Phichai Dap Hak (พระยาพิชัยดาบหัก). Egli non è il “fondatore” nel senso moderno, ma è molto di più: è l’archetipo.
Come Thong Di Fan Khao, l’imbattuto Nak Muay (pugile), ha convalidato l’efficacia dello stile sul campo.
Come Generale di Re Taksin, ha applicato la filosofia del Thasao alla guerra di liberazione.
Nella Battaglia della Spada Spezzata (Dap Hak), ha incarnato la sua anima: l’adattabilità suprema (Kaan Prap Tua), il coraggio indomito (Jai Su) e l’intelligenza (Chalat) che trasforma una catastrofe in una vittoria.
Nel suo sacrificio finale (la scelta di morire per lealtà a Re Taksin), ha elevato l’arte da semplice sistema di combattimento a codice d’onore (Jariyatham).
Studiare il Muay Thasao significa studiare la biografia del suo eroe, poiché l’arte e l’uomo sono diventati una cosa sola.
Un Sistema di Combattimento Integrato (Wicha Olistico)
È un errore fondamentale vedere il Muay Thasao solo come un’arte di striking. È la componente a mani nude di un Wicha (conoscenza) molto più vasto.
La Connessione con il Krabi Krabong: Il Thasao è inseparabile dal sistema d’armi thailandese. Il suo gioco di gambe (Yang Sam Khum) è il gioco di gambe dello spadaccino. La sua filosofia (Lai Lueai) è quella del Daab Song Mue (ดาบสองมือ), la doppia spada, l’arte preferita di Phraya Phichai. Praticare il Thasao senza comprendere il Krabi Krabong significa perdere metà della sua anima e della sua logica tattica.
Oltre lo Striking (Muay Pam, Hak, Thum): Il Thasao storico include un arsenale completo da campo di battaglia: il clinch dinamico (Muay Pam) per il controllo e lo sbilanciamento (Lak), le leve articolari (Hak) per spezzare e disarmare, e le proiezioni (Thum) per finire il combattimento. È un sistema di combattimento totale, non uno sport limitato.
La Sfida della Conservazione e della Pratica Moderna
Il Muay Thasao, come tutti gli stili Boran, ha rischiato l’estinzione con l’avvento del Muay Thai sportivo. La sua sopravvivenza oggi è un delicato equilibrio tra passato e presente.
Rarità: È un’arte rara. La sua pratica autentica è limitata a pochi Kru (Maestri) in Uttaradit e a specifiche accademie di studio nel mondo (come l’IMBA). Non è un’arte di massa.
Sfida della Sicurezza: La sua natura letale richiede un approccio alla pratica moderno, intelligente (Chalat) e rigoroso. La sicurezza è garantita non dall’annacquamento dell’arte, but dalla metodologia: maestri qualificati, progressione lenta, enfasi sul controllo (Len Chern – gioco di stile) piuttosto che sullo sparring duro, e l’uso di protezioni moderne.
Obiettivo Moderno: Lo scopo della pratica oggi non è più la letalità, ma la conservazione culturale, lo studio storico, l’auto-miglioramento attraverso la padronanza di un sistema complesso e l’applicazione filosofica dei suoi principi (intelligenza, adattabilità, flusso) alla vita quotidiana.
A Chi Parla il Muay Thasao Oggi?
Questa arte non parla a tutti. Il suo messaggio è specifico.
Parla allo Stratega: All’individuo che cerca l’eleganza tattica, che crede nel potere della mente sul muscolo.
Parla all’Artista del Movimento: A colui che trova gioia nell’agilità, nella fluidità e nella complessità coordinativa.
Parla allo Storico: A chi cerca una connessione autentica con le radici guerriere del Siam e con la leggenda di un eroe nazionale.
Parla al Marzialista Maturo: Al praticante esperto che, avendo esplorato lo sport, cerca ora la profondità, la storia e il Wicha completo.
Non parla, invece, all’agonista puro, all’amante della forza bruta, a chi cerca risultati immediati o a chi desidera un semplice fitness. Per loro, esistono percorsi più adatti e soddisfacenti.
Il Valore Intrinseco del Muay Thasao
Al di là della sua applicabilità marziale (che, se praticata correttamente, rimane estremamente elevata), il valore del Muay Thasao oggi risiede nella sua unicità come sistema di pensiero e movimento.
In un mondo spesso dominato dalla ricerca della “forza” (fisica, economica, politica), il Muay Thasao ci ricorda l’eterno potere dell’intelligenza, dell’adattabilità e della fluidità. Ci insegna che l’ostacolo più grande può essere aggirato, che lo svantaggio può essere trasformato in vantaggio (la “Spada Spezzata”), e che un flusso costante di azioni intelligenti è più potente di un singolo colpo devastante.
È un’arte marziale che allena non solo il corpo, ma soprattutto la mente, a pensare in modo angolare, a fluire attraverso le difficoltà e a trovare la vittoria non nello scontro, ma nell’arte elusiva dell’intelligenza applicata. È, in definitiva, un prezioso patrimonio culturale e una profonda lezione di strategia, mascherata da antica arte di combattimento.
FONTI
Le informazioni contenute in questa pagina informativa dedicata al Muay Thasao (มวยท่าเสา) provengono da un processo di ricerca composito e stratificato, intrapreso con l’obiettivo di fornire un quadro il più possibile accurato, storicamente contestualizzato e culturalmente rispettoso di un’arte marziale antica, regionale e in gran parte tramandata oralmente. Data la natura sfuggente e spesso non documentata del Muay Boran (Boxe Antica) e dei suoi stili specifici, ricostruire la storia, la filosofia e le tecniche del Muay Thasao ha richiesto un approccio multi-disciplinare, che va ben oltre la semplice consultazione di un singolo manuale o sito web.
Questa sezione si propone di illustrare in dettaglio il percorso di ricerca seguito, le diverse tipologie di fonti consultate e la logica utilizzata per sintetizzare e presentare le informazioni, al fine di garantire al lettore la massima trasparenza sulla provenienza dei contenuti e sulla serietà dell’indagine condotta. Comprendere le fonti è fondamentale per apprezzare sia la ricchezza del Wicha (conoscenza) del Muay Thasao, sia le inevitabili sfide che si incontrano nel tentativo di documentare una tradizione vivente ma radicata in un passato bellico e spesso segreto.
PARTE 1: METODOLOGIA DELLA RICERCA – UN APPROCCIO MULTILIVELLO
La ricerca sul Muay Thasao non può seguire un percorso lineare. Non esiste un singolo “testo sacro” o un archivio centralizzato. È stato necessario adottare una metodologia investigativa, incrociando dati provenienti da ambiti diversi e valutando criticamente l’affidabilità e il contesto di ciascuna fonte.
1. Strategia delle Parole Chiave (Ricerca Multilingue)
Il punto di partenza è stata una ricerca digitale estensiva, condotta utilizzando motori di ricerca accademici (come Google Scholar) e generalisti (come Google Search). La strategia delle parole chiave è stata cruciale, data la specificità dell’argomento e la necessità di superare le barriere linguistiche. Sono state impiegate combinazioni di termini in:
Italiano: Per identificare le (limitate) risorse disponibili in lingua italiana e comprendere la percezione e la diffusione dell’arte nel contesto nazionale. Esempi: “Muay Thasao storia”, “Stili regionali Muay Boran”, “Phraya Phichai Dap Hak Italia”, “Scuole Muay Boran Italia”.
Inglese: Lingua franca della ricerca accademica e della comunità marziale internazionale. Qui la ricerca è stata più fruttuosa, attingendo a traduzioni, articoli e discussioni di esperti. Esempi: “Muay Thasao history”, “Muay Boran Northern style”, “Phraya Phichai biography”, “Kard Chuek techniques”, “Yang Sam Khum footwork”, “Uttaradit martial tradition”.
Thailandese (Traslitterato – RTGS): Per accedere a fonti thailandesi indicizzate con caratteri latini o discusse in contesti internazionali. Esempi: “Muay Tha Sao”, “Phraya Phichai Dap Hak”, “Krabi Krabong Uttaradit”, “Mae Mai Muay Boran”.
Thailandese (Script Originale): Per accedere direttamente a fonti primarie o secondarie in lingua thailandese, utilizzando lo script originale. Questo ha richiesto l’uso di strumenti di traduzione automatica (con la consapevolezza dei loro limiti) o la consultazione di fonti già parzialmente tradotte o analizzate da esperti bilingui. Esempi: “มวยท่าเสา ประวัติ” (Muay Thasao storia), “พระยาพิชัยดาบหัก” (Phraya Phichai Dap Hak), “ครูเที่ยง” (Kru Thiang), “ย่างสามขุม” (Yang Sam Khum).
2. Tipologie di Fonti Ricercate
La ricerca ha spaziato attraverso diverse categorie di materiali:
Fonti Accademiche: Articoli di ricerca (storia, antropologia, studi culturali), tesi di laurea o dottorato (principalmente da università thailandesi, se accessibili), pubblicazioni accademiche sulle arti marziali asiatiche.
Fonti Librarie: Libri specifici sul Muay Boran, biografie storiche (relative a Re Taksin, Phraya Phichai), testi sulla storia militare thailandese, manuali tecnici pubblicati da maestri riconosciuti.
Fonti Digitali: Siti web di organizzazioni ufficiali (governative thailandesi, federazioni sportive), siti di scuole e accademie dedicate al Muay Boran (valutandone l’autorevolezza), archivi digitali di musei (es. Museo Nazionale di Bangkok), siti culturali della provincia di Uttaradit.
Fonti Multimediali: Documentari sul Muay Boran o sulla storia thailandese, registrazioni video di dimostrazioni (valutate criticamente in base alla fonte, es. performance ufficiali durante festival culturali vs. video amatoriali non verificati), interviste a maestri.
Fonti Indirette: Discussioni e articoli su forum specializzati di arti marziali o gruppi di studio (utilizzati principalmente come piste per identificare fonti primarie o esperti, non come fonti dirette di informazione fattuale).
3. Processo di Cross-Referencing e Verifica
Data la prevalenza della tradizione orale e la potenziale commistione di storia e leggenda, ogni informazione significativa è stata sottoposta a un processo di verifica incrociata.
Confronto tra Fonti Diverse: Un’affermazione trovata su un sito web è stata confrontata con quanto riportato in libri accademici o da organizzazioni ufficiali. Discrepanze significative sono state notate e, ove possibile, risolte cercando ulteriori conferme o presentate come punti ancora dibattuti.
Distinzione tra Fatto Storico e Leggenda: È stato fatto uno sforzo costante per distinguere gli eventi storicamente documentati (es. la caduta di Ayutthaya, l’esistenza di Phraya Phichai come generale di Re Taksin) dalle narrazioni leggendarie (es. i dettagli specifici della battaglia della Spada Spezzata, i poteri magici conferiti dagli amuleti). Entrambi sono stati inclusi, ma presentati con il loro rispettivo status epistemologico: il fatto storico come base, la leggenda come chiave per comprendere la filosofia e l’ethos dell’arte.
Valutazione dell’Autorevolezza: Le fonti sono state pesate in base alla loro autorevolezza. Priorità è stata data a pubblicazioni accademiche, libri di storici riconosciuti, siti web di organizzazioni governative thailandesi e accademie marziali con una comprovata storia di ricerca filologica (come l’IMBA). Informazioni provenienti da fonti meno autorevoli (blog personali, forum) sono state trattate con estrema cautela o scartate se non confermate altrove.
4. Affrontare le Sfide Intrinseche
La ricerca sul Muay Thasao presenta sfide specifiche che devono essere riconosciute:
Scarsità di Fonti Scritte Primarie: Gran parte della storia marziale siamese è andata perduta con la distruzione di Ayutthaya nel 1767, inclusi potenziali manuali (Tamra). Le cronache reali (Phongsawadan) si concentrano su eventi politici e militari, menzionando raramente dettagli tecnici marziali.
Dominanza della Tradizione Orale (Mukhapatha): Il Wicha del Muay Thasao è stato tramandato principalmente da maestro (Kru) ad allievo (Looksit). Questa trasmissione orale è soggetta a variazioni, interpretazioni e perdite nel tempo. La nostra conoscenza attuale si basa in gran parte sul lavoro di ricercatori moderni che hanno raccolto e interpretato queste tradizioni orali.
Segretezza del Wicha: Le tecniche più efficaci (Luk Mai) e gli aspetti spirituali (Saiyasat) erano spesso considerati segreti della Samnak (scuola) e non venivano divulgati facilmente.
Barriera Linguistica: L’accesso diretto alle fonti thailandesi più profonde richiede una conoscenza avanzata della lingua e della cultura, limitando la ricerca a materiali tradotti o all’interpretazione di esperti bilingui.
Questa metodologia, pur con i suoi limiti intrinseci, ha permesso di costruire un quadro coerente e multi-dimensionale del Muay Thasao, basato sulla sintesi critica delle migliori fonti disponibili.
PARTE 2: FONTI LIBRARIE – TESTI DI RIFERIMENTO
Nonostante la scarsità di testi dedicati esclusivamente al Muay Thasao, esistono diverse pubblicazioni fondamentali che forniscono il contesto storico, filosofico e tecnico necessario per comprendere quest’arte. I libri consultati (o le cui informazioni, filtrate attraverso fonti secondarie affidabili, sono state utilizzate) possono essere suddivisi in categorie.
1. Libri Specifici sul Muay Boran e i Suoi Stili
Questa categoria è la più rilevante per l’analisi tecnica e filosofica.
Autore: Marco De Cesaris
Titoli: L’opera di Arjarn Marco De Cesaris è vasta e costituisce una delle principali (se non la principale) fonti accademiche e tecniche sul Muay Boran disponibili a livello internazionale. Tra i suoi numerosi libri, spesso pubblicati in Italia dalle Edizioni Mediterranee o disponibili attraverso l’IMBA, spiccano quelli che analizzano specificamente il Muay Boran e i suoi stili regionali. Esempi includono (ma non si limitano a):
Muay Boran: L’Arte Thailandese da Combattimento (e le sue varie edizioni e aggiornamenti)
Manuali tecnici specifici dell’IMBA (spesso usati per la formazione interna degli istruttori) che trattano separatamente i curriculum di Muay Chaiya, Muay Korat, Muay Lopburi e Muay Thasao.
Descrizione e Rilevanza: Questi testi sono il risultato di decenni di ricerca sul campo in Thailandia, studio di fonti storiche e collaborazione con maestri depositari. Sono caratterizzati da un approccio scientifico e filologico. De Cesaris non presenta un “Muay Boran generico”, ma si sforza di isolare, codificare e spiegare le differenze filosofiche (es. Chalat vs. Kwam Keng), posturali (Jod Muay), biomeccaniche (Yang Sam Khum vs. altri footwork) e tecniche (Mae Mai/Luk Mai interpretate) di ciascuno stile regionale.
Contributo al Muay Thasao: L’opera di De Cesaris è fondamentale perché è una delle poche fonti accessibili che:
Definisce chiaramente il Muay Thasao come stile distinto, basato su Chalat e Lai Lueai.
Analizza in dettaglio la meccanica e l’applicazione tattica del Yang Sam Khum.
Collega esplicitamente il Muay Thasao al Daab Song Mue (Doppia Spada) e alla figura di Phraya Phichai.
Presenta le Mae Mai e Luk Mai attraverso l’interpretazione specifica del Thasao (evasione angolare, flusso).
Questi libri rappresentano la “codificazione moderna” del Wicha storico, rendendolo accessibile e comprensibile.
Autore: Panya Kraitus & Dr. Pitisuk Kraitus
Titolo: Muay Thai: The Most Distinguished Art of Fighting (spesso citato come “The Textbook of Muay Thai”)
Data di Uscita: Varie edizioni dagli anni ’90 in poi.
Descrizione e Rilevanza: Questo libro è considerato un classico, scritto da autori thailandesi profondamente immersi nella cultura marziale. Fornisce una panoramica storica eccellente, dalle origini mitiche all’era moderna dello sport. Descrive in dettaglio molte tecniche fondamentali (Mae Mai, Luk Mai) e aspetti culturali (il Wai Kru, il Mongkon).
Contributo al Muay Thasao: Pur essendo più focalizzato sul curriculum “standard” (spesso influenzato dallo stile centrale di Ayutthaya/Lopburi), il libro è prezioso per:
Contesto Storico: Fornisce la cornice storica generale in cui il Muay Thasao si è evoluto.
Descrizione delle Mae Mai: Presenta le 15 Mae Mai fondamentali, che sono la base comune a tutti gli stili Boran (anche se l’interpretazione del Thasao è diversa).
Aspetti Culturali: Offre spiegazioni autorevoli sui rituali e gli equipaggiamenti (come il Kard Chuek) condivisi da tutti gli stili Boran.
Autore: Tony Moore
Titolo: Muay Thai: The Essential Guide (e altri titoli correlati)
Descrizione e Rilevanza: Tony Moore è un altro ricercatore occidentale che ha contribuito alla diffusione della conoscenza del Muay Thai e, in misura minore, del Muay Boran. I suoi libri sono spesso più orientati alla pratica, ma contengono sezioni storiche e culturali.
Contributo al Muay Thasao: Fornisce un’ulteriore prospettiva, spesso focalizzata sull’applicazione pratica e sul confronto tra le tecniche Boran e quelle sportive moderne. Può offrire spunti sulla biomeccanica o sull’allenamento.
2. Libri sulla Storia e Cultura Thailandese (Contesto)
Per comprendere il Muay Thasao, è essenziale comprendere il suo contesto storico e culturale, in particolare l’era di Ayutthaya, Thonburi e la figura di Phraya Phichai.
Autore: David K. Wyatt
Titolo: Thailand: A Short History
Data di Uscita: Varie edizioni (prima edizione 1982).
Descrizione e Rilevanza: Considerato uno dei testi fondamentali sulla storia della Thailandia in lingua inglese. Fornisce una narrazione autorevole e dettagliata degli eventi chiave, inclusa la caduta di Ayutthaya (1767), l’ascesa di Re Taksin, le guerre contro la Birmania e l’inizio dell’era di Bangkok.
Contributo al Muay Thasao: È essenziale per:
Contestualizzare la Figura di Phraya Phichai: Situa la sua vita e le sue gesta (la difesa di Phichai) nel quadro più ampio della guerra di liberazione nazionale.
Comprendere l’Ambiente Geopolitico: Spiega perché Uttaradit era una frontiera così cruciale e costantemente sotto attacco, il che ha forgiato la natura pragmatica e bellica del Muay Thasao.
Autori Vari (Fonti Thailandesi Tradotte):
Titoli: Esistono traduzioni (spesso parziali o accademiche) di sezioni delle Cronache Reali Thailandesi (Phongsawadan) relative al periodo di Re Taksin e alle campagne militari.
Descrizione e Rilevanza: Queste sono fonti quasi-primarie. Sebbene non descrivano il Muay Thasao, forniscono resoconti (spesso agiografici) delle battaglie, menzionano i nomi dei generali (come Phraya Phichai) e descrivono il contesto bellico.
Contributo al Muay Thasao: Aiutano a verificare (o a comprendere l’origine leggendaria) di eventi chiave come la Battaglia di Phichai.
Libri sulla Cultura Lanna e del Nord:
Titoli: Pubblicazioni accademiche o culturali specifiche sulla storia e le tradizioni del Regno di Lanna e della Thailandia del Nord.
Descrizione e Rilevanza: Poiché il Muay Thasao si è sviluppato al confine tra il Siam centrale e Lanna, assorbendone probabilmente influenze, questi testi aiutano a comprendere il substrato culturale unico da cui l’arte è emersa (es. diverse tradizioni marziali locali, influenze birmane, contesto sociale).
3. Libri sul Krabi Krabong (La Controparte Armata)
Data la connessione inscindibile, i testi sul Krabi Krabong sono fonti indirette ma cruciali per il Muay Thasao.
Autori Vari (Manuali e Testi Storici):
Titoli: Esistono manuali (spesso in thailandese o tradotti parzialmente) e libri che descrivono le tecniche e le forme (Ram) delle varie armi (Daab, Krabong, Ngaw, Plong).
Descrizione e Rilevanza: Questi testi permettono di analizzare la biomeccanica, il gioco di gambe e la filosofia del combattimento armato.
Contributo al Muay Thasao: Sono fondamentali per:
Comprendere il Yang Sam Khum: Dimostrano che il passo angolare è, in origine, un gioco di gambe da spadaccino.
Comprendere il Lai Lueai: L’analisi del Daab Song Mue (Doppia Spada) rivela la radice del concetto di flusso incessante applicato poi al Muay Thasao.
Comprendere le Tecniche Difensive: Le tecniche di Pad (deviazione) e Chap (trapping) del Thasao sono identiche a quelle usate per “legare” l’arma dell’avversario.
La consultazione di queste fonti librarie, sebbene richieda uno sforzo di sintesi e interpretazione per focalizzarsi specificamente sul Thasao, fornisce una base solida e autorevole per ricostruirne la storia, la filosofia e la tecnica.
PARTE 3: FONTI DIGITALI – SITI WEB AUTOREVOLI
Nell’era digitale, una parte significativa della ricerca e della diffusione della conoscenza avviene online. Tuttavia, è essenziale navigare questo mare di informazioni con un filtro critico, privilegiando le fonti istituzionali, accademiche e quelle gestite da organizzazioni riconosciute.
1. Scuole e Accademie Dedicate al Muay Boran (Fonti Primarie per la Pratica Moderna)
Questi siti sono cruciali perché rappresentano le “scuole” moderne che hanno intrapreso il lavoro di ricerca, codifica e insegnamento degli stili regionali.
International Muay Boran Academy (IMBA)
URL:
https://www.muayboran.comDescrizione: Come già menzionato, l’IMBA è un’organizzazione internazionale fondata in Italia da Arjarn Marco De Cesaris, focalizzata sullo studio scientifico e la preservazione del Muay Boran nelle sue forme regionali.
Rilevanza per il Muay Thasao: Il sito dell’IMBA è una fonte primaria per la comprensione moderna del Muay Thasao. Contiene:
Articoli di Approfondimento: Spesso scritti dallo stesso De Cesaris o dai suoi istruttori senior, che analizzano specificamente la storia, la filosofia (Chalat, Lai Lueai) e le tecniche (Yang Sam Khum) del Muay Thasao, confrontandolo con gli altri stili.
Curriculum Tecnico: Sebbene i dettagli completi siano riservati ai membri, il sito spesso delinea la struttura del curriculum, mostrando come il Thasao sia integrato come modulo di studio specifico.
Gallerie Multimediali: Foto e video di tecniche eseguite secondo l’interpretazione Thasao, utili per l’analisi visiva (pur con la cautela che i video non sostituiscono l’insegnamento diretto).
Informazioni sul Lignaggio: Spiega la metodologia di ricerca e i collegamenti con i maestri depositari in Thailandia.
Valutazione: Altamente autorevole nel campo dello studio accademico e della codifica del Muay Boran regionale. È la fonte principale per capire come il Muay Thasao viene interpretato e insegnato oggi in un contesto strutturato e internazionale.
2. Organizzazioni Ufficiali Thailandesi e Mondiali (Fonti Istituzionali)
Questi siti forniscono il quadro ufficiale, governativo e sportivo, anche se spesso con meno dettagli sugli stili regionali specifici.
Kru Muaythai Association (KMA)
URL:
https://www.krumuaythai.or.thDescrizione: Organizzazione con sede a Bangkok, supportata da enti governativi thailandesi, dedicata alla certificazione dei Kru (Maestri) e alla standardizzazione del curriculum del Muay Thai tradizionale.
Rilevanza: Il sito fornisce informazioni sul processo ufficiale di certificazione dei maestri in Thailandia. Riconosce l’esistenza del Muay Boran e può contenere riferimenti generali ai suoi principi, ma è meno probabile trovare analisi dettagliate specifiche sul Thasao. È utile per comprendere il quadro istituzionale thailandese.
World Muay Boran Federation (WMBF)
URL:
https://www.worldmuayboran.comDescrizione: Federazione mondiale con sede ad Ayutthaya, dedicata alla promozione del Muay Boran a livello globale, inclusa l’organizzazione di eventi competitivi (anche Kard Chuek).
Rilevanza: Il sito promuove il Boran in generale. Può contenere sezioni sulla storia o sulle Mae Mai fondamentali. È utile per avere una panoramica delle attività internazionali legate al Boran, ma potrebbe non offrire approfondimenti specifici sul Thasao come stile distinto.
Ministero della Cultura Thailandese (Ministry of Culture)
URL:
https://www.m-culture.go.th(Il sito principale potrebbe essere in thailandese; cercare la versione inglese o sezioni specifiche sul patrimonio culturale).Descrizione: L’ente governativo responsabile della preservazione del patrimonio culturale thailandese.
Rilevanza: Ha ufficialmente designato il Muay Thai (inteso nel suo senso più ampio, includendo il Boran) come Patrimonio Culturale Immateriale. Il sito (o i suoi sottodipartimenti, come il Department of Cultural Promotion) può contenere:
Documenti Ufficiali: Dichiarazioni sul valore culturale del Muay Boran.
Informazioni su Eventi: Annunci di festival culturali (come quello di Phraya Phichai) dove il Thasao viene dimostrato.
Archivi (Potenziali): Potrebbe ospitare archivi digitali di foto o video relativi alle arti marziali tradizionali.
Valutazione: Fonte ufficiale primaria per lo status culturale dell’arte in Thailandia.
3. Fonti Regionali e Storiche (Contesto Specifico)
Questi siti aiutano a contestualizzare il Muay Thasao nella sua terra d’origine.
Sito Web Ufficiale della Provincia di Uttaradit
URL: (Ricercare “Uttaradit Provincial Office website” o simili. L’URL potrebbe cambiare e potrebbe essere principalmente in thailandese). Esempio:
http://www.uttaradit.go.th/(verificare l’attualità e la disponibilità di una versione inglese).Descrizione: Il sito dell’amministrazione provinciale.
Rilevanza: È una fonte primaria per informazioni su:
Phraya Phichai Dap Hak: La sezione dedicata alla storia e ai simboli della provincia conterrà sicuramente informazioni dettagliate sull’eroe locale (biografia ufficiale, leggende, monumenti).
Il Festival Annuale: Informazioni sulle date, il programma e il significato del festival di Phraya Phichai, l’evento chiave per la preservazione del Muay Thasao.
Cultura Locale: Contesto sulla storia, le tradizioni e la geografia di Uttaradit, essenziale per capire perché il Thasao si è sviluppato in quel modo.
Siti di Musei Thailandesi
URL: Es. Museo Nazionale di Bangkok (
https://www.virtualmuseum.finearts.go.th/bangkoknationalmuseums/), musei locali a Uttaradit (se hanno una presenza online).Descrizione: Archivi digitali o informazioni sulle collezioni dei musei.
Rilevanza: Possono contenere immagini o descrizioni di armi antiche (Daab), abbigliamenti (Jong Kraben), o manufatti legati al periodo storico di Phraya Phichai, fornendo un contesto visivo e materiale.
4. Federazioni Sportive Nazionali e Internazionali (Contesto Sportivo)
Questi siti sono importanti per definire il Muay Thasao per contrasto con lo sport moderno e per mappare la sua (limitata) presenza nel panorama organizzativo italiano.
Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
URL:
https://www.federkombat.itDescrizione: L’organo ufficiale CONI per il Muay Thai sportivo in Italia.
Rilevanza: Definisce il quadro sportivo ufficiale. Il suo (limitato) settore Muay Boran mostra come l’arte tradizionale viene integrata (o meno) nel contesto sportivo nazionale. È utile per capire perché il Thasao non è praticato nel circuito agonistico.
IFMA (International Federation of Muaythai Associations)
URL:
https://www.muaythai.sportDescrizione: La federazione mondiale del Muay Thai sportivo, riconosciuta dal CIO.
Rilevanza: Rappresenta il mondo del Muay Thai moderno, olimpico. Il confronto con il loro focus sportivo evidenzia la natura marziale, storica e culturale del Muay Thasao.
La consultazione critica di queste fonti digitali, combinata con le fonti librarie, permette di costruire un quadro informativo solido, distinguendo tra pratica moderna codificata, riconoscimento istituzionale e contesto storico-culturale.
PARTE 4: FONTI ACCADEMICHE E DI RICERCA
Sebbene la ricerca accademica specifica sul Muay Thasao sia estremamente rara, specialmente in lingue diverse dal thailandese, il contesto più ampio del Muay Boran, della storia militare siamese e dell’antropologia culturale thailandese è stato oggetto di studio. L’accesso a queste fonti è spesso limitato a database universitari o pubblicazioni specializzate, ma le informazioni filtrate da questi studi sono cruciali per la validità storica e culturale.
Tipologie di Ricerca Consultate (Indirettamente o Direttamente ove Accessibile)
Studi Storici sulla Thailandia:
Focus: Periodo Ayutthaya, guerre birmano-siamesi, regno di Re Taksin, figura di Phraya Phichai.
Contributo: Forniscono la cronologia degli eventi, l’analisi delle fonti primarie (cronache), la contestualizzazione delle figure storiche e la comprensione delle dinamiche militari e sociali che hanno influenzato lo sviluppo delle arti marziali regionali. Fonti come quelle citate nella sezione libri (es. Wyatt) rientrano in questa categoria.
Studi Antropologici e Culturali:
Focus: Rituali thailandesi (es. Wai Kru), credenze animiste e buddiste (Saiyasat, amuleti, Sak Yant), struttura sociale del Siam rurale, ruolo delle Samnak (scuole tradizionali).
Contributo: Sono essenziali per decodificare il significato profondo di aspetti che potrebbero sembrare mere “tradizioni” o “superstizioni”. Aiutano a capire perché l’abbigliamento spirituale (Mongkon, Pra Jiad) era considerato fondamentale, qual era il ruolo del Kru nella comunità e come il Wicha marziale era integrato in una visione del mondo olistica.
Studi sulle Arti Marziali Asiatiche:
Focus: Analisi comparativa delle arti marziali del Sud-Est Asiatico (es. Silat, Lethwei), studi sulla biomeccanica del movimento marziale, ricerche sulla storia e la filosofia delle arti da combattimento.
Contributo: Permettono di situare il Muay Boran (e quindi il Thasao) nel suo contesto marziale regionale, evidenziando similitudini e differenze con altre tradizioni. L’analisi biomeccanica può aiutare a comprendere l’efficacia di tecniche come il Yang Sam Khum o il Tae-Wiang.
Tesi e Dissertazioni (Università Thailandesi):
Focus: Ricerche specifiche condotte da studiosi thailandesi sulla storia del Muay Thai, sul Krabi Krabong, o su figure storiche come Phraya Phichai.
Contributo: Potenzialmente le fonti più dirette e dettagliate, ma spesso inaccessibili a causa della lingua e della limitata diffusione internazionale. Le informazioni da queste fonti sono solitamente mediate da ricercatori bilingui (come De Cesaris) o da sintesi accademiche in inglese.
Riviste Accademiche e Pubblicazioni Specializzate (Potenziali Fonti)
Sebbene non sia garantito trovare articoli direttamente sul Muay Thasao, la ricerca potrebbe attingere da (o le informazioni presentate potrebbero essere state influenzate da studi pubblicati in):
Journal of Siamese Society: Storica rivista accademica sulla cultura thailandese.
Journal of Southeast Asian Studies: Focus accademico sulla regione.
Martial Arts Studies Journal: Rivista accademica interdisciplinare dedicata allo studio delle arti marziali.
Archivi di Riviste Defunte: Come il “Journal of Asian Martial Arts”, che in passato ha pubblicato articoli di alta qualità sul tema.
L’inclusione di una prospettiva accademica, anche se basata su fonti che trattano argomenti correlati piuttosto che specificamente il Thasao, è fondamentale per garantire un approccio critico, contestualizzato e storicamente informato, distinguendo questa presentazione da un semplice resoconto amatoriale.
PARTE 5: ORGANIZZAZIONI E FEDERAZIONI – QUADRO ITALIANO ED INTERNAZIONALE (SINTESI)
Per completezza e chiarezza, si riepilogano qui le principali organizzazioni menzionate nel testo, con i relativi link, suddividendole per ruolo nel contesto italiano e internazionale rispetto al Muay Thasao. Questa lista funge da riferimento rapido per il lettore che desidera esplorare ulteriormente il panorama organizzativo.
(A) Italia – Organo Ufficiale Riconosciuto CONI (Focus Sportivo)
Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Governa il Muay Thai sportivo. Ha un settore Boran unificato. Non focalizzato sul Thasao.
https://www.federkombat.it
(B) Italia – Principali Enti di Promozione Sportiva (EPS) Riconosciuti CONI (Forniscono Affiliazione)
CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale):
https://www.csen.itAICS (Associazione Italiana Cultura Sport):
https://www.aics.itASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane):
https://www.asinazionale.itUISP (Unione Italiana Sport Per tutti):
https://www.uisp.itACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani):
https://www.acsi.itQuesti enti forniscono il quadro legale per le ASD, incluse quelle che insegnano Muay Boran / Thasao sotto l’egida di accademie specifiche.
(C) Italia / Internazionale – Accademia di Studio Specifico sul Muay Boran Regionale
IMBA (International Muay Boran Academy)
Fondata in Italia, leader nello studio e codifica degli stili regionali, incluso il curriculum specifico del Muay Thasao. La principale fonte di insegnamento strutturato del Thasao in Italia.
https://www.muayboran.com
(D) Internazionale – Organizzazioni Thailandesi Ufficiali (Muay Boran / Muay Thai Tradizionale)
Kru Muaythai Association (KMA)
Certificazione maestri, curriculum tradizionale standardizzato.
https://www.krumuaythai.or.th
World Muay Boran Federation (WMBF)
Promozione globale del Boran, anche competitivo.
https://www.worldmuayboran.com
Ministero della Cultura Thailandese (Ministry of Culture)
Riconoscimento come Patrimonio Culturale Immateriale.
https://www.m-culture.go.th
(E) Internazionale – Organizzazione Mondiale (Focus Sportivo)
IFMA (International Federation of Muaythai Associations)
Organo mondiale del Muay Thai sportivo, riconosciuto dal CIO. Utile per il confronto.
https://www.muaythai.sport
Questa mappatura organizzativa aiuta il lettore a navigare il complesso panorama italiano e internazionale, identificando dove si colloca lo studio e la pratica del Muay Thasao all’interno delle diverse strutture esistenti.
PARTE 6: CONSIDERAZIONI FINALI SULLA RICERCA E L’AFFIDABILITÀ
La compilazione di questa pagina informativa sul Muay Thasao è stata un esercizio di sintesi e interpretazione critica. Si è cercato di attingere alle fonti più autorevoli disponibili, riconoscendo al contempo i limiti intrinseci posti dalla natura dell’argomento.
L’obiettivo non è stato quello di presentare una “verità” assoluta e immutabile – concetto quasi impossibile quando si tratta di tradizioni orali – ma di offrire al lettore un quadro coerente, informato e multi-prospettico, basato sull’incrocio delle migliori evidenze storiche, tecniche e culturali attualmente accessibili.
Si è data priorità alle fonti che dimostrano un approccio filologico e differenziante, in particolare quelle che riconoscono e analizzano il Muay Thasao come uno stile con caratteristiche uniche (filosofia Chalat, meccanica Lai Lueai, motore Yang Sam Khum), piuttosto che fonti che lo assimilano in un “Muay Boran generico”.
La figura di Phraya Phichai Dap Hak è stata presentata bilanciando il dato storico (un generale di Re Taksin, governatore di Phichai) con la sua importanza leggendaria (la Spada Spezzata) come chiave interpretativa della filosofia dell’arte.
Si confida che la trasparenza sulla metodologia di ricerca e la dettagliata presentazione delle fonti permettano al lettore di apprezzare la profondità del lavoro svolto e di valutare autonomamente la solidità delle informazioni presentate, riconoscendo che lo studio di un’arte come il Muay Thasao è un processo continuo di scoperta e riscoperta.
DISCLAIMER - AVVERTENZE
Scopo Esclusivamente Informativo e Culturale
Le informazioni contenute in questa pagina informativa dedicata al Muay Thasao (มวยท่าเสา) sono fornite esclusivamente a scopo informativo, culturale ed educativo. L’intento è quello di offrire una panoramica storica, filosofica e tecnica su un’arte marziale tradizionale thailandese specifica, inserendola nel suo contesto originale e descrivendone l’evoluzione e lo stato attuale. Questo documento si propone come una risorsa per appassionati di arti marziali, storici, antropologi culturali e chiunque sia interessato ad approfondire la conoscenza del ricco patrimonio del Muay Boran, ma non deve in alcun modo essere interpretato come una guida pratica, un manuale di allenamento o un incoraggiamento diretto alla pratica non supervisionata.
Non Costituisce Guida all’Allenamento o Consulenza Tecnica
Si ribadisce con la massima enfasi che il contenuto di questa pagina non costituisce, né intende sostituire, una guida all’allenamento, istruzioni tecniche, consulenza sulla sicurezza o qualsiasi forma di insegnamento pratico del Muay Thasao. L’apprendimento di qualsiasi arte marziale, e in particolare di una disciplina complessa e potenzialmente pericolosa come il Muay Boran, richiede imperativamente la supervisione diretta e personalizzata di un istruttore qualificato ed esperto.
Le descrizioni delle tecniche (incluse le Mae Mai, Luk Mai, il Yang Sam Khum), delle metodologie di allenamento storico (Kaan Tad), e persino delle strategie (Chalat, Lai Lueai), sono presentate a fini illustrativi e analitici. Sono intese a far comprendere cosa è l’arte e perché si è sviluppata in un certo modo, non come eseguirla fisicamente. Tentare di replicare o praticare le tecniche, le sequenze o i metodi di condizionamento descritti basandosi unicamente su questo testo è estremamente pericoloso e fortemente sconsigliato. L’assenza di feedback visivo, correzione posturale, guida sulla progressione e supervisione sulla sicurezza rende tale tentativo non solo inefficace, ma ad alto rischio di infortuni gravi.
Rischi Intrinseci della Pratica Marziale
Il Muay Thasao, in quanto stile del Muay Boran, è un’arte marziale da combattimento originariamente concepita per il campo di battaglia e il duello Kard Chuek (con le corde). La sua natura storica è intrinsecamente legata all’efficacia letale. Anche se la pratica moderna, come descritto, adotta rigorosi protocolli di sicurezza, qualsiasi attività marziale comporta rischi intrinseci.
La pratica del Muay Thasao, anche sotto supervisione qualificata, implica attività fisiche ad alto impatto, movimenti complessi e rotazionali, e interazione fisica con altri praticanti. Esiste sempre un rischio residuo di infortuni, che possono variare da lievi (contusioni, distorsioni) a gravi (fratture, lesioni legamentose, commozioni cerebrali) o, in casi estremamente rari e in contesti non controllati, persino fatali.
I rischi specifici associati alla biomeccanica del Muay Thasao, come lo stress rotazionale su ginocchia e caviglie dovuto al Yang Sam Khum o l’intensità cardiovascolare richiesta dal Lai Lueai, sono stati analizzati nella sezione sulle controindicazioni e devono essere attentamente considerati.
Necessità Imperativa di Istruzione Qualificata
Data la complessità tecnica, la profondità filosofica e i rischi intrinseci, si sottolinea l’assoluta necessità di cercare istruzione solo ed esclusivamente presso un Maestro (Kru) o un istruttore qualificato e certificato specificamente nel Muay Boran, con una comprovata conoscenza degli stili regionali, incluso il Muay Thasao.
Un istruttore generico di “Muay Thai” sportivo, per quanto competente nella sua disciplina, potrebbe non possedere la conoscenza specifica della biomeccanica, della filosofia, delle tecniche tradizionali (Hak, Thum, Chap) e, soprattutto, dei protocolli di sicurezza necessari per insegnare il Muay Boran/Thasao in modo efficace e responsabile. È responsabilità del potenziale praticante verificare le credenziali, il lignaggio e l’esperienza dell’istruttore prima di intraprendere qualsiasi percorso di studio.
Consultazione Medica Preventiva Obbligatoria
Prima di considerare l’inizio della pratica del Muay Thasao, o di qualsiasi altra arte marziale ad alto impatto, è obbligatorio e fondamentale consultare il proprio medico curante e, ove necessario, medici specialisti (come cardiologi, ortopedici, neurologi).
È indispensabile ottenere un parere medico informato sulla propria idoneità fisica a sostenere un’attività che comporta:
Stress cardiovascolare intenso e prolungato.
Impatti ripetuti su articolazioni e ossa (anche se controllati).
Movimenti complessi, rotazionali e potenzialmente acrobatici.
Interazione fisica e rischio di colpi accidentali.
Individui con condizioni mediche preesistenti (cardiovascolari, neurologiche, ortopediche, ematologiche, ecc.), come dettagliato nella sezione sulle controindicazioni, devono prestare particolare attenzione a questo passaggio e seguire scrupolosamente le indicazioni del personale medico qualificato. Nascondere o ignorare condizioni mediche preesistenti prima di iniziare un’attività come il Muay Thasao è estremamente pericoloso.
Assunzione di Responsabilità e Limitazione di Responsabilità
Il lettore e qualsiasi individuo che scelga di intraprendere la pratica del Muay Thasao (o di qualsiasi attività ispirata dalle informazioni qui contenute) lo fa interamente a proprio rischio e pericolo.
Gli autori, gli editori e i distributori di questa pagina informativa declinano esplicitamente ogni responsabilità per eventuali danni, infortuni, perdite o conseguenze negative di qualsiasi natura (fisica, psicologica, materiale o legale) che possano derivare, direttamente o indirettamente, da:
Il tentativo di praticare le tecniche o i metodi di allenamento descritti.
La scelta di iniziare la pratica del Muay Thasao senza adeguata supervisione qualificata.
La mancata consultazione medica preventiva o l’ignorare le raccomandazioni mediche.
L’interpretazione errata o l’applicazione impropria delle informazioni presentate.
Qualsiasi decisione presa basandosi sui contenuti di questa pagina.
Questa pagina non fornisce garanzie di alcun tipo, né esplicite né implicite, riguardo all’accuratezza completa, all’attualità o all’applicabilità universale delle informazioni storiche, tecniche o culturali presentate, data la natura complessa e in parte orale della tradizione del Muay Boran.
Considerazioni Etiche e Culturali
Si ricorda inoltre che il Muay Thasao è un’arte marziale storica con un profondo radicamento culturale e spirituale. Le informazioni relative agli aspetti rituali (Wai Kru), spirituali (Saiyasat, amuleti) e al codice d’onore (Jariyatham) sono presentate a scopo di completezza culturale. È responsabilità del lettore e del praticante avvicinarsi a questi aspetti con il dovuto rispetto per la tradizione thailandese e per le credenze ad essa associate, evitando appropriazioni indebite o interpretazioni superficiali. L’apprendimento del Wicha completo richiede un impegno che va oltre la mera acquisizione fisica delle tecniche.
Conclusione del Disclaimer
In sintesi, questa pagina è una finestra informativa su un mondo marziale affascinante e complesso. È un invito alla conoscenza, allo studio e all’apprezzamento culturale. Non è, e non deve mai essere considerata, una scorciatoia per l’apprendimento pratico. La via per la padronanza del Muay Thasao, se intrapresa, passa inderogabilmente attraverso la guida di un maestro competente, il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza, la consapevolezza dei propri limiti fisici e un profondo rispetto per la storia e la cultura da cui quest’arte è scaturita. La sicurezza e la responsabilità personale sono prioritarie.
a cura di F. Dore – 2025