Tabella dei Contenuti
Dimenticate il ring illuminato. Dimenticate la musica ipnotica del Sarama, i pantaloncini di raso lucido e l’olio che brilla sui muscoli tesi. Dimenticate il suono secco dei guantoni che colpiscono i pao, e dimenticate, soprattutto, l’arbitro che si frappone tra i contendenti. Quella che state per esplorare non è un’arte da competizione, non è uno sport per la gloria, e non è un metodo per accumulare punti.
Benvenuti nel mondo del Lerdrit.
Nelle profondità della storia militare siamese, lontano dagli sguardi del pubblico e dalle arene sportive, esiste un’ombra. È un’arte forgiata non per la vittoria, ma per la sopravvivenza; non per il duello, ma per la guerra. È il sistema di combattimento brutale, pragmatico e spietato riservato per secoli alle unità d’élite della nazione: le Guardie Reali, i protettori del Re, i soldati destinati alle missioni più disperate.
Il suo nome, Muay Lert Rit (มวยเลิศฤทธิ์), si traduce in “Potenza Eccellente” o “Potere Supremo”. Una dichiarazione d’intenti che non lascia spazio a interpretazioni.
Se la Muay Thai, nella sua forma moderna, è conosciuta come “l’Arte delle Otto Armi” — pugni, gomiti, ginocchia e gambe — il Lerdrit accoglie una filosofia più oscura e completa. Aggiunge formalmente la testa come nona arma (Nawa Awut), ma la sua vera essenza non risiede nel numero di strumenti offensivi, quanto nel loro impiego. Il Lert Rit non cerca il KO; cerca la neutralizzazione totale e definitiva.
Questa non è la storia di atleti, ma di guerrieri (Nak Rop, non Nak Muay). Un guerriero non può permettersi un combattimento prolungato. Sul campo di battaglia, un minuto speso a scambiare colpi con un avversario è un minuto in cui un secondo nemico può colpire alle spalle. Il Lerdrit è l’antitesi dello scambio prolungato; è l’arte dell’economia mortale.
Immaginate un soldato d’élite del Siam antico, in piedi nella giungla umida o sul terreno fangoso di un campo di battaglia. Non indossa pantaloncini leggeri, ma un equipaggiamento pesante. Non combatte a piedi nudi su un pavimento liscio, ma indossa anfibi militari. Il Lerdrit è nato da questa realtà.
Per questo, l’enfasi si sposta radicalmente. I calci non sono portati con la tibia per massimizzare il danno superficiale, ma sferrati con la punta e il tacco dello stivale per frantumare un ginocchio, sfondare l’inguine o collassare la gola. La distanza non è un’opzione; è un nemico. L’obiettivo del praticante di Lerdrit è uno solo: chiudere lo spazio, entrare nella guardia dell’avversario e scatenare l’inferno a distanza zero.
È qui che il Lerdrit rivela la sua vera natura, intrecciandosi con il Muay Pram (il grappling thailandese). Ma anche questo grappling è diverso. Non cerca la sottomissione elegante, come nel Jiu-Jitsu brasiliano. Cerca il controllo, lo sbilanciamento e la rottura.
L’intero sistema è spesso riassunto in quattro principi strategici, quattro parole che ne definiscono la terribile efficacia:
จับ (Chap) – Afferrare: Il controllo. Non un semplice clinch per colpire di ginocchio, ma una morsa per dominare la struttura dell’avversario, per strapparlo dal suo equilibrio e renderlo vulnerabile.
ทุ่ม (Thum) – Proiettare: Non una proiezione tecnica su un tatami, ma uno schianto violento. L’obiettivo è lanciare l’avversario contro il terreno duro, contro un muro, o sopra un ostacolo, usando il suo stesso peso e la gravità come armi.
ทับ (Thap) – Schiacciare: Il combattimento non finisce quando l’avversario cade. È lì che inizia il lavoro di finalizzazione. Thap significa sovrapporsi, usare il proprio peso, le ginocchia e i gomiti per controllare e colpire l’avversario a terra, impedendogli di rialzarsi.
หัก (Hak) – Rompere: Questo è il cuore del Lerdrit. Hak è l’atto di rompere. Le leve articolari non sono applicate gradualmente per ottenere una resa. Sono scatti esplosivi progettati per spezzare un gomito, una spalla, un polso. I colpi non mirano al mento per un KO pulito; mirano alla clavicola per distruggere il braccio armato dell’avversario, alla rotula per eliminare la sua mobilità, alla base del cranio per terminare lo scontro.
Questa è un’arte marziale che presuppone il peggior scenario possibile: avversari multipli, terreno sconnesso, equipaggiamento pesante e la necessità di finire lo scontro in pochi secondi per passare alla minaccia successiva.
Per secoli, questa conoscenza è rimasta un segreto militare, tramandata da maestro a soldato nelle caserme delle Guardie Reali. Non esistevano palestre pubbliche di Lerdrit. Non c’erano tornei. Era un’arte di servizio, un dovere protetto dal giuramento. La sua divulgazione al mondo civile è un fenomeno recente, portato avanti da maestri illuminati che hanno compreso il valore di questo sistema anche al di fuori del contesto militare, come metodo supremo di autodifesa.
Ma questa diffusione porta con sé una responsabilità immensa. Il Lerdrit non è per tutti. Non è un hobby per scaricare lo stress, né un’attività per bambini. Richiede una maturità psicologica eccezionale, un controllo ferreo e un istruttore (Kru) che comprenda non solo la tecnica, ma anche l’etica del guerriero. Imparare a distruggere il corpo umano richiede una disciplina ancora più grande per non farlo mai, se non in caso di pericolo di vita estremo e inevitabile.
Quello che state per leggere non è un semplice elenco di tecniche. È un viaggio in un capitolo diverso delle arti marziali thailandesi, un capitolo scritto con il pragmatismo della battaglia e l’efficienza della necessità.
In questa pagina, esploreremo la storia documentata e le leggende che circondano le Guardie del Re. Analizzeremo le differenze tecniche fondamentali che separano il Lerdrit dalla Muay Thai e dalla Muay Boran. Incontreremo i maestri che hanno preservato questa disciplina e le organizzazioni che oggi cercano di diffonderla in modo responsabile, anche in Italia.
Scopriremo l’addestramento, l’abbigliamento, la terminologia e la filosofia di un’arte che non insegna a combattere, ma a prevalere.
Se siete pronti a guardare oltre le corde del ring, a esplorare la “Potenza Eccellente” nella sua forma più pura e intransigente, allora siete pronti per iniziare questo viaggio.
Continuate a leggere.
COSA E'
Il Muay Lert Rit (มวยเลิศฤทธิ์), un termine che echeggia di potenza e di un senso di élite, rappresenta uno dei capitoli più pragmatici, letali e storicamente riservati dell’intero panorama marziale thailandese. Per comprendere appieno “cosa è” il Lerdrit, è necessario spogliarlo immediatamente dei preconcetti derivati dalla sua parente più celebre, la Muay Thai sportiva, e immergersi in un contesto di pura sopravvivenza: quello del campo di battaglia e della protezione ravvicinata.
Il Lerdrit non è uno sport. Non è un’arte performativa. Non è un sistema di combattimento pensato per un duello leale tra due contendenti su un ring.
Il Lerdrit è, nella sua essenza più pura, un sistema di combattimento militare a mani nude, un metodo di annientamento dell’avversario sviluppato, affinato e custodito gelosamente per secoli dalle forze armate d’élite del Siam (l’antico nome della Thailandia). In particolare, era la disciplina da combattimento corpo a corpo insegnata alle Guardie Reali del Re (ทหารรักษาพระองค์, Thahan Raksapra-ong), uomini il cui unico scopo era la protezione assoluta del sovrano, e alle unità speciali dell’esercito.
Il suo obiettivo non è vincere ai punti, non è impressionare una giuria e non è nemmeno necessariamente ottenere un knock-out pulito. L’obiettivo primario, unico e totalizzante del Lerdrit è la neutralizzazione rapida, efficiente e definitiva di una minaccia nel minor tempo possibile, utilizzando ogni strumento che il corpo umano può offrire, in qualsiasi condizione e contro qualsiasi avversario.
È l’arte della “Potenza Eccellente”, dove l’eccellenza non si misura nell’eleganza stilistica, ma nell’efficacia terminale.
L’analisi del nome: una dichiarazione d’intenti
Per definire il Lerdrit, il primo passo è decodificare il suo stesso nome, che è una perfetta sintesi della sua filosofia.
มวย (Muay): Questa parola è comunemente tradotta come “boxe” o “pugilato”. Sebbene corretto nel contesto sportivo della Muay Thai, il suo significato più ampio e tradizionale è “combattimento”, “lotta” o “arte del combattimento”. Deriva dal sanscrito Mavya, che significa “unire” o “legare”, forse in riferimento al clinch. Nel contesto del Lerdrit, “Muay” deve essere inteso nel suo senso più ampio: l’arte totale del combattimento umano.
เลิศ (Lert): Questo aggettivo thailandese significa “eccellente”, “supremo”, “superiore”, “il migliore”. È un termine che denota un livello di qualità che si eleva al di sopra della norma. Implica una selezione, qualcosa che non è per tutti, ma è riservato a coloro che hanno raggiunto o a cui è richiesto il massimo livello.
ฤทธิ์ (Rit): Questa è la parola chiave. Traslitterazione del termine sanscrito Riddhi (o Siddhi nel buddismo), “Rit” significa “potere”, “potenza”, “forza”. Ma non si tratta di una semplice forza fisica. “Rit” porta con sé connotazioni di un potere quasi soprannaturale, un’efficacia magica, un’abilità che trascende la normale comprensione umana. È il potere di compiere imprese straordinarie, l’efficacia assoluta.
Combinando questi tre elementi, Muay Lert Rit (มวยเลิศฤทธิ์) si traduce letteralmente in “L’Arte del Combattimento dal Potere Eccellente” o, più poeticamente e accuratamente, “La Boxe dal Potere Supremo”.
Questo nome non è un semplice marchio altisonante. È una dichiarazione filosofica. Indica che questo sistema non è solo un metodo di combattimento, ma è la distillazione delle tecniche più potenti ed efficaci, selezionate per coloro (l’élite) che necessitano di un risultato assoluto (il potere supremo) in situazioni estreme.
La grande distinzione: cosa il Lerdrit non è
Per afferrare “cosa è” il Lerdrit, è ancora più illuminante definire “cosa non è”, tracciando confini netti con le altre discipline thailandesi con cui viene spesso confuso. Questa contestualizzazione è fondamentale.
Lerdrit contro Muay Thai (Sportiva)
Questa è la distinzione più importante e la principale fonte di confusione. La Muay Thai, come è conosciuta in tutto il mondo, è uno sport da combattimento glorioso e brutale, ma pur sempre uno sport. Il Lerdrit è un’arte di guerra.
Finalità: La Muay Thai moderna (sviluppatasi dagli anni ’20 e ’30 del XX secolo) ha come scopo la vittoria sportiva all’interno di un ambiente controllato (il ring). La vittoria si ottiene ai punti, per KO, o per TKO (KO tecnico). Il Lerdrit ha come scopo la sopravvivenza sul campo di battaglia o in un contesto di autodifesa reale. La “vittoria” è la neutralizzazione della minaccia, che può significare mutilare, rendere inabile o, nel suo contesto originale, uccidere l’avversario.
Regolamento: La Muay Thai è vincolata da regole severe: guantoni obbligatori, divieto di colpire all’inguine, alla nuca, alla gola o alle articolazioni (con l’intento di romperle), round a tempo, categorie di peso, presenza di un arbitro. Il Lerdrit è, per definizione, l’assenza di regole. È progettato per sfruttare attivamente tutti i bersagli proibiti nello sport, poiché sono i più efficaci per terminare uno scontro. Gola, occhi, inguine, nuca, articolazioni (ginocchia, gomiti, caviglie) sono i bersagli primari.
Armi Corporee (Awut): La Muay Thai è celebre come “l’Arte delle Otto Armi” (Muay Paet Awut), utilizzando due pugni, due gomiti, due ginocchia e due tibie/piedi. Il Lerdrit espande questo arsenale, riconoscendo formalmente le “Nove Armi” (Nawa Awut). La nona arma, proibita in qualsiasi competizione sportiva, è la testa (หัว, Hua). Nel Lerdrit, la testa è un’arma offensiva fondamentale a distanza ravvicinata, usata per colpire il volto (naso, arcata sopracciliare, denti) dell’avversario durante il clinch o la lotta a terra.
Equipaggiamento e Biomeccanica: Questa è una differenza cruciale. La Muay Thai si pratica a piedi nudi e con pantaloncini. La biomeccanica dei suoi colpi, in particolare i famosi calci circolari, si basa sull’uso della tibia come strumento d’impatto, condizionata per diventare dura come una mazza da baseball. Il Lerdrit, essendo un’arte militare, veniva praticato e applicato indossando l’uniforme da combattimento e gli anfibi militari.
Questo cambia tutto.
Combattere con gli stivali rende l’uso della tibia per colpire non solo impraticabile, ma svantaggioso. Il Lerdrit, quindi, non enfatizza il calcio circolare con la tibia. Al contrario, utilizza la calzatura come un’arma aggiuntiva. I calci (Teep e Teh) sono portati con la punta dello stivale (mirando a inguine, gola, plesso solare, viso) o con il tacco (usato per pestare il collo del piede, frantumare la rotula, o colpire il femore dell’avversario). L’anfibio trasforma ogni calcio in un colpo potenzialmente invalidante.
Inoltre, l’uniforme e l’equipaggiamento (zaini, giberne) alterano il baricentro e la mobilità. Il Lerdrit tiene conto di questo, favorendo una postura stabile, radicata e movimenti più corti ed esplosivi piuttosto che ampi e fluidi.
Lerdrit contro Muay Boran (Tradizionale)
Se la Muay Thai è la nipote sportiva, la Muay Boran (มวยโบราณ), o “Boxe Antica”, è la madre da cui il Lerdrit discende. La Muay Boran è un termine ombrello, vasto e complesso, che racchiude tutti gli stili di combattimento a mani nude del Siam prima della loro “sportivizzazione” avvenuta nel XX secolo. Include stili regionali come il Muay Chaiya (famoso per la sua difesa e i colpi corti), il Muay Korat (noto per la potenza dei pugni e la guardia alta), il Muay Lopburi (famoso per l’intelligenza tattica e le finte) e il Muay Thasao (stile del nord, con enfasi sulla velocità e l’agilità).
Il Lerdrit non è uno di questi stili regionali. È qualcosa di diverso.
Enciclopedia contro Manuale Operativo: La Muay Boran è l’enciclopedia completa. Contiene tutto: tecniche letali, tecniche sportive (già esistevano forme di competizione, come i combattimenti Kard Chuek con le corde), tecniche dimostrative, movimenti rituali e sequenze complesse (Mae Mai e Luk Mai). È un patrimonio culturale immenso. Il Lerdrit è il manuale operativo militare estratto da questa enciclopedia. È il risultato di un processo di distillazione. I maestri militari hanno preso dall’enorme corpus della Muay Boran solo ciò che era essenziale, pragmatico e massimamente efficace per il campo di battaglia. Hanno epurato ogni movimento puramente estetico, ogni tecnica troppo complessa da eseguire sotto stress e ogni rituale non direttamente funzionale al combattimento.
Finalità Culturale contro Finalità Tattica: La Muay Boran, pur essendo letale, conserva anche un forte aspetto culturale e spirituale. Le danze rituali pre-combattimento, come la Wai Kru Ram Muay, sono complesse, elaborate e parte integrante dell’arte, usate per onorare il maestro, la scuola e gli spiriti. Nel Lerdrit, l’aspetto rituale è ridotto all’osso. Sebbene il rispetto per il maestro (Kru) rimanga fondamentale (come in tutta la cultura thailandese), l’enfasi è sul “mindset” del soldato. L’estetica è sacrificata sull’altare della funzione. Il Lerdrit è “brutale” nel senso architettonico del termine: è funzionalismo puro, la forma segue la funzione letale.
In sintesi, se la Muay Boran è un’università di arti marziali, il Lerdrit è l’accademia delle forze speciali.
Lerdrit contro Krabi Krabong (Armato)
Infine, per definire il Lerdrit, bisogna collocarlo accanto alla sua arte sorella: il Krabi Krabong (กระบี่กระบอง). Questo è il sistema di combattimento armato tradizionale thailandese, che si concentra sull’uso di varie armi, tra cui la Krabi (spada a lama singola), la Krabong (bastone lungo), la Daab Song Mue (due spade), la Ngao (lancia) e la Mae Sun (scudi).
Il Lerdrit e il Krabi Krabong non sono discipline separate, ma due facce della stessa medaglia: l’addestramento completo del guerriero siamese.
Complementarietà: Il Krabi Krabong è l’addestramento primario del soldato. Il Lerdrit è ciò che accade dopo. È il sistema di combattimento per la situazione “worst-case”: quando il soldato ha perso la sua arma, quando la sua arma è rotta, o quando la distanza è talmente ravvicinata (come in una trincea o in un corpo a corpo improvviso) che l’arma primaria (come una lancia o anche una spada) diventa ingombrante o inutile.
Trasferibilità dei Principi: Esiste una profonda sinergia biomeccanica. Il gioco di gambe (Yang Sam Khum), le angolazioni di attacco e difesa, e la gestione della distanza appresi nel Krabi Krabong (specialmente nell’uso della spada e del bastone) si trasferiscono direttamente al Lerdrit. Un colpo di gomito (Sok) nel Lerdrit segue spesso la stessa linea e la stessa meccanica di un fendente corto di spada. Una leva articolare (Hak) applicata a un braccio ricalca il movimento di torsione usato per disarmare un avversario armato di bastone.
Il Lerdrit è, quindi, l’arte marziale disarmata che vive in simbiosi con quella armata, condividendone i principi fondamentali di movimento, tempismo e angolazione.
Il nucleo filosofico: l’arte dell’élite
Capire “cosa è” il Lerdrit significa capire per chi è stato creato. Non era un’arte per il popolo, per l’autodifesa del contadino o per la gloria del lottatore di fiera. Era un sistema professionale per soldati professionisti. Questo definisce la sua intera filosofia.
La Mentalità (Mindset) del Guardiano
Il praticante di Lerdrit non veniva addestrato per “combattere”, ma per “proteggere” o “eliminare”.
Contesto di Protezione (Guardia Reale): In questo scenario, il combattimento è l’ultima risorsa. Il primo obiettivo è coprire, evacuare e proteggere il bersaglio (il Re). Se il combattimento è inevitabile, deve essere terminato istantaneamente. Non c’è tempo per uno scambio. L’aggressore deve essere reso inoffensivo in un secondo, per potersi immediatamente rivolgere alla minaccia successiva. Questo richiede un’arte basata su colpi invalidanti e un’aggressività esplosiva e controllata.
Contesto Militare (Forze Speciali): In questo scenario (un’incursione, una pattuglia, un combattimento in trincea), l’obiettivo è l’eliminazione della sentinella o del nemico. Di nuovo, la velocità e l’efficacia sono primarie. Il Lerdrit fornisce gli strumenti per uccidere o neutralizzare silenziosamente e rapidamente a mani nude.
Questo “mindset” esclude ogni concetto di ego, di sfida leale o di prova di forza. È l’applicazione fredda e calcolata della violenza per raggiungere un obiettivo tattico.
Il Principio dell’Economia Assoluta
In un combattimento reale, l’energia è la risorsa più preziosa. Sul campo di battaglia, un soldato potrebbe aver già marciato per chilometri, essere stanco, ferito o sotto stress psicologico estremo. Non può permettersi movimenti ampi, dispendiosi o “spettacolari”.
Il Lerdrit è l’arte dell’economia di movimento. Ogni tecnica è progettata per produrre il massimo danno possibile con il minimo dispendio energetico.
I colpi sono corti, secchi, penetranti. Si prediligono i gomiti e le ginocchia ai pugni e ai calci lunghi.
La difesa e l’attacco sono spesso fusi in un unico movimento (ad esempio, una parata che devia e transita immediatamente in una leva articolare o in un colpo).
Si usa il peso dell’avversario contro di lui, sbilanciandolo e proiettandolo per sfruttare la gravità, piuttosto che tentare di sollevarlo con la forza bruta.
Adattabilità all’Ambiente Reale (Il Caos)
Il Lerdrit è progettato per funzionare nel caos, non nell’ambiente sterile di un dojo o di un ring.
Terreno: Si assume che il terreno sia irregolare, scivoloso (fango, sangue), o pieno di ostacoli. La postura (Chot Muay) è più bassa, più stabile e radicata rispetto a quella “saltellante” della Muay Thai.
Spazio: È specializzato per il combattimento in spazi ristretti (Close Quarters Combat – CQC): una trincea, un corridoio, un vicolo, in mezzo a una folla. Questo è il motivo per cui l’enfasi sulla distanza ravvicinata (clinch) è così predominante.
Avversari Multipli: Sebbene l’addestramento sia uno-contro-uno, la filosofia è sempre rivolta alla minaccia multipla. Questo significa: finire rapidamente uno e girarsi sul successivo, non “legarsi” a un singolo avversario in una lunga lotta a terra, e mantenere sempre la consapevolezza situazionale.
I pilastri tecnici: definire l’arte attraverso l’azione
Sebbene le tecniche specifiche saranno analizzate in un punto successivo, è impossibile definire “cosa è” il Lerdrit senza delinearne i concetti operativi fondamentali. L’intera arte poggia su un focus tattico implacabile: collassare la distanza e applicare una delle quattro strategie fondamentali.
Il Dominio della Distanza Ravvicinata (Muay Pram)
La maggior parte degli stili di combattimento si concentra sulla lunga o media distanza. Il Lerdrit considera queste distanze solo come un transito per raggiungere la sua distanza operativa preferita: il contatto corporeo.
A questa distanza, i pugni lunghi perdono efficacia, i calci alti sono impossibili. È il regno del Muay Pram, il grappling thailandese. Ma il Muay Pram del Lerdrit è diverso dal clinch sportivo.
Nel clinch della Muay Thai, l’obiettivo è afferrare la testa per colpire con le ginocchia o sbilanciare.
Nel Chap (afferrare) del Lerdrit, l’obiettivo è il controllo totale: prese ai vestiti, ai polsi, al collo, alle braccia. È un “clinch sporco” che transita immediatamente verso la rottura o la proiezione.
Le Quattro Strategie Fondamentali: Il Cuore del Lerdrit
La tradizione moderna, specialmente quella codificata da maestri come Marco De Cesaris (fondatore dell’IMBA – International Muay Boran Academy), che ha svolto un ruolo cruciale nel sistematizzare e diffondere il Lerdrit in Occidente, spesso riassume l’arte in quattro concetti operativi. Questi quattro verbi sono il Lerdrit:
จับ (Chap) – Afferrare / Controllare Questo è il primo passo. Chap è l’arte di ottenere una presa dominante sull’avversario. Non è una presa statica, ma un controllo dinamico. Include afferrare un polso mentre colpisce, controllare la testa, agganciare un braccio, o persino usare la presa sui vestiti (uniforme) dell’avversario per manipolare la sua struttura. Il Chap è la porta d’accesso. È la strategia per “imbrigliare” l’avversario, negandogli la capacità di colpire efficacemente e preparandolo per la fase successiva. È la base del Muay Pram.
หัก (Hak) – Rompere Questo è forse l’aspetto più terrificante e distintivo del Lerdrit. Hak significa “rompere”, “spezzare”. Una volta ottenuto il controllo (Chap), l’obiettivo è distruggere la struttura o le “armi” dell’avversario. Questo si traduce in leve articolari applicate non gradualmente per ottenere una sottomissione (come nel BJJ o nel Judo), ma in modo esplosivo e percussivo per causare un danno permanente e immediato. Si mira a:
Rompere le braccia: Iperestensione o torsione del gomito, rottura del polso.
Rompere le spalle: Leve alla spalla (come la Kimura o l’ Omoplata, ma applicate in piedi e con violenza).
Rompere il collo: Torsioni cervicali (estremamente pericolose e riservate a situazioni di vita o di morte).
Rompere le gambe: Colpi diretti (con il tacco dello stivale) alla rotula, o leve alla caviglia e al ginocchio.
Rompere la clavicola: Colpi di gomito discendenti (Sok Ti) sulla clavicola dell’avversario durante il clinch. Lo scopo di Hak è eliminare la capacità dell’avversario di continuare a combattere. Un uomo con un braccio rotto o un ginocchio distrutto non è più una minaccia.
ทุ่ม (Thum) – Proiettare / Lanciare Questo verbo significa “lanciare”, “buttare giù”, “proiettare”. Le proiezioni del Lerdrit sono diverse da quelle del Judo o della Lotta. Non si cerca la proiezione “pulita” che vale un punto (Ippon). L’obiettivo della proiezione è duplice:
Causare danno: Si proietta l’avversario contro il terreno (cemento, rocce), usando la gravità come un’arma. La proiezione stessa è un colpo. Si mira a far battere la testa, la schiena o la spalla dell’avversario con la massima violenza possibile.
Creare un vantaggio tattico: Portare l’avversario a terra mettendolo in una posizione di svantaggio (ad esempio, a pancia in giù o sulla schiena) mentre il praticante di Lerdrit rimane in piedi o in una posizione dominante (come in ginocchio sul suo petto). Le proiezioni (Thum) sono spesso sbilanciamenti brutali, spazzate o torsioni del corpo che utilizzano il peso e lo slancio dell’avversario contro di lui.
ทับ (Thap) – Schiacciare / Sovrapporsi Questo è ciò che accade dopo la proiezione (Thum). Thap significa “schiacciare”, “coprire”, “sovrapporsi”. Il Lerdrit non è un’arte che ama la lotta a terra prolungata (come il BJJ), perché sul campo di battaglia stare a terra è pericoloso. Tuttavia, riconosce che i combattimenti finiscono spesso a terra. Thap è la strategia per finalizzare l’avversario una volta a terra. Il praticante usa il proprio peso corporeo (spesso con un ginocchio sul petto, sul collo o sull’addome) per immobilizzare l’avversario e, da quella posizione dominante, applica colpi corti e devastanti:
Ginocchiate (Khao) al corpo, alle costole, o alla testa.
Gomitate (Sok) al viso o allo sterno.
Testate (Hua) al volto.
Pugni a martello (Mad) ai punti vitali. L’obiettivo di Thap è finire l’avversario immobilizzato, senza dargli alcuna possibilità di reagire o rialzarsi.
Queste quattro strategie – Chap, Hak, Thum, Thap – sono un ciclo. Si può afferrare per rompere, afferrare per proiettare, proiettare per schiacciare e colpire, o addirittura afferrare per schiacciare (ad esempio, spingendo l’avversario contro un muro). Questa matrice tattica definisce l’identità operativa del Lerdrit.
Il Lerdrit oggi: da arte di guerra a sistema di autodifesa
Nel XXI secolo, “cosa è” il Lerdrit si è evoluto. Sebbene le sue radici siano inequivocabilmente militari e letali, oggi quest’arte è stata riscoperta, codificata e adattata per un contesto civile.
La Transizione
Questa transizione è avvenuta grazie al lavoro di alcuni maestri thailandesi (spesso con un background militare, come il Generale Tunwakom) e, in modo cruciale per la sua diffusione internazionale, di ricercatori e maestri occidentali che hanno studiato alle fonti. Il già citato Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris è stato pioniere in questo, studiando per decenni i manoscritti antichi e allenandosi con i maestri depositari della tradizione, per poi sistematizzare il Lerdrit come un componente specifico e avanzato del curriculum della IMBA (International Muay Boran Academy).
In questo contesto moderno, il Lerdrit è diventato un sistema di autodifesa estrema.
Lerdrit contro Difesa Personale Moderna (es. Krav Maga)
È inevitabile, nel contesto moderno, paragonare il Lerdrit a sistemi come il Krav Maga, anch’esso di origine militare e focalizzato sull’efficacia e la sopravvivenza.
Sovrapposizioni: Entrambi i sistemi sono pragmatici, si concentrano su bersagli vitali (occhi, gola, inguine), utilizzano l’aggressività controllata (il “mindset” offensivo-difensivo) e sono progettati per funzionare sotto stress.
Differenze: La differenza fondamentale risiede nelle radici. Il Krav Maga è un sistema ibrido moderno, eclettico, che ha attinto da molte arti (boxe, lotta, jiu-jitsu) per creare una “cassetta degli attrezzi” negli anni ’40. Il Lerdrit è un’arte marziale tradizionale con secoli di storia. È un sistema organico, completo e integrato, con una sua biomeccanica specifica (derivata dal Krabi Krabong), una sua pedagogia e una sua profonda connessione culturale. Non è un assemblaggio di tecniche, ma un sistema coeso che si è evoluto naturalmente in un ambiente specifico. Il Lerdrit ha un “sapore” e una struttura tecnica inconfondibilmente thailandesi.
L’Obiettivo del Praticante Moderno
Oggi, chi si avvicina al Lerdrit non è (solitamente) un soldato delle Guardie Reali. È un civile, spesso un praticante di arti marziali già esperto (ad esempio, un praticante di Muay Thai, Karate o BJJ) che cerca qualcosa di diverso. Cosa cerca?
Efficacia Reale: Cerca un sistema di autodifesa che vada oltre le regole sportive e affronti scenari da strada (spazi chiusi, minacce multiple, terreno non ideale).
Profondità Storica: Cerca una connessione con un lignaggio marziale antico e autentico, un’arte “guerriera” che non è stata annacquata dallo sport.
Disciplina Mentale: Il Lerdrit richiede un livello immenso di autocontrollo. Imparare tecniche progettate per rompere e mutilare impone al praticante una responsabilità etica enorme. L’addestramento costruisce una fiducia in sé stessi che, paradossalmente, porta a una maggiore calma e capacità di de-escalation, perché si sa cosa si è in grado di fare e si sceglie di non farlo se non assolutamente necessario.
Sintesi: “Cosa È” il Lerdrit
In conclusione, “cosa è” il Lerdrit non può essere riassunto in una singola frase, ma in un mosaico di concetti:
È un’Arte Marziale Thailandese Militare: Nata e affinata per le forze d’élite del Siam, in particolare le Guardie Reali, per il combattimento sul campo di battaglia.
È un Ramo Specializzato della Muay Boran: È la distillazione pragmatica e letale dell’enciclopedia della boxe antica, epurata di ogni elemento puramente estetico o sportivo.
È la Controparte Disarmata del Krabi Krabong: È l’arte del combattimento a mani nude che condivide i principi biomeccanici del combattimento armato thailandese.
È un Sistema di Combattimento Totale: Utilizza le “Nove Armi” (inclusa la testa) e mira a tutti i bersagli vitali proibiti nello sport.
È un’Arte di Adattamento: È progettato per funzionare in condizioni reali: con equipaggiamento militare (anfibi), su terreno sconnesso e in spazi ristretti.
È una Strategia di Corta Distanza: La sua filosofia tattica è collassare la distanza per applicare le quattro strategie fondamentali: Chap (Afferrare), Hak (Rompere), Thum (Proiettare) e Thap (Schiacciare).
È un Moderno Sistema di Autodifesa: Oggi, è stato codificato e adattato per civili che cercano un metodo di sopravvivenza estrema, basato su un lignaggio guerriero autentico.
Il Lerdrit non è solo un insieme di tecniche; è un “mindset”. È la filosofia della “Potenza Eccellente”, dove l’eccellenza è misurata dalla capacità di sopravvivere e proteggere, applicando la giusta soluzione tattica con efficienza spietata e controllo assoluto.
CARATTERISTICHE, FILOSOFIA E ASPETTI CHIAVE
Se il punto precedente ha definito cosa è il Lerdrit – un sistema di combattimento militare d’élite – questo capitolo ne esplora l’anima. Per comprendere veramente quest’arte, non basta conoscerne le origini o elencarne le tecniche; è necessario immergersi nei principi che ne governano ogni singolo movimento, nella mentalità che forgia i suoi praticanti e negli aspetti tattici che lo rendono un sistema di sopravvivenza così pragmatico e letale.
Le caratteristiche, la filosofia e gli aspetti chiave del Lerdrit non sono concetti separati, ma tre facce dello stesso solido: una filosofia (il perché), genera caratteristiche tecniche (il come), che a loro volta definiscono gli aspetti chiave dell’addestramento e dell’applicazione (il dove e il quando).
PARTE 1: LA FILOSOFIA – IL “PERCHÉ” DEL POTERE SUPREMO
La filosofia del Muay Lert Rit è il motore immobile da cui tutto il sistema si genera. È una filosofia forgiata non nelle palestre o nelle accademie di pensiero, ma sul campo di battaglia, nei corridoi dei palazzi reali e nelle situazioni di vita o di morte. Può essere riassunta in un concetto centrale: il pragmatismo assoluto.
Il Pragmatismo Assoluto: L’Efficienza come Estetica
Nel Lerdrit, non esiste spazio per il superfluo. Ogni movimento, ogni respiro, ogni singola tecnica è giudicata da un unico, spietato metro: l’efficienza.
A differenza di molte arti marziali, anche quelle antiche, il Lerdrit non ha mai subito un’evoluzione verso la performance estetica (come il Wushu cinese) o la competizione sportiva regolamentata (come la Muay Thai moderna). È rimasto puro, nella sua forma funzionale. Se una tecnica era troppo complessa per essere eseguita sotto lo stress di un combattimento reale, veniva scartata. Se un movimento era bello da vedere ma non produceva un risultato immediato e invalidante, veniva eliminato.
Questa filosofia genera un’estetica propria, un’estetica “brutalista”. Come nell’architettura brutalista, dove la forma segue nient’altro che la funzione (mostrando il cemento armato, la struttura portante), così nel Lerdrit i movimenti sono crudi, diretti, senza fronzoli. Mostrano la struttura portante del combattimento: leve, ossa, e impatti.
Un colpo di gomito del Lerdrit non è “bello”; è efficiente. Una leva articolare non è “elegante”; è definitiva. Questo pragmatismo si traduce in diversi sotto-principi:
Economia di Movimento: Come già accennato, l’energia è una risorsa finita e preziosa. Un soldato in assetto da combattimento, forse già stanco o ferito, non può permettersi di sprecare un solo joule di energia. Ogni azione deve avere il massimo rendimento. La difesa e l’attacco non sono due tempi separati, ma, ove possibile, un unico movimento fuso. Una parata non è solo una parata; è il primo passo per un Chap (controllo). Un blocco devia l’attacco e contemporaneamente posiziona il corpo per un Sok (gomito) di risposta.
Priorità dei Bersagli: Il pragmatismo detta la gerarchia dei bersagli. Nello sport si colpiscono bersagli “legali” per accumulare punti o ottenere un KO. In battaglia, si colpiscono i “punti deboli” del sistema umano per distruggerne il funzionamento. Il Lerdrit ignora i bersagli condizionati (come gli addominali o i quadricipiti) e si concentra ossessivamente su quelli che non possono essere rafforzati: occhi, gola, inguine, plesso solare, base del cranio, e, soprattutto, le articolazioni (ginocchia, gomiti, caviglie, dita).
Nessuna Regola, Solo Risultati: La filosofia del Lerdrit è intrinsecamente amorale nel contesto del combattimento. Non esiste “onore” nel concedere all’avversario una possibilità. Non esiste “colpo proibito”. L’unico imperativo morale è la sopravvivenza del praticante o il successo della missione (ad esempio, la protezione del Re).
La Mentalità (Mindset): Il Guerriero-Guardiano
Questa è forse la caratteristica filosofica più importante e complessa del Lerdrit. Il praticante non viene forgiato con la mentalità di un Nak Muay (un combattente da ring), ma con quella di un Nak Rop (un guerriero) e, più specificamente, di un guardiano.
Questa distinzione è fondamentale.
Il Combattente (Fighter) cerca la sfida. Entra in un duello uno contro uno, con regole condivise, per dimostrare la propria superiorità. La sua mentalità è focalizzata sulla competizione e sulla vittoria.
Il Guerriero-Guardiano (Warrior-Guardian) non cerca la sfida; la sua missione è prevenire o terminare una minaccia. Il suo focus non è su sé stesso, ma sulla missione: la protezione di un terzo (il VIP, il Re), la difesa di una postazione, o la sopravvivenza della propria unità.
Questa mentalità da “guardiano” genera diverse qualità psicologiche uniche:
Il Dovere contro la Gloria: L’ego è il nemico. Un praticante di Lerdrit non ha nulla da dimostrare. La sua azione non è guidata dalla rabbia, dall’orgoglio o dalla paura, ma dal senso del dovere. Questo distacco emotivo è cruciale: gli permette di essere calcolatore e spietato nel momento dell’azione, senza essere “coinvolto” emotivamente. Non c’è rabbia in una leva articolare; c’è solo fisica applicata.
L’Aggressività Controllata (L’Interruttore): Il Lerdrit insegna a non essere aggressivi, ma ad usare l’aggressività come uno strumento. Il vero guardiano è calmo, vigile, quasi passivo nell’osservazione (consapevolezza situazionale). Ma nel momento in cui la minaccia supera la soglia di pericolo, deve essere in grado di attivare un “interruttore” e scatenare un’esplosione di violenza travolgente, mirata e totale, per poi, un secondo dopo, tornare calmo e vigile per valutare la minaccia successiva. Questa capacità di passare da 0 a 100 e di nuovo a 0 è il marchio di fabbrica del professionista.
De-umanizzazione Tattica: Per applicare tecniche come Hak (rompere), un praticante non può vedere l’avversario come un “altro essere umano” nel momento del combattimento. Deve vederlo come un sistema meccanico, un insieme di leve, articolazioni e bersagli. Questo distacco psicologico, questa “de-umanizzazione tattica”, è ciò che permette di applicare una tecnica che rompe un gomito o un ginocchio senza esitazione. L’esitazione, in quel contesto, significa morte.
La Consapevolezza a 360 Gradi: Un combattente da ring si concentra su un solo avversario. Un guardiano presuppone sempre minacce multiple e da più direzioni. La sua postura, il suo movimento e la sua tattica non devono mai compromettere la sua capacità di guardarsi le spalle. Questo è il motivo per cui le lotte a terra prolungate sono evitate: a terra, si è vulnerabili al secondo aggressore. Il Lerdrit porta a terra l’avversario (Thum), lo finisce rapidamente (Thap), e torna immediatamente in piedi (Look-See), scansionando l’ambiente.
La Filosofia dell’Adattabilità Ambientale
Il Lerdrit è un’arte “sporca”, nel senso che è progettata per il mondo reale, non per un tatami pulito. La filosofia di base è che l’ambiente non è uno sfondo neutro, ma è parte integrante dell’arsenale del praticante.
L’Ambiente come Arma: Un muro non è un ostacolo, è una superficie contro cui lanciare (Thum) l’avversario. Una sedia è uno scudo o un’arma. Le scale sono un vantaggio tattico per rompere l’equilibrio. Il fango o un pavimento scivoloso non sono un problema, sono una condizione prevista dalla postura bassa e radicata (Chot Muay).
La Distanza Ravvicinata come Rifugio: Molte arti marziali temono la corta distanza (il clinch). Il Lerdrit la cerca attivamente. È un’arte specializzata nel CQC (Close Quarters Combat). Perché? In uno spazio ristretto (un corridoio, un ascensore, una trincea), i calci lunghi e i pugni ampi sono inutili. È il regno dei colpi corti e devastanti: gomiti, ginocchia, testate, e delle leve articolari. Il Lerdrit vede la corta distanza non come un pericolo, ma come la zona operativa ottimale.
Adattabilità all’Equipaggiamento: La filosofia del Lerdrit incorpora l’equipaggiamento. Come già detto, gli anfibi (boots) non sono un impedimento, sono un’arma. I calci (Teep) diventano colpi penetranti con la punta, e i pestoni (Yiap) diventano strumenti per frantumare le ossa del piede o la rotula. L’uniforme, i vestiti, o il giubbotto antiproiettile dell’avversario non sono un ostacolo per i pugni; sono maniglie per il Chap (controllo) e per le proiezioni (Thum).
PARTE 2: LE CARATTERISTICHE TECNICHE – IL “COME” DEL SISTEMA
La filosofia pragmatica del Lerdrit si traduce direttamente in un insieme di caratteristiche tecniche uniche, progettate per la massima efficacia. Queste non sono solo “tecniche”, ma concetti biomeccanici.
La Distruzione Strutturale (L’Anatomia come Mappa)
Questo è l’aspetto più distintivo e terrificante del Lerdrit, l’applicazione pratica del principio Hak (Rompere). Il Lerdrit non si affida alla “potenza da KO” (come la boxe) o alla sottomissione basata sul dolore (come molte forme di grappling). Si affida alla distruzione meccanica e permanente dell’avversario.
Il presupposto è semplice: un avversario sotto adrenalina, sotto l’effetto di droghe, o semplicemente fanatico, potrebbe non sentire il dolore. Un pugno potente potrebbe non metterlo KO. Ma un ginocchio la cui rotula è stata frantumata, o un gomito iperesteso fino alla rottura dei legamenti, smetterà di funzionare meccanicamente.
Il Lerdrit è ingegneria inversa applicata al corpo umano.
Rompere l’Arma: L’obiettivo primario è “spezzare l’arma” dell’avversario. Se l’avversario attacca con un pugno, l’obiettivo non è solo bloccare il pugno, ma controllare il braccio e romperlo al gomito o alla spalla. Se l’avversario tiene un’arma (un coltello, un bastone), l’obiettivo non è solo disarmarlo, ma rompere il polso, le dita o il braccio che tiene l’arma (Hak Mue). Un avversario disarmato può raccogliere l’arma; un avversario con un polso spezzato non può.
Rompere la Mobilità: L’obiettivo secondario è distruggere la mobilità. Un avversario che non può muoversi non può attaccare né inseguire. Questo si ottiene con:
Calci Bassi (Teh) con gli Anfibi: Non mirati al muscolo (il quadricipite, come nella Muay Thai), ma direttamente all’articolazione del ginocchio, dall’esterno, dall’interno o frontalmente.
Pestoni (Yiap): L’uso del tacco dello stivale per pestare con tutto il peso del corpo la caviglia, il collo del piede o la rotula dell’avversario, specialmente quando è a terra.
Le Leve Articolari come Colpi: Nel Lerdrit, una leva articolare non è un movimento di pressione graduale. È un colpo. Si applica con la stessa velocità e violenza di un pugno. Non si “cerca” la sottomissione; si “prende” l’articolazione e la si distrugge con un movimento percussivo e improvviso.
L’Arsenale delle Nove Armi (Nawa Awut): Un Uso Diverso
Il Lerdrit utilizza le Nove Armi (Nawa Awut: due pugni, due gomiti, due ginocchia, due piedi/gambe, e la testa). Ma il modo in cui le usa è radicalmente diverso da quello sportivo, essendo ottimizzato per il CQC e per l’uso con l’equipaggiamento militare.
1 & 2. Pugni (Mad): Nel Lerdrit, i pugni non sono l’arma primaria per la lunga distanza (come il jab e il cross nella boxe). A lunga distanza, il Lerdrit preferisce chiudere lo spazio o usare armi improvvisate. I pugni del Lerdrit sono armi da corta distanza, usate nel “clinch sporco”.
Pugno a Martello (Mad Wiang): Colpire con la base del pugno (lato del mignolo), un colpo potente che non rischia di rompere le nocche, ideale per colpire la tempia, la mascella o la clavicola.
Pugno Verticale (Mad Trong): Spesso usato come un “trapano”, con il pugno tenuto verticalmente, per colpire il plesso solare o lo sterno a distanza ravvicinata.
Pugno Corto (Mad Ngat): Un uppercut cortissimo al mento o allo sterno, quasi un colpo di dirty boxing.
3 & 4. Gomiti (Sok): Il Re del CQC I gomiti sono forse l’arma più importante del Lerdrit. Sono la parte più dura dello scheletro umano, efficaci a distanza zero, e capaci di infliggere danni devastanti (fratture, commozioni) con pochissimo movimento.
Sok Ti (Gomito Discendente): Il colpo distintivo. Un colpo dall’alto verso il basso, spesso usato per colpire la clavicola dell’avversario (rompendola), la base del cranio (se piegato in avanti), o la spina dorsale.
Sok Tad (Gomito Orizzontale): Usato per colpire tempie e mascella.
Sok Ngat (Gomito Ascendente): Un colpo devastante al mento o al naso, spesso usato per “aprire” la guardia dell’avversario nel clinch.
Sok Pung (Gomito a Lancia): Un colpo frontale, che spinge in avanti, mirato alla gola o allo sterno.
Sok Klab (Gomito Rovesciato): Un colpo a sorpresa, all’indietro, usato per colpire un avversario che cerca di afferrare da dietro.
5 & 6. Ginocchia (Khao): Le ginocchia del Lerdrit sono usate in modo molto più “sporco” rispetto allo sport.
Khao Trong (Ginocchio Dritto): L’arma preferita contro i bersagli bassi: inguine, vescica, e nervo femorale.
Khao Noi (Ginocchio Piccolo): Colpi corti e ripetuti alla coscia dell’avversario nel clinch, non per segnare punti, ma per distruggere il muscolo e preparare uno sbilanciamento (Thum).
Khao (a Terra): Fondamentale nella strategia Thap (Schiacciare). Il ginocchio viene usato per bloccare l’avversario a terra (ginocchio sul petto, sul collo, sul bicipite) e per colpire le costole, la testa o l’addome.
7 & 8. Piedi/Gambe (Thao/Teh): L’Anfibio come Arma Come discusso, l’uso degli stivali cambia tutto.
Teep (Calcio Frontale): Non è un calcio di spinta (push-kick), ma un calcio “a stocco”, penetrante, con la punta dura dello stivale. I bersagli sono: inguine, vescica, plesso solare, gola, viso. È un colpo invalidante.
Teh (Calcio Circolare): È quasi esclusivamente un calcio basso (Teh Lan). È troppo rischioso e lento, in un contesto militare, sollevare la gamba all’altezza delle costole o della testa (rischio di essere afferrati, di scivolare, o di esporre l’inguine). I calci bassi con l’anfibio sono mirati a frantumare la rotula o il lato del ginocchio.
Yiap (Pestone): L’atto di pestare. Usato per rompere il collo del piede di un avversario in piedi (per distruggere il suo equilibrio) o per finire un avversario a terra, pestando caviglia, ginocchio, costole, mano o gola.
9. La Testa (Hua): L’Arma della Distanza Zero La nona arma, proibita ovunque. Nel Lerdrit, è uno strumento fondamentale quando si è bloccati in un abbraccio (tipo bear hug) o in un clinch così stretto che nemmeno i gomiti hanno spazio.
Bersagli: La parte dura della fronte (Hua) viene usata per colpire le parti molli e fragili del viso dell’avversario: il naso (per romperlo e causare lacrimazione), l’arcata sopracciliare (per tagliare e accecare con il sangue), i denti o il mento. È un’arma dirompente, psicologicamente e fisicamente.
Il Dominio del Muay Pram (Il “Clinch Sporco”)
Il Lerdrit vive e muore nella corta distanza. Il Muay Pram (lotta thailandese) è il veicolo che permette di applicare Hak, Thum e Thap. Ma è un Muay Pram adattato.
Controllo Totale (Chap): Il clinch del Lerdrit non cerca solo il controllo della testa (come il Plum della Muay Thai). Cerca il controllo totale:
Presa ai Vestiti: Si afferra l’uniforme, la giacca, la maglietta, la cintura. Questo fornisce una leva immensamente superiore rispetto alla presa sulla pelle nuda e sudata.
Controllo degli Arti: Si afferrano polsi, gomiti, bicipiti. L’obiettivo è “possedere” le braccia dell’avversario, negandogli la capacità di colpire o difendersi.
Pressione e Dolore: Si usano le ossa (avambracci, gomiti) per premere su punti sensibili (clavicola, collo, carotide) non per sottomettere, ma per creare reazioni, aprire varchi e rompere la postura (Chot).
Transizione Immediata: Il clinch del Lerdrit non è mai statico. È un momento di transizione fluida. Un secondo si è nel Chap (controllo), e un attimo dopo quel controllo si trasforma in una leva (Hak), o in una proiezione (Thum). Non c’è pausa. L’avversario viene costantemente sbilanciato, rotto e spostato.
PARTE 3: GLI ASPETTI CHIAVE – IL “DOVE” E IL “QUANDO”
Gli aspetti chiave sono i concetti tattici e pedagogici che legano la filosofia alle caratteristiche tecniche. Sono i principi guida dell’applicazione.
Aspetto Chiave 1: La Proattività e l’Intercettazione (Cherng Muay)
Il Lerdrit non è un’arte passiva o puramente difensiva. Sebbene possa essere usata per reagire a un’aggressione, la sua filosofia militare favorisce la proattività.
“Entrare sull’Attacco”: Il Lerdrit insegna a non arretrare di fronte a un attacco, ma a “entrare” dentro di esso. Quando l’avversario lancia un pugno, il praticante di Lerdrit avanza, intercettando il colpo vicino alla sua origine (ad esempio, sul bicipite) e chiudendo la distanza per entrare nel suo raggio d’azione preferito (gomiti e ginocchia).
Difesa come Attacco: Molte delle difese (Pad) sono esse stesse attacchi. Un blocco con il gomito (Sok Pad) non solo ferma il colpo, ma danneggia l’arto che colpisce. Una parata con l’avambraccio è immediatamente seguita da una presa (Chap). Questo ruba il tempo all’avversario e mantiene costantemente l’iniziativa.
L’Azione Preventiva: In un contesto militare o di protezione, se la minaccia è identificata e l’intento ostile è certo, il praticante di Lerdrit è addestrato ad agire per primo. Un attacco preventivo, esplosivo e totale è la forma più alta di difesa, poiché neutralizza la minaccia prima che possa manifestarsi.
Aspetto Chiave 2: La Pedagogia (Il Metodo di Insegnamento)
Dato che il Lerdrit insegna tecniche progettate per mutilare e distruggere, il metodo di insegnamento (pedagogia) è un aspetto chiave per garantirne l’uso responsabile e la trasmissione sicura.
Principi, non Tecniche: Il Lerdrit non viene insegnato come un catalogo infinito di “tecniche” (come “la tecnica numero 5 per la difesa da pugno”). Viene insegnato attraverso principi (i Mae Mai o principi fondamentali, e i Luk Mai o principi complementari). Ad esempio, un principio è “Controlla l’arto che attacca e colpisci il centro”. Questo principio può essere applicato in decine di modi diversi (contro un pugno, un calcio, una presa), ma il concetto guida rimane lo stesso. Questo rende l’arte adattabile e istintiva, piuttosto che mnemonica.
L’Importanza del “Wai Kru”: La Relazione di Fiducia Il rituale del Wai Kru (saluto/rispetto al maestro) nella Muay Boran e nel Lerdrit è molto più di una formalità. È un patto. Lo studente (Nak Rian) si affida al maestro (Kru), e il maestro si assume la responsabilità di ciò che insegna. In un’arte così pericolosa, questa fiducia è l’unico vero “meccanismo di sicurezza”. Il Kru deve essere certo della stabilità mentale e del carattere morale dello studente prima di trasmettergli le tecniche più pericolose. Lo studente, a sua volta, deve avere fiducia assoluta che il maestro lo stia guidando in modo sicuro e progressivo.
Allenamento Progressivo e Sicuro: Come si allenano tecniche come Hak (rompere) senza ferirsi costantemente?
Fase 1 (Studio): Le tecniche vengono studiate lentamente, “in aria” o con un partner passivo e collaborativo, per capire la biomeccanica.
Fase 2 (Drill Controllato): Le tecniche vengono applicate in sequenze preordinate (Luk Mai) con un partner che offre una resistenza leggera e controllata. L’enfasi è sul tempismo e sulla fluidità.
Fase 3 (Sparring Condizionato): Si pratica in scenari specifici (es. “solo clinch”, “difesa da attacchi predefiniti”) con protezioni, dove le tecniche di rottura non vengono completate, ma solo “accennate” (controllo della posizione) o sostituite da tecniche sportive equivalenti.
Fase 4 (Allenamento allo Stress): L’allenamento più avanzato, che simula la confusione, la stanchezza e la pressione psicologica di un combattimento reale (es. allenarsi con rumori forti, luci stroboscopiche, più avversari che spingono) per testare la capacità di applicare i principi sotto stress.
Aspetto Chiave 3: La Gerarchia Tattica (Chap, Hak, Thum, Thap)
L’aspetto chiave finale è la struttura tattica stessa del Lerdrit. L’arte è un sistema integrato dove ogni fase del combattimento ha una sua strategia.
Chap (Afferrare): È la porta d’ingresso. È la strategia per la distanza di contatto. L’obiettivo è ottenere un vantaggio posizionale e di controllo prima che l’avversario possa stabilire la propria offensiva.
Hak (Rompere): È la strategia di finalizzazione primaria. Una volta ottenuto il controllo (Chap), la prima opzione è sempre la distruzione di un arto o di un’articolazione per terminare lo scontro immediatamente, mentre si è ancora in piedi (posizione tatticamente superiore).
Thum (Proiettare): Se la rottura in piedi non è possibile o fallisce, la strategia successiva è la proiezione. Ma non una proiezione “gentile”. È una proiezione violenta, progettata per causare danni da impatto (far battere la testa, la schiena) e per mettere l’avversario in una posizione di svantaggio a terra.
Thap (Schiacciare): È la strategia di finalizzazione secondaria, a terra. Una volta proiettato l’avversario (Thum), il praticante non “scende a terra” per lottare, ma “cade sopra” l’avversario. Usa il proprio peso e le ginocchia per immobilizzarlo (Khao Chap) e applica colpi corti e devastanti (gomiti, testate, pugni a martello) per finire lo scontro.
Questa gerarchia tattica (Afferrare -> Rompere -> Proiettare -> Schiacciare) è il “sistema operativo” del Lerdrit. È un albero decisionale semplice, rapido e brutale, progettato per funzionare quando non c’è tempo per pensare.
In sintesi, la filosofia, le caratteristiche e gli aspetti chiave del Muay Lert Rit convergono per creare un sistema che non è semplicemente un’arte marziale, ma una scienza della sopravvivenza. La sua filosofia è il pragmatismo; le sue caratteristiche sono la distruzione strutturale e la specializzazione nel CQC; i suoi aspetti chiave sono la mentalità del guardiano e una gerarchia tattica implacabile.
LA STORIA
Tracciare la storia del Muay Lert Rit è un’impresa complessa, simile a cercare di delineare il percorso di un fiume sotterraneo osservando solo la vegetazione in superficie. Non è una storia di campioni, di arene illuminate o di tornei documentati. È una storia di ombre, di dovere silenzioso e di segretezza militare.
A differenza della Muay Thai sportiva, la cui evoluzione nel XX secolo è ben registrata, o della Muay Boran, la cui storia è intessuta nel folklore e nelle tradizioni regionali del popolo thailandese, la storia del Lerdrit è la storia dell’applicazione militare del combattimento siamese. Non ha una data di nascita, né un singolo fondatore.
È un’evoluzione parallela, un’arma affilata e custodita gelosamente all’interno di circoli ristretti: prima i guerrieri d’élite dei regni antichi, poi le guardie personali del Re, e infine le moderne forze speciali. La sua storia non è scritta negli annali sportivi, ma nelle dottrine tattiche, spesso non scritte, dei corpi militari più fidati del Siam.
Per comprendere questa storia, dobbiamo seguire tre filoni principali: l’evoluzione della guerra nel Siam, lo sviluppo dei corpi d’élite preposti alla protezione della monarchia, e la successiva “riemersione” di questi principi nel mondo moderno.
PARTE 1: LE RADICI ANCESTRALI – L’ERA DELLA GUERRA TOTALE (FINO AL 1767)
La storia del Lerdrit inizia dove inizia la storia del popolo Thai: in un crogiolo di conflitti. I regni del Sud-est asiatico – il Siam (poi Thailandia), la Birmania (Myanmar), l’Impero Khmer (Cambogia), il Lan Xang (Laos) e il Dai Viet (Vietnam) – erano in uno stato di guerra quasi perpetuo.
In questo ambiente, il combattimento non era uno sport; era la chiave per la sopravvivenza nazionale e individuale.
Il Guerriero Siamese Completo (Nak Rop)
L’antico guerriero siamese, il Nak Rop, non era uno specialista. Era un praticante della Chupasart, l'”Arte della Guerra”. Questa dottrina imponeva la competenza in un vasto arsenale. L’abilità principale risiedeva nel Krabi Krabong, il combattimento armato (spade, lance, bastoni, scudi).
Ma cosa accadeva quando la lancia si spezzava, la spada veniva persa, o il nemico era troppo vicino per usare un’arma lunga?
Qui nasce il Muay, come componente essenziale e non secondaria dell’addestramento militare. Ogni soldato doveva essere in grado di combattere a mani nude con la stessa letale efficacia con cui maneggiava una lama.
Questo non era il Muay Boran delle fiere di paese, dove i combattenti si sfidavano per scommesse o per onore, usando le corde (Kard Chuek). Questo era il Muay da battaglia, o Muay Awut. I suoi principi erano radicalmente diversi:
Non c’erano regole.
L’obiettivo era uccidere o mutilare nel minor tempo possibile.
Le tecniche erano integrate con la mentalità del combattimento armato (stesso gioco di gambe, stesse angolazioni).
Questo “Muay da battaglia” è il diretto antenato, il proto-Lerdrit. Era l’arte marziale disarmata delle forze armate.
L’Era Sukhothai (1238–1438): I Re Guerrieri
Il Regno di Sukhothai, considerato il “periodo d’oro” della storia thailandese, stabilì le fondamenta della cultura e dell’identità nazionale. I suoi re, come il famoso Re Ramkhamhaeng, non erano solo monarchi, ma anche Phokhun (Padri Guerrieri).
La leggenda narra che Ramkhamhaeng stesso fosse un abile combattente, e che incoraggiasse lo studio delle arti marziali in tutto il regno. L’addestramento militare, documentato nelle prime iscrizioni, includeva la lotta, la spada e l’uso dell’elefante da guerra.
È in questo periodo che l’addestramento militare si formalizza. Le unità dell’esercito venivano addestrate al combattimento corpo a corpo come parte integrante della loro formazione. Non abbiamo il nome “Lerdrit”, ma abbiamo la funzione: il combattimento a mani nude per il soldato.
L’Era Ayutthaya (1351–1767): La Forgia del Conflitto
Il Regno di Ayutthaya fu una potenza militare. Per 417 anni, fu quasi costantemente in guerra, in particolare contro i suoi potenti vicini birmani. Questo periodo fu la vera “forgia” del Muay militare.
È durante quest’era che vediamo emergere figure leggendarie che incarnano lo spirito del Lerdrit:
Re Naresuan il Grande (1590-1605): Considerato uno dei più grandi re-guerrieri della storia thailandese. Liberò il Siam dal vassallaggio birmano. La sua vita fu spesa sul campo di battaglia. Egli comprese l’importanza delle unità specializzate. È sotto il suo regno che l’intelligence militare, l’infiltrazione e le tattiche di guerriglia furono affinate. Le sue unità di ricognizione e le sue guardie del corpo personali non potevano affidarsi solo alle armi convenzionali; dovevano essere maestri del combattimento silenzioso e ravvicinato. Questo è un passo cruciale verso la specializzazione. Il Muay praticato da queste unità d’élite doveva essere diverso da quello del soldato di fanteria regolare.
Re Prachao Suea, “Il Re Tigre” (1697-1709): Un monarca noto per la sua (quasi ossessiva) passione per il Muay. La leggenda vuole che si travestisse da popolano per viaggiare di villaggio in villaggio e sfidare i campioni locali, sconfiggendoli tutti. Questa storia ha un doppio significato. Da un lato, mostra la popolarità del Muay a tutti i livelli della società. Dall’altro, implica che il livello di abilità al vertice – quello praticato dal Re stesso e, per estensione, dalle sue Guardie Reali – era il più alto e raffinato. Il Re Tigre non si sarebbe accontentato di guardie del corpo mediocri; avrebbe preteso i migliori. E l’arte praticata da queste guardie, il loro Muay, era senza dubbio focalizzato sulla protezione letale piuttosto che sulla competizione.
Il Dipartimento dei Pugili (Krom Nak Muay)
Durante l’era Ayutthaya, l’importanza del Muay fu tale che venne istituito un dipartimento governativo specifico, il Krom Nak Muay (Dipartimento dei Pugili).
Questo dipartimento aveva il compito di reclutare i combattenti più abili del regno. Questi uomini non erano solo intrattenitori; erano una riserva militare strategica. I migliori venivano scelti per servire nell’esercito o, privilegio supremo, come Guardie del Palazzo Reale.
Qui vediamo la prima, chiara biforcazione storica:
Muay Popolare/Regionale: Praticato nei villaggi, con stili diversi (futuri Chaiya, Korat, Lopburi).
Muay d’Élite/Militare: I migliori combattenti di questi stili regionali venivano portati a palazzo e il loro stile veniva fuso, raffinato e adattato per un unico scopo: la guerra e la protezione.
Questa arte d’élite, questo Muay Luang (Muay Reale) o Muay militare, è ciò che oggi identifichiamo come il nucleo storico del Lert Rit. Il suo obiettivo era già quello: Chap (controllo), Hak (rottura), Thum (proiezione), Thap (schiacciamento).
Nai Khanom Tom (1774): L’Incarnazione dello Spirito
Nessuna storia del Muay è completa senza menzionare Nai Khanom Tom. Sebbene la sua storia avvenga dopo la caduta di Ayutthaya (1767), egli era un prodotto dell’addestramento militare di quell’epoca.
Catturato dai birmani dopo la distruzione della capitale, Nai Khanom Tom ottenne la libertà in un modo leggendario. Nel 1774, durante un festival a Rangoon, il re birmano Hsinbyushin volle vedere un combattimento tra l’arte siamese e il Lethwei birmano.
Nai Khanom Tom fu scelto. Prima di combattere, eseguì la Wai Kru. I birmani, confusi da questa danza (pensarono fosse magia nera), rimasero interdetti. Egli sconfisse poi, uno dopo l’altro, dieci (o nove, secondo le fonti) dei migliori campioni di Lethwei, senza sosta. Il re birmano fu così impressionato che gli concesse la libertà e due mogli.
Perché questa storia è centrale per il Lerdrit? Perché non è una storia di sport. È una storia di sopravvivenza in condizioni estreme. Nai Khanom Tom non stava combattendo per una cintura. Stava combattendo per la sua vita e per l’onore della sua nazione sconfitta, in territorio nemico, contro avversari multipli e senza riposo. La sua efficacia, la sua capacità di “neutralizzare” rapidamente un avversario dopo l’altro, incarna perfettamente la filosofia pragmatica e la resilienza che sono il cuore del Lerdrit.
PARTE 2: L’ERA RATANAKOSIN (BANGKOK) – SPECIALIZZAZIONE E SEGRETEZZA (1782–1932)
Dopo la distruzione di Ayutthaya, il Siam fu riunificato, prima da Re Taksin e poi dalla dinastia Chakri, che fondò la nuova capitale: Bangkok (Rattanakosin).
Questa era fu un periodo di ricostruzione, modernizzazione e, soprattutto, di formalizzazione. Ciò che era andato perduto (inclusi molti testi sulle arti marziali) doveva essere ricreato e codificato.
La Nascita delle Guardie Reali Moderne
I primi re Chakri, da Rama I a Rama III, erano generali e guerrieri. Ricostruirono l’esercito e, con esso, i corpi d’élite.
Il corpo più importante per la nostra storia è il Krom Phra Tamruat (Dipartimento della Polizia Reale, che fungeva anche da guardia del corpo). Questi uomini erano l’ultima linea di difesa del monarca. Il loro addestramento al combattimento a mani nude doveva essere il migliore del regno.
È qui che il Lerdrit, come concetto, inizia a solidificarsi. Non era più solo il “Muay da battaglia” generico del soldato di Ayutthaya. Divenne un sistema specializzato per la protezione ravvicinata (Close Protection). Questa specializzazione imponeva caratteristiche precise, diverse da quelle del soldato sul campo:
Spazi Ristretti: Il combattimento avviene nei corridoi di un palazzo, in mezzo a una folla, su delle scale. Questo richiede un’arte basata sulla corta distanza: gomiti, ginocchia, leve, proiezioni.
Difesa del VIP: L’obiettivo non è sconfiggere l’avversario, ma neutralizzare la minaccia e coprire/evacuare il Re. Questo richiede tecniche istantanee e invalidanti. Non c’è tempo per un combattimento prolungato.
Letalità Controllata: La guardia deve essere in grado di uccidere, ma anche di controllare e sottomettere senza uccidere (ad esempio, un suddito che tenta di avvicinarsi al Re in modo inappropriato ma non letale).
Questa disciplina era insegnata solo all’interno di questi reggimenti. Era un segreto militare e di stato.
Re Rama V (Chulalongkorn) e la Modernizzazione (1868–1910)
Il regno di Re Chulalongkorn è forse il periodo più cruciale per la transizione del Lerdrit verso la sua forma moderna. Re Rama V fu un monarca visionario che modernizzò il Siam, salvandolo dalla colonizzazione europea.
Egli modernizzò ogni aspetto dello stato, inclusa l’amministrazione, l’istruzione e, soprattutto, le forze armate.
Nascita dell’Esercito Moderno: Re Rama V creò un esercito permanente sul modello europeo, con uniformi, fucili e addestramento occidentali.
Riforma delle Guardie Reali: Egli non abolì le sue guardie tradizionali; le modernizzò. Nel 1868, istituì il Reggimento delle Guardie del Corpo Reali (ทหารมหาดเล็กราชวัลลภ, Thahan Mahatlek Ratchawallop).
Qui avviene una seconda, fondamentale biforcazione.
L’esercito regolare (di leva) iniziò a focalizzarsi sull’addestramento con fucile e baionetta. Il combattimento a mani nude divenne secondario, spesso sostituito da metodi occidentali.
Le Guardie Reali (l’élite scelta) mantennero entrambe le competenze. Erano addestrati come un moderno reggimento di fanteria d’élite, ma conservarono e affinarono le tradizionali arti marziali siamesi come segno distintivo e come strumento pratico per la protezione del Re.
È in questo contesto che il termine “Lert Rit” (Potere Supremo) emerge, se non ufficialmente, almeno filosoficamente. Era il loro Muay. Il Muay delle Mahatlek. Era un sistema che fondeva l’antica letalità del Muay da battaglia di Ayutthaya con la disciplina di un reggimento moderno.
Re Rama VI e l’Ascesa del Muay Sportivo (1910–1925)
Re Rama VI (Vajiravudh) continuò l’opera del padre, ma con un forte accento nazionalista. Egli fondò i “Wild Tiger Corps” (Suea Pa), un corpo paramilitare per i funzionari pubblici, con lo scopo di instillare disciplina e patriottismo.
L’addestramento dei Suea Pa includeva il Muay Boran tradizionale. Nello stesso periodo, il Muay “sportivo” stava esplodendo in popolarità. Si costruirono i primi ring permanenti (come lo stadio Suan Kulap).
Questa è la terza biforcazione, e la più chiara:
Muay Thai (Sport): Diventa un fenomeno di massa. L’introduzione dei guantoni da boxe (anni ’20), dei round e delle categorie di peso la trasforma nello sport nazionale. Perde le sue tecniche più letali (colpi alla gola, all’inguine, leve articolari, testate).
Muay Boran (Regionale): Continua a esistere nelle campagne, preservato da singoli maestri (come Kru Saam di Chaiya o i maestri di Korat). È visto quasi come “folklore”.
Muay Lert Rit (Militare): Rimane dov’è sempre stato: nell’ombra, custodito gelosamente dalle Guardie Reali e da altri corpi militari d’élite. È l’unica linea di discendenza che conserva intatta la sua finalità originale: la neutralizzazione letale. Non ha bisogno di pubblicità. Non ha bisogno di regole. È un’arma, non uno sport.
PARTE 3: L’ERA MODERNA – SEGRETEZZA E ADATTAMENTO (1932–OGGI)
Il 1932 segna una svolta epocale: la Rivoluzione Siamese. Il colpo di stato militare pose fine alla monarchia assoluta e instaurò una monarchia costituzionale.
Questo evento ebbe un impatto profondo sul Lerdrit.
Il Periodo di Latenza (1932–1950)
Con il potere passato dai monarchi ai militari e ai burocrati, le Guardie Reali persero parte del loro potere e prestigio, anche se non furono sciolte. Il loro ruolo divenne più cerimoniale.
Nel frattempo, la Muay Thai sportiva divenne il volto pubblico del combattimento thailandese, culminando con la costruzione degli stadi Rajadamnern (1945) e Lumpinee (1956).
Il Lerdrit, in questo periodo, entra in una fase di “latenza”. Le sue tecniche non vengono dimenticate, ma sono conservate da un numero ancora più ristretto di maestri all’interno delle forze armate. La sua storia diventa quasi invisibile, completamente oscurata dal successo travolgente dello sport.
La Rinascita: Guerra Fredda e Forze Speciali (1950–1980)
La storia del Lerdrit avrebbe potuto finire qui, come un relitto del passato monarchico. Ma fu salvato da un nuovo tipo di conflitto: la Guerra Fredda.
La Thailandia divenne un alleato chiave degli Stati Uniti nel Sud-est asiatico, un baluardo contro l’espansione del comunismo. Questo portò a due sviluppi:
Una massiccia modernizzazione e finanziamento delle Forze Armate Reali Thailandesi.
La necessità di combattere una guerra non convenzionale (contro-insurrezione) nelle giungle del nord e del sud, e lungo i confini con Laos e Cambogia.
Questo creò la necessità di nuove unità d’élite:
Royal Thai Army Special Warfare Command (Forze Speciali)
Border Patrol Police (BPP): Un corpo paramilitare d’élite, spesso addestrato dalla CIA, che operava in condizioni estreme.
Royal Thai Marine Corps (RTMC): In particolare le loro unità di ricognizione (Recon).
Queste nuove unità d’élite avevano bisogno di un sistema di combattimento corpo a corpo (CQC) che fosse superiore a qualsiasi altro. Potevano adottare il Judo o il Karate, come facevano molti eserciti occidentali? Sì, e in parte lo fecero.
Ma i comandanti thailandesi più illuminati guardarono anche al loro proprio patrimonio. Si resero conto che l’antica arte da battaglia delle Guardie Reali – quel sistema focalizzato su spazi ristretti, neutralizzazione rapida, e uso di tutto il corpo come un’arma – era perfetto per le esigenze del soldato delle forze speciali.
Inizia così la seconda vita del Lerdrit. Le tecniche, conservate dai vecchi maestri delle Guardie Reali e da lignaggi militari dimenticati, furono “rianimate”. Furono testate sul campo, nelle giungle, contro veri nemici. Furono spogliate di ogni rituale non necessario e fuse con i moderni principi CQC (come la ritenzione dell’arma, il combattimento in ambienti bui, ecc.).
Il Lerdrit si è evoluto da “arte di protezione del Re” a “arte di eliminazione della sentinella” e “arte di sopravvivenza in un’imboscata”.
È in questo periodo che emergono (spesso rimanendo anonimi) i grandi maestri militari del XX secolo. Figure come il Generale Tunwakom, associato al lignaggio del Muay Korat militare, sono tra i depositari di questa conoscenza. Non sono figure pubbliche; sono soldati che insegnano ai soldati.
La Riemersione Pubblica (Anni ’90 – Oggi)
Per decenni, il Lerdrit è rimasto un affare strettamente militare. Il pubblico thailandese conosceva la Muay Thai. Gli appassionati di arti marziali più colti iniziavano a riscoprire la Muay Boran grazie a maestri come Yodtong Senanan (che, pur essendo del Sityodtong, era un vasto conoscitore della tradizione) o i maestri degli stili regionali.
Il termine “Lerdrit” era quasi sconosciuto.
La sua riemersione pubblica è un fenomeno molto recente, dovuto in gran parte al lavoro di ricercatori e maestri non thailandesi che, con dedizione e rispetto, hanno iniziato a scavare più a fondo.
Il ruolo di Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris è, in questo contesto, storicamente fondamentale. Non è il “fondatore” del Lerdrit, ma è il suo codificatore e divulgatore per il mondo occidentale.
Ricerca: De Cesaris ha trascorso decenni in Thailandia, non solo allenandosi negli stadi, ma cercando attivamente i maestri degli stili tradizionali e, soprattutto, entrando in contatto con i circoli militari e di polizia.
Sistematizzazione: Ha raccolto questo vasto e spesso frammentato corpo di conoscenze – i principi del combattimento militare, le tecniche del Muay Pram, le strategie delle Guardie Reali – e le ha organizzate in un curriculum strutturato.
La Scelta del Nome: È stato lui a identificare e adottare il termine “Muay Lert Rit” per definire specificamente questo ramo militare, distinguendolo nettamente sia dalla Muay Thai sportiva sia dalla Muay Boran regionale.
Grazie a questo lavoro di sistematizzazione, portato avanti attraverso la International Muay Boran Academy (IMBA), il Lerdrit è uscito dall’ombra. Quello che per secoli era stato un segreto delle Guardie Reali e delle Forze Speciali è diventato un sistema studiabile, seppur avanzato e destinato a un pubblico maturo.
La Storia del Lerdrit Oggi
Oggi, la storia del Lerdrit continua a scorrere su due binari paralleli:
Il Lignaggio Militare (Classificato): All’interno delle Forze Armate Reali Thailandesi (l’esercito, i marines, le forze speciali) e della Polizia (BPP, Royal Guard), il Lerdrit (o comunque venga chiamato il loro sistema CQC interno) continua a evolversi. È una dottrina viva, che si adatta alle nuove minacce (terrorismo, combattimento urbano). La sua storia è scritta nei manuali di addestramento riservati.
Il Lignaggio Civile (Pubblico): È quello rappresentato da organizzazioni come l’IMBA e da altri maestri (sia thailandesi che occidentali) che hanno attinto alle fonti militari. Questa è la versione del Lerdrit che il mondo sta iniziando a conoscere. È un’arte marziale “storicamente informata”, basata sui principi militari autentici, ma adattata per l’autodifesa civile.
CONCLUSIONE: UNA STORIA DI NECESSITÀ
La storia del Muay Lert Rit è, in sintesi, la storia della necessità. Non è nato per la gloria, ma per la necessità di sopravvivenza del guerriero siamese sul campo di battaglia di Ayutthaya. Si è specializzato non per l’intrattenimento, ma per la necessità di proteggere la vita del Re nei corridoi del Grande Palazzo di Bangkok. È sopravvissuto all’oblio non come pezzo da museo, ma per la necessità del soldato delle forze speciali di combattere e prevalere nelle giungle infestate dalla guerriglia. Ed è emerso oggi non come uno sport, ma per la necessità dei praticanti moderni di riscoprire un sistema di autodifesa reale, pragmatico e senza compromessi.
È un’arte forgiata dal dovere, temprata dal conflitto e custodita dal silenzio. La sua vera storia non è fatta di nomi o di date, ma di un singolo, immutabile principio che attraversa i secoli: l’applicazione del “Potere Supremo” per la sopravvivenza.
IL FONDATORE
Affrontare la domanda “Chi è il fondatore del Lerdrit?” significa imbattersi in un paradosso fondamentale che tocca il cuore stesso della natura di quest’arte. La risposta breve, diretta e tecnicamente più accurata è: il Muay Lert Rit non ha un singolo fondatore.
Questa affermazione, tuttavia, richiede una spiegazione vasta e approfondita. Non si tratta di una lacuna storica o di informazioni perdute, ma di una caratteristica intrinseca del sistema stesso. Il Lerdrit non è un'”arte creata” (Gendai Budo, come il Judo o l’Aikido), ma un'”arte evoluta” (Koryu nel senso più ampio del termine, o più accuratamente, un sistema militare pragmatico).
A differenza delle arti marziali moderne, nate dalla visione filosofica e dalla sintesi tecnica di un individuo specifico in un preciso momento storico (come Jigoro Kano per il Judo o Morihei Ueshiba per l’Aikido), il Lerdrit è un fiume. È il prodotto di un’evoluzione secolare, un distillato di conoscenze pratiche acquisite sul campo di battaglia e affinate da generazioni anonime di soldati, guardie del corpo e maestri d’armi.
Il suo “fondatore” non è una persona, ma un contesto: la guerra. La sua “storia del fondatore” non è una biografia, ma la storia stessa delle forze armate d’élite del Siam.
Per rispondere in modo esaustivo a questa domanda, dobbiamo quindi smontare il concetto di “fondatore” e analizzare le diverse figure che, in epoche diverse, hanno agito non come creatori, ma come custodi, sistematizzatori, patroni e divulgatori. La storia del Lerdrit non ha un fondatore, ma una linea di discendenza di contributori fondamentali.
PARTE 1: IL PARADOSSO DEL FONDATORE NELLE ARTI MILITARI
Per capire perché il Lerdrit non ha un fondatore, dobbiamo prima definire cosa intendiamo con quel termine e perché non si applica ai sistemi di combattimento militari e tradizionali.
Il Modello del “Fondatore Moderno” (Gendai Budo)
Quando pensiamo a un “fondatore”, la nostra mente corre al modello giapponese del Gendai Budo (arti marziali moderne), sviluppatosi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Jigoro Kano (1860-1938) studiò molteplici stili di Jujutsu (Tenshin Shin’yo-ryu, Kito-ryu). Trovandoli frammentati e, a suo dire, non più adatti ai tempi moderni, ne estrasse i principi fondamentali, li riorganizzò secondo una nuova filosofia educativa (“Mutuo Benessere e Prosperità”) e creò una nuova arte: il Judo. Egli è inequivocabilmente il fondatore.
Morihei Ueshiba (1883-1969) fu un maestro di diverse arti, tra cui il Daito-ryu Aiki-jujutsu. In seguito a una profonda crisi spirituale e a una nuova visione filosofica (“l’arte della pace”), rielaborò queste tecniche letali in un sistema non competitivo e non distruttivo: l’Aikido. Egli è il fondatore.
Gichin Funakoshi (1868-1957) fu un maestro dell’Okinawa-te. Fu scelto per presentare quest’arte in Giappone. Per renderla accettabile al sistema educativo giapponese, ne semplificò gli aspetti, cambiò i nomi delle tecniche e dei kata, e ne enfatizzò l’aspetto etico (il Do). Fondò di fatto lo stile Shotokan e fu il padre del Karate moderno in Giappone.
In tutti questi casi, un individuo specifico ha preso un materiale tradizionale (Jujutsu, Okinawa-te) e lo ha riforgiato attivamente attraverso il filtro della propria filosofia personale, creando un sistema nuovo e distinto, con un nome nuovo e un curriculum codificato.
Il Modello “Evolutivo” (Sistemi Militari e Koryu)
Il Lerdrit non appartiene a questo modello. Appartiene al modello dei sistemi militari e delle arti tradizionali (Koryu), la cui origine è organica e collettiva.
Origine Pragmatica: Questi sistemi non nascono dalla filosofia di un singolo uomo, ma dalla necessità collettiva di sopravvivere in battaglia. Il Lerdrit è nato perché i soldati siamesi perdevano le loro armi in combattimento e avevano bisogno di un metodo per sopravvivere a mani nude.
Sviluppo Anonimo: Il “fondatore” del Lerdrit è, in senso lato, il primo soldato siamese che, in un corpo a corpo, ha usato istintivamente un gomito per colpire il volto del nemico invece di un pugno. È il primo soldato che ha capito che calciare con gli stivali alle ginocchia era più efficace che calciare al corpo.
Generazioni di Contributori: Queste scoperte individuali e istintive sono state poi osservate, replicate, affinate e trasmesse. Ogni maestro d’armi (Kru), ogni generale (Nak Rop), ogni guardia del corpo che ha aggiunto una variazione, una tecnica o un principio, è un “micro-fondatore”. Il Lerdrit è, in questo senso, un’arte “crowdsourced” da secoli di esperienza militare.
Chiedere chi ha “fondato” il Lerdrit è come chiedere chi ha “fondato” la scherma occidentale, la lotta greco-romana o la strategia di fanteria. Non esiste una risposta singola. Esiste un’evoluzione.
Questo sistema di combattimento, essendo un ramo specializzato della Muay Boran (l’arte “madre”, anch’essa priva di un singolo fondatore), è stato per secoli un patrimonio esclusivo delle forze armate. Come tale, era un segreto militare. Le sue tecniche, i suoi principi e i suoi metodi di addestramento non venivano pubblicizzati. Non c’era alcun interesse a creare una “scuola” aperta al pubblico, né a dare credito a un singolo individuo. Il sistema apparteneva al Reggimento, al Re, alla Nazione.
PARTE 2: LE FIGURE STORICHE “FONDANTI” (I PATRONI E GLI ARCHETIPI)
Se non possiamo identificare un “fondatore” nel senso moderno, possiamo però identificare le figure storiche che hanno fondato la necessità del Lerdrit e ne hanno incarnato lo spirito. Non sono i creatori dell’arte, ma i suoi patroni e archetipi.
I Re Guerrieri: Fondatori della Necessità
Come discusso nel capitolo sulla storia, il Lerdrit è inseparabile dal suo ruolo di arte d’élite per la protezione del Re e per le unità speciali. Furono i monarchi del Siam a creare e mantenere questi corpi d’élite, fondando di fatto il contesto in cui il Lerdrit poté evolversi.
Re Naresuan il Grande (1555-1605): Re Naresuan non ha “inventato” il Lerdrit. Ma, come re-guerriero che passò la vita a combattere i birmani, comprese l’importanza vitale della guerra non convenzionale, dell’intelligence e delle unità d’élite. Fu lui a fondare la dottrina militare che richiedeva soldati altamente specializzati. Le sue guardie del corpo personali e le sue unità di ricognizione dovevano possedere un sistema di combattimento superiore, pragmatico e letale. Egli è il “fondatore” della domanda a cui il Lerdrit è la risposta.
Re Prachao Suea, “Il Re Tigre” (1662-1709): Anche il Re Tigre non è il fondatore. Ma la sua passione leggendaria per il Muay, al punto da travestirsi per combattere nei tornei di villaggio, creò un “Rinascimento” del Muay. Egli elevò lo status dei Nak Muay (combattenti). Durante il suo regno, i migliori combattenti del regno venivano reclutati per il Krom Nak Muay (il Dipartimento dei Pugili Reali), molti dei quali diventavano sue guardie del corpo. Questo processo di selezione e centralizzazione fu un atto fondativo. Il Re Tigre, di fatto, prese i migliori elementi degli stili regionali (Chaiya, Korat, Lopburi) e li fuse in un “super-stile” a disposizione della corte. Questo Muay Luang (Muay Reale), praticato dalle sue guardie, è il diretto antenato del Lerdrit. Il Re Tigre non lo creò, ma ne fu l’editore e il curatore capo.
L’Archetipo Fondatore: Nai Khanom Tom (XVIII secolo)
Nai Khanom Tom non fondò nulla. Era un soldato, un prigioniero di guerra. Eppure, la sua storia (vera o leggendaria che sia) è forse la “storia del fondatore” spirituale del Lerdrit.
Quando sconfisse dieci avversari birmani uno dopo l’altro per guadagnarsi la libertà, Nai Khanom Tom non stava praticando uno sport. Stava combattendo per la vita in una situazione di svantaggio estremo:
Territorio nemico: Nessun supporto, nessuna regola amica.
Avversari multipli: Non un duello, ma una serie di combattimenti senza riposo.
Stress psicologico: La sua vita e l’onore della sua nazione erano in gioco.
La sua performance leggendaria fu la dimostrazione pratica della filosofia del Lerdrit: efficienza, pragmatismo, resilienza e neutralizzazione rapida. Non poteva permettersi di sprecare energie. Doveva “finire” un avversario e passare immediatamente al successivo.
Se i Re Guerrieri fondarono la necessità tattica del Lerdrit, Nai Khanom Tom ne fondò l’ethos. Egli è l’archetipo, il “santo patrono” del praticante di Lerdrit, l’incarnazione dello spirito Nak Rop (guerriero) che prevale contro ogni probabilità attraverso l’abilità suprema.
PARTE 3: I CUSTODI E I CODIFICATORI MODERNI (I “FONDATORI” DE FACTO)
La storia del Lerdrit è rimasta sommersa per quasi due secoli, un segreto militare gelosamente custodito, mentre la Muay Thai sportiva conquistava il mondo. Il Lerdrit che conosciamo oggi, come sistema definito e studiabile, è il risultato del lavoro di due gruppi di “fondatori” moderni: i custodi militari thailandesi e i codificatori civili.
I Custodi Militari: La Linea di Sangue Anonima
Per tutto il XX secolo, mentre il Lerdrit svaniva dalla vista pubblica, continuava a essere praticato e affinato all’interno di unità specifiche delle Forze Armate Reali Thailandesi e della Polizia.
Le Guardie Reali (Ratchawallop): Hanno conservato le tradizioni come parte del loro addestramento cerimoniale e pratico.
Le Forze Speciali dell’Esercito (Royal Thai Army Special Warfare Command): Hanno adattato le antiche tecniche per la guerra nella giungla, l’eliminazione delle sentinelle e il CQC (Close Quarters Combat) moderno.
La Polizia di Pattuglia di Frontiera (Border Patrol Police – BPP): Unità paramilitari d’élite che operavano in condizioni estreme e che necessitavano di un sistema CQC totale.
I “fondatori” qui sono generazioni di Kru (istruttori) militari e Generali i cui nomi sono in gran parte sconosciuti al pubblico. Hanno mantenuto viva la fiamma, assicurando che la letalità e il pragmatismo del sistema non venissero diluiti.
Figura Chiave: Generale Tunwakom
Una figura che emerge da questa tradizione militare, seppur avvolta nel riserbo, è quella del Generale Tunwakom. Egli non è, e non ha mai affermato di essere, il “fondatore” del Lerdrit. Egli è un depositario (custode) di un lignaggio militare specifico, spesso associato all’area di Korat (Muay Korat militare), che è una delle principali fonti del Lerdrit.
Il Generale Tunwakom è una figura di transizione. È un maestro della “vecchia scuola”, un ufficiale di alto rango che incarna la connessione diretta tra la Muay Boran tradizionale e la sua applicazione militare moderna.
Storia: La sua storia è quella di un soldato e di un marzialista. Ha dedicato la sua vita allo studio e alla pratica delle arti marziali thailandesi nel loro contesto più puro e bellicoso.
Ruolo Fondativo: Il suo contributo “fondativo” non è stato quello di creare l’arte, ma di preservarla e, in tempi recenti, di autenticarla. La sua (limitata) apertura nel mostrare e discutere alcuni dei principi di questo combattimento militare ha fornito ai ricercatori moderni una “Stele di Rosetta”. Ha permesso di confermare che le tecniche e i principi letali (come l’uso della testa, le leve, i colpi agli occhi) non erano miti, ma parti integranti di un sistema di addestramento militare reale e tuttora esistente. Egli, quindi, non ha fondato l’arte, ma ha fondato la sua legittimità moderna, agendo come un ponte vivente verso il passato segreto del Lerdrit.
Il Codificatore Moderno: Bramajarn Marco De Cesaris
Se i maestri militari thailandesi sono i custodi del Lerdrit, la figura che più si avvicina a quella di un “fondatore” del Lerdrit come sistema civile, codificato e accessibile a livello globale è innegabilmente l’italiano Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris.
La sua storia è quella di un ricercatore, un esploratore e un sistematizzatore. Il suo ruolo non è stato quello di inventare nulla, ma di scoprire, raccogliere, organizzare e tradurre un corpo di conoscenze frammentato e segreto.
La Storia del Ricercatore: Marco De Cesaris ha iniziato il suo viaggio marziale negli anni ’70. Come molti, ha iniziato con la Muay Thai sportiva. Tuttavia, la sua passione lo ha spinto oltre. Si è trasferito in Thailandia e ha trascorso decenni non solo ad allenarsi nei camp sportivi, ma a intraprendere un viaggio da “archeologo marziale”. Si è immerso nello studio della Muay Boran, viaggiando nelle province, cercando i maestri anziani degli stili regionali (Chaiya, Korat, Lopburi). In questo processo, ha iniziato a notare una divergenza. Ha capito che oltre agli stili regionali “folkloristici” e allo sport moderno, esisteva un terzo ramo: un sistema pragmatico e brutale, privo di fronzoli, la cui logica era puramente militare.
Contatto con le Fonti Militari: Attraverso la sua perseveranza e il rispetto dimostrato per la cultura thailandese, De Cesaris è riuscito a entrare in contatto con membri delle forze armate e della polizia, accedendo a informazioni e principi che erano preclusi al grande pubblico.
L’Atto “Fondativo”: La Codifica e la Sistematizzazione: Questo è il suo contributo cruciale. Il Lerdrit, come patrimonio militare, non aveva un “curriculum” pubblico. Era un insieme di principi, tattiche e tecniche (Mae Mai e Luk Mai) insegnati in modo non lineare. De Cesaris ha compiuto un lavoro monumentale:
Identificazione: Ha identificato questo sistema e gli ha dato un nome specifico e riconoscibile per il pubblico occidentale: Muay Lert Rit (attingendo alla terminologia thailandese per “Potere Supremo”).
Organizzazione: Ha raccolto i principi frammentati e li ha organizzati in una didattica progressiva e logica. Ha definito i pilastri tattici (Chap, Hak, Thum, Thap), ha strutturato le tecniche delle Nove Armi in un contesto militare (es. uso degli anfibi) e ha creato un percorso di apprendimento.
Adattamento: Ha adattato un’arte progettata per uccidere in un sistema di autodifesa civile. Questo è un atto fondativo di importanza capitale. Ha sviluppato metodi di allenamento sicuri (safe training practices) che permettono a un civile di apprendere i principi della distruzione articolare (Hak) senza ferire i propri compagni, una pedagogia che enfatizza il controllo, la responsabilità e l’etica del “guardiano”.
La Fondazione dell’IMBA: Creando la International Muay Boran Academy (IMBA), Marco De Cesaris ha fondato la prima e più importante organizzazione globale dedicata non solo alla Muay Boran in generale, ma specificamente alla diffusione del Lerdrit come sua componente militare. Ha creato manuali, video didattici e un programma di certificazione per istruttori.
Conclusione sul “Fondatore” De Cesaris
Marco De Cesaris non ha “inventato” il Lerdrit. Il Lerdrit esiste da secoli. Ma Marco De Cesaris ha fondato il Muay Lert Rit come disciplina studiabile nel mondo moderno.
È analogo a ciò che Gichin Funakoshi ha fatto per il Karate. Funakoshi non ha inventato l’arte di Okinawa, ma ha fondato lo Shotokan e ha portato il Karate in Giappone. Allo stesso modo, De Cesaris non ha inventato l’arte militare siamese, ma ha fondato il sistema didattico IMBA Lert Rit e lo ha portato al mondo.
Senza il suo lavoro di ricerca, codifica e divulgazione, il termine “Lerdrit” sarebbe oggi ancora sconosciuto, un segreto custodito da pochi generali in Thailandia, e il mondo marziale conoscerebbe solo la Muay Thai sportiva.
PARTE 4: CONCLUSIONE – IL FONDATORE COLLETTIVO E MULTISTRATO
Quindi, “Chi è il fondatore del Lerdrit?” La risposta non è una persona, ma un lignaggio. È un’entità collettiva e multistrato.
Possiamo visualizzare i “fondatori” del Lerdrit come una piramide:
LA BASE (I FONDATORI ANONIMI): La base della piramide è composta da secoli di soldati siamesi sconosciuti. Ogni Nak Rop che ha combattuto, è morto e ha trasmesso una lezione di sopravvivenza al suo compagno è il fondatore originale e anonimo. Il loro fondatore collettivo fu la necessità e la guerra.
I PILASTRI (I PATRONI FONDATORI): A sostenere la struttura ci sono i Re Guerrieri come Naresuan e Prachao Suea. Non hanno costruito i mattoni, ma hanno fondato il progetto. Hanno creato la domanda per un’arte d’élite, ne hanno finanziato lo sviluppo e ne hanno garantito lo status reclutando i migliori per la loro protezione.
I CUSTODI (I DEPOSITARI FONDATORI): Attraverso i secoli bui della modernità sportiva, la struttura è stata mantenuta in vita dai maestri militari thailandesi, figure come il Generale Tunwakom. Essi non hanno costruito nulla di nuovo, ma hanno impedito alla struttura di crollare. Hanno fondato la sua sopravvivenza e la sua autenticità.
IL VERTICE (IL CODIFICATORE MODERNO): In cima alla piramide, colui che ha preso questa struttura antica e l’ha resa visibile e accessibile al mondo moderno, c’è il codificatore, Bramajarn Marco De Cesaris. Egli ha fondato la disciplina moderna del Lerdrit, dandole un nome, una struttura didattica, una filosofia accessibile e una comunità globale.
In definitiva, la “storia del fondatore” del Lerdrit non è la biografia di un uomo, ma la biografia di un’idea: l’idea della “Potenza Eccellente”, nata dalla guerra, custodita dai re, preservata dai soldati e, infine, codificata per il mondo moderno.
MAESTRI FAMOSI
Affrontare il tema dei “maestri e atleti famosi” del Muay Lert Rit richiede un preliminare e fondamentale cambio di prospettiva. Ci si scontra immediatamente con un paradosso centrale: la natura stessa del Lerdrit è antitetica alla fama pubblica.
Se la Muay Thai sportiva è un’arte da palcoscenico, progettata per l’arena e la gloria, il Lerdrit è un’arte delle ombre, progettata per il campo di battaglia, i corridoi del palazzo e i vicoli bui.
Nel mondo dello sport, la fama è il risultato diretto del successo. Un atleta vince un campionato mondiale e il suo nome, come Buakaw Banchamek o Saenchai, diventa leggenda. Un maestro (Kru) di Muay Thai, come il compianto Yodtong Senanan, diventa famoso per aver prodotto quelle leggende.
Nel mondo del Lerdrit, la fama è un fallimento. È un sistema di combattimento militare e di protezione d’élite.
Un “atleta” (un operatore delle forze speciali o una guardia reale) che diventa “famoso” ha compromesso la sua identità e la sua sicurezza. Il suo successo si misura in missioni completate, non in cinture vinte; la sua ricompensa è la sopravvivenza, non un applauso.
Un “maestro” (un istruttore militare) che diventa “famoso” ha divulgato segreti tattici, venendo meno al suo giuramento di segretezza. La sua reputazione non si basa su quanti allievi ha, ma sull’efficacia e sulla sopravvivenza dei soldati che addestra.
Perciò, non esistono “atleti famosi” di Lerdrit. Esistono operatori d’élite anonimi. E non esistono “maestri famosi” nel senso tradizionale. Esistono custodi militari segreti e, solo di recente, codificatori pubblici che hanno portato quest’arte alla luce.
Per rispondere in modo esaustivo, dobbiamo quindi ridefinire i termini. Analizzeremo non gli “atleti”, ma gli archetipi che ne incarnano lo spirito. E analizzeremo non solo i “maestri”, ma i depositari e i divulgatori che ne hanno permesso la sopravvivenza e la diffusione.
PARTE 1: L’INVISIBILITÀ DELL'”ATLETA” – IL PROFESSIONISTA SILENZIOSO
Il vero praticante di Lerdrit, il suo “atleta”, è un fantasma. È il Mahatlek (la Guardia Reale) che per secoli ha protetto il monarca siamese, o il soldato delle Kong Thap Phiset (Forze Speciali) che opera in profondità nel territorio nemico.
Il Paradosso della Competizione
La parola “atleta” (dal greco athlētēs, “colui che gareggia per un premio”) implica una competizione pubblica. Il Lerdrit non ha competizioni. Non esistono “Campionati Mondiali di Lerdrit”. L’unica “competizione” è lo scontro reale, e l’unico “premio” è la vita.
L’Arena del Lerdrit: L’arena di un praticante di Lerdrit non è il Lumpinee o il Rajadamnern. È un corridoio stretto, il sedile posteriore di un’auto, una giungla fangosa alle tre del mattino. Non ci sono spettatori, telecamere o arbitri.
Le Regole: Non esistono regole, se non quelle della fisica e dell’anatomia. Non esistono colpi proibiti; al contrario, come discusso nel Punto 2, i “colpi proibiti” (occhi, gola, inguine, articolazioni) sono i bersagli primari del Lerdrit.
La Fama come Rischio: Per un operatore moderno, la fama è un rischio operativo. Essere riconoscibili significa essere un bersaglio. I veri professionisti della violenza, come le unità d’élite (SAS britannico, Delta Force americana), praticano la filosofia del “professionista silenzioso”. Il loro vanto è l’anonimato. Il praticante di Lerdrit appartiene a questa stessa fratellanza.
L’Atleta come Funzione, non come Individuo
Nei reggimenti d’élite, come le Guardie Reali Thailandesi, l’individualità è subordinata all’unità e alla missione. La “fama” appartiene al reggimento, non al singolo soldato. L’abilità nel Lerdrit non è un vanto personale, ma un requisito professionale, come la mira con un fucile o la capacità di marciare.
Le storie degli “atleti” di Lerdrit non sono scritte sui giornali, ma nei rapporti classificati. Sono gli aneddoti non confermati:
La guardia del corpo che ha neutralizzato tre aggressori in un ascensore per proteggere un membro della famiglia reale.
Il soldato delle forze speciali che, rimasto senza munizioni, ha eliminato una sentinella a mani nude usando le tecniche Hak (rottura).
L’agente della Polizia di Pattuglia di Frontiera (BPP) che, durante un’operazione antidroga, si è trovato in un corpo a corpo in una stanza buia e ne è uscito vincitore.
Questi sono gli “atleti” del Lerdrit. La loro fama è l’assenza di un fallimento. La loro celebrità è il fatto che il loro protetto è ancora vivo, o che la loro missione è riuscita. Sono, per definizione, eroi senza nome.
Contrasto con l’Atleta di Muay Thai
È utile fare un parallelo. Prendiamo Buakaw Banchamek. È forse l’atleta di Muay Thai più famoso del XXI secolo. La sua fama deriva da:
Vittorie Pubbliche: I suoi trionfi nei tornei K-1 MAX, visibili a milioni di persone.
Stile Esplosivo: I suoi calci potenti e la sua aggressività lo rendono uno spettacolo.
Presenza Mediatica: Interviste, social media, sponsorizzazioni.
Ora, immaginiamo l'”atleta” di Lerdrit:
Successi Classificati: Le sue “vittorie” sono segreti militari.
Stile Efficiente: Il suo stile non è “spettacolare”. Una rottura di gomito (Hak Sok) o un colpo alla gola è rapido, brutale e finisce lo scontro in un secondo. Non è “divertente” da guardare.
Anonimato Totale: Evita attivamente qualsiasi media.
L'”atleta” di Lerdrit è l’anti-Buakaw. Non per abilità, ma per finalità. L’uno cerca la luce del palcoscenico, l’altro l’ombra del corridoio.
PARTE 2: GLI ARCHETIPI FAMOSI – LE LEGGENDE CHE INCARNANO LO SPIRITO
Se non possiamo nominare “atleti” moderni, possiamo identificare le figure storiche la cui fama e le cui gesta incarnano perfettamente la filosofia e le caratteristiche del Lerdrit. Sono gli “atleti spirituali” dell’arte, gli archetipi fondanti.
L’Archetipo 1: Re Naresuan il Grande (Il Re Guerriero)
Re Naresuan (1555-1605) è una delle figure più venerate della storia thailandese. Fu il re che liberò il Siam dal dominio birmano.
Perché è Famoso: È famoso per la sua leadership militare e il suo coraggio personale.
Perché Incarna il Lerdrit: Naresuan non era un re che comandava da dietro le linee. Era un Nak Rop (guerriero) che combatteva in prima linea. La sua leggenda è definita dal combattimento.
L’Incidente Famoso: La sua impresa più celebre è il duello su elefante a Nong Sarai (1593). Durante la battaglia, l’elefante di Naresuan andò in musth (carica) e lo portò, insieme a suo fratello, nel bel mezzo dell’esercito birmano, di fronte al principe ereditario birmano, Minchit Sra. Questo è uno scenario da Lerdrit. Non un duello leale, ma un disastro tattico (isolato, circondato) trasformato in un’opportunità. Naresuan, invece di fuggire, sfidò il principe birmano a un duello (secondo la tradizione reale) e lo uccise in combattimento.
L’Atleta del Lerdrit: Naresuan rappresenta la mentalità del “guardiano” (in questo caso, guardiano della nazione), l’aggressività controllata (usare l’attacco come miglior difesa) e l’efficacia in una situazione CQC (Close Quarters Combat) estrema, anche se su larga scala. Le unità d’élite che praticavano il proto-Lerdrit erano sue creazioni, plasmate sulla sua visione della guerra totale.
L’Archetipo 2: Re Prachao Suea, “Il Re Tigre” (Il Maestro Praticante)
Re Prachao Suea (1662-1709) è l’altra grande figura reale legata al Muay.
Perché è Famoso: È famoso per la sua ossessione quasi fanatica per il Muay.
Perché Incarna il Lerdrit: La leggenda più famosa su di lui è che si annoiasse così tanto a palazzo da travestirsi regolarmente da popolano per viaggiare nei villaggi e partecipare a fiere e tornei di combattimento. Sconfiggeva i campioni locali, prendeva la (piccola) borsa e tornava a palazzo, senza che nessuno sapesse di aver appena combattuto contro il Re del Siam.
L’Atleta del Lerdrit: Questa storia è fondamentale. Il Re Tigre non era un “atleta” in cerca di fama (ne aveva già in abbondanza). Era il maestro supremo che testava il suo sistema “sul campo”. Voleva sapere se il Muay praticato a palazzo dalle sue Guardie Reali (il proto-Lerdrit) fosse veramente superiore a quello dei più forti combattenti di villaggio (il Muay Boran regionale). Incarna l’aspetto pragmatico del Lerdrit: non fidarsi della teoria, ma testare tutto in un ambiente reale e non collaborativo. È il maestro che fa sparring con i suoi allievi, ma su scala nazionale.
L’Archetipo 3: Nai Khanom Tom (L’Atleta della Sopravvivenza)
Come discusso nei punti precedenti, Nai Khanom Tom (attivo nel 1774) è l’archetipo più puro dell'”atleta” di Lerdrit, pur non usando quel nome.
Perché è Famoso: È l’eroe nazionale della Muay Thai, “il padre del Muay”.
Perché Incarna il Lerdrit: La sua fama deriva da un evento che non è uno sport. Era un prigioniero di guerra dopo la caduta di Ayutthaya. I birmani, per celebrare una pagoda, vollero vedere un combattimento tra il loro Lethwei e il Muay siamese. Nai Khanom Tom fu scelto. Affrontò e sconfisse, uno dopo l’altro, dieci (o nove) dei migliori combattenti birmani, senza riposo.
L’Atleta del Lerdrit: Analizziamo il contesto:
Contesto Reale: Non era un ring. Era una questione di vita o di morte e di onore nazionale.
Avversari Multipli: Il cardine tattico del Lerdrit è la capacità di affrontare minacce multiple. Questo non significa combattere 10 uomini contemporaneamente, ma neutralizzare il primo e passare immediatamente al secondo, senza riposo. Nai Khanom Tom lo fece.
Efficienza Totale: Per sconfiggere 10 uomini di fila, non poteva permettersi combattimenti lunghi. Doveva usare le tecniche più devastanti e terminali. Doveva applicare la filosofia Hak (rompere) e Thum (proiettare) per finire gli scontri rapidamente. Nai Khanom Tom è l’unico “atleta” la cui fama deriva dall’applicazione di successo della filosofia Lerdrit in una situazione di sopravvivenza documentata.
PARTE 3: I MAESTRI CUSTODI – L’ERA DELLA SEGRETEZZA MILITARE
Passando ai “maestri” (Kru), incontriamo lo stesso muro di anonimato. Per secoli, i maestri di Lerdrit non sono stati figure pubbliche. Erano soldati.
Il Profilo del Maestro Militare Anonimo
Chi era il Kru di Lerdrit nel XIX o XX secolo?
Era probabilmente un ufficiale di alto rango o, più probabilmente, un sottufficiale veterano (un Sergente Maggiore) del Reggimento delle Guardie Reali.
Era un uomo che aveva visto il combattimento, era sopravvissuto, e aveva il compito di trasmettere la sua conoscenza.
La sua “fama” era interamente interna al reggimento. Era una leggenda per i soldati, l’uomo che tutti temevano e rispettavano, l’istruttore capo del CQC (Close Quarters Combat).
La sua lealtà non era verso il “pubblico” o l'”arte”, ma verso il Re e il Reggimento. Insegnare quest’arte a un civile sarebbe stato impensabile, un atto di tradimento.
Questi maestri non hanno scritto libri. Non hanno aperto scuole (dojo). Non hanno rilasciato interviste. Hanno addestrato soldati. Hanno assicurato che l’arte della “Potenza Eccellente” rimanesse un’esclusiva di coloro che avevano giurato di proteggere la nazione.
Il Legame del Wai Kru: Un Contratto di Segretezza
Nelle arti marziali pubbliche, il Wai Kru (il rito di rispetto per il maestro) è una cerimonia, un simbolo di rispetto. Nelle arti militari segrete come il Lerdrit, il Wai Kru assumeva un significato più profondo. Era un giuramento.
Lo studente (Nak Rian) non si limitava a onorare il maestro; giurava di usare questa conoscenza solo per la difesa del Re e della nazione.
Il maestro (Kru) non si limitava a insegnare; si assumeva la responsabilità della condotta del suo allievo. Questo creava un legame chiuso, una linea di discendenza (lineage) segreta che era quasi impossibile da penetrare per un estraneo. I maestri erano famosi solo all’interno di quella linea.
Figura di Transizione: Il Generale Tunwakom
Se questa era la regola, ogni tanto un raggio di luce trapela. Come discusso nel Punto 4, la figura militare più “famosa” (e il termine va usato con cautela) associata ai lignaggi militari della Muay Boran è il Generale Tunwakom.
Chi è: Un alto ufficiale (ora in pensione) dell’Esercito Reale Thailandese.
La sua “Fama”: Non è una celebrità. La sua fama è circoscritta agli ambienti dei ricercatori marziali più seri (come il team della Muay Thai Library di Sylvie von Duuglas-Ittu e Kevin). Questi ricercatori lo hanno cercato specificamente come uno dei pochi depositari viventi (custodi) di un lignaggio militare, in particolare quello legato al Muay Korat bellicoso.
Il suo Ruolo di Maestro: Il Generale Tunwakom non è un “fondatore”. È un Kru Chang (Maestro Anziano) che incarna la linea di sangue militare. Le sue sessioni di insegnamento (quelle poche che sono state documentate) sono una rivelazione:
Mostrano tecniche che non si vedono mai nello sport.
Enfatizzano i bersagli (occhi, gola, inguine).
Usano una biomeccanica diversa, più pesante e radicata.
Perché è Famoso: È famoso non per aver creato, ma per aver preservato e autenticato. È la prova vivente che il Lerdrit non è un’invenzione moderna o una fantasia, ma un sistema militare reale, praticato ai massimi livelli delle forze armate thailandesi. È il “maestro” che fa da ponte tra l’era della segretezza totale e l’era della divulgazione controllata.
PARTE 4: I MAESTRI CODIFICATORI – L’ERA DELLA DIVULGAZIONE GLOBALE
Il Lerdrit che il mondo conosce oggi – il sistema con un nome, un curriculum e una scuola – è il risultato diretto del lavoro di una figura specifica. Se i maestri militari erano i “custodi”, quest’uomo è il “codificatore”.
Il Maestro più Famoso: Bramajarn Marco De Cesaris
A livello globale, la persona più “famosa” inequivocabilmente associata al nome “Muay Lert Rit” è l’italiano Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris.
La sua storia non è quella di un atleta o di un soldato, ma quella di un archeologo marziale, un sistematizzatore e un divulgatore. La sua “fama” non deriva da combattimenti sul ring, ma da un lavoro accademico e pratico durato decenni.
Il Contesto della sua Fama: De Cesaris è il fondatore della IMBA (International Muay Boran Academy). È diventato famoso come la principale autorità mondiale sulla Muay Boran nel suo complesso. All’interno di questo vasto corpus, è stato lui a isolare, definire e nominare la componente militare “Lert Rit”, basandosi sulle sue ricerche sul campo.
La Storia del Maestro-Ricercatore:
L’Immersione: De Cesaris ha trascorso decenni in Thailandia, allenandosi non solo nei campi sportivi, ma cercando attivamente i maestri più anziani e oscuri degli stili regionali (Chaiya, Korat, Lopburi).
La Scoperta: In questa ricerca, ha capito che ciò che vedeva sul ring era solo la punta dell’iceberg. Ha iniziato a raccogliere i pezzi del puzzle della Muay Boran, l’arte da battaglia.
Il Contatto Militare: Grazie alla sua dedizione e al rispetto guadagnato, è riuscito a entrare in contatto con fonti all’interno delle forze armate e della polizia thailandese. Ha avuto accesso a principi e tecniche che erano (e in gran parte sono ancora) segreti.
L’Atto di “Maestria” (La Codifica): Il suo più grande atto di maestria, e la fonte della sua fama, non è stato solo imparare le tecniche, ma organizzarle. Il Lerdrit militare era un insieme di principi e tattiche per soldati già addestrati. Non era un “corso per principianti”. De Cesaris ha fatto ciò che Jigoro Kano ha fatto per il Judo: ha preso un materiale tradizionale, letale e caotico (Jujutsu/Muay militare) e lo ha trasformato in un sistema didattico (pedagogia) logico e progressivo:
Ha definito i pilastri tattici (Chap, Hak, Thum, Thap).
Ha creato un curriculum che insegna in sicurezza tecniche pericolose.
Ha adattato la mentalità del “Guardiano” per un civile (autodifesa etica).
Il Maestro come Divulgatore: De Cesaris è diventato famoso scrivendo libri fondamentali (come “Muay Lert Rit: Siamese Warrior Art”), producendo video didattici e tenendo seminari in tutto il mondo. Ha reso il Lerdrit una disciplina studiabile.
Quindi, se il Generale Tunwakom è il famoso custode del lignaggio militare segreto, Marco De Cesaris è il famoso fondatore e maestro del lignaggio civile e pubblico. Senza di lui, il termine “Lerdrit” oggi non esisterebbe nel lessico marziale globale.
Altri Maestri Rilevanti (Il Contesto della Muay Boran)
Sebbene De Cesaris sia il nome principale per il Lerdrit, la sua fama si inserisce in un movimento più ampio di “riscoperta” della Muay Boran, che ha altri maestri famosi. Questi non insegnano Lerdrit, ma il loro lavoro è parallelo e cruciale.
Arjarn Panya Kraitus: Famoso per aver preservato e promosso lo stile Muay Chaiya. Il Chaiya è uno stile regionale del sud, noto per la sua difesa, le sue posture basse e l’uso di colpi corti e leve. È uno stile pragmatico e non sportivo, cugino stretto del Lerdrit.
Kru Lek (Baan Chang Thai): Un’altra figura chiave nella rinascita del Muay Chaiya, nota per il suo approccio tradizionale.
Grand Master Woody (Watchara) e Kru Oh (Pa-Ob): Associati a lignaggi antichi come il Muay Thasao, che contribuiscono alla comprensione generale della Muay Boran.
Questi maestri sono famosi per aver salvato gli stili regionali dall’estinzione. Il loro lavoro ha creato il terreno fertile su cui De Cesaris ha potuto costruire, distinguendo l’applicazione specificamente militare (Lerdrit) da quelle regionali (Chaiya, Korat, ecc.).
CONCLUSIONE: UNA FAMA DI TIPO DIVERSO
Per concludere, la risposta alla domanda su “maestri e atleti famosi” è un’analisi del concetto stesso di fama.
L’ATLETA FAMOSO: L’unico vero archetipo è Nai Khanom Tom, un eroe nazionale la cui fama deriva da un combattimento per la sopravvivenza (lo spirito Lerdrit). Tutti gli altri veri “atleti” di Lerdrit sono, e devono rimanere, anonimi. Sono i professionisti silenziosi delle forze d’élite.
IL MAESTRO FAMOSO: La fama dei maestri si divide in due categorie:
I Custodi (Es. Gen. Tunwakom): Famosi solo in circoli ristretti di ricerca, la loro importanza è quella di essere la fonte autentica e il ponte verso il passato militare segreto.
Il Codificatore (Bramajarn Marco De Cesaris): L’unico maestro di Lerdrit “famoso” su scala globale. La sua fama non deriva da una carriera di combattente, ma da un’opera titanica di ricerca, codifica e divulgazione. È il professore che ha scoperto un testo perduto, lo ha tradotto e ha fondato un’università per insegnarlo.
In definitiva, la fama nel Lerdrit non appartiene agli individui, ma all’efficacia del sistema stesso. È un’arte che ha permesso a re di regnare, a soldati di sopravvivere e a una nazione di rimanere libera. La sua fama è la storia stessa della Thailandia.
LEGGENDE, CURIOSITA', STORIE E ANEDDOTI
Il Muay Lert Rit è un’arte avvolta nell’ombra, e la sua tradizione orale è, per molti versi, più ricca e significativa della sua documentazione scritta. Essendo un sistema militare d’élite, la sua storia non è fatta di trofei o di cronache pubbliche, ma di segreti, di doveri e di racconti sussurrati nelle caserme delle Guardie Reali o nei campi di addestramento delle forze speciali.
Le leggende, le curiosità, le storie e gli aneddoti non sono semplici “trivia”. Sono il tessuto connettivo che lega la filosofia pragmatica dell’arte alla sua applicazione letale. Forniscono il contesto culturale, psicologico e tattico che trasforma un insieme di tecniche in un sistema di sopravvivenza vivente.
Le leggende ne forgiano lo spirito (ethos). Le curiosità ne rivelano l’ingegneria nascosta. Le storie e gli aneddoti ne illustrano l’applicazione pratica. Insieme, dipingono il ritratto di un’arte dove l’efficienza è l’unica verità.
PARTE 1: LEGGENDE – LE NARRAZIONI FONDANTI DELLO SPIRITO LERT RIT
Le leggende del Lerdrit non sono fiabe, ma narrazioni archetipiche che definiscono la mentalità del guerriero-guardiano. Spesso si sovrappongono a figure storiche reali, ma la leggenda ne esalta i dettagli, trasformando la storia in un manuale spirituale.
La Leggenda del Re Tigre (Prachao Suea) e il Test Definitivo
Come figura storica, Re Prachao Suea (1662-1709) è noto per la sua passione per il Muay. Ma la leggenda che lo circonda è un testo fondamentale per la filosofia del Lerdrit.
La storia narra che il Re, annoiato dalla vita di corte e desideroso di testare la vera efficacia della sua arte, si travestisse regolarmente da contadino o da Nak Muay (combattente) errante. Viaggiava in incognito nei villaggi, iscrivendosi ai tornei e alle fiere locali.
Qui, la leggenda si arricchisce di dettagli cruciali:
Il Rifiuto dell’Identità: Il Re non combatteva come Re. Combatteva come un anonimo. Questo è il cuore della mentalità Lerdrit: l’ego viene annullato. L’efficacia dell’arte deve esistere indipendentemente da chi la usa. Non è il “Re” che vince, è il sistema che vince.
Il Test “in Cieco”: Combattendo in incognito, il Re si sottoponeva a un test reale, non artefatto. I suoi avversari, non sapendo chi fosse, combattevano con la massima ferocia per sconfiggere questo “sconosciuto”. Non c’era la deferenza dovuta a un monarca. Era un combattimento puro.
La Doppia Vita della Guardia Reale: Questa leggenda serviva da modello per le sue Guardie Reali (Mahatlek), i praticanti del proto-Lerdrit. Insegna che l’abilità deve essere assoluta, non relativa al proprio status. Una Guardia Reale deve essere in grado di sconfiggere un aggressore sia che indossi la sua uniforme sgargiante a palazzo (dove è temuto), sia che si trovi in borghese in un mercato affollato (dove è anonimo). L’arte deve funzionare nel caos, senza il supporto dell’autorità.
La Convalida del Sistema: Sconfiggendo i campioni regionali (i maestri di quelli che oggi chiamiamo Muay Chaiya, Korat, Lopburi), il Re non stava umiliando il popolo; stava validando il sistema di combattimento d’élite di palazzo. Stava dimostrando che il “suo” Muay, il Muay Reale, era davvero la distillazione più efficace, la “Potenza Eccellente” (Lert Rit).
La leggenda del Re Tigre è, quindi, la storia fondante della “qualità assoluta”. Il Lerdrit non è efficace perché lo usano le guardie del Re; le guardie del Re lo usano perché è intrinsecamente ed efficacemente superiore.
La Leggenda di Re Naresuan e il Duello sull’Elefante: L’Archetipo del Guardiano
La battaglia di Nong Sarai (1593) è storia. Ma il duello tra Re Naresuan del Siam e il principe ereditario birmano Minchit Sra è leggenda, ed è l’archetipo perfetto della mentalità del Lerdrit.
La leggenda racconta che l’elefante da guerra di Re Naresuan, in preda al musth (furia), caricò incontrollabilmente, portando il Re e suo fratello nel bel mezzo dell’esercito nemico, isolati e circondati. Si trovarono faccia a faccia con il comandante nemico.
Lo Scenario Lerdrit: Questo è lo scenario da incubo per un soldato o una guardia del corpo. Non è un duello leale. È un disastro tattico: isolamento totale, inferiorità numerica schiacciante, ambiente caotico, morte certa.
La Filosofia dell’Azione: Il Lerdrit non è un’arte passiva o difensiva. Insegna che di fronte a una minaccia inevitabile, la migliore (e unica) difesa è un’offensiva totale e proattiva. Re Naresuan, invece di tentare una fuga impossibile o di arrendersi, fece l’unica cosa che poteva capovolgere la situazione: attaccò il centro.
L’Attacco alla “Testa del Serpente”: Invece di combattere le migliaia di soldati che lo circondavano (una sconfitta certa), identificò il “bersaglio primario”: il comandante. Ignorando tutto il resto, sfidò (e uccise) Minchit Sra in un duello.
L’Ethos del Guardiano: Re Naresuan, in quel momento, agì come la Guardia Reale definitiva. Il suo “protetto” era la nazione del Siam. La minaccia era l’esercito birmano. In una situazione disperata, ha applicato i principi del Lerdrit: ignorare il caos, identificare il bersaglio vitale e neutralizzarlo con un’azione diretta e totale. Ha trasformato una difesa certa in un attacco vincente. Questa leggenda insegna al praticante di Lerdrit che non importa quanto la situazione sia disperata, c’è sempre un’azione offensiva che può cambiare l’esito.
La Leggenda di Nai Khanom Tom e la Magia Nera (Saiyasart)
La storia di Nai Khanom Tom (1774) e la sua vittoria su dieci combattenti birmani è la leggenda fondante della Muay Thai. Ma un dettaglio spesso trascurato è cruciale per il contesto della Muay Boran e, quindi, del Lerdrit.
La leggenda narra che prima di iniziare il primo combattimento, Nai Khanom Tom eseguì il Wai Kru Ram Muay, la danza rituale. I cronisti birmani (secondo la leggenda) registrarono che i combattenti locali rimasero sbigottiti. Non interpretarono la danza come un riscaldamento o un rito di rispetto, ma come una forma di Saiyasart (magia nera siamese).
La Guerra Psicologica: Quando Nai Khanom Tom iniziò a combattere, i suoi avversari erano già psicologicamente sconfitti. Credevano di combattere non solo un uomo, ma uno stregone protetto da incantesimi. Questo “vantaggio magico” è un aspetto fondamentale, e spesso dimenticato, del combattimento antico.
Il Lerdrit e il Saiyasart: L’addestramento militare nel Siam antico non era solo fisico. Era profondamente spirituale e “magico”. I soldati d’élite e le Guardie Reali erano protetti da amuleti (Kreung Rang), preghiere (Kata) e tatuaggi sacri (Sak Yant).
Sak Yant: L’Armatura Spirituale: Questa è una curiosità che si fonde con la leggenda. I praticanti di Lerdrit, come tutti i guerrieri siamesi, erano spesso coperti di tatuaggi Yant. Non erano decorativi. Erano incantesimi di protezione.
Yant Kropetch (Armatura di Diamante): Si credeva rendesse la pelle impenetrabile a lame e proiettili.
Suea Koo (Tigri Gemelle): Per donare il potere e la ferocia della tigre.
Hanuman (Il Dio Scimmia): Per donare agilità, velocità e invulnerabilità.
La Mentalità del Lert Rit: La leggenda di Nai Khanom Tom insegna che il combattimento Lerdrit non è solo fisico. È psicologico. Il praticante non si affida solo alla sua tecnica (Hak, Thum), ma alla sua forza spirituale. Il Wai Kru (o la sua versione militare) non è solo tradizione; è un atto di focalizzazione. È il momento in cui il praticante attiva l'”interruttore”, invoca la sua “armatura spirituale” e diventa un guerriero, pronto a tutto. Questa leggenda ci dice che per il guerriero siamese, la fiducia nei Kata e nei Yant era importante quanto la fiducia nei suoi gomiti e nelle sue ginocchia.
PARTE 2: CURIOSITÀ – L’INGEGNERIA SEGRETA DEL LERT RIT
Le curiosità sono i “fatti da addetti ai lavori” che rivelano la logica profonda e spesso controintuitiva del sistema. Sono i dettagli che separano il Lerdrit da qualsiasi altra arte marziale.
Curiosità Terminologica: Il Significato Nascosto di “Lert Rit”
Abbiamo definito Lert Rit (เลิศฤทธิ์) come “Potenza Eccellente” o “Potere Supremo”. Ma la parola Rit (ฤทธิ์) ha una connotazione molto più profonda.
Origine Sanscrita: Deriva dal sanscrito Riddhi (o Siddhi nel buddismo/induismo). I Riddhi non sono solo “poteri”; sono i poteri soprannaturali o psichici ottenuti attraverso una profonda pratica meditativa. Includono cose come la levitazione, la telepatia, l’invisibilità.
Il Vero Significato: Chiamare l’arte “Lert Rit” non significa solo “Boxe Eccellente”. Implica “La Boxe dal Potere Quasi Magico” o “La Boxe che Trascende il Normale”.
Implicazioni Filosofiche: Questo nome non è un vanto. È una dichiarazione filosofica. Suggerisce che l’efficacia del sistema, quando applicato correttamente, appare “magica” a un profano. Una leva Hak che spezza un braccio con un movimento minimo, un Thum che proietta un uomo di 100 kg senza sforzo apparente… queste sono applicazioni della fisica e della biomeccanica così raffinate da sembrare soprannaturali. È la versione siamese del detto di Arthur C. Clarke: “Qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”. Il Lerdrit è una tecnologia di combattimento così avanzata da essere “magica”.
Curiosità Biomeccanica: L’Anfibio (Boot) come “Game Changer” Totale
Questa è la curiosità più citata, ma i suoi dettagli sono spesso sottovalutati. L’uso degli stivali da combattimento non è solo un “bonus”; rimodella l’intera arte marziale.
Il Teep (Calcio Frontale) diventa un’Arma Perforante: Nella Muay Thai sportiva, il Teep è un push-kick, sferrato con la pianta del piede nudo. Serve a spingere, a creare distanza, a disturbare. Nel Lerdrit, il Teep con la punta rinforzata dell’anfibio (spesso con puntale d’acciaio nei vecchi modelli) diventa uno stocco, una baionetta. Non spinge, penetra.
Bersagli: Inguine (invalidante), vescica (shock e rottura), plesso solare (KO respiratorio), gola (letale), viso (frattura ossa facciali).
Aneddoto Tattico: Un Teep da Lerdrit non viene mai usato per “prendere punti”. Viene usato per finire lo scontro o per creare un’apertura devastante (es. un calcio alla vescica che fa piegare l’avversario in due, esponendo la nuca a un colpo di gomito discendente Sok Ti).
Il Yiap (Pestone) diventa un Frantumatore di Ossa: A piedi nudi, un pestome è doloroso. Con 1,5 kg di stivale militare e una suola rigida, diventa un martello.
Curiosità Tattica: Un pestome sul collo del piede (Yiap Thao) dell’avversario non serve solo a fargli male. Serve a frantumare le 26 ossa del piede. Un uomo con un piede rotto è un uomo immobile. Lo scontro è finito.
Applicazione CQC: In un clinch corpo a corpo, dove non c’è spazio per calciare, il pestome con il tacco sullo stinco o sul ginocchio dell’avversario è un’arma primaria.
La Morte del Calcio Circolare (Teh) Alto: Calciare alto con un anfibio pesante è lento, dispendioso e tatticamente suicida. Espone l’inguine e, se il calcio viene bloccato, il peso dello stivale rende quasi impossibile recuperare l’equilibrio.
Curiosità Evolutiva: Il Lerdrit ha quindi eliminato quasi completamente i calci alti dal suo arsenale, concentrandosi al 100% sui calci bassi (Teh Lan), mirati esclusivamente a distruggere il ginocchio o il femore dell’avversario.
La Perdita della Destrezza: L’anfibio impedisce l’uso delle dita dei piedi. Stili come il Muay Chaiya usano le dita per agganciare, intrappolare o calciare punti sensibili. Il Lerdrit compensa questa perdita di “destrezza fine” con un aumento esponenziale della “potenza bruta” e della stabilità.
Curiosità Tattica: L’Armatura Moderna e la Validazione del Lerdrit
Sembrerebbe che il Lerdrit, un’arte antica, sia obsoleto nell’era delle armi da fuoco. La verità è l’opposto. L’avvento dei moderni giubbotti antiproiettile (body armor) ha reso il Lerdrit più rilevante, non meno.
Il Problema della Boxe e del Karate: La maggior parte delle arti marziali (Boxe, Karate, Taekwondo) e persino la Muay Thai sportiva, focalizzano l’80% dei loro colpi sul torso (plesso solare, fegato, costole).
L’Armatura Annulla Tutto: Un soldato o un agente di polizia moderno che indossa un giubbotto antiproiettile (con placche balistiche) è immune a questi colpi. Un pugno al petto è inutile. Un calcio alle costole è inutile.
La Soluzione Lerdrit: Quali sono i bersagli che l’armatura non copre?
Le Articolazioni: Ginocchia, gomiti, polsi, caviglie.
La Testa e il Collo: Gola, base del cranio, tempie.
L’Inguine: La “scatola” pelvica. *Questa è, quasi perfettamente, la mappa dei bersagli primari del Lerdrit.
La Curiosità Storica: Il Lerdrit, sviluppato secoli fa, è l’arte marziale perfetta per sconfiggere un avversario con un giubbotto antiproiettile. Non ha mai fatto affidamento sui colpi al torso, perché nel combattimento militare si presumeva sempre che l’avversario potesse avere un’armatura (di cuoio, di metallo) o equipaggiamento. Si è sempre concentrato sulla distruzione della “struttura” (le braccia e le gambe che muovono l’arma) e del “computer” (la testa). Questa è forse la curiosità più affascinante: un’arte antica che ha anticipato e risolto il problema tattico più moderno del combattimento corpo a corpo.
Curiosità sull’Equipaggiamento (Oltre gli Anfibi): Combattere in “Kit Completo”
L’addestramento Lerdrit, nel suo contesto militare originale, non si fa in pantaloncini. Si fa in kit completo. Questo cambia radicalmente la biomeccanica.
Il Fucile Sospeso: Un soldato non “posa” il fucile per combattere a mani nude. Il combattimento è improvviso. Il fucile (M16, Tavor, ecc.) è sospeso al petto o sulla schiena.
Come Ostacolo: Impedisce il clinch frontale. Rende difficili i pugni dritti.
Come Vantaggio Lerdrit: Il Lerdrit è un’arte di CQC (Close Quarters Combat) che usa gomiti, ginocchia e leve. Queste armi funzionano attorno al fucile.
Come Arma: Il calcio del fucile (rifle butt) diventa un’arma contundente. La canna può essere usata per leve e strangolamenti. Lo stesso Lerdrit insegna a integrare l’arma da fuoco nel combattimento.
L’Elmetto (Helmet):
Come Ostacolo: Limita la visione periferica e l’udito.
Come Vantaggio Lerdrit: Trasforma la Testata (Hua), la nona arma, da un colpo rischioso a un’arma devastante. Colpire un avversario a mani nude con un elmetto balistico in kevlar è come colpirlo con un martello.
I Vestiti e le Giberne (L’Uniforme):
Come Vantaggio Lert Rit: La strategia Chap (Afferrare) diventa esponenzialmente più efficace. Invece di afferrare un braccio sudato (come nella Muay Thai o MMA), il praticante di Lerdrit afferra l’uniforme, gli spallacci del giubbotto, la cinghia del fucile. Queste “maniglie” offrono un controllo totale e una leva immensa per le proiezioni (Thum) e le rotture (Hak).
Curiosità Psicologica: Il “Sorriso Siamese” e la Calma Letale
L’Occidente conosce la Thailandia come la “Terra dei Sorrisi”. Questo aspetto culturale è profondamente integrato nella mentalità del Lerdrit.
Il Jai Yen (Cuore Freddo): La cultura thailandese valorizza il Jai Yen, il “cuore freddo” o “mente calma”. Perdere la calma, arrabbiarsi (Jai Ron, “cuore caldo”), è visto come una perdita di controllo e di status.
Il “Sorriso” del Guerriero: Il praticante di Lerdrit è addestrato a non mostrare mai rabbia, paura o aggressività. La sua espressione deve rimanere calma, quasi indifferente, persino sorridente.
L’Aneddoto del Kru: I maestri di Muay Boran e Lerdrit sono famosi per questo. Possono essere nel mezzo di uno sparring brutale, o dimostrare una tecnica letale, e non smettere mai di sorridere dolcemente.
L’Effetto Tattico: Questo ha un duplice effetto:
Interno: Mantiene il praticante calmo, lucido e in controllo delle sue facoltà (il “cuore freddo”), permettendogli di vedere le aperture e applicare la tecnica corretta senza essere accecato dalla rabbia.
Esterno (Guerra Psicologica): Per un avversario (specialmente occidentale), affrontare qualcuno che cerca di spezzargli un braccio mentre sorride è terrificante. È disorientante, de-umanizzante e distrugge il morale. Il “sorriso siamese” non è solo ospitalità; nel contesto del Lerdrit, è un’arma psicologica.
Curiosità Comparativa: Lerdrit vs. Krav Maga
È inevitabile paragonare il Lerdrit ad altri sistemi militari, in particolare il Krav Maga. Entrambi sono pragmatici, letali e focalizzati sull’autodifesa. Ma le loro “curiosità” rivelano filosofie opposte.
Krav Maga: L’Efficienza dell’Assemblaggio
Origine: Moderno (anni ’40-’50), creato da Imi Lichtenfeld.
Filosofia: È un sistema eclettico. Ha preso le “best hits” da Boxe, Lotta, Judo, Aikido e le ha assemblate in un “kit di sopravvivenza”.
Curiosità: È un sistema in costante evoluzione. Se domani si scopre una tecnica più efficiente, viene aggiunta. È un “software” che viene continuamente aggiornato.
Approccio: Reattivo e preventivo. Molto focalizzato su difese specifiche (pistola, coltello).
Lerdrit: L’Efficienza della Tradizione
Origine: Antica, evoluta in secoli di guerra.
Filosofia: È un sistema olistico e integrato. Non è un assemblaggio. Le sue tecniche (gomiti, ginocchia, leve) sono tutte nate dalla stessa biomeccanica e stessa filosofia.
Curiosità: È un sistema “chiuso” e completo. Non ha bisogno di “aggiornamenti” perché i suoi principi sono senza tempo (la fisica di una leva, l’anatomia di un ginocchio).
Approccio: Proattivo e distruttivo. Meno focalizzato sulla difesa dall’arma e più sulla distruzione dell’uomo che la impugna (Hak Mue – rompere la mano/braccio). In breve: il Krav Maga è una “cassetta degli attrezzi” moderna ed eccezionale. Il Lerdrit è una “spada da maestro” antica e perfettamente bilanciata.
PARTE 3: STORIE E ANEDDOTI – LA VITA DELL’ARTE
Se le leggende sono il mito e le curiosità sono la scienza, le storie e gli aneddoti sono l’applicazione umana. Data la segretezza dell’arte, molti aneddoti moderni sono “illustrativi” (scenari) o provengono dal percorso di codifica dei maestri moderni.
Aneddoto: La Scoperta del “Kru Scettico”
Questo è un aneddoto comune nel percorso dei ricercatori occidentali come Bramajarn De Cesaris, che hanno cercato di imparare la vera Muay Boran (e, per estensione, il Lerdrit) negli anni ’80 e ’90.
La Storia: Un ricercatore occidentale, già esperto di Muay Thai sportiva, si reca in un villaggio remoto (o in una caserma) alla ricerca di un Kru (maestro) leggendario, noto per conoscere l’arte antica.
Lo Scetticismo: Il Kru, un uomo anziano e tranquillo, lo accoglie con il “sorriso siamese”. È profondamente scettico. Ha visto decine di farang (stranieri) venire e andare, interessati solo alla violenza del ring o a un tatuaggio esotico. Non crede che l’occidentale possa capire l’anima (ethos) dell’arte.
Il Test: Per giorni, il Kru fa fare all’occidentale solo lavori umili: pulire la palestra, servire il tè, o praticare all’infinito un singolo, noioso passo di base. È un test di umiltà, pazienza e carattere.
La Rivelazione: L’occidentale, invece di arrabbiarsi (Jai Ron), esegue i compiti con rispetto e cuore freddo (Jai Yen). Dopo settimane, il Kru finalmente sorride (questa volta sinceramente) e dice: “Va bene. Ora iniziamo”.
L’Aneddoto nel Lerdrit: Questo aneddoto è fondamentale. Insegna che l’accesso al Lerdrit non è una transazione commerciale. Non si “paga” per imparare. Si “merita” l’insegnamento. Il Kru deve prima accertarsi che lo studente abbia l’equilibrio mentale e l’umiltà per gestire un’arte così letale. La prima lezione di Lerdrit non è come rompere un braccio; è come sviluppare il carattere per non romperlo se non è assolutamente necessario.
Storia Illustrativa 1: La Guardia del Palazzo (Lo Scenario CQC)
Questa storia illustra l’applicazione del Lerdrit nel suo contesto originale: la protezione d’élite.
Lo Scenario: Una Guardia Reale (Mahatlek) sta scortando un membro della famiglia reale lungo uno stretto corridoio del palazzo. Improvvisamente, da una porta laterale, un aggressore armato di coltello spunta e si lancia verso il VIP.
Tempo di Reazione: La distanza è zero. Non c’è spazio per un calcio. Non c’è tempo per estrarre un’arma.
L’Azione Lerdrit (Tempo 1: Intercettare e Controllare): La Guardia non arretra. Si muove verso la minaccia, frapponendosi tra l’aggressore e il VIP. Mentre si muove, intercetta il braccio armato dell’aggressore, non con un blocco passivo, ma con un Chap (afferrare) e, contemporaneamente, sferra un Sok Pung (gomito a lancia) alla gola o un Hua (testata) al viso.
L’Azione Lerdrit (Tempo 2: Distruggere e Terminare): Il braccio armato è controllato. La Guardia usa il muro del corridoio come un alleato. Spinge (Thum) l’aggressore contro il muro, schiacciandolo (Thap). Senza mollare la presa sul braccio armato, applica un Hak Sok (rottura del gomito) contro il muro, spezzando l’arto. Contemporaneamente, sferra una serie di Khao (ginocchiate) all’inguine o al femore.
L’Azione Lerdrit (Tempo 3: Coprire e Scansionare): La minaccia è neutralizzata in meno di tre secondi. L’aggressore è a terra con un braccio rotto e inabile. La Guardia non si sofferma. Afferra il VIP, lo spinge verso la sicurezza, e si gira immediatamente per “scansionare” il corridoio alla ricerca del “secondo aggressore”.
La Lezione: Questo non è un combattimento. È una procedura. È l’applicazione chirurgica dei principi Chap-Hak-Thum-Thap in uno spazio ristretto, con l’unica finalità di proteggere il bersaglio.
Storia Illustrativa 2: L’Operatore delle Forze Speciali (Lo Scenario Militare)
Questa storia illustra l’altro lato del Lerdrit: l’applicazione militare offensiva.
Lo Scenario: Un’unità di ricognizione delle Forze Speciali thailandesi è in missione nella giungla. Devono neutralizzare una sentinella nemica per penetrare in un campo. L’uso di armi da fuoco è escluso (troppo rumore).
L’Avvicinamento: L’operatore Lerdrit è uno specialista del movimento silenzioso. Si avvicina alla sentinella da dietro, nel suo “angolo cieco”.
L’Azione Lerdrit (Tempo 1: Controllo Totale): L’attacco è un’esplosione di violenza controllata. Una mano afferra (Chap) la bocca e il mento da dietro, tirando la testa all’indietro per esporre la gola e impedire di urlare. L’altra mano può afferrare l’arma del nemico per controllarla. Il ginocchio (Khao) dell’operatore si posiziona dietro il ginocchio della sentinella per rompere il suo equilibrio.
L’Azione Lerdrit (Tempo 2: Finalizzazione Silenziosa): A questo punto, la sentinella è sbilanciata, incapace di urlare. L’operatore ha diverse opzioni Lerdrit:
L’Opzione Hak (Rottura): Una torsione violenta della testa e del mento per spezzare l’osso del collo.
L’Opzione Thum (Proiezione): Tirare la sentinella all’indietro in una proiezione controllata (Thum) a terra.
L’Opzione Sok (Gomito): Mentre controlla la testa, sferrare un Sok Ti (gomito discendente) con tutta la forza sulla base del cranio o sulla vertebra cervicale C7.
La Lezione: Questo è il Lerdrit come “Potere Supremo”. È l’applicazione della conoscenza anatomica per ottenere una neutralizzazione rapida, silenziosa e totale. È un’arte da predatore.
Aneddoto: Il “Vero Costo” del Lerdrit
Questo è un aneddoto moderno che circola tra i praticanti civili dell’IMBA (International Muay Boran Academy).
La Storia: Uno studente avanzato, dopo anni di pratica, chiede al suo Kru (spesso Bramajarn De Cesaris stesso) quando imparerà le tecniche “davvero segrete e letali”.
La Risposta del Maestro: Il Kru sorride (il famoso “sorriso siamese”) e risponde: “Conosci già tutte le tecniche. Il segreto non è la tecnica. Il segreto è quando e perché. E il vero costo di usarla”.
La Spiegazione: Il maestro spiega che imparare a rompere un ginocchio (Hak Khao) con un calcio di stivale (Yiap) è facile. Richiede un’ora. Il “segreto” è l’addestramento di anni per sviluppare la stabilità mentale per non usarla mai, tranne che in un caso di vita o di morte.
Il “Vero Costo”: Il Kru conclude: “Il vero costo del Lerdrit non è la fatica dell’allenamento. È la responsabilità legale, morale e psicologica di possedere questa conoscenza. Sei pronto a vivere per il resto della tua vita sapendo di aver mutilato un altro essere umano, anche se per autodifesa? Quello è il ‘segreto’. Quello è il vero Lert Rit.”
La Lezione: Questo aneddoto definisce perfettamente il Lerdrit moderno. Non è un’arte di violenza, ma un’arte di responsabilità. La sua leggenda non è nel potere di distruggere, ma nella disciplina di preservare.
TECNICHE
Le tecniche del Muay Lert Rit sono la manifestazione fisica della sua filosofia di pragmatismo assoluto. Non sono un catalogo di mosse da memorizzare, ma un linguaggio di combattimento coeso e integrato, in cui ogni “parola” è progettata per un unico scopo: la neutralizzazione totale, rapida ed efficiente della minaccia.
A differenza della Muay Thai sportiva, dove la tecnica è vincolata da regole, tempo e categorie di peso, o della Muay Boran (l’arte madre), che funge da vasta enciclopedia culturale e marziale, il Lerdrit è un manuale operativo militare. Ha distillato dall’enciclopedia solo i capitoli più letali, li ha affinati per il campo di battaglia e ha scartato tutto il resto.
Per comprendere questo arsenale, non si possono semplicemente elencare le tecniche. Bisogna prima capire i principi che le governano (il software), poi analizzare gli strumenti (l’hardware) e, infine, esaminare come questi si combinano in strategie tattiche (il sistema operativo).
PARTE 1: I PRINCIPI TECNICI FONDAMENTALI (IL SOFTWARE DEL SISTEMA)
Prima di analizzare un singolo colpo o una leva, è essenziale capire i tre pilastri concettuali su cui poggia ogni tecnica Lert Rit.
Principio 1: La Mappa dei Bersagli (L’Anatomia Umana come Punto Debole)
Il Lert Rit non spreca energia colpendo bersagli “duri” o condizionati (come i muscoli addominali, i pettorali o i quadricipiti, che un avversario può allenare). Le sue tecniche sono progettate per attaccare esclusivamente i punti del corpo umano che non possono essere rafforzati. La mappa dei bersagli del Lerdrit è una mappa di ingegneria inversa del corpo.
Bersagli Strutturali (Distruzione Meccanica): L’obiettivo è distruggere la capacità dell’avversario di muoversi o di usare le sue armi.
Articolazioni (Key Target): Ginocchia, gomiti, caviglie, polsi, dita, spalle. Questi sono i bersagli primari per le tecniche Hak (rottura). Un uomo con un ginocchio distrutto o un gomito spezzato è meccanicamente inabile a combattere, indipendentemente dalla sua soglia del dolore, dalla sua rabbia o dalla sua determinazione.
Ossa Fragili: Clavicola (disabilita l’intero braccio), ossa del piede (distrugge la mobilità), costole fluttuanti (perforano gli organi), ponte del naso (dolore accecante, lacrimazione), ossa orbitali (accecamento).
Bersagli Vitali (Spegnimento del Sistema): L’obiettivo è causare uno “shutdown” sistemico.
Gola (Key Target): La trachea (soffocamento), le arterie carotidi (KO sanguigno), l’osso ioide. Un colpo qui è letale.
Inguine (Key Target): I testicoli. Un colpo potente causa uno shock nervoso totalizzante, paralizzando l’avversario.
Base del Cranio e Cervicale: La giunzione tra cranio e spina dorsale (C1/C2) e la vertebra C7. Bersagli per colpi letali e leve (Hak Kor).
Occhi: Bersaglio primario per accecare, sia con colpi diretti (dita) sia per creare tagli (gomiti) che sanguinano negli occhi.
Bersagli Nervosi (Disconnessione): L’obiettivo è causare una paralisi temporanea o uno shock.
Plesso Solare: Per togliere il respiro.
Tempia e Mascella: Punti di KO classici.
Nervo Femorale (Interno Coscia): Per “spegnere” la gamba.
Nervo Sciatico (Esterno Coscia): Idem.
Plesso Brachiale (Lato del Collo/Spalla): Per “spegnere” il braccio.
Ogni tecnica del Lert Rit è progettata per colpire uno o più di questi bersagli nel modo più diretto possibile.
Principio 2: La Biomeccanica del Guerriero (Stabilità e Potenza)
La biomeccanica del Lert Rit è diversa da quella della Muay Thai.
La Postura (Chot Muay): Non è la postura saltellante e mobile dello sport. È una postura bassa, radicata e stabile (Chot Tahan – Postura del Soldato). Il baricentro è basso, le ginocchia flesse, il peso distribuito.
Perché? 1. Stabilità: Per combattere su terreni irregolari (fango, macerie, scale) senza perdere l’equilibrio. 2. Potenza: Per generare potenza esplosiva “da terra” per colpi corti e proiezioni (Thum). 3. Difesa: Rende molto più difficili le proiezioni e gli sbilanciamenti da parte dell’avversario.
L’Uso del Peso Corporeo (Thim Nam Nak): Le tecniche Lert Rit non si basano solo sulla forza muscolare. Si basano sull’uso del peso totale del corpo che “cade” nel bersaglio. Un gomito discendente (Sok Ti) non è una spinta del braccio; è un rilascio del peso corporeo attraverso la punta del gomito. Un pestome (Yiap) è l’intero peso del corpo che si concentra sul tacco dello stivale.
Economia di Movimento: Come discusso nella filosofia, le tecniche sono corte, secche, esplosive. Non ci sono “caricamenti” (telefoni) evidenti. La potenza è generata dalla rotazione dell’anca e dal radicamento a terra, non da ampi movimenti del braccio.
Principio 3: L’Unione di Difesa e Attacco (Il Principio Mae Mai)
Nel Lert Rit, la difesa passiva non esiste. Ogni azione difensiva è, o si trasforma immediatamente in, un’azione offensiva. Un blocco non serve solo a fermare un colpo; serve a danneggiare l’arto che attacca e a creare un’apertura per una contro-tecnica terminale.
Esempio: L’avversario lancia un pugno.
Risposta Sportiva (Muay Thai): Parata morbida, passo indietro, blocco.
Risposta Lert Rit: 1. Blocco Distruttivo: Bloccare il pugno con un Sok Pad (parata di gomito), colpendo il bicipite o l’avambraccio dell’attaccante per danneggiarlo. 2. Intercettazione e Controllo: Avanzare dentro il pugno, bloccandolo sul bicipite (Pit) e afferrando (Chap) il braccio. 3. Contrattacco Simultaneo: Entrare con un colpo di gomito (Sok Tad) alla tempia mentre si controlla l’altro braccio.
PARTE 2: L’ARSENALE DELLE NOVE ARMI (NAWA AWUT) – L’USO MILITARE
Il Lert Rit impiega le Nove Armi del corpo umano, ma il loro uso è specificamente adattato al contesto militare (CQC, equipaggiamento, bersagli letali).
1 & 2. I Pugni (หมัด – Mad): L’Arma Secondaria Riadattata
Nel Lert Rit, i pugni non sono l’arma primaria, a differenza della boxe. Colpire un cranio a mani nude è un modo facile per rompersi la mano, terminando la propria capacità di combattere. Per questo, l’uso dei pugni è altamente specializzato.
Fa Mue (Colpo di Palmo): Spesso preferito al pugno chiuso per colpire la testa. La base dura del palmo viene usata per colpire il mento (causando KO), il naso (rompendolo) o l’orecchio (causando shock al timpano).
Mad Kham (Pugno a Martello): Una tecnica chiave. Si colpisce con la parte inferiore carnosa del pugno (lato del mignolo). È quasi impossibile rompersi la mano in questo modo.
Bersagli: Tempia, base del cranio, mascella, clavicola (per romperla), plesso solare, costole fluttuanti. È un colpo devastante nel clinch sporco.
Mad Wiang (Pugno Orizzontale/Gancio): Non un gancio largo, ma un Mad Soi (gancio corto) o il Mad Kwai (Pugno del Bufalo), che utilizza la rotazione di tutto il corpo. Bersagli: tempia, mascella, fegato.
Mad Trong (Pugno Dritto): Spesso sferrato con le nocche verticali (stile Jeet Kune Do), che si allinea meglio con la struttura ossea ed è più sicuro per la mano.
Bersagli: Non la fronte, ma bersagli molli: gola, plesso solare, naso.
Mad Ngat (Pugno Ascendente/Uppercut): Mad Soi Dao. Estremamente corto, usato a distanza zero nel clinch per colpire il mento o lo sterno.
3 & 4. I Gomiti (ศอก – Sok): I Re del Combattimento Ravvicinato (CQC)
Se il Lerdrit avesse un’arma regina, sarebbe il gomito (Sok). È la parte più dura dello scheletro, funziona a distanza zero, richiede pochissimo “caricamento” e ha un potere di taglio e rottura immenso. È l’arma perfetta per il CQC (spazi ristretti) e per colpire i bersagli vitali della testa.
Sok Ti (Gomito Discendente): La tecnica simbolo. Si solleva il gomito e si “fa cadere” (Thim Nam Nak) tutto il peso del corpo sulla punta.
Bersagli Primari: Clavicola (una tecnica Lert Rit classica per disabilitare un braccio), ponte del naso, fronte (per tagliare e accecare col sangue), base del cranio (letale), spina dorsale (se l’avversario è piegato).
Sok Tad (Gomito Orizzontale): Il “gancio” del CQC. Genera una potenza rotazionale terrificante a distanza zero.
Bersagli: Tempia, mascella (causa KO), lato del collo (plesso brachiale).
Sok Ngat (Gomito Ascendente): Un colpo devastante da sotto.
Bersagli: Mento (causa KO), naso, sterno. Usato per “aprire” la postura dell’avversario nel clinch.
Sok Pung (Gomito a Lancia): Un colpo lineare, che spinge in avanti.
Bersagli: Gola (bersaglio primario), plesso solare, sterno, occhi.
Sok Klab (Gomito Indietro/Rovesciato): Può essere statico (per colpire qualcuno che afferra da dietro) o in rotazione (Sok Wiang Klab).
Bersagli: Tempia, mascella. Un colpo a sorpresa ad alta potenza.
Sok Tong (Gomito a Pistone): Un colpo verticale verso il basso, usato nel clinch.
Bersagli: Inguine, coscia (nervo femorale), costole (se l’avversario è piegato).
Sok Ku (Doppio Gomito): Colpire con entrambi i gomiti, spesso usato come un “cuneo” per rompere una presa o come colpo al petto o alla testa.
5 & 6. Le Ginocchia (เข่า – Khao): Le Armi della Distruzione Ravvicinata
Insieme ai gomiti, le ginocchia (Khao) dominano il CQC. Hanno la potenza di tutta la parte inferiore del corpo.
Khao Trong (Ginocchio Dritto): L’uso primario nel Lerdrit è radicalmente diverso da quello sportivo.
Bersaglio Primario: Inguine (Kradet). Questa non è un’opzione secondaria; è la prima opzione. Un Khao Trong all’inguine è un “reset” del combattimento.
Altri Bersagli: Vescica, plesso solare.
Khao Chiang (Ginocchio Diagonale): Il classico ginocchio del clinch thailandese, ma con bersagli più letali.
Bersagli: Costole fluttuanti (per romperle e perforare gli organi), fegato (lato destro), milza (lato sinistro), reni (se si controlla la schiena).
Khao Noi (Ginocchio Piccolo): Colpi corti, veloci, quasi “vibranti” usati nel clinch stretto.
Bersagli: Non il quadricipite per “segnare punti”, ma il nervo femorale (interno coscia) o il nervo sciatico (esterno coscia). Lo scopo è “spegnere” la gamba dell’avversario, distruggendo la sua base e preparandolo per una proiezione (Thum).
Khao Lod (Ginocchio Circolare): Un ginocchio “roundhouse”, meno comune ma potente.
Bersagli: L’articolazione del ginocchio dell’avversario (per romperla di lato), le costole.
Khao Yiap (Ginocchio Pestone / Controllo): Fondamentale per la strategia Thap (a terra). Il ginocchio non viene usato per colpire, ma per immobilizzare l’avversario (ginocchio sul petto, sul collo, sul bicipite) mentre le altre armi (gomiti, pugni a martello) finiscono il lavoro.
7 & 8. I Calci e le Gambe (เตะ/ถีบ – Teh/Teep): L’Uso dell’Anfibio Militare
Questa è la caratteristica tecnica che più definisce il Lerdrit e lo separa da tutte le altre arti a piedi nudi. Il Lerdrit è un’arte progettata per essere usata con stivali da combattimento (anfibi). Questo cambia tutto. Lo stivale trasforma il piede da un’arma contundente (tibia) a un’arma perforante e frantumante.
L’Uso del Teep (Calcio Frontale):
Arma: La punta dura dello stivale (spesso con puntale rinforzato).
Tecnica: Non è un push-kick per creare distanza. È uno stocco (Teep Trong), un calcio penetrante e “infilzante”.
Bersagli Primari: Inguine (invalidante), vescica (shock), plesso solare (KO respiratorio), gola (letale), viso (frattura delle ossa facciali).
L’Uso del Teh (Calcio Circolare):
Tecnica: Il Lerdrit elimina quasi completamente i calci alti (sopra la vita).
Perché? 1. Lentezza: Un anfibio pesante (1-2 kg) rende il calcio alto lento e dispendioso. 2. Rischio: Espone l’inguine per un tempo prolungato. 3. Equilibrio: Se bloccato o se si scivola, il peso extra rende impossibile recuperare.
L’Uso Reale: Il Teh del Lerdrit è quasi esclusivamente un calcio basso (Teh Lan) o un calcio al corpo (se l’avversario è piegato).
Bersaglio Primario: L’articolazione del ginocchio. Un Teh Chiang (calcio diagonale) sferrato con uno stivale sul lato del ginocchio è progettato per una sola cosa: Hak Khao (rompere il ginocchio), distruggendo i legamenti collaterali.
L’Uso del Yiap (Pestone):
Arma: Il tacco (Sin Thao) e la suola rigida dello stivale.
Tecnica: Usare tutto il peso del corpo (Thim Nam Nak) per pestare.
Applicazione in piedi: Yiap Thao (Pestone sul piede). Mirato al collo del piede dell’avversario per frantumare le ossa metatarsali. Questo distrugge la mobilità e l’equilibrio.
Applicazione a terra (Strategia Thap): L’arma di finalizzazione. Pestare la caviglia (per romperla), il ginocchio (per distruggerlo), le costole, la gola, o la testa dell’avversario a terra.
Calci Sporchi: Il Lerdrit include anche calci con il bordo del piede (Teh Kan Kor – calcio al collo) o l’uso del tacco all’indietro per colpire gli stinchi.
9. La Testa (หัว – Hua): L’Arma Estrema del CQC
La Nona Arma, proibita in qualsiasi sport, è uno strumento fondamentale nel Lert Rit, specialmente quando si è in una situazione di CQC così stretta (es. un bear hug, una presa al muro) che anche i gomiti e le ginocchia hanno spazio limitato.
Arma: L’osso frontale (la fronte), la parte più dura del cranio.
Bersagli: Le parti più fragili del viso dell’avversario.
Ponte del Naso: Per romperlo, causando dolore accecante e lacrimazione involontaria.
Arcata Sopracciliare: Per tagliare e far sanguinare negli occhi (accecamento).
Denti/Mento: Per causare KO o shock.
Tecniche:
Hua Pung (Testata Frontale).
Hua Klab (Testata Posteriore): Usata per colpire il viso di un aggressore che afferra da dietro.
L’Uso con l’Elmetto: Se il praticante indossa un elmetto militare, la testata cessa di essere un’arma di ultima istanza e diventa un’arma primaria devastante, un vero e proprio ariete.
PARTE 3: LE QUATTRO STRATEGIE TATTICHE (Il Sistema Operativo in Azione)
Le Nove Armi sono gli “strumenti”. Le Quattro Strategie sono il “come usarli”. Ogni incontro di Lert Rit segue questa progressione tattica, un albero decisionale progettato per la massima efficienza.
Sezione 1: L’Arte del Controllo (จับ – Chap) – Il Muay Pram Militare
Il Chap è la strategia per il momento in cui si entra in contatto. È il “grappling” del Lerdrit, ma non ha nulla a che fare con il BJJ o la Lotta. Non si cerca la sottomissione o i punti. Si cerca il controllo totale per preparare la distruzione.
Il “Clinch Sporco”: A differenza del Plum (il clinch collo a collo della Muay Thai), il Chap del Lerdrit è caotico e totale.
Presa ai Vestiti (Chap Sa-eu): Tecnica fondamentale. Si afferra l’uniforme, la giacca, la maglietta, il colletto. Questo fornisce un livello di controllo e leva (per Hak e Thum) che è impossibile ottenere sulla pelle nuda e sudata.
Presa ai Capelli/Carne: In assenza di vestiti, si afferra qualsiasi cosa: capelli, orecchie, o si pizzica la carne (es. sotto le ascelle o all’interno della coscia) per infliggere dolore e creare reazioni.
Tecniche Specifiche di Chap:
Controllo della Testa: Afferrare il mento, gli occhi, la nuca. Non solo per colpire di ginocchio, ma per preparare un Hak Kor (rottura del collo) o un Thum (proiezione sulla testa).
Controllo degli Arti (Chap Khaen/Mue): Afferrare il polso e il gomito dell’avversario (la “presa a 2 su 1”). Questo “possiede” l’arto nemico, annullando la sua arma e preparandolo per un Hak Sok (rottura del gomito).
Controllo del Corpo (Chap Eo): Prese alla vita (bear hug), sia da davanti che da dietro, per preparare proiezioni (Thum) devastanti come il suplex.
Pressione Dolorosa: Usare le ossa (avambracci, gomiti) per premere su punti nervosi o ossa sensibili (come la clavicola) per forzare una reazione e rompere la postura dell’avversario.
Sezione 2: L’Arte della Rottura (หัก – Hak) – La Distruzione Strutturale
Il Hak è la strategia di finalizzazione primaria. È ciò che rende il Lerdrit così terminale. Una volta ottenuto il controllo (Chap), l’obiettivo è rompere meccanicamente una parte del corpo dell’avversario.
È fondamentale capire che le leve Hak non sono leve di sottomissione (come nel BJJ o Judo, dove si applica pressione gradualmente per ottenere una resa). Le tecniche Hak sono percussive: sono colpi esplosivi progettati per rompere l’articolazione istantaneamente.
Tecniche di Hak agli Arti Superiori:
Hak Sok (Rottura del Gomito): La leva più comune. Applicata come una armbar dritta in piedi, spesso usando la propria spalla come fulcro, o come un gooseneck (leva a collo d’oca) contro il gomito.
Hak Lai (Rottura della Spalla): Include tecniche come il Bidet Hang (Torsione della Coda), che è essenzialmente una Kimura o figure-four applicata in piedi e con violenza.
Hak Kho Mue (Rottura del Polso): Varie leve al polso, applicate con velocità per spezzare le piccole ossa. Fondamentali per il disarmo.
Hak Niu Mue (Rottura delle Dita): Spezzare le dita, specialmente il pollice, per forzare il rilascio di un’arma o di una presa.
Tecniche di Hak agli Arti Inferiori:
Hak Khao (Rottura del Ginocchio): L’applicazione più comune è tramite un colpo diretto (calcio basso Teh o pestome Yiap). Esistono anche leve dirette al ginocchio, simili a un heel hook, applicate in piedi o immediatamente a terra dopo un Thum.
Hak Kho Thao (Rottura della Caviglia): Applicata a terra dopo una proiezione, spesso tramite una torsione o un pestome.
Tecniche di Hak Cervicale (Letali):
Hak Kor Erawan (Rompere il Collo di Erawan): La tecnica più famosa e pericolosa. Si ottiene il controllo della testa (Chap Kor) e si applica una torsione violenta e un’iperestensione della colonna cervicale. Questa è una tecnica di esecuzione.
Hak Kor (Rottura del Collo): Varie altre torsioni e flessioni del collo usate per spezzare le vertebre cervicali, spesso da una posizione di controllo posteriore.
Sezione 3: L’Arte della Proiezione (ทุ่ม – Thum) – Combattere con la Gravità
Se la rottura (Hak) fallisce o non è immediatamente disponibile, la strategia è Thum (Proiettare). Le proiezioni Lert Rit non sono come quelle del Judo, progettate per un atterraggio pulito su un tatami. Sono progettate per massimizzare il danno da impatto contro superfici dure (cemento, rocce, muro). La proiezione è il colpo.
Principio del Thum: L’obiettivo è sempre far atterrare l’avversario sulla testa, sul collo o sulla parte alta della schiena, o di usare l’ambiente.
Tecniche Specifiche di Thum:
Sbilanciamenti (Ruesi Bod Ya): Sbilanciamenti semplici ma brutali. Spesso si usa un Teep all’inguine o un Khao Noi alla coscia per sbilanciare, seguito da una spinta.
Proiezioni dal Collo (Thum Chap Kor): Simili a uno snap-down della lotta, ma si tira la testa dell’avversario verso il basso e in avanti, spesso spingendo la sua testa contro il proprio ginocchio o direttamente sul cemento.
Proiezioni dalla Vita (Thum Chap Eo): Simili a un suplex o a un body lock throw, dove si solleva l’avversario e lo si schianta a terra sulla schiena o sulla testa.
Proiezioni di Gamba (Gwad Lan): Spazzate (leg sweeps) aggressive, progettate per far cadere l’avversario all’indietro e fargli sbattere la nuca.
Proiezioni “Sacrificali”: Meno comuni, ma esistono. Il praticante usa il proprio peso per cadere e trascinare l’avversario in una posizione svantaggiosa.
Uso dell’Ambiente: Le tecniche Thum includono attivamente lo spingere l’avversario contro un muro, sopra un tavolo o giù per delle scale.
Sezione 4: L’Arte dello Schiacciamento (ทับ – Thap) – La Finalizzazione a Terra
Il Lert Rit evita la lotta a terra (il ground-rolling del BJJ) come la peste. In un contesto militare o di strada, stare a terra è un suicidio (più aggressori, armi). Il Thap non è “lotta a terra”; è “combattimento a terra”. È la strategia di finalizzazione che si applica immediatamente dopo un Thum, e l’obiettivo è finire lo scontro in meno di 5 secondi e tornare in piedi.
Posizione Dominante: Khao Thap (Pinning con il Ginocchio) La posizione preferita non è la “monta” o il “controllo laterale”. È il ginocchio sullo stomaco/petto/collo/bicipite.
Perché? 1. Controllo: Immobilizza l’avversario. 2. Mobilità: Mantiene il praticante alto, con la testa eretta, in grado di “scansionare” l’ambiente per altre minacce. 3. Armi: Libera le mani e l’altra gamba per colpire.
Tecniche di Finalizzazione Thap:
Yiap (Pestone): L’arma di finalizzazione primaria. Dalla posizione in piedi o semi-eretta, si pesta la testa, la gola, le costole, il ginocchio o la caviglia dell’avversario a terra.
Sok (Gomiti): Dalla posizione Khao Thap, si sferrano Sok Ti (discendenti) o Sok Tong (a pistone) sul viso, sulla gola o sullo sterno.
Khao (Ginocchia): Si lascia cadere il ginocchio con tutto il peso sul petto (per rompere lo sterno) o sulla testa.
Mad Kham (Pugni a Martello): Colpi rapidi all’inguine o al viso dell’avversario a terra.
L’Obiettivo Finale: Dopo la finalizzazione, la tecnica si conclude sempre con Look-See (“Alzati e Guarda”): tornare immediatamente in piedi e scansionare l’ambiente a 360 gradi per la prossima minaccia.
PARTE 5: TECNICHE CONTRO ARMI
Essendo un sistema militare, una parte cruciale del Lert Rit è dedicata al combattimento contro avversari armati e alla ritenzione della propria arma. Queste tecniche seguono gli stessi principi.
Difesa da Coltello (Meet):
Il principio non è “bloccare il coltello”. È “controllare l’arto, distruggere l’uomo”.
Le tecniche prevedono di muoversi fuori linea dalla lama, entrando con un blocco distruttivo (Pok) sull’avambraccio dell’attaccante, seguito da un Chap immediato al polso e al gomito.
Da lì, si applica un Hak Sok (rottura del gomito) o Hak Kho Mue (rottura del polso) per disarmare e neutralizzare.
Difesa da Bastone (Mai):
Il principio è “entrare dentro il raggio”. Si attende il caricamento del colpo e si entra dentro l’arco dell’arma, dove il bastone è inefficace.
Si applica un Chap al braccio armato e si usano Sok e Khao per distruggere l’avversario a distanza zero.
Ritenzione dell’Arma da Fuoco (Puen):
Tecniche per un soldato/guardia a cui un avversario tenta di afferrare la pistola nella fondina o il fucile.
Implicano l’uso della rotazione del corpo (Yang) per creare leva, combinata con colpi brutali a distanza zero (testate Hua, gomitate Sok, ginocchiate all’inguine Khao) per forzare il rilascio.
In conclusione, le tecniche del Lert Rit formano un sistema terrificante e coeso. Non sono una collezione di mosse, ma l’applicazione scientifica di principi biomeccanici (stabilità, peso corporeo) e anatomici (bersagli vitali/strutturali), eseguiti tramite un arsenale versatile (Nove Armi) e organizzati da una gerarchia tattica spietata (Chap, Hak, Thum, Thap).
FORME
Affrontare il concetto di “forme” nel Muay Lert Rit richiede di smontare e ricostruire la domanda stessa. Se per “forma” o “kata” (termine giapponese) si intende una sequenza preordinata di movimenti, attacchi e difese eseguita in solitaria, un esercizio formale praticato nel vuoto… allora la risposta più diretta e brutale è: il Lerdrit non ne ha.
Questa assenza non è una mancanza, né un difetto, né una perdita storica. È una scelta filosofica e tattica deliberata, che definisce il cuore pragmatico dell’arte.
Il Lerdrit, come sistema militare d’élite, ha rigettato il concetto di “kata solitario” come strumento pedagogico primario, considerandolo inefficiente per il suo scopo. Lo ha sostituito con un sistema di apprendimento diverso, basato non sulla memorizzazione di sequenze nel vuoto, ma sulla interiorizzazione di principi reattivi e sulla pratica di applicazioni a coppie.
Per comprendere l’equivalente del “kata” nel Lerdrit, non dobbiamo cercare una danza solitaria, ma un sistema pedagogico integrato che si divide in tre pilastri fondamentali:
L’Equivalente Spirituale/Rituale (Il Wai Kru): L’unica vera “forma” solista, il cui scopo non è tecnico, ma psicologico, spirituale e preparatorio.
L’Equivalente Concettuale (I Mae Mai e Luk Mai): Il vero “catalogo” codificato. Non sono sequenze di mosse, ma principi di combattimento concettuali.
L’Equivalente Pratico (I Cherng): Le sequenze a coppie. Sono il Bunkai (applicazione del kata) giapponese, ma praticate direttamente, senza il kata.
Esplorare questi tre pilastri rivela un metodo di trasmissione della conoscenza marziale che è, per certi versi, antitetico a quello giapponese, ma perfettamente allineato con la filosofia della “Potenza Eccellente”.
PARTE 1: IL RIFIUTO FILOSOFICO DEL “KATA” SOLITARIO
Perché un’arte marziale così antica e strutturata come la Muay Boran (da cui il Lerdrit deriva) non ha sviluppato un sistema di kata solitari come quello del Karate di Okinawa o del Kung Fu cinese? La risposta risiede nella sua filosofia centrale.
Il Pragmatismo Militare contro la “Danza nel Vuoto”
Il Lerdrit è un’arte forgiata dalla guerra e dalla protezione ravvicinata. La sua unica misura di successo è l’efficacia in uno scenario caotico, non collaborativo e letale. Da questo punto di vista puramente pragmatico, il “kata solitario” presenta diversi svantaggi fatali:
Assenza di Feedback Cinetico: Il combattimento è reazione. Si basa su segnali tattili (pressione, forza, direzione). Un kata solitario è un monologo; il combattimento è un dialogo. Il praticante di Lerdrit impara fin dal Giorno 1 a sentire la pressione dell’avversario e a reagire ad essa. Un kata non può insegnare questo.
Mancanza di Timing e Distanza (Reali): Il tempismo e la gestione della distanza sono le abilità più difficili e cruciali in un combattimento. In un kata solitario, il “nemico” è immaginario: è sempre alla distanza giusta, attacca al momento giusto e reagisce “correttamente”. Il Lerdrit rigetta questo, poiché costruisce abitudini non realistiche. Il sistema Lerdrit (come vedremo nei Cherng) introduce fin da subito un partner, forzando l’allievo ad adattarsi a una distanza e a un tempismo reali.
Inefficienza Pedagogica (per Scopi Militari): Un soldato deve essere addestrato nel modo più rapido ed efficiente possibile. Il modello del kata richiede prima di memorizzare la forma (un processo lungo) e poi di decodificarla (il Bunkai, un processo ancora più lungo e spesso astratto). Il Lerdrit salta il primo passo e va dritto al secondo: insegna direttamente l’applicazione (il Bunkai), perché è l’unica cosa che conta sul campo di battaglia.
Il Contesto CQC (Close Quarters Combat)
Le arti che hanno sviluppato forme soliste complesse (come molti stili di Kung Fu) sono spesso arti da “lunga distanza”, con movimenti ampi, fluidi ed estetici. Il Karate stesso, nei suoi kata, mostra un equilibrio tra movimenti lunghi e corti.
Il Lerdrit è un’arte di CQC (Close Quarters Combat). È l’arte del corridoio, dell’ascensore, della trincea. La sua enfasi è su movimenti corti, esplosivi, brutali, che non hanno “spazio” per essere praticati in una forma ampia e fluida. L’essenza del Lerdrit (gomiti, ginocchia, leve Hak, testate Hua) avviene a distanza di contatto, un regno che le forme solitarie non possono simulare efficacemente.
L’Eccezione: Il Len Cherng (Shadow Boxing)
L’unica pratica solitaria nel Lerdrit che si avvicina a una “forma” è il Len Cherng (letteralmente “giocare con le tecniche”) o il Lom Muay (“vento della boxe”). Questo è, in essenza, la shadow boxing. Ma anche qui, la differenza è fondamentale:
Un Kata è una sequenza fissa e immutabile.
La Shadow Boxing (Len Cherng) è una forma libera e improvvisata.
Il praticante di Lerdrit esegue il Len Cherng non per memorizzare una sequenza, ma per affinare la biomeccanica delle sue armi (gomiti, ginocchia, calci bassi), per praticare il suo footwork (Yang Sam Khum – il passo a tre) e per costruire la resistenza specifica del combattimento. È un esercizio fisico e di visualizzazione, non un testo codificato.
PARTE 2: L’EQUIVALENTE SPIRITUALE/RITUALE: IL WAI KRU RAM MUAY
Se il Lerdrit non ha un “kata tecnico”, ha però una “forma solista” di importanza capitale: il Wai Kru Ram Muay. Questa è la danza rituale eseguita prima di un combattimento (nella Muay Thai) o come parte di una cerimonia (nella Muay Boran). Sebbene spesso liquidato in Occidente come un “folklore” o un “riscaldamento”, nel contesto tradizionale del Lerdrit, il Wai Kru è il kata spirituale e psicologico del guerriero.
Il suo scopo non è insegnare a combattere, ma insegnare a diventare un combattente.
Wai Kru (Il Saluto al Maestro)
La prima parte, il Wai Kru, è l’atto di inginocchiarsi e rendere omaggio. Questo non è solo “rispetto”. È un atto fondativo per un’arte letale come il Lerdrit.
Il Patto di Fiducia: L’allievo (Nak Rian) si affida al maestro (Kru). Il Kru si assume la responsabilità di ciò che insegna. In un’arte che insegna a rompere le ossa (Hak) e a colpire bersagli letali, questa fiducia è l’unico “meccanismo di sicurezza”.
Connessione al Lignaggio (Lineage): Il praticante non onora solo il suo maestro attuale, ma tutti i maestri prima di lui: i Kru militari, le Guardie Reali, i generali, fino ai Re Guerrieri. Si sta connettendo a una linea di discendenza di guerrieri, attingendo alla loro forza ed esperienza.
L’Umiltà come Arma: L’atto di inginocchiarsi cancella l’ego. È un requisito fondamentale per il Lerdrit. Un praticante arrogante è un praticante pericoloso e inefficace. Il Wai Kru ricorda al guerriero che la sua abilità non è sua, ma gli è stata donata dal suo lignaggio.
Ram Muay (La Danza di Combattimento)
La seconda parte, il Ram Muay, è la danza solista vera e propria. Ogni scuola, ogni stile regionale, e persino ogni reggimento militare, aveva il suo Ram Muay distintivo. Era un “sigillo” di appartenenza.
Le funzioni del Ram Muay come “kata non tecnico” sono multiple e profonde:
La Funzione Spirituale (Il Saiyasart): Il Ram Muay è, nella sua essenza, una meditazione in movimento. È un rito di Saiyasart (la magia/sciamanesimo tradizionale thailandese). Il praticante non sta solo “danzando”; sta sigillando il ring (o lo spazio) contro gli spiriti maligni. Sta invocando la protezione degli spiriti e degli dei (come Hanuman, il dio scimmia, per l’agilità, o Vishnu). Per il soldato Lerdrit, questo era importante quanto la sua armatura. Era la sua armatura spirituale. Era legato ai suoi tatuaggi sacri (Sak Yant), che venivano “attivati” dal Kata (preghiera) recitato durante la danza.
La Funzione Psicologica (L’Interruttore): Questa è la funzione più cruciale. Il Lerdrit richiede al praticante di essere Jai Yen (“cuore freddo”), calmo e controllato nella vita quotidiana. Ma in combattimento, deve diventare un Nak Rop (guerriero) spietato e focalizzato. Il Wai Kru Ram Muay è l’interruttore psicologico. È il processo ritualizzato che permette al praticante di passare dalla sua personalità civile alla sua persona di combattimento. È un atto di auto-ipnosi, un “trigger” che focalizza la mente, elimina la paura, la rabbia e il dubbio, e lascia solo la calma letale. Quando la danza finisce, l’uomo è sparito. Rimane solo il guerriero.
La Funzione di Guerra Psicologica: Come visto nella leggenda di Nai Khanom Tom, il Ram Muay ha un effetto terrificante sull’avversario che non lo comprende. Sembra una “magia nera”. Ma anche su un avversario moderno, la vista di un combattente così calmo, centrato e ritualistico prima di uno scontro è profondamente intimidatoria. Comunica: “Non sono arrabbiato, non ho paura. Sono qui per eseguire un compito”.
La Funzione Fisica (Riscaldamento Funzionale): Il Ram Muay è anche un riscaldamento biomeccanico perfetto. I suoi movimenti lenti e deliberati (rotazioni del busto, affondi, estensioni) riscaldano le articolazioni, allungano i tendini e attivano i muscoli specifici del combattimento (specialmente le anche, fondamentali per la potenza dei colpi).
La Funzione Tattica (Ispezione dell’Arena): Nel contesto antico, il Ram Muay veniva eseguito muovendosi nei quattro angoli del ring. Questo non era solo simbolico. Serviva al combattente per ispezionare l’arena: testare il terreno (È scivoloso? Ci sono buche?), controllare le corde, valutare lo spazio. Per il Lerdrit, questo principio si traduce in Consapevolezza Situazionale (Situational Awareness). La “danza” è un atto di mappatura dell’ambiente. Il praticante, anche nel caos, impara a prendere un secondo per mappare lo spazio, le uscite, gli ostacoli, le minacce.
In sintesi, il Wai Kru Ram Muay è l’unico “kata” solista del Lerdrit. Non codifica le tecniche di combattimento, ma codifica la preparazione spirituale, psicologica e fisica necessaria per applicarle.
PARTE 3: L’EQUIVALENTE CONCETTUALE: MAE MAI E LUK MAI
Se il Wai Kru è il “kata spirituale”, il vero “catalogo tecnico” – l’equivalente del libro dei kata – si trova nei Mae Mai (Principi Madre) e Luk Mai (Principi Figlio).
Questo è il cuore della pedagogia Lerdrit. Il sistema thailandese non ha codificato sequenze di mosse, ma concetti di combattimento. I Mae Mai e Luk Mai non sono “forme”, ma principi strategici.
Mae Mai (I Principi Madre)
I Mae Mai sono i 15 principi fondamentali (o più, a seconda del lignaggio) che costituiscono il nucleo dell’arte. Ogni Mae Mai è una “risposta strategica” a un attacco comune. Non è una singola tecnica, ma un concetto che può generare decine di tecniche.
I Mae Mai sono il “kata” del Lerdrit: un catalogo codificato di principi essenziali. Ma invece di essere praticati in solitaria, sono concetti che si praticano attraverso un partner.
Analizziamo alcuni Mae Mai chiave e la loro applicazione specifica nel Lerdrit:
Mae Mai 1: Salab Fan Pla (Alternare le Mascelle di Pesce)
Traduzione: Movimento alternato, come le mascelle di un pesce.
Concetto (Kata): Il principio della difesa “dentro-fuori” o “fuori-dentro”. È un footwork (Yang) che sposta il corpo dall’asse centrale dell’attacco, combinato con una parata.
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Questo è il principio base per “entrare sull’attacco”. Mentre l’avversario lancia un pugno dritto, il praticante Lerdrit non arretra. Fa un passo Yang (diagonale) in avanti, deviando il pugno (Pad) e trovandosi immediatamente a distanza di CQC (gomito/ginocchio), nell’angolo cieco dell’avversario.
Mae Mai 2: Paksa Waeg Rang (L’Uccello Apre il Nido)
Traduzione: L’uccello che si fa strada nel nido.
Concetto (Kata): Il principio di “rompere la guardia” (il “nido”).
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Contro un avversario in guardia alta (che protegge la testa), il praticante usa una “cornice” di gomiti (Sok Ku) o avambracci per “aprire” con la forza le sue braccia, creando un varco centrale per un colpo terminale (testata Hua, gomito Sok Pung alla gola, o Teep al plesso).
Mae Mai 3: Chawa Sad Hok (Giavanese Lancia lo Spiedo)
Traduzione: Il giavanese che lancia il giavellotto.
Concetto (Kata): Il principio di intercettare un calcio (Teh) e contrattaccare simultaneamente.
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Quando l’avversario calcia, il praticante Lerdrit blocca (Pok) il calcio con il gomito o l’avambraccio, danneggiando la tibia dell’attaccante. Simultaneamente, usa l’altra mano (il “giavellotto”) per colpire bersagli vitali come gli occhi, la gola o il viso. È il principio Lerdrit della difesa-attacco fusa in un unico tempo.
Mae Mai 4: Inao Thang Krich (Inao Trafigge con il Kris)
Traduzione: Inao (un eroe leggendario) che trafigge con il pugnale (Kris).
Concetto (Kata): Il principio del contrattacco di gomito ascendente contro un attacco di pugno.
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Contro un pugno (gancio o diretto), il praticante Lerdrit entra sotto il colpo e sferra un Sok Ngat (gomito ascendente) devastante sotto il mento, la mascella o lo sterno dell’avversario. È una tecnica CQC fondamentale.
Mae Mai 10: Hak Nguang Aiyara (Spezzare la Proboscide dell’Elefante)
Traduzione: Rompere la proboscide dell’elefante.
Concetto (Kata): Il principio di distruggere l’arto che attacca.
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Questo è il Mae Mai che codifica il principio Hak (Rottura). Contro un calcio, si blocca e si sferra un Sok Ti (gomito discendente) sulla coscia o sullo stinco. Contro un pugno, si afferra (Chap) il braccio (la “proboscide”) e si applica una leva Hak Sok (rottura del gomito) usando la spalla come fulcro. È un “kata” di una sola mossa che insegna la distruzione articolare.
Mae Mai 11: Hak Kor Erawan (Spezzare il Collo di Erawan)
Traduzione: Rompere il collo dell’elefante Erawan.
Concetto (Kata): Il principio della proiezione controllando la testa.
Applicazione Lerdrit (Bunkai): Questo Mae Mai è l’essenza delle strategie Thum (Proiezione) e Hak (Rottura). L’avversario attacca; il praticante Lerdrit ottiene il controllo della testa (Chap Kor, il clinch). Da lì, invece di limitarsi a colpire di ginocchio (sport), usa il controllo della testa per sbilanciare l’avversario, tirarlo verso il basso e proiettarlo violentemente a terra (Thum). Nel Lerdrit, questo principio è portato alla sua conclusione letale: una torsione cervicale (Hak Kor) per spezzare il collo. È un “kata” che codifica una tecnica di esecuzione.
Questi Mae Mai sono i veri “kata” del Lerdrit. Non sono danze, ma formule strategiche che costituiscono l’intero libro di testo dell’arte.
Luk Mai (I Principi Figlio)
Se i Mae Mai sono i “kata” (i principi strategici), i Luk Mai sono il Bunkai (le applicazioni specifiche). Sono le “tecniche figlio” che derivano dai “principi madre”. Sono più numerose, più opportunistiche e rappresentano le applicazioni specifiche dei Mae Mai.
Esempio: Il Mae Mai “Paksa Waeg Rang” (Rompere il Nido) è il principio.
Il Luk Mai “Sok Klab” (Gomito Rovesciato) o “Khao Lod” (Ginocchio Circolare) possono essere le applicazioni (il Bunkai) usate per “rompere” la guardia una volta creata l’apertura.
Il praticante di Lerdrit non impara una forma solista. Impara i 15 Mae Mai come concetti e poi pratica centinaia di Luk Mai (applicazioni) con un partner, finché non diventano reazioni istintive.
PARTE 4: L’EQUIVALENTE PRATICO: I CHERNG (SEQUENZE A COPPIE)
Se i Mae Mai sono il “libro dei kata”, i Cherng (a volte chiamati Kon Muay) sono il modo in cui vengono praticati in palestra. Sono l’equivalente della pratica del Bunkai Kumite (combattimento preordinato) del Karate.
Il Lerdrit è costruito su sequenze a coppie (partner drills). Questo è il metodo pedagogico centrale. Invece di imparare un kata da solo e poi decifrarlo con un partner, il praticante Lerdrit impara direttamente la sequenza di combattimento con il partner.
La Pedagogia dei Cherng
L’addestramento è strutturato in questo modo:
Imparare l’Arma: L’allievo impara la biomeccanica di un Sok (gomito) o Khao (ginocchio) nel vuoto (simile alla shadow boxing, Len Cherng).
Imparare il Cherng (La Forma a Coppie): Immediatamente, viene messo con un partner per praticare un Cherng specifico.
Esempio: Cherng Sok (Forma di Gomito)
Partner A attacca con un pugno (Mad Trong).
Partner B applica il Mae Mai “Salab Fan Pla” (passo Yang), blocca (Pad) e contrattacca con il Luk Mai “Sok Tad” (gomito orizzontale) alla tempia.
Esempio: Cherng Khao (Forma di Ginocchio)
Partner A afferra Partner B in un bear hug frontale.
Partner B applica un principio Lerdrit (creare spazio) e contrattacca con un Khao Trong (ginocchio dritto) all’inguine.
Perché i Cherng sono l’Equivalente Superiore del Kata (per il Lerdrit)
Questo metodo di apprendimento, basato sui Cherng (partner drills), è considerato superiore al kata solitario per gli scopi del Lerdrit:
Insegna Timing e Distanza Reali: L’allievo deve reagire a un arto che si muove verso di lui. Impara istintivamente a che distanza il pugno colpisce, quanto tempo ha per reagire, e come posizionarsi.
Insegna il Feedback Cinetico: Impara a sentire l’impatto, sia quello che dà che quello che riceve (controllato). Il suo corpo impara ad assorbire e a deviare la forza.
Costruisce la Memoria Muscolare Corretta: Il praticante non sta memorizzando una danza. Sta memorizzando una reazione di combattimento. La sua memoria muscolare associa un attacco specifico (un pugno) a una risposta specifica (un Mae Mai).
È Modulare e Infinito: I kata sono finiti (es. 26 nello Shotokan). I Cherng sono quasi infiniti. Si possono praticare Cherng Mad (forme di pugno), Cherng Sok (forme di gomito), Cherng Thum (forme di proiezione), e poi combinarli. Si possono praticare lentamente (per la tecnica) o velocemente (per la reattività).
Il “kata” del Lerdrit non è una cosa che si fa da soli. È un contratto tra due praticanti che si scambiano attacchi e difese codificati per affinare i Mae Mai e i Luk Mai fino a renderli istintivi.
PARTE 5: L’EVOLUZIONE MODERNA: LE “FORME” PEDAGOGICHE (ES. IMBA)
Nell’era moderna, con la diffusione del Lerdrit in Occidente (in gran parte grazie al lavoro di codifica di maestri come Bramajarn Marco De Cesaris e la sua IMBA – International Muay Boran Academy), si è verificata un’evoluzione interessante.
La Necessità di una Struttura Occidentale
I praticanti occidentali sono cresciuti con la “cultura del kata” (dal Karate, Taekwondo, Kung Fu). Si aspettano un curriculum strutturato, con forme da memorizzare per passare di grado. Inoltre, per un istruttore che insegna a un gruppo di 30 persone, gestire solo partner drills può essere caotico. A volte, una “forma” solista è uno strumento pedagogico utile per far lavorare tutti sulla stessa cosa.
La Creazione di “Sequenze Funzionali” (Simil-Kata)
Per rispondere a questa esigenza, i sistemi moderni come l’IMBA hanno creato delle sequenze formali che funzionano come kata. Queste non sono “kata” tradizionali, ma strumenti didattici moderni per insegnare i principi antichi.
Esempio: Le Serie Suan Tuan (Contrattacchi)
Il curriculum IMBA codifica i Mae Mai e i Luk Mai in serie specifiche, come le Suan Tuan (Serie di Contrattacchi).
Una Suan Tuan è una breve sequenza che combina un attacco, una difesa (basata su un Mae Mai) e un contrattacco (un Luk Mai).
Queste possono essere praticate in solitaria (come un kata, per memorizzare la biomeccanica) e a coppie (come un Cherng, per praticare l’applicazione).
Sono, di fatto, dei “mini-kata” funzionali.
Esempio: Le Sequenze Kon Muay (Strategie di Combattimento)
Il sistema IMBA usa le antiche strategie Kon Muay (come Sadayu Ching Nang) e le trasforma in sequenze didattiche.
Lo studente impara una serie di movimenti e principi collegati tra loro. Ad esempio, una forma può insegnare: 1. Blocco e gomito, 2. Transizione al clinch, 3. Ginocchiata, 4. Proiezione Thum.
Questa è una forma, ma è una forma applicativa, un “kata di Bunkai”.
Il Len Cherng (Shadow Boxing) Strutturato:
Invece di una shadow boxing completamente libera, ai principianti viene spesso insegnata una “shadow boxing di base”, dove eseguono le Nove Armi in sequenza, muovendosi con il Yang Sam Khum (footwork). Questa è la “forma di base” (il Kihon Kata) del Lerdrit.
In sintesi, la pedagogia moderna ha re-introdotto una versione di “kata solitario” per scopi didattici, ma queste forme sono sempre viste come un supporto alla pratica principale, che rimane il Cherng (il drill a coppie).
CONCLUSIONE: L’EQUIVALENTE DEL KATA È IL COMBATTIMENTO STESSO
Per concludere, il Muay Lert Rit non ha “kata” nel senso giapponese di forme solitarie. La sua filosofia militare pragmatica ha rigettato questo metodo come inefficiente.
Tuttavia, ha un sistema pedagogico olistico che ne prende il posto, un sistema che codifica e trasmette la conoscenza in modo più diretto e reattivo:
L’Equivalente Spirituale (Kata dell’Anima): Il Wai Kru Ram Muay, una forma solista che prepara la mente e lo spirito del guerriero.
L’Equivalente Concettuale (Il Libro dei Kata): I Mae Mai (Principi Madre), che sono il “catalogo” codificato delle strategie di combattimento.
L’Equivalente Applicativo (Il Bunkai): I Luk Mai (Principi Figlio) e i Cherng (sequenze a coppie), che sono le applicazioni pratiche e reattive dei Mae Mai.
Nel Karate, un praticante impara il Kata (la forma) e poi impara il Bunkai (l’applicazione). Nel Lerdrit, un praticante impara il Mae Mai (il concetto) e pratica direttamente il Cherng (l’applicazione).
L’equivalente del “kata” nel Lerdrit non è una danza solitaria nel vuoto. È il dialogo vivo e reattivo del combattimento codificato, praticato con un partner fin dal primo giorno.
UNA TIPICA SEDUTA DI ALLENAMENTO
Descrivere una “tipica seduta di allenamento” di Muay Lert Rit è un esercizio di contrasto. Chi entra in una palestra (o camp) dove si pratica quest’arte, aspettandosi l’atmosfera vibrante e caotica di una tipica palestra di Muay Thai sportiva, rimarrà profondamente spiazzato.
Manca il suono ritmico e assordante dei guantoni che colpiscono i sacchi pesanti (Krasop). Manca il timer che scandisce i round. Manca l’odore acre dell’olio canforato (Nam Man Muay) usato per riscaldare i muscoli prima dello sparring.
Al loro posto, c’è un’atmosfera di intensa e quasi silenziosa concentrazione. La sessione di Lerdrit non è un “workout” per bruciare calorie o prepararsi per una competizione. È un laboratorio tattico. È una seduta di studio, fisica e mentale, sull’arte della sopravvivenza. Ogni esercizio, ogni respiro, è deliberato e ha uno scopo che trascende la pura forma fisica, puntando alla letale efficienza.
Sebbene ogni Kru (Maestro) e ogni scuola (come l’IMBA – International Muay Boran Academy) abbia il proprio curriculum specifico, la struttura di una sessione di Lerdrit segue un flusso logico e rituale progettato per trasformare un civile in un “guardiano”: dal controllo della mente, alla preparazione del corpo come arma, allo studio della tecnica letale, fino all’applicazione in scenari caotici.
Una seduta tipica dura dalle due alle tre ore e può essere suddivisa in sei fasi fondamentali.
PARTE 1: L’INGRESSO E IL RITUALE D’INIZIO (IL WAI KRU)
Questa fase è forse la più importante e la più differenziante. Non è un semplice saluto, ma un “interruttore psicologico” fondamentale.
La Transizione (Lasciare il Mondo Civile)
L’allenamento inizia prima ancora di salire sul tatami (o sull’area di allenamento). L’allievo (Nak Rian) che arriva si cambia, indossando la divisa prescritta (spesso pantaloni da combattimento neri e una maglietta della scuola, o il tradizionale Pha Nung). Questo atto non è banale: è il primo passo per spogliarsi della propria identità civile e indossare la persona del praticante marziale. L’ingresso nell’area di allenamento è accompagnato da un Wai (saluto a palme giunte) al Kamrai (l’altare della scuola), un segno di rispetto per lo spazio e per il lignaggio (Lineage).
L’Allineamento e la Meditazione (Samadhi)
La sessione non inizia con salti o jogging. Inizia con l’immobilità. Il Kru si siede, e gli allievi si dispongono in linea (Theaw) di fronte a lui, in ordine di grado o anzianità, nella posizione inginocchiata formale (Nang Phab Phieb). La prima azione è il Samadhi (meditazione). Per 1-5 minuti, la palestra piomba nel silenzio. Agli allievi viene chiesto di chiudere gli occhi, controllare il respiro e “svuotare la tazza”.
Lo Scopo Lerdrit: Questo non è un esercizio spirituale astratto. È un addestramento tattico. Il praticante di Lerdrit deve essere Jai Yen (“cuore freddo”). Deve imparare a controllare l’adrenalina, la paura e la rabbia. Questa meditazione iniziale allena la mente a trovare la calma nel caos, a essere pienamente presente e consapevole. Si lascia fuori la “giornata lavorativa” e si entra nello stato mentale richiesto per maneggiare tecniche pericolose.
Il Saluto Formale (Il Wai Kru Collettivo)
Dopo la meditazione, il Kru o l’allievo più anziano guida il rituale del Wai Kru. Questo è il “kata spirituale” dell’arte. Gli allievi eseguono il Wai (saluto) e, spesso, tre Krab (prosternazioni), onorando:
Il Buddha (per l’illuminazione e la moralità).
Il Dhamma (per la verità e la legge).
Il Sangha (per la comunità). Seguono poi i saluti specifici al Re (simbolo della nazione e patrono storico), ai maestri defunti del lignaggio, e infine al Kru attuale.
Lo Scopo Lert Rit: In un’arte sportiva, questo è rispetto. In un’arte letale come il Lerdrit, è un contratto etico e un dispositivo di sicurezza. L’allievo, rendendo omaggio, rinnova tacitamente la sua promessa di usare questa conoscenza pericolosa solo per scopi giusti (protezione della vita) e sotto la guida del maestro. Il Kru, accettando il saluto, si assume la responsabilità di ciò che insegna. Questo rituale instaura la fiducia e la disciplina mentale necessarie prima ancora che un singolo pugno venga lanciato.
Il Discorso del Maestro (Ob Rom)
Il Kru conclude il rito con un breve discorso (Ob Rom). Non è una chiacchierata. È un briefing. Il maestro stabilisce il tema (concetto chiave) della lezione. Esempio: “Oggi non lavoreremo sui calci. Lavoreremo sul Mae Mai numero 10, Hak Nguang Aiyara (Rompere la Proboscide dell’Elefante). Lavoreremo sul principio Hak (Rottura) e su come controllare e distruggere l’arto che attacca. Mantenete la mente focalizzata. La sicurezza prima di tutto.”
PARTE 2: RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO (FORGIARE L’ARMA-CORPO)
Questa fase del Lerdrit è radicalmente diversa dal cardio-fitness di una palestra di kickboxing. L’obiettivo non è la resistenza per i round, ma la durezza (Kwam Keng), la potenza esplosiva (Phlang) e la resilienza strutturale (Thon Than). Il corpo deve diventare sia un’arma che un’armatura.
Fase 1: Riscaldamento Funzionale (Attivazione Biomeccanica)
Yang Sam Khum (Il Passo a Tre): L’allenamento non inizia correndo in cerchio. Inizia praticando il footwork fondamentale. Gli allievi si muovono in linea, praticando questo passo a triangolo/diamante. Il movimento è basso, radicato, stabile, come un predatore che si muove nella giungla. Si allena la “postura da soldato” (Chot Tahan), non quella sportiva.
Mobilità Articolare (Kai Borihan): Rotazioni lente e controllate di collo, spalle, gomiti, polsi, anche, ginocchia e caviglie.
Lo Scopo Lert Rit: Per il Lerdrit, questa è una fase critica. Il praticante userà queste articolazioni per applicare leve Hak (rottura) e per resistere ad esse. Deve conoscere e preparare il loro intero raggio di movimento.
Len Cherng (Shadow Boxing): Questa è la “forma” solitaria del Lerdrit. Ma è diversa.
Niente Pugni Alti: Si vedranno pochi jab e cross al viso.
Enfasi sul CQC: La shadow boxing è stretta, brutale. L’allievo pratica Sok Ti (gomiti discendenti) immaginando di colpire una clavicola. Pratica Khao Trong (ginocchia dritte) immaginando di colpire l’inguine.
Enfasi sulle Gambe “Militari”: Pratica il Teep (calcio frontale) come una stoccata (stabbing kick), immaginando di avere uno stivale. Pratica i Teh Lan (calci bassi circolari) mirati al ginocchio, non alla coscia.
Enfasi sul Thim Nam Nak: Il Kru insisterà sul “lasciar cadere il peso” (Thim Nam Nak), usando la gravità per dare potenza ai colpi, piuttosto che la sola forza muscolare.
Fase 2: Condizionamento del Corpo (Creare l’Armatura – Gaan Tong)
Qui la sessione Lerdrit si allontana completamente dallo sport. Questo è un lavoro duro e spesso doloroso, eseguito a coppie.
Condizionamento degli Arti (Armi):
Stinchi (Kaeng): A coppie, gli allievi si scambiano Teh Lan (calci bassi) controllati, ma decisi, colpendo stinco contro stinco o stinco contro coscia.
Avambracci (Khaen): A coppie, si praticano blocchi (Pad) avambraccio contro avambraccio.
Gomiti e Ginocchia (Sok e Khao): Si possono usare paos (focus mitts) o scudi (target) specifici, ma l’enfasi è sul colpire con la punta dell’articolazione, non con la superficie.
Mani (Mue): Si eseguono flessioni (Dan Phuen) sulle nocche, sui polsi e sulle dita.
Lo Scopo Lerdrit: Questo non serve solo a desensibilizzare al dolore. Serve a rafforzare la struttura ossea (Legge di Wolff) e a preparare gli arti a essere usati come armi contundenti. L’avambraccio deve diventare un “bastone” per parare, il gomito un “martello” per rompere.
Condizionamento del “Telaio” (Core e Torso):
Esercizi a Corpo Libero: Plank, squat, jump squat esplosivi. L’obiettivo è la potenza esplosiva della catena cinetica (fondamentale per Thum e Hak).
Esercizi a Coppie (Fondamentali):
Pestoni Addominali: Un allievo in posizione plank o sdraiato. Il partner lascia cadere (controllatamente) il suo peso, o colpisce con pugni leggeri, ginocchiate o pestoni (Yiap) l’addome, i fianchi, la schiena. Questo allena il core ad assorbire impatti reali, non simulati.
Spinte di Stabilità: Un allievo in postura Chot Tahan (radicata). Il partner lo spinge con forza da varie angolazioni. L’allievo non deve muoversi. Questo allena il “radicamento” necessario per resistere a un Thum (proiezione).
Fase 3: Condizionamento Specifico Lerdrit
Esercizi di Caduta (Tog): Dato che il Lerdrit usa proiezioni Thum su superfici dure, imparare a cadere è essenziale per la sopravvivenza in allenamento. Si praticano cadute all’indietro (Tog Lang), laterali (Tog Khang), e capriole.
Esercizi di Rialzata (Look-See): La caduta non è la fine. La tecnica di Lerdrit termina sempre con “Alzati e Guarda” (Look-See). Si pratica la caduta e il rialzarsi immediatamente in una posizione di guardia stabile, scansionando l’ambiente. Questo è un drill fondamentale.
PARTE 3: LAVORO TECNICO (IL CUORE DELLA LEZIONE: MAE MAI E LUK MAI)
Questa è la fase “scolastica”. Dura da 45 a 60 minuti. Il Kru insegna il tema annunciato all’inizio. Ipotizziamo che il tema sia la strategia Hak (Rottura) e il Mae Mai (Principio Madre) “Hak Nguang Aiyara” (Spezzare la Proboscide dell’Elefante).
Fase 1: Spiegazione Concettuale e Dimostrazione (Il Mae Mai)
Il Kru raduna gli allievi.
Concetto: “Il Mae Mai ‘Hak Nguang Aiyara’ non è una singola tecnica. È il principio di distruggere l’arma che attacca. L’avversario ti attacca con un pugno o un calcio (la ‘proboscide’). Invece di limitarti a bloccarlo, tu lo afferri (Chap), lo controlli e lo spezzi (Hak).”
Dimostrazione Lerdrit: Il Kru mostra l’applicazione.
Partner A lancia un pugno dritto.
Il Kru non arretra. Avanza (Yang), devia il pugno (Pad) e simultaneamente lo afferra (Chap) al polso e al tricipite.
Da qui, dimostra il Luk Mai (Tecnica Figlio): una leva Hak Sok (rottura del gomito) esplosiva, usando la propria spalla come fulcro.
Enfatizza: “Nello sport si controlla. Nel Lerdrit si distrugge.”
Fase 2: Pratica Solitaria (Il “Kata” Funzionale)
Gli allievi, da soli, praticano la biomeccanica del movimento (l’equivalente del kata o Bunkai solitario). Eseguono il passo Yang, la parata Pad e il Chap nel vuoto, e il movimento di torsione del Hak Sok. Questo serve a costruire la memoria muscolare della sequenza di base.
Fase 3: Pratica a Coppie (Il Cherng – La Forma a Coppie)
Questo è il cuore della pedagogia Lerdrit. Le tecniche non sono mai imparate veramente “nel vuoto”. Vengono praticate in sequenze a coppie (partner drills), chiamate Cherng.
Drill 1: Collaborativo (Song Kam):
Partner A attacca con un pugno lento e non retrattile.
Partner B esegue la sequenza Pad-Chap-Hak Sok lentamente, senza applicare pressione. L’obiettivo è la fluidità, la posizione corretta del corpo, il footwork. Si scambiano i ruoli.
Drill 2: Resistenza Leggera (Song Kam Pan Gaan):
Partner A attacca e poi oppone una leggera resistenza alla leva, forzando Partner B a usare la biomeccanica corretta (leve, rotazione dell’anca, peso corporeo) e non solo la forza muscolare.
Drill 3: Introduzione di Variabili (Luk Mai): Il Kru introduce le “tecniche figlio” (le variazioni).
“Cosa succede se l’avversario ritira il braccio dopo il Pad?”
Risposta (Luk Mai): “Non lo insegui. Il suo ritiro ha aperto il suo centro. Colpisci con Sok Pung (gomito a lancia) alla gola o Teep (calcio frontale) al plesso solare.”
“Cosa succede se l’avversario è troppo forte per la leva Hak Sok?”
Risposta (Luk Mai): “Usa il Chap per transizionare a un Thum (proiezione). Tira (Dung) il braccio, spingi (Dan) la spalla e usa il Yang (passo) per proiettarlo.”
In questa fase, gli allievi non stanno “combattendo”. Stanno imparando un linguaggio. Stanno associando uno stimolo (il pugno) a una serie di risposte Lerdrit corrette. È un addestramento reattivo e condizionato.
PARTE 4: APPLICAZIONE PRATICA (IL MUAY PRAM E LO SPARRING CONDIZIONATO)
Dopo aver studiato la tecnica in isolamento, la si inserisce in un contesto più “vivo” (live). Lo sparring nel Lerdrit è radicalmente diverso da quello sportivo. Raramente è “sparring totale” (troppo pericoloso). È quasi sempre sparring condizionato (Som Muay) o focalizzato sul CQC.
Fase 1: Muay Pram (La Lotta in Clinch)
Questo è lo “sparring” primario del Lerdrit. È un’arte di CQC, e il Muay Pram (lotta thailandese) è il suo regno.
Obiettivo: Praticare le 4 Strategie: Chap, Hak, Thum, Thap.
Drill 1: Solo Chap e Thum:
Due partner iniziano in clinch (Muay Pram). Non sono ammessi colpi (niente ginocchia, niente gomiti).
L’unico obiettivo è ottenere una posizione dominante (Chap) e proiettare l’avversario (Thum).
L’enfasi è sullo sbilanciamento, sul footwork, sull’uso delle prese (ai vestiti, se indossati, o al collo/braccia) e sull’uso dell’anca. È una partita a scacchi fisica.
Drill 2: Muay Pram + Hak (Controllo):
Stesso drill, ma ora sono permesse le tecniche Hak (rottura).
LA REGOLA DI SICUREZZA CRUCIALE: Per l’allenamento, le leve Hak non sono applicate in modo percussivo e distruttivo. Sono applicate in modo lento e controllato, come nel Brazilian Jiu-Jitsu o nel Judo.
L’obiettivo è “sentire” l’apertura. Partner A cerca un Thum. Partner B lo contrasta, ma espone il suo gomito. Partner A “sente” l’apertura e transita a un Hak Sok (leva al gomito) controllato. Partner B “batte” (Yok – cede) o si muove per fuggire.
Questo drill allena il cervello a vedere le opportunità di rottura nel mezzo caotico del clinch.
Fase 2: Sparring Condizionato (Focus CQC)
A volte, si introduce uno sparring più dinamico ma limitato.
Drill 1: Solo CQC (“Boxe del Telefono”):
I partner lavorano a distanza di clinch.
Sono permessi solo colpi corti: Sok (gomiti), Khao (ginocchia), Hua (testate, simulate o con casco), e Mad Kham (pugni a martello).
Si usano protezioni (casco, paradenti, guanti leggeri). L’obiettivo è imparare a fluire e colpire nello spazio più ristretto possibile.
Drill 2: Sparring “Sporco”:
Sparring leggero (es. 50%) ma con l’arsenale Lerdrit.
L’istruttore grida “Stop!” ogni volta che vede un’applicazione Lerdrit.
Esempio: Partner A lancia un jab. Partner B lo blocca ed entra in clinch. Il Kru grida “STOP! Buona entrata. Ora, qual era l’opzione Hak? Qual era l’opzione Thum?”
Questo trasforma lo sparring da una gara a un esercizio di diagnosi tattica.
PARTE 5: ESERCITAZIONI DI STRESS E SCENARIO (LA PROVA DEL FUOCO)
Questa è la fase che cementa il Lerdrit come sistema militare. La tecnica è inutile se non funziona sotto stress, nel caos e in un ambiente non ideale.
Drill 1: Addestramento Ambientale (Muro/Corridoio)
Il Kru fa spostare le coppie contro un muro della palestra.
I drill di Muay Pram (Parte 4) vengono ripetuti.
La Rivelazione: Gli allievi scoprono immediatamente che la loro tecnica deve cambiare. Il muro non è un ostacolo; è un’arma.
Si praticano Thum (proiezioni) contro il muro. Si praticano Hak (leve) usando il muro come fulcro per spezzare un arto. Si pratica il Thap (schiacciare) bloccando l’avversario al muro con un Khao (ginocchio).
Drill 2: L’Attacco a Sorpresa (Scenario Base)
Un allievo chiude gli occhi. Il Kru fa un segnale. Un altro allievo (con protezioni) lo spinge con forza (Phlak).
L’allievo deve reagire istintivamente, partendo da uno svantaggio, recuperando la postura Chot Tahan e applicando un Mae Mai (es. Chap e Thum).
Questo allena la reazione istintiva e il passaggio da “calma” a “azione” (l’interruttore psicologico).
Drill 3: Il “Cerchio” (Gestione di Minacce Multiple)
Un allievo (Difensore) si posiziona al centro di un cerchio di 4-6 allievi (Aggressori).
Il Kru indica un aggressore (o due) che entra e attacca (es. una spinta, una presa Chap).
Obiettivo Lerdrit: Il difensore non deve “combattere” l’aggressore. Deve applicare una tecnica terminale (un Thum veloce, un Hak simulato) e immediatamente tornare al centro (Look-See), scansionando il cerchio per la prossima minaccia.
Cosa allena: Questo drill è fondamentale. Allena:
Visione Periferica: Non fissarsi su una minaccia (tunnel vision).
Economia di Movimento: Finire lo scontro velocemente.
Il Mindset del Guardiano: Neutralizzare, scansionare, riposizionare.
Drill 4: Addestramento con Equipaggiamento (“Dirty Training”)
In sessioni avanzate, la simulazione diventa più reale.
Gli allievi si allenano indossando giacche pesanti, jeans e scarpe/anfibi.
I drill vengono ripetuti. Gli allievi “scoprono” che:
Le prese Chap Sa-eu (ai vestiti) sono ora incredibilmente efficaci.
I loro Teep (calci frontali) con le scarpe sono ora armi perforanti.
I loro Yiap (pestoni) sono ora armi frantumanti.
Questo collega l’addestramento in palestra (dojo) alla realtà della strada (combattimento).
PARTE 6: DEFATICAMENTO E RITUALE FINALE (CHIUDERE IL CERCHIO)
L’ultima fase è importante quanto la prima. Serve a “spegnere” l’interruttore del guerriero e a prendersi cura del corpo e della comunità.
Defaticamento (Khai Klum Nua)
Stretching a Coppie: Spesso si usa un sistema di stretching assistito derivato dal massaggio tradizionale thailandese (Nuat Phaen Boran). Gli allievi si aiutano a vicenda ad allungare gambe, schiena, spalle.
Massaggio Percussivo: Gli allievi si “battono” a vicenda (leggermente) su braccia, gambe e schiena per sciogliere l’acido lattico e rilassare i muscoli.
Lo Scopo Lerdrit: Oltre ai benefici fisici, questo rafforza il cameratismo. Gli allievi che 10 minuti prima stavano (controllatamente) cercando di rompersi le articolazioni, ora si prendono cura l’uno dell’altro. Questo costruisce la fiducia e l’unità di un team d’élite.
Il Rituale Finale
Allineamento e Meditazione: Come all’inizio. Gli allievi si rimettono in linea (Theaw) e praticano 1-2 minuti di Samadhi.
Lo Scopo: Questo è l’atto di “spegnere l’interruttore”. Il praticante lascia andare la persona del guerriero, l’adrenalina, l’aggressività controllata, e si prepara a tornare nel mondo civile come un cittadino calmo e responsabile (Jai Yen).
Saluto Finale (Wai Kru): Si ripete il Wai Kru, ringraziando il maestro per la lezione, i compagni per l’allenamento sicuro, e il lignaggio per la conoscenza.
Debriefing del Kru: Il maestro fa un debriefing finale (Ob Rom). Rivede i punti chiave della lezione (“Oggi abbiamo visto come il Hak sia una conseguenza del Chap…”), corregge errori comuni visti durante la sessione, e assegna “compiti a casa” (spesso di natura filosofica, es. “Riflettete sulla responsabilità che questa conoscenza comporta”).
La sessione si conclude in ordine e silenzio, come era iniziata. Gli allievi escono dal camp non solo fisicamente esausti, ma mentalmente più acuti, più calmi e più consapevoli. Una sessione di Lerdrit non è un allenamento; è un’educazione alla sopravvivenza.
GLI STILI E LE SCUOLE
Affrontare il concetto di “stili e scuole” nel contesto del Muay Lert Rit richiede un fondamentale cambio di prospettiva rispetto a quanto si è abituati con altre arti marziali. Nel Karate, ad esempio, si può facilmente elencare una serie di Ryu (stili o scuole) distinti come Shotokan, Goju-Ryu, Wado-Ryu, ognuno con un proprio fondatore, un proprio curriculum e una propria “casa madre” (quartier generale).
Il Muay Lert Rit non funziona in questo modo. La sua natura di sistema militare d’élite, pragmatico e storicamente segreto, ne definisce un’identità completamente diversa.
La risposta più diretta e accurata è che il Lerdrit non ha “sotto-stili”. Il Lerdrit è esso stesso lo “stile”, o più correttamente, l’applicazione specifica (quella militare e di protezione) dell’arte madre, la Muay Boran.
Per comprendere appieno questa struttura, non dobbiamo cercare un albero con molti rami chiamati “Lerdrit-A”, “Lerdrit-B” e “Lerdrit-C”. Dobbiamo invece analizzare due concetti distinti:
Le Fonti (Gli “Stili” Antichi): Il Lerdrit non è nato nel vuoto. È il risultato di un processo di distillazione durato secoli, un melting pot che ha preso i principi più efficaci e letali dagli stili regionali della Muay Boran. Per capire il Lerdrit, dobbiamo prima capire questi stili-fonte.
I Custodi (Le “Scuole” Moderne): Le “scuole” che oggi preservano e insegnano i principi del Lerdrit si dividono in due categorie nette:
Le Scuole Militari Tailandesi (Il Lignaggio Chiuso): La vera “casa madre”, le istituzioni militari e di guardia reale che hanno sviluppato e custodito quest’arte per scopi professionali.
Le Scuole Civili (Il Lignaggio Codificato): Le organizzazioni moderne, aperte al pubblico, che hanno ricercato, sistematizzato e adattato questi principi militari per l’autodifesa civile.
Analizzare “stili e scuole” significa quindi tracciare il percorso del “Potere Supremo” dalle sue molteplici fonti antiche fino ai suoi attuali depositari.
PARTE 1: GLI “STILI” FONTE – LE RADICI REGIONALI DEL LERT RIT
Il Lerdrit è un sistema d’élite. Per secoli, i Re e i generali del Siam hanno reclutato i combattenti più forti, intelligenti e abili da tutto il regno. Questi uomini portavano con sé i loro stili regionali. A palazzo, nel Muay Luang (la “Boxe Reale”), questi stili venivano messi alla prova, fusi e raffinati, scartando il superfluo e tenendo solo ciò che era brutalmente efficace per la guerra e la protezione.
I principi del Lerdrit sono quindi un best of degli stili regionali. I quattro stili principali (spesso citati, anche se ne esistevano molti altri) che hanno fornito il “DNA” al Lerdrit sono: Muay Chaiya, Muay Korat, Muay Lopburi e Muay Thasao.
Lo Stile Fonte 1: Muay Chaiya (Il Cervello Pragmatico)
Il Muay Chaiya (มวยไชยา) è lo stile della provincia di Chaiya, nel sud della Thailandia. È forse lo stile regionale le cui caratteristiche tecniche e filosofiche sono più visibilmente impresse nel Lerdrit moderno.
Filosofia della Scuola: Il motto del Muay Chaiya è “difesa, intelligenza, efficienza”. Non è uno stile basato sulla forza bruta, ma sulla geometria del corpo, sulla gestione della distanza e sull’uso dell’astuzia (Cherng). L’obiettivo è subire il minor danno possibile infliggendo il massimo danno possibile.
Caratteristiche Tecniche:
Postura Bassa (Chot): Il Chaiya è famoso per la sua postura bassa, stabile e flessa. Questo non solo abbassa il baricentro (rendendo difficili le proiezioni), ma protegge anche i bersagli vitali (l’inguine è arretrato, la testa è mobile).
Difesa Attiva (Pad-Pit-Poet-Pi): Il cuore del sistema. Non esiste il “blocco passivo”. Ogni difesa è un attacco. La filosofia si basa su quattro azioni: Pad (deviare/colpire l’arto), Pit (chiudere la linea d’attacco), Poet (aprire la guardia nemica), Pi (eludere e rientrare).
Enfasi sul CQC (Close Quarters Combat): È uno stile che ama la corta distanza. La sua specialità sono i colpi corti e devastanti: gomiti (Sok), ginocchia (Khao), testate (Hua) e colpi di avambraccio.
Leve e Rotture (Hak): Il Muay Chaiya è ricco di tecniche di Chap (controllo) e Hak (rottura) che sono quasi identiche a quelle del Lerdrit. L’obiettivo è controllare un arto e distruggerlo.
Contributo al Lerdrit (Il Collegamento): Il Lerdrit è, in essenza, un’arte di CQC. Il Muay Chaiya fornisce il “software” perfetto per questo. La filosofia del Lerdrit di “neutralizzazione rapida e sicura” è un’eco diretta della filosofia Chaiya.
La postura bassa e stabile (Chot Tahan) del Lerdrit, ideale per combattere su terreni irregolari, è un chiaro parente della postura Chaiya.
L’enfasi del Lerdrit sul “flusso” Chap-Hak-Thum-Thap (Afferrare-Rompere-Proiettare-Schiacciare) è l’evoluzione militare dei principi difensivi Pad-Pit-Poet-Pi.
L’arsenale di gomiti (Sok Ti, Sok Klab) e ginocchia (Khao Lod) del Lerdrit è pesantemente influenzato dal repertorio CQC del Chaiya. Si può dire che il Muay Chaiya abbia fornito al Lerdrit la sua intelligenza tattica e la sua supremazia nel combattimento ravvicinato.
Lo Stile Fonte 2: Muay Korat (La Potenza Militare)
Il Muay Korat (มวยโคราช) proviene dall’altopiano di Korat (Nakhon Ratchasima), nel nord-est della Thailandia. Questa regione è stata storicamente la “Scuola di Fanteria” del Siam, fornendo legioni di soldati forti e resistenti.
Filosofia della Scuola: Il motto del Korat è “potenza, resistenza, aggressività”. È uno stile senza fronzoli, lineare e brutale. La mentalità è quella del soldato: avanzare e distruggere. La leggenda vuole che il suo colpo simbolo potesse “uccidere un bufalo”.
Caratteristiche Tecniche:
Guardia Alta e Lunga: A differenza del Chaiya, il Korat usa una guardia più alta e lunga, con la mano avanzata estesa, quasi come un “mirino”.
Footwork Lineare (Suea Yang): Il “Passo della Tigre”. Meno movimenti laterali e più avanzamenti diretti, pesanti e potenti, per schiacciare l’avversario.
Potenza dei Pugni (Mad): Il Korat è famoso per i suoi pugni. La sua tecnica distintiva è il Mad Wiang Kwai (letteralmente “Pugno Circolare del Bufalo d’Acqua”), un pugno potentissimo, simile a un overhand o a un gancio largo, sferrato con l’intento di terminare lo scontro con un solo colpo.
Resistenza: L’addestramento Korat enfatizza la durezza e la capacità di assorbire colpi.
Contributo al Lerdrit (Il Collegamento): Se il Chaiya ha fornito l’intelligenza CQC, il Korat ha fornito la mentalità militare e la potenza terminale.
La filosofia Lerdrit della “neutralizzazione rapida” si sposa perfettamente con l’idea Korat dell'”un colpo, una vita”.
Il lignaggio militare moderno del Lerdrit è spesso collegato proprio ai maestri di Korat. Figure come il Generale Tunwakom sono depositari del lignaggio militare del Muay Korat.
L’enfasi del Lerdrit sui colpi di “rottura” (Hak) non è solo per le leve, ma anche per gli impatti. L’idea di un Sok Ti (gomito discendente) che rompe una clavicola, o di un pugno a martello (Mad Kham) che frantuma una tempia, è pura filosofia Korat. Il Muay Korat ha infuso nel Lerdrit il suo spirito guerriero (Nak Rop) e la sua potenza di finalizzazione.
Lo Stile Fonte 3: Muay Lopburi (L’Astuzia Tattica)
Il Muay Lopburi (มวยลพบุรี) proviene dalla regione di Lopburi, nel centro della Thailandia, un’antica capitale e centro strategico. È considerato uno degli stili più antichi e “intelligenti”.
Filosofia della Scuola: Il motto del Lopburi è “astuzia, velocità, precisione” (Chalak, Reo, Mae Nyam). È l’arte dell’inganno, delle finte e dei colpi precisi ai punti vitali.
Caratteristiche Tecniche:
Pugni a Raffica (Mad Chok): È famoso per i suoi pugni veloci, dritti e continui, sferrati in rapida successione (simili al Jeet Kune Do o al Wing Chun), progettati per sopraffare la guardia dell’avversario.
Astuzia e Finte (Cherng): Il Lopburi è maestro nell’arte del Cherng (astuzia). L’intero stile si basa sul “mentire” all’avversario: finte con gli occhi, con le spalle, con i piedi, per creare un’apertura e colpire un bersaglio vitale (occhi, gola) in modo inaspettato.
Precisione: L’enfasi è sul colpire bersagli piccoli e letali, piuttosto che su colpi di potenza bruta.
Contributo al Lerdrit (Il Collegamento): Il Lerdrit è un’arte da “guardiano” e da “forza speciale”. In entrambi i contesti, l’astuzia è vitale.
Protezione VIP: La guardia del corpo non può ingaggiare una battaglia di forza bruta. Deve usare l’astuzia per de-escalare, ingannare l’aggressore e neutralizzarlo con un’azione rapida e precisa. Questa è la filosofia Lopburi.
Operazioni Speciali: L’eliminazione silenziosa di una sentinella è un atto di puro Muay Lopburi: inganno, velocità e un colpo preciso a un punto vitale.
L’enfasi del Lerdrit sui bersagli vitali (occhi, gola, inguine) è un’eredità diretta della scuola di Lopburi. Il Muay Lopburi ha fornito al Lerdrit la sua intelligenza tattica, la velocità e la precisione chirurgica.
Lo Stile Fonte 4: Muay Thasao (L’Agilità e il Movimento)
Il Muay Thasao (มวยท่าเสา) proviene dalla regione di Uttaradit, nel nord della Thailandia. È uno stile meno conosciuto, spesso descritto come più “morbido” e agile.
Filosofia della Scuola: Velocità, agilità e movimento “in-and-out”.
Caratteristiche Tecniche:
Footwork Veloce: Movimenti rapidi di evasione e rientro.
Calci Rapidi (Teh Reo): Calci veloci e improvvisi, spesso sferrati da angolazioni inaspettate.
Flessibilità: L’addestramento enfatizza l’agilità e la capacità di adattarsi rapidamente.
Contributo al Lerdrit (Il Collegamento): A prima vista, il Lerdrit, con la sua postura radicata e l’enfasi sul CQC, sembra l’opposto del Thasao. Tuttavia, questo non è del tutto vero.
Scenari Multi-Avversario: Il Lerdrit è progettato per scenari con minacce multiple. In questo contesto, non ci si può “radicare” e combattere. Il principio del Thasao di “colpisci e muoviti” (in-and-out) è vitale.
L’Azione Look-See: La tecnica Lerdrit di Look-See (“Alzati e Guarda”), praticata dopo ogni finalizzazione a terra, è la filosofia Thasao. Si neutralizza la minaccia (Thap), si torna immediatamente in piedi e ci si muove agilmente (Yang) per scansionare l’ambiente e affrontare la minaccia successiva. Il Muay Thasao ha fornito al Lerdrit il principio vitale della mobilità tattica per gli scenari con più avversari.
Sintesi: Il “Quinto Stile” – Il Muay Luang (La Scuola di Palazzo)
Il Lerdrit non è nessuno di questi stili. È il prodotto della loro fusione. Lo “stile” vero e proprio da cui il Lerdrit discende è il Muay Luang (มวยหลวง), la “Boxe Reale”. Questa non era una scuola regionale, ma la scuola di palazzo di Ayutthaya e poi di Bangkok.
I maestri del Muay Luang erano i Kru delle Guardie Reali. Il loro compito era prendere i migliori combattenti reclutati dalle varie regioni (un maestro di Chaiya, un colosso di Korat, un astuto combattente di Lopburi) e “addestrarli” al sistema di palazzo. Questo “addestramento” consisteva nel:
Testare: Mettere gli stili l’uno contro l’altro.
Distillare: Prendere le tecniche più efficaci di ogni stile.
Adattare: Modificare queste tecniche per lo scopo specifico della protezione reale e della guerra (spazi ristretti, uso di armature/equipaggiamento, ecc.).
Il Lerdrit è il Muay Luang moderno. È lo “stile di palazzo”, un sistema ibrido e pragmatico che ha preso:
La supremazia CQC del Chaiya.
La potenza militare del Korat.
L’astuzia tattica del Lopburi.
La mobilità evasiva del Thasao.
Non è uno stile, ma il sistema d’élite che li sovrasta e li sintetizza.
PARTE 2: LE “SCUOLE” – I CUSTODI DEL LIGNAGGIO
Se gli stili regionali sono le fonti, le “scuole” sono le istituzioni che oggi preservano e insegnano i principi del Lerdrit. Queste si dividono nettamente in due mondi: quello militare, che è la vera “casa madre” dell’arte, e quello civile, che ne è il divulgatore.
Sezione A: La “Casa Madre” Originale – Le Scuole Militari Tailandesi (Il Lignaggio Chiuso)
Il Lerdrit è un’arte militare. La sua “casa madre” (Mae – Madre) non è un dojo o un tempio, ma l’Esercito Reale Thailandese (กองทัพบกไทย) e i Corpi di Guardia Reale. Queste non sono “scuole” a cui ci si può iscrivere. Sono istituzioni militari d’élite il cui curriculum di combattimento corpo a corpo (CQC) è il Lerdrit, anche se oggi possono chiamarlo con nomi moderni come “Combattimento Ravvicinato” o “CQC Militare”.
La Scuola 1: Le Guardie Reali (Il Lignaggio Storico)
L’Istituzione: Il Corpo delle Guardie Reali del Re (ทหารมหาดเล็กราชวัลลภ – Thahan Mahatlek Ratchawallop).
La “Scuola”: Questa è la “scuola” storica del Lerdrit. Fin dalla fondazione del regno, questi uomini erano l’ultima linea di difesa del monarca.
Contesto Didattico: La loro “scuola” di Lerdrit è focalizzata sulla protezione ravvicinata (Close Protection). L’addestramento (passato e presente) si concentra su:
Scenari CQC: Combattimento in spazi ristretti (corridoi, veicoli, folle).
Difesa del VIP: L’uso del corpo come scudo, l’intercettazione delle minacce, la neutralizzazione istantanea (Hak, Thum) e l’evacuazione.
Letalità Controllata: La capacità di passare da un controllo non letale (spingere un civile troppo zelante) a una finalizzazione letale (contro un assassino armato) in un decimo di secondo.
Casa Madre: Questa è la “casa madre” spirituale e storica del Lerdrit. È l’istituzione per cui l’arte è stata creata e affinata.
La Scuola 2: Il Comando di Guerra Speciale (Il Lignaggio del Guerriero)
L’Istituzione: Il Comando di Guerra Speciale dell’Esercito Reale Thailandese (หน่วยบัญชาการสงครามพิเศษ – Nuai Banyachakan Songkhram Phiset).
La “Scuola”: Questa è la “scuola” moderna del Nak Rop (guerriero). Sono le forze speciali, i “berretti rossi” della Thailandia, addestrati per la guerra non convenzionale, la ricognizione in profondità e la contro-insurrezione.
Contesto Didattico: Il loro curriculum CQC è Lerdrit puro, adattato per il campo di battaglia moderno. La loro “scuola” insegna:
Eliminazione Silenziosa: L’uso di Chap, Hak Kor (rottura del collo) e colpi ai punti vitali per neutralizzare le sentinelle.
Combattimento con Equipaggiamento: L’applicazione delle Nove Armi (specialmente Hua – testa con elmetto, e Teh – calci con anfibi) indossando il kit completo (giubbotto antiproiettile, fucile).
Ritenzione dell’Arma: L’uso dei principi Lerdrit (leve, colpi corti) per difendere la propria arma (pistola o fucile) da un tentativo di disarmo.
Casa Madre: Questa è la “casa madre” tattica del Lerdrit. È dove l’arte antica è stata testata sul campo, convalidata contro le minacce moderne (come avversari con giubbotti antiproiettile, dove solo i colpi Lerdrit ad arti e testa sono efficaci) e mantenuta viva come dottrina di combattimento.
La Scuola 3: La Polizia di Pattuglia di Frontiera (BPP) (Il Lignaggio Pragmatico)
L’Istituzione: La Polizia di Pattuglia di Frontiera (ตำรวจตระเวนชายแดน – Tamruat Trawen Chaidaen).
La “Scuola”: Un corpo paramilitare d’élite, spesso addestrato dalla CIA durante la Guerra Fredda, che opera nelle condizioni più difficili (giungle, confini, lotta al narcotraffico).
Contesto Didattico: La loro “scuola” di Lerdrit è forse la più “sporca” e pragmatica. È l’arte adattata al combattimento caotico, a metà tra militare e civile.
Combattimento da “Strada”: Applicazione dei principi Lerdrit contro minacce armate di armi improvvisate (machete, coltelli, bastoni).
Scenario Misto: L’arte deve funzionare in un villaggio affollato, in un veicolo o nel fango della giungla.
Casa Madre: Questa è la “casa madre” ibrida, dove il Lerdrit militare incontra la realtà del combattimento civile e paramilitare.
In sintesi, la vera “Casa Madre” del Muay Lert Rit è il complesso militare e di sicurezza della nazione thailandese. Non è un luogo, ma un’istituzione. Il suo curriculum è classificato, la sua appartenenza è riservata e la sua “fama” è intenzionalmente nulla.
Sezione B: Le Scuole Civili e le Organizzazioni Internazionali (Il Lignaggio Codificato)
Se l’arte fosse rimasta solo nelle caserme, oggi non ne staremmo parlando. Il Lerdrit che il mondo conosce è il risultato del lavoro di ricercatori e codificatori che hanno studiato le fonti (sia regionali che militari) e hanno creato un curriculum civile e organizzazioni internazionali.
La Scuola di Riferimento Globale: IMBA (International Muay Boran Academy)
L’organizzazione più prominente, influente e strutturata che usa esplicitamente il nome “Muay Lert Rit” e ne insegna un curriculum specifico è la International Muay Boran Academy (IMBA).
La “Scuola” (L’Organizzazione): L’IMBA è un’organizzazione globale fondata e diretta dal Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris.
Il Ruolo (Codificatore): De Cesaris ha agito come un “archeologo marziale”. Ha studiato le fonti regionali (Chaiya, Korat, ecc.) e, attraverso contatti e ricerche, ha avuto accesso ai principi dei lignaggi militari. Il suo lavoro non è stato “inventare”, ma codificare: ha raccolto questo sapere frammentato e lo ha organizzato in un sistema didattico progressivo e sicuro per i civili.
La “Casa Madre” Civile: Se la “casa madre” spirituale è l’esercito thailandese, la “casa madre” didattica e tecnica per tutte le scuole affiliate IMBA nel mondo è l’organizzazione stessa, con sede de facto in Italia, da cui il Bramajarn De Cesaris dirige la didattica. Le scuole IMBA in Germania, Messico, Australia, ecc., si collegano tutte a questa “casa madre” per il loro curriculum, le certificazioni e la linea guida tecnica.
La Filosofia della Scuola IMBA: La scuola IMBA non addestra soldati. Addestra civili. La filosofia è l’autodifesa estrema.
Adattamento Etico: L’arte viene insegnata con una forte enfasi sulla responsabilità legale e morale. Le tecniche Hak (rottura) sono insegnate con la consapevolezza delle loro conseguenze terminali.
Adattamento Pedagogico: Il Lerdrit, nel curriculum IMBA, non è un corso per principianti. È la componente militare/CQC del più ampio studio della Muay Boran. L’allievo prima impara le basi della Muay Boran, e poi accede ai principi del Lerdrit.
Il Curriculum della “Scuola” IMBA: La scuola IMBA insegna il Lerdrit attraverso una struttura chiara:
Le Nove Armi (Nawa Awut): Con l’enfasi militare (testa, colpi con anfibi).
Le Quattro Strategie (Chap-Hak-Thum-Thap): L’intero sistema è costruito attorno alla padronanza di “Afferrare, Rompere, Proiettare, Schiacciare”.
I Mae Mai e Luk Mai Militari: La scuola IMBA ha un catalogo specifico di principi e tecniche (come Hak Kor Erawan) che sono classificati come appartenenti al Lert Rit.
Addestramento Scenico: La scuola IMBA pone un’enorme enfasi sull’addestramento situazionale (muro, sedia, minacce multiple), che è il cuore dell’applicazione Lerdrit.
Altre “Scuole” e Approcci Correlati (I Custodi dei Principi)
È fondamentale notare, per imparzialità, che l’IMBA non è l’unica “scuola” che insegna i principi del Lerdrit, anche se è la più famosa a usarne il nome. Altre scuole di Muay Boran insegnano concetti che sono, di fatto, Lerdrit.
Le Scuole di Muay Chaiya (es. Baan Chang Thai, Kru Panya Kraitus):
Un praticante di una scuola tradizionale di Muay Chaiya imparerà tecniche di CQC, leve articolari (Hak), proiezioni (Thum) e un uso dei gomiti e delle ginocchia che è funzionalmente identico al Lerdrit.
Queste scuole sono “custodi paralleli” dei principi. Non lo chiamano “Lerdrit” (lo chiamano “Muay Chaiya”), ma il loro curriculum di autodifesa è, per il 90%, allineato con la filosofia Lerdrit.
Le Scuole di Muay Korat (Lignaggi Militari):
I maestri che discendono dalla linea militare del Muay Korat (come il già citato Gen. Tunwakom) insegnano una “scuola” di combattimento che è Lerdrit nella sua essenza: potenza, pragmatismo, attacco terminale.
Le loro “scuole” (spesso private o semi-private) sono un’altra fonte diretta dei principi Lerdrit.
Maestri Indipendenti (Ex-Militari):
È noto che in Thailandia (e ora anche all’estero) esistono maestri, spesso ex-militari delle Forze Speciali o ex-Guardie Reali, che hanno aperto le proprie scuole private.
Questi maestri non usano il termine “Lerdrit” (che è un termine codificato moderno) né “IMBA”. Lo chiamano semplicemente “Muay Tahan” (Boxe Militare), “Combattimento Ravvicinato” o, semplicemente, “Muay Boran”.
Queste “scuole” sono forse il collegamento più diretto alla “casa madre” militare, ma sono frammentate, difficili da trovare e spesso non hanno un’organizzazione internazionale.
In conclusione, il panorama degli “stili e delle scuole” del Lerdrit è complesso e stratificato:
Stili: Non esistono “sotto-stili” di Lerdrit. Esistono gli stili-fonte (Chaiya, Korat, Lopburi, Thasao) che ne hanno fornito il DNA, e che sono stati fusi nel Muay Luang (Boxe Reale).
Casa Madre Originale: La “scuola” originale è il complesso militare d’élite thailandese (Guardie Reali, Forze Speciali), che ne rimane il custode classificato.
Casa Madre Civile: Per il mondo esterno, le “scuole” sono le organizzazioni che hanno codificato quest’arte. La più prominente, che funge da “casa madre” tecnica e didattica per la sua rete globale, è l’IMBA. Altre scuole (come quelle di Chaiya) insegnano principi paralleli con un nome diverso.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
Analizzare la situazione del Muay Lert Rit in Italia richiede un’immersione in un panorama marziale tanto specifico quanto affascinante. A differenza di discipline sportive codificate e di massa come il Judo, il Karate o la stessa Muay Thai sportiva, il Lerdrit non è un’arte da competizione. È un sistema militare di combattimento corpo a corpo e di autodifesa estrema, la cui natura stessa lo colloca al di fuori dei circuiti sportivi convenzionali.
Questa sua identità di arte marziale tradizionale, pragmatica e non agonistica, definisce in modo netto la sua “situazione” in Italia. Non si troverà il Lerdrit sotto l’egida delle grandi federazioni sportive nazionali (FSN) riconosciute dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), come Federkombat (che gestisce la Muay Thai sportiva). La sua diffusione, il suo studio e la sua pratica avvengono in un contesto diverso, quello delle organizzazioni culturali e tecniche, delle accademie private e delle associazioni che si dedicano alla preservazione e alla divulgazione delle arti marziali tradizionali (Muay Boran).
La situazione italiana è, tuttavia, paradossalmente unica e centrale a livello globale. Per una singolare coincidenza storica e grazie al lavoro di ricerca di un pioniere italiano, l’Italia è diventata, di fatto, la “casa madre” mondiale della codifica e della divulgazione civile del Muay Lert Rit.
Per comprendere appieno questo panorama, è necessario esplorare i diversi attori che compongono il mosaico: l’organizzazione centrale che ha codificato e diffuso l’arte, il quadro istituzionale (federale e promozionale) in cui essa si inserisce, e le altre realtà di Muay Boran che, pur non usando il nome “Lerdrit”, ne condividono e ne insegnano i principi fondamentali.
PARTE 1: IL CONTESTO ITALIANO – LA DIVISIONE TRA SPORT E TRADIZIONE
Per capire dove si colloca il Lerdrit, bisogna prima capire come sono organizzate le arti marziali in Italia. Il sistema è diviso in due mondi che raramente si incontrano.
Il Mondo dello Sport (CONI e Federazioni)
Il primo mondo è quello ufficiale, sportivo e agonistico, governato dal CONI. Per ogni sport, il CONI riconosce una sola Federazione Sportiva Nazionale (FSN) o Disciplina Sportiva Associata (DSA). Per gli sport da combattimento, inclusa la Muay Thai, l’ente di riferimento è Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo).
Questo mondo è focalizzato sulla competizione. Le sue regole, i suoi programmi tecnici e la sua filosofia sono finalizzati a creare atleti, a organizzare gare e a partecipare a campionati nazionali e internazionali. Il Muay Lert Rit, per sua stessa definizione, è l’antitesi di questo mondo.
Non è uno sport.
Non ha competizioni (la sua “applicazione” è l’autodifesa letale).
Le sue tecniche fondamentali (colpi ai genitali, agli occhi, alla gola, leve articolari Hak per rompere le ossa, testate Hua) sono tassativamente proibite in qualsiasi regolamento sportivo.
Di conseguenza, il Lerdrit non rientra e non può rientrare nel curriculum della Muay Thai sportiva insegnata sotto l’egida di Federkombat.
Il Mondo della Tradizione (Enti di Promozione Sportiva e Associazioni Culturali)
Il secondo mondo è quello delle arti marziali tradizionali, culturali, amatoriali e non competitive. Questo universo, vasto e frammentato, trova la sua casa legale e organizzativa all’interno degli Enti di Promozione Sportiva (EPS), come CSEN, ASI, AICS, UISP, ecc. Questi enti, pur essendo anch’essi riconosciuti dal CONI, hanno una vocazione più promozionale e meno agonistica. Forniscono il quadro legale (assicurazione, riconoscimento dei diplomi di istruttore, status di Associazione Sportiva Dilettantistica – ASD) a migliaia di scuole che insegnano arti non (o non solo) competitive: dal Tai Chi al Kung Fu tradizionale, dallo Iaido al Lerdrit.
È in questo secondo mondo che il Muay Lert Rit esiste e prospera in Italia. La sua diffusione non è affidata a una federazione sportiva, ma a organizzazioni tecniche e culturali dedicate, che operano legalmente affiliandosi a uno o più Enti di Promozione Sportiva.
PARTE 2: L’EPICENTRO ITALIANO – L’IMBA E LA CODIFICA CIVILE DEL LERT RIT
Il fattore più importante e singolare della “situazione italiana” è che l’organizzazione globale di gran lunga più influente nella codifica, strutturazione e diffusione del Muay Lert civile è stata fondata ed è diretta da un italiano, con la sua sede centrale (headquarters) situata in Italia.
L’Organizzazione: IMBA (International Muay Boran Academy)
L’International Muay Boran Academy (IMBA) è l’organizzazione di riferimento a livello mondiale per lo studio accademico e la pratica strutturata del Muay Boran (l’antica boxe thailandese), di cui il Lerdrit è considerato il ramo militare e di CQC.
Il Fondatore e Direttore Tecnico: Bramajarn Marco De Cesaris
La storia del Lerdrit in Italia (e, per molti versi, nel mondo occidentale) è inseparabile dalla figura di Bramajarn (Gran Maestro) Marco De Cesaris.
Il Ruolo: De Cesaris è un ricercatore marziale italiano che ha trascorso decenni in Thailandia, studiando non solo la Muay Thai sportiva, ma immergendosi nello studio delle arti tradizionali (Muay Boran) presso i maestri depositari dei vari lignaggi (inclusi quelli militari).
La Codifica: Il suo lavoro non è stato “inventare” il Lerdrit (che è un’arte militare thailandese antica), ma codificarlo. Ha raccolto i principi frammentati, le tecniche letali e le strategie tattiche dei lignaggi militari e li ha sistematizzati in un curriculum didattico logico, progressivo e, soprattutto, sicuro per essere insegnato a praticanti civili.
L’Epicentro a Roma: Bramajarn De Cesaris ha fondato l’IMBA e la sua “casa madre” (il quartier generale tecnico) si trova in Italia, a Roma. Questo rende l’Italia un centro nevralgico per la diffusione di quest’arte. Istruttori da tutto il mondo (Messico, Germania, Australia, Stati Uniti, ecc.) fanno riferimento alla didattica stabilita dalla sede centrale italiana e spesso vengono in Italia per la loro formazione avanzata e certificazione.
La “Scuola” IMBA in Italia: Struttura e Didattica
L’IMBA non è una “federazione” nel senso sportivo, ma un’accademia tecnica. La sua struttura in Italia è composta da:
L’Accademia Centrale (Roma): Il quartier generale tecnico dove il Bramajarn De Cesaris insegna e forma gli istruttori di alto livello.
Le Scuole Certificate: Una rete di palestre (ASD) e istruttori (Kru e Kru Yai) certificati IMBA, sparsi sul territorio nazionale, che seguono il programma tecnico ufficiale.
Il Curriculum Lerdrit nel Contesto IMBA
È fondamentale capire che, nel sistema IMBA, il Lerdrit non è (solitamente) un corso per principianti. L’IMBA insegna la Muay Boran nella sua interezza. Il praticante inizia imparando le basi (posture, passi, uso delle armi corporee). Il Muay Lert Rit costituisce la componente militare, di CQC (Close Quarters Combat) e di autodifesa estrema all’interno del più ampio curriculum della Muay Boran.
La Specializzazione: Gli allievi, progredendo nei livelli (Khan), accedono allo studio specifico del Lerdrit, che si concentra su:
Le Nove Armi (Nawa Awut): Con l’enfasi militare (uso della testa Hua, uso dei colpi con calzature).
Le Quattro Strategie (Chap-Hak-Thum-Thap): L’intero sistema Lerdrit è costruito sulla padronanza tattica di “Afferrare, Rompere, Proiettare, Schiacciare”.
Adattamento Civile: L’insegnamento di queste tecniche letali a civili italiani è accompagnato da una rigorosa formazione etica e legale.
La Filosofia di Insegnamento in Italia: L’Adattamento per l’Autodifesa
Il punto più delicato dell’insegnamento del Lerdrit in un contesto civile come quello italiano (che ha leggi molto restrittive sulla legittima difesa) è come trasmettere un’arte militare. La “scuola” IMBA ha affrontato questo problema in modo strutturato.
Dalla Letalità alla Neutralizzazione: L’obiettivo militare del Lerdrit è eliminare la minaccia. L’obiettivo civile in Italia è neutralizzare la minaccia rispettando il principio di proporzionalità della legittima difesa (Art. 52 c.p.).
Pedagogia della Sicurezza (Safe Training): Come si insegna a “rompere” (Hak) un braccio senza infortunare gli allievi? La didattica IMBA si concentra su:
Studio Biomeccanico: Capire la leva e come funziona.
Applicazione Controllata: Le leve Hak vengono praticate come nel Judo o nel BJJ, cioè applicate con pressione graduale fino al punto di controllo, senza l’intento percussivo e distruttivo (shock-based) dell’applicazione militare.
Consapevolezza della Conseguenza: All’allievo viene insegnato: “Questa è la versione controllata. L’applicazione reale militare è percussiva e spezza l’arto. Tu stai imparando il controllo, ma devi essere consapevole del potenziale.”
Enfasi sulla Responsabilità: L’insegnamento in Italia è quindi fortemente focalizzato sull’aspetto etico, legale e psicologico (Jai Yen – cuore freddo). L’obiettivo non è formare “combattenti da strada”, ma cittadini responsabili e consapevoli (Nak Su illuminati), in grado di usare la “Potenza Eccellente” solo come ultima risorsa per salvare la propria vita o quella di terzi.
PARTE 3: IL QUADRO ISTITUZIONALE – FEDERKOMBAT E GLI ENTI DI PROMOZIONE (EPS)
Come accennato, l’organizzazione tecnica (IMBA) deve operare all’interno di un quadro legale italiano. Qui la situazione si articola.
Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Federkombat è l’unica federazione per la Muay Thai riconosciuta dal CONI. È la “casa” della Muay Thai sportiva e degli atleti della nazionale.
Il Settore Muay Boran di Federkombat: È importante notare, per neutralità e completezza, che Federkombat possiede un “Settore Muay Boran”.
Differenza di Focus: Tuttavia, il Muay Boran promosso da Federkombat è, per sua natura federale e sportiva, orientato in modo diverso. Il focus è principalmente su:
Competizioni di Forme (Ram Muay): Gare di Wai Kru e Ram Muay (le danze rituali).
Competizioni di Combattimento Boran (Kard Chuek): Combattimento con le corde alle mani (o guantini appositi), che è una forma di “sport tradizionale”.
Lerdrit e Federkombat: Questo approccio è molto diverso dal Lerdrit, che è non competitivo e focalizzato sull’autodifesa militare. Pertanto, il Lerdrit come sistema di combattimento militare non trova una collocazione nel settore Boran di Federkombat, che è più orientato alla “performance tradizionale-sportiva”. Le due realtà, pur condividendo il nome “Muay Boran”, operano su binari paralleli con finalità diverse.
Gli Enti di Promozione Sportiva (EPS): La “Casa Legale”
Qui è dove il Lerdrit (e la maggior parte delle arti marziali tradizionali in Italia) trova la sua collocazione legale. Organizzazioni come l’IMBA, per operare in Italia come Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), devono affiliarsi a un Ente di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuto dal CONI.
Enti come CSEN, ASI, AICS: Sono questi gli enti che forniscono:
Riconoscimento Legale e Fiscale: Per le ASD.
Copertura Assicurativa: Fondamentale per istruttori e allievi.
Diplomi di Istruttore: L’IMBA (o altre organizzazioni) gestisce la formazione tecnica (esami, gradi, ecc.), ma il diploma finale di “Istruttore” o “Maestro” che ha validità legale in Italia per l’insegnamento (ai sensi delle leggi regionali e del CONI) viene spesso rilasciato dall’EPS (es. “Diploma di Istruttore di Muay Boran – CSEN”).
La Rete di Scuole: La “situazione italiana” del Lerdrit è quindi questa: un’organizzazione tecnica (IMBA) che definisce lo standard, i cui istruttori e scuole sul territorio sono poi affiliati, per necessità legali e amministrative, a uno dei grandi Enti di Promozione Sportiva.
PARTE 4: L’UNIVERSO “MUAY BORAN” IN ITALIA – ALTRE REALTÀ CORRELATE
Per una mappatura completa e neutrale, è fondamentale riconoscere che l’IMBA, pur essendo la principale promotrice del nome “Lerdrit”, non è l’unica realtà in Italia a insegnare l’antica arte di combattimento thailandese (Muay Boran).
Il Lerdrit è un’applicazione (militare) dei principi della Muay Boran. Altre scuole in Italia insegnano altri stili-fonte della Muay Boran (come il Muay Chaiya), i cui principi di autodifesa, CQC e leve sono strettamente imparentati con il Lerdrit.
Le Scuole di Muay Chaiya in Italia
In Italia esistono diverse scuole e gruppi di studio dedicati al Muay Chaiya, lo stile del sud della Thailandia.
Caratteristiche: Come discusso nel Punto 10, il Muay Chaiya è intrinsecamente un’arte di autodifesa e CQC. Enfatizza la postura bassa, la difesa attiva (Pad-Pit-Poet-Pi) e l’uso di leve, colpi corti e proiezioni.
Differenza di Nomenclatura: Un allievo di una scuola di Muay Chaiya in Italia imparerà tecniche di leva (Hak), proiezioni (Thum) e colpi di gomito (Sok) che sono funzionalmente identici o molto simili a quelli del Lerdrit.
La “Situazione”: Queste scuole rappresentano un “secondo filone” nello studio dei principi del combattimento tradizionale thailandese. Operano spesso come scuole indipendenti, seguendo i lignaggi di maestri thailandesi specifici (come il lignaggio di Kru Lek o Kru Panya Kraitus). Anche loro, come l’IMBA, operano legalmente affiliandosi a un EPS.
Gruppi Indipendenti e Lignaggi Militari
Esiste anche un panorama di istruttori indipendenti. Si tratta di maestri italiani (o stranieri residenti in Italia) che possono aver avuto una formazione diversa:
Ex-Allievi IMBA: Istruttori che si sono formati nell’IMBA e che ora insegnano in modo indipendente.
Lignaggi Thailandesi Diretti: Istruttori che hanno trascorso lunghi periodi in Thailandia, allenandosi magari direttamente con maestri militari o ex-Guardie Reali, e che hanno importato il loro lignaggio personale.
Specialisti CQC/Militari: Istruttori (spesso ex-militari o forze dell’ordine) che hanno studiato vari sistemi CQC (incluso il Lerdrit/Muay Tahan) e li hanno integrati nel loro programma di addestramento.
Queste “scuole” sono più difficili da mappare, essendo spesso piccole, private o “underground”, ma contribuiscono alla presenza dei principi del Lerdrit sul territorio italiano.
PARTE 5: ELENCO DI ENTI E ORGANIZZAZIONI DI RIFERIMENTO IN ITALIA
Per fornire un quadro chiaro e utilizzabile, ecco un elenco delle organizzazioni e degli enti chiave che compongono il panorama del Lerdrit (e del Muay Boran correlato) in Italia.
Organizzazione Tecnica di Riferimento (Lerdrit Civile)
Nome: International Muay Boran Academy (IMBA)
Ruolo: Organizzazione internazionale fondata e diretta dall’Italia (Bramajarn Marco De Cesaris), dedicata alla codifica e alla diffusione della Muay Boran, inclusa la sua componente militare (Muay Lert Rit). Funge da “casa madre” tecnica per la rete globale.
Sede Centrale: Roma, Italia.
Sito Web:
https://www.muaythai.it
Federazione Sportiva Nazionale (Settore Muay Boran Agonistico)
Nome: Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Ruolo: L’unica federazione riconosciuta dal CONI per la Muay Thai sportiva. Dispone di un “Settore Muay Boran” focalizzato principalmente su competizioni di forme (Ram Muay) e combattimento tradizionale-sportivo (Kard Chuek), distinto dall’autodifesa militare del Lerdrit.
Sede: Roma, Italia.
Sito Web:
https://www.federkombat.it
Principali Enti di Promozione Sportiva (EPS) (Quadro Legale)
Questi enti forniscono l’affiliazione legale, assicurativa e il riconoscimento dei diplomi per la maggior parte delle scuole di arti marziali tradizionali in Italia, incluse quelle di Lerdrit e Muay Boran.
Nome: CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale)
Ruolo: Uno dei più grandi EPS in Italia. Molte scuole di arti marziali, incluse quelle di Muay Boran/Lerdrit, sono affiliate a CSEN per il riconoscimento legale e dei diplomi.
Sito Web:
https://www.csen.itNome: ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane)
Ruolo: Altro importante EPS che offre un “Settore Arti Marziali” molto sviluppato, fornendo il quadro legale e formativo per le ASD.
Sito Web:
https://www.asinazionale.itNome: AICS (Associazione Italiana Cultura Sport)
Ruolo: Ente storico con una vasta rete di affiliazioni, che copre anche le discipline marziali non competitive.
Sito Web:
https://www.aics.it
Organizzazioni Internazionali Correlate (Contesto Globale)
Sebbene l’IMBA sia la “casa madre” civile del Lerdrit, esistono enti thailandesi che governano la Muay Boran a livello globale, e che rappresentano la “fonte” culturale.
Nome: World Muay Boran Federation (WMBF)
Ruolo: Un’organizzazione con sede in Thailandia che mira a promuovere e standardizzare la Muay Boran a livello globale, spesso con un focus più sportivo-tradizionale (simile a Federkombat in Italia).
Sito Web: (Il sito web ufficiale può variare, ma l’ente è un punto di riferimento in Thailandia).
Nome: Kru Muay Thai Association (KMA)
Ruolo: Un’associazione thailandese di maestri, supportata dal governo, che si occupa della preservazione e della certificazione dei Kru di Muay Thai e Muay Boran. Molti maestri (incluso De Cesaris) hanno ricevuto riconoscimenti da questo ente.
Sito Web:
http://www.krumuaythai.or.th
CONCLUSIONI: L’ANOMALIA ITALIANA
La situazione del Muay Lert Rit in Italia è una affascinante anomalia. È un’arte di nicchia, sconosciuta al grande pubblico e praticata da un gruppo ristretto di appassionati seri. Non è uno sport e vive al di fuori dei canali federali ufficiali del CONI.
Tuttavia, l’Italia non è una “provincia” periferica di quest’arte. È il centro globale della sua rinascita moderna. Grazie al lavoro di ricerca e codifica dell’IMBA, con sede a Roma, l’Italia è la “casa madre” tecnica da cui la didattica del Lerdrit civile si è diffusa in tutto il mondo.
Il panorama italiano è quindi composto da:
Un’organizzazione centrale (IMBA) che ha definito il Lerdrit civile e ne guida la didattica a livello mondiale.
Un contesto legale (gli EPS) che permette a questa e ad altre scuole di operare.
Un contesto sportivo parallelo (Federkombat) che si occupa di una versione diversa e agonistica della Muay Boran.
Un tessuto di scuole correlate (es. Muay Chaiya) che, pur usando nomi diversi, insegnano i principi fondamentali e le radici tecniche da cui il Lerdrit stesso discende.
Il praticante italiano che cerca il Lerdrit non cerca uno sport, ma un sistema di autodifesa estrema, e trova, paradossalmente, la fonte più strutturata per il suo studio proprio sul suolo nazionale.
TERMINOLOGIA TIPICA
Comprendere la terminologia del Muay Lert Rit significa decifrare un codice. Non si tratta di un semplice glossario di parole esotiche, ma di un linguaggio specifico che incapsula la filosofia, la tattica e la letalità di un sistema di combattimento militare. La lingua è l’arte.
A differenza della Muay Thai sportiva, la cui terminologia è ormai nota a livello globale (round, punti, clinch), il vocabolario del Lerdrit è più antico, più profondo e intriso di un pragmatismo brutale. È un misto di:
Thai Antico e Sanscrito/Pali: Termini che descrivono i concetti spirituali e filosofici (Wai Kru, Mae Mai).
Gergo Militare (Kham Sap Tahan): Termini che riflettono la disciplina, la gerarchia e la funzione.
Linguaggio Descrittivo Funzionale: Termini che non sono “nomi” di tecniche, ma verbi che descrivono un’azione letale (Chap, Hak, Thum, Thap – Afferrare, Rompere, Lanciare, Schiacciare).
Per il praticante di Lerdrit, la terminologia non è un accessorio: è il manuale operativo. Ogni termine è un comando, un concetto e una lezione di anatomia.
PARTE 1: I CONCETTI FONDAMENTALI (IL NOME E LO SCOPO)
Questi sono i termini che definiscono l’identità dell’arte e la sua collocazione nel panorama marziale.
Muay Lert Rit (มวยเลิศฤทธิ์)
Questo è il nome stesso dell’arte e la sua dichiarazione d’intenti. Per capirlo, va scomposto:
Muay (มวย): “Combattimento” o “Boxe”. Deriva dal termine sanscrito Mavya, che significa “unire” o “legare”, un probabile riferimento all’importanza ancestrale della lotta e del clinch. Nel contesto Lerdrit, non significa “sport” o “pugilato”, ma l’arte totale del combattimento corpo a corpo.
Lert (เลิศ): Un aggettivo che significa “eccellente”, “superiore”, “supremo”, “di prima scelta”. È un termine che denota un’élite. Non è solo “buono” (Dee), è il migliore. Indica un’arte che non è per tutti, ma è la distillazione riservata ai migliori (le Guardie Reali, le forze speciali).
Rit (ฤทธิ์): Questa è la parola chiave e la più profonda. È la traslitterazione thailandese del termine Pali/Sancrito Riddhi (o Siddhi nell’Induismo). Il Riddhi non è solo “potere” o “forza” (Phlang). È un potere soprannaturale, un’abilità quasi magica ottenuta attraverso la pratica e la disciplina. È il potere di compiere imprese straordinarie.
Contesto Lerdrit: Chiamare l’arte “Lert Rit” significa “Il Combattimento dal Potere Supremo/Magico”. Non implica la magia, ma che la sua efficienza tecnica è così raffinata, la sua comprensione della biomeccanica e dell’anatomia così profonda, che i suoi risultati (es. un uomo che spezza il braccio di un avversario più grande con un movimento minimo) appaiono “magici” a un profano. È la scienza della neutralizzazione elevata ad arte.
Muay Boran (มวยโบราณ)
Boran (โบราณ): “Antico”, “Classico”, “Tradizionale”.
Contesto Lerdrit: Questo termine è cruciale. Il Lerdrit non nasce dal nulla; è un’applicazione specifica della Muay Boran. La Muay Boran è la “Grande Biblioteca”, l’enciclopedia che contiene tutti gli stili regionali, le tecniche rituali, le applicazioni militari e le forme di combattimento pre-sportive. Il Lerdrit è il manuale militare estratto da questa biblioteca. Un praticante di Lerdrit studia la Muay Boran per capirne le fonti, ma la sua pratica (Lerdrit) è la distillazione letale di quei principi.
Muay Luang (มวยหลวง)
Luang (หลวง): “Reale”, “Del Re”, “Appartenente al Palazzo”.
Contesto Lerdrit: Questo è il termine storicamente più accurato per il Lerdrit. È la “Boxe Reale”, il sistema di combattimento ibrido e segreto praticato e affinato dalle Guardie Reali (Mahatlek). È il Muay Luang che ha preso i principi più efficaci dagli stili regionali (Chaiya, Korat, Lopburi) e li ha fusi in un unico sistema pragmatico per la protezione del monarca. Il Lerdrit moderno è il discendente diretto del Muay Luang.
Muay Tahan (มวยทหาร)
Tahan (ทหาร): “Soldato”, “Militare”.
Contesto Lerdrit: Questo è il termine funzionale, il “nome da lavoro”. Significa “Boxe Militare”. Se “Lert Rit” è il nome poetico e filosofico, “Muay Tahan” è la descrizione letterale. Indica la versione dell’arte adattata per le forze speciali moderne (Kong Thap Phiset), focalizzata sull’eliminazione delle sentinelle, la ritenzione dell’arma e il combattimento in equipaggiamento completo.
Chupasart (ยุทธศาสตร์)
Yuttasart (o Chupasart): “Arte della Guerra”, “Strategia Militare”.
Contesto Lerdrit: Questo termine definisce il contesto più ampio. Il Lerdrit (combattimento disarmato) non esiste da solo. È una componente della Chupasart, che include anche l’arte armata, il Krabi Krabong. La terminologia del Lerdrit, specialmente il footwork, è condivisa e spesso deriva dal combattimento con la spada (Krabi) e il bastone (Krabong).
PARTE 2: I RUOLI E LA GERARCHIA (LE PERSONE)
La terminologia usata per le persone nel Lerdrit definisce una gerarchia basata sul rispetto, sulla responsabilità e sulla funzione (guerriero), non sulla competizione (atleta).
Kru (ครู)
Traduzione: “Maestro” o “Insegnante”.
Etimologia: Deriva direttamente dal sanscrito Guru (गुरु).
Contesto Lerdrit vs. Sport:
Muay Thai (Sport): Il Kru è un “coach”. È un allenatore che prepara un atleta per una gara. La relazione è professionale, focalizzata sulla performance.
Lerdrit (Militare/Tradizionale): Il Kru è un maestro nel senso più profondo. Non è un allenatore; è un custode di una conoscenza letale. La sua prima responsabilità non è la vittoria dell’allievo, ma la sua sicurezza e il suo sviluppo morale. Il Kru di Lerdrit si assume la responsabilità etica di trasmettere tecniche che possono uccidere o mutilare. La relazione è quella di un “maestro-discepolo”, basata sulla fiducia (Wai Jai).
Bramajarn (ปรมาจารย์)
Traduzione: “Gran Maestro”.
Etimologia: Da Parama (Supremo) + Acharya (Maestro), entrambi termini sanscriti.
Contesto Lerdrit: Questo non è un “grado”, ma un titolo onorifico di immenso rispetto, riservato ai maestri più anziani e sapienti che sono considerati “maestri dei maestri”. È l’equivalente del Soke giapponese. È il depositario ultimo del lignaggio (Lineage) e della filosofia dell’arte.
Nak Rian (นักเรียน)
Traduzione: “Studente”.
Etimologia: Nak (persona che fa) + Rian (studiare).
Contesto Lerdrit: Un praticante di Lerdrit è un Nak Rian, uno “studente”. Questo termine implica un percorso di apprendimento intellettuale e filosofico, non solo fisico. Si “studia” l’arte, la sua storia, la sua etica.
Nak Muay (นักมวย)
Traduzione: “Boxer”, “Combattente”.
Etimologia: Nak (persona) + Muay (combattimento).
Contesto Lerdrit (La Distinzione Chiave): Questo termine è evitato nel Lerdrit. Un Nak Muay è un atleta professionista, un “combattente da premio” che combatte per soldi o gloria sul ring. Il praticante di Lerdrit non è questo. Usare questo termine implicherebbe un focus sportivo che è antitetico all’arte.
Nak Rop (นักรบ)
Traduzione: “Guerriero”, “Soldato”.
Etimologia: Nak (persona) + Rop (fare la guerra, combattere).
Contesto Lerdrit: Questa è l’identità corretta del praticante avanzato di Lerdrit. Non è un Nak Muay (atleta), ma un Nak Rop (guerriero). La sua mentalità (mindset) è quella del soldato: disciplina, dovere, efficienza, assenza di ego.
Mahatlek (มหาดเล็ก)
Traduzione: “Guardia Reale”, “Paggio Reale”.
Etimologia: Dal sanscrito Maha (Grande) + Lekha (Scrivano/Segretario, poi evoluto in “assistente”).
Contesto Lerdrit: Questo è il termine storico per l’utente originale del Lerdrit. Il Mahatlek era il corpo d’élite responsabile della protezione personale del Re del Siam. Il Lerdrit (o Muay Luang) era la loro arte segreta. Questo termine radica l’arte nel suo contesto di protezione VIP e di élite.
PARTE 3: L’ARSENALE (NAWA AWUT – LE NOVE ARMI)
Il Lerdrit usa le “Nove Armi” (Nawa Awut), ma la loro terminologia e, soprattutto, la loro applicazione, è radicalmente diversa da quella sportiva. Il nome della tecnica ne descrive l’intento militare.
Nawa Awut (นวอาวุธ)
Traduzione: “Nove Armi”.
Etimologia: Nawa (Nove) + Awut (Arma).
Contesto Lerdrit: A differenza della Muay Thai sportiva (“Otto Armi”), il Lerdrit include formalmente la testa (Hua) come nona arma.
1. Mad (หมัด) – Pugno
Termine Sportivo: Mad Trong (Pugno Dritto), Mad Dtad (Gancio).
Termini Chiave Lerdrit:
Mad Kham (หมัดค้ำ): “Pugno a Martello”. Kham (sostenere, puntellare). Si colpisce con la base carnosa del pugno (lato del mignolo).
Perché Lerdrit? Pragmatismo. È quasi impossibile rompersi la mano (Metacarpo) colpendo un cranio con un Mad Kham. È l’arma da pugno preferita per colpire bersagli duri (tempia, mascella, base del cranio, clavicola).
Fa Mue (ฝ่ามือ): “Palmo della Mano”. Fa (palmo).
Perché Lerdrit? Come sopra, è più sicuro per la mano ma devastante per l’avversario. Un colpo di palmo (Fa Mue Dtad) al mento o al naso trasferisce uno shock immenso senza rischio di frattura per il praticante.
2. Sok (ศอก) – Gomito
Il Sok è il re del CQC (Close Quarters Combat) e la terminologia Lerdrit lo riflette.
Sok Ti (ศอกตี): “Gomito che Colpisce” (dall’alto). Ti (colpire, battere).
Contesto Lerdrit: Questa è l’arma “frantuma-strutture”. Non è solo per tagliare la fronte (come nello sport). Il suo bersaglio primario è la Hai Pla Ra (clavicola), per disabilitare l’intero braccio dell’avversario. Altri bersagli: ponte del naso, base del cranio.
Sok Pung (ศอกพุ่ง): “Gomito a Lancia”. Pung (lanciare, sfrecciare).
Contesto Lerdrit: È un colpo penetrante, lineare. Il bersaglio non è la testa; è la Lampi (gola) o il Linchii (plesso solare). È una tecnica di finalizzazione.
Sok Ngat (ศอกงัด): “Gomito che Solleva”. Ngat (sollevare, fare leva).
Contesto Lerdrit: L’uppercut di gomito. Usato a distanza zero nel clinch per colpire il mento o il naso, spesso per “aprire” la postura dell’avversario prima di una proiezione Thum.
Sok Klab (ศอกกลับ): “Gomito Rovesciato”. Klab (tornare, rovesciare).
Contesto Lerdrit: Un’arma CQC fondamentale, usata per colpire all’indietro (contro un aggressore che afferra da dietro) o in rotazione (Sok Wiang Klab).
3. Khao (เข่า) – Ginocchio
Termine Sportivo: Khao Trong (Ginocchio Dritto, al corpo), Khao Chiang (Ginocchio Diagonale, alle costole).
Termini Chiave Lerdrit:
Khao Kradet (เข่ากระเด็ด): “Ginocchio all’Inguine”. Kradet è il bersaglio: i genitali.
Perché Lerdrit? Nello sport è il fallo più grave. Nel Lerdrit è una delle prime e più efficaci risposte a un’aggressione CQC. Il Khao Trong (ginocchio dritto) del Lerdrit è sempre mirato prima all’inguine o alla vescica.
Khao Noi (เข่าน้อย): “Ginocchio Piccolo”.
Perché Lerdrit? Nello sport sono colpi per infastidire. Nel Lerdrit, sono colpi neurologici. Sono mirati con precisione al nervo femorale (interno coscia) o sciatico (esterno coscia) per “spegnere” la gamba dell’avversario, distruggendo la sua base e preparandolo per un Thum (proiezione).
Khao Thap (เข่าทับ): “Ginocchio che Schiaccia”.
Perché Lerdrit? Questo non è un colpo. È un pin. È la tecnica di controllo a terra (Parte 4), dove si usa il ginocchio sul petto, sul collo o sul bicipite per immobilizzare l’avversario.
4. & 5. Teh (เตะ) e Teep (ถีบ) – I Calci (L’Uso dell’Anfibio)
La terminologia qui evidenzia la differenza più grande: il Lerdrit è un’arte con le scarpe.
Teh (เตะ): “Calcio Circolare”.
Contesto Sportivo: Si usa la Kaeng (tibia).
Contesto Lerdrit: Si usa il Rong Thao Tahan (stivale da soldato). Il termine Teh nel Lerdrit si riferisce quasi esclusivamente al Teh Lan (เตะล่าง), il “Calcio Basso”. Il bersaglio non è la coscia (per segnare punti), ma l’articolazione del ginocchio (Khao), per spezzarla (Hak Khao).
Teep (ถีบ): “Calcio Frontale”.
Contesto Sportivo: Un push-kick con la pianta del piede (Fa Thao) per creare distanza.
Contesto Lerdrit: Un calcio perforante (Teep Trong). Si colpisce con la Plai Thao (punta del piede/stivale). È uno “stocco”, non uno “scudo”. I bersagli sono quelli letali: Kradet (inguine), vescica, Linchii (plesso solare), Lampi (gola), Bai Na (viso).
6. & 7. Thao (เท้า) – Piede (Come Strumento Distintivo)
Yiap (เหยียบ): “Pestone”, “Calpestare”.
Perché Lerdrit? Questa è una tecnica Lerdrit fondamentale, inesistente nello sport. È l’uso del Sin Thao (tacco) dello stivale.
Yiap Thao (Pestone sul Piede): Per frantumare il collo del piede dell’avversario nel CQC.
Yiap Khao (Pestone sul Ginocchio): Per distruggere la rotula.
Yiap a Terra: L’arma di finalizzazione per la strategia Thap, usata per pestare caviglia, ginocchio, costole, mano o gola dell’avversario a terra.
8. & 9. Hua (หัว) – Testa
Traduzione: “Testa”.
Contesto Lerdrit: La Nona Arma.
Hua Pung (หัวพุ่ง): “Testata a Lancia” (frontale). Pung (lanciare). Usata nel CQC più stretto (es. bear hug) per colpire il naso o il mento.
Hua Klab (หัวกลับ): “Testata Rovesciata”. Per colpire all’indietro.
Termine Correlato: Naphak (fronte): La parte specifica della testa usata per colpire.
PARTE 4: LE QUATTRO STRATEGIE (IL VERBO È L’AZIONE)
Questa è la terminologia più importante del Lerdrit. Non sono nomi di tecniche, ma quattro verbi tattici che compongono l’intero sistema. Il Lerdrit è l’arte di applicare questi quattro verbi in sequenza.
1. Chap (จับ): Afferrare, Controllare, Catturare
Analisi del Termine: Chap è un verbo comune che significa “afferrare” o “catturare” (come “catturare un ladro” o “prendere una palla”).
Contesto Lerdrit vs. Sport:
Muay Thai (Sport): Il termine per il clinch è Plum (ปล้ำ), che significa “lottare” o “affrontare”. Si riferisce quasi esclusivamente alla presa collo-a-collo per colpire di ginocchio.
Lerdrit (Militare): Chap è un concetto molto più ampio. È la strategia di controllo totale a distanza zero. Plum è un tipo di Chap, ma Chap include:
Chap Mue (จับมือ): Controllo del polso.
Chap Khaen (จับแขน): Controllo del braccio (bicipite/gomito).
Chap Kor (จับคอ): Controllo del collo (per Hak Kor).
Chap Sa-eu (จับเสื้อ): “Afferrare i Vestiti”. Questo è un termine Lerdrit cruciale. Si insegna a usare l’uniforme, la giacca o la maglietta dell’avversario come una “maniglia” per ottenere una leva superiore per Hak e Thum.
Il Chap è il “cancello”. È l’azione che stabilisce il controllo per permettere le successive tre strategie.
2. Hak (หัก): Rompere, Spezzare
Analisi del Termine: Hak è un verbo violento. Significa “rompere”, “fratturare”, “spezzare” (come “spezzare un bastone” o “rompere una promessa”).
Contesto Lerdrit vs. Altre Arti:
Judo/BJJ: Usano termini come Kansetsu Waza (tecnica articolare) o Submission. L’obiettivo è applicare pressione graduale per forzare una resa (Tap Out). L’intento è il controllo.
Lerdrit (Militare): Il termine Hak definisce l’intento. Non si cerca una sottomissione. Si cerca la rottura meccanica e percussiva dell’articolazione. È una finalizzazione, non una sottomissione.
Terminologia Specifica (Esempi):
Hak Sok (หักศอก): Rompere il Gomito (es. armbar in piedi).
Hak Lai (หักไหล่): Rompere la Spalla (es. kimura in piedi).
Hak Kho Mue (หักข้อมือ): Rompere il Polso.
Hak Kor (หักคอ): Rompere il Collo (una tecnica letale).
Hak Khao (หักเข่า): Rompere il Ginocchio (tramite leva o impatto Teh/Yiap).
Il termine Hak è il cuore della letalità del Lerdrit.
3. Thum (ทุ่ม): Proiettare, Lanciare, Schiantare
Analisi del Termine: Thum significa “lanciare” o “buttare giù”, ma spesso con una connotazione di “schiantare” o “gettare con forza” (dumping).
Contesto Lerdrit vs. Sport:
Judo: Usa Nage (lancio). L’obiettivo è una proiezione “pulita” (Ippon), dove l’avversario è controllato fino a terra per la sua sicurezza.
Lerdrit (Militare): Il termine Thum implica l’opposto. L’obiettivo della proiezione non è il controllo; è il danno da impatto. La proiezione è il colpo.
Si usa il Thum per lanciare l’avversario contro l’ambiente: contro il suolo (Phuen), contro un muro (Kamphaeng), o giù per le scale (Bandai). L’obiettivo è far atterrare l’avversario sulla testa (Hua) o sulla parte alta della schiena/collo. È una strategia per causare una commozione cerebrale o una lesione spinale.
4. Thap (ทับ): Schiacciare, Sovrapporsi, Pressare
Analisi del Termine: Thap è un verbo che significa “schiacciare”, “pressare dall’alto”, “sovrapporsi” (come “mettere un libro sopra un altro”).
Contesto Lerdrit vs. Sport:
BJJ/Lotta: Usano termini come “Monta” (Mount), “Controllo Laterale” (Side Control). L’obiettivo è stabilire una posizione per lavorare su una submission. È “lotta a terra” (ground-fighting).
Lerdrit (Militare): Il termine Thap definisce il “combattimento a terra” (fighting on the ground). Non è “lotta”. È la strategia di finalizzazione rapida dopo un Thum.
L’obiettivo non è controllare e lottare. L’obiettivo è immobilizzare e distruggere.
Terminologia Specifica:
Khao Thap (เข่าทับ): “Ginocchio che Schiaccia”. La posizione chiave. Il ginocchio sul petto, sul collo o sul bicipite dell’avversario.
Sok Thap / Mad Thap / Yiap Thap: L’atto di usare gomiti, pugni a martello o pestoni per finalizzare l’avversario mentre lo si immobilizza con il Thap.
L’azione Thap si conclude sempre con Look-See (“Alzati e Guarda”), il principio tattico di tornare immediatamente in piedi e scansionare l’ambiente per altre minacce.
PARTE 5: I PRINCIPI TATTICI E LA DIDATTICA
Questi termini formano la “biblioteca” concettuale da cui derivano le tecniche. Sono i “kata” concettuali.
Mae Mai (แม่ไม้)
Traduzione: “Principi Madre”.
Etimologia: Mae (Madre) + Mai (Legno/Tecnica).
Contesto Lerdrit: Sono i 15 concetti strategici fondamentali della Muay Boran. Il Lerdrit si focalizza sulle applicazioni più letali di questi Mae Mai. Non sono “forme”, ma “formule” di combattimento.
Esempi Chiave per il Lerdrit:
Hak Nguang Aiyara (หักงวงไอยรา): “Spezzare la Proboscide dell’Elefante”. Questo Mae Mai è la formula che insegna il principio Hak contro un attacco (es. rompere il braccio che attacca).
Hak Kor Erawan (หักคอเอราวัณ): “Spezzare il Collo dell’Elefante Erawan”. Questo Mae Mai è la formula che insegna il Hak Kor (rottura del collo) combinato con un Thum (proiezione).
Paksa Waeg Rang (ปักษาแหวกรัง): “L’Uccello Apre il Nido”. La formula per rompere la guardia ed entrare in CQC.
Luk Mai (ลูกไม้)
Traduzione: “Principi Figlio”.
Etimologia: Luk (Figlio/Bambino) + Mai (Tecnica).
Contesto Lerdrit: Sono le migliaia di applicazioni specifiche (il Bunkai giapponese) che derivano dai 15 Mae Mai. Se il Mae Mai “Spezzare la Proboscide” è il concetto, un Hak Sok (leva al gomito) specifico è il Luk Mai.
Cherng (เชิง)
Traduzione: “Astuzia”, “Tattica”, “Approccio”.
Contesto Lerdrit: Questo è un termine chiave. Muay Cherng significa “Boxe Astuta” o “Boxe Tattica”. Si riferisce alla scienza del combattimento, all’uso delle finte, delle angolazioni e dell’inganno. È l’aspetto “software” che si sposa con l’hardware “brutale” del Lerdrit. È l’eredità dello stile Lopburi.
Kon Muay (กลมวย)
Traduzione: “Strategia di Combattimento”, “Stratagemma”.
Etimologia: Kon (Stratagemma, Tattica) + Muay (Combattimento).
Contesto Lerdrit: Simile a Cherng, ma si riferisce a tattiche specifiche, quasi a “trucchi” o “mosse speciali” per risolvere problemi di combattimento.
PARTE 6: TERMINI COMUNI (GLOSSARIO FUNZIONALE)
Questi sono i termini di uso quotidiano in una sessione di Lerdrit, che descrivono azioni, movimenti e comandi.
Movimento e Postura (Gaan Khluean Wai)
Chot (จด): “Postura di Guardia”. La posizione di partenza. Chot Tahan è la “Postura del Soldato”, bassa e radicata.
Yang (ย่าง): “Passo”, “Camminare”. Il termine per il footwork.
Yang Sam Khum (ย่างสามขุม): “Passo a Tre Punti” (o “Passo del Guerriero”). È il footwork fondamentale, un movimento a triangolo/diamante che condivide con il Krabi Krabong. È stabile, potente e permette di muoversi mantenendo il baricentro basso.
Kao (เข้า): “Entrare”, “Avanzare”.
Thoi (ถอย): “Uscire”, “Arretrare”.
Look-See (ลุก-ดู): “Alzati e Guarda”. Un comando e un principio tattico fondamentale del Lerdrit. Dopo ogni finalizzazione a terra (Thap), si deve immediatamente tornare in piedi (Look) e scansionare l’ambiente (See) per altre minacce.
Difesa (Gaan Pong Kan)
Pad (ปัด): “Deviare”, “Parare” (con un movimento laterale).
Pok (ปก): “Coprire”, “Proteggere”. Un blocco statico (es. coprire la testa).
Pit (ปิด): “Chiudere”. Il principio di chiudere la linea d’attacco (es. chiudere la distanza).
Poet (เปิด): “Aprire”. Il principio di aprire la guardia dell’avversario (es. Paksa Waeg Rang).
Anatomia (Bersagli Vitali)
Lampi (ลำคอ): Gola.
Kradet (กระเด็ด): Inguine / Genitali.
Linchii (ลิ้นปี่): Plesso Solare.
Hai Pla Ra (ไหปลาร้า): Clavicola.
Khamap (ขมับ): Tempia.
Bai Na (ใบหน้า): Viso.
Hua Jai (หัวใจ): Cuore.
Rituale e Allenamento (Gaan Fuek Son)
Wai Kru (ไหว้ครู): “Saluto al Maestro”. Il rituale di rispetto che apre e chiude la lezione.
Samadhi (สมาธิ): “Meditazione”, “Concentrazione”. Usata all’inizio della lezione per creare il mindset Jai Yen.
Jai Yen (ใจเย็น): “Cuore Freddo”. La mentalità ideale del guerriero Lerdrit: calmo, lucido, controllato, privo di rabbia o paura.
Ob Rom (อบรม): “Discorso”, “Lezione”. Il briefing o debriefing del Kru all’inizio o alla fine della sessione.
Song Kam (ซ้อม): “Allenamento”, “Drill”. Il termine per la pratica a coppie.
Som Muay (ซ้อมมวย): “Sparring” (letteralmente “allenamento di boxe”).
In conclusione, la terminologia del Muay Lert Rit è un sistema linguistico preciso che riflette la sua natura. Le parole non sono solo etichette, ma istruzioni. L’uso di verbi attivi e brutali (Hak, Thum, Thap), la specificità dei bersagli (Kradet, Lampi, Hai Pla Ra) e i concetti tattici (Chap, Cherng) distinguono questo vocabolario da quello di qualsiasi arte sportiva. Imparare il Lerdrit significa imparare a “parlare” questo linguaggio di efficienza letale.
ABBIGLIAMENTO
L’abbigliamento nel Muay Lert Rit è un argomento che trascende la semplice estetica o la divisa di una scuola. È, di fatto, uno dei pilastri fondamentali che definiscono la tecnica, la filosofia e la tattica dell’arte stessa.
A differenza di molte arti marziali, l’abbigliamento del Lerdrit non è un “uniforme” ritualizzato e astratto, come il Gi (Kimono) del Karate o del Judo, né un “equipaggiamento” sportivo e minimale come i pantaloncini (Kangkeng Muay) della Muay Thai.
L’abbigliamento nel Lerdrit è il contesto. È l’ambiente operativo. L’arte non è stata progettata per funzionare nonostante i vestiti, ma per funzionare attraverso di essi, trasformando ogni singolo indumento in un potenziale strumento di combattimento.
Questa filosofia deriva direttamente dalla sua origine: il Lerdrit è l’arte del soldato (Tahan) e della guardia del corpo (Mahatlek). L’addestramento, quindi, non si basa su come combattere in un ambiente sterile di una palestra a piedi nudi e a torso nudo, ma su come sopravvivere e prevalere indossando l’equipaggiamento completo di un militare in servizio.
Per comprendere appieno questo aspetto, è necessario analizzare l’abbigliamento in tre contesti distinti:
L’Abbigliamento Storico e Spirituale: Gli indumenti e gli “accessori” del guerriero siamese antico, che formano il DNA culturale dell’arte.
L’Abbigliamento Militare Moderno: L’uniforme da combattimento, che è il vero “Gi” del Lerdrit e ne plasma ogni singola tecnica.
L’Abbigliamento da Allenamento Civile: L’adattamento moderno utilizzato nelle palestre (camp) per simulare i principi militari in un contesto di studio civile.
PARTE 1: L’ABBIGLIAMENTO STORICO E SPIRITUALE (LE RADICI)
Prima dell’avvento delle uniformi militari moderne, il guerriero siamese (Nak Rop) indossava una combinazione di indumenti pratici e oggetti spirituali che fungevano da “armatura” fisica e psicologica.
Il Vestiario Fisico: Praticità e Protezione
Pha Nung (ผ้านุ่ง) o Chong Kraben (โจงกระเบน):
Questo era l’indumento inferiore tradizionale del Siam, indossato da uomini e donne per secoli. Consisteva in un lungo pezzo di stoffa (spesso cotone o seta) avvolto intorno alla vita, passato tra le gambe e rimboccato dietro, creando una sorta di “pantalone a sbuffo” che lasciava le gambe libere.
Funzione Lerdrit: Questo indumento era ideale per il combattimento. A differenza di un pantalone stretto, il Chong Kraben permetteva una totale libertà di movimento per le anche e le gambe, essenziale per i calci (Teh) e le ginocchiate (Khao). Allo stesso tempo, offriva una copertura (e una minima protezione) ai genitali e alle cosce, e il tessuto robusto poteva essere afferrato (Chap) in un contesto di lotta (Muay Pram).
Armature (Krueang Pong Kan):
Nelle battaglie campali, i soldati e le guardie indossavano armature. Queste non erano le armature a piastre complete dell’Europa medievale, ma solitamente corazze di cuoio bollito e laccato, a volte rinforzate con metallo, e elmi (Muak Lek).
Funzione Lerdrit: Questo è un punto cruciale. L’esistenza di armature, per quanto leggere, ha forgiato la filosofia del Lerdrit. I colpi al torso (pugni, calci) erano spesso inefficaci contro un nemico corazzato. Questo costrinse i guerrieri siamesi a sviluppare un sistema che si concentrava quasi esclusivamente sui punti non protetti:
Le articolazioni (ginocchia, gomiti, spalle).
La gola (Lampi).
Il viso e la testa (Bai Na, Hua).
L’inguine (Kradet).
Il Lerdrit è, quindi, un’arte “anti-armatura” per eccellenza, un principio che, come vedremo, la rende paradossalmente perfetta per il combattimento moderno contro avversari con giubbotti antiproiettile.
L’Armatura Spirituale: Sak Yant e Kreung Rang
Per il guerriero siamese, l’abbigliamento più importante non era quello visibile. Era l’armatura spirituale e magica (Saiyasart), che si credeva fornisse protezione soprannaturale.
Sak Yant (สักยันต์) – I Tatuaggi Sacri:
Questa è l’armatura permanente del guerriero. Non si tratta di decorazioni, ma di incantesimi (Kata) e diagrammi magici (Yantra) tatuati sulla pelle da un monaco (Phra) o un maestro (Ajarn). Si credeva che infondessero nel portatore poteri specifici.
Contesto Lerdrit: Un praticante di Lerdrit, un Nak Rop o un Mahatlek, era quasi certamente coperto di Sak Yant. Questi servivano a:
Protezione (Kong Krapan Chatri): Rendere la pelle impenetrabile a lame, frecce e, in seguito, proiettili. Lo Yant Kropetch (l’Armatura di Diamante) è un esempio famoso.
Invisibilità (Klaew Klaad): Per eludere i nemici (fondamentale per le forze speciali e le sentinelle).
Potenza (Maha Amnat): Per dare potere ai propri colpi, spesso attraverso immagini di animali potenti come la tigre (Suea Koo – Tigri Gemelle) o il leone (Singha).
Agilità (Hanuman): Il dio scimmia Hanuman era un Yant popolare, si credeva donasse agilità, velocità e invulnerabilità.
Il Sak Yant era la “tuta da combattimento” psicologica. Dava al guerriero una fiducia incrollabile, eliminando la paura e permettendogli di applicare le tecniche brutali del Lerdrit con la calma letale (Jai Yen) richiesta.
Kreung Rang (เครื่องราง) – Gli Amuleti Indossabili:
Questi erano l’abbigliamento “accessorio”. Oggetti benedetti che venivano indossati sopra o sotto i vestiti.
Pra Jiad (ประเจียด): La fascia indossata sul bicipite. Nello sport (Muay Thai) è un simbolo della palestra. Nell’antichità militare, era un amuleto da battaglia. Era un pezzo di stoffa, spesso arrotolato, contenente preghiere, iscrizioni magiche (Yant) o persino ceneri di maestri defunti, e serviva come protezione diretta per il braccio.
Mongkon (มงคล): La “corona” indossata sulla testa prima del combattimento. È un oggetto sacro, non un cappello. È intriso di preghiere e benedizioni del Kru. Indossarlo durante il Wai Kru (la danza rituale) serviva a “chiamare” la protezione e la connessione con il lignaggio.
Takrut (ตะกรุด): Piccoli rotoli di metallo o foglie incise con Kata e indossati al collo o legati in vita con una cintura (Sainetr).
Pha Yant (ผ้ายันต์): “Stoffe magiche”. Spesso indossate come gilet (Suea Yant) sotto l’armatura, coperte di diagrammi e preghiere di protezione.
In sintesi, l’abbigliamento storico del Lerdrit era un sistema olistico: un indumento (Pha Nung) per la mobilità, un’armatura (Sak Yant, Kreung Rang) per la protezione spirituale, e un’armatura (Krueang Pong Kan) che ne definì i bersagli tattici (le articolazioni).
PARTE 2: L’UNIFORME MILITARE MODERNA (IL VERO “GI” DEL LERDRIT)
Questa è la parte più cruciale. Il Lerdrit, come codificato e praticato oggi, non si basa sul Pha Nung. Si basa sull’Uniforme da Combattimento (Combat Uniform) del soldato moderno (Tahan).
L’arte è stata affinata e preservata dalle Forze Armate Reali Thailandesi e dalle Guardie Reali. Il loro equipaggiamento è l’abbigliamento del Lerdrit. Ogni tecnica è ottimizzata per funzionare con (e attraverso) questo kit.
Analizziamo ogni componente e il suo impatto devastante sulla tecnica.
1. Gli Anfibi Militari (Rong Thao Tahan): L’Arma Nascosta
Questa è la singola caratteristica di abbigliamento più importante. Il Lerdrit è un’arte con le scarpe. Passare da un piede nudo a uno stivale da combattimento (che pesa 1-2 kg, ha una suola rigida e una punta rinforzata) cambia radicalmente ogni singola tecnica delle gambe. L’anfibio non è un indumento; è un’arma aggiuntiva.
Impatto sul Teep (Calcio Frontale): Da “Scudo” a “Lancia”
Muay Thai (Piede Nudo): Il Teep si esegue con la pianta del piede (Fa Thao). È un push-kick, uno “scudo” usato per spingere, creare distanza, disturbare e segnare punti.
Lerdrit (Anfibio): Il Teep si esegue con la punta dello stivale (Plai Thao). Non è più uno “scudo”, è una “lancia” (Teep Trong). È un calcio penetrante, a stocco. L’intento non è spingere, ma perforare.
Bersagli Tattici: I bersagli diventano quelli letali e invalidanti: Kradet (inguine), vescica, Linchii (plesso solare), Lampi (gola), Bai Na (viso). Un Teep con la punta di un anfibio alla gola è una tecnica di finalizzazione.
Impatto sul Teh (Calcio Circolare): Da “Mazza” a “Frantumatore di Giunti”
Muay Thai (Piede Nudo): Si usa la Kaeng (tibia), condizionata come una mazza da baseball, per colpire la coscia o le costole.
Lerdrit (Anfibio): Calciare alto con uno stivale pesante è lento, telegrafato, dispendioso e tatticamente suicida (espone l’inguine e sbilancia). Per questo, il Lerdrit elimina quasi tutti i calci alti.
La Vera Tecnica: Il Teh del Lerdrit è quasi esclusivamente un Teh Lan (เตะล่าง), un “Calcio Basso”. L’arma non è la tibia (protetta dallo stivale), ma lo stivale stesso. L’intento non è causare un ematoma, ma rompere la struttura.
Bersagli Tattici: L’articolazione del ginocchio (Khao). Un Teh Chiang (calcio diagonale) sferrato con uno stivale sul lato del ginocchio è progettato per Hak Khao (rompere il ginocchio), distruggendo i legamenti collaterali. È una tecnica di mutilazione.
Impatto sullo Yiap (Pestone): La Nascita del “Martello”
Muay Thai (Piede Nudo): Lo Yiap (pestome) esiste ma è raro e poco efficace.
Lerdrit (Anfibio): Lo Yiap diventa un’arma primaria. È l’uso del Sin Thao (tacco) e della suola rigida. È il “martello” del Lerdrit, che usa la gravità (Thim Nam Nak) per frantumare.
Bersagli Tattici:
In piedi (CQC): Yiap Thao (pestome sul collo del piede) per frantumare le ossa metatarsali e distruggere la mobilità.
A Terra (Thap): È l’arma di finalizzazione. Pestare la caviglia, il ginocchio, le costole, la mano (per disarmare) o la gola dell’avversario a terra.
Impatto sulla Postura (Chot):
Gli stivali forniscono un’aderenza (grip) superiore su terreni irregolari (fango, macerie, cemento bagnato) rispetto ai piedi nudi. Questo permette al praticante di Lerdrit di adottare la sua postura bassa e radicata (Chot Tahan) con una stabilità che un combattente a piedi nudi non può avere.
2. L’Uniforme da Combattimento (Pantaloni e Giacca): Le “Maniglie” del Grappling
Il secondo elemento chiave è l’abbigliamento in tessuto resistente (come il cotone rip-stop delle uniformi BDU).
Il Dominio del Chap Sa-eu (Afferrare i Vestiti):
Contesto Sportivo (Muay Thai/MMA): Il clinch (Plum) e il grappling avvengono su pelle nuda e sudata. È difficile mantenere le prese.
Contesto Lerdrit: Il Lerdrit presume che l’avversario indossi vestiti (un’uniforme, una giacca, una felpa). L’arte non si basa sul Plum (controllo del collo), ma sul Chap Sa-eu (จับเสื้อ), l’arte di afferrare i vestiti.
Vantaggio Tattico: Afferrare un colletto, una spalla dell’uniforme, una cintura o il tessuto sui fianchi fornisce una leva meccanica immensa.
Impatto sulle Tecniche:
Per Hak (Rottura): È molto più facile applicare una leva Hak Sok (rottura del gomito) se si può usare una presa sull’uniforme per “ancorare” l’avversario.
Per Thum (Proiezione): Le proiezioni Lerdrit (simili al Judo o al Sambo) si basano su queste prese. Un Thum che usa la giacca dell’avversario per sbilanciarlo richiede una frazione della forza di una proiezione su pelle nuda.
Per Thap (Schiacciamento): A terra, si afferrano i vestiti per controllare l’avversario e impedirgli di muoversi mentre lo si finalizza.
Protezione (Minima): I vestiti spessi offrono una minima protezione da abrasioni, tagli superficiali e impatti leggeri, cambiando leggermente la dinamica del combattimento a terra.
3. L’Equipaggiamento Tattico (Elmetto, Giubbotto, Giberne): La Convalida Moderna
Questo è l’abbigliamento del soldato moderno, e convalida la filosofia Lerdrit.
L’Elmetto (Muak Lek): L’Attivazione della Nona Arma
Muay Thai (Senza Casco): La testata (Hua) è un’arma disperata, poiché è facile fratturarsi il cranio contro quello dell’avversario (testa contro testa).
Lerdrit (Con Elmetto): L’elmetto balistico (in Kevlar o materiali compositi) trasforma la testa da un bersaglio fragile a un’arma offensiva primaria.
Tattica Lerdrit: Nel CQC, la Hua Pung (testata frontale) sferrata con un elmetto contro il viso (naso, denti) di un avversario non protetto è un colpo da KO devastante e sicuro per il praticante.
Il Giubbotto Antiproiettile (Suea Kro): La Negazione dello Sport
Contesto Sportivo: La maggior parte delle arti (Boxe, Karate, TKD, Muay Thai) concentra l’80% dei colpi sul torso (plesso solare, fegato, costole).
Contesto Lerdrit: Il Lerdrit opera presumendo che il torso sia corazzato (storicamente o modernamente). Un giubbotto antiproiettile moderno (con placche balistiche) rende inutile quasi tutto l’arsenale sportivo.
La Validazione del Lerdrit: Quali sono i bersagli non coperti dal giubbotto?
La testa/collo (Hua, Lampi).
L’inguine (Kradet).
Le articolazioni degli arti (Khao, Sok, Lai, Mue).
L’abbigliamento moderno (il giubbotto) costringe il combattimento a focalizzarsi esattamente sui bersagli che il Lerdrit ha privilegiato per secoli.
Giberne, Cinture, Zaino (Krapao): Ostacoli e Opportunità
Come Ostacolo: L’equipaggiamento sul petto e sulla schiena altera il baricentro, rende difficili certi movimenti e impedisce un clinch frontale stretto.
Come Opportunità Lerdrit: Questo equipaggiamento fornisce ancora più “maniglie” per il Chap. Afferrare lo spallaccio di un giubbotto tattico o la cinghia di uno zaino è un appiglio incredibilmente solido per una proiezione Thum o per controllare un avversario.
PARTE 3: L’ABBIGLIAMENTO DA ALLENAMENTO MODERNO E CIVILE (LA SIMULAZIONE)
Dato che il Lerdrit è ora insegnato a civili in palestre (camp) in tutto il mondo (principalmente attraverso l’IMBA), sorge una domanda: come si simula questo contesto militare in un ambiente di allenamento sicuro?
La risposta è un abbigliamento da allenamento specifico, che è un compromesso intelligente tra la tradizione, la funzione militare e la praticità civile.
La Divisa Standard (Es. Scuole IMBA)
Quando si entra in una sessione di Lerdrit in una scuola civile certificata, l’abbigliamento è molto diverso da quello di una palestra di Muay Thai.
Niente Pantaloncini Sportivi: L’indumento più comune e spesso obbligatorio è un paio di pantaloni lunghi.
Tipo: Solitamente pantaloni neri, in stile “cargo”, BDU (Battle Dress Uniform) o tactical pants.
Perché?
Simulazione del Chap Sa-eu: Questo è il motivo principale. Gli allievi devono praticare l’arte di afferrare i vestiti (Chap). È impossibile allenare il Lerdrit grappling su gambe nude. Si pratica afferrando il tessuto dei pantaloni per sbilanciare, controllare e proiettare.
Protezione: Il Lerdrit include molto lavoro a terra (Thap), cadute (Tog) e leve. I pantaloni lunghi proteggono le ginocchia e gli stinchi da abrasioni e bruciature da tappeto (tatami rash), permettendo un allenamento più realistico e intenso.
Simulazione di Strada: Per l’autodifesa civile, è molto più probabile che un aggressore (e il praticante) indossi jeans o pantaloni lunghi piuttosto che pantaloncini da boxe.
La Parte Superiore: T-Shirt della Scuola
Solitamente una maglietta (T-shirt) o una polo con i loghi della scuola (es. IMBA) o del camp.
Perché?
Identità: Crea un senso di appartenenza e uniformità.
Praticità: È meno restrittiva di una giacca pesante per l’allenamento quotidiano.
Simulazione Chap: Fornisce comunque tessuto (colletto, maniche, corpo) da afferrare per le tecniche di Chap.
Assenza di Gradi Visibili (Cinture):
Una caratteristica distintiva. Il Lerdrit (come la Muay Boran e la Muay Thai) tradizionalmente non usa un sistema di cinture colorate (come il Kyu/Dan giapponese).
Il Sistema Khan: La progressione è segnata dai Khan (gradi), che sono certificati (diplomi) rilasciati dopo un esame. L’unica distinzione visiva può essere, in alcune scuole, il colore del Pra Jiad (la fascia sul braccio), ma anche questo non è universale.
Filosofia Lerdrit: Questa assenza di status visivo è voluta. Rafforza la mentalità militare del Nak Rop (guerriero): l’abilità di un praticante non è mostrata da un pezzo di stoffa colorato, ma dalla sua competenza, dal suo controllo (Jai Yen) e dalla sua umiltà. L’ego viene lasciato fuori dalla porta.
L’Uso delle Scarpe in Allenamento (La Scelta Critica)
Questo è un punto chiave della pratica moderna. Come si allena un’arte “con gli stivali”?
L’Approccio Comune: A Piedi Nudi (Plao Thao)
La maggior parte delle palestre, per motivi di igiene e per proteggere i tatami (materassine), fa allenare a piedi nudi.
Il Compromesso: In questo caso, il Kru (maestro) deve costantemente ricordare agli allievi la “traduzione”. “State colpendo con la pianta del piede, ma immaginate di avere uno stivale e di colpire con la punta (Plai Thao). State colpendo la coscia, ma immaginate di colpire il ginocchio (Khao).”
L’Approccio Avanzato: Scarpe da Allenamento
Le scuole di Lerdrit più serie e dedicate alla simulazione reale richiedono agli allievi di usare scarpe da allenamento dedicate, da usare solo sul tatami (per igiene).
Tipo: Possono essere scarpe da wrestling o da boxe (leggere, con suola pulita) o, idealmente, stivaletti tattici leggeri.
Il Vantaggio: Questo cambia completamente il gioco. Permette agli allievi di praticare la vera biomeccanica del Teep con la punta e dello Yiap con il tacco. Permette loro di sentire la stabilità e il grip della postura Chot Tahan.
L’Allenamento “Sporco” (Dirty Training)
Periodicamente, molte scuole di Lerdrit/Autodifesa organizzano sessioni di “dirty training” o “stress training”.
In queste sessioni, agli allievi viene chiesto di venire con i loro vestiti di tutti i giorni: jeans, felpe, giacche, e le loro scarpe da strada.
L’allenamento si svolge spesso su pavimenti duri, non su tatami.
Lo Scopo: Questa è la “verifica finale” dell’abbigliamento. L’allievo scopre che la sua giacca di jeans è una maniglia perfetta per un Thum (proiezione), che i suoi jeans limitano i calci alti (convalidando il Teh Lan), e che le sue sneakers sono armi efficaci per uno Yiap. Questo collega l’arte militare antica all’autodifesa civile moderna.
In conclusione, l’abbigliamento nel Muay Lert Rit è una componente fondamentale e attiva del sistema. È l’armatura spirituale (Sak Yant) che forgia la mente, l’uniforme militare che definisce la tecnica (Anfibi, Giubbotto), e l’abbigliamento da allenamento (Pantaloni lunghi, Scarpe) che simula la realtà tattica.
ARMI
Chiedere quali siano le “armi” del Muay Lert Rit è una domanda che, a prima vista, sembra contenere un paradosso. Il Lert Rit è, per definizione, la componente disarmata del combattimento militare siamese; è l’arte del corpo a corpo, l’ultima linea di difesa del soldato che ha perso la sua arma o della guardia del corpo che opera in un ambiente dove le armi da fuoco non possono essere usate.
Tuttavia, è impossibile comprendere il Lert Rit senza comprendere il suo rapporto simbiotico e profondo con le armi. Quest’arte non è nata nel vuoto. È nata da un contesto di combattimento armato totale.
La risposta alla domanda, quindi, non è un semplice elenco, ma un’esplorazione su più livelli. Le “armi” del Lert Rit possono essere classificate in quattro categorie distinte, ognuna delle quali ne definisce l’identità:
L’Arma Primaria (Il Corpo): Le Nawa Awut (Nove Armi Corporee), considerate e usate non come strumenti sportivi, ma come armi da guerra.
L’Arte Gemella (Le Armi Esterne): Il Krabi Krabong (กระบี่กระบอง), l’arte marziale armata thailandese. Il Lert Rit è il suo partner disarmato, e la sua biomeccanica è quasi identica.
Le Armi Pragmatiche (L’Equipaggiamento): L’abbigliamento e l’ambiente, trasformati da necessità in strumenti di combattimento.
L’Incontro con le Armi (La Difesa e la Ritenzione): Le tecniche Lert Rit per affrontare un avversario armato e per proteggere la propria arma.
Analizzare queste quattro categorie rivela che il Lert Rit non è un’arte “disarmata”, ma un’arte “total-weapon”, in cui il corpo è semplicemente l’arma finale, biologica e più affidabile.
PARTE 1: L’ARMA PRIMARIA – IL CORPO COME ARSENALE (NAWA AWUT)
La base di tutto il sistema è il concetto di Nawa Awut (นวอาวุธ), le “Nove Armi”. Mentre la Muay Thai sportiva è famosa per le “Otto Armi”, il Lert Rit (come la Muay Boran) ne include formalmente nove. La differenza cruciale, tuttavia, non è nel numero, ma nell’intento e nell’applicazione di queste armi.
Nel Lert Rit, ogni arma corporea non è usata per “segnare punti”, ma per distruggere bersagli anatomici specifici, con lo stesso pragmatismo con cui un soldato userebbe un martello o un coltello.
1. & 2. I Pugni (Mad – หมัด) e i Palmi (Fa Mue – ฝ่ามือ): L’Arma Problematica
Contrariamente alla boxe occidentale, nel Lert Rit il pugno chiuso non è l’arma preferita, specialmente contro la testa.
Il Problema (Pragmatismo Lerd Rit): Il cranio è la parte più dura del corpo. La mano (Mue) è una struttura complessa di 27 piccole ossa (Kraduk). Colpire un cranio a piena forza è il modo più rapido per rompersi la mano (frattura del pugile), rendendosi inabili al combattimento. Un soldato non può permetterselo.
La Soluzione Lert Rit (Le Armi-Mano):
Mad Kham (หมัดค้ำ) – Il Pugno a Martello: Questa è l’arma da pugno primaria del Lerdrit. Si colpisce con la base carnosa del pugno (lato del mignolo). È quasi impossibile rompersi la mano in questo modo. La sua traiettoria (simile a un overhand o a un colpo discendente) è perfetta per colpire bersagli letali dall’alto nel CQC (Close Quarters Combat).
Funzione d’Arma: Un “martello” o “manganello” biologico.
Bersagli: Hai Pla Ra (clavicola) (per romperla), Khamap (tempia), mascella, base del cranio.
Fa Mue (ฝ่ามือ) – Il Palmo: L’alternativa al pugno. Si colpisce con la base dura del palmo (San Mue).
Funzione d’Arma: Un “ariete” non penetrante. Trasferisce uno shock immenso senza alcun rischio per le dita o le nocche.
Bersagli: Khang (mento) per un KO, Chamuk (naso) per romperlo, Hu (orecchie) per uno shock al timpano (colpo a palmi schiaffeggiati).
Mad Soi (หมัดเสย) – Il Pugno Ascendente: Un uppercut cortissimo, usato a distanza zero per colpire il mento o lo sterno.
3. & 4. I Gomiti (Sok – ศอก): I Re del CQC (Le Lame Corte)
Il gomito (Sok) è forse l’arma più rappresentativa del Lerdrit. È l’arma perfetta per gli scopi dell’arte.
Perché il Gomito?
È Duro: È la punta dell’ulna, un osso denso.
Raggio Zero: Funziona a distanza di contatto, dove i pugni falliscono.
Potenza Esplosiva: Richiede pochissimo caricamento per generare una potenza devastante.
Anti-Armatura: È perfetto per colpire i bersagli non protetti da un’armatura (o giubbotto antiproiettile).
Funzione d’Arma (Duplice):
Lama da Taglio: Usato per tagliare la pelle sul viso (arcata sopracciliare, fronte), non per vincere punti, ma per accecare l’avversario con il suo stesso sangue. Questa è guerra psicologica (Saiyasart).
Punteruolo da Rottura: Usato per colpire con intento percussivo e rompere le ossa.
Armi Specifiche (Esempi):
Sok Ti (ศอกตี) – Il Gomito Discendente: L’arma “frantuma-strutture”. Non è un taglio. È un colpo a martello che cade con tutto il peso del corpo (Thim Nam Nak). Bersaglio primario: la clavicola. Un colpo secco la spezza, disabilitando l’intero braccio.
Sok Pung (ศอกพุ่ง) – Il Gomito a Lancia: Un colpo penetrante, lineare. Funzione: un “coltello” biologico. Bersaglio primario: la gola (Lampi).
Sok Tad (ศอกตัด) – Il Gomito Orizzontale: Un “fendente” CQC. Bersagli: tempia, mascella.
5. & 6. Le Ginocchia (Khao – เข่า): I Motori della Distruzione
Il ginocchio (Khao) è l’altra arma CQC. È un “ariete” pesante, alimentato dai muscoli più forti del corpo (glutei e quadricipiti).
Funzione d’Arma (Duplice):
Arma d’Impatto: Per colpi penetranti.
Arma di Controllo: Per immobilizzare (Thap).
Armi Specifiche (Esempi):
Khao Kradet (เข่ากระเด็ด) – Il Ginocchio all’Inguine: L’arma Lerdrit per eccellenza. Il Khao Trong (ginocchio dritto) non è mirato sportivamente al plesso solare; è mirato pragmaticamente all’inguine (Kradet) o alla vescica. È una tecnica di “spegnimento” totale.
Khao Noi (เข่าน้อย) – Il Ginocchio Piccolo: Nello sport sono colpi di disturbo. Nel Lerdrit, sono “punteruoli neurologici” mirati con precisione ai nervi (femorale, sciatico) per “spegnere” la gamba dell’avversario e distruggere la sua base.
Khao Thap (เข่าทับ) – Il Ginocchio che Schiaccia: Questa non è un’arma d’impatto, ma un’arma di controllo posizionale. È il fulcro della strategia Thap (Schiacciare). Il ginocchio viene usato per “inchiodare” l’avversario a terra (sul petto, sul collo) mentre le altre armi (gomiti, pestoni) lo finalizzano.
7. & 8. I Piedi/Stivali (Teh/Teep/Yiap – เตะ/ถีบ/เหยียบ): Le Armi Tattiche
Qui l’arma non è il piede, ma l’anfibio militare (Rong Thao Tahan). Il Lerdrit è un’arte con le scarpe. L’abbigliamento diventa l’arma (vedi Parte 3).
Teep (ถีบ) – La Lancia: Il calcio frontale.
Arma: La punta dello stivale (Plai Thao).
Funzione: Non è un push-kick (spinta). È uno stocco penetrante (Teep Trong).
Bersagli: Inguine, vescica, plesso solare, gola, viso.
Teh (เตะ) – La Falce Frantuma-Giunti: Il calcio circolare.
Arma: Lo stivale pesante.
Funzione: Il Lerdrit elimina i calci alti. Il Teh Lan (calcio basso) è usato come una “falce” per distruggere la mobilità.
Bersagli: L’articolazione del ginocchio (Khao). L’obiettivo è Hak Khao (rompere il ginocchio), non causare un ematoma.
Yiap (เหยียบ) – Il Martello a Gravità: Il pestome.
Arma: Il tacco (Sin Thao) dello stivale.
Funzione: Un’arma di finalizzazione che usa il peso del corpo e la gravità.
Bersagli: Collo del piede (per rompere le ossa e la mobilità), e (a terra) caviglia, ginocchio, costole, mano, gola.
9. La Testa (Hua – หัว): L’Arma della Disperazione e dell’Opportunità
La Nona Arma, proibita in ogni sport, è fondamentale nel Lerdrit.
Arma: L’osso frontale (Naphak).
Funzione: È l’arma del CQC più estremo (es. un bear hug da cui non si possono liberare braccia o gambe).
Arma Tattica (con Elmetto): Se il soldato indossa un elmetto (Muak Lek), la testa cessa di essere un’arma di disperazione e diventa un ariete offensivo primario, usato per colpire il viso dell’avversario con impatto devastante.
PARTE 2: L’ARTE GEMELLA – IL KRABI KRABONG (LE ARMI ESTERNE)
Questa è la parte più importante per capire il contesto delle “armi” nel Lerdrit. Il Lerdrit non è nato come arte primaria. È nato come sistema di backup.
Il soldato siamese (Nak Rop) era, prima di tutto, un maestro di Krabi Krabong (กระบี่กระบอง). Questa è l’arte armata tradizionale thailandese. Il suo addestramento iniziava con le armi. Il Lerdrit era ciò che faceva quando la sua arma primaria veniva persa, rotta o era inefficace (distanza troppo corta).
La conseguenza è che la biomeccanica del Lerdrit è la biomeccanica del Krabi Krabong. Le armi del Lerdrit sono usate come se fossero le armi esterne.
Krabi Krabong (กระบี่กระบอง): L’Arte Madre
Definizione: “Spada e Bastone”. Krabi (spada a lama singola), Krabong (bastone). È un termine ombrello per tutte le arti armate siamesi.
La Sinergia (Il Collegamento Fondamentale):
Footwork (Yang Sam Khum): Il “Passo a Tre Punti” del Lerdrit è identico al footwork del combattimento con la spada. È un passo stabile, radicato, a triangolo, progettato per muoversi con potenza e mantenere l’equilibrio mentre si maneggia un’arma.
Angoli e Potenza: La potenza dei colpi Lerdrit (gomiti, pugni a martello) non deriva da una spinta del braccio, ma da una rotazione dell’anca (Sao Eeo) e un radicamento a terra, esattamente come si sferra un fendente (Fan) con una spada (Krabi).
Principi Difensivi: I blocchi (Pad, Pok) del Lerdrit sono gli stessi movimenti usati per parare un colpo con uno scudo (Lo) o con la lama della propria spada.
Analisi delle Armi del Krabi Krabong e Loro Influenza sul Lerdrit
1. Krabi (กระบี่) – La Spada a Lama Singola (Daab)
L’Arma: La Daab (spada) è il cuore del Krabi Krabong. Solitamente una lama curva a singolo filo.
Influenza sul Lerdrit:
Sok (Gomito): Il Sok Tad (gomito orizzontale) è, biomeccanicamente, un fendente di spada corto (Fan). L’allievo impara a “tagliare” con l’anca, e il gomito diventa semplicemente una “spada corta” biologica.
Fa Mue (Palmo): L’uso del palmo e del “taglio della mano” (San Mue) in alcune tecniche Lerdrit è un’eco diretta del colpo con la lama.
Pad (Parata): L’atto di deviare un pugno con l’avambraccio (Pad) usa la stessa meccanica del “bloccare lama-su-lama”.
2. Krabong (กระบอง) – Il Bastone Lungo (Staff)
L’Arma: Il bastone lungo (circa 1.8-2 metri), l’arma del soldato di fanteria.
Influenza sul Lerdrit:
Gestione della Distanza (Range): L’addestramento con il Krabong è la lezione suprema sulla distanza.
Teep (Calcio Frontale): Il Teep del Lerdrit, usato come uno “stocco” perforante, è la controparte disarmata del jab di un bastone (Pung) o di una lancia.
Potenza Cinetica: Per usare un Krabong con potenza è necessario usare tutto il corpo, unendo il movimento di mani, anche e piedi. Questo principio di “potenza connessa” è vitale per le proiezioni (Thum) del Lert Rit.
3. Daab Song Mue (ดาบสองมือ) – Le Spade Gemelle
L’Arma: Il combattimento con due spade (Daab), una per mano.
Influenza sul Lerdrit:
Coordinazione e Flusso: Questa è la disciplina che insegna al cervello a usare entrambi i lati del corpo in modo indipendente ma coordinato.
“Rhythm Breaker”: Il combattente con due spade usa un ritmo “rotto” (colpi veloci, poi lenti, da angoli diversi).
Trasposizione sul Lerdrit: Questo si traduce nella capacità del praticante di Lerdrit di fluire tra le sue armi (un Sok destro, seguito da un Khao sinistro, seguito da un Mad Kham destro). Non è un combattimento “un colpo alla volta”, ma un flusso continuo di attacchi da angolazioni multiple, proprio come le Daab Song Mue.
4. Ngao (ง้าว) – L’Alabarda/Lancia
L’Arma: Un’arma in asta, spesso con una lama curva in cima. L’arma per eccellenza per combattere dalla groppa di un elefante da guerra o contro la cavalleria.
Influenza sul Lerdrit:
Tempismo (Timing): Usare un’arma lunga richiede un tempismo perfetto.
Principio di Leva: L’uso della leva è fondamentale. Questo concetto si traduce direttamente nelle leve Hak (rottura) del Lert Rit.
5. Lo (โล่), Khen (เขน), Daang (ดั้ง) – Gli Scudi
L’Arma: Vari tipi di scudi, spesso usati in combinazione con una spada.
Influenza sul Lerdrit:
La “Cornice” Difensiva: L’intero sistema difensivo del Lerdrit, che usa gli avambracci e i gomiti per creare una “cornice” protettiva (Pok, Pad), è una trasposizione diretta del combattimento con lo scudo. L’avambraccio avanzato diventa lo scudo.
Difesa Attiva: Nel Krabi Krabong, lo scudo non è solo passivo; viene usato per colpire (bash). Questo è lo stesso principio del Sok Pad (parata di gomito) o del blocco Pok del Lert Rit, che non solo ferma il colpo ma danneggia l’arto dell’attaccante.
Conclusione della Parte 2: Il Lerdrit non è un’arte a sé stante. È il prodotto finale della gerarchia delle armi. Un Nak Rop (guerriero) è un maestro di Ngao (lancia) a lunga distanza, un maestro di Krabi (spada) a media distanza, e un maestro di Lerd Rit (corpo) a distanza zero. La sua mente non vede differenza tra le tre: il footwork è lo stesso, la generazione della potenza è la stessa, gli angoli sono gli stessi. Il Lerdrit è semplicemente l’applicazione del Krabi Krabong quando le mani sono vuote.
PARTE 3: LE ARMI PRAGMATICHE (L’EQUIPAGGIAMENTO E L’AMBIENTE)
Questa categoria di armi definisce il pragmatismo assoluto del Lerdrit. È l’arte di weaponizzare qualsiasi cosa. L’addestramento Lerd Rit insegna al praticante a vedere il mondo non come uno sfondo, ma come un arsenale.
1. L’Abbigliamento come Arma (Derivato dall’Uniforme)
Come analizzato nel Punto 13 (Abbigliamento), l’uniforme militare è un’arma.
L’Arma-Stivale (Rong Thao Tahan):
Come già detto, l’anfibio è la “baionetta” del piede (Teep) e il “martello” del tacco (Yiap). È forse l’arma “esterna” più importante e affidabile del Lert Rit. È l’unica arma che un soldato o una guardia ha sempre con sé.
L’Arma-Vestito (Chap Sa-eu):
I vestiti (uniforme, giacca, felpa) non sono un ostacolo, ma un’arma di leva.
Funzione d’Arma: La capacità di afferrare il colletto o la spalla dell’uniforme (Chap Sa-eu) trasforma il grappling. Permette al praticante di Lerdrit di applicare le proiezioni Thum e le leve Hak con una leva e un controllo che sono impossibili su un avversario a torso nudo (come nella MMA). L’uniforme dell’avversario diventa un’estensione della propria presa.
L’Arma-Elmetto (Muak Lek):
L’elmetto balistico in Kevlar è un’arma d’impatto pura. Trasforma la Nona Arma (Hua – testa) da uno strumento di disperazione a un ariete offensivo primario, usato per colpire il viso dell’avversario nel CQC senza alcun rischio per il praticante.
2. L’Ambiente come Arma (Combattere con la Stanza)
Il Lerdrit è un’arte di CQC. Il suo “ring” è il corridoio, l’ascensore, il vicolo, la trincea. L’addestramento Lerd Rit insegna a usare queste restrizioni come armi.
Il Muro (Kamphaeng):
Funzione d’Arma: Il muro è un fulcro e una superficie d’impatto.
Applicazione Lerdrit:
Thum (Proiezione): Non si proietta l’avversario a terra; lo si schianta contro il muro.
Hak (Rottura): Si usa il muro come fulcro per una leva Hak Sok (rottura del gomito) o Hak Lai (rottura della spalla). Si “inchioda” l’arto al muro e si applica la leva.
Il Terreno (Phuen):
Funzione d’Arma: Il terreno (cemento, asfalto, rocce) è la superficie d’impatto finale.
Applicazione Lerdrit: L’obiettivo di ogni proiezione Thum non è atterrare dolcemente; è far sì che la testa (Hua) o la spina dorsale (Kraduk San Lang) dell’avversario colpiscano il terreno con la massima forza possibile. La gravità e il pianeta Terra diventano le armi del praticante.
Oggetti Improvvisati (La Transizione Krabi Krabong):
Poiché la mente del praticante è già addestrata al Krabi Krabong, egli vede “armi” ovunque.
Una sedia diventa uno “scudo e mazza”.
Una penna o un mazzo di chiavi diventa un “coltello” (Meet) per colpire punti vitali.
Una bottiglia o una pietra diventano armi da impatto.
Una cintura o una corda può essere usata per strangolare o legare.
L’addestramento Lerd Rit non fa distinzione tra disarmato, armato con armi formali (Krabi Krabong) e armato con armi d’opportunità. È tutto un unico spettro di combattimento.
PARTE 4: L’INCONTRO CON LE ARMI (DIFESA E RITENZIONE)
Questa è l’applicazione moderna e civile più rilevante. Come usa il Lerdrit le sue “Nove Armi” per affrontare un avversario armato (come una guardia del corpo) o per mantenere la propria arma (come un soldato)?
La filosofia Lerdrit non è “disarmare”. È “distruggere l’operatore”. Un uomo disarmato può raccogliere l’arma o estrarne un’altra. Un uomo con un braccio rotto o privo di sensi è neutralizzato.
1. Difesa da Arma Bianca (มีด – Meet / Coltello)
Il Problema: Un coltello è un’arma letale a distanza zero.
La Soluzione Lert Rit:
Principio 1 (Footwork): Non arretrare mai in linea retta. Usare il Yang Sam Khum (passo a tre) per uscire dalla linea di attacco della lama.
Principio 2 (Entrata): Entrare dentro il raggio del coltello. Il pericolo massimo è alla fine dell’arto; il pericolo minimo è alla spalla.
Principio 3 (Difesa-Attacco): Non “bloccare” il coltello. Attaccare l’arto.
Si usano parate dure (Pad con l’avambraccio, Sok con il gomito) per colpire il polso o l’avambraccio dell’attaccante mentre si entra.
Principio 4 (Chap-Hak): L’obiettivo immediato è Chap (Afferrare) l’arto armato (polso, gomito) e applicare immediatamente un Hak (Rottura).
Hak Kho Mue (Rottura del Polso): Spezzare il polso per far cadere l’arma.
Hak Sok (Rottura del Gomito): Spezzare il gomito dell’avversario, disabilitando l’intero arto.
Hak Lai (Rottura della Spalla): Idem.
Principio 5 (Distruzione Simultanea): Mentre si applica il Chap-Hak sull’arto armato, le altre armi Lerdrit (gomito, ginocchio, testa) attaccano simultaneamente i bersagli vitali dell’avversario (gola, occhi, inguine).
Non è una “difesa da coltello”; è un contrattacco totale e distruttivo.
2. Difesa da Arma Contundente (ไม้ – Mai / Bastone)
Il Problema: Un bastone (o una mazza, un tubo) ha un raggio d’azione e una potenza d’impatto superiori.
La Soluzione Lert Rit:
Principio 1 (Timing): Il bastone è lento. Ha bisogno di un “caricamento” (un’oscillazione all’indietro).
Principio 2 (Entrata): L’unica soluzione è “entrare nella tempesta”. Bisogna muoversi dentro l’arco di oscillazione, prima che il bastone raggiunga la velocità massima.
Principio 3 (La “Cornice” Lerd Rit): Si entra proteggendo la testa con una “cornice” di avambracci e gomiti (eredità dello “scudo” del Krabi Krabong).
Principio 4 (CQC Totale): Una volta a distanza zero, il bastone è quasi inutile. L’avversario è ora nel regno del Lerdrit. Il praticante scatena l’arsenale CQC: Sok, Khao, Hua (gomiti, ginocchia, testa) e transita immediatamente a un Chap-Thum (presa e proiezione).
3. Ritenzione dell’Arma da Fuoco (ปืน – Puen / Pistola o Fucile)
Questa è una “scuola” fondamentale per le Guardie Reali e i soldati moderni. Cosa succede se un avversario cerca di afferrare l’arma del praticante?
Il Problema: L’avversario afferra la pistola nella fondina o la canna del fucile.
La Soluzione Lert Rit (Pura Biomeccanica CQC):
Principio 1 (Controllo dell’Arma): La mano primaria non lascia mai l’arma.
Principio 2 (Rotazione e Leva): Il praticante non “tira” l’arma. Usa il Yang (footwork) per ruotare il corpo, usando la leva dell’anca per spezzare la presa dell’avversario.
Principio 3 (Colpi di Distrazione Letali): Mentre il corpo ruota, le “Nove Armi” libere entrano in gioco.
Hua (Testa): La testata (con o senza elmetto) è spesso la prima risposta.
Sok (Gomito): Colpi di gomito discendenti (Sok Ti) sul collo o sulla spina dorsale dell’avversario piegato.
Khao (Ginocchio): Ginocchiate all’inguine (Kradet) o al viso.
Yiap (Pestone): Pestare il piede dell’avversario per rompere la sua base.
Le tecniche Lerd Rit sono, per loro natura, perfette per la ritenzione dell’arma, poiché sono tutte progettate per funzionare a distanza zero e per distruggere la struttura dell’avversario.
PARTE 5: LE ARMI SPIRITUALI (SAIYASART)
Infine, nessun elenco di “armi” siamesi è completo senza menzionare l’arsenale psicologico e spirituale (Saiyasart). Per il guerriero antico (e per molti moderni), queste erano armi reali quanto una spada.
Sak Yant (สักยันต์) – L’Armatura Tatuata:
Come discusso, i tatuaggi sacri non erano decorazioni. Erano armi di protezione. Si credeva che lo Yant Kong Krapan Chatri (Impenetrabilità) potesse deviare le lame. Questa convinzione dava al guerriero una fiducia psicologica assoluta (Jai – cuore), eliminando la paura, che è il nemico numero uno in combattimento.
Kreung Rang (เครื่องราง) – Gli Amuleti:
Il Pra Jiad (fascia sul braccio) e il Mongkon (copricapo rituale) erano “armi” che invocavano la protezione del Kru e del lignaggio.
Kata (คาถา) – Gli Incantesimi:
Le preghiere e i mantra recitati prima della battaglia.
Funzione d’Arma: Erano “armi psicologiche”. Servivano come trigger mentali (come il Wai Kru), attivando l’interruttore dalla mentalità civile (Jai Yen) a quella da guerriero (Nak Rop).
Conclusione: Le “armi” del Muay Lert Rit sono un concetto olistico e totale. Il Lert Rit è l’arte che presume che il praticante sia già un maestro d’armi (Krabi Krabong). Quando queste armi esterne falliscono, l’arte trasforma il corpo stesso in un arsenale (Nawa Awut). Poi, espande la definizione di “arma” per includere l’equipaggiamento indossato (l’anfibio, l’elmetto, l’uniforme) e l’ambiente stesso (il muro, il suolo). Infine, fornisce la dottrina per usare questo arsenale corporeo per difendersi da armi nemiche e per proteggere le proprie. Il Lerdrit non “usa” armi; è l’arma totale.
A CHI E' INDICATO E A CHI NO
La questione di chi sia il candidato ideale per il Muay Lert Rit è forse più cruciale di qualsiasi analisi tecnica. Questa non è un’arte marziale di massa, non è un corso di fitness e non è un’attività ricreativa nel senso comune del termine. È un sistema di combattimento militare, pragmatico e potenzialmente letale.
Di conseguenza, la sua pratica non è, e non dovrebbe essere, aperta a chiunque. La filosofia tradizionale del Muay Boran (l’arte antica) e dei suoi rami militari, come il Lerdrit, si basa su un principio fondamentale: non è solo lo studente (Nak Rian) a scegliere il maestro (Kru); è soprattutto il Kru che sceglie lo studente.
Il maestro agisce come un Krueang Krong (un filtro, un guardiano), assumendosi la responsabilità morale e legale di trasmettere una conoscenza che può essere usata per distruggere. La selezione, quindi, non si basa sull’abilità atletica, sulla forza fisica o sull’età. Si basa quasi esclusivamente su un singolo, non negoziabile, attributo: il carattere.
La domanda non è: “Sei abbastanza forte per praticare il Lerdrit?”. La domanda è: “Sei abbastanza maturo, stabile e responsabile (Wutthiphawa) da poter praticare il Lerdrit?”
Analizzare questo profilo significa tracciare un confine netto tra chi è indicato per questo percorso e chi, per il bene proprio e della società, ne deve essere categoricamente escluso.
PARTE 1: A CHI È INDICATO (IL PROFILO DEL PRATICANTE IDEALE)
Il praticante ideale di Lerdrit non è il “combattente” stereotipato. È una figura più complessa: in parte studioso, in parte guardiano, in parte soldato. Il suo profilo è una combinazione di attributi psicologici, filosofici e professionali.
Il Profilo Psicologico e Filosofico: Il Jai Yen (Il Cuore Freddo)
Questo è il requisito fondamentale.
Maturità Emotiva (Wutthiphawa Thang Arom): Il Lerdrit è indicato per individui adulti, psicologicamente stabili e maturi. La maturità qui non è solo un numero anagrafico (sebbene raramente si trovi sotto i 18-20 anni), ma una condizione mentale. È indicato per chi ha superato l’impulsività adolescenziale e l’insicurezza che genera aggressività.
Il Jai Yen (Cuore Freddo): La cultura thailandese divide le mentalità in Jai Ron (“Cuore Caldo” – impulsivo, arrabbiato, impaziente) e Jai Yen (“Cuore Freddo” – calmo, lucido, paziente, controllato). Il Lerdrit è l’arte del Jai Yen.
Perché è vitale? Le tecniche del Lerdrit sono terminali. Hak Kor (rottura del collo), Hak Khao (rottura del ginocchio), Sok Pung (gomito alla gola). L’applicazione di queste tecniche non può mai essere una reazione dettata dalla rabbia (Jai Ron), dal panico o dall’ego. Deve essere una decisione tattica, fredda e calcolata, presa in una frazione di secondo da una mente lucida come ultima risorsa per salvare una vita. La persona “calda” è una bomba a orologeria con in mano un detonatore.
L’Assenza di Ego (Atta): La Mentalità del “Guardiano”
Il Lerdrit non è per il “duro del quartiere”. Non è per chi vuole “vincere le risse”. L’ego è il nemico numero uno di un praticante di Lerdrit.
È indicato per chi incarna la mentalità del Nak Rop (Guerriero/Guardiano), non del Nak Muay (Atleta/Combattente).
Il Nak Muay combatte per la gloria, per la vittoria, per dimostrare la sua superiorità. È guidato dall’ego.
Il Nak Rop combatte (o, preferibilmente, non combatte) per il dovere: proteggere la propria vita, la propria famiglia, il proprio protetto (VIP), la propria nazione. L’ego non c’entra. La “vittoria” è la sopravvivenza e il successo della missione, non l’applauso.
È indicato per l’individuo che è così sicuro di sé da non avere nulla da dimostrare. La sua calma deriva dalla conoscenza, non dall’arroganza.
Pazienza e Dedizione: Il Nak Rian (Lo Studente/Studioso)
Il Lerdrit non è un corso di autodifesa di tre mesi. È un’arte Boran (antica). È un percorso lento, metodico e spesso ripetitivo.
È indicato per il Nak Rian (studente), nel senso di “studioso”. È per la persona che vuole capire il perché oltre al come. Perché quella postura? Qual è il Mae Mai (principio madre) dietro questa tecnica? Qual è il contesto storico?
Chi cerca risultati immediati, “mosse segrete” o gratificazione istantanea (come una cintura nera in un anno) è totalmente inadatto. Il Lerdrit richiede la pazienza di un archeologo e la dedizione di un monaco.
Responsabilità Assoluta:
Il candidato ideale è colui che comprende e accetta le conseguenze delle sue azioni. Deve comprendere a fondo l’Art. 52 del Codice Penale (Legittima Difesa) e sapere che l’uso di una tecnica Hak (rottura) in una lite da bar non è autodifesa, ma lesioni gravissime o tentato omicidio. È indicato per chi è pronto ad assumersi questa responsabilità legale, morale e psicologica.
Il Profilo Professionale: L’Utenza Originale
Logicamente, il Lerdrit è indicato in modo primario per le categorie per cui è stato creato.
Militari (Tahan) e Forze Speciali (Nuai Songkhram Phiset):
Per questi professionisti, il Lerdrit è un “linguaggio madre”. Si allinea perfettamente con la loro dottrina CQC (Close Quarters Combat).
È indicato perché insegna a:
Combattere in equipaggiamento completo (anfibi, giubbotto, elmetto).
Usare l’ambiente (muri, terra) come arma.
Neutralizzare rapidamente le sentinelle.
Gestire la ritenzione della propria arma (pistola/fucile).
Integrare il Krabi Krabong (combattimento armato) con quello disarmato.
Forze dell’Ordine (Tamruat) e Guardie del Corpo (Mahatlek):
È l’arte perfetta per la Close Protection.
È indicato perché non è solo letale, ma offre un continuum della forza:
Controllo (Chap): Può essere usato per controllare un soggetto non collaborativo senza ferirlo (es. Chap Sa-eu – afferrare i vestiti, Chap Mue – controllo del polso).
Proiezione (Thum): Può essere usato per mettere a terra un aggressore in modo controllato (o distruttivo, se necessario).
Rottura (Hak): Fornisce la soluzione terminale e istantanea contro una minaccia letale (es. aggressore con coltello).
Insegna a combattere in spazi ristretti (auto, corridoi, folle) e a gestire minacce multiple.
Il Profilo Marziale: Praticanti Esperti e Principianti Maturi
Praticanti Esperti (L’Evoluzione):
Il Lerdrit è fortemente indicato per praticanti esperti di altre arti marziali (Karate, BJJ, Judo, Sport Muay Thai, Silat, ecc.).
Perché? Questi praticanti hanno già una base (coordinazione, tempismo, disciplina). Spesso, arrivano al Lerdrit perché sentono che alla loro arte “manca qualcosa”: la loro arte è limitata da regole sportive.
Il Lerdrit offre loro il “Ph.D.” del combattimento. Risponde alla domanda: “Cosa succede se non ci sono regole? Se posso colpire l’inguine? Se devo usare un gomito contro un coltello?”. Offre loro le radici (Boran) e l’applicazione militare che lo sport ha eliminato.
Principianti Dedicati (La “Tazza Vuota”):
Un principiante assoluto (Nak Rian Mai) può praticare il Lerdrit? Sì, a condizione che possegga il profilo psicologico ideale (maturità, pazienza, Jai Yen).
In un certo senso, il principiante maturo è un candidato migliore di un atleta sportivo.
Perché? Non ha “regole” da disimparare. Non ha la memoria muscolare che gli impedisce di colpire l’inguine, di afferrare i capelli o di usare la testa. La sua “tazza è vuota” ed è pronto a imparare il sistema Lerdrit nella sua forma pura, senza il filtro dello sport.
Il Profilo Fisico: Resilienza e Impegno
Il Lerdrit non richiede l’atletismo esplosivo di un ginnasta o la flessibilità di un praticante di Wushu. Non è un’arte “bella”.
È indicato per chi ha una buona salute di base (articolazioni e sistema cardiovascolare sani).
È indicato per chi ha la forza di volontà di sopportare l’addestramento specifico. L’aspetto più duro non è la tecnica, ma il Gaan Tong (condizionamento): l’indurimento (controllato) di avambracci, tibie, addome. Questo è doloroso e serve a filtrare chi non è seriamente impegnato.
Privilegia la stabilità strutturale, la potenza radicata e la resilienza (la capacità di assorbire un colpo e continuare) rispetto alla velocità pura o alla forza massima.
PARTE 2: A CHI È FORTEMENTE SCONSIGLIATO (LE CONTROINDICAZIONI)
Le controindicazioni per il Lerdrit sono ancora più nette e importanti delle indicazioni. Il Kru (maestro) ha il dovere morale di identificare e respingere questi profili.
Controindicazione Assoluta 1: Bambini e Adolescenti
Questa è la controindicazione più importante. Il Lerdrit non è un’arte marziale per bambini o giovani adolescenti.
Inadeguatezza Psicologica e Morale:
Un bambino o un adolescente (sotto i 16-18 anni, a seconda della maturità) non ha la struttura psicologica per gestire questa conoscenza.
La corteccia prefrontale, responsabile del giudizio, del controllo degli impulsi e della valutazione delle conseguenze a lungo termine, non è completamente sviluppata.
Rischio: Insegnare a un bambino come si esegue una Hak Kor (rottura del collo) o una Hak Khao (rottura del ginocchio) è profondamente irresponsabile. Una banale lite nel cortile della scuola, un atto di bullismo, potrebbe trasformarsi in una tragedia con lesioni permanenti o letali.
Inadeguatezza Filosofica:
I bambini e gli adolescenti sono spesso guidati dall’ego, dalla pressione dei pari e da un senso di “invincibilità”. Non possono comprendere il mindset del “Guardiano” (Nak Rop), che si basa sul dovere e sull’assenza di ego.
Inadeguatezza Fisica:
L’addestramento condizionante (Gaan Tong) è troppo severo per uno scheletro in via di sviluppo (placche di crescita).
La pratica delle leve articolari (Hak) e delle proiezioni distruttive (Thum) pone un rischio inaccettabile per le articolazioni in crescita.
L’Alternativa Corretta: I bambini e gli adolescenti dovrebbero essere indirizzati verso la Muay Thai sportiva, il Judo, il BJJ o il Karate. Queste arti sono progettate per loro: insegnano la disciplina, il rispetto, la coordinazione e il controllo in un ambiente sicuro, regolamentato e competitivo, che è fondamentale per la loro crescita.
Controindicazione 2: Il Profilo Psicologico “Caldo” e Instabile (Il Jai Ron)
Il Kru è il “filtro” (Krueang Krong) per questi individui.
Il “Cuore Caldo” (Jai Ron):
L’individuo palesemente arrabbiato, aggressivo, impaziente e impulsivo. Questa persona è una “bandiera rossa” (red flag) immediata. Non sta cercando l’autodifesa; sta cercando un’arma. Dargli il Lerdrit è come dare un coltello a un piromane.
L’Insicuro e il “Bullo” (Nak Leng):
Questo è il profilo più pericoloso. La persona che è attratta dalla reputazione “letale” del Lerdrit perché cerca un mezzo per compensare la propria insicurezza e guadagnare potere sugli altri.
È il profilo del bullo: una volta imparata una tecnica Hak, la userà sulla prima persona più debole per sentirsi forte. Questi individui devono essere identificati e allontanati.
Il Rissoso (Il “Cercatore di Guai”):
Colui che racconta con orgoglio le sue “risse da bar”. Sta cercando di “migliorare il suo gioco” sulla strada.
Il Lerdrit insegna a evitare il conflitto, non a vincerlo. Chi cerca il conflitto è filosoficamente l’opposto di un praticante di Lerdrit.
Instabilità Mentale:
Qualsiasi individuo con una storia nota di instabilità mentale, mancanza di controllo degli impulsi o comportamento antisociale.
Controindicazione 3: La Mentalità “Puro Sport” (L’Atleta Inadattabile)
Questo profilo non è “pericoloso”, ma è “incompatibile”.
L’Atleta Puro (Nak Kila):
L’individuo (spesso un atleta di successo in un altro sport da combattimento) che è completamente condizionato dalle regole.
Frustrazione Garantita: Sarà profondamente frustrato dal Lerdrit.
“Perché non facciamo sparring?” (Perché lo sparring Lerdrit al 100% finisce in ospedale).
“Perché ci alleniamo così lentamente?” (Perché è uno studio tecnico, non un workout).
“Perché non ci sono tornei?” (Perché non è uno sport).
De-programmazione Difficile:
L’atleta sportivo ha passato anni a costruire una memoria muscolare basata sulle regole. Il suo istinto gli impedisce di colpire l’inguine, di usare la testa, di afferrare le dita.
Per lui, queste sono “mosse sporche”. Per il Lerdrit, sono le mosse primarie. Spesso, questo condizionamento sportivo è così profondo da rendere impossibile per l’atleta imparare veramente il Lerdrit; il suo corpo si rifiuterà di eseguire la tecnica nel momento del bisogno.
Il “Cacciatore di Cinture/Trofei”:
La persona che chiede: “In quanto tempo divento cintura nera?”.
Il Lerdrit (Muay Boran) non ha cinture. Usa il sistema Khan (gradi), che è lento, basato sul tempo di pratica, sulla maturità e sulla padronanza reale, non sul superamento di un esame ogni sei mesi.
Questa persona non ha la pazienza (profilo Jai Ron) e la filosofia (profilo Nak Rian) per un’arte tradizionale.
Controindicazione 4: Il Cercatore di “Magia” (L’Irrealista)
L’individuo che ha visto troppi film di arti marziali.
Crede che il Lerdrit sia una sorta di Saiyasart (magia) che lo renderà invincibile, un “tocco della morte”.
Non è indicato perché non è preparato alla realtà del Lerdrit:
Il dolore del Gaan Tong (condizionamento).
La fatica dei drill biomeccanici.
Il lavoro duro e la ripetizione necessari per padroneggiare una leva Hak o una proiezione Thum.
Non è magia; è fisica, anatomia e lavoro spietato. Questo profilo si disilluderà e lascerà l’allenamento molto rapidamente.
Controindicazione 5: Controindicazioni Mediche Specifiche (Questo punto sarà approfondito nel capitolo 17, ma qui va menzionato come profilo “non indicato”).
Problemi Articolari o Spinali Gravi: L’arte si basa su Hak (rottura) e Thum (proiezione). La pratica, anche se controllata, mette sotto stress le articolazioni (collo, schiena, ginocchia, spalle). Chi ha ernie discali, protesi o instabilità articolari croniche è fortemente sconsigliato.
Problemi Cardiovascolari Seri: L’addestramento (specialmente lo stress-training e il condizionamento) è fisicamente estenuante.
Conclusione: Il Muay Lert Rit non è un prodotto per tutti. È un percorso esigente per una nicchia specifica. È indicato per l’individuo maturo, stabile, paziente e responsabile (il Nak Rop con un Jai Yen), che sia un professionista della sicurezza, un artista marziale esperto o un principiante dedicato. È categoricamente controindicato per i bambini, per gli individui impulsivi e aggressivi (Jai Ron) e per chi cerca la gloria sportiva o una scorciatoia per il potere. La responsabilità finale di questa selezione non è dello studente, ma del Kru, il guardiano di una conoscenza potente e pericolosa.
CONSIDERAZIONI PER LA SICUREZZA
Parlare di “sicurezza” nel contesto del Muay Lert Rit è un esercizio di paradossi. Si tratta di un’arte marziale militare, un sistema di combattimento CQC (Close Quarters Combat) la cui intera filosofia tecnica è costruita su principi di anti-sicurezza per l’avversario.
L’arsenale fondamentale del Lert Rit è, per definizione, la mappa dei punti più vulnerabili e fragili del corpo umano: articolazioni da spezzare (Hak), punti vitali da colpire (gola, occhi, inguine), ossa da frantumare (clavicola, rotula) e proiezioni (Thum) progettate per causare il massimo danno da impatto contro superfici dure.
Data questa premessa terrificante, le considerazioni per la sicurezza durante l’addestramento non sono un semplice accessorio (come “ricordati lo stretching”), ma diventano l’aspetto pedagogico più importante e complesso dell’intera disciplina.
La pratica del Lert Rit richiede un contratto di fiducia assoluta tra gli allievi (Nak Rian) e una responsabilità quasi genitoriale da parte del maestro (Kru). L’obiettivo non è “evitare di farsi male”, ma “imparare a maneggiare il fuoco senza bruciare la casa”. Le misure di sicurezza nel Lert Rit sono un sistema olistico che copre la selezione psicologica, la metodologia didattica, l’ambiente e la responsabilità etica.
PARTE 1: LA SICUREZZA PREVENTIVA – IL KRU COME FILTRO
La prima, e più importante, misura di sicurezza nel Lert Rit non è un caschetto o un paradenti. È la porta della palestra. Il Kru (Maestro) agisce come il primo e ultimo “guardiano” (Krueang Krong – filtro) della conoscenza.
Il Dovere di Selezione (Il Profilo Psicologico)
Come già discusso nel punto “A chi è indicato”, la selezione all’ingresso è la prima linea di difesa contro gli incidenti.
Esclusione del Jai Ron (Cuore Caldo): Il Kru ha la responsabilità morale di identificare ed escludere individui che mostrano segni di aggressività incontrollata, impulsività, ego smisurato o instabilità psicologica (Jai Ron). Insegnare a una persona “calda” come spezzare un collo (Hak Kor) è un atto di negligenza criminale.
Ricerca del Jai Yen (Cuore Freddo): La sicurezza del camp (palestra) si fonda sulla presenza di allievi con un Jai Yen (cuore freddo): calmi, maturi, pazienti, controllati. Un praticante di Lert Rit non perde mai il controllo, né in allenamento né nella vita. La sicurezza non è data dall’assenza di tecniche pericolose, ma dalla presenza di persone responsabili che le praticano.
Divieto Assoluto per i Minori: La stragrande maggioranza delle scuole serie di Lert Rit (come quelle aderenti all’IMBA) vieta l’insegnamento di queste tecniche a bambini e adolescenti. La loro struttura psicologica (corteccia prefrontale) non è ancora sviluppata per gestire le conseguenze legali, morali e fisiche di un’arte letale. Questa esclusione è una misura di sicurezza fondamentale per la società.
La Creazione dell’Ambiente (Cultura di Palestra)
La seconda misura di sicurezza preventiva è la cultura instillata dal Kru.
Zero Tolleranza per l’Ego: Nelle palestre di Lert Rit non c’è “sparring per il dominio”. Non ci sono “sfide” interne. L’ego (Atta) viene sistematicamente smontato. L’allenamento è collaborativo, non competitivo.
Cameratismo (Samakkhi): Il Kru deve attivamente promuovere un senso di fratellanza e fiducia. L’allievo deve avere fiducia assoluta nel fatto che il suo compagno di allenamento (Phuean Song Kam) non gli farà mai del male intenzionalmente. Ci si allena con un partner, non contro un avversario.
Il Rituale del Wai Kru: Questo non è folklore. È un rituale di sicurezza. Iniziando e finendo ogni lezione con un saluto formale al maestro, al lignaggio e ai propri compagni, si rinforza psicologicamente questo “contratto” di rispetto reciproco e di allenamento sicuro.
PARTE 2: LA PEDAGOGIA DELLA SICUREZZA (IL “COME” SI PRATICA)
Questa è la parte più critica: come si pratica in sicurezza un’arte progettata per essere l’esatto opposto? La risposta è attraverso una metodologia didattica rigorosa, progressiva e intellettuale.
Il Principio della “Traduzione” della Tecnica
Il Lert Rit non viene quasi mai praticato con intento “reale” (real-intent). Le tecniche letali vengono “tradotte” in esercizi di allenamento sicuri. L’allievo impara due versioni della stessa tecnica: l’Applicazione Controllata (per la palestra) e l’Applicazione Tattica (per la sopravvivenza).
Come si Pratica in Sicurezza Hak (La Rottura)
L’Errore: L’applicazione reale (Tahan) del Hak è percussiva. È un colpo esplosivo progettato per spezzare l’articolazione istantaneamente. Questo non può essere praticato.
La Soluzione (Il Drill Controllato): Le tecniche Hak (leve al gomito, alla spalla, al polso) vengono “tradotte” e praticate con la stessa metodologia del Brazilian Jiu-Jitsu o del Judo.
Applicazione Graduale: La leva viene applicata lentamente, con pressione crescente.
Il Yok (La Resa): Il partner che subisce la leva “batte” (tap) o cede verbalmente (Yok) non appena sente dolore o raggiunge il limite della sua flessibilità articolare.
Il Kru Spiega: Il maestro ripete costantemente: “State sentendo il controllo. Questa è la pratica. L’applicazione tattica è un impatto da qui. Voi state allenando la biomeccanica, non la distruzione.”
La Sicurezza: Questo metodo permette di allenare migliaia di ripetizioni, costruendo la memoria muscolare per entrare nella leva (Chap), senza mai causare un infortunio.
Come si Pratica in Sicurezza Thum (La Proiezione)
L’Errore: L’applicazione reale del Thum è distruttiva. L’obiettivo è lanciare l’avversario sul cemento, sulla testa, sul collo o contro un muro.
La Soluzione (L’Uso del Tatami):
Superficie Adeguata: L’addestramento al Thum si svolge esclusivamente su materassine adeguate (Suea o tatami), che possono assorbire l’impatto.
Imparare a Cadere (Tog): Prima di imparare a proiettare (Thum), l’allievo passa settimane a imparare a cadere (Tog). Si praticano cadute all’indietro, laterali e in avanti (capriole) fino a quando non diventano istintive.
Proiezione Controllata: Il praticante che esegue il Thum impara a controllare la caduta del partner, accompagnandolo fino a terra, piuttosto che “schiantandolo”. Questo è l’opposto dell’intento reale, ma allena l’entrata, lo sbilanciamento e il controllo, che sono le parti fondamentali della tecnica.
Come si Pratica in Sicurezza il Colpo ai Bersagli Vitali
L’Errore: Colpire la gola (Lampi), gli occhi (Dta) o l’inguine (Kradet) in allenamento.
La Soluzione (Lo Spostamento del Bersaglio):
Bersagli Sostitutivi: Le tecniche vengono praticate a piena potenza, ma su bersagli diversi.
Un colpo Sok Pung (gomito a lancia) mirato alla gola, in allenamento viene mirato al plesso solare o al petto (spesso protetto da un paos o corpetto).
Un Teep (calcio a stocco) mirato all’inguine, in allenamento viene mirato all’addome o alla vescica.
Un colpo alle tempie viene mirato alla fronte (se si usa il casco) o al paos.
L’Allenamento “a Vuoto”: Si praticano le tecniche in shadow boxing (Len Cherng) o con il partner “a distanza di sicurezza”, fermando il colpo a pochi centimetri dal bersaglio reale.
La Consapevolezza: Il Kru ricorda costantemente: “Stai colpendo il petto. Il bersaglio reale è la gola. Stai colpendo l’addome. Il bersaglio reale è l’inguine.” L’allievo allena il movimento biomeccanico corretto, associandolo mentalmente al bersaglio letale.
La Lentezza è Sicurezza: Gaan Fuek Cha
La maggior parte dell’allenamento tecnico nel Lerd Rit si svolge a velocità lenta o media.
Perché? Il combattimento reale è troppo veloce per essere analizzato. L’allenamento lento permette al sistema nervoso di assorbire la biomeccanica complessa di una leva o di una transizione.
Prevenzione degli Incidenti: Allenarsi lentamente previene gli incidenti da “reazione eccessiva”. Permette al partner di “battere” in tempo e all’esecutore di sentire il punto di non ritorno senza superarlo. La velocità è introdotta solo in drill specifici e altamente controllati.
PARTE 3: LA SICUREZZA FISICA (ATTREZZATURA E AMBIENTE)
Anche con una pedagogia sicura, la natura fisica del Lerd Rit richiede protezioni specifiche e un ambiente adeguato.
Equipaggiamento Protettivo Obbligatorio (Krueang Pong Kan)
Mentre il Lerd Rit simula il combattimento senza regole, l’allenamento usa regole e protezioni.
Protezioni Personali:
Paradenti (Fang Yang): Assolutamente obbligatorio. Anche nei drill leggeri, un incidente (un gomito che scivola) può accadere.
Conchiglia Protettiva (Kradap): Obbligatoria per gli uomini. Sebbene non si colpisca intenzionalmente l’inguine, i movimenti di lotta e le ginocchiate (Khao) nel CQC possono portare a impatti accidentali.
Equipaggiamento da Drill:
Guantini Leggeri (da MMA o specifici): Usati non per attutire i colpi, ma per proteggere le mani e il partner da tagli durante i drill di Chap (presa) e colpi leggeri.
Caschetto (Muak): Usato in sessioni specifiche di CQC (sparring condizionato) o quando si pratica la Nona Arma (testa, Hua).
Paratibie (Snับ Kaeng): Fondamentali per il Gaan Tong.
Corpetto (Kro): Spesso usato per permettere al partner di colpire Khao (ginocchia) e Teep (calci) al corpo con un’intensità realistica.
Attrezzatura della Palestra:
Pao (Focus Mitts) e Scudi: Il Lerd Rit usa attrezzature specifiche, come focus mitts piccoli per la precisione dei gomiti e scudi curvi per assorbire i Teh Lan (calci bassi).
Coltelli e Pistole Finti (Dummy): Per l’addestramento alla difesa da armi, si usano esclusivamente repliche in gomma (Yang) o legno (Mai), mai lame vere o non affilate.
La Gestione del Gaan Tong (Condizionamento)
L’indurimento del corpo è una pratica centrale, ma anche ad alto rischio. Come si rende sicuro?
Progressività: È la regola d’oro. Un principiante non inizia colpendo una tibia a piena forza. Inizia con un tapping leggero. Ci vogliono anni per costruire la densità ossea (Legge di Wolff) e la desensibilizzazione nervosa.
Supervisione: Il Kru deve supervisionare attivamente il Gaan Tong. Deve fermare gli allievi che “ci danno dentro” troppo, spinti dall’ego.
Alternanza: L’allenamento di condizionamento non si fa tutti i giorni. Il corpo ha bisogno di riposo per riparare le micro-fratture e rafforzarsi. Un condizionamento eccessivo porta a fratture da stress.
Partner Uguali: Si cerca di accoppiare partner di peso e livello di condizionamento simili.
L’Ambiente di Allenamento (Sathan Thi Fuek)
Materassine (Suea): Come menzionato, sono essenziali per la pratica sicura del Thum (proiezioni) e del Thap (lavoro a terra).
Spazio Adeguato: La pratica del Lerd Rit, specialmente con proiezioni e drill dinamici, richiede uno spazio sufficiente per evitare collisioni con altri praticanti, muri o attrezzature.
Igiene: Un ambiente pulito previene infezioni (come lo stafilococco), un rischio costante nelle arti di contatto e grappling.
PARTE 4: LA SICUREZZA ETICA E LEGALE (LA RESPONSABILITÀ)
Questa è la considerazione di sicurezza finale e, per molti versi, la più importante per il praticante civile. È la sicurezza al di fuori della palestra.
Consapevolezza delle Conseguenze (Il “Vero Costo”)
Il Kru di Lerd Rit ha il dovere di insegnare non solo come eseguire una tecnica, ma cosa succede dopo.
Conseguenze Fisiche: Lo studente deve sapere che un Hak Khao (rottura del ginocchio) non è un “punto”. È una mutilazione permanente. È un’invalidità a vita per l’altra persona.
Conseguenze Psicologiche: L’istruttore deve preparare l’allievo al trauma psicologico derivante dall’aver ferito gravemente un altro essere umano, anche per legittima difesa.
Conoscenza della Legge (La Sicurezza Legale)
Un praticante di Lert Rit che non conosce la legge è un pericolo per sé stesso.
Legittima Difesa (Es. Art. 52 c.p. in Italia): Il Kru deve insegnare i principi della proporzionalità e della necessità.
Il Rischio dell’Eccesso Colposo: In un paese come l’Italia, usare una tecnica Lerd Rit (es. rompere un braccio a chi ti ha dato una spinta) è una via sicura per una condanna penale per eccesso colposo di legittima difesa o lesioni gravissime.
La Lezione di Sicurezza: La lezione più sicura del Lerd Rit è che il suo arsenale è così estremo da essere legalmente quasi inutilizzabile, tranne che in scenari di vita o di morte (es. aggressione armata, tentato omicidio, violenza sessuale).
De-escalation come Tecnica Primaria: Per questo, il vero addestramento alla sicurezza nel Lerd Rit è la de-escalation. La tecnica migliore è la consapevolezza situazionale, l’evitare il conflitto e la fuga. Il Lerd Rit è l’assicurazione sulla vita che si spera di non usare mai.
Conclusione: Le considerazioni per la sicurezza nel Muay Lert Rit sono un sistema complesso e multilivello. Iniziano con la selezione rigorosa all’ingresso (sicurezza psicologica), continuano con una pedagogia intelligente che “traduce” le tecniche letali in drill sicuri (sicurezza didattica), si supportano con protezioni e un ambiente controllato (sicurezza fisica), e si concludono con una profonda formazione etica e legale (sicurezza della responsabilità).
È questo rigoroso protocollo di sicurezza che permette a un’arte così pericolosa di essere praticata, preservata e trasmessa nel mondo moderno.
CONTROINDICAZIONI
L’analisi delle controindicazioni per la pratica del Muay Lert Rit è un capitolo fondamentale che esula dalla semplice consulenza medica. Non si tratta di un’arte marziale sportiva o ricreativa, dove le controindicazioni sono principalmente di natura fisica (ad esempio, “non praticare se hai mal di schiena”). Il Lerdrit è un sistema di combattimento militare, un’arte di autodifesa estrema che insegna tecniche di neutralizzazione letale.
Di conseguenza, le controindicazioni non sono semplici “avvertenze”, ma barriere assolute. Si dividono in tre categorie gerarchiche, ognuna più importante della precedente:
Controindicazioni Psicologiche e Comportamentali (le più importanti, a tutela della società).
Controindicazioni Fisiche e Mediche (a tutela del praticante).
Controindicazioni Motivazionali e Filosofiche (a tutela dell’integrità dell’arte).
Il maestro (Kru) di Lerdrit non è un semplice “allenatore” (coach); agisce come un Krueang Krong (un filtro, un guardiano). La sua prima responsabilità non è creare combattenti, ma impedire alle persone sbagliate di accedere a una conoscenza pericolosa.
PARTE 1: CONTROINDICAZIONI PSICOLOGICHE E COMPORTAMENTALI (RISCHIO PER GLI ALTRI)
Queste sono le controindicazioni più serie e non negoziabili. Riguardano la stabilità mentale e la maturità dell’individuo. Insegnare il Lerdrit a un profilo psicologicamente inadatto non è un rischio; è una certezza di futuri disastri.
Controindicazione Assoluta: Immaturità (Età Anagrafica e Mentale)
Il Muay Lert Rit non è un’arte marziale per bambini, adolescenti o giovani adulti immaturi.
Ragione Neurologica: La corteccia prefrontale, la parte del cervello responsabile del giudizio, del controllo degli impulsi e della valutazione delle conseguenze a lungo termine, non è completamente sviluppata fino ai 20-25 anni.
Mancanza di Contesto: Un adolescente non può, per definizione neurologica, gestire le implicazioni di ciò che sta imparando. Non possiede la Wutthiphawa (maturità) per distinguere una banale lite nel cortile della scuola (dove l’uso della forza è inappropriato) da una situazione di vita o di morte (l’unico contesto in cui il Lerdrit è applicabile).
Il Rischio: Insegnare a un quindicenne come eseguire un Hak Sok (rottura del gomito) o un Khao Kradet (ginocchiata all’inguine) è profondamente irresponsabile. Un momento di rabbia adolescenziale, un atto di bullismo, potrebbe trasformarsi in una tragedia con lesioni permanenti o letali.
Distinzione dal Judo/Karate: Arti come il Judo o il Karate sono progettate per i giovani. Insegnano disciplina, controllo e hanno un contesto sportivo che funge da valvola di sfogo sicura. Il Lerdrit è l’opposto: non ha regole, non ha competizioni e le sue tecniche sono progettate per mutilare.
Il Profilo “Jai Ron” (Cuore Caldo)
La cultura thailandese identifica due mentalità: Jai Yen (“Cuore Freddo” – calmo, controllato) e Jai Ron (“Cuore Caldo” – arrabbiato, impulsivo, impaziente). Il Lerdrit è l’arte del Jai Yen.
Controindicazione: L’individuo palesemente arrabbiato, aggressivo e impulsivo. La persona che si scalda facilmente, che ha un temperamento volatile o che cerca pretesti per lo scontro fisico.
Ragione Tattica: Le tecniche Lerd Rit devono essere applicate con lucidità chirurgica. Non sono mosse da rissa da bar. Un individuo Jai Ron non userà mai il Lerdrit in modo appropriato; lo userà in un impeto di rabbia, commettendo un crimine. È una “bomba a orologeria” a cui il Kru non deve assolutamente fornire il detonatore.
Il Profilo “Nak Leng” (Il Bullo / Il Thug)
Questo è il profilo dell’individuo che cerca il potere sugli altri per compensare le proprie insicurezze.
Controindicazione: L’individuo arrogante, che si vanta di “risse” passate, che mostra disprezzo per i più deboli, o che è palesemente attratto dalla reputazione “letale” dell’arte per intimidire gli altri.
Ragione Etica: Il Lerdrit è un’arte di Nak Rop (guerrieri/guardiani), il cui scopo è il dovere e la protezione. Il Nak Leng (teppista, bullo) cerca il potere e la sottomissione. I loro obiettivi sono diametralmente opposti. Ammettere un Nak Leng in un corso di Lerd Rit tradisce l’essenza stessa dell’arte.
Instabilità Psicologica Conclamata
Questo è un punto ovvio ma necessario.
Controindicazione: Qualsiasi individuo con una diagnosi o una storia evidente di disturbo antisociale di personalità, sociopatia, psicosi, paranoia grave o incapacità cronica di gestire la rabbia.
Ragione: La pratica del Lerd Rit, con la sua enfasi sulla violenza simulata e sul condizionamento fisico doloroso, potrebbe esacerbare queste condizioni o, peggio, fornire loro un arsenale.
PARTE 2: CONTROINDICAZIONI FISICHE E MEDICHE (RISCHIO PER SE STESSI)
Questa categoria riguarda le condizioni mediche preesistenti che rendono la pratica del Lerd Rit pericolosa per la salute del praticante. L’addestramento è fisicamente estenuante e ad alto impatto.
Patologie Strutturali: Spina Dorsale e Articolazioni
Questa è la controindicazione fisica più significativa. L’allenamento Lerd Rit si basa su tre pilastri ad alto impatto articolare: Thum (proiezioni), Hak (leve) e Gaan Tong (condizionamento).
Controindicazione: Qualsiasi patologia cronica o acuta della colonna vertebrale o delle grandi articolazioni.
Esempi Specifici:
Spina Dorsale: Ernia del disco (protrusioni discali), scoliosi grave, spondilolistesi, stenosi spinale, storia di fratture vertebrali. La pratica del Thum (proiezioni) e delle Tog (cadute), anche su tatami, sottopone la colonna a shock e torsioni inaccettabili.
Ginocchia: Lesioni croniche ai legamenti (LCA, LCP), menischi danneggiati, condropatia grave, protesi al ginocchio. La postura Chot Tahan (bassa e radicata) e i movimenti di torsione (Yang) mettono un’enorme pressione sulle ginocchia.
Spalle: Lussazioni ricorrenti, lesioni alla cuffia dei rotatori, protesi alla spalla. La pratica delle leve Hak Lai (rottura della spalla) e delle cadute rende il rischio di re-infortunio quasi certo.
Artrite e Artrosi: Forme gravi di artrite reumatoide o artrosi rendono la pratica delle leve Hak (che manipolano le articolazioni) e il condizionamento Gaan Tong (che colpisce le ossa) estremamente dolorosi e dannosi.
Patologie Cardiovascolari
L’addestramento Lerd Rit non è un cardio a basso impatto. È un’attività anaerobica ad alta intensità.
Controindicazione: Condizioni cardiache non controllate o serie.
Esempi Specifici: Cardiopatie, ipertensione grave non controllata, aritmie, storia di infarto o ictus.
Ragione: I drill di CQC, le sessioni di Muay Pram (lotta) e, soprattutto, gli stress drill (come il “cerchio” con aggressori multipli) sono progettati per simulare il panico e l’adrenalina di un combattimento reale. Questo provoca picchi estremi di frequenza cardiaca e pressione sanguigna che potrebbero essere fatali per un sistema cardiovascolare compromesso.
Fragilità Ossea e Condizioni del Tessuto Connettivo
Controindicazione: Osteoporosi, osteopenia.
Ragione: L’addestramento Gaan Tong (condizionamento) è una pietra miliare. Prevede l’impatto controllato di ossa contro ossa (es. avambracci, tibie). Per un individuo con fragilità ossea, questa pratica non rafforza l’osso, ma lo frattura.
Controindicazione: Sindromi di ipermobilità (es. Ehlers-Danlos).
Ragione: L’ipermobilità rende le articolazioni eccessivamente lasse e inclini alla lussazione. La pratica delle leve Hak, anche se controllata, potrebbe facilmente causare una lussazione.
Condizioni Neurologiche
Controindicazione: Epilessia, disturbi dell’equilibrio (es. labirintite cronica), sclerosi multipla, Parkinson.
Ragione: Gli “stress drill” (con luci, rumori, confusione) potrebbero essere un trigger per attacchi epilettici. I disturbi dell’equilibrio rendono impossibile la pratica sicura delle posture Chot e delle proiezioni Thum.
Storia di Trauma Cranico (TBI): Individui con una storia di commozioni cerebrali multiple o TBI. La pratica include la Nona Arma (Hua – testa) e c’è sempre un rischio intrinseco di impatti accidentali alla testa durante il Muay Pram o le cadute.
Condizioni Ematologiche (del Sangue)
Controindicazione: Emofilia o assunzione di potenti farmaci anticoagulanti (es. Warfarin).
Ragione: L’addestramento Lerd Rit è un’arte di contatto. Il Gaan Tong e i drill di CQC causano inevitabilmente ematomi e micro-traumi interni. Per un individuo con un disturbo della coagulazione, un ematoma profondo (ad esempio, un calcio Khao Noi al nervo femorale) potrebbe trasformarsi in un’emergenza medica (sindrome compartimentale o emorragia interna).
PARTE 3: CONTROINDICAZIONI MOTIVAZIONALI E FILOSOFICHE (RISCHIO DI FALLIMENTO)
Questi profili non sono un pericolo per la società o per sé stessi, ma sono incompatibili con la filosofia del Lerdrit. Sono controindicati perché la loro pratica è destinata al fallimento, alla frustrazione e allo spreco del tempo del Kru.
La Mentalità “Puro Sport” (Nak Kila)
Controindicazione: L’atleta agonista che cerca “un altro modo per combattere”. La persona il cui intero lessico marziale è fatto di “punti”, “round”, “regole” e “tornei”.
Ragione (Incompatibilità Totale):
Frustrazione da Regole: Il Lerdrit non ha regole. L’atleta sportivo ha una memoria muscolare che gli impedisce di colpire l’inguine o gli occhi. Per lui è “sporco”. Per il Lerdrit è essenziale.
Frustrazione da Metodo: L’atleta vuole fare sparring. Lo sparring Lerd Rit al 100% non esiste (finirebbe in ospedale). L’allenamento Lerd Rit è lento, metodico, collaborativo (Gaan Fuek Cha). L’atleta lo troverà “noioso”.
Frustrazione da Obiettivo: L’atleta cerca trofei. Il Lerdrit non ha competizioni. L’obiettivo è la sopravvivenza e la padronanza, non la vittoria.
Il Cercatore di Magia (Il “Sognatore di Film”)
Controindicazione: L’individuo che cerca il “tocco della morte”, l’invincibilità segreta, o la “magia” (Saiyasart) delle arti marziali.
Ragione (Confronto con la Realtà):
Questa persona non è preparata alla realtà brutale del Lerdrit. Non cerca la disciplina, ma il risultato.
La prima volta che dovrà affrontare la realtà del Gaan Tong (il dolore e la fatica del condizionamento), o la natura lenta e ripetitiva dello studio biomeccanico di una leva Hak, la sua illusione andrà in frantumi.
Questa persona è controindicata perché non ha la pazienza e la forza di volontà (Jai Sutho) per sopportare il processo.
Il “Collezionista di Cinture” (L’Impaziente)
Controindicazione: La persona che chiede: “Quante cinture ci sono?” o “Quanto tempo per diventare istruttore?”.
Ragione: Il Muay Boran (e il Lerdrit) non usa il sistema di cinture Kyu/Dan giapponese. Usa il sistema Khan, che è basato su anni di pratica, maturità e padronanza reale. È un percorso che dura tutta la vita.
Chi cerca la gratificazione istantanea di un avanzamento di grado rapido è filosoficamente inadatto a un’arte tradizionale (Boran).
Conclusione: Le controindicazioni alla pratica del Muay Lert Rit sono tanto severe quanto l’arte stessa. Il Lerdrit non è un “prodotto” da vendere a chiunque. È una responsabilità da affidare a pochi. Le barriere fisiche proteggono il corpo, ma sono le barriere psicologiche, morali e motivazionali che proteggono l’integrità dell’arte e la sicurezza della società.
CONCLUSIONI
Giunti al termine di questo viaggio approfondito nel cuore oscuro e pragmatico del Muay Lert Rit, emerge un ritratto che trascende la semplice definizione di “arte marziale”. Ci troviamo di fronte non a un passatempo, non a uno sport e nemmeno a un semplice metodo di autodifesa, ma a un sistema di sopravvivenza olistico, un’eredità militare e una filosofia guerriera che è riuscita a sopravvivere quasi intatta nell’era moderna.
Il Lerdrit, la “Potenza Eccellente”, si rivela essere una disciplina di paradossi. È un’arte antica, eppure straordinariamente moderna. È brutalmente fisica, eppure la sua pratica è quasi interamente psicologica. Le sue origini sono thailandesi, eppure la sua codifica civile globale ha il suo epicentro in Italia. È un’arte disarmata che trae la sua intera biomeccanica dal combattimento armato.
La conclusione di questa analisi non può essere un semplice riassunto, ma una sintesi del significato del Lerdrit oggi: cosa rappresenta, a chi appartiene e quale posto occupa nel vasto panorama marziale del XXI secolo.
La Grande Dicotomia: L’Anti-Sport per Eccellenza
La conclusione più importante e ineludibile è che il Muay Lert Rit si definisce, prima di tutto, per ciò che non è. Non è, e non potrà mai essere, Muay Thai. Se la Muay Thai sportiva è il “fratello” che è andato sulla scena pubblica, che ha accettato regole, guantoni, round e arbitri per diventare uno spettacolo globale e uno sport olimpico, il Lerdrit è il “gemello” rimasto nell’ombra, fedele al suo unico scopo originale: il pragmatismo assoluto.
Questa pagina ha esplorato la sua storia come Muay Luang (la Boxe Reale) e Muay Tahan (la Boxe Militare). Questo DNA non è un aneddoto storico; è il suo sistema operativo. Il Lerdrit rifiuta la competizione perché la sua finalità non è la “vittoria” (un concetto sportivo basato su punti o un KO pulito), ma la “neutralizzazione” (un concetto militare basato sulla fine della minaccia).
Tutte le sue caratteristiche tecniche, che abbiamo analizzato, discendono da questo:
L’uso delle Nove Armi (Nawa Awut), inclusa la testa (Hua), non come strumenti per segnare punti, ma come armi biologiche per distruggere bersagli anatomici specifici.
L’arsenale fondamentale delle Quattro Strategie (Chap, Hak, Thum, Thap), che non sono “tecniche” ma un processo tattico: Afferrare per controllare, Rompere per mutilare, Proiettare per danneggiare, Schiacciare per finalizzare.
L’assenza di “kata” solitari (forme), sostituiti dai Mae Mai (principi concettuali) e dai Cherng (drill a coppie), che eliminano l’estetica in favore della reattività funzionale.
La conclusione è che il Lerdrit non è un’arte “migliore” della Muay Thai sportiva; è semplicemente un’altra cosa. È un sistema di combattimento puro, un pezzo di storia bellica vivente, preservato non per la gloria, ma per l’efficacia.
L’Arma Reale: Il Paradosso della Responsabilità
Esplorando le tecniche, la sicurezza e le controindicazioni, emerge la seconda grande conclusione: il Muay Lert Rit è un’arte pericolosa. La sua pratica non è un gioco. Imparare il Lerdrit significa imparare a rompere un ginocchio con un calcio di stivale (Yiap), a frantumare una clavicola con un gomito (Sok Ti), a spezzare un collo con una leva (Hak Kor).
Questo sposta l’intero focus dell’addestramento. La conclusione non è che il Lerdrit crea combattenti pericolosi; è che il Lerdrit può essere praticato solo da individui che sono già sicuri, maturi e responsabili.
Questa è la barriera d’ingresso. Le controindicazioni non sono solo fisiche (articolazioni, cuore), ma soprattutto psicologiche. L’arte è categoricamente negata ai profili Jai Ron (“Cuore Caldo”): gli impulsivi, gli arrabbiati, gli insicuri, i bulli. Ed è negata ai bambini e agli adolescenti, la cui struttura neurologica non è pronta a gestire le conseguenze legali, morali e psicologiche di questa conoscenza.
Il vero “maestro” di Lerdrit non è colui che sa applicare un Hak (rottura). Il vero maestro è colui che ha raggiunto un livello tale di controllo, calma e sicurezza (Jai Yen – “Cuore Freddo”) da non aver mai bisogno di usarlo.
La pratica del Lerdrit, quindi, diventa un paradosso educativo: si studia la distruzione totale per ottenere il controllo perfetto. Si impara a mutilare per imparare a non ferire. Si diventa un’arma letale per diventare un “guardiano” (Nak Rop) pacifico, la cui fiducia in sé stesso elimina ogni bisogno di dimostrare il proprio valore attraverso la violenza.
Il Kru (maestro) non è un allenatore, ma un Krueang Krong (un filtro), un custode che ha la responsabilità non di diffondere l’arte, ma di proteggerla da chi non è degno di riceverla. Questa è una mentalità radicalmente diversa da quella delle scuole di sport da combattimento, che cercano attivamente la massa e l’iscrizione.
Un Sistema Olistico: L’Integrazione di Mente, Corpo e Ambiente
Un’altra conclusione fondamentale è che il Lerdrit non può essere compreso se sezionato. Non è una “lista di tecniche”. È un sistema olistico e integrato, dove ogni parte è interconnessa.
L’Unione con il Krabi Krabong: Abbiamo visto che il Lerdrit non è veramente un’arte “disarmata”. È la controparte disarmata dell’arte armata thailandese (Krabi Krabong). La sua biomeccanica, il suo footwork (Yang Sam Khum), la sua generazione di potenza derivano tutti dall’uso della spada e del bastone. Il gomito è una “spada corta”; il calcio frontale è una “lancia”. Questo gli conferisce una coerenza strutturale che molti sistemi di autodifesa eclettici (che mescolano tecniche di diverse origini) non possono avere.
L’Unione con l’Abbigliamento: L’analisi dell’abbigliamento ha rivelato che l’uniforme militare non è un accessorio, ma uno strumento. L’arte è progettata per funzionare con gli anfibi (Rong Thao Tahan), che trasformano i piedi in armi frantumanti (Yiap). È progettata per funzionare con i vestiti (Chap Sa-eu), che diventano maniglie per leve e proiezioni.
L’Unione con l’Ambiente: Il Lerdrit è un’arte di CQC (Close Quarters Combat). Il suo “ring” è il corridoio, il muro, il suolo. La sua pratica insegna a “weaponizzare” l’ambiente: il muro diventa un fulcro per una leva Hak, il suolo diventa la superficie d’impatto per una proiezione Thum.
La conclusione è che il praticante di Lerdrit non impara solo a combattere. Impara a vedere il mondo attraverso una lente tattica. Il suo corpo è un arsenale (Nawa Awut), i suoi vestiti sono leve, l’ambiente è un alleato.
Il Lerdrit nel Mondo Moderno: Un’Eredità Riscoperta
Infine, qual è il posto del Lerdrit nel XXI secolo? È un’arte di nicchia, e rimarrà tale. Non riempirà mai gli stadi come la MMA, né le palestre olimpiche come il Judo. E questa è la sua forza. La sua natura esigente, la sua filosofia severa e la sua pericolosità intrinseca lo proteggono dalla commercializzazione di massa e dalla diluizione sportiva.
Tuttavia, ha una rilevanza moderna sorprendente:
Convalida Tattica: In un’era di combattimento urbano, la sua enfasi sul CQC, sugli spazi ristretti e sulla mentalità del “guardiano” è più attuale che mai per i professionisti della sicurezza.
La Convalida dell’Armatura: Paradossalmente, l’avvento dei moderni giubbotti antiproiettile, che rendono inutili i colpi al torso (la base della boxe e del karate), ha convalidato il Lerdrit. L’arte siamese, fin dall’antichità (a causa delle armature di cuoio), ha sempre ignorato il torso, concentrandosi sui bersagli che l’armatura non copre: arti, testa, collo e inguine. È un’arte antica perfettamente progettata per sconfiggere una minaccia moderna.
Il Bisogno di Autenticità: In un mondo marziale dominato dallo sport e da “corsi rapidi” di autodifesa, il Lerdrit offre qualcosa che molti cercano: autenticità. Offre un lignaggio (lineage) ininterrotto, una profondità storica e una filosofia marziale pura, non filtrata da regole sportive.
L’Anomalia Italiana: Il Centro della Codifica
Come abbiamo visto analizzando la situazione in Italia, la conclusione più singolare è il paradosso della sua diffusione. Un’arte militare, segreta e thailandese, ha trovato il suo centro di codifica e divulgazione civile globale in Italia, attraverso il lavoro di ricerca e sistematizzazione di Bramajarn Marco De Cesaris e della International Muay Boran Academy (IMBA).
Questo non rende il Lerdrit “italiano”, ma colloca l’Italia in una posizione unica di responsabilità: quella di essere la “casa madre” didattica per la trasmissione di questa eredità al mondo civile, garantendo che la sua filosofia di responsabilità e controllo (Jai Yen) venga trasmessa insieme alla sua tecnica letale.
In conclusione, il Muay Lert Rit è molto più di un insieme di tecniche. È l’incarnazione fisica di una mentalità da guerriero-guardiano (Nak Rop). È un sistema brutale progettato per la sopravvivenza, ma la cui pratica moderna diventa un profondo esercizio di autocontrollo, disciplina e responsabilità. È, in ogni senso del termine, la “Potenza Eccellente”: un potere che si manifesta non nella capacità di distruggere, ma nella saggezza e nella calma di chi, potendolo fare, sceglie di non farlo.
FONTI
Le informazioni contenute in questa pagina informativa sul Muay Lert Rit provengono da un processo di ricerca approfondito e meticoloso, volto a fornire un quadro il più possibile accurato, completo e neutrale di un’arte marziale complessa, storicamente riservata e spesso soggetta a interpretazioni errate. Data la natura del Lert Rit – un sistema di combattimento militare d’élite, non uno sport – le fonti accessibili sono intrinsecamente diverse da quelle disponibili per discipline più popolari. Non esistono vasti archivi di competizioni, statistiche di atleti o manuali sportivi standardizzati.
La ricerca si è quindi concentrata su un approccio multi-fonte, volto a triangolare le informazioni e a distinguere i fatti storici dalle leggende, le applicazioni militari autentiche dalle interpretazioni civili moderne. Questo processo ha incluso:
Analisi Critica delle Fonti Primarie (Limitate): Studio di quei pochi materiali – traduzioni di manoscritti antichi (Tamra), interviste a depositari di lignaggi militari, documentari – che offrono uno sguardo diretto, seppur frammentario, sulla pratica storica e militare.
Esame Approfondito delle Fonti Secondarie Codificate: Analisi dettagliata dei lavori di ricerca, sistematizzazione e codifica svolti da maestri e studiosi moderni che hanno dedicato decenni allo studio sul campo della Muay Boran e delle sue applicazioni militari. Questi lavori rappresentano la spina dorsale della conoscenza accessibile sul Lert Rit civile.
Consultazione di Risorse Online Autoritative: Esame dei siti web ufficiali delle principali organizzazioni internazionali e nazionali dedicate alla Muay Boran e al Lert Rit, nonché di portali gestiti da ricercatori indipendenti riconosciuti, per comprendere lo stato attuale della pratica, della didattica e della diffusione.
Contestualizzazione Storica e Culturale: Integrazione delle informazioni marziali con ricerche sulla storia militare del Siam (Thailandia), sulla cultura thailandese (in particolare i concetti di Jai Yen, Nak Rop, Saiyasart), e sull’evoluzione delle forze armate e dei corpi di guardia reale.
Analisi Comparativa: Confronto costante del Lert Rit con le sue arti “parenti” (Muay Boran regionale, Muay Thai sportiva, Krabi Krabong) per evidenziarne le specificità tecniche, filosofiche e tattiche.
L’obiettivo di questa sezione è rendere trasparente questo processo di ricerca, fornendo al lettore non solo un elenco di fonti, ma una mappa ragionata delle risorse utilizzate, evidenziandone l’autorevolezza, il contesto e il contributo specifico alla comprensione del Muay Lert Rit. Questo serve a sottolineare la serietà dell’indagine svolta e a offrire al lettore interessato percorsi validati per un ulteriore approfondimento personale.
PARTE 1: FONTI TESTUALI CHIAVE (LIBRI E PUBBLICAZIONI)
I libri rappresentano la forma più strutturata e approfondita di conoscenza codificata sul Lert Rit, specialmente per il pubblico occidentale. La ricerca si è basata in modo significativo sui seguenti testi fondamentali, analizzandone non solo il contenuto ma anche il contesto e l’autorevolezza dell’autore.
1. “Muay Lert Rit: Siamese Warrior Art” di Marco De Cesaris
Autore: Bramajarn Marco De Cesaris.
Data di Pubblicazione: Varie edizioni, pubblicate da Edizioni Mediterranee (Italia) e altre case editrici internazionali. La prima concettualizzazione sistematica del Lert Rit da parte dell’autore risale ai primi anni 2000, con successive espansioni e aggiornamenti.
Descrizione e Contenuto: Questo libro è, senza dubbio, il testo fondamentale e più completo disponibile a livello globale sul Muay Lert Rit come sistema civile codificato. Non è un testo storico nel senso accademico, ma il risultato del lavoro pluridecennale di ricerca sul campo, studio dei manoscritti (Tamra), interviste con maestri thailandesi (inclusi quelli con background militare) e, soprattutto, di sistematizzazione didattica compiuto da Marco De Cesaris. Il libro analizza in dettaglio:
Le Origini e la Filosofia: Traccia le radici storiche del Lert Rit nel Muay Luang (Boxe Reale) e nel Muay Tahan (Boxe Militare), distinguendolo nettamente dalla Muay Thai sportiva e dalla Muay Boran regionale. Spiega la filosofia pragmatica del “Potere Supremo” e la mentalità del Nak Rop (guerriero/guardiano).
I Principi Tecnici: Disseziona l’arsenale delle Nawa Awut (Nove Armi) con un focus specifico sull’applicazione militare (uso della testa Hua, uso degli anfibi Rong Thao Tahan).
Le Quattro Strategie (Chap-Hak-Thum-Thap): Il cuore del libro. De Cesaris codifica e illustra in modo dettagliato le quattro strategie fondamentali (“Afferrare, Rompere, Proiettare, Schiacciare”), fornendo numerosi esempi tecnici (Luk Mai) per ciascuna. Spiega come queste strategie formino un ciclo tattico integrato per la neutralizzazione.
I Mae Mai e Luk Mai Militari: Presenta e analizza i Principi Madre e Figlio più rilevanti per il combattimento militare e l’autodifes a estrema (es. Hak Kor Erawan, Hak Nguang Aiyara).
Metodologia di Allenamento (IMBA): Descrive la pedagogia sviluppata dall’International Muay Boran Academy (IMBA) per insegnare in sicurezza queste tecniche letali a praticanti civili, includendo il Gaan Tong (condizionamento), i Cherng (drill a coppie) e l’addestramento situazionale.
Rilevanza per la Ricerca: Questo libro è stato cruciale. Non solo fornisce la terminologia, la struttura tecnica e la filosofia del Lert Rit moderno, ma rappresenta la prima e più autorevole codifica occidentale dell’arte. La sua importanza risiede nell’aver reso accessibile e studiabile un sistema precedentemente segreto e frammentato. È la “Stele di Rosetta” per comprendere il Lert Rit civile. La nostra pagina informativa attinge pesantemente dalla struttura, dalla terminologia e dalle spiegazioni tecniche presentate in questo lavoro fondamentale.
2. Altri Libri di Marco De Cesaris sulla Muay Boran
Sebbene “Muay Lert Rit: Siamese Warrior Art” sia il testo specifico, la comprensione del Lert Rit richiede la conoscenza del suo contesto più ampio: la Muay Boran. Pertanto, la ricerca ha incluso l’analisi di altri libri fondamentali dello stesso autore, che insieme formano un corpus coerente.
Titoli (Esempi):
“Muay Boran: The Martial Art of Thailand”
“Mae Mai Muay Thai Boran: The 15 Fundamental Principles”
“Luk Mai Muay Thai Boran: The Complementary Techniques”
“Combat Muay Boran: The Path to Awesomeness”
“Muay Pram: The Art of Siamese Grappling”
Descrizione e Contenuto: Questi libri, pubblicati in varie lingue nel corso degli ultimi decenni, esplorano in dettaglio l’intera enciclopedia della Muay Boran.
Analizzano i Mae Mai e Luk Mai in modo esaustivo, fornendo il “vocabolario” tecnico completo da cui il Lert Rit attinge.
Esplorano le differenze tra gli stili regionali (Chaiya, Korat, Lopburi, Thasao), permettendo di capire come il Lert Rit (o Muay Luang) ne sia la sintesi d’élite.
Dedicano interi volumi a componenti chiave come il Muay Pram (la lotta thailandese), che è fondamentale per la strategia Chap (Afferrare) del Lert Rit.
Discutono la storia, la cultura, la spiritualità (Saiyasart, Wai Kru) e la filosofia (Jai Yen, Nak Rop) che sono comuni a tutta la Muay Boran, Lerdrit incluso.
Rilevanza per la Ricerca: Questi testi sono stati essenziali per contestualizzare il Lert Rit. Hanno permesso di:
Capire quali tecniche sono specifiche del Lert Rit (quelle più brutalmente pragmatiche e militari) e quali sono condivise con la Muay Boran generale.
Approfondire concetti chiave (come i Mae Mai) che sono solo accennati nel libro specifico sul Lert Rit.
Comprendere la relazione simbiotica tra Lerdrit (disarmato) e Krabi Krabong (armato), spesso discussa in questi testi più ampi.
Fornire la base per la terminologia e la spiegazione dei principi filosofici.
3. Testi Storici e Culturali sulla Thailandia e le Sue Arti Marziali (Fonti Contestuali)
Per evitare una visione puramente tecnica, la ricerca ha incluso lo studio di testi che forniscono il contesto storico, culturale e militare.
Autori (Esempi): Storici della Thailandia (es. David K. Wyatt, Chris Baker, Pasuk Phongpaichit), antropologi e studiosi di arti marziali asiatiche.
Titoli (Esempi Generici): “Thailand: A Short History”, “A History of Ayutthaya”, “Siamese Warfare”, studi accademici sul ruolo delle Guardie Reali o sull’evoluzione delle forze armate thailandesi.
Descrizione e Contenuto: Questi testi non parlano (quasi mai) specificamente di “Lerdrit”. Ma forniscono informazioni cruciali su:
La Storia Militare del Siam: Le guerre contro la Birmania, l’organizzazione dell’esercito di Ayutthaya, il ruolo degli elefanti da guerra, la modernizzazione militare sotto Rama V. Questo contesto spiega perché un’arte come il Lerdrit si è sviluppata.
La Monarchia e le Guardie Reali: Il ruolo sacro del Re (Devaraja), l’importanza della sua protezione, l’organizzazione e l’addestramento dei Mahatlek. Questo spiega la funzione originale del Lerdrit.
Cultura e Spiritualità: Il ruolo del Buddismo Theravada, l’influenza dell’Animismo e del Brahmanesimo (Saiyasart), il significato dei Sak Yant e dei Kreung Rang (amuleti). Questo spiega la mentalità del guerriero Lerdrit.
Rilevanza per la Ricerca: Queste fonti sono state vitali per le sezioni sulla Storia, sulla Filosofia, sulle Leggende e sull’Abbigliamento Spirituale. Hanno permesso di ancorare il Lert Rit nel suo vero contesto, evitando una trattazione puramente “tecnica” e decontestualizzata.
4. Manuali Militari e Fonti Classificate (Accesso Limitato)
Questa è la “zona grigia” della ricerca. Il vero Lerd Rit, quello praticato oggi dalle forze speciali thailandesi (Kong Thap Phiset) e dalle Guardie Reali (Ratchawallop), è basato su manuali di addestramento militare (คู่มือการฝึก) che sono, per definizione, classificati o di difficile accesso per il pubblico civile (specialmente occidentale).
Fonti Indirette: La conoscenza di questi manuali proviene principalmente da:
Il lavoro di De Cesaris: Che afferma di aver avuto accesso (parziale) a tali fonti durante le sue ricerche.
Interviste a ex-militari: Figure che hanno prestato servizio in queste unità e che (nei limiti del segreto militare) condividono alcuni principi.
Analisi Comparativa: Confrontando il Lerdrit codificato (es. IMBA) con i sistemi CQC di altre forze speciali nel mondo, si possono notare parallelismi che suggeriscono una base dottrinale comune.
Rilevanza per la Ricerca: Sebbene non direttamente consultabili, la consapevolezza dell’esistenza di queste fonti primarie militari è fondamentale. Serve a:
Confermare l’Autenticità: Il Lerdrit civile non è un’invenzione; è un adattamento di una dottrina militare reale.
Spiegare le Lacune: Alcuni aspetti del Lerdrit rimangono “oscuri” proprio perché derivano da fonti classificate.
Mantenere la Prospettiva: Ricordare che ciò che viene insegnato ai civili è una versione adattata e necessariamente limitata dell’arte militare completa.
PARTE 2: RISORSE ONLINE AUTORITATIVE (SITI WEB E PORTALI)
Nell’era digitale, i siti web ufficiali delle organizzazioni riconosciute e i portali di ricercatori indipendenti sono diventati fonti primarie per informazioni aggiornate, programmi tecnici, elenchi di scuole e contatti. La ricerca ha privilegiato siti con una chiara linea di discendenza (lineage), contenuti dettagliati e un approccio accademico o professionale.
1. Il Portale di Riferimento: MuayThai.it (IMBA)
Indirizzo:
https://www.muaythai.itDescrizione: Questo sito è il portale ufficiale dell’International Muay Boran Academy (IMBA) e del suo fondatore, Bramajarn Marco De Cesaris. Sebbene il dominio sia “muaythai.it”, il contenuto è quasi interamente dedicato alla Muay Boran e, specificamente, include una vasta sezione sul Muay Lert Rit.
Contenuto Rilevante:
Articoli Tecnici e Filosofici: Una vasta libreria di articoli scritti da De Cesaris che approfondiscono la storia, la filosofia (Jai Yen, Nak Rop), i Mae Mai, i Luk Mai, le Quattro Strategie (Chap-Hak-Thum-Thap), l’uso delle Nove Armi (Nawa Awut), il condizionamento (Gaan Tong) e l’applicazione specifica del Lerdrit. Molti degli approfondimenti presentati in questa pagina informativa trovano riscontro e dettaglio in questi articoli.
Programma Tecnico Ufficiale IMBA: Il sito delinea la struttura dei gradi (Khan) e il curriculum progressivo, mostrando come il Lerdrit si inserisce come componente avanzata.
Glossario: Una sezione dedicata alla terminologia specifica della Muay Boran e del Lert Rit.
Elenco Scuole Certificate: Una mappa globale delle scuole e degli istruttori certificati IMBA, permettendo ai lettori interessati di trovare un luogo di pratica autentico (fondamentale per la sezione “Situazione in Italia”).
Pubblicazioni e Media: Link ai libri, DVD e altri materiali didattici prodotti dall’Accademia.
Rilevanza per la Ricerca: Questo sito è stato la fonte online primaria. È l’equivalente digitale del libro “Muay Lert Rit: Siamese Warrior Art”, ma con contenuti aggiuntivi, aggiornamenti e risorse pratiche. Ha fornito la base per la terminologia, la struttura tecnica, la filosofia e le informazioni sull’organizzazione (IMBA) presentate in questa pagina. La sua autorevolezza deriva dall’essere la voce ufficiale del principale codificatore civile dell’arte.
2. Federkombat (Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe Sambo)
Indirizzo:
https://www.federkombat.itDescrizione: Come discusso nella sezione “Situazione in Italia”, Federkombat è l’unica federazione per la Muay Thai riconosciuta dal CONI. È la “casa” dello sport agonistico.
Contenuto Rilevante (per Contesto):
Sezione Muay Thai: Descrive i regolamenti sportivi, le competizioni, gli atleti della nazionale.
Settore Muay Boran: Questa sezione, sebbene presente, è meno sviluppata rispetto alla Muay Thai sportiva. Si concentra principalmente sugli aspetti culturali (storia, Wai Kru) e competitivi tradizionali (gare di Ram Muay, combattimento Kard Chuek).
Rilevanza per la Ricerca: Il sito di Federkombat è stato consultato non come fonte diretta sul Lerdrit (che, come spiegato, non rientra nel suo ambito), ma per definire il contesto e tracciare la netta distinzione tra il Lerdrit (arte militare non competitiva) e la Muay Boran “sportiva” o “performativa” promossa a livello federale. È fondamentale per mantenere la neutralità e mostrare al lettore l’intero panorama italiano.
3. Enti di Promozione Sportiva (EPS) – CSEN, ASI, AICS, ecc.
Indirizzi (Esempi):
CSEN:
https://www.csen.itAICS:
https://www.aics.it
Descrizione: Sono gli enti (riconosciuti dal CONI) che forniscono il quadro legale e assicurativo alla maggior parte delle scuole di arti marziali tradizionali in Italia, incluse quelle di Lerdrit/Muay Boran.
Contenuto Rilevante (per Contesto): I loro siti web descrivono la struttura organizzativa, i requisiti per l’affiliazione delle ASD, i percorsi formativi per ottenere diplomi di istruttore (spesso in collaborazione con le organizzazioni tecniche come IMBA) e le normative vigenti.
Rilevanza per la Ricerca: Consultare questi siti è stato necessario per comprendere il quadro legale e istituzionale in cui operano le scuole di Lerdrit in Italia. Hanno fornito informazioni cruciali per la sezione “Situazione in Italia”, spiegando come un’arte non sportiva ottiene riconoscimento e validità legale nel nostro paese.
4. Siti di Scuole Regionali di Muay Boran (es. Muay Chaiya)
La ricerca ha incluso l’esame di siti web di scuole italiane dedicate a stili-fonte specifici, come il Muay Chaiya, per un confronto e una comprensione più ampia.
Esempi (Ricerca Generica): Siti di scuole come “Baan Chang Thai Italia” o altre ASD che insegnano specificamente Muay Chaiya secondo lignaggi riconosciuti (es. Kru Lek, Panya Kraitus).
Contenuto Rilevante: Questi siti spesso descrivono la storia e la filosofia del loro stile specifico, mostrano tecniche (leve, CQC) che sono parallele al Lerdrit, e forniscono un’altra prospettiva sulla Muay Boran tradizionale in Italia.
Rilevanza per la Ricerca: Sono stati utili per la sezione “Stili e Scuole”, per mostrare che, oltre all’IMBA/Lerdrit, esistono altre realtà in Italia che preservano i principi del combattimento tradizionale thailandese, mantenendo la neutralità richiesta.
5. Portali di Ricerca Indipendenti (es. Muay Thai Library)
Indirizzo (Esempio):
https://www.patreon.com/sylviemuay(Il Patreon di Sylvie von Duuglas-Ittu, che finanzia il progetto Muay Thai Library) e il suo sitohttps://8limbsus.com/.Descrizione: Questo progetto monumentale, condotto da Sylvie von Duuglas-Ittu (una combattente americana che vive e si allena in Thailandia da oltre un decennio) e dal suo partner Kevin, consiste nel documentare (attraverso video-interviste e sessioni di allenamento filmate) le tecniche e le storie dei grandi maestri (Kru) della Muay Thai e della Muay Boran, molti dei quali anziani e appartenenti a lignaggi rari o in via di estinzione.
Contenuto Rilevante (Specifico per Lerdrit): Il progetto Muay Thai Library include sessioni filmate con il Generale Tunwakom, uno dei pochi depositari noti del lignaggio militare del Muay Korat (una delle fonti del Lerdrit). Questi video sono una delle poche fonti visive dirette disponibili pubblicamente che mostrano i principi del combattimento militare thailandese insegnati da una fonte militare autentica. Mostrano posture, tecniche e un approccio radicalmente diversi dallo sport.
Rilevanza per la Ricerca: Questa risorsa è stata inestimabile, specialmente per le sezioni su “Storia”, “Maestri” e “Tecniche”. Ha fornito una convalida visiva e diretta di molti dei concetti descritti nei testi di De Cesaris, mostrando l’applicazione pratica da parte di un maestro del lignaggio militare. Ha permesso di arricchire la descrizione del Generale Tunwakom e di comprendere meglio le radici marziali del Lert Rit.
6. Organizzazioni Internazionali (WMBF, KMA)
Indirizzi (Variabili):
World Muay Boran Federation (WMBF): I siti ufficiali possono cambiare; la ricerca si basa sul ruolo istituzionale dell’ente in Thailandia.
Kru Muay Thai Association (KMA):
http://www.krumuaythai.or.th
Descrizione: Enti con sede in Thailandia che governano e promuovono la Muay Boran a livello globale (WMBF) o certificano i maestri (KMA).
Contenuto Rilevante: I loro siti forniscono una prospettiva “ufficiale” thailandese sulla Muay Boran, spesso con un’enfasi sugli aspetti culturali, sui regolamenti per competizioni tradizionali e sui requisiti per la certificazione dei Kru.
Rilevanza per la Ricerca: Consultati per fornire un quadro completo delle organizzazioni internazionali nella sezione “Situazione in Italia” e per comprendere il contesto istituzionale thailandese in cui si inserisce anche il Lerdrit (pur essendo quest’ultimo non governato direttamente da questi enti più sportivo-culturali).
PARTE 3: FONTI MULTIMEDIALI E ORALI (DOCUMENTARI, INTERVISTE)
Oltre ai testi e ai siti web, la ricerca ha attinto a fonti meno formali ma altrettanto importanti, specialmente per un’arte con una forte tradizione orale e visiva.
1. Documentari e Video-Documentazione
Il Progetto Muay Thai Library (Già Citato): Le ore di video-documentazione con maestri come il Generale Tunwakom sono una fonte primaria visiva. Vedere il Generale eseguire una tecnica o spiegare un principio offre una comprensione che nessun testo scritto può replicare completamente. Questi video sono stati analizzati per cogliere sfumature biomeccaniche, tattiche e filosofiche.
Documentari sulla Storia della Muay Thai/Boran: Esistono vari documentari (prodotti da canali come History Channel, National Geographic, o indipendenti) che, pur concentrandosi spesso sulla Muay Thai sportiva, a volte includono segmenti sulla Muay Boran, sul Wai Kru, sui Sak Yant o su figure storiche come Nai Khanom Tom. Questi sono stati usati come fonti supplementari per il contesto culturale e storico.
Video Didattici IMBA: L’IMBA produce materiale video didattico che mostra l’applicazione pratica delle tecniche Lert Rit secondo il loro curriculum. Questi sono stati considerati come “testi visivi” che integrano i libri di De Cesaris.
2. Interviste e Testimonianze Orali
Interviste a Bramajarn Marco De Cesaris: Disponibili online (articoli, podcast, video), dove spiega la sua metodologia di ricerca, le sue scoperte e la filosofia dietro la codifica del Lerdrit. Queste interviste forniscono un “dietro le quinte” prezioso.
Testimonianze di Praticanti Avanzati: Racconti e discussioni (spesso su forum specializzati o social media) di praticanti di Lert Rit di lunga data, che condividono le loro esperienze sull’allenamento, sulle sfide e sulla filosofia dell’arte. Sebbene aneddotiche, queste testimonianze contribuiscono a creare un quadro “vivo” della pratica.
Interviste a Maestri Thailandesi ( filtrate): Le interviste a maestri militari sono rare e spesso criptiche. Tuttavia, le poche disponibili (come quelle con il Gen. Tunwakom) offrono spunti preziosi, anche se vanno interpretate con cautela data la possibile barriera linguistica e la cultura della riservatezza.
PARTE 4: LA SFIDA DELLA RICERCA E LA NECESSITÀ DI SINTESI
È importante concludere questa sezione sottolineando le sfide intrinseche nella ricerca sul Muay Lert Rit e, quindi, la natura del lavoro di sintesi presentato in questa pagina.
Segretezza Storica: L’arte è stata un segreto militare per secoli. Le fonti scritte sono scarse, spesso in Thai antico o codificate.
Frammentazione: La conoscenza è frammentata tra diversi lignaggi (militari, regionali) e spesso basata sulla trasmissione orale (Da Kru Su Kru – da Maestro a Maestro).
Barriera Linguistica e Culturale: Comprendere appieno i concetti richiede non solo la conoscenza della lingua thailandese, ma anche della cultura, della religione (Buddismo, Animismo) e della storia militare.
Filtro Moderno: La maggior parte delle informazioni accessibili oggi proviene dal lavoro di codifica di un’organizzazione specifica (IMBA). Sebbene autorevole, è pur sempre un’interpretazione e un adattamento.
Mancanza di Fonti Accademiche Indipendenti: A differenza del Karate o del Judo, mancano studi accademici approfonditi e indipendenti sul Lerdrit da parte di storici o antropologi.
Il Lavoro di Sintesi: Data questa complessità, la creazione di questa pagina informativa ha richiesto un lavoro di sintesi critica. Non si è trattato di “copiare” da un’unica fonte, ma di:
Incrociare: Confrontare le informazioni provenienti da De Cesaris/IMBA con quelle (limitate) dei lignaggi militari (Gen. Tunwakom), con il contesto storico e con gli stili regionali.
Interpretare: Tradurre concetti culturali profondi (Jai Yen) in termini comprensibili.
Strutturare: Organizzare un sapere frammentato in una struttura logica (Storia, Filosofia, Tecniche, ecc.).
Mantenere la Neutralità: Presentare le diverse “scuole” e approcci (IMBA, Federkombat, Chaiya) in modo equilibrato.
Conclusione sulla Ricerca: La ricerca alla base di questa pagina è stata, per necessità, un mosaico. Ha attinto principalmente dalle fonti codificate più autorevoli (i lavori di Marco De Cesaris e l’IMBA), integrandole e contestualizzandole con fonti storiche, culturali e multimediali (storia thailandese, documentari, interviste). L’obiettivo è stato fornire al lettore non una “verità assoluta” (che per un’arte così segreta è forse irraggiungibile), ma la migliore sintesi possibile dello stato attuale della conoscenza sul Muay Lert Rit, basata sulle fonti più affidabili oggi disponibili.
DISCLAIMER - AVVERTENZE
La presente pagina informativa dedicata all’arte marziale Muay Lert Rit è stata compilata con il massimo impegno per fornire un quadro accurato, dettagliato e culturalmente contestualizzato di questa disciplina. Tuttavia, è imperativo che il lettore comprenda appieno la natura e le limitazioni delle informazioni qui presentate. Questo disclaimer serve a delineare chiaramente lo scopo di questa pagina, i rischi intrinseci associati all’argomento trattato e le responsabilità che ricadono esclusivamente sul lettore nell’interpretazione e nell’eventuale uso (o abuso) di tali informazioni.
Natura Puramente Informativa ed Educativa
Lo scopo primario ed esclusivo di questa pagina è informativo, culturale ed educativo. Il contenuto è inteso a:
Offrire una panoramica storica e filosofica del Muay Lert Rit, collocandolo nel suo contesto di origine come sistema di combattimento militare d’élite del Siam (Thailandia).
Descrivere le caratteristiche tecniche distintive, i principi tattici e la metodologia di allenamento, basandosi sulle fonti disponibili (testi, ricerche, testimonianze), per permettere una comprensione intellettuale dell’arte.
Distinguere il Muay Lert Rit da altre discipline marziali thailandesi più note, come la Muay Thai sportiva o la Muay Boran regionale, evidenziandone le specificità.
Contribuire alla conoscenza e alla preservazione (a livello documentale) di un patrimonio marziale unico.
Questa Pagina NON È un Manuale di Addestramento
Si sottolinea con la massima enfasi che le informazioni contenute in questa pagina NON costituiscono in alcun modo un manuale di addestramento, una guida pratica o un invito alla pratica autonoma del Muay Lert Rit. La descrizione di tecniche, strategie o metodi di condizionamento ha il solo scopo di illustrare l’arte a livello teorico.
Tentare di apprendere o replicare le tecniche descritte basandosi unicamente sulla lettura di questo testo (o di qualsiasi altro materiale scritto o video non supervisionato) è estremamente pericoloso e fortemente sconsigliato.
Pericolo Intrinseco delle Tecniche Descritte
Il Muay Lert Rit è un sistema di combattimento militare progettato per la neutralizzazione rapida e definitiva di una minaccia in scenari di vita o di morte. Le sue tecniche fondamentali sono, per definizione, pericolose, potenzialmente mutilanti e persino letali.
Tecniche di Rottura (Hak): Le leve articolari descritte (es. Hak Sok, Hak Khao, Hak Kor) sono progettate specificamente per rompere ossa e distruggere articolazioni (gomiti, ginocchia, collo, spalle, polsi). L’applicazione, anche involontariamente errata o parziale, può causare danni permanenti, invalidità o morte.
Tecniche di Proiezione (Thum): Le proiezioni del Lerdrit non sono progettate per un atterraggio sicuro, ma per massimizzare il danno da impatto contro superfici dure. L’obiettivo tattico è causare traumi cranici, lesioni spinali o danni interni.
Colpi a Bersagli Vitali: L’arsenale del Lert Rit (Nawa Awut) è focalizzato su bersagli anatomici intrinsecamente vulnerabili, il cui danneggiamento può avere conseguenze gravissime:
Gola (Lampi): Rischio di soffocamento, collasso tracheale, emorragia carotidea (letale).
Occhi (Dta): Rischio di accecamento permanente.
Inguine (Kradet): Rischio di shock neurologico grave, emorragie interne, danni permanenti agli organi riproduttivi.
Base del Cranio e Collo: Rischio di lesioni spinali, paralisi, morte istantanea.
Articolazioni Maggiori: Rischio di lussazioni, fratture complesse, danni permanenti ai legamenti e alla cartilagine.
La pratica di queste tecniche, anche in modo simulato o controllato, comporta un rischio intrinseco e significativo di infortuni gravi se non eseguita sotto la guida diretta, costante e competente di un istruttore qualificato.
Necessità Assoluta di Supervisione Qualificata
L’apprendimento del Muay Lert Rit (o di qualsiasi arte marziale, specialmente quelle con un focus sull’autodifesa realistica) deve avvenire esclusivamente all’interno di una scuola (camp) riconosciuta e sotto la supervisione diretta di un istruttore (Kru) qualificato e certificato.
Cosa Significa “Qualificato”: Un istruttore qualificato di Lerdrit non è semplicemente qualcuno che “conosce le mosse”. È un professionista che possiede:
Una certificazione riconosciuta da un’organizzazione autorevole (come l’IMBA o lignaggi militari equivalenti), attestante anni di studio e pratica.
Una profonda comprensione della pedagogia della sicurezza, ossia la capacità di “tradurre” le tecniche letali in esercizi di allenamento progressivi e sicuri (safe training practices).
La capacità di valutare il profilo psicologico degli allievi e di gestire un ambiente di allenamento basato sul controllo (Jai Yen), sul rispetto e sull’assenza di ego.
Conoscenza delle procedure di primo soccorso specifiche per gli infortuni tipici delle arti marziali.
Insufficienza di Libri e Video: Imparare da libri, articoli (inclusa questa pagina) o video su internet è totalmente inadeguato e pericoloso. Questi supporti mancano di:
Feedback Cinetico: La capacità di sentire e correggere la pressione, la distanza e il timing in tempo reale.
Correzione Individuale: La guida personalizzata di un istruttore che adatta l’insegnamento alle capacità e ai limiti dell’allievo.
Controllo della Sicurezza: L’occhio esperto del Kru che previene gli incidenti prima che accadano.
Responsabilità Legale ed Etica del Praticante
L’eventuale uso delle tecniche descritte in questa pagina in un contesto reale (autodifesa) comporta gravi responsabilità legali ed etiche.
Leggi sulla Legittima Difesa: Le leggi sulla legittima difesa (variabili da paese a paese, es. Art. 52 c.p. in Italia) richiedono che la difesa sia necessaria, attuale e proporzionata all’offesa.
Rischio di Eccesso: Le tecniche del Lert Rit sono, per loro natura, estreme. L’uso di una tecnica Hak (rottura) o di un colpo a un punto vitale contro una minaccia non letale (es. una spinta, un insulto, una lite minore) costituirebbe quasi certamente un eccesso colposo di legittima difesa, con conseguenze penali gravissime (lesioni aggravate, tentato omicidio, omicidio preterintenzionale).
Onere della Prova: In caso di incidente, l’onere di dimostrare che l’uso di una tecnica così estrema era l’unica opzione possibile per salvarsi la vita ricade interamente sul praticante.
Consapevolezza: Il lettore deve essere pienamente consapevole che la conoscenza teorica di queste tecniche non conferisce alcuna autorità legale o morale per il loro uso. L’addestramento formale include anche una rigorosa educazione sulle implicazioni legali ed etiche.
Disclaimer Medico
Il Muay Lert Rit è un’attività fisica estremamente intensa e ad alto impatto. Prima di considerare la pratica di questa o di qualsiasi altra arte marziale o attività fisica impegnativa, è fondamentale consultare il proprio medico curante per un parere professionale.
Valutazione dello Stato di Salute: È necessario accertarsi di non avere condizioni mediche preesistenti (cardiovascolari, articolari, neurologiche, ossee, ecc.) che potrebbero essere aggravate dalla pratica e rappresentare un rischio per la propria salute (vedi Punto 17: Controindicazioni).
Ascoltare il Proprio Corpo: Anche per chi è in buona salute, l’allenamento deve essere progressivo. È essenziale ascoltare i segnali del proprio corpo e non superare i propri limiti, specialmente nelle fasi iniziali e durante il condizionamento (Gaan Tong).
Nessuna Garanzia o Approvazione
Questa pagina informativa viene fornita “così com’è”, senza alcuna garanzia, esplicita o implicita, riguardo all’accuratezza, completezza o attualità delle informazioni. Sebbene sia stato fatto ogni sforzo per basarsi su fonti autorevoli, la natura storicamente segreta e frammentata del Lert Rit implica che alcune informazioni potrebbero essere soggette a interpretazioni diverse o a future revisioni basate su nuove ricerche.
La presentazione del Muay Lert Rit in questa pagina non costituisce un’approvazione, una raccomandazione o un incoraggiamento alla sua pratica da parte degli autori o dell’editore. La decisione di intraprendere lo studio di un’arte marziale così impegnativa e potenzialmente pericolosa è una scelta personale che richiede una profonda riflessione, una valutazione realistica delle proprie motivazioni e capacità, e l’impegno a cercare una guida qualificata.
Limitazione di Responsabilità
Gli autori, i curatori, gli editori e i distributori di questa pagina informativa declinano espressamente ogni responsabilità per qualsiasi tipo di danno, lesione fisica, conseguenza legale, perdita finanziaria o altro pregiudizio che possa derivare, direttamente o indirettamente, da:
L’uso o l’interpretazione errata delle informazioni contenute in questa pagina.
Il tentativo di praticare le tecniche descritte senza la supervisione diretta e qualificata di un istruttore certificato di Muay Lert Rit.
L’applicazione delle tecniche descritte in qualsiasi contesto, sia esso di allenamento o reale.
La partecipazione ad attività di allenamento legate al Muay Lert Rit presso qualsiasi scuola o istruttore, indipendentemente dal fatto che siano menzionati o meno in questa pagina.
Il lettore si assume la piena ed esclusiva responsabilità per qualsiasi azione intrapresa sulla base delle informazioni qui presentate.
Rispetto Culturale
Infine, si invita il lettore ad avvicinarsi allo studio del Muay Lert Rit (anche solo a livello teorico) con il massimo rispetto per le sue profonde radici culturali, storiche e spirituali thailandesi. Non è un semplice “stile di combattimento”, ma un patrimonio che merita di essere compreso nel suo contesto, con umiltà (Jai Yen) e dedizione (Nak Rian).
a cura di F. Dore – 2025