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Dimenticate per un istante le arti marziali che pensate di conoscere. Immaginate una disciplina dove la forza bruta si fonde con l’agilità più fluida, dove i praticanti non vestono il bianco, ma un profondo blu oceano, simbolo di vastità e speranza.
Immaginate tecniche che sfidano la gravità: combattenti che si librano in aria per bloccare un avversario con spettacolari “forbici” volanti (le famigerate Đòn Chân), capaci di neutralizzare un attacco con la stessa eleganza con cui si difendono.
Questo è il Vovinam Việt Võ Đạo, l’arte marziale moderna del Vietnam, nata dal genio del Fondatore Nguyễn Lộc in un’epoca turbolenta, non solo per difendere il corpo, ma per forgiare lo spirito di un’intera nazione.
Ma cosa si nasconde dietro questa spettacolare fusione di colpi, leve, lotta e armi antiche? Qual è la filosofia dell’equilibrio tra il “Duro” (Cương) e il “Morbido” (Nhu)?
In questa guida completa, intraprenderemo un viaggio di oltre 1000 parole nel cuore pulsante del Vovinam. Esploreremo la sua storia affascinante, sveleremo i segreti delle sue tecniche uniche, conosceremo i suoi maestri e capiremo il significato profondo del suo iconico saluto: “la mano d’acciaio sul cuore di bontà”.
Se siete pronti a scoprire un’arte marziale che è tanto una filosofia di vita quanto un sistema di combattimento, continuate a leggere.
COSA È
Oltre la Semplice Arte Marziale
Il Vovinam (pronunciato approssimativamente “Vo-vi-nam”), il cui nome completo è Vovinam Việt Võ Đạo, rappresenta molto più di una semplice disciplina di combattimento o di un metodo di autodifesa. È l’espressione culturale, filosofica e fisica dell’identità vietnamita, un’arte marziale moderna sviluppata nel XX secolo ma le cui radici affondano profondamente nella storia millenaria del Vietnam e nelle sue tradizioni di lotta.
Definire “cosa è” il Vovinam richiede di guardare oltre la sua superficie spettacolare, fatta di tecniche acrobatiche e forbici volanti, per comprenderne la struttura complessa: è un sistema di vita, un percorso educativo e un’affermazione di identità nazionale.
Vovinam e Việt Võ Đạo: La Distinzione Fondamentale
Per comprendere appieno questa disciplina, è essenziale decodificare i due termini che la identificano:
Vovinam (Võ Việt Nam): Questo termine è un acronimo, una contrazione moderna. Võ significa “Arte Marziale”. Việt Nam è, naturalmente, il nome del paese. Quindi, Vovinam significa letteralmente “Arte Marziale del Vietnam”. Questo nome fu scelto dal Fondatore per essere immediato, riconoscibile e per legare indissolubilmente l’arte alla sua terra d’origine. Rappresenta la parte tecnica e fisica della disciplina: l’insieme delle tecniche, degli esercizi, delle forme e delle applicazioni di combattimento.
Việt Võ Đạo (La Via dell’Arte Marziale Vietnamita): Questo è il nome che definisce l’anima della disciplina. Việt (Vietnamita), Võ (Arte Marziale), e Đạo (Il “Tao” o la “Via”). Il termine “Đạo” è cruciale: eleva la pratica da un semplice insieme di tecniche (Võ) a un percorso filosofico e spirituale (Đạo). Questo nome, adottato ufficialmente in un secondo momento, sposta l’accento dalla mera efficacia fisica alla formazione completa dell’individuo.
In sintesi: il “Vovinam” è il mezzo (la tecnica), mentre il “Việt Võ Đạo” è il fine (il percorso di vita, la filosofia). Quando un praticante dice di “fare Vovinam”, si riferisce all’allenamento fisico; quando dice di “seguire il Việt Võ Đạo”, si riferisce all’adesione ai suoi principi morali, etici e filosofici. Le due componenti sono inscindibili per definire l’identità completa dell’arte.
La Definizione Marziale: Un Sistema di Sintesi
Come arte marziale, il Vovinam è un sistema di combattimento ibrido e completo. Non è un’arte “pura” nata in isolamento, ma una sintesi ragionata e scientifica. Il suo fondatore, Nguyễn Lộc, non inventò tecniche dal nulla; egli intraprese un vasto lavoro di ricerca, studio e codificazione.
Il Vovinam “è” una selezione delle migliori e più efficaci tecniche provenienti da diverse fonti:
Võ Cổ Truyền (Arti Marziali Tradizionali Vietnamite): Il nucleo del Vovinam deriva dalle antiche scuole regionali vietnamite. Queste includono stili del nord (come il Hóa Quyền), del centro (come il Bình Định) e del sud. Da queste, il Vovinam trae la sua base di posizioni, pugni, calci e l’uso di armi tradizionali.
Vật (Lotta Tradizionale Vietnamita): Una componente fondamentale del Vovinam è la lotta corpo a corpo (Vật). Il fondatore integrò le efficaci tecniche di proiezione, sbilanciamento e controllo a terra della lotta vietnamita, rendendo il Vovinam estremamente competente nelle brevi distanze.
Influenze Estere: Il Maestro Nguyễn Lộc studiò e incorporò pragmaticamente elementi di altre arti marziali asiatiche (come il Kung Fu cinese per le tecniche di mano e alcune forme, e potenzialmente elementi dal Judo/Ju-Jitsu per le leve e gli strangolamenti) che riteneva utili a completare il suo sistema.
Ciò che rende il Vovinam unico non è la scoperta di queste tecniche, ma la sintesi. È un sistema progettato per essere versatile, in grado di rispondere a qualsiasi tipo di aggressione, a qualsiasi distanza. Il praticante di Vovinam studia colpi (pugni, calci, gomitate, ginocchiate), leve articolari, proiezioni, lotta a terra e l’uso di armi.
Il Vovinam è, per definizione, un’arte marziale completa e moderna.
L’Identità Tecnica: Il Principio Cương Nhu (Duro e Morbido)
Se dovessimo definire il Vovinam con un solo concetto tecnico-filosofico, questo sarebbe il principio Cương Nhu Tương Phối, ovvero “l’armoniosa combinazione del Duro e del Morbido”. Questo principio, assimilabile al concetto taoista di Yin e Yang (Âm e Dương in vietnamita), permea ogni singolo aspetto della disciplina.
Il Vovinam non è un’arte esclusivamente dura (come può apparire il Karate Kyokushin) né un’arte esclusivamente morbida (come l’Aikido o il Tai Chi). È l’applicazione dinamica di entrambi i principi.
Cosa significa “Duro” (Cương)? Il “Duro” rappresenta la forza, la potenza, la linearità, l’attacco diretto, la contrazione muscolare. Nel Vovinam, si manifesta attraverso:
Colpi potenti: Pugni diretti, calci frontali e circolari, gomitate e ginocchiate portati con decisione.
Parate bloccanti: Intercettare un attacco con una forza uguale o superiore.
Posizioni stabili: Basi solide per generare potenza.
Condizionamento fisico: Rafforzare il corpo per resistere ai colpi e per sferrarli.
Cosa significa “Morbido” (Nhu)? Il “Morbido” rappresenta la flessibilità, la circolarità, la cedevolezza, la deviazione, il rilassamento. Si manifesta attraverso:
Tecniche di evasione: Spostamenti laterali e circolari per evitare la linea d’attacco dell’avversario.
Deviazioni e parate fluide: Accompagnare la forza dell’avversario per sbilanciarlo o reindirizzarla.
Leve articolari (Khóa): Utilizzare la struttura scheletrica dell’avversario contro di lui, applicando pressione sui punti di snodo.
Proiezioni (Vật): Sfruttare lo slancio e il peso dell’avversario per atterrarlo.
Il Vovinam è l’arte di sapere quando essere duri e quando essere morbidi. Un praticante non oppone la forza alla forza, se non è necessario. Utilizza la morbidezza per assorbire un attacco potente e risponde con durezza quando l’avversario è sbilanciato o vulnerabile. Questo principio rende il Vovinam un’arte estremamente adattabile, permettendo a una persona fisicamente più debole di prevalere su un avversario più forte, utilizzando la tecnica e la strategia al posto della forza bruta.
Le “Forbici” (Đòn Chân): L’Emblema del Cương Nhu
L’esempio più celebre di questa fusione sono le Đòn Chân Tấn Công, le famose “forbici volanti”. Queste tecniche, spesso acrobatiche, sono l’emblema del Vovinam. Esse combinano la morbidezza e l’agilità (il salto, la rotazione, la flessibilità) con la durezza (l’impatto, la torsione sul collo o sul corpo, la proiezione).
Una forbice non è solo forza bruta; è tempismo, precisione e sfruttamento dello slancio (Nhu) per applicare una tecnica devastante (Cương). Il Vovinam è forse l’unica arte marziale che ha codificato e reso centrali ben 21 tecniche di forbice, utilizzandole sia come attacco diretto sia come contrattacco.
L’Identità Filosofica: Il Fine Ultimo (Mục Đích)
Come suggerito dal termine Việt Võ Đạo, il Vovinam è intrinsecamente un percorso filosofico. La pratica fisica (il Võ) è vista come lo strumento per raggiungere un obiettivo più alto: la formazione dell’ “Uomo Vero” (il Chân Nhân).
Cosa significa “Uomo Vero”? Il Chân Nhân, nel contesto del Vovinam, non è un superuomo, ma un individuo completo, armonioso ed equilibrato, che ha sviluppato tre aspetti fondamentali del suo essere:
Un Corpo Sano e Forte (Thân): Il Vovinam è un sistema per sviluppare la salute fisica, la resistenza, la forza e la flessibilità. Il corpo è il “tempio” e lo strumento attraverso cui si agisce nel mondo.
Una Mente Acuta e Lucida (Trí): La pratica richiede intelligenza, strategia, concentrazione e una profonda conoscenza tecnica. Il Vovinam allena la mente a essere calma sotto pressione, rapida nelle decisioni e analitica.
Uno Spirito Nobuile e Retto (Tâm): Questo è l’aspetto più importante. Il “cuore” o “spirito” deve essere coltivato attraverso l’etica, la moralità e l’umiltà. Un praticante può essere forte e intelligente, ma se il suo spirito non è retto, la sua arte è vuota o, peggio, pericolosa.
L’obiettivo del Vovinam non è creare combattenti invincibili, ma formare cittadini responsabili, individui capaci di difendere sé stessi e i più deboli, di essere utili alla propria famiglia, alla propria comunità e alla società.
Il Saluto: Il Simbolo della Filosofia
Questa filosofia è perfettamente incapsulata nel saluto ufficiale del Vovinam. Il saluto (Nghiêm Lễ) si esegue portando la mano destra (la “mano d’acciaio”) tesa e forte, a simboleggiare la forza marziale (Cương), sopra il cuore (il “cuore di bontà”) a sinistra, a simboleggiare l’etica, l’amore e l’umanità (Nhu).
Questo gesto, eseguito all’inizio e alla fine della pratica, ricorda costantemente al praticante che la forza (la mano) deve essere sempre controllata e guidata dal cuore (la moralità). La forza senza il cuore è brutalità; il cuore senza la forza è impotenza. Il Vovinam è la ricerca dell’equilibrio tra questi due poli.
La Struttura del Vovinam: Un Percorso Pedagogico
Il Vovinam è strutturato come un sistema pedagogico completo, progettato per guidare l’allievo (Võ Sinh) da principiante assoluto a esperto. Questa struttura si manifesta attraverso diversi elementi chiave.
Il Sistema delle Cinture (Cấp Bậc)
A differenza di molte arti marziali che utilizzano una vasta gamma di colori, il sistema di graduazione del Vovinam è simbolico e relativamente semplice nei suoi colori principali, ma complesso nella sua suddivisione.
Tự Vệ (Praticante/Autodifesa): Il livello iniziale. La cintura è blu chiaro, dello stesso colore dell’uniforme. Simboleggia l’inizio, la vastità dell’oceano e la speranza. L’allievo è come una goccia d’acqua che entra nel mare della conoscenza.
Hoàng Đai (Cintura Gialla): Il livello intermedio, assimilabile alla cintura nera di altre arti. Il giallo rappresenta la terra, il centro, la solidità. Dopo anni di pratica, l’allievo ha costruito fondamenta solide. Questo livello è suddiviso in gradi (Hoàng Đai I, II, III).
Hồng Đai (Cintura Rossa): Il livello dei Maestri (Võ Sư). Il rosso rappresenta il sangue, il fuoco, la passione e il sacrificio. Indica che il Maestro ha dedicato la sua vita all’arte e ora ha la responsabilità di diffonderla, “sanguinando” la sua conoscenza per le nuove generazioni. Questo livello ha 6 gradi (dal 1° al 6° Đẳng).
Bạch Đai (Cintura Bianca): Il livello più alto, riservato al Patriarca (Chưởng Môn). Il bianco simboleggia la purezza, la vetta, la sintesi di tutti i colori (tutte le conoscenze). È il ritorno all’essenza, l’illuminazione.
Il Vovinam è, quindi, un percorso codificato che misura non solo l’abilità tecnica, ma anche l’anzianità, la conoscenza filosofica e il contributo dato alla diffusione dell’arte.
Il Programma Tecnico (Chương Trình)
Il Vovinam è definito da un programma tecnico vasto e standardizzato. Un praticante impara progressivamente un curriculum che include:
Tecniche di Base (Kỹ Thuật Căn Bản): Posizioni, pugni, calci, parate, cadute e tecniche respiratorie.
Forme (Quyền): Sequenze codificate di movimenti che allenano la fluidità, la potenza e la memoria muscolare. Ci sono Quyền a mani nude e con armi.
Combattimento Codificato (Song Luyện): Finte battaglie tra due o più praticanti. Sono essenziali per imparare il tempismo, la distanza e l’applicazione delle tecniche in un contesto dinamico ma sicuro.
Tecniche di Difesa Personale (Khóa Gỡ e Tự Vệ): Applicazioni pratiche contro prese, attacchi armati, o situazioni di aggressione comune.
Tecniche di Lotta (Vật): L’insieme delle proiezioni e del combattimento a terra.
Tecniche d’Attacco (Đòn Tấn Công): Include le già citate 21 forbici.
Studio delle Armi (Vũ Khí): Un arsenale che include bastone (Côn), spada (Kiếm), sciabola (Đao), alabarda (Đại Đao), coltello (Dao) e ventaglio (Quạt).
Ciò che è il Vovinam è anche questa sua enciclopedica completezza. Non tralascia nessun aspetto del combattimento, mirando a creare un praticante versatile e preparato a 360 gradi.
L’Identità Visiva: Il Võ Phục e il Logo
L’identità del Vovinam è fortemente legata ai suoi simboli visivi, che comunicano la sua filosofia al mondo esterno.
L’Uniforme Blu (Võ Phục)
Il Vovinam è immediatamente riconoscibile per il suo Võ Phục (uniforme) di colore blu oceano. La scelta di questo colore, voluta dal Fondatore, è carica di significato e definisce ciò che l’arte vuole rappresentare:
Speranza e Vastità: Il blu del mare e del cielo. Simboleggia l’orizzonte illimitato della conoscenza marziale e la speranza in un futuro migliore (un concetto potente nel Vietnam oppresso dell’epoca).
Uguaglianza: A differenza del bianco, che si sporca facilmente e può rivelare lo status economico di chi può permettersi di lavarlo spesso, il blu è un colore da “lavoro”. Mimetizza lo sporco e le differenze sociali, rendendo tutti i praticanti uguali sul tatami (Võ Đài).
Calma e Determinazione: Il blu è un colore che induce alla calma e alla riflessione, in contrasto con la natura aggressiva del combattimento. Ricorda al praticante di mantenere la mente lucida.
Indossare il Võ Phục blu è indossare i principi di umiltà, uguaglianza e speranza del Vovinam.
Il Logo (Phù Hiệu)
Il logo del Vovinam è un manifesto filosofico. È composto da diversi elementi:
Il Quadrato Giallo: Rappresenta la terra, la stabilità, le fondamenta.
Il Cerchio Rosso (Âm/Dương): Al centro, vi è la rappresentazione del principio Cương/Nhu (Duro/Morbido), lo Yin/Yang. Il rosso simboleggia il fuoco e la forza (Cương), il blu l’acqua e la flessibilità (Nhu). Il fatto che siano in equilibrio dinamico e non statico è fondamentale.
Il Cerchio Blu (Mappa): Il cerchio che contiene l’Âm/Dương rappresenta la mappa del Vietnam.
La Scritta “VOVINAM”: In rosso, sopra il simbolo, afferma l’identità dell’arte.
La Scritta “VIỆT VÕ ĐẠO”: In blu, sotto il simbolo, ne afferma la dimensione filosofica.
Il logo, quindi, definisce il Vovinam come un’arte marziale (Vovinam) basata sull’equilibrio di Duro e Morbido (Âm/Dương), radicata nella cultura del Vietnam (la mappa), ma che aspira a un percorso universale (Việt Võ Đạo).
Il Vovinam come Progetto Sociale e Nazionale
Per definire correttamente il Vovinam, non si può ignorare il contesto storico della sua nascita. Il Vovinam è un prodotto del nazionalismo vietnamita e della decolonizzazione.
Nacque nel 1938, in un periodo in cui il Vietnam era sotto il dominio coloniale francese. Il Maestro Nguyễn Lộc osservava una gioventù alienata, fisicamente indebolita e spiritualmente frammentata dall’oppressione.
Il Vovinam fu la sua risposta. L’obiettivo primario non era (solo) insegnare a combattere, ma:
Restituire Vigore Fisico: Dare ai giovani vietnamiti un metodo scientifico per rafforzare il proprio corpo.
Forgiare lo Spirito: Infondere fiducia in sé stessi, disciplina e un senso di autostima.
Creare Unità Nazionale: Unire il paese attraverso un’arte marziale che fosse inequivocabilmente “vietnamita”, superando le divisioni regionali.
Offrire un Metodo di Autodifesa: Fornire strumenti pratici per difendersi in un’epoca di instabilità.
Il Vovinam è, nella sua essenza più profonda, un atto di resistenza culturale e un progetto di ingegneria sociale. È un’arte marziale con una missione: “Vivere, aiutare gli altri a vivere ed essere al servizio dell’umanità”.
Il Vovinam Oggi: Arte Globale
Se la sua nascita è profondamente nazionale, la sua identità odierna è globale. Dopo la caduta di Saigon nel 1975, la diaspora vietnamita (i “boat people”) portò il Vovinam con sé in tutto il mondo: in Francia, in Germania, in Italia, negli Stati Uniti, in Australia.
In questo nuovo contesto, il Vovinam ha assunto una doppia identità:
Per la Diaspora: È rimasto un legame tangibile con la patria perduta, un modo per trasmettere la cultura e la lingua vietnamita alle nuove generazioni nate all’estero.
Per gli Stranieri: È diventato un’arte marziale affascinante, dinamica e completa, apprezzata per la sua efficacia, la sua spettacolarità e la sua profonda filosofia.
Oggi, il Vovinam è praticato da milioni di persone in oltre 70 paesi. È un’arte marziale che ha una sua federazione mondiale (WVVF) e una federazione europea (EVVF), con campionati mondiali e continentali regolarmente organizzati.
Il Vovinam è quindi un raro esempio di arte marziale tradizionale che ha completato con successo la transizione a sport da combattimento e disciplina globale, senza (nella sua forma migliore) perdere la sua anima filosofica e il suo codice etico.
L’Ambito della Pratica: Sport, Salute, Difesa
Il Vovinam si definisce anche attraverso i suoi molteplici campi di applicazione. La pratica non è monolitica, ma si adatta agli obiettivi del singolo.
Vovinam come Sport (Thao Diễn e Đấu)
Il Vovinam è uno sport da competizione strutturato. Le gare si dividono principalmente in due categorie:
Tecnica (Thao Diễn): Esecuzioni di forme (Quyền), combattimenti codificati (Song Luyện), e dimostrazioni di tecniche di forbice o autodifesa, dove vengono giudicate la precisione, la potenza, la velocità e lo spirito.
Combattimento (Đấu): Incontri a contatto pieno (con protezioni) dove i praticanti (Võ Sĩ) si affrontano utilizzando pugni, calci, proiezioni e, in alcune categorie, forbici.
Questa dimensione sportiva lo rende un’arte viva, dinamica e in continua evoluzione tattica.
Vovinam come Salute (Dưỡng Sinh)
Oltre all’aspetto marziale, esiste una branca del Vovinam dedicata alla salute e alla longevità, chiamata Dưỡng Sinh. Si tratta di ginnastiche dolci, esercizi respiratori (Nội Công) e tecniche di automassaggio. Questa parte, spesso praticata dalle persone più anziane o da chi cerca benefici per la salute piuttosto che il combattimento, è parte integrante della disciplina e ne incarna l’aspetto “Nhu” (Morbido) e la cura del corpo.
Vovinam come Difesa Personale (Tự Vệ)
Questa è l’applicazione più pragmatica. Il Vovinam è un sistema di autodifesa estremamente efficace perché non si specializza. Insegna a gestire aggressioni a mani nude, attacchi con armi bianche (coltello, bastone) e situazioni di minaccia comune. Le sue tecniche di leva (Khóa) e sbilanciamento (Vật) sono progettate per neutralizzare un aggressore rapidamente, indipendentemente dalla sua stazza.
I Dieci Principi (Tâm Niệm): Il DNA Morale
Infine, per rispondere alla domanda “Cosa è il Vovinam?”, è indispensabile elencare ciò che chiede ai suoi praticanti. Il Vovinam è un codice di condotta, codificato nei Mười điều tâm niệm (Dieci Principi Fondamentali). Questi non sono comandamenti, ma “Principi del Cuore” o “Cose da ricordare”.
Essi definiscono l’identità etica del praticante di Việt Võ Đạo:
Raggiungere il più alto livello dell’arte marziale per servire l’umanità. (Il Vovinam non si pratica per l’ego, ma per mettersi al servizio degli altri. L’abilità è un mezzo, non il fine).
Essere fedele all’idea del Vovinam e perseverare nello sviluppo delle giovani generazioni. (Definisce il dovere di trasmettere l’arte e i suoi valori, assicurandone il futuro).
Vivere in armonia con gli altri, rispettare i superiori e amare i propri compagni d’arte. (Stabilisce la condotta all’interno e all’esterno del Võ Đường (palestra): rispetto, fratellanza e unità).
Avere un assoluto rispetto della disciplina e dell’onore, e valorizzare l’onore dell’arte marziale. (Impone l’autodisciplina, la rettitudine e il dovere di comportarsi in modo da onorare l’arte che si rappresenta).
Rispettare le altre arti marziali e utilizzare l’arte marziale solo per giusta difesa. (Un principio di umiltà e pacifismo. Il Vovinam non si ritiene superiore alle altre arti e vieta l’uso della violenza per offesa o prevaricazione).
Coltivare la conoscenza, forgiare lo spirito e vivere rettamente. (Un richiamo alla formazione dell’ “Uomo Vero”: la ricerca non è solo fisica, ma anche intellettuale e morale).
Vivere con probità, semplicità, fedeltà e nobiltà d’animo. (Definisce le qualità morali del praticante: onestà, umiltà, lealtà e un carattere nobile).
Sviluppare una volontà d’acciaio per superare le difficoltà. (Insegna la perseveranza, la resilienza. L’allenamento duro serve a forgiare uno spirito che non si arrende di fronte agli ostacoli della vita).
Sviluppare un giudizio lucido, essere energico e perseverante. (Sottolinea l’importanza dell’intelligenza (lucidità), della proattività (energia) e della costanza).
Essere modesto, benevolo, calmo e agire con precisione. (Definisce il comportamento ideale del praticante esperto: non arrogante, gentile con gli altri, controllato nelle emozioni e preciso nelle azioni).
Un praticante di Vovinam è una persona che si impegna a seguire questi dieci principi.
Conclusione: Una Definizione Sintetica
In conclusione, “Cosa è il Vovinam Việt Võ Đạo”?
È un’arte marziale vietnamita moderna, scientifica e completa, fondata nel 1938 dal Maestro Nguyễn Lộc.
È un sistema di combattimento ibrido basato sul principio filosofico e tecnico dell’equilibrio dinamico tra il Duro (Cương) e il Morbido (Nhu).
È una disciplina riconoscibile per la sua uniforme blu oceano, per il suo vasto programma tecnico che include colpi, leve, lotta e armi, e per le sue spettacolari tecniche di forbice (Đòn Chân).
Ma, soprattutto, è un “Đạo” (una Via): un percorso educativo completo che, attraverso la pratica marziale, mira a formare l’ “Uomo Vero” (Chân Nhân) – un individuo forte nel corpo, lucido nella mente e retto nello spirito, guidato dal saluto della “mano d’acciaio sul cuore di bontà” e dai Dieci Principi, con la missione di essere utile a sé stesso e al servizio dell’umanità.
CARATTERISTICHE, FILOSOFIA E ASPETTI CHIAVE
Il Vovinam Việt Võ Đạo, come definito nel punto precedente, è un sistema marziale e un percorso di vita. Per comprenderlo appieno, è necessario disassemblare la sua complessa impalcatura concettuale. Questa non è solo una raccolta di tecniche, ma una visione del mondo strutturata, con una filosofia profonda che guida ogni movimento e un insieme di caratteristiche uniche che lo distinguono da qualsiasi altra arte marziale.
Questo capitolo esplora l’anima del Vovinam: i suoi motori filosofici, i suoi principi etici e le caratteristiche tecniche che ne definiscono l’identità.
PARTE 1: LA FILOSOFIA FONDANTE (Triết Lý Căn Bản)
La filosofia del Vovinam non è un accessorio o un insieme di massime da memorizzare; è il sistema operativo su cui gira l’intera disciplina. Tutto, dal modo in cui un praticante si muove al motivo per cui indossa un’uniforme blu, è una manifestazione diretta di questa filosofia.
L’Asse Centrale: Il Principio Cương Nhu Tương Phối (L’Armoniosa Combinazione di Duro e Morbido)
Questo è il concetto più importante del Vovinam, il suo “Big Bang” filosofico e tecnico. Spesso tradotto semplicemente come “Duro e Morbido”, il principio Cương Nhu Tương Phối (pronunciato “Cung Niu Tuong Foi”) significa letteralmente “Duro-Morbido-Reciprocamente-Combinati (o Armonizzati)”.
È l’adattamento vietnamita del principio taoista universale di Yin e Yang (in vietnamita: Âm e Dương). Nel Vovinam, Cương (Duro) è associato allo Yang (attivo, maschile, sole, fuoco), mentre Nhu (Morbido) è associato all’Âm (passivo, femminile, luna, acqua).
La genialità del Fondatore Nguyễn Lộc non fu inventare questo concetto, ma applicarlo in modo scientifico e dinamico al combattimento e alla vita. Il Vovinam non è un’arte solo dura (come alcuni stili di Karate) né solo morbida (come l’Aikido o il Tai Chi). È l’arte di sapere quando essere una roccia (Cương) e quando essere acqua (Nhu), e, cosa più importante, come passare dall’uno all’altro in una frazione di secondo.
Analisi del Cương (Il Principio Duro)
Il “Duro” nel Vovinam rappresenta la forza esplicita, la potenza, la stabilità e la determinazione.
Tecnicamente (Võ): Il Cương si manifesta in colpi diretti e potenti. È il pugno (Thôi) che colpisce dritto, il calcio frontale (Đá Thẳng) che sfonda la guardia, la parata bloccante (Đỡ Cứng) che intercetta un attacco con forza. È la stabilità di una posizione bassa (come il Trung Bình Tấn, la posizione del cavaliere) che radica il praticante al suolo per generare la massima potenza. È la contrazione muscolare volontaria al momento dell’impatto per massimizzare il danno o la resistenza.
Filosoficamente (Đạo): Il Cương è la forza di volontà, la determinazione, la resilienza. È la “volontà d’acciaio per superare le difficoltà” (Principio 8). È la disciplina di alzarsi presto per allenarsi, la capacità di sopportare il dolore fisico e la fatica, la rettitudine morale che non si piega di fronte alla corruzione o alla tentazione. È la chiarezza di un “no” deciso.
L’Errore Comune: Il Cương non è rigidità. Un praticante che è solo Cương è rigido, fragile e prevedibile. La roccia, se colpita abbastanza forte, si frantuma. La forza bruta da sola è inefficiente e si esaurisce rapidamente. Il Vovinam insegna che la durezza deve essere applicata solo al momento giusto e deve essere supportata da una struttura rilassata.
Analisi del Nhu (Il Principio Morbido)
Il “Morbido” nel Vovinam rappresenta l’adattabilità, la fluidità, l’agilità e l’intelligenza strategica.
Tecnicamente (Võ): Il Nhu si manifesta nella capacità di non opporsi alla forza. È la parata deviante (Đỡ Gạt) che reindirizza l’attacco dell’avversario usando il suo stesso slancio. È lo spostamento (Lăn, Trườn) che evasivamente si toglie dalla linea di fuoco. È l’essenza delle leve articolari (Khóa), dove non si usa la forza muscolare, ma la conoscenza dell’anatomia per controllare un avversario. È l’anima delle proiezioni (Vật), dove si sfrutta lo sbilanciamento dell’altro per atterrarlo. Le stesse forbici (Đòn Chân) sono un esempio supremo di Nhu (agilità, tempismo) che si combina con Cương (l’impatto).
Filosoficamente (Đạo): Il Nhu è l’intelligenza emotiva, la diplomazia, l’umiltà. È la capacità di ascoltare, di adattarsi a situazioni sociali complesse, di essere flessibili nei propri piani. È la calma (Principio 10) di fronte al panico, la capacità di “piegarsi senza spezzarsi” come il bambù nella tempesta. È l’accettazione della critica costruttiva e la volontà di cambiare.
L’Errore Comune: Il Nhu non è debolezza. L’acqua, sebbene morbida, può erodere le montagne. Un praticante che è solo Nhu è passivo, evasivo e incapace di concludere un conflitto. La morbidezza da sola può mancare di determinazione.
L’Armonizzazione (Tương Phối): Il Cuore del Vovinam
Il Vovinam è l’armonizzazione (Tương Phối) di questi due principi. La vera abilità non risiede nel padroneggiare il Cương o il Nhu separatamente, ma nel saperli intrecciare.
Un praticante di Vovinam impara a:
Ricevere in Nhu: Quando un avversario attacca con forza (Cương), il praticante risponde con morbidezza (Nhu), cedendo, deviando, spostandosi. Non si scontra frontalmente.
Rispondere in Cương: Nel momento in cui l’avversario ha esaurito il suo attacco, è sbilanciato o ha creato un’apertura (perché la sua stessa forza lo ha portato fuori equilibrio), il praticante risponde con durezza (Cương) – un colpo preciso, una leva, una proiezione.
Questo scambio dinamico è l’essenza del combattimento nel Vovinam. Rende l’arte efficiente dal punto di vista energetico e permette a un praticante più piccolo e agile (che eccelle nel Nhu) di sconfiggere un avversario più grande e forte (che si affida solo al Cương).
Questa filosofia si estende alla vita. Ci sono momenti in cui bisogna essere determinati e inflessibili (Cương) per difendere i propri valori, e momenti in cui bisogna essere diplomatici e adattabili (Nhu) per mantenere l’armonia. Il Vovinam insegna a riconoscere questi momenti e ad agire di conseguenza.
Il Fine Ultimo: La Formazione del Chân Nhân (L’Uomo Vero)
La filosofia del Cương-Nhu è lo strumento. L’obiettivo finale (Mục Đích) del Vovinam Việt Võ Đạo è la formazione del Chân Nhân, spesso tradotto come “l’Uomo Vero” o “l’Essere Umano Completo”.
Il Chân Nhân non è un supereroe o un santo irraggiungibile. È un ideale, un orizzonte verso cui il praticante (Võ Sinh) cammina per tutta la vita. Questo ideale si basa su un triplice sviluppo armonico, tre pilastri che devono crescere insieme:
1. Sviluppare il Corpo (Thân): Un Corpo Forte e Sano
Il primo obiettivo è tangibile. Il Vovinam è un’arte marziale, e la pratica fisica è intensa. L’allenamento (Võ) serve a forgiare il Thân (Corpo). Questo significa:
Forza (Sức Mạnh): Sviluppare la potenza muscolare, la forza esplosiva e la resistenza.
Flessibilità (Sự Mềm Dẻo): Essenziale per l’aspetto Nhu, per i calci alti e per le tecniche acrobatiche.
Resilienza (Sức Bền): La capacità di sopportare la fatica e incassare i colpi.
Salute (Sức Khỏe): Questo è un aspetto chiave. Il Vovinam non vuole distruggere il corpo per il gusto di combattere. Include pratiche di Dưỡng Sinh (ginnastica dolce, simile al Qi Gong) ed esercizi respiratori (Nội Công e Khí Công) per coltivare l’energia interna (Khí), migliorare la circolazione e garantire la longevità. Un corpo forte ma malato non serve al Chân Nhân.
2. Sviluppare la Mente (Trí): Una Mente Acuta e Lucida
Il Vovinam è un’arte “scientifica”. Richiede intelligenza, non solo forza. La pratica forgia il Trí (Mente/Intelletto).
Conoscenza (Kiến Thức): L’apprendimento del vasto programma tecnico (Quyền, Song Luyện, nomi delle tecniche, filosofia).
Strategia (Chiến Lược): Il combattimento è “scacchi fisici”. Il praticante deve analizzare l’avversario, capire i suoi tempi, le sue abitudini, e applicare la strategia Cương/Nhu appropriata.
Lucidità (Sự Sáng Suốt): Questo è l’aspetto più elevato. La mente del Chân Nhân deve essere come “acqua calma che riflette” (Thủy Kính). Non deve essere offuscata dalla rabbia, dalla paura o dall’ego. Deve essere calma sotto pressione per prendere la decisione giusta al momento giusto (come richiesto dal Principio 9: “Sviluppare un giudizio lucido”).
3. Coltivare lo Spirito (Tâm): Un Cuore Retto e Nobile
Questo è il pilastro più importante, quello che trasforma un combattente in un praticante di Việt Võ Đạo. Il Tâm (Cuore/Spirito) è la dimensione morale ed etica. Un individuo con un corpo forte (Thân) e una mente acuta (Trí), ma privo di un cuore retto (Tâm), è un pericolo per la società. È un “tecnico” della violenza, non un Chân Nhân.
Il Tâm si coltiva attraverso:
L’Etica: L’adesione ai Dieci Principi (Mười điều tâm niệm).
L’Umiltà (Khiêm Tốn): Riconoscere i propri limiti, rispettare gli altri (Principio 3 e 5).
La Benevolenza (Nhân Ái): L’amore per il prossimo, la compassione (Principio 10).
La Rettitudine (Chính Trực): Vivere con probità, onestà e onore (Principio 4 e 7).
Il Chân Nhân è l’individuo che ha trovato l’equilibrio tra questi tre pilastri. Non è solo forte, non è solo intelligente, non è solo “buono”. È tutte e tre le cose insieme, in armonia.
La Missione del Vovinam: Vivere, Aiutare, Servire
La filosofia del Chân Nhân non è un percorso di isolamento monastico. È una filosofia attiva, proiettata verso il mondo. Il fine ultimo del praticante di Vovinam è riassunto nel suo motto principale:
“Vivere, Aiutare gli altri a vivere, ed Essere al servizio dell’Umanità.” (Sống, Giúp người khác sống, Phục vụ nhân loại.)
Questa frase apparentemente semplice è una dichiarazione d’intenti incredibilmente profonda:
Vivere (Sống): Il primo dovere. Significa preservare la propria vita (autodifesa), coltivare la propria salute (Thân), sviluppare la propria mente (Trí) e il proprio spirito (Tâm). È la responsabilità verso sé stessi. Non si può aiutare nessuno se non si è in grado di stare in piedi da soli.
Aiutare gli altri a vivere (Giúp người khác sống): La responsabilità verso il prossimo. Questo è il passaggio dall’io al tu. Significa usare la propria forza (Cương) e la propria intelligenza (Nhu) per proteggere i più deboli, per difendere la propria famiglia e la propria comunità. È l’applicazione marziale della benevolenza.
Essere al servizio dell’Umanità (Phục vụ nhân loại): La responsabilità universale. Questo è il passaggio dal “tu” al “tutti”. Eleva il Vovinam da un’arte nazionale a una filosofia globale. Il praticante (specialmente il Maestro, il Võ Sư) non appartiene più solo a sé stesso o alla sua famiglia, ma ha il dovere di usare le sue capacità (tecniche, intellettuali, morali) per contribuire al bene comune, per servire l’umanità senza distinzione di razza, religione o nazionalità. Questo è il vero significato del Principio 1.
Questa missione trasforma il Vovinam da un’arte di combattimento a un movimento umanista.
PARTE 2: LA BUSSOLA MORALE – I DIECI PRINCIPI (Mười điều tâm niệm)
Se il Chân Nhân è la destinazione e il Cương-Nhu è il veicolo, i Mười điều tâm niệm (Dieci Principi Fondamentali) sono la mappa e la bussola. Non sono “comandamenti” imposti da una divinità, ma “Tâm Niệm”, che si traduce meglio come “Cose da ricordare nel cuore” o “Principi del cuore”. Sono linee guida etiche che il praticante si impegna a seguire per auto-perfezionarsi.
Vengono recitati spesso durante le cerimonie o all’inizio delle lezioni, non come una preghiera, ma come un promemoria collettivo della responsabilità che deriva dalla conoscenza marziale.
Ogni principio è un capitolo di un manuale di vita, che merita un’analisi approfondita.
Principio 1: L’Obiettivo “Impegnarsi a raggiungere il più alto livello dell’arte marziale per servire l’umanità e il popolo.” (Võ Sinh nguyện đạt tới cao độ của nghệ thuật võ học để phục vụ dân tộc và nhân loại.)
Questo è il principio più importante, quello che definisce lo scopo.
“Raggiungere il più alto livello”: Questo è un impegno alla eccellenza tecnica. Il Vovinam non accetta la mediocrità. Il praticante deve allenarsi duramente (Cương) e intelligentemente (Nhu) per diventare il più abile possibile. Ma questa abilità non è per l’ego, la fama sportiva o il potere personale.
“Per servire l’umanità e il popolo”: Ecco il fine. L’eccellenza è uno strumento di servizio. Il “popolo” (dân tộc) si riferisce all’origine nazionale (servire la propria comunità, il proprio paese), ma è immediatamente bilanciato da “umanità” (nhân loại), che universalizza la missione. Un maestro di Vovinam è al servizio del bene comune, ovunque si trovi. Questo principio collega direttamente il Vovinam alla sua missione (Vivere, Aiutare, Servire).
Principio 2: La Dedizione “Essere fedele all’idea del Vovinam Việt Võ Đạo e perseverare nello sviluppo delle giovani generazioni di quest’arte.” (Nguyện trung thành với sự nghiệp và võ phái Vovinam Việt Võ Đạo, đồng tâm nhất trí phát triển môn sinh.)
Questo principio guarda alla continuità.
“Essere fedele all’idea”: Chiede lealtà non a una persona, ma all’ idea del Vovinam – la sua filosofia, i suoi obiettivi. È un impegno a non tradire i principi dell’arte per guadagno personale.
“Sviluppo delle giovani generazioni”: Questo è il dovere pedagogico. Un praticante, una volta raggiunto un certo livello (specialmente la cintura gialla, Hoàng Đai), diventa un insegnante. Ha la responsabilità di trasmettere l’arte (Võ) e la filosofia (Đạo) alle nuove leve, assicurando che il Vovinam sopravviva e prosperi. È un impegno contro l’egoismo della conoscenza.
Principio 3: La Comunità “Vivere in armonia con gli altri, rispettare i superiori e amare i propri compagni d’arte (condiscepoli).” (Luôn luôn tôn kính võ sư và các bậc đàn anh, thương yêu đồng đạo và môn đệ.)
Questo principio regola la vita sociale dentro e fuori dal Võ Đường (la palestra).
“Vivere in armonia”: È l’applicazione del Nhu (morbidezza) nelle relazioni umane. Cercare la comprensione, non il conflitto.
“Rispettare i superiori (đàn anh)”: Il Vovinam, come molte arti marziali, ha una struttura gerarchica basata sull’esperienza e sul grado (Võ Sư – Maestro, HLV – Istruttore, Praticanti anziani). Il rispetto è essenziale per un apprendimento ordinato.
“Amare i propri compagni (đồng đạo)”: Questo è cruciale. I compagni di allenamento non sono rivali, ma “fratelli e sorelle di pratica”. C’è un forte senso di famiglia. Ci si allena duramente (Cương) ma con controllo, perché ci si prende cura l’uno dell’altro. Si suda insieme, si soffre insieme, si cresce insieme.
Principio 4: La Disciplina “Avere un assoluto rispetto della disciplina, mantenere un comportamento e un onore da praticante di arti marziali.” (Tuyệt đối chấp hành kỷ luật của võ phái, luôn luôn nêu cao danh dự võ sĩ.)
Questo principio stabilisce il codice d’onore.
“Rispetto della disciplina (kỷ luật)”: L’autodisciplina è la base del Cương. Rispettare gli orari, l’etichetta del Võ Đường, la pulizia della propria uniforme. Senza disciplina, non c’è progresso tecnico né morale.
“Onore (danh dự)”: Un praticante di Vovinam è un “Võ Sĩ” (guerriero, artista marziale) 24 ore al giorno. Non può comportarsi in modo disonorevole, arrogante o violento fuori dalla palestra. Le sue azioni nel mondo riflettono sull’arte e sui suoi maestri. Deve essere un esempio di rettitudine.
Principio 5: L’Uso della Forza “Rispettare le altre arti marziali e utilizzare l’arte marziale solo per giusta difesa (difesa di sé stessi o difesa della giustizia).” (Tôn trọng các võ phái khác, chỉ dùng võ để tự vệ và bênh vực lẽ phải.)
Questo è il principio fondamentale sull’ etica della violenza.
“Rispettare le altre arti marziali”: Un principio di umiltà. Il Vovinam non si ritiene superiore. Riconosce che ogni arte marziale ha un suo valore e una sua “Via” (Đạo). Proibisce l’arroganza e le sfide inutili.
“Solo per giusta difesa (tự vệ)”: Questa è la “regola d’ingaggio”. La forza del Vovinam è data al praticante per la protezione, non per l’aggressione.
“Difesa della giustizia (bênh vực lẽ phải)”: Questo è il punto chiave. Non si limita alla propria autodifesa, ma si estende alla “difesa di ciò che è giusto”. Si ricollega alla missione di “aiutare gli altri a vivere”. Se un praticante vede un’ingiustizia, un atto di bullismo, un’aggressione a un innocente, ha il dovere morale di intervenire (usando prima il Nhu – la diplomazia – e solo se necessario il Cương – la forza).
Principio 6: L’Auto-coltivazione “Impegnarsi a coltivare la conoscenza, forgiare lo spirito e vivere rettamente.” (Chuyên cần học tập, rèn luyện tinh thần, trau dồi đạo hạnh.)
Questo principio è un richiamo diretto alla formazione del Chân Nhân (Uomo Vero).
“Coltivare la conoscenza (học tập)”: L’apprendimento non si ferma mai. Non solo le tecniche, ma anche la cultura generale, la scienza, la filosofia. È lo sviluppo del Trí (Mente).
“Forgiare lo spirito (rèn luyện tinh thần)”: L’allenamento fisico (Võ) è uno strumento per temprare lo spirito (Tâm). È lo sviluppo della resilienza (Cương) e della calma (Nhu).
“Vivere rettamente (trau dồi đạo hạnh)”: Un impegno attivo a migliorare il proprio carattere morale giorno dopo giorno.
Principio 7: L’Integrità “Vivere con probità, semplicità, fedeltà e nobiltà d’animo.” (Sống trong sạch, giản dị, trung thực và cao thượng.)
Questo principio definisce le qualità del carattere del Chân Nhân.
“Probità (trong sạch)”: Onestà, integrità, non corruzione.
“Semplicità (giản dị)”: Umiltà. Non cercare il lusso sfrenato, non essere arroganti o vanitosi. L’uniforme blu è un simbolo di questa semplicità.
“Fedeltà (trung thực)”: Lealtà verso i propri principi, la propria famiglia, i propri maestri.
“Nobiltà d’animo (cao thượng)”: Essere “grandi” nello spirito. Non serbare rancore, essere magnanimi nella vittoria e aggraziati nella sconfitta.
Principio 8: La Perseveranza “Sviluppare una volontà d’acciaio per superare le difficoltà e gli ostacoli della vita.” (Phát huy ý chí cương quyết, phấn đấu vượt qua mọi trở ngại trên đường đời.)
Questo è il manifesto del Cương (Duro) filosofico.
“Volontà d’acciaio (ý chí cương quyết)”: L’allenamento del Vovinam è faticoso. Insegna a non arrendersi quando il corpo dice “basta”.
“Superare gli ostacoli della vita (vượt qua mọi trở ngại)”: La disciplina marziale si trasferisce alla vita quotidiana. Un praticante di Vovinam affronta un esame difficile, un problema lavorativo o una crisi personale con la stessa determinazione (Cương) con cui affronta un avversario in allenamento. Non si arrende, ma cerca una soluzione.
Principio 9: La Lucidità “Sviluppare un giudizio lucido, essere energico e perseverante.” (Sáng suốt nhận định, bền bỉ hành động, và linh hoạt ứng xử.)
Questo principio descrive lo stato mentale ideale per l’azione. È la perfetta sintesi di Cương e Nhu.
“Giudizio lucido (Sáng suốt nhận định)”: La mente calma (Nhu) che analizza la situazione senza panico (Trí).
“Energico e perseverante (bền bỉ hành động)”: La capacità di agire con decisione e forza (Cương) una volta presa la decisione.
(Nota: alcune traduzioni includono “linh hoạt ứng xử” – agire con flessibilità, che rinforza l’aspetto Nhu. La combinazione è: analisi lucida (Nhu), azione decisa (Cương), adattabilità (Nhu)).
Principio 10: L’Autocontrollo “Essere modesto, benevolo, calmo e agire con precisione.” (Phải tự tín, khiêm tốn, từ ái, và luôn luôn tự kiểm để cải tiến.)
Questo principio riassume le virtù del praticante maturo.
“Modesto (khiêm tốn)”: Non essere arrogante. Un vero maestro è sempre umile (Nhu).
“Benevolo (từ ái)”: Compassionevole, gentile (Nhu).
“Calmo (tự kiểm)”: Autocontrollo. Non reagire d’impulso, ma mantenere la calma (Nhu) per poter applicare la lucidità (Principio 9).
“Agire con precisione”: Questo è l’effetto della calma. Un’azione precisa (Cương) è possibile solo se la mente è calma (Nhu). È l’opposto dell’azione caotica dettata dalla rabbia.
Insieme, questi Dieci Principi formano un codice etico completo che guida il praticante dalla sua prima lezione (rispetto, disciplina) fino alla sua piena maturità (servizio, nobiltà, calma).
PARTE 3: ASPETTI CHIAVE E SIMBOLISMO FILOSOFICO
La filosofia del Vovinam non è solo scritta nei Dieci Principi; è incorporata in simboli potenti e aspetti chiave della pratica.
L’Aspetto Chiave: Il Saluto (Nghiêm Lễ)
Il simbolo più potente e praticato del Vovinam è il suo saluto. Non è un inchino, ma un gesto specifico e carico di significato. Si esegue portando la mano destra tesa (le dita unite e il palmo leggermente curvo) sopra il lato sinistro del petto (il cuore).
L’analisi di questo gesto rivela l’intera filosofia Cương-Nhu:
La Mano Destra: La Mano d’Acciaio (Bàn tay thép)
La mano destra è, per la maggior parte delle persone, la mano dell’azione, la mano che colpisce, la mano che brandisce l’arma.
Tenerla tesa e forte simboleggia la forza marziale, l’abilità tecnica, la potenza, il Cương. Rappresenta la conoscenza del Võ (arte marziale).
Il Cuore Sinistro: Il Cuore di Bontà (Trái tim nhân ái)
Il cuore è universalmente il simbolo delle emozioni, dell’amore, della compassione, della moralità.
Rappresenta il Nhu filosofico, la benevolenza, la rettitudine, il Tâm (spirito). Rappresenta la conoscenza del Đạo (la Via).
Il Gesto: La Forza sottomessa allo Spirito
L’atto di porre la mano d’acciaio (Cương) sopra il cuore di bontà (Nhu) è un impegno visivo e costante. Significa: “La mia forza marziale (la mano) sarà sempre guidata, controllata e sottomessa alla mia moralità (il cuore).”
È un promemoria (un Tâm Niệm) che la forza non deve mai essere usata per rabbia, ego o oppressione, ma solo al servizio di ciò che è giusto (Principio 5). È la sintesi perfetta dell’Uomo Vero (Chân Nhân), dove Thân (la mano forte) e Tâm (il cuore retto) sono uniti. Questo saluto viene eseguito entrando e uscendo dal Võ Đường, salutando il maestro e salutando il compagno prima di un esercizio. È onnipresente.
L’Aspetto Chiave: L’Uniforme Blu (Võ Phục)
L’identità visiva del Vovinam è definita dal suo Võ Phục (uniforme marziale) di colore blu oceano. La scelta di questo colore, in un mondo marziale dominato dal bianco (Giappone, Corea) o dal nero (alcuni stili di Kung Fu), fu una decisione filosofica deliberata del Fondatore.
Il blu non è solo un colore; è una dichiarazione.
Simbolo di Speranza (Hy Vọng): Il Fondatore creò l’arte in un periodo buio per il Vietnam (dominazione coloniale, guerra). Il blu del cielo e del mare rappresenta l’orizzonte, la vastità, la possibilità di un futuro migliore. È un’uniforme di ottimismo.
Simbolo di Uguaglianza (Bình Đẳng): Nelle arti marziali che usano il bianco, l’uniforme si sporca facilmente. Nel Vietnam coloniale, solo chi era abbastanza ricco da permettersi più uniformi o sapone costoso poteva apparire immacolato. Il bianco poteva, involontariamente, evidenziare le differenze di classe. Il blu è un colore “da lavoro”; maschera meglio lo sporco, il sudore. Sul tatami (Võ Đài), indossando il blu, il figlio del ricco e il figlio del contadino sono indistinguibili. Sono tutti fratelli (đồng đạo), uniti (Principio 3).
Simbolo di Calma (Bình Tĩnh): Il blu è psicologicamente un colore calmante. Ricorda al praticante di mantenere la mente lucida e il cuore calmo (Principio 10), anche nel mezzo della fatica o del combattimento. È l’essenza del Nhu.
L’Aspetto Chiave: Il Logo (Phù Hiệu)
Il logo del Vovinam, cucito sul petto sinistro (sopra il cuore, sotto la mano del saluto), è un altro manifesto filosofico.
La Forma Esterna (Quadrato e Cerchio): Il logo è spesso inscritto in un quadrato giallo che tocca un cerchio blu. Questo è un simbolo filosofico asiatico profondo: il quadrato rappresenta la Terra (stabilità, materia, il Cương), il cerchio rappresenta il Cielo (infinito, spirito, il Nhu). Il Vovinam è la connessione tra Terra e Cielo.
Il Centro (Âm e Dương): Al centro c’è il simbolo del Tao (Yin/Yang), ma nei colori del Vovinam: una parte rossa (fuoco, sangue, Cương) e una parte blu (acqua, calma, Nhu). Crucialmente, il simbolo è dinamico, non statico: nel rosso c’è un punto di blu, e nel blu c’è un punto di rosso. Questo significa che nel Duro c’è sempre un nucleo di Morbido, e nel Morbido c’è sempre un nucleo di Duro. Non sono opposti assoluti, ma complementari.
La Mappa: Attorno al simbolo Âm/Dương è stilizzata la mappa del Vietnam. Questo radica l’arte nella sua terra d’origine, onorando le sue radici (Võ Việt Nam).
Le Scritte: La scritta VOVINAM (in rosso/Cương) identifica la tecnica. La scritta VIỆT VÕ ĐẠO (in blu/Nhu) identifica la filosofia.
Il logo, quindi, racchiude l’intera filosofia: un’arte (Vovinam) basata sull’equilibrio di Cương/Nhu, radicata in Vietnam, che cerca l’armonia tra Terra e Cielo attraverso la Via (Việt Võ Đạo).
PARTE 4: LE CARATTERISTICHE TECNICHE DISTINTIVE
La filosofia Cương-Nhu non rimane astratta; si traduce direttamente in un insieme di caratteristiche tecniche uniche che definiscono lo “stile” di combattimento del Vovinam.
Caratteristica 1: La Sintesi Scientifica
Il Vovinam non è uno stile antico tramandato immutato per secoli. È una sintesi moderna e scientifica. Il Fondatore Nguyễn Lộc non ha inventato ogni tecnica; ha agito come un ricercatore. Ha studiato, analizzato e testato:
Le Arti Tradizionali Vietnamite (Võ Cổ Truyền): Da queste ha tratto la base dei colpi, le posizioni e l’uso di armi come il bastone e la sciabola.
La Lotta Vietnamita (Vật): Questa è una componente fondamentale. Il Vovinam è una delle poche arti marziali che integra così profondamente le tecniche di lotta (proiezioni, sbilanciamenti, lotta a terra) nel suo curriculum di base.
Le Influenze Esterne: Il Fondatore ha studiato apertamente e pragmaticamente le arti marziali estere (cinesi, giapponesi) e ha preso ciò che riteneva efficace e compatibile con la sua filosofia.
La caratteristica chiave è che non è un “miscuglio” (come un’arte marziale mista/MMA), ma una “sintesi”. Le tecniche sono state modificate, adattate e codificate per funzionare secondo il principio Cương-Nhu.
Caratteristica 2: La Completezza del Sistema
Il Vovinam è un’arte marziale completa. A differenza di arti che si specializzano (es. Judo sulla lotta, Taekwondo sui calci, Boxe sui pugni), il Vovinam mira a formare un praticante versatile, capace di gestire qualsiasi situazione di combattimento.
Il programma tecnico (Chương Trình) è vasto e copre tutte le distanze:
Lunga Distanza: Calci (Đá), inclusi calci saltati e acrobatici.
Media Distanza: Pugni (Thôi), gomitate (Chỏ), ginocchiate (Gối), parate.
Corta Distanza (Clinch): Leve articolari (Khóa), strangolamenti (Siết Cổ), lotta (Vật), proiezioni (Đòn Vật).
Combattimento a Terra (Địa Chiến): Controllo, leve e colpi a terra.
Armi (Vũ Khí): Il Vovinam ha un arsenale enorme che include bastone (Côn), sciabola (Đao), spada (Kiếm), alabarda (Đại Đao), coltello (Dao), ventaglio (Quạt) e altro. L’arma è vista come un’estensione del corpo e si studia secondo gli stessi principi Cương-Nhu.
Difesa Personale (Tự Vệ): Applicazioni pragmatiche contro prese comuni, minacce con armi (coltello, pistola), e attacchi da più avversari (Đa Luyện).
Questa completezza è una caratteristica chiave: il praticante non ha “punti ciechi” nel suo repertorio.
Caratteristica 3: La Specialità delle Đòn Chân (Tecniche di Forbice)
Se c’è una caratteristica che rende il Vovinam immediatamente riconoscibile in tutto il mondo, sono le Đòn Chân Tấn Công, le “tecniche di gamba d’attacco”, universalmente note come “Forbici” (Scissors).
Il Vovinam ha codificato 21 tecniche di forbice ufficiali (più numerose varianti). Queste non sono solo acrobazie da esibizione; sono una parte integrante e strategica del combattimento.
Perché le Forbici? Le forbici sono l’incarnazione perfetta della filosofia del Vovinam e della storia vietnamita.
Efficienza (Nhu vince su Cương): In Vietnam, i combattenti si sono spesso trovati ad affrontare invasori fisicamente più grandi e pesanti (cinesi, mongoli, francesi). Affrontare la loro forza (Cương) con la forza (Cương) era una strategia perdente.
Sfruttare l’Agilità: Le forbici sono una tecnica che usa l’agilità, il tempismo e la velocità (Nhu) per neutralizzare la forza. Una forbice ben piazzata al collo o alle gambe può atterrare un avversario di 100 kg usando il suo stesso slancio contro di lui.
Attacco a Sorpresa: Sono tecniche inaspettate che rompono il ritmo del combattimento.
Tipi di Forbici: Le forbici del Vovinam sono incredibilmente variegate:
Forbici al Collo (Kẹp Cổ): Le più famose. Il praticante salta e “afferra” il collo dell’avversario con le gambe, usando una torsione del corpo (Nhu) per proiettarlo a terra con forza (Cương).
Forbici alle Gambe (Kẹp Chân): Usate per spazzare o bloccare le gambe dell’avversario, facendolo cadere.
Forbici al Corpo (Kẹp Mình): Per controllare il tronco dell’avversario.
Forbici Volanti (Phi): Eseguite con un salto completo.
Forbici in Caduta (Quét): Eseguite da terra per far cadere un avversario in piedi.
Le forbici sono difficili, richiedono anni di allenamento (Thân) e tempismo perfetto (Trí), ma rappresentano l’apice della strategia Vovinam: usare la propria caratteristica migliore (l’agilità) per sconfiggere la caratteristica migliore dell’avversario (la forza).
Caratteristica 4: Il Ruolo Centrale del Lavoro a Coppie (Song Luyện)
Mentre molte arti si concentrano sui “Kata” (Quyền) individuali, il Vovinam dà un’enfasi enorme al lavoro a coppie.
Quyền (Forme Individuali): Esistono e sono fondamentali per costruire la base (Cương), la fluidità (Nhu) e la memoria muscolare.
Song Luyện (Combattimenti Codificati): Letteralmente “Allenamento a Due”. Sono il cuore della pedagogia. Si tratta di sequenze lunghe e complesse in cui due praticanti (o più, nei Đa Luyện) eseguono un combattimento pre-arrangiato.
Il Song Luyện non è una semplice dimostrazione. È lo strumento con cui si imparano i concetti più difficili:
Distanza (Cự Ly): Capire a che distanza un calcio funziona e un pugno no.
Tempismo (Thời Điểm): Applicare una tecnica esattamente nel momento in cui l’avversario è vulnerabile.
Applicazione (Ứng Dụng): Trasformare la tecnica statica della Quyền in un movimento dinamico contro un partner che si muove.
Questa enfasi sull’allenamento a coppie rende la pratica del Vovinam molto dinamica, interattiva e pragmatica fin dai primi livelli.
CONCLUSIONE: L’Architettura di un’Arte Completa
Le caratteristiche, la filosofia e gli aspetti chiave del Vovinam Việt Võ Đạo non sono elementi separati, ma un’architettura integrata e profondamente coerente.
La filosofia Cương-Nhu è la fondazione. L’obiettivo del Chân Nhân (Corpo, Mente, Spirito) è il progetto dell’edificio. I Dieci Principi sono le regole di costruzione e il codice etico per chi ci vive. Il Saluto e l’Uniforme Blu sono i simboli che ne ricordano lo scopo. Le caratteristiche tecniche (Sintesi, Completezza, Forbici, Song Luyện) sono i mattoni e le travi: gli strumenti pratici con cui l’edificio viene costruito.
Il Vovinam è, in definitiva, un sistema progettato non solo per creare combattenti efficaci, ma per costruire esseri umani migliori: equilibrati, resilienti, disciplinati e impegnati al servizio di un ideale più grande di loro stessi.
LA STORIA
La storia del Vovinam Việt Võ Đạo non è semplicemente la cronaca della nascita di un’arte marziale; è lo specchio fedele, turbolento e resiliente della storia moderna del Vietnam. È una narrazione di oppressione, identità, guerra, separazione e riunificazione. Per comprendere il Vovinam, bisogna comprendere le tempeste che ha attraversato, poiché l’arte è stata forgiata dal e per il suo contesto storico.
La sua cronologia può essere suddivisa in fasi distinte, ognuna segnata da sfide monumentali e trasformazioni profonde, che vanno dalle radici antiche che ne hanno ispirato la creazione, fino alla sua complessa globalizzazione odierna.
PARTE 1: LE RADICI E IL CONTESTO (Prima del 1938)
Le Antiche Fondamenta: Il Võ Cổ Truyền e il Vật
Il Vovinam, come creazione, è moderno (1938), ma il suo materiale genetico è antico di millenni. Il Fondatore Nguyễn Lộc non operò nel vuoto. Egli attinse a un vasto serbatoio di conoscenze marziali indigene vietnamite, note collettivamente come Võ Cổ Truyền (Arti Marziali Tradizionali).
Per oltre duemila anni, il Vietnam è stato un crocevia di conflitti. La sua storia è una lotta costante per l’indipendenza, principalmente contro la Cina (oltre mille anni di dominazione), ma anche contro le invasioni mongole, l’impero Champa e, successivamente, quello Khmer. Questa realtà bellica perenne rese le arti marziali non un passatempo, ma una necessità vitale per la sopravvivenza nazionale.
Ogni dinastia vietnamita (Lý, Trần, Lê) coltivò le proprie arti militari. La celebre dinastia Tây Sơn (fine XVIII secolo), guidata dall’imperatore Quang Trung (Nguyễn Huệ), è considerata l’età dell’oro delle arti marziali vietnamite. L’imperatore, un genio militare, sistematizzò l’addestramento e le sue truppe, famose per la loro velocità e ferocia, unificarono il Vietnam. Le arti marziali della regione di Bình Định, culla della dinastia, sono ancora oggi rinomate per la loro efficacia.
Parallelamente alle arti militari (Võ), esisteva la lotta popolare (Vật), praticata nei villaggi durante le feste. Questa forma di lotta, meno letale ma estremamente efficace per il controllo del corpo, la forza e le proiezioni, costituiva l’altra metà del patrimonio marziale vietnamita.
Il Contesto Immediato: L’Impatto del Colonialismo Francese
Quando il Fondatore Nguyễn Lộc nacque (1912), il Vietnam non esisteva più come nazione indipendente. Era parte dell’Indocina Francese. L’impatto del colonialismo non fu solo economico e politico, ma profondamente psicologico e culturale.
Le autorità francesi, per consolidare il loro dominio, attuarono una politica di “divide et impera” e di sradicamento culturale. Le arti marziali tradizionali (Võ Cổ Truyền) furono viste con estremo sospetto. Erano considerate un focolaio di ribellione, un simbolo dell’identità nazionale e un addestramento alla guerriglia. Di conseguenza, la pratica delle arti marziali fu scoraggiata, proibita o costretta alla clandestinità.
Questo portò a tre problemi principali che Nguyễn Lộc identificò:
Frammentazione: Le arti marziali si ritirarono nel segreto. Ogni maestro insegnava in modo diverso, spesso solo ai membri della famiglia o a pochi discepoli fidati. Non esisteva un sistema unificato.
Degenerazione: Nascoste e private di un confronto reale, molte scuole persero efficacia, diventando mere ripetizioni di forme (Quyền) senza comprensione dell’applicazione (Đòn).
Crisi d’Identità: La gioventù vietnamita, specialmente nelle città come Hanoi, veniva educata nelle scuole francesi. Cresceva ammirando la cultura occidentale, lo sport occidentale (scherma, boxe) e provando un senso di inferiorità verso il proprio patrimonio, visto come obsoleto o “contadino”.
Il Vietnam, all’inizio del XX secolo, era una nazione fisicamente e spiritualmente indebolita, privata della sua spina dorsale marziale e culturale.
La Necessità di una Sintesi
In questo clima di fermento nazionalista, molti intellettuali e patrioti cercavano un modo per “risvegliare” lo spirito vietnamita. Il Maestro Nguyễn Lộc concepì la sua missione in questo contesto.
Egli comprese che non bastava rispolverare una singola arte tradizionale frammentata. Era necessario un atto rivoluzionario: studiare tutte le arti marziali (le varie scuole di Võ Cổ Truyền, la lotta Vật, ma anche le arti cinesi, giapponesi e occidentali penetrate in Vietnam), estrarne l’essenza più efficace e sintetizzarle in un sistema nuovo.
Questo nuovo sistema doveva essere:
Scientifico: Basato sulla biomeccanica moderna, facile da apprendere.
Completo: Efficace in ogni distanza di combattimento.
Vietnamita: Inconfondibilmente legato alla cultura e alla filosofia vietnamita.
Moderno: In grado di rispondere alle esigenze della gioventù del XX secolo.
La storia del Vovinam inizia qui: non come la scoperta di una tecnica, ma come la risposta ponderata a una profonda crisi storica e nazionale.
PARTE 2: LA FONDAZIONE (1938-1954) – L’ERA DI HANOI
1938: La Nascita Ufficiale
Dopo anni di ricerca, sintesi e pratica personale (che saranno approfonditi nel punto 4), nel 1938, ad Hanoi, il Maestro Nguyễn Lộc presentò ufficialmente la sua creazione. Scelse un nome che era di per sé un manifesto politico e culturale: VOVINAM.
Questo acronimo di Võ Việt Nam (Arte Marziale del Vietnam) era geniale. In un’epoca in cui si parlava di “Judo” (giapponese) o “Kung Fu” (cinese), questo nome rivendicava orgogliosamente l’origine dell’arte. Era un atto di affermazione dell’identità nazionale.
Il suo obiettivo dichiarato non era formare combattenti da strada, ma, come recita il motto, “formare l’uomo vero”, rivoluzionando il corpo e la mente della gioventù per renderla forte, sana e consapevole della propria identità, pronta a contribuire alla rinascita della nazione.
1939: La Dimostrazione Pubblica
Il Vovinam uscì dalla relativa riservatezza nell’autunno del 1939, con una celebre dimostrazione pubblica al Grande Teatro dell’Opera di Hanoi (Nhà hát Lớn Hà Nội). Di fronte alle élite francesi e vietnamite, i discepoli di Nguyễn Lộc mostrarono un’arte marziale dinamica, potente e spettacolare, diversa da qualsiasi cosa vista prima.
L’impatto fu immediato. Molti giovani vietnamiti furono attratti da questa nuova disciplina che sembrava moderna ed efficace, ma allo stesso tempo profondamente patriottica.
1940-1945: I Primi Corsi e la Sospensione
Il Maestro Nguyễn Lộc aprì i suoi primi corsi pubblici, frequentati da un numero crescente di giovani (Thanh Niên). L’insegnamento era incentrato sulla forza fisica, la salute e le tecniche di autodifesa (Tự Vệ).
Tuttavia, il successo attirò l’attenzione delle autorità coloniali francesi. In un clima di crescente tensione nazionalista, un movimento giovanile organizzato, disciplinato e addestrato al combattimento era visto come una minaccia diretta al loro controllo.
Intorno al 1941-1942, le autorità francesi vietarono l’insegnamento del Vovinam. Il Maestro Nguyễn Lộc fu costretto a chiudere i corsi pubblici. Questo primo “bando” costrinse l’arte a una fase di insegnamento privato e semi-clandestino, rafforzando però il legame tra il maestro e i suoi primi, devoti discepoli (tra cui il giovane Lê Sáng).
La Seconda Guerra Mondiale e la Rivoluzione (1945)
Il contesto storico divenne ancora più caotico. L’occupazione giapponese (1940-1945) indebolì ulteriormente i francesi. Il Vietnam si trovò stretto tra due potenze occupanti.
In questo vuoto di potere, i movimenti nazionalisti e comunisti (guidati da Hồ Chí Minh) crebbero esponenzialmente. Molti praticanti di Vovinam, spinti dal patriottismo instillato dal loro maestro, si unirono ai vari movimenti di resistenza.
Nel 1945, con la Rivoluzione d’Agosto, il Vietnam dichiarò l’indipendenza. Il Vovinam, tuttavia, si trovò in una posizione difficile. Il Maestro Nguyễn Lộc non era un politico di parte; il suo obiettivo era l’unità nazionale, non l’adesione a una singola fazione. Questo lo mise in contrasto con i movimenti politici più radicali.
La Prima Guerra d’Indocina (1946-1954)
Il ritorno dei francesi nel 1946 scatenò la Prima Guerra d’Indocina. Hanoi divenne il centro del conflitto. La vita divenne impossibile. Il Maestro Nguyễn Lộc, vedendo la sua opera minacciata dalla guerra e dalle divisioni politiche, fu costretto a spostarsi.
Lasciò Hanoi e si trasferì in diverse province rurali, insegnando dove poteva, preservando l’arte in condizioni difficilissime. In questo periodo, la sua salute iniziò a peggiorare.
PARTE 3: LA CODIFICAZIONE (1954-1975) – L’ERA DI SAIGON E DEL PATRIARCA LÊ SÁNG
1954: Gli Accordi di Ginevra e l’Esodo
Il 1954 è l’anno spartiacque. La sconfitta francese a Điện Biên Phủ portò agli Accordi di Ginevra. Il Vietnam fu diviso in due stati separati al 17° parallelo: il Nord comunista (Repubblica Democratica del Vietnam) e il Sud nazionalista/ filo-occidentale (Stato del Vietnam, poi Repubblica del Vietnam).
Come quasi un milione di vietnamiti del Nord che temevano il regime comunista, il Maestro Nguyễn Lộc e i suoi principali discepoli, tra cui il Maestro Lê Sáng, presero la difficile decisione di abbandonare la loro terra natale. Si trasferirono a Sud, nella capitale, Saigon (oggi Ho Chi Minh City).
Questo esodo segnò la fine della prima era del Vovinam ad Hanoi e l’inizio della sua seconda, fondamentale fase di sviluppo.
La Transizione e la Morte del Fondatore (1954-1960)
I primi anni a Saigon furono duri. Il Fondatore era malato e il gruppo di maestri doveva ricominciare da zero in una città sconosciuta. Nel 1954, aprirono la prima scuola ufficiale di Vovinam a Saigon, in via Thủ Khoa Huân.
Nonostante la malattia, il Maestro Nguyễn Lộc continuò a insegnare e a raffinare il suo sistema. Tuttavia, la sua salute declinò rapidamente. Il 29 aprile 1960, il Maestro Fondatore Nguyễn Lộc morì a Saigon, all’età di soli 48 anni.
Prima di morire, designò il suo discepolo più anziano e devoto, il Maestro Lê Sáng, come suo successore, affidandogli il titolo di Chưởng Môn (Patriarca) e il compito immenso di portare avanti la sua visione.
L’Era del Patriarca Lê Sáng: La Grande Codificazione
La morte del Fondatore avrebbe potuto significare la fine dell’arte. Invece, segnò l’inizio della sua più grande espansione. Il Maestro Lê Sáng, ora Patriarca, si rivelò non solo un marzialista superbo, ma anche un organizzatore e un filosofo brillante.
Il contesto era, ancora una volta, la guerra. La Guerra del Vietnam (la Seconda Guerra d’Indocina) si stava intensificando. Il governo del Sud, alla ricerca di strumenti per rafforzare l’esercito e la popolazione, vide nel Vovinam un potente alleato.
1964: La Formalizzazione del Việt Võ Đạo
Nel 1964, il Patriarca Lê Sáng convocò un consiglio dei maestri. In questo incontro storico, prese due decisioni che definirono il Vovinam moderno:
Aggiunse “Việt Võ Đạo”: Il nome ufficiale divenne Vovinam Việt Võ Đạo. Come spiegato nel punto 2, l’aggiunta di “Việt Võ Đạo” (La Via dell’Arte Marziale Vietnamita) formalizzò l’aspetto filosofico (Đạo), etico e spirituale dell’arte, elevandola da semplice tecnica (Võ) a un percorso di vita completo.
Codificò la Struttura: Il Patriarca Lê Sáng iniziò il lavoro monumentale di standardizzare l’intero sistema. Questo incluse:
La creazione di un programma tecnico (Chương Trình) unificato e progressivo.
La definizione del sistema di gradi e cinture (Tự Vệ, Hoàng Đai, Hồng Đai, Bạch Đai).
La creazione e la standardizzazione delle Quyền (forme) e dei Song Luyện (combattimenti codificati) che ancora oggi formano il curriculum.
L’adozione ufficiale dell’uniforme Võ Phục di colore blu oceano.
La creazione del logo e la formalizzazione del saluto.
L’Espansione nel Vietnam del Sud (1965-1975)
Grazie a questa nuova struttura chiara e professionale, e con il supporto delle autorità, il Vovinam esplose nel Vietnam del Sud.
Addestramento Militare: Divenne l’arte marziale ufficiale per l’addestramento della Polizia Nazionale e di molte unità dell’Esercito della Repubblica del Vietnam (ARVN). Questo ne cementò l’efficacia e la reputazione.
Diffusione nelle Scuole: Il Vovinam fu introdotto come materia di educazione fisica nel sistema scolastico pubblico, portando l’arte a centinaia di migliaia di giovani.
In circa un decennio (1964-1975), il Patriarca Lê Sáng e il suo consiglio di maestri trasformarono il sogno di Nguyễn Lộc in un movimento di massa potente e strutturato.
L’Inizio dell’Espansione Estera (1970-1974)
In questo periodo di massimo splendore, il Vovinam fece i suoi primi passi all’estero. Il Maestro Trần Huy Phong, inviato dal Patriarca, si stabilì in Francia nel 1973 per introdurre formalmente l’arte in Europa. Altri maestri iniziarono a viaggiare, creando i primi nuclei in Germania e in altri paesi europei.
Tutto sembrava indirizzato verso un futuro luminoso. Ma la storia del Vietnam stava per subire la sua svolta più drammatica.
PARTE 4: LA CRISI E LA DIASPORA (1975-1990)
30 Aprile 1975: La Caduta di Saigon
L’offensiva di primavera del Vietnam del Nord portò alla caduta di Saigon. La Guerra del Vietnam terminò con la vittoria del regime comunista e la riunificazione forzata del paese.
Per il Vovinam Việt Võ Đạo, questo fu un cataclisma.
Il nuovo governo comunista, con capitale ad Hanoi, vedeva il Vovinam non come un patrimonio culturale, ma come un simbolo del vecchio regime del Sud. Era l’arte marziale che aveva addestrato l’esercito e la polizia nemica (ARVN). Era, ai loro occhi, un’arte “reazionaria” e una potenziale minaccia al loro controllo.
Il Secondo Bando: La Persecuzione
Immediatamente dopo il 1975, il Vovinam Việt Võ Đạo fu ufficialmente bandito in tutto il Vietnam.
Le palestre (Võ Đường) furono chiuse e requisite.
La pratica pubblica fu proibita.
Indossare il Võ Phục blu divenne un atto di sovversione.
Peggio ancora, iniziò la persecuzione dei maestri. Il Patriarca Lê Sáng, insieme a molti altri Maestri anziani (Võ Sư) del Consiglio Direttivo, fu arrestato e inviato nei campi di rieducazione (Trại Học Tập Cải Tạo). Questi erano, a tutti gli effetti, campi di prigionia dove i membri del vecchio regime venivano sottoposti a lavori forzati e indottrinamento politico.
Il Patriarca Lê Sáng rimase imprigionato per oltre un decennio (fino al 1988 circa). L’arte era stata decapitata, la sua leadership imprigionata, la sua pratica bandita.
La Sopravvivenza su Due Fronti
In questo periodo buio, la storia del Vovinam si divise in due narrazioni parallele, ma ugualmente eroiche, che ne assicurarono la sopravvivenza.
1. La Sopravvivenza Clandestina (In Vietnam)
Nonostante il divieto, il “fuoco sotto la cenere” (come amano dire i maestri vietnamiti) non si spense. Alcuni maestri che erano sfuggiti all’arresto continuarono a insegnare in segreto.
Le lezioni si tenevano di notte, in case private, in parchi isolati, o mascherate da lezioni di ginnastica.
Senza uniformi, senza palestre, la trasmissione avveniva oralmente e fisicamente, con un rischio personale enorme.
Figure come il Maestro Nguyễn Văn Chiếu (futuro Patriarca della linea WVVF) furono fondamentali in questo periodo. Rimasero a Ho Chi Minh City (ex Saigon) e, con cautela e diplomazia, mantennero viva la pratica in piccoli gruppi, preservando il programma tecnico dalla distruzione.
2. La Sopravvivenza nella Diaspora (All’Estero)
Mentre i maestri in Vietnam lottavano per non essere arrestati, centinaia di migliaia di vietnamiti fuggivano dal paese, diventando noti come i “boat people”. Tra questi rifugiati c’erano migliaia di praticanti e decine di maestri di Vovinam.
Portarono con sé solo due cose: il trauma della fuga e la loro arte marziale.
L’Europa (Francia, Germania, Italia): La Francia, grazie al lavoro pionieristico del Maestro Trần Huy Phong, divenne la “seconda culla” del Vovinam. I maestri rifugiati si stabilirono a Parigi, Berlino, Roma e in altre città, aprendo le prime scuole.
Nord America e Australia: Altri maestri si stabilirono negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, creando nuove comunità di praticanti.
Per la diaspora vietnamita, il Vovinam divenne molto più di uno sport. In un paese straniero, il Võ Đường divenne il primo centro comunitario. Era il luogo dove ci si ritrovava, si parlava vietnamita e, soprattutto, si trasmetteva ai figli (nati in esilio) la cultura, la lingua e i valori della patria perduta.
In questo contesto, il Vovinam non solo sopravvisse, ma prosperò. Paradossalmente, mentre era bandito nella sua terra natale, il Vovinam stava ponendo le basi per la sua futura globalizzazione, grazie all’impegno dei maestri della diaspora.
PARTE 5: LA RINASCITA E LA GLOBALIZZAZIONE (1990-2010)
Il “Đổi Mới” (Rinnovamento) e la Riabilitazione in Vietnam
Verso la fine degli anni ’80, il Vietnam, economicamente isolato e in crisi, iniziò una serie di riforme note come Đổi Mới (Rinnovamento). Questo portò a una graduale apertura economica e a un allentamento del rigido controllo sociale.
In questo nuovo clima, le autorità iniziarono a riconsiderare il Vovinam.
I maestri rimasti, come Nguyễn Văn Chiếu, lavorarono instancabilmente per convincere il governo che il Vovinam non era una minaccia politica, ma un patrimonio culturale nazionale e uno sport sano per la gioventù.
Nel 1988, il Patriarca Lê Sáng fu finalmente rilasciato dai campi di rieducazione.
Gradualmente, il Vovinam fu ri-autorizzato. Iniziò a riemergere dall’ombra, prima come attività sportiva locale, poi con campionati nazionali.
Il Vovinam in Vietnam rinacque, ma con un’enfasi diversa: meno associato al suo passato militare nel Sud e più focalizzato sullo sviluppo sportivo (combattimento agonistico e forme), un’impronta che lo caratterizza ancora oggi.
La Strutturazione Globale: I Due Polmoni
Gli anni ’90 videro il Vovinam crescere rapidamente su due binari paralleli, ma interconnessi:
Il Polmone della Diaspora (Europa): I maestri in Europa (Francia, Italia, Germania, Belgio, Svizzera) avevano creato federazioni nazionali forti. Nel 1996, fondarono la Federazione Internazionale di Vovinam Việt Võ Đạo (IVF), che in seguito divenne la Federazione Mondiale Intercontinentale (WVVF-Intercontinental). Questo organismo era guidato dai maestri anziani della diaspora, in contatto diretto con il Patriarca Lê Sáng.
Il Polmone della Madrepatria (Vietnam): Il Vovinam in Vietnam crebbe esponenzialmente, sostenuto dalle strutture governative. Divenne uno sport ufficiale, inserito nei SEA Games (Giochi del Sud-Est Asiatico) e negli Asian Indoor Games.
Il Ruolo Unificante del Patriarca Lê Sáng
Per tutti gli anni ’90 e 2000, il Patriarca Lê Sáng, operando dal Tổ Đường (Tempio Ancestrale, la sede centrale) a Ho Chi Minh City, fu la figura unificante.
Nonostante le difficoltà politiche, mantenne la sua autorità spirituale e tecnica su entrambe le branche.
Viaggiò in Europa e nel mondo per presiedere seminari, convalidare i gradi dei maestri (Hồng Đai – Cinture Rosse) e assicurare che la filosofia (Đạo) e la tecnica (Võ) rimanessero unificate.
Riuscì nel difficile compito di bilanciare la diaspora (che aveva salvato l’arte) e la madrepatria (che ne garantiva la rinascita su larga scala).
2008: La Nascita della WVVF
Per dare al Vovinam una struttura sportiva globale unificata, riconosciuta dai comitati olimpici internazionali (un obiettivo chiave per il governo vietnamita), nel 2008 fu fondata ad Ho Chi Minh City la World Vovinam Federation (WVVF).
Questa nuova federazione, con sede in Vietnam e forte sostegno governativo, organizzò il primo Campionato del Mondo ufficiale nel 2009. Questo segnò l’ingresso definitivo del Vovinam nell’arena sportiva internazionale.
27 Settembre 2010: La Fine di un’Era
Nel mezzo di questa espansione globale, la storia del Vovinam subì il suo terzo grande trauma: dopo 50 anni alla guida dell’arte (1960-2010), il Patriarca Lê Sáng morì a Ho Chi Minh City all’età di 90 anni.
La sua morte chiuse un capitolo monumentale. Era l’ultimo legame diretto con il Fondatore Nguyễn Lộc. Aveva preso un’arte nascente, l’aveva codificata, l’aveva guidata attraverso la guerra, la prigionia, l’esilio e la rinascita globale. La sua scomparsa aprì la complessa questione della successione e del futuro dell’arte.
PARTE 6: L’ERA CONTEMPORANEA (Dal 2010 ad Oggi)
La Complessa Gestione dell’Eredità
La morte del Patriarca Lê Sáng lasciò un vuoto di leadership che portò all’attuale panorama gestionale del Vovinam. Non avendo nominato un singolo successore (Chưởng Môn), il Patriarca lasciò un testamento che istituiva un Consiglio Direttivo dei Maestri (Hội Đồng Võ Sư Chưởng Quản), composto dai suoi discepoli più anziani e fidati, con il compito di gestire collettivamente l’eredità spirituale e tecnica dell’arte.
Questo ha portato alla coesistenza di due strutture globali principali (gestite in modo imparziale):
La World Vovinam Federation (WVVF): Con sede in Vietnam, è l’organismo principale per lo sviluppo sportivo. È riconosciuta dal Comitato Olimpico Asiatico e promuove il Vovinam come sport da competizione, organizzando i Campionati Mondiali ed Europei (tramite la EVVF – European Vovinam Viet Vo Dao Federation) e promuovendone l’inclusione nei grandi eventi multi-sportivi. Il suo leader tecnico, fino alla sua morte nel 2020, è stato il Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu (colui che mantenne viva l’arte in Vietnam durante il bando).
La World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinentale): Con sede in Francia (e ora gestita da un consiglio direttivo), questa federazione raggruppa molte delle scuole storiche della diaspora europea e mondiale. Tende a porre una forte enfasi sulla tradizione, sulla filosofia (Đạo) e sul programma tecnico completo (Võ) lasciato dal Patriarca Lê Sáng, pur partecipando all’attività sportiva.
Queste due organizzazioni, pur avendo visioni gestionali diverse (una più focalizzata sullo sport e legata al governo vietnamita, l’altra più focalizzata sulla tradizione e legata alla diaspora), non sono necessariamente in conflitto. Entrambe lavorano per promuovere l’arte e riconoscono la stessa origine e gli stessi fondatori.
Il Vovinam Oggi: Un Patrimonio Globale
Oggi, la storia del Vovinam è una storia di successo straordinario. Da una singola scuola aperta ad Hanoi nel 1938, in un paese oppresso, è diventato un’arte marziale praticata da milioni di persone in oltre 70 paesi, dall’Africa (Algeria, Senegal) all’America, dall’Europa all’Asia.
La sua storia, segnata dal divieto coloniale, dalla guerra civile, dalla prigionia politica e dalla fuga, è l’incarnazione del suo stesso Principio 8: “Sviluppare una volontà d’acciaio per superare le difficoltà”.
Il Vovinam non è solo sopravvissuto alla turbolenta storia del XX secolo vietnamita; ne è stato plasmato, e alla fine l’ha trascesa, diventando un ambasciatore globale della cultura, della filosofia e dell’incredibile resilienza del popolo vietnamita.
CHI È IL SUO FONDATORE, STORIA DEL FONDATORE
Per comprendere appieno qualsiasi disciplina, è indispensabile comprendere l’uomo che l’ha concepita. Nel caso del Vovinam Việt Võ Đạo, la figura del Fondatore (in vietnamita: Sáng Tổ) Nguyễn Lộc non è solo quella di un creatore tecnico, ma quella di un patriota, un filosofo e un riformatore sociale. La sua vita, sebbene breve, è stata una risposta diretta e potente alla profonda crisi d’identità del Vietnam del suo tempo.
La sua storia non è solo una biografia; è il manifesto programmatico della sua creazione.
PARTE 1: LE ORIGINI E IL CONTESTO (1912-1930)
Un Figlio del Delta: Nascita e Ambiente
Nguyễn Lộc nacque l’8 aprile 1912 (corrispondente all’ottavo giorno del quarto mese dell’anno lunare Nhâm Tý) nel villaggio di Hữu Bằng, distretto di Thạch Thất, nella provincia di Sơn Tây, alle porte di Hanoi, nel cuore del delta del Fiume Rosso.
Nascere nel 1912 significava nascere in un Vietnam che non era più padrone del proprio destino. L’Indocina Francese era una realtà consolidata. La società vietnamita era divisa: da un lato, una popolazione rurale impoverita; dall’altro, un’élite urbana che cercava di imitare i costumi francesi. In mezzo, un crescente fermento nazionalista che cercava una “terza via” per riconquistare l’identità perduta.
La sua famiglia, sebbene non aristocratica, era colta. Suo padre, Nguyễn Đình Xuyến, e sua madre, Nguyễn Thị Hòa, gli impartirono un’educazione tradizionale basata sui valori confuciani di disciplina, rispetto per gli anziani e amore per la conoscenza. Fu proprio suo padre, secondo le biografie ufficiali, a introdurlo fin dalla più tenera età allo studio delle arti marziali tradizionali (Võ Cổ Truyền) e della lotta (Vật).
La Formazione del Carattere
Il giovane Nguyễn Lộc crebbe in un ambiente che venerava l’eredità marziale, non come sport, ma come strumento di sopravvivenza e di affermazione dell’identità. La provincia di Sơn Tây era, ed è tuttora, una delle culle della lotta tradizionale (Vật).
Fin da giovane, mostrò due tratti distintivi. Il primo era una costituzione fisica robusta e una passione per l’attività fisica. Non era un intellettuale da biblioteca; era un uomo d’azione. Il secondo tratto era un carattere quieto, riflessivo e incredibilmente determinato. Non era un agitatore politico, ma un osservatore acuto.
Ciò che osservava, specialmente trasferendosi nella vicina Hanoi per i suoi studi, lo turbava profondamente. Vedeva una gioventù vietnamita pallida, fisicamente debole, spesso alienata. Molti giovani erano attratti più dal fumo dell’oppio (introdotto e incoraggiato dai francesi) o dagli sport occidentali che dal proprio patrimonio.
La Crisi Esistenziale e la Nascita della Missione
L’esposizione alla vita urbana di Hanoi, con la sua palese dominazione coloniale e la conseguente crisi psicologica del suo popolo, fu il catalizzatore della sua vita. Nguyễn Lộc sviluppò una convinzione profonda, quasi ossessiva: la rinascita del Vietnam non poteva essere solo politica o militare; doveva iniziare dal corpo e dallo spirito di ogni singolo individuo.
Un popolo fisicamente debole e spiritualmente sottomesso non avrebbe mai potuto riconquistare la propria libertà.
Questa convinzione lo portò a rifiutare un percorso di vita convenzionale (come diventare un funzionario dell’amministrazione coloniale). Decise invece di dedicare la sua intera esistenza a una missione quasi impossibile: ricercare, studiare e sintetizzare un’arte marziale che potesse servire da “cura” per il suo popolo.
PARTE 2: LA GRANDE RICERCA (1930-1937)
Il Viaggio del Riformatore
Il Maestro Nguyễn Lộc non fu l’inventore di tecniche nuove, ma il più grande sintetizzatore e riformatore della storia marziale vietnamita. Per adempiere alla sua missione, capì che doveva prima padroneggiare tutto ciò che il suo paese aveva da offrire.
Intraprese così un lungo viaggio, fisico e intellettuale, attraverso il Vietnam. Abbandonò la relativa comodità di Hanoi e si mise in cammino per incontrare i grandi maestri di Võ Cổ Truyền. In un’epoca senza internet e con trasporti difficili, questo significava viaggiare di villaggio in villaggio, spesso a piedi, cercando gli insegnanti che ancora preservavano le antiche conoscenze.
Questo viaggio lo portò a confrontarsi con la realtà delle arti marziali vietnamite dell’epoca:
Frammentazione: Ogni provincia, quasi ogni villaggio, aveva il suo “stile” (Võ Phái), spesso gelosamente custodito e insegnato solo ai membri della famiglia. C’era lo stile di Bình Định, lo stile di Thanh Hóa, lo stile di Nam Định, ecc.
Segretezza: Molti maestri erano riluttanti a condividere la loro conoscenza, specialmente con uno sconosciuto di Hanoi. Nguyễn Lộc dovette usare la sua determinazione, la sua umiltà e la sua evidente abilità per essere accettato come discepolo.
Mancanza di Metodo: L’insegnamento era spesso arcaico, basato sulla pura imitazione e sulla ripetizione mnemonica di forme (Quyền), senza una chiara progressione pedagogica o una spiegazione scientifica dei principi biomeccanici.
L’Analisi Critica: Cosa Preservare, Cosa Scartare
Nguyễn Lộc non era un allievo passivo; era un ricercatore con un metodo critico. Mentre imparava, analizzava.
Punti di Forza: Ammirava l’efficacia, la potenza e la resilienza di molti stili tradizionali. Riconobbe nelle tecniche di spada, bastone e sciabola delle scuole di Bình Định un patrimonio inestimabile.
Punti Deboli: Si rese conto che la maggior parte degli stili era iper-specializzata (ad esempio, solo colpi, o solo bastone) o troppo complessa. Richiedevano 20 anni per essere padroneggiate. La sua nazione non aveva 20 anni.
L’Integrazione Decisiva: Il Vật (Lotta Vietnamita)
La sua intuizione più brillante fu quella di non limitarsi al Võ (le arti di percussione e armi), ma di integrare massicciamente il Vật (la lotta tradizionale) nel suo sistema.
Aveva praticato la lotta fin da bambino. Capì che il combattimento reale non si fermava alla distanza dei calci e dei pugni. Inevitabilmente, si finiva in una presa, in un corpo a corpo (clinch). Gli stili tradizionali di Võ erano spesso carenti in questa fase.
Studiando il Vật, Nguyễn Lộc estrasse un repertorio completo di sbilanciamenti, proiezioni, leve e controllo a terra. Questa fusione tra “calci e pugni” (Võ) e “proiezioni e leve” (Vật) fu la prima, fondamentale sintesi che rese il suo sistema immensamente più pratico e completo di qualsiasi stile tradizionale.
L’Apertura al Mondo Esterno
Parallelamente, Nguyễn Lộc non era un purista isolazionista. Ad Hanoi, ebbe modo di osservare e studiare le arti marziali straniere:
Il Judo e il Ju-Jitsu giapponesi, che confermarono la sua intuizione sull’importanza di leve e proiezioni.
La Boxe occidentale e la Savate francese, da cui ammirò l’efficienza dei colpi diretti, la mobilità (footwork) e il metodo di allenamento scientifico (cardio, potenziamento).
Gli stili di Kung Fu cinesi, presenti da secoli in Vietnam, da cui trasse ispirazione per alcune tecniche di mano e forme.
Non copiò nulla, ma prese ispirazione. Il suo obiettivo era creare un sistema vietnamita che fosse, però, scientifico e moderno come quelli stranieri.
PARTE 3: LA NASCITA DEL VOVINAM (1938-1945)
1938: La Sintesi Prende Nome
Dopo quasi un decennio di ricerca, pratica intensa e sintesi metodica, Nguyễn Lộc era pronto. Nel 1938, iniziò a insegnare privatamente la sua nuova disciplina. Aveva bisogno di un nome.
Scartò i nomi tradizionali, spesso legati a una famiglia (es. “Võ della famiglia Lý”) o a una filosofia ermetica. Scelse un nome che era, di per sé, un manifesto: VOVINAM.
Come già analizzato, questo acronimo di Võ Việt Nam (Arte Marziale del Vietnam) era un atto rivoluzionario.
Võ: Rivendicava l’appartenenza al mondo marziale.
Việt Nam: Dichiarava orgogliosamente la sua origine. In un colpo solo, superava la frammentazione degli stili regionali. Non era più l’arte di Bình Định o di Sơn Tây; era l’arte di tutto il Vietnam. Era un appello all’unità nazionale.
Modernità: Il nome stesso suonava moderno, accessibile, quasi “sportivo”, in netto contrasto con i nomi altisonanti delle vecchie scuole.
Il suo programma iniziale era focalizzato sull’efficacia: autodifesa (Tự Vệ) contro prese, attacchi a mani nude e con armi (coltello, bastone), e le prime tecniche di lotta (Vật).
1939: La Dimostrazione al Teatro dell’Opera di Hanoi
Per lanciare il suo movimento, Nguyễn Lộc aveva bisogno di un palcoscenico importante. Nell’autunno del 1939, organizzò una storica dimostrazione pubblica al Grande Teatro dell’Opera di Hanoi.
La scelta del luogo era strategica. Non una piazza di villaggio, ma il simbolo della cultura alta, frequentato dalle élite francesi e vietnamite. Presentare lì il Vovinam significava dichiarare: “La nostra arte marziale non è un folklore contadino; è una disciplina moderna e colta, degna di stare su un palcoscenico internazionale”.
La dimostrazione fu un trionfo. Il pubblico vide per la prima volta un’arte marziale vietnamita strutturata, con allievi in uniforme (all’epoca ancora bianche) che eseguivano tecniche veloci, potenti e pratiche. Le cronache parlano di un’ondata di entusiasmo, specialmente tra i giovani studenti e intellettuali, che videro nel Vovinam il mezzo per la rinascita fisica e morale che stavano cercando.
L’Insegnamento e la Sospensione (1940-1945)
Sull’onda del successo, Nguyễn Lộc aprì la sua prima scuola pubblica ad Hanoi, presso l’École Normale (Sư Phạm). I suoi allievi, attratti dal suo carisma tranquillo ma potente e dalla sua incredibile competenza, crebbero di numero. Tra questi, iniziarono a emergere i suoi futuri quadri, tra cui un giovane di nome Lê Sáng.
Tuttavia, il successo attirò l’attenzione indesiderata delle autorità coloniali francesi e, contemporaneamente, dei giapponesi che stavano occupando l’Indocina.
Un movimento giovanile vietnamita, patriottico, organizzato e addestrato al combattimento, era una minaccia palese. I francesi, temendo che il Vovinam potesse diventare il braccio armato dei movimenti indipendentisti, vietarono i corsi intorno al 1941-42.
Questo fu il primo grande ostacolo. Ma la determinazione di Nguyễn Lộc (il suo Cương filosofico) era incrollabile. Se non poteva insegnare pubblicamente, avrebbe insegnato segretamente. Continuò a istruire il suo nucleo di discepoli più fidati in case private, parchi e luoghi nascosti, consolidando il loro legame e la loro devozione.
In questo periodo, il suo insegnamento si approfondì. Non era solo tecnica. Divenne, forzatamente, una “scuola di carattere”. Insegnava ai suoi allievi come essere resilienti, come agire con discrezione e come mantenere vivo lo “spirito del Vietnam” anche sotto una duplice occupazione (francese e giapponese).
PARTE 4: LA TEMPESTA POLITICA E L’ESODO (1945-1954)
La Posizione Scomoda: Un Nazionalista Senza Partito
Il 1945 portò la Rivoluzione d’Agosto e la dichiarazione d’indipendenza di Hồ Chí Minh. Sembrava la liberazione tanto attesa. In realtà, per Nguyễn Lộc, fu l’inizio del periodo più difficile della sua vita.
Il Vietnam precipitò nel caos. I francesi cercarono di riconquistare il paese, i nazionalisti (appoggiati dai cinesi) e i comunisti (il Việt Minh) lottavano per il potere.
Nguyễn Lộc era un patriota, non un politico di parte. La sua visione era l’unità del Vietnam. Non voleva che il Vovinam, creato per unire tutti i vietnamiti, diventasse lo strumento di una fazione per combattere altre fazioni vietnamite.
Questa posizione di neutralità patriottica lo rese un bersaglio per tutti:
Per i francesi, era un nazionalista che addestrava i giovani.
Per il Việt Minh, era un “borghese” di Hanoi, un intellettuale non allineato, e quindi un potenziale reazionario.
Molti dei suoi allievi si unirono attivamente alla resistenza (in varie fazioni), ma lui, come Fondatore, cercò di mantenere l’arte al di sopra della mischia politica. Voleva preservare il Vovinam per il dopo, per la nazione riunificata.
In Fuga dalla Guerra
Con lo scoppio della Prima Guerra d’Indocina (1946), Hanoi divenne un campo di battaglia. La vita civile era impossibile. Nguyễn Lộc fu costretto a lasciare la sua città.
Iniziò un periodo di peregrinazioni. Si trasferì con la sua famiglia e un piccolo gruppo di discepoli nei villaggi rurali, prima a Đan Phượng, poi a Vĩnh Tường, poi di nuovo nella sua provincia natale di Sơn Tây.
In questi anni terribili, cercò disperatamente di tenere viva la sua creazione. Insegnava in segreto, spesso in cambio di cibo, a piccoli gruppi di giovani, mentre la guerra infuriava intorno a lui. La sua salute, messa a dura prova dalle privazioni, dalla povertà e dallo stress costante, iniziò a mostrare i primi segni di cedimento.
1954: La Scelta Dolorosa
La battaglia di Điện Biên Phủ e i successivi Accordi di Ginevra del 1954 posero fine alla guerra, ma sancirono la divisione del Vietnam al 17° parallelo. Il Nord divenne comunista, il Sud nazionalista.
Per Nguyễn Lộc, questa fu la catastrofe definitiva. La sua arte, creata per unire il Vietnam, si trovava ora in un paese spaccato in due.
Come molti intellettuali, artisti e cattolici del Nord, Nguyễn Lộc temeva la persecuzione sotto il nuovo regime comunista di Hanoi. La sua filosofia umanista, il suo passato di insegnante “borghese” e la sua neutralità politica lo rendevano un sospetto.
Con il cuore spezzato, prese la decisione più difficile della sua vita. Si unì al milione di rifugiati del Nord e si trasferì a Sud, a Saigon, lasciandosi alle spalle la sua terra natale, che non avrebbe mai più rivisto.
PARTE 5: GLI ULTIMI ANNI E LA TRASMISSIONE (1954-1960)
Ricostruire nel Sud
Nguyễn Lộc arrivò a Saigon nel 1954, non come un eroe, ma come un rifugiato. Era fisicamente provato dalla malattia (probabilmente una grave malattia intestinale, forse cancro) che lo consumava da anni. Aveva poco tempo.
Con un’urgenza febbrile, radunò i discepoli che lo avevano seguito (tra cui Lê Sáng e altri) e cercò di ricostruire da zero. Aprì la sua prima palestra ufficiale a Saigon, in via Thủ Khoa Huân.
Nonostante il dolore fisico, che spesso lo costringeva a letto, la sua mente rimase lucida e la sua determinazione intatta. Gli ultimi sei anni della sua vita non furono dedicati all’espansione, ma alla trasmissione e al consolidamento.
L’Urgenza di Formare un Successore
Il Fondatore sapeva di stare morendo. La sua ossessione divenne assicurare che il Vovinam potesse sopravvivergli.
Aveva bisogno di un successore (Chưởng Môn – Patriarca) che non fosse solo tecnicamente superbo, ma che avesse compreso l’anima più profonda dell’arte: la filosofia, la missione educativa, la visione di un’arte per l’umanità.
Il suo sguardo si posò sul suo allievo più devoto, quello che lo aveva seguito da Hanoi, che aveva condiviso le difficoltà della clandestinità e dell’esodo: il giovane Maestro Lê Sáng.
In quegli ultimi anni, Nguyễn Lộc riversò in Lê Sáng tutto il suo sapere. Non solo le tecniche avanzate, le forme con le armi e le strategie di combattimento, ma soprattutto le sue idee sulla filosofia del Cương Nhu (Duro e Morbido), sulla formazione dell’ “Uomo Vero” (Chân Nhân) e sul futuro dell’arte.
Stava preparando il suo successore a un compito immane: prendere un’arte ancora giovane e traghettarla nel futuro.
1960: La Morte del Fondatore
Il Maestro Nguyễn Lộc lottò contro la malattia fino all’ultimo. Continuò a supervisionare gli allenamenti anche quando era troppo debole per stare in piedi.
Il 29 aprile 1960 (il quarto giorno del quarto mese dell’anno lunare Canh Tý), all’età di 48 anni, il Sáng Tổ morì a Saigon, circondato dai suoi discepoli.
Secondo la tradizione del Vovinam, prima di spirare, affidò ufficialmente la guida del movimento al Maestro Lê Sáng, nominandolo suo erede e nuovo Patriarca. La sua morte, sebbene tragica e prematura, non fu la fine del Vovinam. Era, in realtà, l’inizio della sua seconda era. Il Fondatore aveva completato la sua missione: aveva creato l’arte e ne aveva assicurato la successione.
PARTE 6: L’EREDITÀ DEL FONDATORE
L’eredità di Nguyễn Lộc è immensa e va ben oltre le tecniche che ha assemblato. La sua genialità risiede in diversi concetti chiave che definiscono l’anima del Vovinam.
Un Riformatore, non solo un Collezionista
Molti hanno raccolto tecniche, ma Nguyễn Lộc le ha riformate. La sua analisi critica è stata la chiave. Ha scartato ciò che era obsoleto, superstizioso o inutilmente complesso. Ha preso tecniche da fonti diverse (Võ, Vật, arti straniere) e le ha fuse in un sistema coerente, basato su principi scientifici e biomeccanici.
Ha creato un metodo pedagogico moderno. Invece dell’apprendimento caotico delle vecchie scuole, ha introdotto una progressione logica: dalle tecniche di base (Căn Bản) all’autodifesa (Tự Vệ), dalle forme (Quyền) alle tecniche di lotta (Vật). Questo ha reso il Vovinam accessibile alle masse, un obiettivo primario della sua missione.
Il Padre del Cương-Nhu
Sebbene il Patriarca Lê Sáng abbia formalizzato e filosoficamente approfondito il concetto di Cương Nhu Tương Phối (Armonia tra Duro e Morbido), fu Nguyễn Lộc a crearne la manifestazione fisica.
La sua decisione rivoluzionaria di fondere il Võ (prevalentemente “Duro”: colpi, calci, armi) con il Vật (prevalentemente “Morbido”: leve, proiezioni, sbilanciamenti) è l’atto di nascita del Cương-Nhu nel Vovinam. Egli capì che un’arte di soli colpi era incompleta quanto un’arte di sole prese. La vera efficacia risiedeva nella capacità di passare fluidamente da uno all’altro.
Una Visione Olistica: Corpo, Mente, Spirito
Nguyễn Lộc non era interessato a formare “picchiatori”. Il suo obiettivo era curare la “malattia” del suo popolo.
Corpo (Thân): Il suo primo obiettivo era la salute pubblica. Voleva che i giovani vietnamiti fossero forti, sani e vigorosi. L’autodifesa era una conseguenza della salute.
Mente (Trí): Il suo metodo scientifico richiedeva intelligenza, non solo forza bruta. Bisognava capire perché una tecnica funzionava.
Spirito (Tâm): Soprattutto, voleva forgiare il carattere. La disciplina, il rispetto, l’autocontrollo e l’orgoglio nazionale erano il cuore del suo insegnamento.
L’idea del Chân Nhân (l’Uomo Vero), poi codificata dal suo successore, è il diretto compimento della visione originale del Fondatore: un individuo equilibrato, forte nel corpo, lucido nella mente e retto nello spirito.
Un Patriota Umanista
L’eredità più complessa e importante di Nguyễn Lộc è il suo patriottismo. Era un nazionalista fervente, ma non un estremista politico.
Creò il Vovinam per il popolo vietnamita, non per un partito.
La sua scelta della neutralità durante la guerra civile (1946-1954) non fu un atto di codardia, ma una scelta filosofica precisa: l’Arte doveva unire, non dividere.
Questa visione è ciò che ha permesso al Vovinam, decenni dopo la sua morte, di diventare un’arte globale. Perché la sua missione finale, come poi codificata nei Dieci Principi, non era solo servire il “popolo” (Dân Tộc), ma servire l’ “umanità” (Nhân Loại).
Conclusione: L’Uomo Diventato la “Via”
Il Sáng Tổ Nguyễn Lộc è una figura quasi tragica: un uomo che dedicò la sua vita a creare un’arte per un Vietnam unito, ma che morì in un paese diviso, esule dalla sua terra natale e consumato dalla malattia a soli 48 anni.
Tuttavia, la sua eredità è una vittoria totale. Ha piantato un seme così forte e una visione così chiara che, anche dopo la sua morte, la sua creazione non solo è sopravvissuta alle tempeste più violente (la guerra, la prigionia dei suoi successori, l’esilio), ma è fiorita, diventando un fenomeno mondiale.
Non è più solo l’arte marziale del Vietnam; è diventato, come lui sognava, un Việt Võ Đạo: una “Via” vietnamita per la formazione dell’essere umano, offerta in dono al mondo intero.
MAESTRI/ATLETI FAMOSI DI QUEST'ARTE
Se il Fondatore (Sáng Tổ) Nguyễn Lộc ha rappresentato la scintilla creativa e la visione (come esplorato nel punto 4), l’edificio del Vovinam Việt Võ Đạo è stato costruito, pietra su pietra, dal sudore, dal sacrificio e dall’ingegno dei suoi successori. La storia del Vovinam è definita da due tipi di figure eroiche: i Maestri (Võ Sư), che ne hanno preservato l’anima (il Đạo) e costruito la struttura, e gli Atleti (Võ Sĩ), che ne dimostrano la vitalità e l’eccellenza (il Võ) nelle arene moderne.
Distinguere queste figure è essenziale. I Maestri sono i giganti storici, i leader che hanno affrontato la guerra, la prigionia e l’esilio per trasmettere l’arte. Gli Atleti sono i campioni contemporanei, i prodotti di quel sacrificio, che portano la bandiera del Vovinam sui podi mondiali.
PARTE 1: IL SECONDO FONDATORE – IL PATRIARCA (CHƯỞNG MÔN) LÊ SÁNG
Se Nguyễn Lộc è stato il Fondatore, il Gran Maestro Lê Sáng (1920-2010) è universalmente riconosciuto come il Patriarca, il “Secondo Fondatore” o il grande codificatore. Senza la sua opera cinquantennale (dal 1960 al 2010), il Vovinam sarebbe probabilmente rimasto una delle tante scuole regionali frammentate, e quasi certamente non sarebbe sopravvissuto alle tempeste della storia.
La sua biografia è la storia stessa dello sviluppo del Vovinam.
Gli Inizi: L’Allievo Devoto (1920-1954)
Nato ad Hanoi nel 1920, Lê Sáng proveniva da una famiglia colta. Da giovane, era un intellettuale, più incline allo studio che all’attività fisica. Secondo la tradizione del Vovinam, fu proprio la sua costituzione fragile a portarlo sulla via delle arti marziali.
Nel 1940, poco dopo la storica dimostrazione al Teatro dell’Opera di Hanoi, il giovane Lê Sáng, allora ventenne, si presentò alla porta del Maestro Nguyễn Lộc. Cercava un modo per irrobustire il suo corpo e migliorare la sua salute. Trovò molto di più: trovò una missione di vita.
Divenne rapidamente uno degli allievi più vicini, devoti e intelligenti del Fondatore. Non era solo un esecutore, ma un “discepolo” nel senso più profondo. Assorbì non solo le tecniche (Võ), ma soprattutto la filosofia e la visione patriottica (Đạo) di Nguyễn Lộc.
Condivise con il Fondatore gli anni difficili della prima era di Hanoi: l’entusiasmo iniziale, la repressione francese, l’insegnamento clandestino durante l’occupazione giapponese e il caos della Prima Guerra d’Indocina (1946-1954). Questa lealtà incrollabile, forgiata nel fuoco delle avversità, lo distinse.
Quando Nguyễn Lộc prese la dolorosa decisione di lasciare il Nord nel 1954, Lê Sáng fu tra i primissimi a seguirlo nell’esodo verso Saigon, abbandonando la sua terra natale.
L’Eredità e la Successione (1954-1960)
A Saigon, il Fondatore era sempre più consumato dalla malattia. In quegli ultimi sei anni, Lê Sáng divenne la sua ombra, il suo braccio destro e il suo erede designato. Nguyễn Lộc riversò in lui tutto il suo sapere, preparandolo al compito che lo attendeva.
Quando il Fondatore morì il 29 aprile 1960, Lê Sáng, all’età di 40 anni, raccolse la sua eredità. Fu ufficialmente nominato Chưởng Môn (Patriarca), il leader supremo del Vovinam.
Il compito era monumentale. Aveva ereditato non un impero, ma un’arte giovane, ancora in fase di sviluppo, il cui creatore era appena scomparso prematuramente.
Il Genio Organizzativo: La Nascita del Việt Võ Đạo (1960-1975)
Qui emerse il vero genio di Lê Sáng. Egli capì che per sopravvivere e crescere, l’arte aveva bisogno di una struttura e di una filosofia formalizzata.
Se Nguyễn Lộc era stato l’architetto visionario, Lê Sáng fu l’ingegnere capo che disegnò i progetti esecutivi.
Nel 1964, convocò il primo Consiglio dei Maestri. Questo incontro fu l’atto di nascita del Vovinam moderno. Le decisioni prese sotto la sua guida furono rivoluzionarie:
Creò il “Việt Võ Đạo”: Fu lui a coniare e ad affiancare il nome Việt Võ Đạo (La Via dell’Arte Marziale Vietnamita) al termine “Vovinam”. Questa non fu una semplice aggiunta. Fu una dichiarazione d’intenti. “Vovinam” era la tecnica (Võ); “Việt Võ Đạo” era la filosofia (Đạo). Questo trasformò ufficialmente la disciplina da un metodo di combattimento a un percorso educativo completo per formare l’ “Uomo Vero” (Chân Nhân).
Standardizzò il Programma: Il Patriarca Lê Sáng intraprese l’opera titanica di codificare l’intero corpus tecnico. Prima di lui, l’insegnamento era ancora legato alla trasmissione diretta maestro-allievo. Lui creò il curriculum universale che ancora oggi è la base del Vovinam mondiale. Egli creò, coreografò e nominò molte delle forme (Quyền) e dei combattimenti codificati (Song Luyện) più iconici, come la Thập Tự Quyền (Forma della Croce), Long Hổ Quyền (Forma del Drago e della Tigre) e i vari Song Luyện (Combattimento Codificato N. 1, 2, 3, ecc.) e Song Đấu (Sparring codificati).
Definì la Struttura dei Gradi: Creò il sistema di cinture (Đai) e di livelli che conosciamo oggi: il blu del praticante (Tự Vệ), il passaggio a Lam Đai (Cintura Blu con gradi), poi l’esame per Hoàng Đai (Cintura Gialla, l’equivalente della cintura nera), fino ai livelli di Maestro Hồng Đai (Cintura Rossa) e al suo, unico, Bạch Đai (Cintura Bianca) di Patriarca.
Codificò i Simboli: Formalizzò l’uso del Võ Phục blu oceano come uniforme ufficiale, disegnò il logo (Phù Hiệu) e standardizzò il saluto (“mano d’acciaio sul cuore di bontà”), caricando ogni elemento di quel significato filosofico Cương-Nhu che oggi definisce l’arte.
Grazie a questa incredibile opera di strutturazione, il Vovinam esplose nel Vietnam del Sud tra il 1964 e il 1975, entrando nelle scuole pubbliche e nell’addestramento militare. Lê Sáng trasformò l’intuizione di un uomo in un movimento di massa.
La Prova del Fuoco: La Prigionia (1975-1988)
La Caduta di Saigon nel 1975 fu una catastrofe. Il Vovinam fu bandito e il Patriarca Lê Sáng, in quanto leader di un’organizzazione che aveva addestrato l’esercito del Sud, fu arrestato.
Trascorse i successivi 13 anni nei campi di rieducazione comunisti.
Questi anni, che avrebbero spezzato chiunque, divennero la prova suprema della sua filosofia. Lontano dalle palestre, senza allievi, in condizioni di lavoro forzato e indottrinamento, Lê Sáng divenne l’incarnazione vivente del Principio 8: “Sviluppare una volontà d’acciaio per superare le difficoltà”.
La sua resilienza durante la prigionia divenne leggendaria. Non rinnegò mai la sua arte. La sua sopravvivenza e la sua integrità morale cementarono la sua autorità. Quando fu finalmente rilasciato nel 1988, non era solo il Patriarca; era un eroe vivente, un simbolo di resistenza incrollabile.
Il Leader Globale: La Riunificazione (1988-2010)
Uscito di prigione, il Patriarca Lê Sáng trovò un Vovinam diviso. C’era il movimento della diaspora (in Europa, USA, Australia), cresciuto in sua assenza, e c’era il movimento in Vietnam, che stava timidamente rinascendo grazie ai maestri rimasti (come Nguyễn Văn Chiếu).
Con immensa saggezza, dedicò gli ultimi 22 anni della sua vita a riunificare queste due anime. Ricostruì il Tổ Đường (Tempio Ancestrale, la sede centrale) a Ho Chi Minh City, che divenne la “Mecca” del Vovinam mondiale.
Iniziò a viaggiare instancabilmente. Si recò in Francia, Italia, Germania, Stati Uniti. Presiedette seminari, incontrò i maestri della diaspora (che non vedeva da decenni) e i nuovi allievi occidentali. Il suo ruolo divenne quello di garante dell’ortodossia tecnica e filosofica.
Era l’unica autorità mondiale riconosciuta da tutti, l’unico a poter convalidare i gradi più alti (le cinture rosse Hồng Đai). Riuscì nel miracolo di tenere unita una comunità globale, bilanciando le esigenze della diaspora (più focalizzata sulla tradizione) e quelle della madrepatria (più focalizzata sullo sport).
L’Eredità (2010)
Quando morì, il 27 settembre 2010, all’età di 90 anni, lasciò un’arte marziale praticata in decine di paesi da milioni di persone. Non nominò un singolo successore, ma istituì un Hội Đồng Võ Sư Chưởng Quản (Consiglio Direttivo dei Maestri), affidando collettivamente l’arte ai suoi discepoli più anziani.
Lê Sáng è stato, senza alcun dubbio, la figura più importante nella storia del Vovinam dopo il Fondatore. È stato il pedagogo, il filosofo, l’organizzatore e l’anima resiliente che ha permesso all’arte di sopravvivere alla morte del suo creatore, alla guerra, alla prigionia e all’esilio.
PARTE 2: I PILASTRI STORICI (MAESTRI)
Accanto al Patriarca, altre figure chiave hanno giocato ruoli cruciali. La storia del Vovinam dopo il 1975 è stata scritta da due gruppi di maestri: quelli che fuggirono (la Diaspora) e quelli che rimasero (la Madrepatria).
I Pilastri della Diaspora: I Maestri che Salvarono la Tradizione
Quando il Vovinam fu bandito in Vietnam e Lê Sáng imprigionato, l’arte sarebbe morta se non fosse stato per i maestri fuggiti all’estero come “boat people” o emigrati poco prima.
Gran Maestro Trần Huy Phong (1938-1997)
Considerato uno dei “Tre Fiumi” (Tam Hà) del Vovinam per la sua fluidità, il Maestro Trần Huy Phong è stato, dopo Lê Sáng, forse la figura più influente nello sviluppo mondiale.
Il Pioniere Europeo: Allievo diretto del Fondatore e poi del Patriarca, fu inviato da Lê Sáng in Francia nel 1973, prima della caduta di Saigon, con la missione specifica di introdurre il Vovinam in Europa.
Il Reggente in Esilio: Quando Saigon cadde nel 1975 e il Patriarca fu imprigionato, Trần Huy Phong si trovò ad essere il maestro di grado più elevato nel mondo libero. Divenne, di fatto, il leader e il custode della tradizione Vovinam in esilio.
Il Padre del Vovinam Europeo: Stabilì la sua sede a Parigi e da lì lavorò instancabilmente per accogliere i maestri rifugiati e per strutturare il Vovinam in Francia, e da lì in Germania, Italia, Svizzera e Belgio.
La Visione Filosofica: Il Maestro Trần Huy Phong è ricordato per la sua profonda enfasi sulla filosofia (il Đạo), sulla tradizione e sull’aspetto “interno” (Nội Công, Khí Công) dell’arte.
L’Eredità: Fu il fondatore del movimento che portò alla creazione della Federazione Internazionale (IVF) e, successivamente, della Federazione Mondiale Intercontinentale (WVVF-Intercontinental). La sua leadership carismatica e la sua profonda conoscenza hanno plasmato generazioni di maestri europei, garantendo che la fiamma dell’arte rimanesse accesa e pura durante gli anni bui del bando in Vietnam.
Altri Maestri Pionieri della Diaspora
Accanto a Trần Huy Phong, decine di altri maestri hanno svolto un ruolo eroico nel piantare il seme del Vovinam in tutto il mondo:
Maestro Nguyễn Dân (Germania): Figura chiave nello sviluppo del Vovinam in Germania, uno dei paesi europei più forti.
Maestro Phan Hoàng (Stati Uniti): Ha contribuito in modo significativo all’organizzazione e alla diffusione dell’arte nel Nord America.
Maestri in Italia: Figure come Maestro Bùi Văn Hùng e altri maestri vietnamiti arrivati come rifugiati, che iniziarono a insegnare in piccole palestre a Roma, Torino e altre città, creando il nucleo da cui sarebbe nato il forte movimento italiano.
Maestri in Australia: Hanno stabilito comunità vibranti, preservando l’arte “dall’altra parte del mondo”.
Il contributo collettivo di questi maestri è stato incalcolabile. Hanno affrontato la sfida di insegnare un’arte marziale vietnamita, con la sua lingua e la sua filosofia complessa, a studenti occidentali, fungendo da traduttori culturali e preservando l’eredità del Patriarca Lê Sáng mentre egli era imprigionato.
I Pilastri della Madrepatria: I Maestri della Rinascita
Se la diaspora ha salvato la tradizione, un altro gruppo di maestri ha compiuto un miracolo diverso: far rinascere l’arte da dentro, nel Vietnam comunista.
Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu (1949-2020)
Il Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu è la figura centrale della rinascita del Vovinam in Vietnam e della sua successiva espansione sportiva globale. La sua storia è parallela e complementare a quella di Trần Huy Phong.
L’Allievo Fedele (pre-1975): Allievo diretto e devoto del Patriarca Lê Sáng a Saigon, era già un istruttore rispettato prima della caduta della città.
La Scelta di Restare (1975): A differenza di molti, nel 1975 scelse di non fuggire. Rimase a Ho Chi Minh City.
Gli Anni Clandestini (1975-1988): Questo è il suo atto eroico. Mentre il suo maestro Lê Sáng era in prigione e l’arte era bandita, Nguyễn Văn Chiếu rischiò la sua stessa libertà per mantenere viva la pratica. Insegnava in segreto, in parchi all’alba, in case private, a piccoli gruppi fidati. Divenne il custode della fiamma all’interno del Vietnam, preservando il programma tecnico dalla distruzione.
Il Diplomatico (Anni ’80 – “Đổi Mới”): Con la graduale apertura economica del Vietnam (Đổi Mới), il Maestro Chiếu iniziò un’opera incredibile di diplomazia. Lavorò instancabilmente per convincere le autorità comuniste che il Vovinam non era un’arte “reazionaria” del vecchio regime, ma un “Võ Dân Tộc” (un’Arte Marziale Nazionale), un patrimonio culturale del popolo vietnamita e uno sport sano per la gioventù.
La Rinascita Sportiva (Anni ’90): Riuscì nella sua missione. Il Vovinam fu riabilitato. Il Maestro Chiếu guidò la sua trasformazione in un moderno sport nazionale, organizzando i primi campionati e diventando il Direttore Tecnico del Vovinam per Ho Chi Minh City e poi per l’intero Vietnam.
Il Leader Globale (2000-2020): Fu la forza trainante dietro la creazione della World Vovinam Federation (WVVF) nel 2008, con sede in Vietnam. Fu il principale promotore dell’inclusione del Vovinam nei SEA Games (Giochi del Sud-Est Asiatico) e negli Asian Indoor Games.
L’Eredità: Dopo la morte del Patriarca Lê Sáng nel 2010, il Maestro Nguyễn Văn Chiếu fu eletto Chưởng Quản (Patriarca Reggente) del Consiglio dei Maestri (linea WVVF), diventando la più alta autorità tecnica mondiale. La sua morte nel 2020 ha segnato la fine di un’altra era. È ricordato come il “diplomatico” che ha salvato l’arte in patria e l’ha proiettata sulla scena sportiva mondiale.
Altri Maestri della Rinascita
Accanto al Maestro Chiếu, altri maestri anziani rimasero e contribuirono alla rinascita, tra cui il Gran Maestro Trần Văn Mỹ (attuale Presidente della WVVF) e altri membri del Consiglio dei Maestri, che hanno dedicato la loro vita a ricostruire la struttura tecnica e organizzativa del Vovinam nella sua terra d’origine.
PARTE 3: GLI ATLETI FAMOSI (VÕ SĨ) – I CAMPIONI DELL’ERA MODERNA
Se i Maestri storici sono famosi per aver costruito e salvato l’arte, la fama nell’era contemporanea è definita dalla competizione. Il Vovinam è oggi uno sport globale, con Campionati Mondiali, Europei e Asiatici. Gli atleti famosi sono i campioni di queste arene, specialisti che portano la performance fisica (il Võ) a livelli di eccellenza.
A differenza dei maestri, che sono enciclopedici (devono conoscere l’intero programma), gli atleti sono spesso specialisti in due categorie principali: Quyền (Forme) o Đấu (Combattimento).
La Dominanza della Madrepatria: Gli Atleti Vietnamiti
Come è prevedibile, la nazionale vietnamita è la superpotenza indiscussa dei campionati mondiali. Essendo il Vovinam uno sport nazionale supportato dallo stato, i loro atleti sono professionisti che si allenano a tempo pieno. Sono famosi per la loro precisione tecnica impeccabile nelle forme e la loro incredibile velocità e resistenza nel combattimento.
Nguyễn Văn Hùng: Una leggenda dello sport vietnamita. Sebbene famoso anche nel Taekwondo (con partecipazioni olimpiche), è stato una figura dominante anche nel Vovinam, specialmente ai SEA Games, dimostrando un livello atletico superlativo.
Mai Thị Kim Thùy: Una delle atlete più celebri nelle competizioni di forme (Quyền). È famosa per le sue esecuzioni di Long Hổ Quyền e Thập Tự Quyền, considerate tecnicamente quasi perfette, vincendo medaglie d’oro multiple ai campionati mondiali e ai SEA Games. Rappresenta l’ideale della precisione e dell’eleganza.
Lê Thị Hiền: Campionessa mondiale nella categoria combattimento (Đấu). È nota per la sua aggressività controllata, la sua velocità e la sua capacità di utilizzare le tecniche di gamba e le proiezioni (Đòn Chân, Vật) in un contesto competitivo reale.
Trần Thế Thường: Un altro atleta di punta nel combattimento, noto per la sua intelligenza tattica e la sua capacità di gestire la distanza.
Questi atleti sono eroi nazionali in Vietnam, l’equivalente dei campioni olimpici in altre nazioni, e stabiliscono lo standard tecnico che il resto del mondo cerca di raggiungere.
La Sfida Europea: Francia e Italia
L’Europa, grazie al lavoro pionieristico della diaspora, ha una tradizione competitiva lunga e prestigiosa.
Atleti Francesi: La Francia è stata la prima nazione a sfidare seriamente il Vietnam, specialmente nelle categorie di combattimento. Atleti come i fratelli Siad (tra cui Nordine Siad) sono diventati famosi negli anni ’90 e 2000 per il loro stile di combattimento potente e spettacolare, vincendo numerosi titoli europei e mondiali. La Francia produce costantemente campioni di altissimo livello sia nel Đấu che nel Quyền.
Atleti Italiani: L’Italia vanta una tradizione di eccellenza tecnica, spesso primeggiando nelle forme (Quyền), nelle forme con armi (Vũ Khí) e nei combattimenti codificati (Song Luyện). Atleti di varie generazioni e federazioni hanno conquistato podi mondiali ed europei. Figure come Marzella, Garofalo, e molti altri hanno portato l’Italia ai vertici, dimostrando una profonda comprensione tecnica dell’arte. La fama in Italia è spesso legata a una padronanza tecnica che bilancia l’atletismo con la precisione formale.
L’Ascesa dell’Africa: La Potenza Algerina
La storia più entusiasmante del Vovinam sportivo moderno è l’incredibile ascesa delle nazioni africane, in particolare dell’Algeria.
In pochi anni, l’Algeria è diventata una vera e propria potenza mondiale nel Vovinam, la nazione che più regolarmente contende al Vietnam il primo posto nel medagliere mondiale. Gli atleti algerini sono famosi per la loro straordinaria fisicità, potenza e tenacia, specialmente nelle categorie di combattimento (Đấu).
Atleti come Hamza Zahzah o Kamel Slimani sono diventati stelle globali, noti per i loro combattimenti esplosivi che spesso terminano con KO spettacolari. L’Algeria ha dimostrato che il Vovinam non è solo un affare asiatico o europeo, ma un’arte marziale veramente globale. Anche nazioni come il Senegal e la Costa d’Avorio stanno producendo atleti di altissimo livello.
Altre Nazioni Emergenti
Romania e Russia: Hanno sviluppato scuole di combattimento molto forti, producendo atleti noti per la loro durezza e resilienza.
Cambogia e Laos: Come vicini del Vietnam, hanno adottato il Vovinam e sono diventati concorrenti molto seri, specialmente nei SEA Games.
Iran: Ha mostrato una crescita rapida, specialmente nelle categorie di combattimento.
CONCLUSIONE: L’EREDITÀ VIVENTE
I maestri e gli atleti famosi del Vovinam Việt Võ Đạo rappresentano la catena ininterrotta della trasmissione dell’arte.
Si inizia con il Patriarca Lê Sáng, il gigante che ha preso la visione del Fondatore e l’ha trasformata in un sistema globale, sopravvivendo alla prigione per guidare la sua arte per 50 anni.
Si continua con i due pilastri che hanno affrontato la crisi del 1975: Trần Huy Phong, che ha salvato l’anima tradizionale dell’arte in esilio, e Nguyễn Văn Chiếu, che ha salvato il corpo fisico dell’arte in patria e l’ha trasformata in uno sport mondiale.
Oggi, questa eredità è portata avanti dai campioni moderni. Figure come Mai Thị Kim Thùy (Vietnam) che mostra la perfezione tecnica del Đạo nelle forme, e Hamza Zahzah (Algeria) che mostra la potenza esplosiva del Võ nel combattimento.
Insieme, queste figure storiche e contemporanee dimostrano la completezza del Vovinam: un’arte marziale che è, allo stesso tempo, una profonda filosofia di vita, un patrimonio culturale resiliente e uno sport da combattimento dinamico e globale.
LEGGENDE, CURIOSITÀ, STORIE E ANEDDOTI
Il Vovinam Việt Võ Đạo, pur essendo un’arte marziale moderna, è già ammantato da un ricco tessuto di storie, aneddoti e curiosità che ne definiscono il carattere. Queste narrazioni non sono miti antichi di draghi o monaci immortali, ma storie profondamente umane di resilienza, ingegno e sacrificio.
Sono le leggende dei suoi fondatori, le curiosità dei suoi simboli e gli aneddoti della sua incredibile sopravvivenza. Comprendere queste storie significa comprendere l’anima stessa del Đạo (la Via).
PARTE 1: LE STORIE FONDATIVE (SÁNG TỔ NGUYỄN LỘC)
Le leggende che circondano il Fondatore Nguyễn Lộc sono il vangelo del Vovinam, parabole che illustrano i motivi stessi della sua creazione.
La Leggenda della “Cura” per una Nazione Malata
Non è solo una storia, ma l’atto di nascita della missione del Vovinam. Si narra che il giovane Nguyễn Lộc, un uomo fisicamente robusto e maestro delle arti marziali tradizionali, camminasse regolarmente per le strade di Hanoi negli anni ’30. Ciò che vedeva lo tormentava.
Sotto il dominio coloniale francese, la società vietnamita stava vivendo una profonda crisi psicologica. L’oppressione politica era aggravata dall’introduzione e dalla diffusione dell’oppio, che veniva usato come strumento di controllo sociale. Nguyễn Lộc osservava i giovani della sua generazione: pallidi, magri, spesso curvi sulla pipa d’oppio, apatici e fisicamente deboli. Vedeva l’élite urbana che cercava di imitare goffamente i costumi francesi, ridendo del proprio patrimonio, e la popolazione rurale che viveva nella rassegnazione.
Questo spettacolo era, ai suoi occhi, una “malattia” nazionale. Il corpo del Vietnam era malato, e di conseguenza lo era anche il suo spirito.
La leggenda vuole che, dopo una di queste passeggiate, egli abbia avuto un’illuminazione. La rinascita del Vietnam non poteva venire solo dalla politica o dalle armi. Doveva iniziare dall’individuo. Bisognava prima “guarire” il corpo per poter “risvegliare” lo spirito.
Tornato a casa, iniziò la sua grande ricerca. Non stava cercando di creare un’arte marziale per vincere combattimenti; stava cercando di formulare una “medicina” (Võ) per curare un popolo (Việt Nam). Il Vovinam fu la sua prescrizione. Ogni tecnica di respirazione era per pulire i polmoni dall’oppio; ogni pugno e calcio era per risvegliare i muscoli atrofizzati; ogni principio filosofico era per ricostruire la spina dorsale morale di una nazione che aveva dimenticato come stare in piedi.
Questa storia è fondamentale perché stabilisce che il fine ultimo del Vovinam non è la violenza, ma la salute, la rinascita e il servizio.
L’Aneddoto del Riformatore: Sfidare (e Onorare) i Vecchi Maestri
Quando Nguyễn Lộc iniziò la sua ricerca per sintetizzare le arti marziali vietnamite, non si limitò a leggere libri. Intraprese un viaggio fisico per incontrare i grandi maestri di Võ Cổ Truyền e Vật (lotta) ancora attivi.
Questi maestri erano spesso anziani, isolati nei loro villaggi, diffidenti e gelosi dei loro segreti. Non insegnavano a chiunque, specialmente a un giovane “cittadino” di Hanoi.
Un aneddoto ricorrente, forse apocrifo ma simbolicamente vero, racconta di come Nguyễn Lộc si presentasse a questi maestri. Non li sfidava con arroganza, ma con umiltà e determinazione. In un famoso incontro con un rinomato maestro di lotta (Vật) del Nord, noto per la sua forza erculea, Nguyễn Lộc non chiese di combattere, ma chiese di “testare” la sua forza.
Il vecchio maestro, divertito, lo afferrò, aspettandosi di proiettarlo facilmente. Ma Nguyễn Lộc, grazie alla sua profonda conoscenza della biomeccanica, applicò un principio di “Nhu” (morbidezza), cedendo alla forza e usando un sottile sbilanciamento per rimanere radicato. Il maestro, sorpreso, tentò di nuovo, e di nuovo Nguyễn Lộc neutralizzò la sua forza bruta.
Dopo diversi tentativi, il vecchio maestro si fermò e, invece di essere offeso, scoppiò a ridere. Aveva riconosciuto in quel giovane non un rivale, ma un genio. “Tu non hai bisogno di imparare da me”, disse, “ma io ho bisogno di capire cosa stai facendo”.
Questo aneddoto illustra il metodo di Nguyễn Lộc: egli non distrusse la tradizione, ma la assorbì, la analizzò scientificamente (Võ) e la elevò con un principio unificante (Đạo).
La Curiosità del Nome: Il Colpo di Genio del “Branding”
La scelta del nome VOVINAM è una delle più grandi “curiosità” e, al contempo, uno degli atti più geniali del Fondatore.
Nel Vietnam degli anni ’30, le arti marziali avevano nomi lunghi, poetici o legati a una famiglia: “Võ della scuola di Bình Định”, “Lotta della dinastia Lý”, “Pugno della Gru Bianca”, ecc. Erano nomi che suonavano antichi e, per la gioventù occidentalizzata, forse obsoleti.
Nguyễn Lộc capì che la sua “medicina” aveva bisogno di un nome moderno, facile da ricordare e potente.
Creò l’acronimo Vovinam da Võ Việt Nam. Fu una rivoluzione.
Era Internazionale: Suonava bene. Poteva stare accanto a “Judo” o “Boxe”.
Era Inclusivo: Non era “Võ di Nguyễn Lộc”. Era “Võ del Vietnam”. Apparteneva a tutti. Con questo nome, superò istantaneamente secoli di rivalità regionali tra le diverse scuole.
Era un Manifesto: In un’epoca in cui pronunciare “Việt Nam” con orgoglio era un atto politico, chiamare la propria arte in quel modo era una dichiarazione d’indipendenza culturale.
Questa scelta non fu un caso, ma un atto di marketing e di strategia politica ponderato. È una curiosità che rivela l’acume del Fondatore non solo come artista marziale, ma anche come leader sociale.
La Storia della Dimostrazione al Teatro dell’Opera (1939)
Questa non è una leggenda, ma un fatto storico che ha assunto proporzioni leggendarie. Immaginate la scena: Hanoi, 1939. Il Grande Teatro dell’Opera, il bastione della cultura coloniale francese. Il pubblico è composto da ufficiali francesi in alta uniforme, signore dell’alta società vietnamita vestite alla parigina e intellettuali scettici.
Il sipario si apre. Invece di un’opera o di un concerto, sul palco ci sono giovani vietnamiti in uniforme da allenamento (all’epoca ancora bianche). Il loro leader, Nguyễn Lộc, annuncia una dimostrazione della “nuova” arte marziale vietnamita.
Iniziano. Ma non sono le lente e mistiche movenze che il pubblico forse si aspettava. Sono esplosioni di energia. I praticanti mostrano pugni veloci, calci potenti, cadute acrobatiche. Poi, il culmine: le tecniche di Đòn Chân Tấn Công (le “forbici”).
Si narra che quando il primo allievo si librò in aria ed eseguì una forbice volante al collo di un compagno, proiettandolo a terra con un rumore sordo, un silenzio di stupore calò sul teatro. I francesi, abituati alla loro Savate e alla Boxe, non avevano mai visto nulla di simile. I vietnamiti presenti sentirono un’ondata di orgoglio.
Quella singola dimostrazione, in quel luogo simbolico, fu un trionfo. Non era più una pratica contadina da villaggio; era un’arte marziale degna di un palcoscenico mondiale. La leggenda del Vovinam era nata.
PARTE 2: LE LEGGENDE DEL PATRIARCA (CHƯỞNG MÔN LÊ SÁNG)
Se Nguyễn Lộc è il “Fondatore”, Lê Sáng è il “Costruttore”. La sua vita è una leggenda di lealtà, prigionia e resilienza.
L’Aneddoto dell’Allievo Fragile
La storia di come il Patriarca Lê Sáng iniziò il Vovinam è la perfetta parabola del “Nhu” (morbido) che cerca il “Cương” (duro). Nato nel 1920, il giovane Lê Sáng era l’opposto dello stereotipo del combattente. Era un intellettuale, un giovane studente colto ma di costituzione esile e salute cagionevole.
Fu sua madre, preoccupata per la sua fragilità, a spingerlo a cercare un’attività fisica. Aveva sentito parlare di questo nuovo, carismatico maestro di nome Nguyễn Lộc che insegnava un’arte marziale rivoluzionaria.
Nel 1940, Lê Sáng si presentò, timido e magro, alla porta del Fondatore. Nguyễn Lộc vide in lui non solo un corpo da irrobustire, ma una mente acuta e uno spirito determinato.
Lê Sáng si gettò nella pratica con una dedizione assoluta. Il Vovinam lo trasformò. Il corpo fragile divenne forte e agile (Thân), la mente acuta assorbì la strategia (Trí) e lo spirito si temprò (Tâm).
Questo aneddoto è fondamentale perché dimostra che il Vovinam non è (solo) per i forti. È per coloro che cercano di diventarlo. Lê Sáng divenne l’incarnazione vivente della “cura” di Nguyễn Lộc: l’allievo-paziente che non solo guarì, ma divenne il medico capo.
La Leggenda del Vovinam nella Mente: Gli Anni di Prigionia
Questa è forse la leggenda più potente e oscura del Vovinam moderno. Dopo la caduta di Saigon nel 1975, il Patriarca Lê Sáng, in quanto leader di un’arte che aveva addestrato l’esercito del Sud, fu arrestato e mandato nei campi di rieducazione.
Rimase prigioniero per 13 anni (fino al 1988).
Le storie di quel periodo sono terrificanti, ma sono diventate l’equivalente della “passione” per il Vovinam. Privato di tutto – della sua uniforme, dei suoi allievi, della sua libertà e quasi della sua vita – Lê Sáng fu messo di fronte alla prova definitiva. La sua arte, il suo Đạo, funzionava davvero quando tutto era perduto?
Si narra che, nelle lunghe notti nelle baracche sovraffollate, impossibilitato a muoversi o a praticare, il Patriarca facesse “Vovinam nella sua mente”. Ripeteva mentalmente ogni singola Quyền (forma), ogni Song Luyện (combattimento codificato), ogni tecnica di leva, visualizzando ogni muscolo, ogni respiro.
Non era solo un esercizio di memoria; era un atto di resistenza spirituale. Era il suo modo di mantenere la mente lucida (Trí) e lo spirito indomito (Tâm) mentre il corpo (Thân) veniva logorato dal lavoro forzato e dalla fame.
Si racconta anche che, a volte, insegnasse ai suoi compagni di prigionia i principi del Vovinam, non con i calci, ma con le parole, parlando di filosofia, di resilienza (Principio 8: “Volontà d’acciaio”) e di come applicare il “Nhu” (la cedevolezza) per sopravvivere alla brutalità (il “Cương”) delle guardie.
Quando fu rilasciato nel 1988, era un uomo anziano, fisicamente provato, ma la sua autorità era diventata assoluta. Non era più solo un maestro; era un sopravvissuto. Aveva dimostrato che il Vovinam non era qualcosa che si faceva, ma qualcosa che si era. La sua prigionia divenne la validazione vivente dell’intero sistema filosofico che lui stesso aveva codificato.
L’Aneddoto del “Bambù e la Quercia”
Il Patriarca Lê Sáng, specialmente dopo la prigionia, era noto per il suo stile di insegnamento filosofico, spesso usando metafore. Uno dei suoi aneddoti preferiti per spiegare il Cương-Nhu (Duro-Morbido) era quello del bambù e della quercia.
“Davanti alla tempesta”, raccontava ai suoi allievi, “la grande quercia (Cương), orgogliosa della sua forza, resiste al vento. Tende i suoi rami, non si piega. Ma quando il vento diventa troppo forte, la quercia si spezza e muore. È forte, ma fragile”.
“Il bambù (Nhu)”, continuava, “è sottile e apparentemente debole. Quando arriva la tempesta, esso non resiste. Si piega, si flette, tocca quasi terra. Cede alla forza del vento (Nhu). Ma quando la tempesta è passata, il bambù si rialza, intatto. Ha vinto, non opponendosi, ma adattandosi”.
“Il Vovinam”, concludeva, “non è la quercia. Non è il bambù. È l’intelligenza (Trí) di sapere quando essere quercia e quando essere bambù”.
Questo aneddoto, semplice ma profondo, è diventato un pilastro del pensiero Vovinam.
PARTE 3: CURIOSITÀ E SIMBOLISMO (I “PERCHÉ” DELL’ARTE)
Il Vovinam è pieno di scelte simboliche deliberate, ognuna delle quali racconta una storia.
Curiosità 1: Il “Perché” dell’Uniforme Blu (Võ Phục)
Questa è la curiosità più visibile. Perché il blu, quando quasi tutte le arti marziali asiatiche (Karate, Judo, Taekwondo) usano il bianco?
Come accennato nella storia del Fondatore, la scelta fu un atto di genio sociologico e filosofico.
Ragione Sociale (Uguaglianza): Il bianco è il colore della purezza, ma si sporca all’istante. Nel Vietnam coloniale, un’uniforme bianca (Võ Phục trắng) immacolata era un simbolo di status. Significava che potevi permetterti il sapone per lavarla ogni giorno, o che potevi permetterti più uniformi. Il Fondatore Nguyễn Lộc vedeva questo come un ostacolo. Voleva un’arte per tutti. Scelse il blu oceano (Lam Gió Biển) perché è un colore “da lavoro”. Maschera il sudore, la polvere, il sangue. Sul tatami (Võ Đài), il figlio del ricco banchiere e il figlio del povero contadino, entrambi vestiti di blu, erano indistinguibili. Erano solo Võ Sinh (praticanti), fratelli (Đồng Đạo). Era un’uniforme di uguaglianza (Principio 3).
Ragione Filosofica (Speranza): Il blu non è un colore di lutto o di guerra. È il colore del cielo (Trời) e del mare (Biển). Rappresenta la vastità e la speranza (Hy Vọng). Per la gioventù di un paese oppresso, indossare il blu era un atto di ottimismo. Simboleggiava che la conoscenza dell’arte marziale era vasta come l’oceano e che il futuro era aperto come il cielo.
Ragione Psicologica (Calma): Il blu è un colore “freddo”. In combattimento (Đấu), o sotto la pressione dell’allenamento, la mente tende a “scaldarsi” (rabbia, paura, panico). Il colore dell’uniforme funge da promemoria visivo costante per mantenere la calma (Bình Tĩnh), la mente lucida (Principio 9) e il cuore benevolo (Principio 10). È l’incarnazione visiva del “Nhu” (morbido, calmo) che avvolge il praticante.
Curiosità 2: L’Architettura del Saluto (Nghiêm Lễ)
Il saluto del Vovinam è unico. Non è un inchino (come in Giappone) né una serie di gesti complessi (come in alcuni stili di Kung Fu). È un singolo gesto, carico di significato.
La Mano d’Acciaio (Bàn tay thép): È la mano destra, tesa e forte. Le dita sono unite, a simboleggiare l’unità. È la mano che colpisce, che brandisce l’arma. Rappresenta la forza, il potere, la tecnica, il Võ. È il Cương (Duro).
Il Cuore di Bontà (Trái tim nhân ái): È il petto, lato sinistro. Simboleggia l’amore, la compassione, la moralità, la filosofia. È il Nhu (Morbido) nel suo senso più alto. Rappresenta il Đạo (la Via).
Il Gesto: L’atto di posare la “mano d’acciaio” sul “cuore di bontà” è un impegno. È una promessa visiva che il praticante fa a sé stesso, ai suoi compagni e al suo maestro. Significa: “La mia forza (Võ) sarà sempre guidata dalla mia moralità (Đạo)”. È la sintesi del Principio 5: “Usare l’arte solo per giusta difesa”.
L’assenza di un inchino profondo è anch’essa significativa. Pur essendoci un profondo rispetto per la gerarchia (Principio 3), il saluto tra praticanti è più fraterno che servile. È un riconoscimento reciproco di un impegno condiviso.
Curiosità 3: La Mappa dei Colori delle Cinture (Hệ thống đai)
Il sistema di cinture, codificato dal Patriarca Lê Sáng, è una storia in sé, un viaggio filosofico:
Blu Chiaro (Tự Vệ): La cintura del principiante è dello stesso colore dell’uniforme. L’allievo è come una goccia d’acqua che entra nell’oceano (l’uniforme). È l’inizio, il livello dell’autodifesa (Tự Vệ), l’apprendimento della speranza.
Blu Scuro (Lam Đai): Con i gradi (Vạch) gialli, l’allievo ha iniziato ad assorbire la conoscenza. Sta scendendo più in profondità nell’oceano blu.
Giallo (Hoàng Đai): Questo è il livello chiave, l’equivalente della cintura nera. Perché giallo? Nella filosofia asiatica, il giallo (Hoàng) è il colore del centro, della Terra (Thổ). È il colore dell’Imperatore. Dopo anni di pratica, il praticante non è più una goccia d’acqua fluttuante; è diventato terra solida. Ha costruito le fondamenta. È stabile, radicato. Ora può iniziare a costruire.
Rosso (Hồng Đai): Il livello dei Maestri (Võ Sư). Il rosso è il colore del sangue (Huyết) e del fuoco (Hỏa). La simbologia è potente. Il Maestro ha raggiunto un livello tale che il suo sangue è “rosso” di Vovinam. Ma soprattutto, ora ha il dovere di “sanguinare” la sua conoscenza per la nuova generazione. È il fuoco della passione che deve trasmettere. I gradi sulla cintura rossa (da 1 a 6) sono bianchi (purezza).
Bianco (Bạch Đai): La cintura del Patriarca. Il bianco è il colore della purezza (Tinh Khiết), della neve sulla vetta della montagna. Nella fisica della luce, il bianco è la sintesi di tutti i colori. Il Patriarca ha interiorizzato il blu (speranza), il giallo (terra) e il rosso (passione) e li ha fusi in un’unica essenza pura. È il ritorno all’origine, il simbolo dell’illuminazione e della padronanza assoluta.
Il viaggio delle cinture non è quindi una “scalata”, ma un percorso di trasformazione alchemica: dall’Acqua (Blu) alla Terra (Giallo), al Fuoco (Rosso), fino all’Etere/Spirito (Bianco).
PARTE 4: STORIE DI SOPRAVVIVENZA E RINASCITA
Questi sono gli aneddoti che definiscono il Vovinam post-1975, le leggende della sua seconda vita.
La Leggenda dei “Maestri Clandestini”
Questa è la storia eroica dei maestri che rimasero in Vietnam dopo il 1975, quando l’arte fu bandita. Il più famoso tra loro è il compianto Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu.
Mentre il Patriarca Lê Sáng era in prigione, l’arte sarebbe dovuta morire. Ma maestri come Nguyễn Văn Chiếu presero una decisione che mise a rischio la loro stessa vita: continuarono a insegnare.
Si narra che le lezioni avvenissero in condizioni di segretezza assoluta:
Nei Parchi all’Alba: Si incontravano alle 4 del mattino in parchi isolati di Ho Chi Minh City (ex Saigon). Si allenavano nel buio, senza uniformi, spesso indossando normali tute da ginnastica. Al primo segno di una pattuglia di polizia (Công An), si disperdevano o fingevano di fare ginnastica mattutina.
Nei Salotti: Un maestro riuniva 3 o 4 allievi fidati nel suo piccolo appartamento. Spostavano i mobili e praticavano le tecniche di base, le leve e le forme a bassa intensità, per non fare rumore e non attirare l’attenzione dei vicini o degli informatori.
Senza Colpire: Per allenare il combattimento senza fare rumore, si narra che praticassero lo sparring “a un pollice di distanza”, fermando i colpi appena prima del contatto, allenando il tempismo e la precisione in un silenzio assoluto.
Questi maestri non erano solo insegnanti; erano “biblioteche viventi”. Se fossero stati arrestati, se avessero smesso, il programma tecnico codificato da Lê Sáng sarebbe andato perduto in Vietnam. Il loro atto di resistenza silenziosa (Nhu) ha mantenuto viva la fiamma (il fuoco rosso del Hồng Đai) sotto la cenere (il regime oppressivo).
L’Aneddoto della “Diplomazia del Võ Phục”
La rinascita ufficiale del Vovinam in Vietnam negli anni ’80 non avvenne per caso. Fu un capolavoro di diplomazia (Nhu), guidato sempre da maestri come Nguyễn Văn Chiếu.
Dopo anni di insegnamento clandestino, con la nuova politica di apertura (Đổi Mới), i maestri iniziarono a chiedere il permesso di riaprire le scuole. Le autorità comuniste erano estremamente diffidenti. Per loro, il Vovinam era “l’arte marziale dei fantocci”, l’arte dell’esercito del Sud.
La storia racconta che Nguyễn Văn Chiếu e altri maestri cambiarono strategia. Invece di parlare di “combattimento” o “autodifesa”, iniziarono a presentare il Vovinam come “Võ Dân Tộc” (Arte Marziale del Popolo/Nazionale) e come una forma di “ginnastica per la salute” (Dưỡng Sinh).
Organizzarono piccole dimostrazioni per i funzionari locali. Ma invece di mostrare le tecniche di combattimento più brutali, si concentrarono su:
Le Quyền eseguite in gruppo, mostrando disciplina e armonia.
Le tecniche acrobatiche e le forbici, presentate come ginnastica spettacolare.
Le applicazioni di difesa personale, mostrate come un servizio sociale per proteggere i cittadini dal crimine.
Convinsero le autorità che un giovane che praticava Vovinam era un giovane sano, disciplinato, lontano dalla criminalità e dall’alienazione. Riuscirono a “ri-brandizzare” il Vovinam da minaccia reazionaria a patrimonio nazionale. Fu una vittoria totale del “Nhu” (intelligenza, diplomazia) sul “Cương” (l’ideologia rigida).
La Leggenda dei “Maestri della Diaspora” (Boat People)
Parallelamente alla sopravvivenza clandestina in Vietnam, c’era la sopravvivenza in esilio. Questa è la storia dei “Boat People”.
Decine di maestri e migliaia di praticanti fuggirono dal Vietnam su barche sovraccariche, rischiando la vita nell’oceano. Molti arrivarono in Francia, Germania, Italia, USA, Australia, portando con sé solo i vestiti che indossavano e, nella loro mente, il Vovinam.
La leggenda più comune tra le scuole della diaspora è quella del “primo Võ Đường” nel campo profughi. Si racconta di maestri che, appena arrivati nei campi di accoglienza in Europa, traumatizzati e senza nulla, radunavano i giovani rifugiati e iniziavano a insegnare Vovinam sulla nuda terra.
Perché? Perché il Vovinam divenne l’unica cosa che ricordava loro “casa”. Era l’ancora della loro identità. Insegnare Vovinam ai loro figli, nati in Francia o in Italia, divenne un modo disperato e bellissimo di trasmettere la lingua vietnamita (i nomi delle tecniche), la filosofia (i 10 Principi) e la cultura di una patria che forse non avrebbero mai più rivisto.
In Europa, i primi Võ Đường non erano palestre; erano centri comunitari, luoghi dove i rifugiati si ritrovavano, mangiavano insieme e ricostruivano la loro vita. L’uniforme blu divenne, ancora una volta, un simbolo di unità e speranza.
Figure come il Gran Maestro Trần Huy Phong in Francia (come esplorato nel punto 5) divennero i “patriarchi in esilio”, i custodi della tradizione, mantenendo i contatti con il Patriarca Lê Sáng imprigionato attraverso canali indiretti e assicurando che il Vovinam all’estero rimanesse fedele alla visione originale.
PARTE 5: MITI E CURIOSITÀ DELLE TECNICHE
Le tecniche stesse del Vovinam sono circondate da storie che ne spiegano l’origine e la filosofia.
La Leggenda delle Forbici (Đòn Chân Tấn Công)
Le 21 tecniche di forbice sono l’emblema del Vovinam. Come sono nate?
Il Mito (La Cavalleria Mongola): Una leggenda popolare, forse romanticizzata, fa risalire l’origine delle forbici al XIII secolo, quando il Vietnam sconfisse le orde mongole di Kublai Khan. Si narra che i soldati vietnamiti, piccoli di statura, svilupparono queste tecniche acrobatiche per disarcionare i temibili guerrieri mongoli dai loro cavalli, saltando per afferrare il loro collo o il loro corpo.
La Realtà (Pragmatismo Cương-Nhu): Sebbene il mito della cavalleria sia affascinante, la realtà è più pragmatica e altrettanto brillante. Il popolo vietnamita si è sempre trovato a combattere invasori fisicamente più grandi (cinesi, mongoli, francesi). Affrontare la loro forza (Cương) con la forza (Cương) era una strategia perdente. Le forbici sono la risposta “Nhu” (morbida, agile) a un problema “Cương” (forza bruta). Invece di bloccare un pugno potente, il praticante di Vovinam usa la sua agilità (Nhu), la sua velocità e il suo peso corporeo (Cương) in modo intelligente. Sfrutta il tempismo per saltare *sull’*avversario, usando le gambe (i muscoli più forti del corpo) per attaccare i punti più deboli (collo, ginocchia). Una forbice è l’esempio perfetto di un praticante più piccolo che usa la strategia (Trí) e l’agilità (Nhu) per sconfiggere la pura massa (Cương).
La Curiosità dell’Assenza di “Stili Animali”
Molti stili di Kung Fu cinesi si basano sull’imitazione di animali (Tigre, Gru, Scimmia, Serpente). Il Vovinam, pur avendo forme che ne contengono i nomi (es. Long Hổ Quyền – Forma del Drago e della Tigre), non è uno “stile animale”.
Perché? La curiosità sta nella sua natura di sintesi. Il Fondatore Nguyễn Lộc non era interessato a far sì che i suoi allievi imitassero una tigre. Era interessato a far sì che capissero il principio della forza della tigre (Cương) e il principio dell’agilità della gru (Nhu).
Il Vovinam è un’arte marziale antropocentrica, cioè focalizzata sull’essere umano. Non si basa sulla mistica animale, ma sulla scienza del corpo umano: biomeccanica, leve, punti di pressione, equilibrio. Le forme come “Drago e Tigre” usano questi animali come simboli poetici per descrivere i principi (il Drago rappresenta la flessibilità e lo spirito, la Tigre la forza e la potenza), ma le tecniche rimangono basate sull’efficienza umana.
La Storia del Ventaglio (Quạt) e delle Armi “Nascoste”
Il Vovinam ha un vasto arsenale di armi (Vũ Khí). Ma mentre la spada (Kiếm) e il bastone (Côn) sono comuni a molte arti, il Vovinam dà importanza ad armi insolite, come il ventaglio (Quạt).
Perché un ventaglio? Questa non è un’arma da campo di battaglia; è un’arma da “studioso” o da “cortigiano”. La storia dietro a queste armi è quella della difesa in un contesto di oppressione. Per secoli, specialmente sotto la dominazione cinese, ai vietnamiti era spesso proibito portare armi evidenti come spade o lance.
L’aristocrazia e gli studiosi (che erano spesso anche marzialisti) dovevano sviluppare metodi di difesa usando oggetti quotidiani.
Il Ventaglio: Apparentemente innocuo, usato per rinfrescarsi. Ma nelle mani di un maestro, i suoi bordi (spesso rinforzati in metallo) diventano lame per tagliare i punti di pressione, e il suo movimento rapido (Nhu) può essere usato per parare, distrarre o colpire (Cương).
Il Bastone Corto (Đoản Côn): Non un bastone da guerra, ma un “bastone da passeggio” o un flauto.
L’uso di queste armi nel Vovinam è un aneddoto vivente della storia vietnamita: un’arte marziale sviluppata da un popolo che doveva essere più intelligente (Nhu) del proprio oppressore (Cương), trasformando l’innocuo in letale.
In conclusione, le leggende, le storie e le curiosità del Vovinam non sono semplici note a piè di pagina. Sono la documentazione orale e simbolica della sua filosofia. Raccontano la storia di un’arte nata dalla sofferenza ma dedicata alla speranza, forgiata nella prigionia ma destinata alla libertà, e radicata in Vietnam ma offerta all’umanità.
TECNICHE DI QUEST'ARTE
Il Vovinam Việt Võ Đạo è un’arte marziale di sintesi, e il suo repertorio tecnico (Kỹ Thuật) è, di conseguenza, uno dei più vasti e completi nel panorama mondiale delle arti marziali. L’intero sistema tecnico, chiamato Chương Trình, non è una raccolta casuale di colpi e prese, ma un programma pedagogico scientifico progettato per formare l’individuo in modo completo.
Le tecniche sono la manifestazione fisica della filosofia Cương Nhu Tương Phối (Armoniosa Combinazione di Duro e Morbido), che costituisce l’anima dell’arte (come esplorato nel punto 2). Ogni movimento, da un pugno diretto (Cương) a una leva articolare (Nhu), è un’applicazione di questo principio.
L’arsenale tecnico del Vovinam è il risultato della monumentale opera di sintesi del Fondatore Nguyễn Lộc e della successiva codificazione del Patriarca Lê Sáng. Esso fonde tre fonti principali:
Le arti marziali tradizionali vietnamite (Võ Cổ Truyền), da cui derivano molte tecniche di percussione (pugni, calci) e l’uso delle armi.
La lotta tradizionale vietnamita (Vật Cổ Truyền), che costituisce il cuore del combattimento corpo a corpo, delle proiezioni e degli sbilanciamenti.
Influenze “esterne” (arti cinesi, giapponesi e occidentali) analizzate, adattate e integrate in modo pragmatico per la loro efficacia.
Questo capitolo analizza in profondità l’enciclopedia del movimento che è il Vovinam, suddividendola nelle sue componenti fondamentali, dalle basi alle applicazioni più spettacolari.
PARTE 1: I FONDAMENTI (KỸ THUẬT CĂN BẢN) – LE LETTERE DELL’ALFABETO
Nessuna tecnica avanzata può esistere senza una padronanza assoluta delle basi. Il Căn Bản è il fondamento (la “Terra”, come la cintura Gialla) su cui poggia l’intero edificio. Questi movimenti vengono praticati e perfezionati a ogni lezione, indipendentemente dal grado.
Le Posizioni (Các Thế Tấn)
Prima di muoversi, colpire o difendersi, un praticante (Võ Sinh) deve imparare a stare in piedi. Le posizioni nel Vovinam non sono statiche o puramente cerimoniali; sono la gestione dinamica dell’equilibrio e il motore per generare potenza (Cương) o agilità (Nhu).
Nghiêm Lễ (Posizione del Saluto): Talloni uniti, punte dei piedi divaricate. È la posizione di partenza e di chiusura, simbolo di rispetto e concentrazione.
Lập Tấn (Posizione di Attesa/Naturale): Piedi alla larghezza delle spalle. È la posizione neutra, di ascolto.
Trung Bình Tấn (Posizione del Cavaliere): È la posizione fondamentale del Cương (Duro). Gambe divaricate al doppio delle spalle, ginocchia piegate come seduti su un cavallo, schiena dritta. Questa posizione è la “radice” del praticante; allena la stabilità, la forza delle gambe e dell’addome. È la base da cui si sferrano i pugni più potenti.
Đinh Tấn (Posizione dell’Arciere): Gamba anteriore piegata, gamba posteriore tesa. Il 70% del peso è sulla gamba anteriore. È la posizione primaria di attacco, usata per proiettare la forza (pugni, calci) in avanti.
Hổ Tấn (Posizione della Tigre): Spesso confusa con la precedente, ma il peso è quasi tutto (90%) sulla gamba posteriore, che è piegata. La gamba anteriore poggia solo sulla punta del piede. È una posizione Nhu (Morbida) e reattiva, pronta a scattare, a calciare con la gamba anteriore o a evadere all’indietro.
Chảo Mã Tấn (Posizione del Gatto/Falsa): Simile alla Hổ Tấn, ma il corpo è più raccolto. È usata per finte, spostamenti rapidi e per proteggere l’inguine.
Xà Tấn (Posizione del Serpente): Una posizione molto bassa, quasi a terra, usata per schivare attacchi alti o per attaccare le gambe.
Le Tecniche di Percussione (Pugni, Colpi, Gomiti, Ginocchia)
Il Vovinam possiede un arsenale di colpi (Đòn) che copre ogni distanza.
I Pugni (Thôi):
Thôi Thẳng (Pugno Diretto): È il pugno base. A differenza della boxe, spesso parte dall’anca o dalla guardia (Thế Thủ) ed è accompagnato da una potente rotazione delle anche (Xoay Hông). Non è solo un colpo di braccio, ma di tutto il corpo. Il pugno colpisce con le prime due nocche, in linea retta.
Thôi Móc (Gancio): Un pugno circolare (Cương) devastante a corta distanza.
Thôi Lao (Pugno “Gettato” o “Lanciato”): Simile al diretto, ma sferrato da una distanza maggiore, spesso in salto o in affondo, con un’intenzione di penetrazione totale.
Thôi Móc Ngược (Uppercut / Montante): Colpo dal basso verso l’alto, mirato al mento o al plesso solare.
I Colpi a Mano Aperta (Chém): Il Vovinam dà enorme importanza ai colpi portati con il taglio della mano (Cạnh Tay). Questo perché il taglio della mano è più versatile del pugno: può colpire (Cương) ma anche deviare, afferrare o colpire punti di pressione (Nhu).
Chém Cạnh Tay (Colpo con il Taglio della Mano): È la “Mano d’Acciaio” del saluto. Può essere sferrato in orizzontale (come un gancio), in verticale (dall’alto in basso, Chém Bổ) o in diagonale (Chém Xéo). È una delle tecniche più usate nelle Quyền (Forme) e nelle autodifese.
Chém Ức Tay (Colpo con la Base del Palmo): Un colpo Cương molto potente, usato per colpire il naso, il mento o lo sterno.
Đâm Xỉa (Colpo con le Dita): Un colpo Nhu mirato a punti vitali morbidi (gola, occhi).
I Colpi di Gomito (Chỏ): Rappresentano il combattimento a distanza ravvicinatissima (clinch). Sono tra le tecniche Cương più potenti del Vovinam.
Chỏ Tạt (Gomitata Circolare): Sferrata orizzontalmente, parallela al terreno.
Chỏ Thúc (Gomitata Ascendente): Potente colpo dal basso, spesso dopo aver afferrato la nuca dell’avversario.
Chỏ Phá (Gomitata Discendente): Un colpo “spacca-difesa” dall’alto verso il basso, spesso usato per rompere una presa o colpire la clavicola.
Chỏ Hậu (Gomitata Indietro): Tecnica di autodifesa per colpire un aggressore da dietro.
I Colpi di Ginocchio (Gối): Fondamentali nel corpo a corpo, spesso usati in combinazione con prese al collo o alle spalle.
Gối Thẳng (Ginocchiata Diretta/Frontale): Colpisce l’addome, il plesso o il viso (se l’avversario è piegato).
Gối Tạt (Ginocchiata Circolare): Colpisce i fianchi, le costole o le cosce (come un low-kick corto).
Gối Nhảy (Ginocchiata Saltata): Tecnica Cương altamente spettacolare e potente, usata per colpire al viso.
Le Tecniche di Gamba (Đòn Chân)
Le gambe nel Vovinam sono usate per la stabilità (Tấn), ma soprattutto come armi primarie. Il repertorio di calci (Đá) è vasto e combina potenza e flessibilità.
Đá Thẳng (Calcio Frontale): Colpisce con il tallone (Gót) o l’avampiede (Bàn Chân). È un calcio di spinta (Cương) per fermare un avversario o colpire l’addome.
Đá Cạnh (Calcio Laterale): Colpisce con il taglio del piede. Richiede un’ampia rotazione dell’anca e del piede d’appoggio. È un calcio potente e penetrante.
Đá Tạt (Calcio Circolare): È il “roundhouse kick”. Nel Vovinam, viene spesso eseguito in modo diverso dal Muay Thai. L’enfasi è sulla velocità (Nhu) e sullo “schiocco” finale (Cương). La gamba viene “armata” (ginocchio piegato) e poi estesa rapidamente.
Đá Bổ (Calcio Discendente / ad “Ascia”): La gamba sale tesa (Nhu) e poi si abbatte con forza (Cương) usando il tallone, per rompere la guardia o colpire la clavicola.
Đá Hậu (Calcio Indietro): Un calcio a sorpresa, sferrato direttamente all’indietro, colpendo con il tallone.
Đá Quay (Calcio Girato): Include il calcio circolare girato e il calcio all’indietro girato, tecniche potenti ma che richiedono grande tempismo (Trí).
Le Tecniche di Difesa (Đỡ)
Per ogni attacco (Tấn Công), esiste una difesa (Thủ). Le parate (Đỡ) nel Vovinam incarnano perfettamente il Cương-Nhu.
Parate Dure (Đỡ Cứng – Cương): Sono blocchi che oppongono forza a forza. Usano l’avambraccio, la tibia o il taglio della mano per “spezzare” l’attacco dell’avversario. Esempi: Đỡ Thấp (Parata Bassa), Đỡ Cao (Parata Alta), Đỡ Trung (Parata Media).
Parate Morbide (Đỡ Mềm – Nhu): Sono deviazioni. Invece di bloccare, queste parate accompagnano la forza dell’avversario, reindirizzandola e sbilanciandolo. Si usano spesso i palmi o il taglio delle mani (Đỡ Gạt). Questa è una tecnica Nhu superiore, perché non spreca energia e prepara un contrattacco (Phản Đòn).
PARTE 2: L’ARTE DI MUOVERSI E CADERE (KỸ THUẬT DI CHUYỂN & NGÃ)
Il Vovinam è un’arte di movimento. Il combattimento non è statico. Gli spostamenti e le cadute sono importanti quanto i colpi.
Spostamenti (Di Chuyển)
Oltre alle posizioni, il praticante impara a muoversi in modo fluido e reattivo.
Lướt (Scivolamenti): Spostamenti rapidi mantenendo la posizione (es. Đinh Tấn) per aggiustare la distanza.
Nhảy (Salti): Usati per coprire lunghe distanze, per schivare o per sferrare attacchi (es. Gối Nhảy).
Lăn (Rotolamenti) e Trườn (Strisciamenti): Tecniche ereditate dal combattimento militare (Võ Cổ Truyền) per muoversi a terra, schivare attacchi e rialzarsi in modo sicuro.
Le Tecniche di Caduta (Kỹ Thuật Ngã)
In un’arte che fa un uso così massiccio di proiezioni (Vật) e forbici (Đòn Chân), saper cadere non è un accessorio: è la prima tecnica di sopravvivenza. È l’applicazione più pura del Nhu: cedere all’inevitabile (la caduta) per preservare il corpo (Thân).
Ngã Ngửa (Caduta all’Indietro): Si impara a raggomitolarsi (mento al petto), curvare la schiena e battere potentemente le braccia (Đập Tay) sul tatami un istante prima dell’impatto. La battuta serve a dissipare l’energia cinetica, proteggendo la colonna vertebrale e la testa.
Ngã Nghiêng (Caduta Laterale): Usata nelle proiezioni laterali. Si cade sul fianco, battendo con un braccio.
Ngã Bụng (Caduta Frontale): Si cade in avanti, battendo con entrambi gli avambracci e le mani, tenendo la testa girata di lato per proteggere il viso.
Nhào Lộn (Capriole/Acrobazie):
Lộn Tiền (Capriola in Avanti): Per attutire una spinta o una caduta in avanti.
Lộn Hậu (Capriola all’Indietro): Per allontanarsi rapidamente.
Nhảy Lộn (Salto Mortale): Tecniche acrobatiche avanzate, spesso usate nelle dimostrazioni, che mostrano la padronanza del corpo.
PARTE 3: L’AUTODIFESA PRAGMATICA (KỸ THUẬT TỰ VỆ)
Questa è l’applicazione pratica delle tecniche di base. Il Vovinam è nato come sistema di autodifesa (Tự Vệ) e questo rimane il suo nucleo. Le tecniche di autodifesa sono una combinazione di Nhu (svincolarsi, deviare, controllare) e Cương (colpire, rompere, proiettare).
Le Tecniche di Svincolo (Thoát Gỡ)
Sono la prima risposta a un’aggressione fisica. Il principio è sempre Nhu: non opporre forza alla presa, ma usare l’intelligenza (Trí) e la biomeccanica.
Thoát Gỡ Tay (Svincolo da Prese ai Polsi): Contro prese a una mano, a due mani, incrociate. Il principio è ruotare il proprio polso verso il “punto debole” della presa avversaria (il pollice), spesso usando un movimento del corpo (passo, rotazione) per amplificare la forza.
Thoát Gỡ Thân (Svincolo da Prese al Corpo): Contro abbracci da davanti o da dietro (cinture dell’orso). Le tecniche prevedono la creazione di spazio (es. colpo di gomito, testata), l’abbassamento del baricentro (Trung Bình Tấn) e l’attacco a punti vulnerabili (genitali, occhi) prima di applicare una leva o una proiezione.
Thoát Gỡ Cổ (Svincolo da Strangolamenti): Tecniche per liberarsi da prese al collo frontali, laterali o da dietro. La priorità assoluta è creare spazio per respirare (es. girando il mento) e poi contrattaccare.
Le Leve Articolari (Khóa)
Le leve sono l’essenza del Nhu che controlla il Cương. Il Vovinam possiede un vasto repertorio di leve (Khóa) e rotture (Bẻ) che mirano a tutte le articolazioni principali: dita, polso, gomito, spalla, caviglia, ginocchio.
A differenza di arti come l’Aikido, le leve del Vovinam sono spesso dirette, pragmatiche e dolorose fin dall’inizio. L’obiettivo è la sottomissione rapida.
Principio di Applicazione: Una leva non si applica con la forza muscolare, ma con il corretto posizionamento del corpo e l’uso del proprio peso. Si porta l’articolazione dell’avversario oltre il suo normale raggio di movimento.
Tre Livelli di Controllo: Le leve vengono insegnate per essere applicate in tre contesti:
Khóa Đứng (Controllo in Piedi): L’avversario viene controllato e immobilizzato rimanendo in piedi (es. leva al polso e al gomito).
Khóa Gối (Controllo in Ginocchio): L’avversario viene portato a terra, ma l’esecutore rimane in ginocchio per controllarlo.
Khóa Nằm (Controllo a Terra): Entrambi finiscono a terra, dove la leva viene finalizzata (simile al Ju-Jitsu).
Difesa da Armi (Tự Vệ Vũ Khí)
Il programma di autodifesa include anche la gestione delle minacce armate. Queste tecniche sono considerate avanzate perché il margine di errore è minimo.
Tự Vệ Chống Dao (Difesa da Coltello): Il principio chiave è il Nhu: non bloccare mai la lama (Cương vs Cương), ma controllare il braccio armato. Le tecniche si basano su:
Schivata/Spostamento: Uscire dalla linea d’attacco (fendente o stoccata).
Controllo: Afferrare il polso o l’avambraccio armato (spesso con due mani).
Neutralizzazione: Applicare una leva (Khóa) per disarmare, una rottura (Bẻ) o una proiezione (Vật) seguita da un colpo (Cương).
Tự Vệ Chống Gậy (Difesa da Bastone): Contro un bastone, la distanza è cruciale. Le tecniche si dividono in due strategie:
Fuori Distanza (Nhu): Schivare l’attacco.
Dentro la Distanza (Cương): Entrare dentro il raggio d’azione del bastone, “soffocando” l’attacco, per poi applicare leve o proiezioni.
PARTE 4: L’EREDITÀ DELLA LOTTA (KỸ THUẬT VẬT CỔ TRUYỀN)
Questa è una delle caratteristiche che rende il Vovinam unico. È la fusione del Võ (percussioni) e del Vật (lotta). Il Vovinam non è né un’arte di solo striking, né una di solo grappling: è entrambe. Il repertorio di proiezioni è vasto e deriva direttamente dalla lotta tradizionale vietnamita.
Principi del Vật
Il principio fondamentale del Vật è Làm Mất Thăng Bằng (Far perdere l’equilibrio). Una proiezione non si fa “sollevando” un avversario (Cương), ma “sbilanciandolo” (Nhu) e poi usando la tecnica (Cương) per farlo cadere. Lo sbilanciamento si ottiene tirando (Kéo), spingendo (Đẩy) o usando le gambe.
Classificazione delle Proiezioni (Đòn Vật)
Il Vovinam classifica le sue proiezioni in base alla parte del corpo che agisce come motore principale.
Proiezioni d’Anca (Vật Bằng Hông): Simili all’O Goshi o Harai Goshi del Judo. Il praticante ruota, inserendo la propria anca sotto il baricentro dell’avversario per “caricarlo” e proiettarlo.
Proiezioni di Braccia/Spalle (Vật Bằng Vai): Simili al Seoi Nage. Il praticante usa una presa sulle braccia o sul bavero per tirare l’avversario e caricarlo sulla propria schiena/spalla, facendolo ruotare.
Proiezioni di Gamba (Vật Bằng Chân):
Spazzate (Quét): Tecniche Nhu per eccellenza. Si usa il piede per “spazzare” via il punto d’appoggio dell’avversario (caviglia, ginocchio) mentre lo si sbilancia con le braccia.
Agganci (Móc): Simili all’O Uchi Gari o Ko Uchi Gari. Si aggancia la gamba dell’avversario dall’interno o dall’esterno per farlo cadere.
Proiezioni con “Sacrificio” (Vật Tự Ngã): Tecniche in cui il praticante “sacrifica” il proprio equilibrio (cadendo volontariamente) per proiettare l’avversario. Sono tecniche Nhu molto avanzate (es. Tomoe Nage, la “proiezione circolare”).
La Transizione (Chuyển Giao)
Ciò che rende il Vật del Vovinam unico è la sua integrazione con lo striking. L’allenamento non si concentra solo sulla proiezione “pulita”, ma sulla transizione: come passare da una raffica di pugni (Cương) a un clinch, e da lì a una proiezione (Vật), per poi finire a terra (Địa Chiến) con una leva (Khóa).
Combattimento a Terra (Địa Chiến)
Il combattimento a terra nel Vovinam non è sviluppato quanto nel Brazilian Jiu-Jitsu, perché la filosofia del Vovinam è l’autodifesa (spesso contro più avversari), e rimanere a terra è considerato pericoloso. Tuttavia, un programma di base esiste ed è focalizzato su due obiettivi:
Rialzarsi (Thoát Ly): Come tornare in piedi nel modo più rapido e sicuro possibile.
Finalizzare (Kết Liễu): Se l’avversario è a terra, si applicano tecniche di controllo (Kìm Kẹp), colpi (pugni, ginocchia) o leve articolari e strangolamenti (Siết Cổ) per terminare rapidamente il conflitto.
PARTE 5: L’EMBLEMA: LE FORBICI (ĐÒN CHÂN TẤN CÔNG)
Queste sono le tecniche che definiscono il Vovinam agli occhi del mondo. Le Đòn Chân Tấn Công (Tecniche di Gamba d’Attacco), note come “Forbici” (in francese: Ciseaux), sono l’apice della sintesi Vovinam.
Sono l’incarnazione della filosofia: un praticante più piccolo e agile (Nhu) può sconfiggere un avversario più grande e forte (Cương) usando l’intelligenza (Trí), il tempismo e la tecnica acrobatica (Thân).
Contrariamente alla credenza popolare, non sono solo acrobazie da esibizione (sebbene siano spettacolari), ma tecniche di combattimento codificate, nate dalla necessità storica del popolo vietnamita di affrontare invasori fisicamente più imponenti.
Il programma ufficiale ne codifica 21 (ventuno).
Classificazione delle Forbici
Le forbici possono essere raggruppate per bersaglio e metodo di esecuzione.
1. Forbici Basse (Attacco alle Gambe): L’obiettivo è lo sbilanciamento e la proiezione.
Đá Quét (Calcio Spazzato): Il praticante si lancia a terra e usa una gamba tesa per spazzare le caviglie dell’avversario.
Forbice Volante alle Ginocchia: Il praticante salta e “aggancia” le ginocchia o le cosce dell’avversario con le gambe, usando il proprio peso corporeo per farlo cadere all’indietro.
Kẹp Chân (Presa alle Gambe): Spesso eseguita da terra. Se l’avversario è in piedi, il praticante a terra usa le gambe per “annodare” e controllare le gambe dell’avversario, facendolo cadere.
2. Forbici al Corpo (Kẹp Mình): Meno comuni ma usate per il controllo. Il praticante salta e avvolge il tronco dell’avversario con le gambe, per poi proiettarlo all’indietro o applicare una leva.
3. Forbici al Collo (Kẹp Cổ): Sono le più famose, le più spettacolari e le più pericolose. L’obiettivo è usare le gambe per afferrare il collo e la testa dell’avversario per proiettarlo a terra con violenza.
Analisi di una Forbice al Collo (Esempio: Đòn Chân Tấn Công Số 4)
Questa è la classica “forbice volante” che tutti associano al Vovinam.
Il Contesto (Trí): Non si lancia mai a freddo. Si usa quando l’avversario è statico, ha una postura alta, o (più comunemente) sta caricando in avanti (Cương). Il praticante usa lo slancio dell’avversario contro di lui.
La Rincorsa (Nhu): Il praticante prende una breve rincorsa (1-2 passi) per generare velocità.
Il Salto (Thân): Il salto è cruciale. Il praticante si lancia verso l’alto e in avanti, portando il ginocchio della gamba “d’attacco” (es. la destra) verso la spalla dell’avversario.
L’Aggancio (Nhu): La gamba destra non colpisce, ma si “aggancia” morbidamente dietro il collo dell’avversario.
La Torsione (Cương): L’altra gamba (la sinistra) non è passiva. Viene lanciata con forza contro il petto o il viso dell’avversario.
La Proiezione (Cương-Nhu): L’atto finale è una torsione esplosiva di tutto il corpo (del praticante). Agganciando il collo (Nhu) e colpendo il petto (Cương), il praticante ruota il proprio corpo (come una vite), usando il proprio peso e lo slancio dell’avversario per proiettarlo violentemente a terra, spesso sulla schiena o sulla testa.
Altre Forbici al Collo Notevoli:
Forbice in Contro-Attacco (vs Pugno): L’avversario lancia un pugno (es. destro). Il praticante schiva (Nhu), afferra il braccio e lo usa come “ancora” per lanciarsi nella forbice al collo.
Forbice da Seduto (Kẹp Cổ Ngồi): Se il praticante è caduto a terra e l’avversario è in piedi sopra di lui, usa le gambe dal basso per afferrare il collo e ribaltare la situazione.
Forbice “all’Indietro”: Una tecnica acrobatica in cui il praticante corre, salta oltre l’avversario (o su un muro) e applica la forbice girandosi in aria.
La Pedagogia delle Forbici
Data la loro pericolosità, le forbici vengono insegnate con una progressione estremamente cauta e scientifica.
Potenziamento (Thân): L’allievo deve prima sviluppare una forza immensa nel “core” (addominali) e una grande flessibilità (anca, bicipiti femorali).
Studio delle Cadute (Ngã): Nessuno prova una forbice senza prima essere un maestro nelle cadute.
Tecnica a Vuoto: Si prova il movimento a terra, poi su sacchi bassi, poi su sacchi alti.
Con il Partner (Statico): Si prova su un compagno fermo, con l’aiuto di un istruttore, a velocità minima, concentrandosi sull’aggancio e non sulla proiezione.
Con il Partner (Dinamico): Solo dopo anni, si prova in un contesto dinamico e controllato, spesso su materassi da caduta (Nệm).
PARTE 6: LE TECNICHE DI CONTRATTACCO (KỸ THUẬT PHẢN ĐÒN)
Il Vovinam non è un’arte di attesa, ma è estremamente forte nel contrattacco. Il Phản Đòn (Contrattacco) è un concetto che lega tutte le tecniche. L’allenamento insegna a non pensare in termini di “parata” e “attacco” come due momenti separati, ma come un unico movimento fluido.
Il Vovinam classifica la difesa in tre livelli di abilità:
Livello 1 (Cương): Parata e Contrattacco (Đỡ – Phản) Il praticante blocca (Đỡ Cứng) l’attacco avversario (es. un pugno) e, in un secondo tempo, lancia il proprio colpo. È la difesa più semplice ma più lenta.
Livello 2 (Nhu): Deviazione e Contrattacco (Gạt – Phản) Il praticante non blocca, ma devia (Đỡ Mềm / Gạt) l’attacco avversario. Questo sbilancia l’avversario (Nhu) e apre una linea per un contrattacco immediato. È più veloce ed efficiente.
Livello 3 (Cương-Nhu): Attacco sull’Attacco (Tấn Công Đồng Thời) Questo è il livello più alto, il vero spirito del Vovinam. Il praticante non aspetta di parare. Nell’istante esatto in cui l’avversario lancia il suo attacco, il praticante lancia il proprio, spesso usando un angolo migliore o una tecnica che “intercetta” e colpisce contemporaneamente. Un esempio è schivare un pugno diretto (Nhu) entrando simultaneamente con una gomitata (Cương).
CONCLUSIONE: L’ARSENALE PER LA VIA
L’universo tecnico (Kỹ Thuật) del Vovinam Việt Võ Đạo è sconfinato. È un sistema che copre ogni possibile scenario di combattimento: dalla lunga distanza (calci) alla media (pugni), dalla corta (gomiti, ginocchia) al corpo a corpo (leve, proiezioni) e al combattimento a terra (controllo, finalizzazione).
Questo vasto arsenale, che include le basi (Căn Bản), l’autodifesa pragmatica (Tự Vệ), la lotta tradizionale (Vật) e le spettacolari forbici (Đòn Chân), non è fine a sé stesso. Queste tecniche sono le “lettere” e le “parole” di un linguaggio.
Da sole, sono solo movimento. Per acquisire un senso, devono essere organizzate in “frasi” e “discorsi”. Questo è il ruolo delle Quyền (Forme) e dei Song Luyện (Combattimenti Codificati), che rappresentano il passo successivo nel programma (Chương Trình).
L’obiettivo finale di questo immenso programma tecnico non è creare un soldato invincibile, ma fornire al praticante gli strumenti (il Võ) per forgiare il proprio corpo (Thân), affinare la propria mente (Trí) e camminare con fiducia sulla Via (il Đạo) della formazione dell’Uomo Vero (Chân Nhân).
LE FORME/SEQUENZE
Se le tecniche (Kỹ Thuật), come esplorato nel punto precedente, sono le singole lettere dell’alfabeto del Vovinam, allora le “Forme” sono la letteratura. Sono le poesie, i manuali e i dialoghi in cui quelle lettere vengono assemblate per creare un linguaggio completo. Nel Vovinam, questo “linguaggio” è forse più vario e strutturato che in qualsiasi altra arte marziale, poiché non si limita a un singolo tipo di pratica.
Il termine generico “Forma” è infatti una semplificazione. Il Vovinam utilizza un sistema pedagogico complesso e stratificato che va ben oltre l’equivalente del Kata giapponese (una sequenza di movimenti codificati eseguiti individualmente). L’arsenale formale del Vovinam si divide in tre categorie principali, ognuna con uno scopo pedagogico distinto:
Quyền (Quyen): L’equivalente più diretto del Kata. Sequenze individuali a mani nude o con armi.
Song Luyện (Song Luyen): L’innovazione pedagogica del Vovinam. Sequenze di combattimento a coppie, prestabilite, a mani nude o con armi.
Đa Luyện (Da Luyen): Sequenze di combattimento a più persone, che simulano la difesa contro molteplici aggressori.
Questo capitolo esplorerà in modo esaustivo questa “biblioteca vivente”, analizzando la filosofia, la struttura e lo scopo di ciascuna di queste categorie e delle forme più iconiche che contengono.
PARTE 1: DEFINIZIONE, FILOSOFIA E LA DIFFERENZA FONDAMENTALE
Il Concetto di “Forma” nel Vovinam
In quasi tutte le arti marziali, le forme servono a tre scopi principali:
Conservazione: Sono un archivio storico, una “biblioteca” che preserva le tecniche e le strategie dei fondatori per le generazioni future.
Sviluppo Fisico: Allenano il corpo (Thân) in modi che la pratica libera non può. Sviluppano l’equilibrio, la coordinazione, la potenza (Cương) e la fluidità (Nhu).
Sviluppo Mentale: Allenano la concentrazione, la memoria (Trí) e lo spirito (Tâm), attraverso la visualizzazione del combattimento e la ricerca della perfezione del movimento.
Il Vovinam abbraccia tutti questi scopi, ma aggiunge una dimensione cruciale: l’applicazione interattiva.
Quyền: Il Dizionario (Pratica Individuale)
Le Quyền (pronunciato “Quen”) sono le forme individuali. Sono il fondamento. Se un praticante esegue una Quyền, sta allenando il Cương (Duro). Sta costruendo il suo corpo, la sua stabilità, la sua potenza e la sua memoria muscolare. Sta imparando le “parole” del Vovinam: come combinare una parata (Đỡ) con un pugno (Thôi) in una posizione (Tấn).
Ogni Quyền è un manuale su un argomento specifico: una Quyền può concentrarsi sui colpi di taglio della mano (Chém), un’altra sull’equilibrio tra forza e agilità (Long Hổ), un’altra ancora sulla potenza del bastone (Côn). L’allievo, praticando da solo, è libero di concentrarsi sulla propria perfezione interna, sul proprio respiro e sulla propria potenza.
Song Luyện: La Conversazione (Pratica a Coppie)
Questa è la vera rivoluzione pedagogica del Vovinam, il concetto che lo distingue nettamente dal Karate o dalla maggior parte degli stili di Kung Fu. Il Patriarca Lê Sáng e i maestri codificatori capirono che la pratica individuale (Quyền) non era sufficiente.
Un Kata giapponese, per quanto perfetto, non insegna due elementi vitali: il tempismo e la distanza (Cự Ly). Come si applica una tecnica se l’avversario è più vicino, più lontano, o si muove?
La risposta del Karate è il Bunkai (l’analisi e l’applicazione delle tecniche del Kata), che però è spesso lasciato all’interpretazione del singolo maestro.
La risposta del Vovinam fu il Song Luyện (letteralmente “Allenamento a Due”). Invece di lasciare l’applicazione all’interpretazione, i maestri hanno codificato l’applicazione stessa.
Un Song Luyện è una “Quyền a due”. È un dialogo, una conversazione coreografata. Un partner (l’attaccante) esegue una serie di attacchi prestabiliti, e l’altro (il difensore) esegue una serie di difese, leve e contrattacchi prestabiliti.
Lo scopo del Song Luyện è insegnare l’interazione Cương-Nhu. L’attaccante porta il Cương (l’attacco duro), e il difensore risponde con il Nhu (la deviazione, la leva, lo sbilanciamento) per poi contrattaccare con il proprio Cương.
Questa pratica insegna in modo sicuro e progressivo:
Gestione della Distanza: Esattamente quanto lontano deve essere il mio passo?
Tempismo (Thời Điểm): Quand’è il momento esatto di schivare?
Dolore e Controllo: Come applicare una leva (Khóa) in modo che sia efficace ma sicura per il mio compagno (Đồng Đạo)?
Fluidità: Come passare da una difesa a una leva, a una proiezione (Vật) senza interruzioni.
Il Vovinam ritiene che la Quyền (il dizionario) e il Song Luyện (la conversazione) siano le due facce della stessa medaglia. Non si può padroneggiare l’una senza l’altra.
Đa Luyện: Il Dibattito (Pratica contro Molti)
Il Đa Luyện (“Allenamento Multiplo”) è il livello successivo. Se il Song Luyện è una conversazione controllata, il Đa Luyện è un dibattito caotico.
Queste forme, eseguite da un praticante (il difensore) contro tre, quattro o più aggressori, sono la simulazione di uno scenario di autodifesa reale. Non sono più una coreografia simmetrica, ma una lezione di strategia e sopravvivenza.
Il Đa Luyện insegna:
Gestione dello Spazio: Non farsi mai circondare.
Posizionamento (Trí): Muoversi costantemente per “impilare” gli aggressori, costringendoli a intralciarsi a vicenda.
Efficienza Massima (Cương): Usare solo tecniche rapide e definitive (colpi ai punti vitali, proiezioni) per neutralizzare un aggressore e passare al successivo.
In sintesi, la pedagogia delle forme Vovinam è un percorso completo: si impara la tecnica da soli (Quyền), la si applica con un partner (Song Luyện) e la si testa in uno scenario di crisi (Đa Luyện).
PARTE 2: LE FORME INDIVIDUALI (QUYỀN) A MANI NUDE
Le Quyền a mani nude (Tay Không) sono la base del programma tecnico. Vengono insegnate in ordine di complessità crescente, e ognuna si concentra su un aspetto specifico della formazione.
Le Forme Introduttive (Livello Tự Vệ – Blu)
Khai Môn Quyền (Forma dell’Apertura della Porta): Questa è, in molte scuole, la prima vera Quyền che un allievo impara. Il suo nome è profondamente simbolico: è la “Chiave che Apre la Porta” (Khai Môn) del Vovinam. Scopo: È un manuale vivente sulla tecnica più fondamentale e versatile del Vovinam: il Chém (Colpo con il Taglio della Mano, la “Mano d’Acciaio”). Struttura: È una forma breve, lineare e simmetrica. Si muove avanti e indietro, allenando l’allievo a coordinare la posizione di attacco (Đinh Tấn) con i quattro colpi di taglio della mano (Chém) principali: Bổ (discendente), Tạt (circolare), Xéo (diagonale) e Chém Thẳng (dritto). Filosofia: Insegna il Cương (Duro) nella sua forma più pura. È una lezione di potenza diretta, stabilità e coordinazione base.
Sơ Cấp Quyền (Forma Elementare): Spesso la seconda forma, è leggermente più complessa della Khai Môn. Introduce una maggiore varietà di tecniche. Scopo: È una “forma di collegamento”. Collega i colpi di taglio (Chém) ai pugni (Thôi) e ai calci (Đá). Struttura: Introduce i cambi di direzione e una combinazione di tecniche diverse (es. pugno, parata, calcio). È la prima volta che l’allievo deve “pensare” a più tecniche in sequenza, aumentando la complessità mentale.
Le Forme Superiori (Livello Hoàng Đai – Giallo e Oltre)
Quando un praticante raggiunge la Cintura Gialla (Hoàng Đai), è considerato maturo. Le sue Quyền diventano più complesse, lunghe e, soprattutto, filosofiche.
Thập Tự Quyền (Forma della Croce / dei Dieci): Questa è una delle Quyền più importanti e famose. Il nome “Thập Tự” (十 字) ha un doppio significato:
Forma della Croce: Perché lo schema di movimento (Enbusen) della forma si sviluppa lungo quattro direzioni, disegnando una croce sul terreno.
Forma dei Dieci: Perché il carattere cinese/Nôm per “croce” è anche il numero “dieci”. Scopo: È la forma Cương (Dura) per eccellenza, successiva alla Khai Môn. È un’enciclopedia dei colpi potenti e delle posizioni stabili. Struttura: La forma è un’esplosione di potenza controllata. Inizia con una serie di parate basse (Đỡ Thấp) e medie (Đỡ Trung) in Trung Bình Tấn (posizione del cavaliere), radicando il praticante a terra. Poi esplora le quattro direzioni. Introduce tecniche fondamentali come:
Pugni (Thôi) e Colpi di Taglio (Chém) sferrati con la massima potenza.
Doppia Parata (Đỡ Đôi): Simbolo di una difesa forte e stabile.
Calci Laterali (Đá Cạnh): È la forma che introduce e perfeziona questo calcio potente.
Urlo (Hét): Introduce l’uso del Khí (energia interna) attraverso l’urlo, per focalizzare la potenza (Kiai/Kihap). Filosofia: La Thập Tự Quyền è un test di forza, stabilità e determinazione. È una forma che “costruisce il corpo” (Thân) del praticante, dandogli le fondamenta di “Terra” (simbolo della Cintura Gialla) di cui ha bisogno.
Long Hổ Quyền (Forma del Drago e della Tigre): Se la Thập Tự Quyền è la forma del Cương (Duro), la Long Hổ Quyền è la prima, vera forma del Cương Nhu Tương Phối (l’Armonia di Duro e Morbido). È una delle forme più belle, complesse e filosoficamente dense dell’intero programma. Scopo: Insegnare al praticante come passare fluidamente dalla potenza esplosiva (Tigre) all’agilità evasiva e circolare (Drago). Filosofia Simbolica:
La Tigre (Hổ): Rappresenta il Cương. È la forza terrena, la potenza muscolare, la stabilità, l’attacco diretto, la ferocia. I suoi movimenti sono bassi, potenti, radicati (es. Hổ Tấn – Posizione della Tigre).
Il Drago (Long): Rappresenta il Nhu. È la creatura mitica, spirituale. Rappresenta la fluidità, l’agilità, i movimenti circolari, l’evasione, la saggezza (Trí). I suoi movimenti sono alti, sinuosi, imprevedibili. Struttura: L’intera forma è un dialogo tra queste due energie. Una sequenza può iniziare con una parata potente e un pugno della “Tigre” (Cương), per poi trasformarsi immediatamente in uno spostamento circolare e un colpo di taglio fluido del “Drago” (Nhu). Contiene tecniche avanzate come:
Calci saltati (Đá Nhảy).
Movimenti a terra (Lăn, Trườn) che simulano il “Drago che nuota”.
Combinazioni complesse di leve e colpi in rapida successione. FilosofIA: Eseguire la Long Hổ Quyền non è solo un esercizio fisico; è una meditazione in movimento sull’equilibrio della vita (Âm e Dương). Un praticante maturo deve dimostrare di non essere né solo una Tigre (un bruto) né solo un Drago (un sognatore), ma l’armonia tra i due.
Le Forme dei Maestri (Livello Hồng Đai – Rosso)
Queste sono Quyền di altissimo livello, riservate ai Maestri (Võ Sư).
Việt Võ Đạo Quyền (Forma della Via Marziale Vietnamita): Creata dal Patriarca Lê Sáng, questa forma è un compendio dell’intero sistema. È una Quyền lunga e complessa che contiene quasi tutte le tecniche di base e avanzate a mani nude, incluse le leve (Khóa) e le proiezioni (Vật) simulate. È la “tesi di laurea” del praticante a mani nude.
Ngũ Môn Quyền (Forma delle Cinque Porte): Una forma filosofica avanzatissima. Le “Cinque Porte” (Ngũ Môn) si riferiscono ai cinque elementi della filosofia orientale (Ngũ Hành): Metallo, Acqua, Legno, Fuoco, Terra. La forma guida il praticante attraverso movimenti che simboleggiano le energie di questi cinque elementi, rappresentando un livello di comprensione spirituale e interna (Khí) dell’arte.
Lão Mai Quyền (Forma del Vecchio Albero di Albicocco): Questa è una forma quasi leggendaria, proveniente dal Võ Cổ Truyền e integrata nel programma dei maestri. È famosa per essere quasi interamente Nhu (Morbida). I movimenti sono lenti, circolari, rilassati, simili a quelli del Tai Chi (Thái Cực Quyền). Filosofia: L’albicocco (Mai) fiorisce in inverno; è un simbolo di resilienza e di vita che prospera nella difficoltà. Il “Vecchio” albero non ha più la forza esplosiva (Cương) della gioventù, ma possiede una forza interna (Nội Công) e una flessibilità (Nhu) che lo rendono invincibile. È la forma che dimostra che il Nhu, al suo livello più alto, è più potente del Cương.
PARTE 3: LE FORME A COPPIE (SONG LUYỆN) – IL CUORE DELLA PEDAGOGIA
Come discusso, i Song Luyện sono l’anima dell’apprendimento Vovinam. Sono il ponte tra la teoria (Quyền) e la pratica (il combattimento libero, Đấu).
Song Luyện Tay Không (Forme a Coppie a Mani Nude)
Song Luyện Số 1 (SL1): Tema: Difesa da Attacchi di Pugno. Struttura: È il primo e più fondamentale Song Luyện. Un praticante attacca 20 volte (10 da destra, 10 da sinistra) con una serie di pugni a vari livelli (alto, medio, basso). Il difensore risponde con un repertorio di 20 difese codificate. Scopo Pedagogico: Questo non è un combattimento, è un laboratorio. L’attaccante impara a dare un attacco pulito e controllato (Cương). Il difensore impara tutto l’alfabeto del Nhu applicato:
Sequenze 1-5 (circa): Difesa con Parate (Đỡ) e contrattacchi di pugno/calcio. (Cương vs Cương).
Sequenze 6-15 (circa): Difesa con Leve Articolari (Khóa Gỡ). Il difensore non blocca più, ma devia (Gạt) il pugno e lo trasforma in una leva al polso, al gomito o alla spalla.
Sequenze 16-20 (circa): Difesa con Proiezioni (Vật). Il difensore usa lo slancio del pugno dell’attaccante per sbilanciarlo e proiettarlo a terra. Filosofia: SL1 è la transizione da combattente a stratega. Si impara che la risposta più efficace a un pugno non è un altro pugno, ma una leva o una proiezione che neutralizza l’avversario con il minimo sforzo.
Song Luyện Số 2 (SL2): Tema: Difesa da Attacchi di Calcio. Struttura: Simile al SL1, ma ora l’attaccante usa le gambe (calci diretti, circolari, laterali). Scopo Pedagogico: Insegna una lezione diversa. I calci sono più potenti e hanno un raggio maggiore. Le difese si concentrano su:
Entrare nella Distanza (Nhu): Schivare il calcio e inserirsi nello spazio vuoto per colpire.
Catturare la Gamba (Nhu): Intercettare la gamba dell’avversario (una tecnica rischiosa ma efficace) per poi sbilanciarlo o applicare una leva alla caviglia/ginocchio (Cương).
Song Luyện con Armi (Difesa contro Armi)
Song Luyện Số 3 (SL3): Tema: Difesa a Mani Nude contro Coltello (Dao). Struttura: Questo Song Luyện segna un salto di qualità psicologico (Tâm). Il pericolo è reale (simulato). L’attaccante usa un coltello (di legno o gomma) per sferrare una serie di attacchi (stoccate, fendenti). Scopo Pedagogico: Il principio assoluto è MAI BLOCCARE LA LAMA. Le difese si basano su:
Schivata (Nhu): Togliere il corpo dalla linea di attacco.
Controllo del Braccio (Nhu/Cương): L’obiettivo non è il coltello, ma il polso o l’avambraccio che lo tiene. Il difensore deve controllare l’arto armato con una presa salda.
Neutralizzazione (Cương): Una volta controllato il braccio, il difensore applica una leva, una rottura o una proiezione per disarmare e concludere. Filosofia: SL3 insegna la calma sotto pressione (Principio 9: “Giudizio lucido”). Il panico porta all’errore, e contro un coltello l’errore è fatale.
Song Luyện Số 4 (SL4): Tema: Difesa a Mani Nude contro Spada (Kiếm). Struttura: Ancora più pericoloso. La spada ha un raggio d’azione molto più lungo. Scopo Pedagogico: Insegna la gestione estrema della distanza. La maggior parte delle difese avviene prima che la spada possa colpire, entrando molto rapidamente (Nhu) per bloccare l’avversario prima che possa estendere l’arma, oppure schivando e afferrando le braccia.
Le Forme di Autodifesa (Song Luyện Tự Vệ)
Questi sono Song Luyện più brevi e pragmatici, focalizzati su scenari di aggressione comuni:
Difesa da prese ai polsi.
Difesa da prese al bavero.
Difesa da strangolamenti.
Difesa da “cinture dell’orso” (abbracci da dietro o davanti). Queste forme sono il “manuale” di autodifesa del Vovinam, che l’allievo impara fin dal livello blu (Tự Vệ).
Le Forme delle Forbici (Song Luyện Đòn Chân)
Questa è un’altra categoria unica del Vovinam. Come si allenano in sicurezza le 21 pericolose forbici (Đòn Chân Tấn Công)? Con un Song Luyện specifico. Struttura: Non è un combattimento, ma un esercizio cooperativo. L’attaccante (spesso un praticante più esperto) si mette in una posizione stabile o esegue un attacco lento e controllato (es. un pugno). Il difensore (l’esecutore della forbice) usa questo invito per allenare il tempismo, il salto, l’aggancio e la proiezione. Scopo Pedagogico: Questo è l’unico modo per allenare l’aspetto Nhu (tempismo, agilità) di una tecnica Cương (potenza) in modo sicuro. L’attaccante impara a “subire” la tecnica e a cadere in sicurezza (Kỹ Thuật Ngã), mentre l’esecutore impara ad applicarla. È l’essenza della fiducia e della fratellanza (Principio 3) nel Vovinam.
PARTE 4: LE FORME CON LE ARMI (VŨ KHÍ)
Le armi (Vũ Khí) nel Vovinam sono considerate un’estensione del corpo del praticante. I principi di Cương e Nhu si applicano esattamente allo stesso modo.
Quyền (Forme Individuali) con Armi
Ogni arma ha una o più Quyền che ne insegnano le basi, la maneggevolezza e le tecniche fondamentali.
Bastone (Côn): È l’arma fondamentale, la “madre” di tutte le armi.
Tứ Trụ Côn (Forma del Bastone delle Quattro Colonne): È la prima forma di bastone. “Quattro Colonne” si riferisce ai quattro punti cardinali. La forma è Cương (Dura), insegna a maneggiare il bastone con potenza, a colpire, a parare e a sviluppare la forza nelle spalle e nei polsi. Il suo schema di movimento a croce ricorda la Thập Tự Quyền.
Phá Trận Côn (Forma del Bastone che Rompe la Formazione): Una forma avanzata, più fluida (Nhu), che simula l’uso del bastone in battaglia contro più nemici, con movimenti circolari e colpi continui.
Sciabola (Đao): È l’arma Cương (Dura) per eccellenza tra le lame. È pesante e ha un solo filo.
Thái Cực Đao (Forma della Sciabola del Principio Supremo): Una forma che insegna la potenza. I movimenti sono ampi, circolari, potenti. La sciabola non “taglia” (Nhu), ma “abbatte” (Cương), usando la forza centrifuga e la stabilità delle posizioni (Tấn).
Spada (Kiếm): È l’arma Nhu (Morbida) tra le lame. È leggera, flessibile e ha due fili.
Tinh Hoa Lưỡng Nghi Kiếm (Forma della Spada dell’Essenza dei Due Principi): Il nome (Due Principi = Âm/Dương) dice tutto. A differenza della sciabola, la spada si usa con agilità, precisione e flessibilità. È un’arma di “intelligenza” (Trí). La forma insegna stoccate (Đâm), tagli di precisione (Chém) e parate devianti (Gạt), richiedendo un gioco di polso (Nhu) che manca alla sciabola (Cương).
Long Kiếm (Forma della Spada del Drago): Una forma ancora più fluida e artistica.
Alabarda (Đại Đao): L’arma dei generali.
Đại Đao Quyền: Un’arma Cương che richiede immensa forza fisica e stabilità. La forma è maestosa, lenta in alcuni punti e esplosiva in altri, combinando la portata di una lancia con la potenza di taglio di un’ascia.
Ventaglio (Quạt): L’arma Nhu per eccellenza.
Quạt Quyền (Forma del Ventaglio): Come esplorato nel punto 6, questa è un’arma di dissimulazione. La forma è elegante, veloce, quasi una danza. Ma insegna a usare il ventaglio (spesso rinforzato) per parare, distrarre, colpire punti di pressione (Cương) con scatti rapidi (Nhu), e nascondere i movimenti del corpo.
Song Luyện (Forme a Coppie) con Armi
Qui la pratica si fa intensa e spettacolare.
Song Luyện Côn (Bastone vs Bastone): Una sequenza ad alta velocità e ad alto impatto (Cương vs Cương). I due praticanti si scambiano una serie di colpi e parate codificate. È un allenamento incredibile per i riflessi, il tempismo e il coraggio, poiché i bastoni colpiscono con forza.
Song Luyện Kiếm (Spada vs Spada): A differenza del bastone, questo è un dialogo Nhu. È più simile alla scherma. La forma è elegante, richiede precisione millimetrica, poiché i praticanti simulano affondi, parate e tagli senza contatto.
Song Luyện Mác vs Côn (Lancia vs Bastone): Un classico duello “portata lunga vs portata media”. Il praticante con la lancia (Mác) cerca di tenere a distanza (Nhu), mentre il praticante con il bastone (Côn) cerca di entrare (Cương) per colpire. È una lezione di strategia pura.
PARTE 5: LE FORME A PIÙ PERSONE (ĐA LUYỆN) – IL CAOS ORGANIZZATO
Il Đa Luyện (Allenamento Multiplo) è l’apice della pratica delle forme, il punto in cui tutti gli elementi (Quyền, Song Luyện, Tự Vệ) convergono in uno scenario di crisi.
Đa Luyện Tay Không (Uno contro Tre, a Mani Nude): Scenario: Un difensore a mani nude (Võ Sinh) viene attaccato da tre aggressori (spesso armati di coltelli o bastoni finti). Scopo Pedagogico: Questa forma è un manuale di sopravvivenza. È l’applicazione finale della filosofia Vovinam. Non insegna a “vincere”, ma a “sopravvivere” (Sống), come richiesto dalla missione dell’arte. Principi Tattici Insegnati:
Movimento Costante (Nhu): Il difensore non sta mai fermo. Restare fermi significa essere circondati e sconfitti.
Gestione dello Spazio (Trí): Il difensore si muove costantemente in linea retta o in cerchio per costringere i tre aggressori a mettersi in fila (“impilamento”). L’obiettivo è combattere sempre uno contro uno, mai uno contro tre.
L’Uso dello Scudo Umano (Nhu/Cương): La tecnica più avanzata. Il difensore proietta (Vật) il primo aggressore contro gli altri due, usandolo come scudo temporaneo per creare spazio e tempo.
Efficienza Assoluta (Cương): Non c’è spazio per tecniche eleganti. Il difensore usa solo le tecniche più devastanti e rapide del Vovinam: gomitate (Chỏ), ginocchiate (Gối), proiezioni violente (Vật) e le temibili forbici (Đòn Chân), usate qui nel loro contesto originale: neutralizzare un nemico il più rapidamente possibile per passare al successivo.
Đa Luyện Vũ Khí (Uno contro Molti, con Armi): Esistono varianti ancora più complesse, come un praticante armato di alabarda (Đại Đao) contro più nemici armati di spade (Kiếm), che simulano scene di battaglia leggendarie.
PARTE 6: LE FORME NELLO SPORT (THAO DIỄN) E CONCLUSIONE
Nell’era moderna, le forme del Vovinam sono diventate una delle categorie principali delle competizioni sportive, sotto il nome di Thao Diễn (Esecuzione Tecnica).
Questo ha portato a un livello di perfezione atletica e precisione un tempo inimmaginabile. Gli atleti (Võ Sĩ) non vengono giudicati solo sulla memoria, ma su un insieme di criteri che riflettono la filosofia dell’arte:
Chính Xác (Precisione): Le posizioni (Tấn) sono corrette? Le traiettorie dei colpi sono esatte?
Uy Lực (Potenza): C’è Cương (Duro)? I colpi sono potenti, le posizioni stabili?
Mềm Dẻo (Fluidità): C’è Nhu (Morbido)? Le transizioni tra una tecnica e l’altra sono fluide e agili?
Thần Thái (Spirito / Espressione): Questo è il criterio più importante. Il praticante sta solo “facendo i movimenti” o sta vivendo la forma? Il suo sguardo (Ánh Mắt) è concentrato? Il suo urlo (Hét) è potente? Sta trasmettendo l’essenza (Tâm) della forma?
Nei Song Luyện e Đa Luyện, si giudica anche la sincronia, la spettacolarità (soprattutto nelle forbici) e la credibilità del combattimento.
Conclusione: La Biblioteca dell’Uomo Vero
Le forme del Vovinam sono molto più che semplici “Kata”. Sono un sistema pedagogico completo e integrato.
Le Quyền sono il dizionario, la conoscenza di sé, il Cương.
I Song Luyện sono la conversazione, la comprensione dell’altro, l’interazione Cương-Nhu.
I Đa Luyện sono la realtà, l’applicazione della conoscenza in un mondo caotico, il test finale del Trí (Mente) e del Tâm (Spirito).
Insieme, queste tre categorie di forme costituiscono l’intera “Biblioteca” del Vovinam. Non contengono solo tecniche di combattimento, ma lezioni di strategia, filosofia e psicologia. La pratica costante di queste forme è il metodo con cui il Vovinam non si limita a insegnare a combattere, ma si impegna nel suo obiettivo più alto: forgiare l’Uomo Vero (Chân Nhân).
UNA TIPICA SEDUTA DI ALLENAMENTO
Descrivere una “tipica” seduta di allenamento di Vovinam Việt Võ Đạo è complesso, poiché l’esperienza varia notevolmente in base al livello dei praticanti (dai principianti alle cinture rosse), all’obiettivo della lezione (preparazione per una gara, studio della filosofia, autodifesa) e alla scuola specifica (Võ Đường). Tuttavia, la maggior parte delle sessioni segue una struttura rituale e pedagogica comune, un’architettura che fonde la preparazione fisica, l’apprendimento tecnico e la formazione morale.
Una seduta di allenamento non è un semplice “workout”; è un rituale strutturato che guida il praticante (Võ Sinh) attraverso un percorso che va dal caos del mondo esterno alla concentrazione della pratica, per poi tornare al mondo con una consapevolezza accresciuta. La sessione è un microcosmo della filosofia Cương-Nhu: un equilibrio tra sforzo fisico esplosivo (Cương) e concentrazione mentale fluida (Nhu).
Questo capitolo analizza in dettaglio la composizione di una tipica sessione di allenamento, suddivisa nelle sue fasi cronologiche e pedagogiche.
PARTE 1: LA PREPARAZIONE E L’INGRESSO (TRƯỚC BUỔI TẬP)
L’allenamento non inizia al fischio dell’istruttore, ma nell’istante in cui il praticante prepara la sua borsa a casa.
La Preparazione del Võ Phục
Un aspetto fondamentale che precede la lezione è la cura dell’uniforme, il Võ Phục. L’iconica uniforme blu oceano non è una semplice tuta; è un simbolo di appartenenza, uguaglianza e speranza (come esplorato nel punto 6). Un praticante si presenta all’allenamento con un’uniforme pulita e in ordine. Indossare il Võ Phục è il primo passo del rituale: spogliarsi dei panni della vita civile (studente, lavoratore, genitore) per indossare quelli del Võ Sinh (allievo della Via).
L’uniforme deve essere completa: giacca (Áo), pantaloni (Quần), la cintura (Đai) correttamente annodata che indica il grado, e gli stemmi (Phù Hiệu) appropriati: il logo Vovinam sul petto a sinistra (sopra il cuore) e la targhetta con nome e grado (Tên/Cấp) a destra.
L’Arrivo al Võ Đường (Palestra)
L’atmosfera del Võ Đường (letteralmente “la Via dell’Arte Marziale”, il luogo di pratica) è essa stessa parte dell’allenamento. Si entra in silenzio o parlando a bassa voce. Il praticante, arrivato sulla soglia dell’area di allenamento (spesso un tatami o un’area designata), si ferma.
Esegue il primo Nghiêm Lễ (Saluto) della giornata: la mano destra tesa (la “mano d’acciaio” del Cương) posata sul cuore (il “cuore di bontà” del Nhu). Questo saluto è rivolto al Tổ Đường (l’altare ancestrale), che di solito presenta una foto del Fondatore (Sáng Tổ) Nguyễn Lộc, del Patriarca (Chưởng Môn) Lê Sáng, e la bandiera del Vovinam.
Questo gesto è una dichiarazione d’intenti. Significa: “Entro in questo spazio con rispetto, lasciando il mio ego e i miei problemi all’esterno, e mi impegno a seguire i principi dell’arte”.
La Preparazione Personale
Nei minuti che precedono l’inizio formale, i praticanti non sono oziosi. Questo tempo è dedicato alla preparazione personale.
Principianti (Tự Vệ): Spesso ripassano nervosamente come annodare la cintura o si incoraggiano a vicenda.
Praticanti Esperti (Hoàng Đai e oltre): Iniziano un riscaldamento personale. Si siedono per terra, allungando metodicamente le anche (essenziali per i calci e le forbici), massaggiando le ginocchia, o meditando in silenzio per focalizzare la mente (Tâm).
Questo preludio è un momento di transizione cruciale, dove il rumore del mondo esterno si attenua e la disciplina interna inizia a prendere il sopravvento.
PARTE 2: IL RITUALE DI APERTURA (NGHI LỄ MỞ ĐẦU)
L’inizio ufficiale della lezione è segnato da un rituale formale che stabilisce l’ordine, la gerarchia e lo scopo della sessione.
L’Allineamento (Tập Hợp)
Al segnale dell’istruttore (Huấn Luyện Viên – HLV) o del praticante di grado più elevato, viene dato l’ordine “Tập Hợp!” (Allineamento!). I praticanti si dispongono rapidamente e in silenzio in file ordinate.
La disposizione non è casuale, ma riflette la struttura e il rispetto (Principio 3):
Gerarchia: La prima fila è occupata dai gradi più alti (cinture rosse, gialle), che si posizionano alla sinistra dell’istruttore. I gradi più bassi (cinture blu) si dispongono nelle file successive.
Ordine: All’interno di ogni riga, ci si dispone per anzianità di grado.
Posizione: I praticanti assumono la posizione di riposo formale (Lập Tấn, piedi uniti o alla larghezza delle spalle) e attendono in silenzio.
Il Saluto Collettivo (Nghiêm Lễ)
L’istruttore o il capofila (il grado più alto tra gli allievi) comanda la sequenza dei saluti.
“Nghiêm Lễ!” (Saluto!): Tutti i praticanti eseguono simultaneamente il saluto Vovinam (mano destra sul cuore).
“Cờ Tổ Quốc!” (Alla Bandiera Nazionale!): Se presente, tutti si rivolgono verso la bandiera nazionale (vietnamita o del paese ospitante) ed eseguono il saluto.
“Chân Dung Sáng Tổ!” (Al Ritratto del Fondatore!): Tutti si rivolgono verso l’altare (Tổ Đường) e salutano la memoria di Nguyễn Lộc e Lê Sáng. Questo è un promemoria che non si sta praticando un semplice sport, ma si sta portando avanti un’eredità.
“Huấn Luyện Viên!” (All’Istruttore!): Tutti si rivolgono verso l’istruttore e lo salutano, riconoscendo la sua autorità e ringraziandolo per l’insegnamento che sta per dare.
L’istruttore risponde al saluto, e poi, con l’ordine “Chuẩn Bị!” (Pronti!), la lezione ha inizio.
Questo rituale, che dura meno di due minuti, è psicologicamente fondamentale. “Azzera” la mente, stabilisce un’autorità benevola (quella dell’insegnante) e unisce il gruppo in uno scopo comune.
PARTE 3: IL RISCALDAMENTO (KHỞI ĐỘNG)
Questa è la fase in cui il corpo (Thân) viene preparato per il lavoro intenso. Il riscaldamento nel Vovinam è notoriamente rigoroso, lungo e metodico, poiché l’arte richiede una gamma di movimento estrema e una potenza esplosiva. Un riscaldamento inadeguato è la via maestra per gli infortuni, specialmente nelle tecniche di calcio (Đá) e forbice (Đòn Chân).
Fase 1: Riscaldamento Generale (Làm Nóng Toàn Thân)
L’obiettivo è aumentare la temperatura corporea e il flusso sanguigno.
Corsa (Chạy): Solitamente in cerchio attorno al Võ Đường o in file. Non è una semplice corsa, ma viene variata con comandi dall’istruttore:
Corsa Calciata (Đá Lăng): Corsa portando le gambe tese in avanti o all’indietro, per iniziare a scaldare i bicipiti femorali.
Skip (Nâng Cao Gối): Corsa con le ginocchia alte, per attivare gli addominali e i flessori dell’anca.
Spostamenti Laterali (Di Chuyển Ngang): Per scaldare gli adduttori e gli abduttori.
Esercizi Dinamici a Corpo Libero: Come “Jumping Jacks” (Nhảy Dang Chân), “Burpees” o “Mountain Climbers”, per attivare il sistema cardiovascolare in modo esplosivo.
Fase 2: Mobilizzazione Articolare (Khởi Động Khớp)
Questa è la parte scientifica del riscaldamento. L’obiettivo è lubrificare ogni singola articolazione (Khớp) per prepararla al carico. La sequenza è metodica, spesso dall’alto verso il basso (o viceversa):
Testa e Collo (Cổ): Rotazioni lente, flessioni ed estensioni. Fondamentale per un’arte che include proiezioni e possibili cadute sulla testa.
Spalle (Vai): Ampie circonduzioni in avanti e indietro. Essenziali per la potenza dei pugni (Thôi) e dei colpi di taglio (Chém), oltre che per le parate (Đỡ).
Gomiti e Polsi (Chỏ & Cổ Tay): Rotazioni in entrambi i sensi. Questa non è una formalità: il Vovinam è un’arte piena di leve articolari (Khóa). Avere polsi e gomiti caldi e flessibili è indispensabile sia per applicare le leve (Nhu) sia per imparare a subirle in sicurezza.
Busto e Schiena (Hông & Lưng): Rotazioni del busto, flessioni laterali, e movimenti “onda” della colonna vertebrale. La potenza di ogni tecnica Vovinam (pugni, calci, proiezioni) nasce dalla rotazione delle anche (Xoay Hông). Questa è la “centrale elettrica” del corpo.
Anche (Háng): Questa è la sezione più lunga e importante. I calci alti e le forbici del Vovinam richiedono un’apertura d’anca eccezionale. La mobilizzazione include:
Rotazioni (Xoay Háng): Stando su una gamba, si solleva il ginocchio e si compiono ampie rotazioni verso l’esterno e l’interno.
Slanci (Đá Lăng): In equilibrio o appoggiati a un muro, si slancia la gamba tesa in avanti (Đá Lăng Thẳng), di lato (Đá Lăng Ngang) e all’indietro (Đá Lăng Hậu). Questo è uno stretching dinamico fondamentale.
Ginocchia e Caviglie (Gối & Cổ Chân): Rotazioni e flesso-estensioni. Vitali per la stabilità delle posizioni (Tấn) e per assorbire l’impatto degli atterraggi (Ngã).
Fase 3: Riscaldamento Specifico Vovinam
L’ultima parte del riscaldamento è dedicata a movimenti unici dell’arte.
Pratica delle Cadute (Ôn Luyện Kỹ Thuật Ngã): In un’arte piena di proiezioni (Vật) e forbici, saper cadere (Ngã) non è un’opzione, è un prerequisito. Anche i maestri (Hồng Đai) iniziano la lezione praticando le cadute. L’istruttore comanda una serie di cadute: all’indietro (Ngã Ngửa), laterale (Ngã Nghiêng), frontale (Ngã Bụng) e capriole (Nhào Lộn). Questo serve a “svegliare” il corpo all’impatto (Cương) e a renderlo istintivamente morbido (Nhu) nell’assorbirlo.
Rotolamenti e Strisciamenti (Lăn & Trườn): Si praticano i movimenti a terra (Địa Chiến), rotolando sulla schiena, strisciando, e rialzandosi velocemente in posizione di guardia.
Alla fine di questa fase, che può durare dai 20 ai 30 minuti, il praticante è sudato, il corpo è caldo, le articolazioni sono pronte e la mente è focalizzata sul proprio corpo.
PARTE 4: CONDIZIONAMENTO FISICO E FLESSIBILITÀ (THỂ LỰC & ÉP DẺO)
Questa è la fase Cương (Dura) della preparazione. L’obiettivo è costruire la forza, la resistenza e la flessibilità necessarie per eseguire le tecniche.
Potenziamento (Thể Lực)
Questa sezione è intensa e mira a costruire la forza funzionale (non solo la massa).
Piegamenti (Hít Đất): I piegamenti sulle braccia sono un pilastro. Le varianti sono cruciali:
Sulle Nocche (Nắm Đấm): Per condizionare le nocche dei pugni (Thôi).
Sulle Dita (Ngón Tay): Per rafforzare le dita per le prese e i colpi di punta (Đâm Xỉa).
Sul Taglio della Mano (Cạnh Tay): Per condizionare la “Mano d’Acciaio” usata nei colpi (Chém).
Piegamenti Pliometrici (Hít Đất Bay): Con un applauso o staccando le mani da terra, per costruire potenza esplosiva (Cương).
Addominali (Bụng): Il “core” è la fonte di ogni movimento Vovinam, specialmente delle forbici. L’allenamento è estenuante e include:
Crunch (Gập Bụng): Centinaia di ripetizioni.
Sollevamento Gambe (Đá Chân): Per gli addominali bassi.
“V-ups” (Gập Bụng Chữ V): Per la potenza esplosiva del core.
Plank (Giữ Thẳng): Per la stabilità.
Gambe (Chân):
Squat (Xuống Tấn): A corpo libero, in “jump squat” (Nhảy Xuống Tấn), o in “squat pistol” (su una gamba sola) per i più avanzati.
Affondi (Bước Dài): Per la stabilità delle posizioni.
Mantenimento Posizioni (Giữ Tấn): L’esercizio forse più temuto. L’istruttore comanda “Trung Bình Tấn!” (Posizione del Cavaliere). La classe scende nella posizione e deve mantenerla per minuti, a volte mentre esegue pugni a vuoto. È un test brutale di forza nelle gambe (Thân) e di determinazione mentale (Tâm).
Stretching e Flessibilità (Ép Dẻo)
Dopo aver scaldato e potenziato i muscoli, è il momento di allungarli. Lo stretching nel Vovinam non è rilassante; è attivo e intenso.
Stretching Balistico (Ép Dẻo Động): Slanci controllati (Đá Lăng) sempre più alti, per aumentare la flessibilità dinamica necessaria per i calci.
Stretching Statico e PNF (Ép Dẻo Tĩnh): Qui si raggiunge il limite. I praticanti si siedono e lavorano sulla spaccata frontale (Xoạc Dọc) e sulla spaccata laterale (Xoạc Ngang).
Assistenza dei Compagni: È comune che l’istruttore inviti i praticanti ad aiutarsi a vicenda (“Ép Dẻo Cặp”). Un compagno applica una pressione controllata (Nhu) sulla schiena o sulle gambe del partner per aiutarlo a scendere oltre il suo limite di comfort. Questo esercizio è un’applicazione diretta del Principio 3 (amare i propri compagni), poiché richiede un’enorme fiducia reciproca.
PARTE 5: REVISIONE TECNICA DI BASE (ÔN LUYỆN KỸ THUẬT CĂN BẢN)
Questa è l’anima della lezione, la revisione dell’alfabeto (come esplorato nei punti 7 e 8). La classe si dispone in file e, al comando dell’istruttore (HLV), esegue le tecniche fondamentali (Căn Bản) all’unisono. Questo allena la memoria muscolare, la precisione e lo spirito di gruppo.
Pratica delle Posizioni (Tấn)
L’HLV comanda una sequenza di cambi di posizione, ad esempio: “Chuẩn Bị! Đinh Tấn Phải!” (Pronti! Posizione dell’Arciere destra!). La classe esegue all’unisono. “Hổ Tấn!” (Posizione della Tigre!). Questo allena il footwork (Di Chuyển) e la transizione fluida (Nhu).
Pratica delle Tecniche di Mano (Thôi, Chém, Đỡ)
A Vuoto sul Posto (Tại Chỗ): L’HLV comanda “Thôi Thẳng!” (Pugno Diretto!). La classe esegue 10-20-50 ripetizioni, concentrandosi sulla rotazione dell’anca (Xoay Hông), sulla respirazione e sul Kiai (Hét – l’urlo).
In Avanzamento (Di Chuyển): L’HLV comanda “Đinh Tấn! Thôi Thẳng! Bước!” (Posizione Arciere! Pugno Diretto! Avanti!). Le file avanzano lungo il Võ Đường, coordinando passo e pugno.
Combinazioni: L’HLV comima combinazioni più complesse, ad esempio: “Parata Bassa (Đỡ Thấp) – Pugno (Thôi) – Colpo di Taglio (Chém)!”
Pratica delle Tecniche di Gamba (Đá)
Questa è una parte critica. I calci (Đá) vengono sezionati e praticati in dettaglio.
Pratica per l’Equilibrio: I praticanti si mettono a coppie o usano un muro per appoggiarsi. Questo toglie la preoccupazione dell’equilibrio e permette di concentrarsi al 100% sulla biomeccanica del calcio:
Sollevare (Nâng Gối): Portare il ginocchio al petto.
Estendere (Đá Ra): Colpire con la parte corretta del piede (tallone, taglio, avampiede).
Ritrarre (Rút Về): Riportare il ginocchio al petto (fondamentale, per non farsi afferrare la gamba).
Posare (Đặt Xuống): Tornare in posizione di guardia.
In Avanzamento: Si praticano i calci muovendosi, spesso in combinazione (es. un calcio frontale seguito da un calcio circolare).
PARTE 6: CORPO CENTRALE DELLA LEZIONE (NỘI DUNG CHÍNH)
Dopo circa 60-75 minuti di preparazione fisica e tecnica di base, la lezione si focalizza sull’argomento principale del giorno. Le classi vengono spesso divise per livello di cintura (Đai).
Un allenamento tipico si concentra su una delle seguenti aree.
Opzione A: Le Forme (Quyền & Song Luyện)
Questo è un allenamento tecnico e mentale.
Quyền (Forme Individuali):
Istruttore: “Oggi ripassiamo la Long Hổ Quyền (Forma Drago-Tigre)!”
Esecuzione di Gruppo: L’intera classe (o il gruppo di livello) esegue la forma insieme, guidata dall’istruttore, per memorizzare la sequenza e il ritmo.
Correzione a Sezioni (Cắt Đoạn): L’HLV ferma il gruppo: “La transizione dal pugno della Tigre (Cương) allo spostamento del Drago (Nhu) è troppo rigida! Dovete essere fluidi!” Si ripete quella sezione specifica più volte.
Pratica Individuale/a Coppie: I praticanti si disperdono per provare la forma da soli o per correggerla a vicenda, mentre l’HLV passa tra loro dando correzioni individuali (“Abbassa la posizione!”, “Guarda dove colpisci!”).
Song Luyện (Forme a Coppie):
La classe si divide a coppie (Cặp).
Istruttore: “Oggi, Song Luyện Số 1 (Combattimento Codificato N.1), dalla tecnica 1 alla 10!”
Pratica a Bassa Velocità (Nhu): Le coppie eseguono la sequenza lentamente. L’obiettivo non è la velocità, ma la precisione, la sicurezza e la corretta applicazione della biomeccanica (es. nella leva al polso).
Aumento dell’Intensità (Cương): L’HLV chiede di aumentare la velocità e la “credibilità” dell’attacco. L’attaccante deve sferrare un pugno realistico (ma controllato), e il difensore deve reagire con il giusto tempismo (Trí).
Opzione B: Autodifesa, Leve e Proiezioni (Tự Vệ & Vật)
Questo è un allenamento pratico e interattivo, l’essenza del Nhu che controlla il Cương.
Dimostrazione: L’HLV prende un allievo e dimostra la tecnica del giorno. Esempio: “Oggi, difesa da strangolamento frontale a due mani (Tự Vệ Bóp Cổ)”. L’HLV mostra la tecnica: la schivata, la leva sulle dita o sui polsi, e il contrattacco.
Pratica a Coppie: La classe si divide.
Fase 1 (Nhu): Si pratica senza resistenza. “Partner A afferra. Partner B esegue la tecnica lentamente.” L’obiettivo è capire la meccanica.
Fase 2 (Cương-Nhu): “Partner A oppone una leggera resistenza.” Partner B deve applicare la tecnica in modo più deciso.
Proiezioni (Vật):
L’HLV insegna una proiezione specifica (es. una spazzata, Quét).
Si praticano gli Uchi-Komi (Entrate): Si pratica solo l’entrata della proiezione (lo sbilanciamento) senza completare il lancio.
Lancio Controllato (Vật): A turno, i praticanti si proiettano, ponendo la massima attenzione sulla sicurezza del compagno, che deve eseguire una caduta (Ngã) perfetta.
Opzione C: Le Forbici (Kỹ Thuật Đòn Chân Tấn Công)
Questo è un allenamento altamente specializzato e fisicamente estenuante, non adatto ai principianti assoluti.
Condizionamento Specifico: La lezione inizia con ancora più addominali e potenziamento delle gambe.
Propedeutica: Si praticano i movimenti a terra su materassini (Nệm).
Si praticano le cadute dall’alto (saltando da un rialzo).
Si pratica il movimento di “aggancio” delle gambe su un sacco o su un compagno in ginocchio (in sicurezza).
Pratica Assistita: L’HLV e gli assistenti (Trợ Giảng) “tengono” l’allievo (spesso con una cintura) mentre prova il salto e la rotazione, per fargli capire la meccanica in aria.
Applicazione Controllata: Un compagno esperto si offre come “Uke” (partner che subisce), e l’allievo esegue la forbice a velocità ridotta, concentrandosi sulla proiezione controllata e sulla caduta sicura.
Opzione D: Il Combattimento (Song Đấu)
Questo è l’allenamento per l’applicazione, dove la teoria incontra la realtà.
Equipaggiamento: I praticanti indossano le protezioni obbligatorie (Corpetto – Giáp, Casco – Nón, Guanti – Găng, Paratibie – Bảo Vệ Chân).
Sparring Tematico (Đấu Theo Chủ Đề): L’HLV impone delle regole per focalizzare l’allenamento.
“Solo tecniche di gamba!” (Per allenare la distanza lunga).
“Solo proiezioni!” (Per allenare il Vật).
“Uno attacca, l’altro solo difende e contrattacca!” (Per allenare il Phản Đòn).
Sparring Libero (Đấu Tự Do):
L’HLV crea le coppie (spesso per peso o esperienza).
Iniziano i round (Hiệp), solitamente di 2-3 minuti.
L’HLV agisce come arbitro (Trọng Tài), monitorando la sicurezza, il controllo (non si colpisce per “KO”, ma per “punti”) e incoraggiando l’uso delle tecniche Vovinam (le proiezioni e le forbici (se permesse) valgono molti punti).
PARTE 7: DEFATICAMENTO E RITORNO ALLA CALMA (THẢ LÕNG & NỘI CÔNG)
Dopo 90-120 minuti di intenso lavoro Cương, la lezione deve concludersi con il Nhu. Questa fase è essenziale per prevenire infortuni, ridurre la tensione muscolare e, soprattutto, per riequilibrare la mente (Tâm).
Defaticamento (Thả Lỏng)
La classe esegue una leggera corsa per sciogliere i muscoli, seguita da scuotimenti degli arti.
Stretching Statico (Ép Dẻo Tĩnh): A differenza dello stretching aggressivo dell’inizio, questo è uno stretching “rilassato”. Le posizioni (es. allungamento dei femorali, stretching delle spalle) vengono tenute per 30-60 secondi, concentrandosi sul respiro e sul rilascio della tensione.
Respirazione e Lavoro Interno (Khí Công / Nội Công)
Questa è la conclusione spirituale della pratica. L’HLV guida la classe in esercizi di respirazione.
I praticanti si dispongono in piedi (Lập Tấn) o seduti.
L’HLV guida la respirazione (Hít Thở): “Hít Vào!” (Inspirare!). Si inspira lentamente e profondamente dal naso (Nhu), gonfiando l’addome. “Thở Ra!” (Espirare!). Si espira lentamente dalla bocca, svuotando i polmoni.
Esercizi Energetici: A volte si praticano esercizi di Khí Công (lavoro energetico), dove la respirazione è coordinata con movimenti lenti e fluidi delle braccia, per “raccogliere” l’energia (Khí) e calmarla nel centro (Đan Điền, sotto l’ombelico).
Questa fase non è facoltativa. È la transizione dal “combattente” (Võ Sĩ) al “praticante della Via” (Võ Sinh). Ricorda al praticante che la forza (Cương) senza la calma (Nhu) è incompleta e pericolosa.
PARTE 8: IL RITUALE DI CHIUSURA (NGHI LỄ BẾ MẠC)
La sessione termina come è iniziata: con un rituale formale che chiude il cerchio.
Allineamento (Tập Hợp)
La classe si rimette in fila, esattamente come all’inizio. I corpi sono stanchi (Thân), ma le menti sono calme (Tâm).
La Recita dei Dieci Principi (Đọc Mười Điều Tâm Niệm)
Questo è il momento più solenne, il “sigillo” morale della lezione. L’istruttore o un allievo anziano guida la recita dei Dieci Principi Fondamentali (come esplorati nel punto 2).
La classe, in posizione di saluto, ascolta o recita questi principi: “Impegnarsi a raggiungere il più alto livello dell’arte…”, “Rispettare i superiori, amare i compagni…”, “Usare l’arte solo per giusta difesa…”.
Perché questo? È un potentissimo promemoria. Ricorda a tutti che la forza, la potenza, la flessibilità e le tecniche pericolose che hanno appena allenato per due ore (il Võ) non sono il fine. Sono solo lo strumento (Cương) per raggiungere un obiettivo più alto: diventare una persona migliore, al servizio degli altri (il Đạo, il Nhu). È l’applicazione letterale del saluto: la “mano d’acciaio” della tecnica viene di nuovo posata sul “cuore di bontà” della filosofia.
Annunci e Saluti Finali
L’istruttore (HLV) fa i suoi commenti sulla lezione: fa i complimenti per l’impegno, corregge gli errori comuni visti, e dà annunci (eventi futuri, esami).
Si ripete la sequenza dei saluti formali: “Nghiêm Lễ!”, saluto all’istruttore, saluto al Fondatore, saluto alla bandiera.
Chiusura
L’HLV comanda “Giải Tán!” (Scioglimento!). La lezione formale è finita. Ma il rituale non è completo. I praticanti non si precipitano fuori. C’è una “cultura del dopo”:
Si va a stringere la mano (o si fa un saluto informale) all’istruttore, ringraziandolo personalmente.
Si salutano i compagni con cui si è lavorato, specialmente quelli che hanno “subìto” le nostre leve o proiezioni, in segno di gratitudine e fratellanza (Principio 3).
Si aiuta a rimettere a posto l’attrezzatura (colpitori, armi, materassini).
Solo allora, dopo aver salutato di nuovo l’altare uscendo dal tatami, il Võ Sinh si spoglia del suo Võ Phục e torna nel mondo esterno, fisicamente stanco, ma mentalmente ed eticamente “ricaricato”.
GLI STILI E LE SCUOLE
Affrontare il concetto di “stili e scuole” nel Vovinam Việt Võ Đạo richiede un chiarimento fondamentale, poiché la disciplina si differenzia in modo netto da altre arti marziali come il Kung Fu (con le sue centinaia di stili) o il Karate (con le sue principali scuole come Shotokan, Goju-Ryu, ecc.).
Il Vovinam è, per sua stessa definizione e per volontà del suo Fondatore Nguyễn Lộc, un hệ thống nhất – un sistema unificato. Non è stato concepito per essere uno “stile” (Phái) tra tanti, ma per essere la sintesi e la modernizzazione di tutte le arti marziali vietnamite.
Di conseguenza, parlare di “stili” del Vovinam è, in senso stretto, un controsenso. Non esistono un “Vovinam della Tigre” o un “Vovinam del Nord”. Esiste un solo programma tecnico (Chương Trình) codificato, un’unica filosofia (Đạo) e un’unica eredità.
Tuttavia, la domanda è legittima se la si interpreta in senso più ampio. Possiamo identificare tre aree di analisi:
Le Scuole Antiche (Le Fonti): Le arti marziali storiche vietnamite e straniere che il Fondatore ha studiato e da cui ha attinto per creare il Vovinam (come richiesto dal prompt).
La “Casa Madre” (Il Centro): Il luogo fisico e spirituale che agisce come punto di riferimento per l’intera arte.
Le Organizzazioni Moderne (Le Branche): Le diverse federazioni e organizzazioni mondiali che, pur praticando lo stesso Vovinam, sono nate da diverse contingenze storiche (principalmente dopo il 1975 e il 2010) e che talvolta pongono un’enfasi diversa sulla pratica (es. sport vs. tradizione).
Questo capitolo esplorerà in modo esaustivo questi tre aspetti per fornire un quadro completo di come il Vovinam è strutturato, da dove proviene e come è gestito oggi.
PARTE 1: LA DIFFERENZA FONDAMENTALE (PHÁI, VÕ ĐƯỜNG, TỔ CHỨC)
Per navigare questa discussione, è essenziale comprendere la terminologia vietnamita:
Phái (Stile): Questo termine implica un lignaggio distinto, una filosofia unica e un programma tecnico proprietario, spesso fondato da un maestro specifico secoli fa (es. “Thiếu Lâm Phái” – Stile Shaolin). Il Vovinam non si considera un “Phái” in questo senso, ma un sistema moderno che li trascende tutti.
Võ Đường (Scuola): Questo è il termine per la singola palestra, il “Dojo” giapponese. È il luogo fisico dove si pratica. Un Võ Đường è affiliato a un’organizzazione più grande, ma il suo “stile” di insegnamento è inevitabilmente influenzato dalla personalità, dall’esperienza e dalla specializzazione dell’Istruttore (Huấn Luyện Viên) o del Maestro (Võ Sư) che lo dirige.
Tổ Chức (Organizzazione): Questo si riferisce alle federazioni nazionali e mondiali (come la WVVF o la WVVF-Intercontinental) che gestiscono l’aspetto amministrativo, sportivo e la standardizzazione dei gradi.
La confusione nasce dal fatto che diverse Organizzazioni (Tổ Chức), pur condividendo la stessa radice, possono avere priorità diverse, e il “sapore” della pratica in un Võ Đường (Scuola) può cambiare in base all’istruttore. Ma il sistema tecnico (Vovinam) rimane uno.
PARTE 2: LE SCUOLE ANTICHE – LE RADICI DEL VOVINAM
Il Fondatore Nguyễn Lộc è stato un riformatore, non un inventore che ha creato dal nulla. È stato un ricercatore e un sintetizzatore. Per quasi un decennio (gli anni ’30), ha viaggiato, studiato e analizzato il vasto e frammentato panorama delle arti marziali presenti in Vietnam.
Il Vovinam è il prodotto finale di questa sintesi scientifica. Le “scuole antiche collegate” sono quindi le sue fonti primarie. Possiamo dividerle in tre categorie.
A. Il Nucleo Vietnamita: Võ Cổ Truyền (Arti Marziali Tradizionali Vietnamite)
Questo è il termine collettivo (come “Kung Fu” per la Cina) che descrive le centinaia di stili indigeni del Vietnam, sviluppatisi in oltre 2000 anni di storia militare (principalmente per difendersi dall’Impero Cinese). Il Võ Cổ Truyền (letteralmente “Arte Marziale Antica Trasmessa”) è il DNA del Vovinam.
Caratteristiche Generali: Il Võ Cổ Truyền è noto per la sua praticità, l’efficacia e l’assenza di movimenti superflui. È un’arte di guerra, non da esibizione. Si basa su movimenti rapidi, attacchi a punti vitali, un uso intelligente della postura (bassa per la stabilità, alta per l’agilità) e un vastissimo arsenale.
Filosofia: A differenza delle arti cinesi, spesso legate a filosofie religiose (Taoismo, Buddismo), il Võ Cổ Truyền è storicamente legato al patriottismo e al confucianesimo (disciplina, lealtà, onore).
L’Influenza di Bình Định e della Dinastia Tây Sơn
Sebbene il Fondatore abbia studiato stili del Nord, del Centro e del Sud, l’influenza più celebrata all’interno del Võ Cổ Truyền è quella della Scuola di Bình Định (Võ Bình Định).
Contesto Storico: La provincia di Bình Định, nel Vietnam centrale, è considerata la “culla” delle arti marziali vietnamite. La sua fama esplose durante la Ribellione Tây Sơn (1771-1802). I tre fratelli Tây Sơn (Nguyễn Nhạc, Nguyễn Huệ e Nguyễn Lữ), maestri di quest’arte, guidarono una rivolta che sconfisse i signori feudali, cacciò gli invasori cinesi e siamesi e unificò il Vietnam. L’imperatore Quang Trung (Nguyễn Huệ) fu un genio militare e un artista marziale leggendario, che rese l’arte marziale di Bình Định l’addestramento ufficiale del suo esercito.
Filosofia Tecnica (Cương): Lo stile di Bình Định è l’epitome del Cương (Duro). È stato forgiato sul campo di battaglia. I suoi principi sono: “Veloce, Potente, Preciso”. È un’arte senza compromessi, che predilige l’attacco diretto, la potenza esplosiva e la distruzione della difesa avversaria. I suoi motti sono spesso “un colpo, un morto” (một đòn, một mạng).
Tecniche Integrate nel Vovinam:
Potenza dei Colpi (Đòn): L’enfasi del Vovinam sulla potenza dei colpi di taglio (Chém) e sui pugni (Thôi) sferrati da posizioni stabili (Trung Bình Tấn) deriva direttamente da questa filosofia.
Tecniche di Spada (Kiếm): La scuola Tây Sơn era famosa per la sua scherma. Le forme di spada (Kiếm) del Vovinam, pur codificate da Lê Sáng, ereditano la fluidità e l’efficacia di questo lignaggio.
Il Bastone (Côn): Il Võ Cổ Truyền, e in particolare la scuola di Bình Định, eccelle nel bastone. Forme come “Tứ Trụ Côn” (Bastone delle Quattro Colonne) nel Vovinam sono un omaggio diretto a questa tradizione.
L’Alabarda (Đại Đao): L’arma iconica dell’imperatore Quang Trung era l’alabarda. La maestosa e potente Đại Đao Quyền (Forma dell’Alabarda) nel Vovinam è una traccia diretta di questa eredità.
Quando Nguyễn Lộc ha sintetizzato il Vovinam, ha preso l’efficacia, la potenza e lo spirito patriottico (il Cương) del Võ Cổ Truyền come colonna vertebrale della sua arte.
B. Il Nucleo Vietnamita: Vật Cổ Truyền (Lotta Tradizionale Vietnamita)
Questa è la seconda fonte indigena, cruciale e spesso sottovalutata, che definisce il Vovinam. Se il Võ Cổ Truyền ha fornito il Cương (Duro), il Vật Cổ Truyền ha fornito il Nhu (Morbido) e le tecniche di combattimento corpo a corpo.
Contesto Storico: Il Vật è la lotta popolare vietnamita, praticata da secoli nelle feste di villaggio (Hội) e come addestramento militare complementare. Non è una lotta sportiva con punti, ma una lotta per l’atterramento e il controllo.
Filosofia Tecnica (Nhu): Il Vật non si basa sulla forza bruta (sebbene la sviluppi), ma sull’intelligenza (Trí), lo sbilanciamento (Làm Mất Thăng Bằng) e la leva (Đòn Bẩy). L’obiettivo è usare la forza dell’avversario (Cương) contro di lui, farlo cadere (Nhu) e controllarlo a terra.
L’Intuizione Geniale del Fondatore: Prima di Nguyễn Lộc, il Võ (colpi) e il Vật (lotta) erano spesso praticati separatamente. La sua rivoluzione fu fonderli. Capì che un combattimento reale non si ferma alla distanza dei pugni; inevitabilmente finisce in un clinch, in una presa. Un’arte marziale che non copre quella distanza è incompleta.
Tecniche Integrate nel Vovinam:
Le 21 Forbici (Đòn Chân Tấn Công): Sebbene le forbici siano l’emblema del Vovinam, la loro logica (usare le gambe per sbilanciare e proiettare) è un’evoluzione diretta dei principi del Vật.
Le Proiezioni (Đòn Vật): L’intero repertorio di proiezioni del Vovinam (proiezioni d’anca, di spalla, di gamba) è una codificazione scientifica delle tecniche del Vật Cổ Truyền.
Le Leve (Khóa): La capacità di controllare un avversario tramite leve al polso, al gomito e alla spalla deriva dalla fusione del Vật con lo studio di altre arti.
Le Spazzate (Quét): Le tecniche di spazzata bassa, così comuni nel Vovinam, sono un pilastro della lotta tradizionale.
Il Vovinam è l’unica arte marziale vietnamita moderna che ha integrato così profondamente le tecniche di lotta (Vật) nel suo curriculum di striking (Võ), creando un sistema di combattimento ibrido e completo decenni prima della nascita delle Arti Marziali Miste (MMA).
C. Le Influenze Esterne (Stranier e)
Nguyễn Lộc era un nazionalista, ma non un isolazionista. Era un pragmatico. Ad Hanoi, studiò e analizzò anche le arti marziali straniere disponibili, prendendo ciò che riteneva scientifico ed efficace.
Arti Marziali Cinesi (Kung Fu): Presenti in Vietnam da secoli. Sebbene il Fondatore volesse creare un’arte vietnamita, è innegabile l’influenza cinese nell’approccio alle forme (Quyền), in alcune tecniche di mano e nell’uso di armi come la spada (Kiếm). Tuttavia, l’influenza è stata assimilata e vietnamizzata.
Arti Marziali Giapponesi (Judo, Ju-Jitsu): L’enfasi scientifica del Judo sulla biomeccanica delle proiezioni (Nage Waza) e delle leve a terra (Katame Waza) ha certamente influenzato la codificazione delle tecniche di lotta (Vật) del Vovinam, rendendole più sistematiche.
Arti Occidentali (Boxe, Savate): Il Fondatore era un riformatore moderno. Ammirava l’approccio scientifico occidentale all’allenamento: la preparazione atletica (Thể Lực), il condizionamento cardiovascolare, e l’efficienza biomeccanica dei colpi diretti (come il pugno diretto della boxe) e il footwork (Di Chuyển).
In sintesi, le “antiche scuole” collegate al Vovinam non sono suoi “stili”, ma i suoi “ingredienti”: la potenza e lo spirito del Võ Cổ Truyền (Bình Định), l’intelligenza e la fluidità del Vật Cổ Truyền, e il metodo scientifico delle arti moderne.
PARTE 3: LA “CASA MADRE” (TỔ ĐƯỜNG) – IL CUORE DEL VOVINAM
Questa è la risposta diretta alla domanda del prompt sulla “Casa Madre”. Nel Vovinam, esiste un unico centro nevralgico, un punto di riferimento fisico, storico e spirituale per tutte le organizzazioni e le scuole del mondo, indipendentemente dalla loro affiliazione.
Questo centro è il Tổ Đường (pronunciato “To Duong”), che significa “Tempio Ancestrale” o “Casa degli Antenati”.
Posizione: Si trova a Ho Chi Minh City (la ex Saigon), in Vietnam.
Funzione Fisica: È la sede centrale storica del Vovinam. È una palestra (Võ Đường) dove si tengono gli allenamenti, ma è molto più di questo. È un archivio, un museo e un luogo di incontro per i maestri provenienti da tutto il mondo.
Funzione Spirituale (La “Casa Madre”): Il Tổ Đường è il cuore pulsante del Vovinam. È l’equivalente del “Vaticano” per i cattolici o della “Mecca” per i musulmani. È il luogo dove ha vissuto, insegnato, sofferto ed è morto il Patriarca Lê Sáng.
L’Altare (Bàn Thờ Tổ): Al suo interno si trova l’altare principale, con i ritratti del Fondatore Nguyễn Lộc e del Patriarca Lê Sáng. Ogni praticante di Vovinam che visita il Vietnam considera un pellegrinaggio al Tổ Đường un dovere morale, per accendere un bastoncino d’incenso e rendere omaggio (Nghiêm Lễ) ai fondatori.
Il Simbolo di Unità: Anche se oggi esistono diverse organizzazioni mondiali (come vedremo di seguito), tutte riconoscono il Tổ Đường di Ho Chi Minh City come la loro origine comune e la loro “Casa Madre” spirituale. È il simbolo tangibile che, al di là delle divisioni amministrative o delle diverse enfasi (sport vs. tradizione), l’arte è una sola. È il luogo dove riposa il Patriarca Lê Sáng e, con lui, l’anima dell’arte.
Qualsiasi discussione sulle “scuole” deve iniziare e finire con il riconoscimento che tutte le strade del Vovinam conducono, spiritualmente, al Tổ Đường.
PARTE 4: LE ORGANIZZAZIONI MODERNE – LE BRANCHE DELL’ALBERO
Qui entriamo nel vivo della moderna divisione del Vovinam. Dopo la morte del Fondatore Nguyễn Lộc (1960), l’arte è stata guidata per 50 anni dal Patriarca Lê Sáng. La sua leadership è stata l’unica e indiscussa.
Tuttavia, la sua morte nel 2010 ha creato un vuoto di potere e ha portato alla luce una divisione che era latente da decenni. Questa divisione non è tecnica (non si pratica un “Vovinam diverso”), ma gestionale e filosofica.
Non avendo nominato un singolo successore (Chưởng Môn), il Patriarca Lê Sáng ha lasciato un consiglio di maestri (Hội Đồng Võ Sư Chưởng Quản) per gestire la sua eredità. Questo ha portato alla formalizzazione di due principali “scuole di pensiero” organizzative, che oggi coesistono nel mondo, spesso in competizione per la leadership globale, ma a volte collaborando.
Queste due branche sono il risultato della storia unica del Vovinam (come esplorato nel punto 3):
L’Anima della Diaspora: I maestri fuggiti dal Vietnam dopo il 1975, che hanno salvato l’arte in esilio (principalmente in Europa).
L’Anima della Madrepatria: I maestri rimasti in Vietnam, che hanno fatto rinascere l’arte da dentro, spesso sotto il controllo del governo.
Queste due storie hanno creato due visioni del Vovinam.
A. La Branca “Tradizionale” (Focalizzata sul Đạo)
Questa branca è storicamente legata alla diaspora europea e ai maestri che hanno preservato l’arte in esilio.
Organizzazione di Riferimento: World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental), precedentemente nota come International Vovinam-VietVoDao Federation (IVF).
Origine Storica: Fondata dai maestri della diaspora in Europa (principalmente Francia) che erano stati allievi diretti del Patriarca Lê Sáng prima del 1975, come il Gran Maestro Trần Huy Phong. Per decenni (mentre il Patriarca era in prigione e il Vovinam bandito in Vietnam), questi maestri sono stati i custodi dell’arte nel mondo libero.
Quartier Generale: Storicamente Parigi, Francia. È un’organizzazione multinazionale non governativa.
Filosofia e Enfasi:
Il Nome: L’insistenza sull’uso del nome completo “Việt Võ Đạo” è programmatica. Sottolinea l’importanza della “Via” (Đạo), la filosofia, i Dieci Principi (Tâm Niệm) e la formazione morale dell’Uomo Vero (Chân Nhân).
Il Programma (Chương Trình): Questa branca è nota per il suo rigoroso attaccamento al programma tecnico completo lasciato dal Patriarca Lê Sáng. C’è una forte enfasi sul curriculum tradizionale: Quyền, Song Luyện, Đa Luyện, l’intero arsenale di armi (Vũ Khí), e le tecniche di respirazione interna (Khí Công / Nội Công).
La Visione: Il Vovinam è visto primariamente come un’arte marziale per la vita, un percorso educativo e culturale. Lo sport (Đấu) è una parte dell’arte, ma non il suo fine ultimo.
L’Approccio: Spesso considerato più “tradizionale” o “filosofico”. L’obiettivo non è (solo) vincere medaglie, ma preservare l’integrità dell’eredità del Patriarca.
B. La Branca “Sportiva” (Focalizzata sul Võ)
Questa branca è legata alla rinascita dell’arte in Vietnam dopo gli anni ’90 e alla sua successiva promozione come sport nazionale.
Organizzazione di Riferimento: World Vovinam Federation (WVVF).
Origine Storica: Fondata nel 2008 con sede a Ho Chi Minh City, in Vietnam. È il risultato del lavoro monumentale dei maestri che sono rimasti in patria, come il compianto Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu, che hanno lottato per far riabilitare il Vovinam dal governo comunista. Per fare ciò, hanno dovuto presentare l’arte come uno “sport sano” e un “patrimonio culturale”, minimizzandone il passato “reazionario” legato al Sud Vietnam.
Quartier Generale: Ho Chi Minh City, Vietnam. È fortemente sostenuta dal governo vietnamita e dal Comitato Olimpico Vietnamita.
Filosofia e Enfasi:
Il Nome: Si usa prevalentemente il nome “Vovinam”. È più corto, più “sportivo” e più facile da promuovere a livello globale (come “Judo” o “Taekwondo”).
Il Programma (Chương Trình): Sebbene il programma completo esista, l’enfasi quotidiana e la visibilità pubblica sono massicciamente focalizzate su due aree:
Đấu (Combattimento): Lo sparring a contatto pieno, con un regolamento sportivo standardizzato (punteggi per pugni, calci, proiezioni e forbici).
Thao Diễn (Forme Tecniche): L’esecuzione di Quyền e Song Luyện in competizione, giudicata per precisione, potenza e atletismo.
La Visione: L’obiettivo principale è la promozione globale del Vovinam come sport internazionale. Il fine ultimo è il riconoscimento da parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Il Vovinam è visto come un fiore all’occhiello della cultura nazionale vietnamita e un veicolo di orgoglio patriottico.
L’Approccio: L’allenamento è spesso più “atletico”, focalizzato sulla preparazione fisica, sulla strategia da competizione e sulla standardizzazione richiesta per uno sport mondiale (es. regole arbitrali unificate).
Una Coesistenza Complessa
È fondamentale capire che queste non sono due “arti marziali diverse”. Un praticante della WVVF e uno della WVVF-Intercontinental praticano le stesse Quyền, le stesse leve e lo stesso saluto. Le differenze sono di enfasi.
La WVVF (Sport) vede il Vovinam come l’orgoglio sportivo del Vietnam da esportare nel mondo.
La WVVF-Intercontinental (Tradizione) vede il Vovinam come l’eredità filosofica del Patriarca da preservare nel mondo.
Questa dualità non è necessariamente negativa. Rispecchia, ancora una volta, la filosofia fondante dell’arte: è la tensione tra Cương (il Duro, la fisicità dello sport, la competizione) e Nhu (il Morbido, la fluidità della filosofia, la tradizione).
PARTE 5: LO “STILE” DEL VÕ ĐƯỜNG – L’INFLUENZA DEL MAESTRO
Al di là delle grandi organizzazioni mondiali, il vero “stile” che un praticante incontra è quello del suo Võ Đường (la sua scuola locale) e, più specificamente, del suo Huấn Luyện Viên (Istruttore) o Võ Sư (Maestro).
Il Vovinam è un sistema vastissimo. È un’enciclopedia (come esplorato nei punti 7 e 8) che contiene tutto: sparring (Đấu), forme (Quyền), autodifesa (Tự Vệ), armi (Vũ Khí), lotta (Vật), forbici (Đòn Chân) e filosofia (Đạo). Nessun Võ Đường, in un tipico allenamento di due ore, può insegnare tutto, sempre.
Qui entra in gioco l’esperienza personale e la specializzazione del Maestro:
La Scuola “Sportiva” (Stile Cương): Se il Maestro è un ex campione di combattimento (Đấu), la sua scuola (Võ Đường) avrà probabilmente un’enfasi maggiore sul Cương.
Allenamento: Molto tempo sarà dedicato al potenziamento fisico (Thể Lực), al cardio, alla pratica con i colpitori (Bao) e allo sparring (Song Đấu).
Focus: L’obiettivo è preparare gli atleti per le gare. Le forme (Quyền) vengono praticate, ma forse con meno enfasi sul significato filosofico e più sulla perfezione atletica (Thao Diễn) richiesta per vincere punti.
La Scuola “Tradizionale” (Stile Nhu): Se il Maestro è più anziano, con un background più filosofico, la sua scuola avrà un’enfasi maggiore sul Nhu e sul Đạo.
Allenamento: Molto tempo sarà dedicato alla perfezione delle Quyền, all’analisi (Bunkai) delle tecniche, allo studio dei Song Luyện, alla pratica delle armi e forse anche alla respirazione interna (Khí Công).
Focus: L’obiettivo è la formazione completa dell’Uomo Vero (Chân Nhân). Lo sparring può essere praticato, ma forse con meno frequenza o con un focus maggiore sul controllo e sulla tecnica piuttosto che sulla competizione.
La Scuola “Pragmatica” (Stile Tự Vệ): Un istruttore con un background nelle forze dell’ordine o nella sicurezza potrebbe focalizzare la sua scuola sull’autodifesa (Tự Vệ).
Allenamento: L’enfasi sarà sui Song Luyện Tự Vệ (difesa da prese, strangolamenti), sulla difesa da armi (Dao, Gậy) e sugli scenari a più aggressori (Đa Luyện).
Conclusione: Un Sistema, Molte Voci
Il Vovinam Việt Võ Đạo rimane un sistema unitario e monolitico nella sua teoria e nel suo programma. Le sue “scuole antiche” non sono sue branche, ma i suoi ingredienti: il Võ Cổ Truyền e il Vật Cổ Truyền.
La sua “Casa Madre” è una sola, ed è il Tổ Đường di Ho Chi Minh City, il cuore spirituale che unisce tutti.
Le sue “scuole moderne” non sono stili tecnici, ma organizzazioni globali (principalmente la WVVF e la WVVF-Intercontinental) che gestiscono la sua eredità con due enfasi filosofiche diverse: la promozione dello Sport (Cương) e la preservazione della Tradizione (Nhu).
In fondo, il Vovinam non ha “stili”. Ha solo un vasto programma. Il “sapore” che un allievo sperimenta dipende da quale capitolo di quel vasto programma il suo Maestro ha scelto di leggere quel giorno.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
Il Vovinam Việt Võ Đạo in Italia rappresenta una delle realtà più vibranti, storiche e tecnicamente rispettate al di fuori del Vietnam. La sua situazione attuale è il risultato di una storia profonda, iniziata con la diaspora vietnamita negli anni ’70, e si è evoluta in un panorama complesso e dinamico, specchio fedele delle vicende globali che hanno plasmato quest’arte marziale.
Per comprendere appieno “la situazione in Italia”, non è sufficiente elencare le palestre (Võ Đường) o le federazioni. È necessario analizzare il suo arrivo, la sua evoluzione, le diverse anime che la compongono e la sua complessa struttura organizzativa, il tutto nel rigoroso rispetto di un approccio neutrale e informativo.
PARTE 1: LE RADICI STORICHE – L’ARRIVO DEI MAESTRI FONDATORI (1970 – 1980)
La storia del Vovinam in Italia non inizia con un progetto di espansione sportiva, ma con una tragedia umana: la fine della Guerra del Vietnam nel 1975 e la successiva diaspora dei “boat people”. Come per la Francia e la Germania, l’Italia divenne una delle nazioni d’approdo per migliaia di rifugiati vietnamiti.
Tra questi rifugiati c’erano uomini che, nella loro patria perduta, erano stati allievi, istruttori e maestri di Vovinam Việt Võ Đạo.
I Pionieri e le Prime Difficoltà
L’arrivo dei primi maestri vietnamiti in Italia, tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, fu segnato da sfide immense. Questi uomini non erano ambasciatori sportivi; erano rifugiati politici, spesso arrivati con nulla, ospitati in centri di accoglienza e con l’impellente necessità di ricostruire da zero la propria vita, imparando una nuova lingua e trovando un lavoro.
L’arte marziale (Võ) e la sua filosofia (Đạo) erano, per loro, uno degli ultimi legami con la patria (Việt Nam) e con l’eredità del Patriarca Lê Sáng (che, come esplorato nel punto 3, era in quel momento imprigionato in Vietnam).
L’insegnamento delle arti marziali non era la loro priorità, ma una necessità spirituale. Il Vovinam divenne il primo centro di aggregazione per la traumatizzata comunità vietnamita in esilio.
I Primi Võ Đường (Palestre)
Le prime “scuole” non erano palestre moderne. Erano spesso scantinati, oratori parrocchiali o angoli affittati in palestre di altre discipline. Figure storiche come il Maestro Bùi Văn Hùng a Roma, o il Maestro Nguyễn Văn Sen e altri maestri a Torino e in altre città, sono universalmente riconosciuti (con un approccio puramente storico e imparziale) come i padri fondatori del movimento in Italia.
Questi maestri iniziarono a insegnare ai loro connazionali, ai loro figli, e lentamente, a quei primi italiani incuriositi da questa disciplina sconosciuta, così spettacolare e diversa.
Il Contesto: Un’Arte Sconosciuta
Negli anni ’80, l’Italia era dominata dal Karate (Shotokan, Wado-Ryu), dal Judo e, in misura crescente, dal Kung Fu (reso popolare dai film di Bruce Lee). Il Vovinam era un nome impronunciabile che non rappresentava nulla.
I primi allievi italiani furono pionieri a loro volta. Scelsero un’arte senza una federazione riconosciuta dal CONI, senza una storia olimpica, attratti unicamente dalla competenza tecnica, dalla profondità filosofica e dal carisma dei maestri vietnamiti.
Questi primi allievi (che oggi sono tra i Maestri (Võ Sư) di più alto grado in Italia) hanno stabilito il DNA del Vovinam italiano: un legame fortissimo con l’aspetto tradizionale (Đạo) e un profondo rispetto per l’eredità del Patriarca Lê Sáng, trasmessa direttamente dai maestri della diaspora.
PARTE 2: LA CONSOLIDAZIONE E L’UNITÀ (1980 – 2010)
Per quasi tre decenni, il Vovinam in Italia è cresciuto organicamente. I maestri vietnamiti hanno formato la prima, e poi la seconda, generazione di cinture gialle (Hoàng Đai) e istruttori italiani.
La Struttura della Diaspora
In questo periodo (fino al 2010), il Vovinam mondiale era strutturato in modo relativamente semplice, nonostante le divisioni politiche. L’autorità suprema, spirituale e tecnica, era una sola: il Patriarca Lê Sáng, che operava dal Tổ Đường (la “Casa Madre”, come descritto nel punto 10) a Ho Chi Minh City, dopo il suo rilascio nel 1988.
Tuttavia, il motore organizzativo del Vovinam al di fuori del Vietnam era gestito dalla diaspora europea, con il suo centro nevralgico in Francia, sotto la guida del Gran Maestro Trần Huy Phong.
Il Vovinam italiano, nato dalla diaspora, si è quindi sviluppato in modo naturale come parte integrante di questo movimento europeo. I maestri italiani e vietnamiti in Italia facevano riferimento ai grandi maestri in Francia e al Patriarca in Vietnam. L’Italia divenne rapidamente una delle “tre grandi” nazioni del Vovinam europeo, insieme a Francia e Germania.
La Nascita delle Prime Organizzazioni Nazionali
Per gestire la crescita, vennero create le prime associazioni nazionali. Queste organizzazioni (che hanno cambiato nome e forma nel corso dei decenni, come “Unione Italiana Vovinam Việt Võ Đạo”, “Federazione Italiana Vovinam”, ecc.) avevano uno scopo comune:
Unificare: Creare un programma tecnico e di esame unico a livello nazionale.
Organizzare: Creare i primi Campionati Nazionali e le prime Coppe Italia.
Rappresentare: Formare la Squadra Nazionale (gli “Azzurri”) per rappresentare l’Italia ai Campionati Europei e Mondiali di quel circuito.
In questo periodo, l’Italia ha espresso un livello tecnico altissimo, producendo campioni europei e mondiali sia nelle forme (Quyền) sia nel combattimento (Đấu), guadagnandosi il rispetto dell’intera comunità Vovinam.
PARTE 3: IL RIFLESSO DELLO SCENARIO GLOBALE (DAL 2010 AD OGGI)
La “situazione in Italia” oggi non può essere compresa senza fare riferimento alla situazione mondiale. Come esplorato nel punto 10, la morte del Patriarca Lê Sáng nel 2010 ha segnato la fine dell’era della leadership unica e ha formalizzato la coesistenza di due principali organizzazioni mondiali.
Questa divisione globale si riflette, per necessità e per scelta di affiliazione, in quasi tutti i paesi, inclusa l’Italia. Non si tratta di una “frattura” tecnica – l’arte, le forme, le forbici, la filosofia, rimangono le stesse – ma di una divisione gestionale e di visione.
Per mantenere la neutralità richiesta, descriveremo le due visioni globali che si riflettono sul territorio italiano.
La Visione Globale “Sportiva” (Focalizzata sul Võ)
Organizzazione Mondiale: World Vovinam Federation (WVVF).
Sede: Ho Chi Minh City, Vietnam.
Supporto: Sostenuta dal governo vietnamita e dal Comitato Olimpico Vietnamita.
Obiettivo: La promozione del Vovinam come sport ad alte prestazioni, con l’obiettivo finale del riconoscimento olimpico.
Enfasi: Grande focus sul combattimento sportivo (Đấu) e sulle forme da competizione (Thao Diễn), con regolamenti unificati a livello mondiale.
Organizzazione Europea: European Vovinam Viet Vo Dao Federation (EVVF), affiliata alla WVVF.
Siti Web:
Mondiale: www.vovinam-wvvf.org
Europea: www.vovinam-evvf.eu
La Visione Globale “Tradizionale” (Focalizzata sul Đạo)
Organizzazione Mondiale: World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental).
Sede: Storicamente Parigi, Francia (ora gestita da un Consiglio Direttivo multinazionale).
Supporto: Indipendente, radicata nell’eredità della diaspora e dei maestri allievi diretti del Patriarca in Europa.
Obiettivo: La preservazione e la promozione dell’eredità completa (tecnica e filosofica) del Patriarca Lê Sáng.
Enfasi: Forte focus sul programma tecnico completo (inclusi armi avanzate, autodifesa, Đa Luyện, filosofia e respirazione interna), considerando lo sport come una parte dell’arte, ma non il suo fine ultimo.
Siti Web:
Mondiale: www.vovinam-vietvodao.org
La Conseguenza per l’Italia
La “situazione in Italia” oggi è definita da questa realtà: non esiste un’unica federazione italiana, ma diverse organizzazioni e associazioni che, pur praticando la stessa arte, hanno scelto di affiliarsi a una di queste due visioni globali.
Questa non è una situazione di “caos”, ma di pluralità. Entrambe le “anime” del Vovinam (quella sportiva e quella tradizionale) sono rappresentate in Italia da organizzazioni strutturate, con programmi, campionati e maestri di altissimo livello.
PARTE 4: LA STRUTTURA LEGALE ITALIANA – IL RUOLO DEGLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA (EPS)
Per capire come queste organizzazioni operano legalmente, è indispensabile comprendere il sistema sportivo italiano. Questa è una chiave di lettura fondamentale e unicamente italiana.
Il Ruolo del CONI
In Italia, l’autorità suprema in materia di sport è il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). Il CONI riconosce legalmente lo sport attraverso due canali principali:
Federazioni Sportive Nazionali (FSN): Come la FIGC (Calcio) o la FITA (Taekwondo). Queste sono riservate a discipline con una vastissima base di praticanti o con status olimpico.
Discipline Sportive Associate (DSA): Per discipline con una solida struttura nazionale ma non ancora i numeri per essere FSN.
Il Vovinam, come molte arti marziali (Karate non-olimpico, Kung Fu, Aikido), non è né una FSN né una DSA.
La Necessità degli EPS
Come può esistere allora una palestra di Vovinam? Attraverso gli Enti di Promozione Sportiva (EPS). Gli EPS (come AICS, CSEN, UISP, ASI, ecc.) sono associazioni nazionali, riconosciute dal CONI, che hanno lo scopo di promuovere lo “sport per tutti”.
Per un’associazione sportiva dilettantistica (ASD) – la forma legale della maggior parte delle palestre (Võ Đường) – affiliarsi a un EPS è l’unica via per:
Esistere Legalmente: Ottenere il riconoscimento ai fini sportivi dal CONI.
Copertura Assicurativa: Fornire una copertura legale e assicurativa per i propri membri (praticanti e istruttori).
Benefici Fiscali: Accedere ai benefici fiscali previsti per le ASD.
Il Vovinam e gli EPS
La “situazione in Italia” è quindi questa: non esiste una “Federazione Italiana Vovinam” riconosciuta dal CONI. Esistono invece organizzazioni e associazioni di Vovinam che, per operare, si affiliano (individualmente o come gruppo) a un Ente di Promozione Sportiva.
Un’organizzazione di Vovinam può creare un “Settore Nazionale Vovinam” all’interno di un grande EPS (ad esempio, il “Settore Vovinam AICS”).
Questo permette loro di organizzare Campionati Nazionali, Coppe Italia e di rilasciare diplomi di istruttore che hanno una validità legale sul territorio italiano, in quanto emessi tramite l’Ente di Promozione Sportiva.
Questa struttura spiega perché si possono trovare palestre di Vovinam (magari anche appartenenti a organizzazioni internazionali diverse) che risultano entrambe affiliate, ad esempio, all’AICS o al CSEN. L’EPS fornisce il “contenitore” legale, mentre l’organizzazione di Vovinam fornisce il “contenuto” tecnico.
PARTE 5: LE PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI ITALIANE (ELENCO E ANALISI NEUTRALE)
Questa sezione elenca, in modo neutrale e imparziale, le principali entità, associazioni e federazioni che promuovono e strutturano il Vovinam Việt Võ Đạo sul territorio italiano, fornendo i dettagli e i riferimenti pubblici richiesti.
Le organizzazioni sono presentate in ordine alfabetico per garantire la massima imparzialità.
A. Associazione Vovinam Việt Võ Đạo Italia (ASD)
Questa associazione rappresenta un’importante realtà che opera sul territorio nazionale, con un forte radicamento storico.
Affiliazione Globale: Fa riferimento alla World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental), la branca storicamente legata alla diaspora europea e all’eredità diretta del Patriarca Lê Sáng, con un forte focus sulla tradizione (Đạo) e sul programma tecnico completo.
Ente di Promozione (EPS): L’associazione e le sue scuole affiliate (Võ Đường) operano affiliandosi a Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI per la loro validità legale e assicurativa sul territorio.
Filosofia e Attività: L’enfasi è posta sulla pratica completa dell’arte, come trasmessa dai maestri della diaspora. Oltre alle competizioni (come la “Coppa Italia” e i campionati nazionali del loro circuito), viene data grande importanza allo studio delle Quyền (forme), dei Song Luyện (combattimenti codificati), delle armi (Vũ Khí) e agli aspetti filosofici dell’arte.
Attività Internazionale: L’associazione prepara la squadra nazionale che rappresenta l’Italia ai Campionati Europei e Mondiali del circuito WVVF-Intercontinental.
Sito Web e Contatti:
Sito Web: www.vovinam-vvd.it
Sede Legale: (Le informazioni specifiche sull’indirizzo sono gestite a livello di singola ASD, ma l’organizzazione ha una presenza storica in regioni come il Piemonte, la Lombardia e il Lazio).
B. Federazione Vovinam Italia (FVI)
Questa è l’organizzazione italiana ufficialmente riconosciuta dalla federazione mondiale con sede in Vietnam e dal Comitato Olimpico Asiatico.
Affiliazione Globale: È il membro ufficiale per l’Italia della World Vovinam Federation (WVVF) e della European Vovinam Viet Vo Dao Federation (EVVF). Rappresenta quindi la branca “sportiva” dell’arte.
Ente di Promozione (EPS): La FVI ha stabilito una solida partnership con l’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport), un importante Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI. Il Vovinam FVI opera come un “Settore” nazionale all’interno dell’AICS, garantendo pieno riconoscimento legale alle sue attività, ai suoi diplomi di istruttore e ai suoi campionati.
Filosofia e Attività: L’enfasi principale, in linea con la WVVF, è sullo sviluppo del Vovinam come disciplina sportiva ad alte prestazioni. Le sue attività principali sono:
Il Campionato Nazionale Assoluto (AICS/FVI), che seleziona gli atleti per la squadra nazionale.
Coppe Italia e Trofei giovanili.
La preparazione della Squadra Nazionale Italiana “Azzurri” che compete (con notevole successo) ai Campionati Europei EVVF e ai Campionati Mondiali WVVF.
Attività Internazionale: Essendo l’organismo ufficiale della WVVF, è l’unico ente italiano i cui atleti partecipano agli eventi riconosciuti dal Comitato Olimpico Asiatico (OCA), come i SEA Games o gli Asian Indoor Games (quando il Vovinam è in programma).
Sito Web e Contatti:
Sito Web: www.vovinam.it
Sede Legale: L’organizzazione opera su tutto il territorio nazionale con una sede amministrativa (Storicamente a Busto Arsizio – VA, ma la sede legale/operativa può variare).
C. Altre Realtà Locali e Indipendenti
Oltre a queste due grandi organizzazioni nazionali, che rappresentano le due principali affiliazioni mondiali, il panorama italiano è arricchito da altre realtà:
Scuole Affiliate ad altri EPS: È possibile trovare scuole (Võ Đường) che, pur seguendo uno dei due programmi tecnici principali, scelgono di affiliarsi per motivi logistici o territoriali ad altri Enti di Promozione Sportiva, come il CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) o la UISP (Unione Italiana Sport Per tutti), che hanno anch’essi settori dedicati alle arti marziali.
Scuole “Indipendenti” (Tự Do): Come in ogni arte marziale, esistono maestri (spesso di alto grado ed esperienza storica) che, per scelta personale o filosofica, decidono di operare in modo indipendente (Tự Do), senza affiliarsi a nessuna delle grandi organizzazioni nazionali o mondiali. Queste scuole sono spesso “scuole del fondatore” locali, dove il maestro trasmette la sua interpretazione personale dell’arte, mantenendo un legame spirituale diretto con l’eredità del Fondatore e del Patriarca, ma al di fuori delle strutture politiche o sportive.
PARTE 6: L’ATTIVITÀ TECNICA E CULTURALE IN ITALIA
La “situazione” non è fatta solo di politica e organizzazioni, ma di pratica vissuta. L’Italia vanta un livello tecnico (Trình Độ Kỹ Thuật) tra i più alti al mondo, e questo è il risultato di una cultura specifica dell’allenamento.
Il Ruolo degli “Stage” (Seminari)
Il Vovinam italiano, data la sua natura frammentata in molte palestre e la divisione organizzativa, prospera grazie a una fitta rete di “stage” (seminari o raduni) nazionali e interregionali. Questi eventi sono la vera linfa vitale del movimento.
Perché sono fondamentali? Servono a:
Unificazione Tecnica: I Direttori Tecnici Nazionali (di entrambe le organizzazioni) usano questi stage per assicurarsi che tutte le palestre affiliate stiano interpretando il programma (Quyền, Song Luyện) allo stesso modo.
Formazione Istruttori: È la sede per i corsi di aggiornamento e gli esami per diventare Allenatore o Istruttore.
Esami di Grado: È il momento in cui si tengono gli esami per i gradi superiori (Cinture Gialle – Hoàng Đai, e Cinture Rosse – Hồng Đai), che vengono valutati da una commissione nazionale di maestri.
Comunità: È il momento in cui praticanti di diverse città si incontrano, allenano insieme e rafforzano lo spirito di fratellanza (Tinh Thần Đồng Môn).
La Presenza dei Maestri Vietnamiti
L’Italia ha avuto il privilegio di ospitare, fin dalle sue origini, maestri vietnamiti di altissimo profilo. Oltre ai maestri fondatori della diaspora (come i già citati Bùi Văn Hùng e Nguyễn Văn Sen, figure storiche), l’Italia ha mantenuto un filo diretto con la “Casa Madre”.
Visite dal Vietnam (WVVF): L’organizzazione FVI (affiliata WVVF) organizza regolarmente stage presieduti dai massimi vertici tecnici provenienti dal Vietnam, come il compianto Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu (quando era in vita) o altri maestri di altissimo grado (Cintura Rossa 8° o 9° Đẳng) inviati dal Tổ Đường, per garantire l’allineamento con lo sviluppo sportivo mondiale.
Visite dalla Diaspora (WVVF-Intercontinental): L’organizzazione Vovinam VVD Italia (affiliata Intercontinental) ha uno storico legame con i grandi maestri della diaspora, in particolare con il Consiglio dei Maestri (Hội Đồng Võ Sư) con sede in Francia, che presiedono stage e commissioni d’esame per garantire la continuità con la tradizione del Patriarca Lê Sáng.
Questo doppio canale di comunicazione tecnica assicura che l’Italia, in entrambe le sue anime, rimanga tecnicamente aggiornata e fedele alle fonti.
La Scena Agonistica: Il Doppio Binario
La “situazione” agonistica in Italia è una conseguenza diretta della struttura. Esistono, di fatto, due Campionati Nazionali e due Squadre Nazionali “Azzurre”.
Il Circuito “Sportivo” (FVI/AICS): Produce atleti focalizzati sulla performance nelle categorie (Đấu e Thao Diễn) previste dai regolamenti WVVF. La competizione è intensa, l’atletismo è spinto ai massimi livelli, e l’obiettivo è vincere medaglie ai Mondiali WVVF, dove l’Italia compete regolarmente contro potenze come Vietnam, Algeria e Francia.
Il Circuito “Tradizionale” (VVD Italia): Produce atleti che competono in un circuito che, pur essendo agonistico, dà eguale importanza a tutte le categorie del programma, incluse armi, autodifesa (Tự Vệ) e forme (Quyền) che potrebbero non essere incluse nel programma “olimpico” della WVVF. L’obiettivo è eccellere ai Mondiali Intercontinentali.
È importante notare, in un’ottica di neutralità, che entrambi i circuiti producono atleti di livello mondiale, e l’Italia è una delle poche nazioni al mondo ad avere un successo costante in entrambe le organizzazioni globali.
PARTE 7: SFIDE, OPPORTUNITÀ E FUTURO
La situazione italiana del Vovinam, così complessa e stratificata, presenta un quadro di sfide e opportunità uniche.
La Sfida della Pluralità La sfida più evidente è la divisione organizzativa.
Dal punto di vista esterno (CONI): La presenza di più “federazioni” o “associazioni” che rivendicano la rappresentanza della stessa disciplina rende quasi impossibile il percorso verso il riconoscimento come Disciplina Sportiva Associata (DSA), che richiede un unico referente nazionale.
Dal punto di vista interno: Può creare confusione nel pubblico e, a volte, una dispersione di risorse (es. due campionati nazionali, due nazionali, budget divisi).
La Sfida della Visibilità Come tutte le arti marziali non olimpiche (con l’eccezione del Judo), il Vovinam in Italia lotta per la visibilità mediatica. Compete per l’attenzione del pubblico contro sport da combattimento come l’MMA, il Kickboxing (K-1) e la Muay Thai, che hanno una copertura mediatica e un appeal commerciale molto maggiori.
L’Opportunità: Un Livello Tecnico Ineguagliabile Paradossalmente, la “sfida” della pluralità è anche la più grande forza dell’Italia.
Avendo due anime, il Vovinam italiano è “allenato” a tutto.
L’anima “sportiva” (FVI/WVVF) spinge l’atletismo, la preparazione fisica e la tattica di combattimento a livelli altissimi, necessari per competere con professionisti come i vietnamiti o gli algerini.
L’anima “tradizionale” (VVD Italia/Intercontinental) ha preservato una conoscenza profonda e quasi accademica del programma completo, delle armi e della filosofia (Đạo), che spesso viene trascurata nei circuiti puramente sportivi.
Il risultato è che il “Maestro” di Vovinam italiano medio è spesso uno dei più completi al mondo, capace di eccellere sia nella competizione fisica (Võ) sia nella profondità della conoscenza (Đạo).
Conclusione
La situazione del Vovinam Việt Võ Đạo in Italia è quella di un’arte matura, vibrante e tecnicamente superba. Non è un monolite, ma un ecosistema ricco. È saldamente radicata nell’eredità storica dei maestri fondatori della diaspora (l’anima del Đạo) e, allo stesso tempo, è un contendente di livello mondiale nell’arena dello sport moderno (l’anima del Võ).
La sua struttura, divisa tra diverse organizzazioni nazionali che riflettono le affiliazioni globali (WVVF e WVVF-Intercontinental) e che operano legalmente attraverso il sistema italiano degli Enti di Promozione Sportiva (come AICS), è complessa, ma è anche la fonte della sua incredibile resilienza e completezza.
PARTE 8: ELENCO E RIFERIMENTI (NEUTRALE)
Come richiesto, ecco un elenco strutturato delle principali organizzazioni mondiali, europee e italiane menzionate, con i loro riferimenti web pubblici.
Organizzazioni Mondiali di Riferimento
World Vovinam Federation (WVVF)
Filosofia: Focus Sportivo, sede in Vietnam.
Sito Web: http://www.vovinam-wvvf.org
World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental)
Filosofia: Focus Tradizionale (Đạo), radici nella diaspora.
Sito Web: http://www.vovinam-vietvodao.org
Organizzazioni Europee di Riferimento
European Vovinam Viet Vo Dao Federation (EVVF)
Affiliazione: Branca Europea della WVVF (Sportiva).
Sito Web: http://www.vovinam-evvf.eu
Organizzazione Europea Vovinam-VietVoDao (Consiglio dei Maestri)
Affiliazione: Branca Europea della WVVF-Intercontinental (Tradizionale).
(Nota: l’organizzazione opera tramite un consiglio, i cui contatti sono sul sito mondiale Intercontinental)
Principali Enti e Organizzazioni Nazionali in Italia
Federazione Vovinam Italia (FVI)
Affiliazione Globale: WVVF (Sportiva) e EVVF.
Affiliazione Nazionale (EPS): Settore Nazionale Vovinam dell’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport).
Sito Web: http://www.vovinam.it
Sede Legale/Operativa: (L’indirizzo operativo è gestito tramite la struttura AICS e la segreteria federale).
Associazione Vovinam Việt Võ Đạo Italia (ASD)
Affiliazione Globale: WVVF-Intercontinental (Tradizionale).
Affiliazione Nazionale (EPS): Le ASD affiliate operano tramite Enti di Promozione Sportiva riconosciuti CONI.
Sito Web: http://www.vovinam-vvd.it
Sede Legale: (L’indirizzo è gestito a livello di Associazione Nazionale e singole ASD affiliate sul territorio).
Principali Enti di Promozione Sportiva (EPS) di Riferimento
Le organizzazioni di Vovinam operano legalmente in Italia attraverso il riconoscimento CONI ottenuto tramite l’affiliazione a Enti come:
AICS – Associazione Italiana Cultura Sport
Sito Web: http://www.aics.it
CSEN – Centro Sportivo Educativo Nazionale
Sito Web: http://www.csen.it
UISP – Unione Italiana Sport Per tutti
Sito Web: http://www.uisp.it
TERMINOLOGIA TIPICA
La terminologia del Vovinam Việt Võ Đạo, nota in vietnamita come Võ Ngữ (letteralmente “Linguaggio Marziale”), è molto più di un semplice elenco di comandi o di nomi di tecniche. È il veicolo stesso della filosofia (Đạo), della storia e della scienza (Võ) dell’arte. Comprendere questa terminologia significa sbloccare l’accesso al pensiero dei Fondatori e alla logica profonda che governa ogni movimento.
La lingua vietnamita (Tiếng Việt) è monosillabica e tonale. Ciò significa che la maggior parte delle parole è composta da una sola sillaba, e il significato di quella sillaba può cambiare drasticamente in base al suo tono (accento). Molti dei termini più profondi e filosofici sono di origine Hán-Việt (Sino-Vietnamita), derivati da antichi caratteri cinesi, e portano con sé millenni di pensiero filosofico confuciano, taoista e buddista.
Questo capitolo esplora in modo esaustivo questo ricco lessico, non come un dizionario, ma come una mappa per comprendere l’anima del Vovinam.
PARTE 1: IL LESSICO FONDAMENTALE (TỪ VỰNG CĂN BẢN) – I PILASTRI DELL’ARTE
Queste non sono solo parole; sono i concetti fondanti su cui è costruito l’intero edificio del Vovinam.
Vovinam
Il nome stesso è il primo termine da analizzare. Come esplorato nei punti precedenti, si tratta di una contrazione moderna, un “portmanteau” creato dal Fondatore Nguyễn Lộc negli anni ’30.
Võ: Parola vietnamita (di origine Hán-Việt, 武) che significa “Arte Marziale”, “Guerra”, “Militare”.
Việt Nam: Il nome della nazione.
La scelta del nome Vovinam fu un atto di genio e un manifesto politico-culturale. Invece di usare un nome lungo e tradizionale (come “Stile della Tigre Bianca della provincia X”), il Fondatore creò un termine che era:
Moderno: Suonava come “Judo” o “Boxe”, un termine del XX secolo.
Inclusivo: Non era “l’arte di Nguyễn Lộc”, ma “l’Arte Marziale del Vietnam“. Apparteneva all’intero popolo e unificava tutte le tradizioni regionali (Võ Cổ Truyền) sotto un’unica bandiera.
Patriottico: In un’epoca di dominazione coloniale, chiamare un’arte con il nome della propria nazione era una potente affermazione di identità e orgoglio.
Việt Võ Đạo
Questo è il nome completo, il “nome spirituale” dell’arte, adottato ufficialmente dal Patriarca Lê Sáng nel 1964. Se “Vovinam” è il corpo, “Việt Võ Đạo” è l’anima.
Việt: Vietnamita. Ribadisce l’origine.
Võ: Arte Marziale. Ribadisce la pratica.
Đạo: Questo è il termine più importante dell’intero lessico.
Analisi Approfondita di “Đạo” (La Via) La parola Đạo (di origine Hán-Việt, 道) è la stessa del “Tao” cinese (Taoismo) e del “Do” giapponese (Karate-Do, Ju-Do, Ai-Ki-Do). Il suo significato è profondo:
“La Via” o “Il Sentiero”: Il suo significato letterale è “strada”, “sentiero”, “percorso”. Questo implica che l’arte marziale non è una destinazione, ma un viaggio che dura tutta la vita.
“Il Principio Universale”: Nella filosofia taoista, il Đạo è il principio cosmico che genera e governa tutte le cose, l’armonia naturale dell’universo, l’equilibrio di Yin e Yang.
“Il Metodo” o “La Dottrina”: Indica un sistema completo di pensiero e di pratica.
Aggiungendo “Đạo” al nome, il Patriarca Lê Sáng ha fatto una dichiarazione filosofica fondamentale: il Vovinam non è solo un insieme di tecniche di combattimento (Võ). È un percorso morale, etico e spirituale per la formazione completa dell’essere umano. La pratica fisica (Võ) è semplicemente il mezzo (il “veicolo”) per percorrere questa “Via” (Đạo) e raggiungere l’illuminazione personale e il servizio all’umanità.
Cương Nhu Tương Phối (Armonia di Duro e Morbido)
Questo è il principio tecnico e filosofico centrale, il “motore” del Vovinam.
Cương: (Hán-Việt, 剛) “Duro”, “Forte”, “Irremovibile”. Rappresenta il principio Yang. Tecnicamente: pugni, calci, parate bloccanti, posizioni stabili, potenza muscolare. Filosoficamente: determinazione, coraggio, rettitudine, la “volontà d’acciaio” (Principio 8).
Nhu: (Hán-Việt, 柔) “Morbido”, “Flessibile”, “Cedevole”. Rappresenta il principio Yin. Tecnicamente: leve, proiezioni, schivate, parate devianti, fluidità. Filosoficamente: adattabilità, intelligenza, calma, umiltà, diplomazia.
Tương Phối: “Reciprocamente Combinati” o “Armonizzati”.
L’intero Vovinam è lo studio dell’interazione dinamica di questi due opposti complementari. Non si è mai solo duri (sarebbe rigidi e fragili) o solo morbidi (sarebbe passivi e deboli). La tecnica suprema (e la saggezza di vita) sta nel sapere quando essere roccia (Cương) e quando essere acqua (Nhu), e come passare dall’uno all’altro in una frazione of secondo.
Âm e Dương
Sono i termini vietnamiti per Yin e Yang. Sono il fondamento filosofico su cui si basa il Cương-Nhu.
Âm (Yin): Il principio negativo/passivo/femminile: buio, freddo, morbido (Nhu), terra, luna.
Dương (Yang): Il principio positivo/attivo/maschile: luce, caldo, duro (Cương), cielo, sole. Il logo del Vovinam, con il cerchio rosso e blu, è la rappresentazione del Vovinam di questo simbolo universale (Thái Cực), con il rosso che rappresenta Cương e il blu che rappresenta Nhu.
PARTE 2: IL LESSICO UMANO (TỪ VỰNG VỀ CON NGƯỜI) – LA GERARCHIA E LA FAMIGLIA
Il Vovinam è strutturato come una famiglia (Gia Đình) e un sistema educativo. La terminologia per le persone riflette questa gerarchia di rispetto, basata sul confucianesimo.
I Fondatori (Những Người Sáng Lập)
Sáng Tổ: “Fondatore”.
Sáng: “Creare”, “Iniziare”.
Tổ: “Antenato”, “Patriarca”. Questo titolo è riservato esclusivamente al Maestro Nguyễn Lộc. È un termine di massimo rispetto, che lo pone al livello di un antenato della “famiglia” Vovinam.
Chưởng Môn: “Patriarca” o “Capo Scuola”.
Chưởng: “Gestire”, “Controllare”, “Essere a capo”.
Môn: “Porta”, “Cancello”, e per estensione “Scuola” o “Disciplina” (es. Môn Phái – Stile). Il Chưởng Môn è “Colui che gestisce la porta della scuola”. Questo titolo è stato detenuto per 50 anni dal Maestro Lê Sáng, l’erede designato. È il leader supremo, l’autorità finale sulla tecnica e la filosofia.
La Gerarchia dei Maestri e Istruttori (Cấp Bậc)
Võ Sư: “Maestro”.
Võ: “Arte Marziale”.
Sư: (Hán-Việt, 師) “Insegnante”, “Maestro”. È lo stesso carattere di “Shi” in cinese (es. Shifu) o “Shihan” in giapponese. Questo titolo non è generico. Nel Vovinam, è un grado tecnico specifico. Si diventa Võ Sư (Maestro) solo quando si raggiunge il grado di Hồng Đai (Cintura Rossa). Un praticante con la cintura gialla (Hoàng Đai), anche se insegna, non è ancora un Võ Sư.
Huấn Luyện Viên (HLV): “Istruttore” o “Allenatore”.
Huấn Luyện: “Allenare”, “Addestrare”.
Viên: “Membro”, “Ufficiale”. Questo è un termine più moderno e “sportivo”. È il titolo ufficiale per chi ha la qualifica di insegnante (spesso dal 3° grado Hoàng Đai in su). Mentre “Võ Sư” è un titolo di rispetto e un grado, “HLV” è una funzione, un ruolo.
Trợ Giảng: “Assistente Istruttore”.
Trợ: “Aiutare”, “Assistere”.
Giảng: “Insegnare”. Un praticante anziano (spesso una cintura gialla) che assiste l’HLV nell’insegnamento, tipicamente occupandosi dei principianti.
I Praticanti (Môn Sinh)
Võ Sinh: “Praticante” o “Allievo”.
Võ: “Arte Marziale”.
Sinh: “Studente” o “Vita”. Questa parola è bellissima. Non significa solo “studente di arti marziali”, ma anche “Vita Marziale”. Implica che un praticante non è solo uno studente in palestra, ma una persona che ha scelto l’arte marziale come parte della sua vita.
Môn Sinh: “Discepolo della Scuola”.
Môn: “Scuola” (la stessa di Chưởng Môn).
Sinh: “Studente”. Termine più specifico per indicare un allievo appartenente a quella specifica scuola (Vovinam).
Đồng Đạo: “Fratello d’Arte” o “Condiscepolo”.
Đồng: (Hán-Việt, 同) “Stesso”, “Uguale”, “Insieme”.
Đạo: (Hán-Việt, 道) “La Via”. Questo è forse il termine più filosofico per descrivere i praticanti. Un compagno di allenamento non è un “rivale” o un “collega”. È un “Đồng Đạo”: “Colui che cammina sulla Stessa Via”. Questo termine incapsula il Principio 3 (“Amare i propri compagni d’arte”) e trasforma il Võ Đường da una palestra a una fratellanza.
PARTE 3: IL LESSICO DELL’AMBIENTE (TỪ VỰNG VỀ MÔI TRƯỜNG)
La terminologia che definisce il luogo, l’abbigliamento e la struttura dell’arte.
I Luoghi (Nơi Chốn)
Võ Đường: “Il Luogo della Via Marziale”.
Võ: “Arte Marziale”.
Đường: (Hán-Việt, 堂) “Sala”, “Sala Principale”. È l’equivalente vietnamita del “Dojo” giapponese o del “Kwoon” cinese. È lo spazio sacro dedicato alla pratica.
Tổ Đường: “La Casa Ancestrale”.
Tổ: “Antenato”.
Đường: “Sala”. Come esplorato nel punto 10, questo è il nome della “Casa Madre” a Ho Chi Minh City, il centro spirituale mondiale dell’arte.
L’Abbigliamento (Trang Phục)
Võ Phục: “L’Uniforme Marziale”.
Võ: “Arte Marziale”.
Phục: (Hán-Việt, 服) “Vestito”, “Abbigliamento”. È il nome generico per l’uniforme blu oceano.
Áo: “Giacca” (la parte superiore del Võ Phục).
Quần: “Pantaloni”.
Phù Hiệu: “Logo” o “Stemma” (quello cucito sul petto).
Tên/Cấp: “Nome/Grado” (la targhetta sul petto a destra).
Il Sistema dei Gradi (Hệ Thống Cấp Bậc)
Đai: “Cintura”. La parola vietnamita per “cintura” o “fascia”.
Tự Vệ: “Autodifesa”. Questo è il nome del primo livello di cintura blu chiaro. Indica che lo scopo iniziale dell’allenamento è imparare l’autodifesa pragmatica.
Lam Đai: “Cintura Blu”.
Lam: “Blu”. Il livello intermedio tra il principiante e la cintura gialla, diviso in gradi (1°, 2°, 3° Cấp).
Hoàng Đai: “Cintura Gialla”.
Hoàng: (Hán-Việt, 黃) “Giallo”. Questo è un termine Hán-Việt, e la sua scelta è filosofica. “Hoàng” non è solo “giallo” (Vàng), ma è il giallo “imperiale”, il colore associato alla Terra (Thổ) nel sistema dei Cinque Elementi (Ngũ Hành). Raggiungere la Hoàng Đai significa che il praticante ha costruito le sue “fondamenta”, è diventato “stabile come la terra”. Questo è l’equivalente della cintura nera.
Hồng Đai: “Cintura Rossa”.
Hồng: (Hán-Việt, 紅) “Rosso”. È il grado dei Maestri (Võ Sư). Il rosso è il colore del Fuoco (Hỏa) e del Sangue (Huyết). Simboleggia la passione, il coraggio, e il “sacrificio” del Maestro che “sanguina” la sua conoscenza per trasmetterla ai suoi allievi.
Bạch Đai: “Cintura Bianca”.
Bạch: (Hán-Việt, 白) “Bianco”. Il grado supremo, riservato al Patriarca (Chưởng Môn). Il bianco è il colore del Metallo (Kim) o della purezza/vuoto. È la sintesi di tutti i colori, la vetta della montagna. Rappresenta la padronanza totale e il ritorno all’essenza.
Cấp: “Grado” o “Livello” (per i gradi inferiori, es. 1° Cấp).
Đẳng: “Grado” o “Livello” (per i gradi superiori, i “Dan” giapponesi, es. 1° Đẳng Hoàng Đai).
PARTE 4: IL LESSICO DEI COMANDI (TỪ VỰNG CHỈ HUY) – LA PRATICA IN AULA
Questi sono i termini che si sentono gridare in ogni Võ Đường, usati dall’istruttore (HLV) per guidare la lezione (Buổi Tập).
Rituali e Comandi Generali
Nghiêm Lễ: “Saluto!” (Comando formale).
Nghiêm: “Serio”, “Formale”, “Rigoroso”.
Lễ: “Rituale”, “Etichetta”. Il comando significa “Eseguire il rituale formale”.
Chào: “Salutare” (Verbo comune, usato in modo più informale).
Tập Hợp: “Allineamento!” o “Raduno!”
Chuẩn Bị: “Pronti!” (Posizione di guardia o di attesa).
Bắt Đầu: “Iniziare!”
Thôi: “Stop!”
Giải Tán: “Scioglimento!” o “Dismiss!” (Comando di fine lezione).
Termini della Preparazione Fisica (Khởi Động)
Khởi Động: “Riscaldamento”.
Khởi: “Iniziare”.
Động: “Movimento”.
Thể Lực: “Potenziamento Fisico” o “Forza”.
Hít Thở: “Respirazione”.
Hít Vào: “Inspirare”.
Thở Ra: “Espirare”.
Khí Công / Nội Công: “Lavoro Energetico” / “Lavoro Interno” (Esercizi di respirazione avanzati).
Ép Dẻo: “Stretching” (letteralmente “Forzare la Flessibilità”).
Hít Đất: “Piegamenti” (letteralmente “Respirare Terra”).
Gập Bụng: “Addominali” (letteralmente “Piegare Addome”).
PARTE 5: IL LESSICO TECNICO (TỪ VỰNG KỸ THUẬT) – L’ALFABETO DEL COMBATTIMENTO
Questa è la sezione più vasta, il cuore del “Võ Ngữ” (Linguaggio Marziale). Ogni tecnica è descritta da un nome pragmatico che ne spiega l’azione.
Concetti di Base
Kỹ Thuật: “Tecnica”.
Đòn: “Tecnica”, “Colpo”, “Presa”. È un termine generico per un’azione marziale singola.
Thế: “Postura”, “Forma” (es. Thế Thủ – Posizione di Guardia).
Phản Đòn: “Contrattacco”.
Song Đấu: “Sparring” o “Combattimento” (letteralmente “Combattimento a Due”).
Tay Không: “Mani Nude” (letteralmente “Mani Vuote”).
Vũ Khí: “Armi” (letteralmente “Attrezzo Marziale”).
Le Posizioni (Các Thế Tấn)
Tấn: “Posizione”.
Lập Tấn: “Posizione di Attesa” (Piedi uniti o paralleli).
Trung Bình Tấn: “Posizione del Cavaliere” (letteralmente “Posizione Media Stabile”). È la posizione Cương per eccellenza, usata per sviluppare la forza delle gambe.
Đinh Tấn: “Posizione dell’Arciere” (letteralmente “Posizione a T”). È la posizione offensiva principale, con il peso in avanti.
Hổ Tấn: “Posizione della Tigre”.
Hổ: “Tigre”. Una posizione Nhu, reattiva, con il peso sulla gamba posteriore, pronta a scattare o a calciare con la gamba anteriore.
Chảo Mã Tấn (o Triêu Mão Tấn): “Posizione del Gatto”. Posizione di attesa o transizione, molto leggera sul piede anteriore.
Xà Tấn: “Posizione del Serpente” (molto bassa).
Tecniche di Percussione (Đòn Tấn Công) – Il “Cương”
Il Vovinam è estremamente preciso nel nominare i suoi colpi, specificando l’arma corporea, la traiettoria e il bersaglio.
Tecniche di Mano (Đòn Tay)
Thôi: “Pugno” (Colpo con le nocche).
Thôi Thẳng: Pugno “Dritto” / Diretto.
Thôi Móc: Pugno “Uncinato” / Gancio.
Thôi Móc Ngược: Pugno “Uncinato Rovesciato” / Montante (Uppercut).
Chém: “Colpo di Taglio” (Colpo con la “Mano d’Acciaio” – Cạnh Tay). Questo è un termine chiave, unico del Vovinam.
Cạnh Tay: Il “Taglio della Mano”.
Chém Bổ: Colpo “tagliante” dall’alto in basso (come un’ascia).
Chém Tạt: Colpo “circolare” (come uno schiaffo).
Chém Xéo: Colpo “diagonale”.
Chém Ức Tay: Colpo con la base del palmo (il “calcagno” della mano).
Đâm: “Colpo di Punta” o “Pugnalata”.
Đâm Xỉa: Colpo con la punta delle dita (a gola, occhi).
Đâm Thẳng: Colpo di pugno verticale (spesso alla giapponese).
Chỏ: “Gomito”.
Chỏ Tạt: Gomitata “Circolare” / Orizzontale.
Chỏ Thúc: Gomitata “Ascendente”.
Chỏ Phá: Gomitata “Discendente” (che rompe).
Chỏ Hậu: Gomitata “Indietro”.
Gối: “Ginocchio”.
Gối Thẳng: Ginocchiata “Dritta”.
Gối Tạt: Ginocchiata “Circolare”.
Gối Nhảy: Ginocchiata “Saltata”.
Tecniche di Gamba (Đòn Chân)
Đá: “Calcio”.
Đá Thẳng: Calcio “Dritto” / Frontale (colpisce con l’avampiede o il tallone).
Đá Cạnh: Calcio “di Taglio” / Laterale (colpisce con il taglio esterno del piede).
Đá Tạt: Calcio “Circolare” (il roundhouse kick).
Đá Hậu: Calcio “Indietro” / Diretto all’indietro.
Đá Quay: Calcio “Girato” (Spinning kick).
Đá Bổ: Calcio “ad Ascia” / Discendente.
Đá Lăng: Calcio “slanciato” (usato nel riscaldamento).
Tecniche di Difesa (Đòn Thủ)
Đỡ: “Parare” o “Bloccare”.
Đỡ Cứng: Parata “Dura” (Cương). Oppone forza a forza.
Đỡ Mềm: Parata “Morbida” (Nhu).
Gạt: “Deviare” (Il termine più comune per la parata morbida).
Đỡ Cao: Parata “Alta”.
Đỡ Thấp: Parata “Bassa”.
Đỡ Trung: Parata “Media”.
PARTE 6: IL LESSICO TECNICO (TỪ VỰNG KỸ THUẬT) – L’ARSENALE DEL “NHU”
Questa sezione copre la parte “morbida” dell’arte, dove la strategia e la biomeccanica (Nhu) superano la forza bruta (Cương).
Tecniche di Autodifesa (Tự Vệ)
Tự Vệ: “Autodifesa”.
Tự: “Se stesso”.
Vệ: “Difendere”.
Thoát Gỡ: “Svincolo”.
Thoát: “Fuggire”, “Scappare”.
Gỡ: “Rimuovere”, “Slegare”. Si riferisce alle tecniche per liberarsi da prese (ai polsi, al collo, al corpo).
Khóa: “Leva Articolare” o “Blocco”.
La parola significa letteralmente “chiudere a chiave”. L’obiettivo è “chiudere” l’articolazione dell’avversario.
Khóa Tay: Leva al polso/braccio.
Khóa Chân: Leva alla gamba.
Tecniche di Proiezione (Vật & Đòn Chân)
Vật: “Lotta” o “Proiezione”. Questo termine si riferisce all’influenza della lotta tradizionale vietnamita (Vật Cổ Truyền). È l’arte di sbilanciare e atterrare l’avversario.
Quét: “Spazzata” (Tecnica di gamba che spazza la caviglia).
Móc: “Aggancio” (Tecnica di gamba che aggancia dall’interno o esterno).
Le Forbici (Đòn Chân Tấn Công)
Questo è il lessico più famoso del Vovinam.
Đòn Chân Tấn Công: “Tecniche di Gamba d’Attacco”.
Đòn: “Tecnica”.
Chân: “Gamba”.
Tấn Công: “Attacco”. Questo è il nome formale per tutte le 21 tecniche di forbice.
Kẹp: “Stringere”, “Pizzicare”, “Afferrare a tenaglia”. Questo è il verbo chiave delle forbici. L’azione non è un “calcio”, ma una “presa a tenaglia” con le gambe.
Kẹp Cổ: “Stringere il Collo” (La forbice volante al collo).
Kẹp Chân: “Stringere le Gambe” (La forbice alle gambe).
Tecniche di Caduta (Kỹ Thuật Ngã)
Kỹ Thuật Ngã: “Tecnica di Caduta”.
Ngã: “Cadere”. Essenziale in un’arte piena di proiezioni. È l’applicazione più pura del Nhu: cedere all’impatto per non rompersi.
Ngã Ngửa: Caduta “all’Indietro” (sulla schiena).
Ngã Nghiêng: Caduta “Laterale”.
Ngã Bụng: Caduta “Frontale” (sulla pancia).
Nhào Lộn: “Capriola” / “Acrobazia”.
PARTE 7: IL LESSICO DELLE FORME (QUYỀN) E DELLE ARMI (VŨ KHÍ)
Questa terminologia descrive la “letteratura” dell’arte, le sequenze codificate che preservano la conoscenza.
Le Forme (Các Bài Quyền)
Quyền: “Forma” (l’equivalente del “Kata” giapponese o “Poomsae” coreano).
Il termine (Hán-Việt, 拳) significa anche “pugno” o “boxe” (es. “Tai Chi Chuan” / “Thái Cực Quyền”). È una sequenza individuale di movimenti.
Song Luyện: “Allenamento a Coppie” (Forma a due).
Song: (Hán-Việt, 雙) “Coppia”, “Duale”.
Luyện: (Hán-Việt, 練) “Allenare”, “Praticare”. Questa è la grande innovazione pedagogica del Vovinam. Non è sparring (Song Đấu), ma un combattimento codificato in cui si imparano il tempismo e la distanza (Cự Ly).
Đa Luyện: “Allenamento Multiplo”.
Đa: (Hán-Việt, 多) “Molti”, “Multiplo”.
Luyện: “Allenare”. Si riferisce alle forme di difesa contro più aggressori.
Nomi delle Forme Iconiche
Khai Môn Quyền: “Forma dell’Apertura della Porta” (La prima forma di colpi di taglio).
Thập Tự Quyền: “Forma della Croce” (letteralmente “Forma del Carattere Dieci”, 十).
Long Hổ Quyền: “Forma del Drago e della Tigre”.
Long: “Drago” (Simbolo del Nhu, agilità, spirito).
Hổ: “Tigre” (Simbolo del Cương, potenza, forza fisica).
Lão Mai Quyền: “Forma del Vecchio Albero di Albicocco” (Forma Nhu avanzata).
Le Armi (Vũ Khí)
Vũ Khí: “Arma”.
Vũ: (Hán-Việt, 武) “Marziale” (lo stesso di Võ).
Khí: (Hán-Việt, 器) “Attrezzo”, “Strumento”.
(Nota: Non confondere con Khí (氣), che significa “Energia/Aria”).
Côn: “Bastone”.
Tứ Trụ Côn: “Bastone delle Quattro Colonne” (Forma base di bastone).
Đao: “Sciabola” (Lama singola, pesante – Cương).
Kiếm: “Spada” (Lama doppia, leggera – Nhu).
Long Kiếm: “Spada del Drago”.
Mác: “Lancia”.
Đại Đao: “Alabarda” (letteralmente “Grande Sciabola/Lama”).
Quạt: “Ventaglio” (L’arma Nhu per eccellenza, usata per dissimulare).
PARTE 8: IL LESSICO DEI DIECI PRINCIPI (MƯỜI ĐIỀU TÂM NIỆM)
La terminologia più importante non è quella tecnica, ma quella filosofica. I Dieci Principi sono la “Costituzione” del Vovinam. Il nome stesso è una lezione:
Mười: “Dieci”.
Điều: “Articolo”, “Cosa”.
Tâm Niệm: “Principio del Cuore” o “Ricordo del Cuore”.
Tâm: (Hán-Việt, 心) “Cuore”, “Mente”, “Spirito”.
Niệm: (Hán-Việt, 念) “Ricordare”, “Recitare”, “Pensare”.
Non sono “comandamenti” (Giới Luật), ma “Cose da ricordare nel proprio cuore”. Sono una guida interna, non una legge esterna.
Termini Chiave dai Principi:
Phục Vụ Dân Tộc và Nhân Loại (Principio 1): “Servire il Popolo e l’Umanità”.
Phục Vụ: “Servire”.
Dân Tộc: “Popolo” / “Nazione”.
Nhân Loại: “Umanità”. Questo stabilisce la missione universale dell’arte.
Trung Thành (Principio 2): “Essere Fedele” (all’arte e ai maestri).
Tôn Kính (Principio 3): “Rispettare” (i superiori).
Thương Yêu (Principio 3): “Amare” (i compagni, i Đồng Đạo).
Danh Dự (Principio 4): “Onore”.
Tự Vệ (Principio 5): “Autodifesa” (Usare l’arte solo per giusta difesa).
Lẽ Phải (Principio 5): “Giustizia” / “Ciò che è giusto”.
Trau Dồi Đạo Hạnh (Principio 6): “Coltivare la Condotta Morale”.
Cao Thượng (Principio 7): “Nobile d’Animo”.
Ý Chí Cương Quyết (Principio 8): “Volontà d’Acciaio”.
Sáng Suốt (Principio 9): “Giudizio Lucido”.
Tự Tín, Khiêm Tốn, Từ Ái (Principio 10): “Fiducia in sé, Umiltà, Benevolenza”.
Conclusione: Il Linguaggio come Via (Võ Ngữ là Đạo)
Il Võ Ngữ del Vovinam Việt Võ Đạo è un sistema linguistico e filosofico di incredibile profondità. Non è un ostacolo da superare (imparare parole a memoria), ma lo strumento principale per l’insegnamento.
Ogni termine, dalla semplice parola “Đá” (Calcio) al concetto complesso di “Đạo” (La Via), è stato scelto con cura dai Fondatori. I termini vietnamiti puri (Thuần Việt) come “Đá”, “Đấm”, “Chém” descrivono l’azione fisica (il Võ) con pragmatismo. I termini Sino-Vietnamiti (Hán-Việt) come “Cương”, “Nhu”, “Tâm”, “Đạo” descrivono i concetti astratti e filosofici (il Đạo).
Imparare la terminologia del Vovinam non significa imparare il vietnamita; significa imparare a pensare in Vovinam. Significa capire che un pugno non è solo un pugno, ma un’espressione di Cương. Che una leva non è solo una presa, ma un’applicazione di Nhu. E che un compagno di allenamento non è un rivale, ma un Đồng Đạo, un fratello sulla stessa Via.
In questo senso, il Linguaggio Marziale non descrive solo il percorso: è il percorso.
ABBIGLIAMENTO
L’abbigliamento nel Vovinam Việt Võ Đạo è un elemento di importanza centrale, un manifesto visivo che va ben oltre la semplice funzionalità di un indumento sportivo. Non è un “kimono” né una “tuta”. È il Võ Phục (Võ = Marziale, Phục = Abito/Veste), la “Veste Marziale”, e ogni suo aspetto – il colore, il taglio, i simboli che lo adornano e la cintura (Đai) che lo cinge – è una dichiarazione di principi, un capitolo della filosofia dell’arte e un riflesso della storia del Vietnam.
L’uniforme non è un accessorio; è la “seconda pelle” del praticante (Võ Sinh). È l’abito che simboleggia la sua scelta di percorrere il Đạo (la Via). Indossare il Võ Phục è il primo atto rituale dell’allenamento (Buổi Tập), un gesto che segna la transizione dal mondo profano della vita quotidiana allo spazio sacro del Võ Đường (il luogo di pratica).
Questo capitolo analizza in profondità non solo come è fatto l’abbigliamento, ma perché è fatto in quel modo, esplorando l’incredibile densità di simbolismo, storia e pragmatismo intessuta in questo capo iconico.
PARTE 1: IL VÕ PHỤC – L’ABITO DEL PRATICANTE
Il termine Võ Phục si riferisce all’intero completo da allenamento. È immediatamente riconoscibile e si distingue da quasi ogni altra arte marziale del mondo per la sua caratteristica più famosa: il colore.
Il Colore: Blu Oceano (Màu Lam Gió Biển)
La scelta del colore blu non è un caso né una moda. Mentre il Fondatore Nguyễn Lộc, nei primissimi anni (1938-1940), utilizzò uniformi bianche (Võ Phục Trắng) sul modello delle arti marziali giapponesi come il Judo, la transizione e la successiva codificazione del colore blu oceano (Màu Lam Gió Biển) da parte del Patriarca Lê Sáng fu una decisione filosofica, sociale e politica deliberata.
Questo colore, oggi sinonimo di Vovinam, racchiude tre significati fondamentali:
1. Il Simbolo della Speranza (Biểu Tượng Của Hy Vọng)
Questo è il significato filosofico primario. Il Vovinam è nato in un periodo buio per il Vietnam (come esplorato nel punto 3), segnato dalla dominazione coloniale francese e da una profonda crisi d’identità nazionale. Il Fondatore concepì la sua arte come una “cura” per un popolo che si sentiva oppresso e apatico.
Il Blu del Cielo e del Mare: Il colore blu oceano rappresenta i due elementi più vasti e liberi della natura: il cielo (Trời) e il mare (Biển).
Vastità della Conoscenza: Simboleggia l’infinità del Đạo (la Via) e la vastità della conoscenza marziale (Võ). Il praticante che indossa il blu è come una nave che salpa in un oceano di apprendimento.
La Speranza (Hy Vọng): Soprattutto, il blu è il colore dell’orizzonte, del futuro. Indossare il blu, in quel contesto storico, era un atto di ottimismo e di fede. Significava credere in una rinascita, in un futuro in cui il Vietnam (e l’individuo) sarebbe stato di nuovo forte e libero. È l’uniforme di un’arte che non guarda al passato con nostalgia, ma al futuro con determinazione.
2. Il Simbolo dell’Uguaglianza (Biểu Tượng Của Sự Bình Đẳng)
Questo è il significato sociologico, una traccia del genio pratico del Fondatore.
Il Problema del Bianco: Le uniformi bianche, comuni nel Judo e nel Karate, si sporcano all’istante. Nel Vietnam coloniale, segnato da profonde divisioni di classe, un’uniforme bianca immacolata era un lusso. Significava potersi permettere sapone in abbondanza, tempo per lavare o, più semplicemente, più uniformi. Un’uniforme bianca sporca o ingiallita tradiva immediatamente lo status sociale del praticante.
Il Blu come Livellatore: Il blu è un “colore da lavoro”. È pratico. Maschera il sudore, la polvere del Võ Đường e persino le piccole macchie di sangue dovute all’allenamento (Cương).
L’Uguaglianza nel Võ Đường: Quando il figlio di un ricco funzionario e il figlio di un povero contadino indossano entrambi il Võ Phục blu, sono indistinguibili. Le differenze sociali e finanziarie del mondo esterno svaniscono. Sul tatami, non esistono classi; esistono solo Đồng Đạo (“fratelli sulla stessa Via”). Il Võ Phục blu è l’abito dell’uguaglianza, un’applicazione concreta del Principio 3 (“Amare i propri compagni d’arte”).
3. Il Simbolo della Calma (Biểu Tượng Của Sự Bình Tĩnh)
Questo è il significato psicologico, legato direttamente alla filosofia Cương-Nhu (Duro-Morbido).
Il Blu come Colore “Freddo”: Nella psicologia dei colori, il blu è associato alla calma, alla serenità, alla riflessione e all’intelletto. È l’opposto del rosso (passione, rabbia, fuoco).
L’Equilibrio in Combattimento: L’allenamento marziale (Võ) è Cương (Duro). Genera calore, adrenalina, aggressività. Il combattimento (Đấu) può accendere la rabbia o la paura.
Un Promemoria Costante: L’uniforme blu che avvolge il praticante agisce come un promemoria visivo e psicologico costante. Ricorda al Võ Sinh di mantenere la mente lucida (Trí), il cuore calmo (Tâm) e il giudizio freddo (Principio 9: “Giudizio lucido”). È l’incarnazione del Nhu (Morbido) che deve sempre contenere e guidare il Cương (Duro).
PARTE 2: ANALISI DEI COMPONENTI (PHÂN TÍCH CÁC THÀNH PHẦN)
Il Võ Phục è composto da due pezzi principali: la giacca (Áo) e i pantaloni (Quần). Il loro design non è estetico, ma funzionale, studiato per permettere l’esecuzione dell’intero, vastissimo programma tecnico (Chương Trình).
La Giacca (Áo Võ Phục)
Il Taglio (Kiểu Dáng): Il taglio è specifico. Non è il taglio a “T” del kimono da Judo. È più sagomato, pur rimanendo ampio. Il tessuto (Chất Liệu) è un equilibrio cruciale: deve essere abbastanza leggero da permettere agilità, calci alti e acrobazie, ma abbastanza robusto (spesso un cotone “canvas” o un misto cotone-poliestere) da resistere alle prese, alle leve (Khóa) e alle proiezioni (Vật) che sono parte integrante dell’arte.
La Chiusura (Cách Cài Áo):
Tradizionale: La chiusura tradizionale è un incrocio sinistra su destra. Questo è uno standard in molte arti marziali asiatiche e ha un profondo simbolismo. Il lato sinistro (quello del cuore, Tâm) copre e “controlla” il lato destro (quello della forza, la “mano d’acciaio”). È un’altra manifestazione del Nhu (filosofia) che governa il Cương (tecnica). La giacca veniva chiusa con dei laccetti (dây) interni ed esterni.
Moderna: Per praticità, specialmente nel contesto sportivo (WVVF), molte uniformi moderne hanno sostituito i laccetti con chiusure in velcro o persino cerniere lampo nascoste. Questa è un’evoluzione pragmatica che facilita la vestizione, anche se alcuni tradizionalisti preferiscono ancora il metodo classico.
Le Maniche (Ống Tay Áo): Sono ampie, non aderenti, per permettere la massima libertà di movimento nei colpi di taglio (Chém) e nei pugni (Thôi), e per facilitare le prese da parte del compagno durante lo studio delle leve (Khóa).
I Pantaloni (Quần Võ Phục)
Questo è forse il pezzo di design più importante e specifico del Vovinam.
Il Taglio (Kiểu Dáng): I pantaloni sono estremamente ampi, quasi “gonfi”. La caratteristica chiave è il cavallo (Đũng Quần), che è molto basso e ampio.
La Ragione Tecnica (Kỹ Thuật): Questo design non è casuale. È la soluzione ingegneristica per un’arte marziale che ha come fiore all’occhiello le Đòn Chân Tấn Công (le 21 forbici, come esplorato nel punto 7) e i calci alti (Đá Cao).
Massima Mobilità: Un cavallo basso e ampio permette al praticante di raggiungere la massima apertura delle anche (Ép Dẻo) e di eseguire spaccate (Xoạc) frontali e laterali, sia a terra che in aria (nelle forbici), senza che il tessuto del pantalone opponga resistenza o, peggio, si strappi. Un praticante di Karate o Taekwondo che provasse a eseguire una forbice Vovinam con i suoi pantaloni più attillati, li strapperebbe quasi certamente.
Chiusura: Tradizionalmente con un laccio (dây) molto lungo, che permetteva una regolazione perfetta. Oggi, per praticità, la maggior parte dei pantaloni utilizza un robusto elastico in vita, spesso coadiuvato da un laccio.
PARTE 3: GLI EMBLEMI E I GRADI (PHÙ HIỆU VÀ CẤP BẬC)
L’uniforme “nuda” è incompleta. Ciò che la definisce sono i simboli che porta, che indicano l’appartenenza, il grado e l’identità.
Gli Emblemi (Phù Hiệu)
Logo Vovinam (Phù Hiệu):
Posizione: Viene cucito sul petto, lato sinistro.
Simbolismo: La posizione è cruciale. È posto sopra il cuore (Tâm). È un promemoria costante che l’arte non è solo nella mente (Trí) o nel corpo (Thân), ma deve essere praticata con il cuore, in accordo con i Dieci Principi (Tâm Niệm). Il praticante “porta” letteralmente la filosofia sul cuore.
Analisi del Logo: Come analizzato nel punto 12, il logo stesso è un manifesto: l’equilibrio Cương-Nhu (rosso/blu), radicato in Vietnam (la mappa), sull’armonia Terra/Cielo (quadrato/cerchio).
Targhetta Nome/Grado (Bảng Tên):
Posizione: Viene cucito sul petto, lato destro.
Simbolismo: Il lato destro è il lato della “Mano d’Acciaio”, il lato dell’azione, del Cương, della forza individuale. Qui si pone la propria identità personale (il nome) e il proprio traguardo tecnico (il grado).
Struttura: È una targhetta bianca rettangolare, bordata di blu. Contiene, dall’alto in basso:
Il nome del praticante (spesso in maiuscolo).
Il grado scritto (es. “HOÀNG ĐAI” o “HỒNG ĐAI”).
La nazione di appartenenza (es. “ITALIA” o “Ý”).
Codice Colore: La scritta sulla targhetta può variare di colore per indicare lo status:
Scritta Blu o Nera: Per i praticanti fino alla cintura gialla (Hoàng Đai).
Scritta Rossa: Per i Maestri (Võ Sư) da Cintura Rossa (Hồng Đai) in su.
Scritta Gialla/Oro: Talvolta usata per i gradi più alti del Consiglio dei Maestri.
Il Sistema delle Cinture (Hệ Thống Đai) – Il Viaggio sull’Uniforme
La cintura (Đai) è l’elemento più dinamico dell’abbigliamento. Non cinge solo la vita; rappresenta il tempo, la conoscenza, la responsabilità (Trách Nhiệm) e il percorso filosofico del praticante. I colori non sono casuali, ma seguono una logica filosofica precisa legata ai Cinque Elementi (Ngũ Hành) e alla crescita dell’individuo.
1. Livello Praticante (Võ Sinh): Il Colore del Mare
Đai Tự Vệ (Cintura Blu Chiaro): Il principiante assoluto.
Colore: Blu chiaro, dello stesso identico colore del Võ Phục.
Filosofia: L’allievo è “uno con l’uniforme”. È una “goccia d’acqua” (simbolo del Nhu, cedevolezza, capacità di imparare) che entra nell’oceano (il blu) della conoscenza del Vovinam. È il livello dell’apprendimento della Speranza (Hy Vọng) e dell’autodifesa (Tự Vệ).
Lam Đai (Cintura Blu Scuro):
Colore: Un blu più scuro e distinto.
Filosofia: L’allievo ha iniziato ad assorbire la conoscenza. L’acqua è diventata più “densa” e profonda.
Gradi (Cấp): Su questa cintura appaiono i Vạch (gradi, barrette) di colore giallo. L’allievo progredisce attraverso i livelli Lam Đai 1° Cấp, 2° Cấp, 3° Cấp. Il giallo (Terra) inizia a “contaminare” il blu (Acqua), indicando che la conoscenza sta iniziando a solidificarsi.
2. Livello Istruttore/Esperto (Hoàng Đai): Il Colore della Terra
Hoàng Đai (Cintura Gialla): L’equivalente della cintura nera. È il traguardo più significativo per un praticante.
Colore: Giallo (Hoàng).
Filosofia: Come esplorato nel punto 12, Hoàng è il giallo imperiale, il colore dell’elemento Terra (Thổ). Dopo anni di pratica, il praticante non è più acqua fluttuante (Nhu). Ha costruito le sue fondamenta. È stabile, solido, radicato come la terra. Ha una base (Căn Bản) su cui costruire.
Responsabilità: Raggiungere la Hoàng Đai cambia lo status. Non si è più solo allievi, si diventa Istruttori (o assistenti, Trợ Giảng). Si acquisisce la responsabilità di insegnare.
Gradi (Đẳng): Sulla cintura gialla appaiono i gradi (Đẳng, l’equivalente del “Dan”) di colore rosso. Si progredisce da Hoàng Đai 1° Đẳng (con una barretta rossa) a 2° Đẳng e 3° Đẳng. Il rosso (Fuoco/Passione) inizia a “contaminare” il giallo (Terra).
3. Livello Maestro (Võ Sư): Il Colore del Fuoco e del Sangue
Hồng Đai (Cintura Rossa): Il grado dei Maestri (Võ Sư).
Colore: Rosso (Hồng).
Filosofia: Il rosso è il colore dell’elemento Fuoco (Hỏa) e del Sangue (Huyết).
Fuoco: Simboleggia la passione, l’energia, la leadership. Il Maestro è un faro che illumina la Via (Đạo) per gli altri.
Sangue: L’arte è ora “nel sangue” del Maestro; è diventata parte del suo essere.
Sacrificio: È il simbolo della responsabilità suprema. Il Maestro deve ora “sanguinare” (versare) la sua conoscenza e la sua passione per la generazione successiva, per mantenere l’arte viva.
Il Bordo Giallo: La cintura rossa ha un bordo (viền) giallo. Questo è fondamentale. Significa che il Maestro (Rosso/Fuoco) non deve mai dimenticare le sue fondamenta (Giallo/Terra). Un maestro arrogante, senza umiltà (terra), è solo un fuoco distruttivo.
Gradi (Đẳng): Sulla cintura rossa, i gradi (dal 4° al 10° Đẳng) sono rappresentati da barrette bianche. Il bianco (Purezza) inizia a “contaminare” il rosso (Passione), indicando che la passione del Maestro viene progressivamente temperata dalla saggezza e dalla purezza di spirito.
4. Livello Patriarca (Chưởng Môn): Il Colore della Purezza
Bạch Đai (Cintura Bianca):
Colore: Bianco (Bạch).
Filosofia: È il grado riservato solo al leader supremo dell’arte, il Patriarca. È il ritorno all’origine, ma a un livello superiore.
Sintesi: Nella fisica della luce, il bianco è la sintesi di tutti i colori. Il Patriarca ha assorbito il Blu (Speranza), il Giallo (Fondamenta) e il Rosso (Passione) e li ha unificati nella purezza.
Vuoto: È il colore della neve sulla vetta della montagna. È il simbolo dell’illuminazione, il Nhu supremo, dove la forza non ha più bisogno di essere mostrata, ma semplicemente è.
Le Strisce Colorate: La cintura bianca del Patriarca Lê Sáng portava quattro strisce longitudinali (Blu, Giallo, Rosso, Nero/Viola) al suo centro, a simboleggiare che egli portava in sé l’intero percorso dell’arte.
PARTE 4: VARIAZIONI E ABBIGLIAMENTO FORMALE
L’abbigliamento del Vovinam non si limita al Võ Phục da allenamento.
Variazioni del Võ Phục
Uniformi da Competizione (Đấu Phục): Le federazioni sportive (come la WVVF) hanno regolamenti specifici per le uniformi da gara. Queste sono spesso:
Più Leggere: Realizzate in tessuti tecnici più leggeri e traspiranti.
Più Aderenti (per il Đấu): Nel combattimento (Đấu), alcuni atleti preferiscono uniformi leggermente più aderenti per non offrire appigli facili all’avversario durante la lotta (Vật).
Marcate: Spesso portano il nome della nazione (es. “ITALIA”) stampato a grandi lettere sulla schiena, per l’identificazione durante gli eventi internazionali.
Uniformi da Dimostrazione (Biểu Diễn Phục): Per le esibizioni, le uniformi sono spesso nuove, pulite e del taglio più tradizionale e ampio per massimizzare l’effetto scenico dei movimenti, specialmente delle Quyền (forme) e delle forbici (Đòn Chân).
L’Abbigliamento Cerimoniale (Lễ Phục)
Questo è un aspetto affascinante e poco conosciuto. Nelle occasioni di massima importanza – cerimonie annuali, funerali di grandi maestri, anniversari del Fondatore – i Maestri di alto grado (Hồng Đai) non indossano il Võ Phục.
Indossano l’abito tradizionale vietnamita: l’Áo Dài.
Che cos’è: L’Áo Dài è la tunica nazionale vietnamita, un abito lungo e setoso, con spacchi laterali, indossato sopra i pantaloni.
Il Codice Colore: La genialità sta nel fatto che l’Áo Dài cerimoniale segue lo stesso codice di colori del sistema delle cinture.
Un Maestro con la Cintura Rossa (Hồng Đai) indosserà un Áo Dài rosso.
Un Maestro con la Cintura Gialla (Hoàng Đai) (se di grado sufficientemente alto da presenziare) indosserà un Áo Dài giallo.
Il Patriarca Lê Sáng indossava un Áo Dài bianco (Bạch Đai).
Completamento: L’abito è completato dal tradizionale copricapo vietnamita, il Khăn Đóng (una sorta di turbante di seta, solitamente nero o blu scuro).
Questo dimostra che il grado nel Vovinam non è solo un “grado sportivo” limitato al Võ Đường. È uno status sociale e spirituale che permea l’intera identità della persona, unendo l’abito da battaglia (Võ Phục) all’abito cerimoniale (Lễ Phục) sotto lo stesso simbolismo cromatico.
PARTE 5: IL RISPETTO E LA CURA (SỰ TÔN TRỌNG)
L’abbigliamento del Vovinam, essendo un simbolo così potente, è trattato con estremo rispetto (Tôn Kính), in linea con il Principio 4 (Disciplina) e il Principio 7 (Integrità).
Il Rituale della Piegatura (Cách Gấp Võ Phục)
Un Võ Phục non viene mai appallottolato e gettato in una borsa. Al termine dell’allenamento (Buổi Tập), il praticante esegue l’ultimo rituale della giornata: la piegatura dell’uniforme.
Un Atto di Meditazione: Esiste un metodo specifico e metodico per piegare i pantaloni e la giacca in un rettangolo compatto.
Simbolismo: Questo atto è una forma di meditazione Nhu (calma, ordinata) che segue l’allenamento Cương (duro, caotico). È un momento per riflettere sulla lezione, calmare la mente e mostrare rispetto per lo strumento della propria pratica.
La Cintura (Đai): La cintura viene avvolta attorno al Võ Phục piegato. La cintura è l’oggetto più sacro. Non deve mai essere lavata (secondo la tradizione più stretta, poiché “lava via” l’esperienza e il sudore) e non deve mai toccare terra. Far cadere la propria cintura è considerato un segno di grave mancanza di rispetto.
Il Divieto di Ostentazione
Il Võ Phục è l’abito del Võ Đường. È considerato profondamente inappropriato e arrogante indossare l’uniforme (specialmente la cintura) al di fuori del luogo di pratica (ad esempio, per strada, al supermercato).
Filosofia: Questo comportamento violerebbe il Principio 10 (Umiltà) e il significato stesso del saluto (“Mano d’Acciaio sul Cuore di Bontà”). La forza (rappresentata dall’uniforme) non deve essere ostentata, ma tenuta sotto controllo. Indossarla in pubblico è un atto di ego (Cương) non controllato dalla modestia (Nhu).
Conclusione: L’Uniforme è la Filosofia
L’abbigliamento del Vovinam Việt Võ Đạo è, in conclusione, un capolavoro di design simbolico e funzionale. È la filosofia dell’arte resa indossabile.
Ogni elemento è una lezione:
Il colore blu insegna la Speranza, l’Uguaglianza e la Calma (Nhu).
Il taglio dei pantaloni permette la massima espressione del Võ (la tecnica delle forbici).
La posizione del logo sul cuore ricorda la supremazia del Đạo (la Via).
Il percorso delle cinture (dal Blu al Giallo, al Rosso, al Bianco) è una mappa filosofica per la costruzione dell’Uomo Vero (Chân Nhân), un viaggio dall’Acqua alla Terra, al Fuoco, fino alla Pura Essenza.
Indossare il Võ Phục non significa indossare un costume. Significa accettare la responsabilità di rappresentare una storia di resilienza, una filosofia di equilibrio e un impegno a percorrere la Via con disciplina e cuore.
ARMI
L’universo delle armi nel Vovinam Việt Võ Đạo è vasto, profondo e intrinsecamente legato alla filosofia stessa dell’arte. La pratica delle armi, conosciuta in vietnamita come Vũ Khí (Vũ = Marziale, Khí = Attrezzo/Strumento) o Binh Khí (Binh = Guerra/Soldato, Khí = Attrezzo), non è un’aggiunta accessoria, un’esibizione folcloristica o un retaggio del passato tenuto in vita artificialmente.
Al contrario, lo studio delle armi rappresenta il completamento del percorso del praticante. È la fase in cui i principi fondamentali di Cương Nhu Tương Phối (Armonia di Duro e Morbido), la stabilità delle posizioni (Tấn), la potenza dei colpi (Đòn) e la strategia della mente (Trí) vengono portati al loro livello più alto e più rischioso.
Mentre le tecniche a mani nude (Tay Không) rappresentano la padronanza di sé, le armi rappresentano la padronanza di un oggetto esterno e la responsabilità che ne deriva.
PARTE 1: LA FILOSOFIA E LA PEDAGOGIA DELLE ARMI
Per comprendere quali armi si usano, è fondamentale capire perché si usano e quando vengono introdotte.
Il Principio: L’Arma come Estensione del Corpo
Il principio filosofico fondamentale è che l’arma non è vista come un oggetto separato, ma come un’estensione del corpo e dello spirito del praticante (Võ Sinh).
Il bastone (Côn) non è che un’estensione dell’avambraccio, che richiede la stessa rotazione dell’anca (Xoay Hông) di un pugno (Thôi).
La spada (Kiếm) non è che un’estensione delle dita, che richiede la stessa precisione di un colpo di punta (Đâm Xỉa).
La sciabola (Đao) non è che un’estensione del taglio della mano (Cạnh Tay), che richiede la stessa potenza (Cương) di un colpo (Chém).
Questo significa che un praticante non “impara l’arma”. Un praticante impara a esprimere i principi del Vovinam (Cương, Nhu, Trí) attraverso l’arma. Se la base a mani nude è debole, l’arma sarà inutile, un pezzo di legno o di metallo rumoroso e pericoloso. Se la base a mani nude è forte, l’arma ne diventa l’amplificatore.
La Tensione Cương/Nhu nelle Armi
In nessun altro aspetto del Vovinam la dualità Cương-Nhu è così evidente. L’arsenale del Vovinam è un catalogo di questa filosofia:
Armi Cương (Dure): Sono quelle che si basano sulla potenza, la massa, la forza d’impatto e la stabilità. Richiedono un fisico (Thân) e posizioni (Tấn) forti. Esempi lampanti sono la Sciabola (Đao), l’Alabarda (Đại Đao) e il Bastone (Côn). Il loro obiettivo è rompere, sfondare, travolgere.
Armi Nhu (Morbide): Sono quelle che si basano sulla velocità, l’agilità, la precisione, la flessibilità e l’inganno. Richiedono una mente acuta (Trí). Esempi lampanti sono la Spada (Kiếm), il Ventaglio (Quạt) e le Lame Gemelle (Song Kiếm). Il loro obiettivo è deviare, penetrare, sorprendere.
L’arsenale completo del Vovinam costringe il praticante a padroneggiare entrambi gli estremi di questo spettro.
La Pedagogia: Perché le Armi si Studiano “Dopo”
In un Võ Đường (scuola) tradizionale, un principiante (Tự Vệ) non tocca un’arma per anni. Lo studio delle armi è quasi esclusivamente riservato ai praticanti che hanno raggiunto (o sono in procinto di raggiungere) la Cintura Gialla (Hoàng Đai).
Questa scelta pedagogica è fondamentale per la filosofia del Vovinam.
Costruire le Fondamenta (Hoàng Đai = Terra): Come esplorato nel punto 13 (Abbigliamento), la Cintura Gialla simboleggia la “Terra”, le fondamenta. Il Vovinam esige che un praticante diventi prima “maestro del proprio corpo” (Thân) prima di poter maneggiare un oggetto che amplifica la sua capacità di fare del male.
Formare lo Spirito (Tâm): Un’arma nelle mani di un individuo arrogante, impulsivo o indisciplinato è un disastro. Il lungo percorso per arrivare alla Cintura Gialla (anni di pratica, sudore e adesione ai Dieci Principi) serve a forgiare il carattere (Tâm). È un filtro. L’arma viene data solo a colui che ha dimostrato l’umiltà (Principio 10) e la rettitudine (Principio 7) per usarla.
Il Rischio del Cương: Un’arma è Cương (Dura) nella sua essenza. Concede un potere immediato. Senza una solida base di Nhu (controllo, calma, filosofia), il praticante verrebbe corrotto dall’arma, diventando dipendente dalla sua forza invece che dalla propria intelligenza (Trí).
Lo studio delle armi inizia solo quando il Maestro (Võ Sư) ritiene che l’allievo abbia costruito le fondamenta (Thân), la disciplina (Tâm) e l’intelligenza (Trí) necessarie per non essere un pericolo per sé stesso e per i suoi compagni (Đồng Đạo).
Le Fonti: L’Eredità del Võ Cổ Truyền
Il Vovinam non ha “inventato” queste armi. Le ha ereditate, codificate e sistematizzate dal vasto e antico arsenale delle arti marziali tradizionali vietnamite (Võ Cổ Truyền). Come esplorato nel punto 10, le armi della leggendaria dinastia Tây Sơn (come l’alabarda, la spada e il bastone) sono il nucleo storico di questo programma. Il Vovinam ha agito come un “curatore”, selezionando le armi più rappresentative e costruendo per ciascuna un curriculum scientifico basato sui principi Cương-Nhu.
PARTE 2: L’ARMA MADRE – IL BASTONE (CÔN)
Nel 99% dei Võ Đường, lo studio delle armi inizia con il Côn (Bastone). Questa non è una scelta casuale. Il bastone è considerato l’arma “madre” (Vũ Khí Mẹ), il fondamento di tutto lo studio armato.
La Filosofia del Bastone: Il Grande Maestro Democratico
Il bastone è la prima arma per una serie di ragioni filosofiche e pratiche:
Democraticità: È un’arma “povera”. Chiunque può trovare un pezzo di legno. Non richiede l’abilità di un fabbro (come una spada) o la ricchezza di un nobile. È l’arma del popolo, e il Vovinam è l’arte del popolo.
Non Letalità (Relativa): A differenza di una lama, un errore con il bastone (Côn) provoca un bernoccolo o una frattura, non (generalmente) la morte. Permette un allenamento più sicuro e un margine di errore. Insegna il controllo (Nhu) prima di insegnare la letalità (Cương).
Versatilità: È un’arma incredibilmente versatile. Può colpire (Cương), può parare (Cương), può fare leva (Nhu), può essere usato come una lancia per colpire di punta (Nhu) e può essere impugnato a diverse lunghezze.
Il Perfetto Allenatore del “Cương”: Questa è la ragione tecnica principale. Non si può “barare” con un bastone. Per generare potenza, non si può usare solo la forza delle braccia (che risulterebbe in un colpo debole). Il bastone costringe il praticante a usare l’intero corpo (Thân): la rotazione delle anche (Xoay Hông), la stabilità delle posizioni (Tấn) e il radicamento a terra. È l’amplificatore perfetto del Cương.
Le Tecniche di Base (Côn Căn Bản)
Prima di qualsiasi forma, il praticante passa mesi a padroneggiare le basi:
Impugnature (Cách Cầm): L’impugnatura base (le mani a circa un terzo della lunghezza), l’impugnatura lunga (per usarlo come lancia), l’impugnatura corta (per il combattimento ravvicinato).
Colpi (Đánh): Colpi discendenti (Bổ), colpi circolari (Tạt), colpi ascendenti (Thúc).
Parate (Đỡ): Parate alte, medie e basse, che devono essere Cương (dure) per deviare un altro bastone.
Punte (Đâm): Trattare il bastone come una lancia.
Fluidità (Mulinelli): Esercizi per far ruotare il bastone attorno al corpo, per allenare la fluidità dei polsi (Nhu) e creare uno “scudo” difensivo.
Il Curriculum (Chương Trình) del Côn
Quyền (Forma Individuale): Tứ Trụ Côn (Forma del Bastone delle Quattro Colonne)
Analisi: È la prima forma di arma. Il nome “Tứ Trụ” (Quattro Colonne) si riferisce ai quattro punti cardinali. È una forma Cương (Dura).
Pedagogia: Insegna al praticante a stabilire un centro (come la posizione Trung Bình Tấn) e a difendersi e attaccare nelle quattro direzioni. È una lezione di stabilità, potenza e difesa del proprio “spazio”. Lo schema di movimento (Enbusen) ricorda la forma a mani nude Thập Tự Quyền (Forma della Croce), anch’essa una forma Cương che si muove lungo i quattro assi. È la perfetta trasposizione dei principi a mani nude sull’arma.
Quyền (Forma Individuale): Phá Trận Côn (Forma del Bastone che Rompe la Formazione)
Analisi: Una forma più avanzata. “Phá Trận” significa “Rompere la Formazione (Nemica)”.
Pedagogia: Se la Tứ Trụ Côn è statica e difensiva (Cương), la Phá Trận Côn è dinamica e offensiva (Cương-Nhu). È una forma di battaglia. Insegna al praticante a muoversi (Di Chuyển), a usare il bastone in modo fluido e continuo (mulinelli, colpi a catena) per simulare un combattimento contro più avversari (Đa Luyện).
Song Luyện Côn (Allenamento a Coppie con il Bastone)
Analisi: Una delle forme a coppie più spettacolari e rumorose. È un duello codificato, Cương contro Cương.
Pedagogia: Questa forma è un test di coraggio, tempismo e controllo. I praticanti si scambiano una serie di attacchi e parate ad alta velocità. L’impatto “legno contro legno” è reale e violento.
Lezioni Chiave:
Assorbimento (Nhu): Si impara a non parare in modo rigido (che spaccherebbe il bastone o le braccia), ma ad assorbire l’impatto con un leggero “cedimento” (Nhu) prima di rispondere (Cương).
Tempismo (Trí): Il margine di errore è minimo.
Fiducia (Tâm): Si deve avere assoluta fiducia nel proprio partner (Đồng Đạo), che deve controllare i suoi colpi per non ferire. È un’applicazione del Principio 3 (“Amare i compagni”).
Variazioni del Bastone
Trường Côn (Bastone Lungo): Un bastone molto lungo (oltre 2 metri), ereditato dal Võ Cổ Truyền, usato come una lancia per il combattimento a lunga distanza.
Đoản Côn (Bastone Corto): Un bastone di circa 60-80 cm (a volte un bastone da passeggio). È un’arma di autodifesa (Tự Vệ), un’arma Nhu (occulta). Insegna a usare leve (Khóa) e colpi rapidi a punti vitali a distanza ravvicinata.
PARTE 3: LE LAME DELLA POTENZA (CƯƠNG) – SCIABOLA E ALABARDA
Dopo il bastone, il praticante viene introdotto alle armi da taglio. Il Vovinam le divide nettamente in base alla loro filosofia Cương-Nhu.
La Sciabola (Đao)
La Đao (pronunciato “Dao” o “Yao”) è l’arma Cương (Dura) per eccellenza tra le lame. È l’arma del soldato, del cavaliere, l’arma della potenza bruta.
Filosofia: A differenza della spada (Kiếm), la sciabola ha una lama pesante, curva e un solo filo. Non è un’arma di precisione (Nhu), ma un’arma di potenza (Cương). Non “punge”, non “scherma”. Essa taglia (Chém) e abbatte. Il suo peso è il suo vantaggio.
Contesto Storico: È l’arma della cavalleria. La sua filosofia deriva dalla velocità del cavallo combinata con il peso della lama per un singolo colpo devastante.
Tecnica: Il maneggio della Đao si basa su movimenti ampi, circolari e continui. La forza non è generata dal braccio, ma dalla forza centrifuga. Il praticante fa ruotare la sciabola e il proprio corpo, usando la stabilità delle posizioni (Trung Bình Tấn) per ancorarsi a terra mentre scatena la tempesta di acciaio.
Il Curriculum (Chương Trình) della Đao
Quyền (Forma Individuale): Thái Cực Đao (Forma della Sciabola del Principio Supremo)
Analisi: Il nome “Thái Cực” (lo stesso del “Tai Chi”) è fuorviante se si pensa alla lentezza. Qui, “Principio Supremo” si riferisce all’armonia del movimento circolare, all’uso dello slancio.
Pedagogia: È una delle forme più Cương del programma. È un esercizio di potenza, resistenza e stabilità. I movimenti sono larghi, la sciabola viene fatta roteare attorno al corpo, si alternano posizioni basse (Xà Tấn) a balzi. È una forma che “costruisce il corpo” e richiede un enorme controllo per maneggiare un’arma pesante senza essere sbilanciati dal suo stesso slancio.
Song Luyện Đao (Allenamento a Coppie con la Sciabola)
Simula un duello tra soldati. È un allenamento Cương vs Cương, con ampie parate e colpi potenti.
L’Alabarda (Đại Đao)
La Đại Đao (letteralmente “Grande Lama” o “Grande Sciabola”) è l’arma dei re e dei generali. È l’arma simbolo dell’Imperatore Quang Trung (della dinastia Tây Sơn). È il Cương elevato a livello leggendario.
Filosofia: È un’arma pesante, lunga, che combina la portata di una lancia (Mác) con la potenza di taglio di un’ascia e la versatilità di una sciabola (ha un uncino posteriore). È un’arma da campo di battaglia, progettata per disarcionare i cavalieri e rompere le formazioni.
Tecnica: Maneggiarla richiede una forza fisica (Thân) e una stabilità (Tấn) immense. Non è un’arma per tutti. È lenta, maestosa, e ogni colpo è definitivo.
Il Curriculum (Chương Trình) della Đại Đao
Quyền (Forma Individuale): Đại Đao Quyền
Analisi: È una delle forme più avanzate e maestose. Non è veloce, è potente.
Pedagogia: È una lezione di “potenza controllata”. Il praticante deve gestire l’enorme inerzia dell’arma. I movimenti includono ampi cerchi (per generare slancio), affondi (come una lancia) e potenti colpi discendenti (Bổ).
Filosofia: Eseguire questa Quyền è un simbolo di padronanza totale del Cương. Il praticante non è solo un combattente; è un “generale”, che dimostra autorità, stabilità e una potenza devastante ma controllata (Nhu).
PARTE 4: LE LAME DELL’AGILITÀ (NHU) – SPADA E COLTELLO
In netto contrasto con la potenza della sciabola, il Vovinam esplora l’altro lato dello spettro: le lame basate sull’intelligenza (Trí) e l’agilità (Nhu).
La Spada (Kiếm)
La Kiếm (Spada dritta a doppio taglio) è l’arma Nhu (Morbida) per eccellenza. È l’arma dello studioso, del letterato, del nobile. È l’antitesi della Đao.
Filosofia: È leggera, veloce, flessibile. Il suo potere non risiede nella massa, ma nella precisione. È un’arma di intelligenza (Trí). Non “abbatte”, ma “punge” (Đâm) e “taglia” (Chém) con precisione chirurgica. È l’arma del duello, non della battaglia campale.
Tecnica: Il maneggio della Kiếm è un esercizio di Nhu. La forza bruta è controproducente. Si basa sul gioco di polso (per deviare e tagliare), sul footwork (Di Chuyển) rapido (per gestire la distanza) e sul tempismo. Le parate non sono blocchi (Cương), ma deviazioni (Gạt) che usano la forza dell’avversario per creare un’apertura (Phản Đòn).
Il Curriculum (Chương Trình) della Kiếm
Quyền (Forma Individuale): Tinh Hoa Lưỡng Nghi Kiếm (Forma della Spada dell’Essenza dei Due Principi)
Analisi: Il nome è una lezione di filosofia. “Lưỡng Nghi” significa “Due Principi” (Âm e Dương, o Cương e Nhu). “Tinh Hoa” significa “Essenza” o “Quintessenza”. È la “Forma della Spada della Quintessenza del Cương-Nhu”.
Pedagogia: Questa forma è un capolavoro di equilibrio. Il praticante deve alternare:
Affondi rapidi e precisi (Đâm) – Cương applicato con velocità Nhu.
Tagli fluidi e circolari (Chém) – Nhu.
Parate devianti (Gạt) – Nhu.
Movimenti esplosivi e balzi – Cương. È una forma che allena l’intelligenza (Trí) e l’agilità (Nhu) molto più della forza bruta (Cương).
Quyền (Forma Individuale): Long Kiếm (Forma della Spada del Drago)
Analisi: Una forma ancora più fluida e artistica. Il “Drago” (Long) è il simbolo supremo del Nhu (agilità, spirito, imprevedibilità). I movimenti sono sinuosi, eleganti e ingannevoli.
Song Luyện Kiếm (Allenamento a Coppie con la Spada)
Analisi: È l’equivalente vietnamita della scherma. Non è un brutale scambio di colpi come il Song Luyện Côn. È un dialogo Nhu contro Nhu.
Pedagogia: È un esercizio di precisione millimetrica. L’obiettivo è toccare senza essere toccati, controllare la distanza (Cự Ly) e deviare la lama dell’avversario (Gạt) per creare un’apertura per un affondo (Đâm).
Il Coltello (Dao)
Il Dao Găm (Coltello) è l’arma Nhu più pragmatica e moderna.
Filosofia: È l’arma dell’autodifesa (Tự Vệ) e della strada. È veloce, silenzioso e letale. Il suo studio ha una doppia valenza:
Offensiva: Imparare a usarlo (come maneggiarlo, gli angoli d’attacco).
Difensiva: Imparare a difendersi (Tự Vệ Chống Dao). Questa è la parte più importante del programma.
Tecnica: L’allenamento si concentra sulle prese (dritta e rovesciata), sugli affondi (Đâm), sui tagli (Chém) a distanza ravvicinata e sul footwork (Di Chuyển) per entrare e uscire rapidamente.
Il Curriculum (Chương Trình) del Dao
Song Luyện Số 3 (Combattimento Codificato N.3):
Come esplorato nel punto 8, questo è il curriculum principale. Non è un duello “coltello vs coltello”, ma “Mani Nude vs Coltello”. È la lezione più importante sulla gestione del Nhu (schivata, controllo del braccio armato) contro un attacco Cương (la lama).
Dao Găm Quyền (Forma del Coltello):
Esistono forme specifiche che insegnano a maneggiare il coltello (o due coltelli, Song Dao), caratterizzate da movimenti rapidi, bassi (Xà Tấn) e ingannevoli.
PARTE 5: LE ARMI OCCULTE E STRATEGICHE – L’APICE DEL NHU E DEL TRÍ
Questa categoria include le armi più avanzate, dove la forza fisica (Cương) è quasi irrilevante e tutto dipende dall’intelligenza (Trí) e dall’agilità (Nhu).
Il Ventaglio (Quạt)
Il Quạt è l’arma Nhu per eccellenza. È l’arma della dissimulazione.
Filosofia: Come esplorato negli aneddoti (punto 6), questa era l’arma dello studioso (Văn) o del nobile. In un’epoca di oppressione in cui le armi evidenti (Đao, Kiếm) erano proibite, il ventaglio (un oggetto quotidiano per rinfrescarsi) divenne un’arma nascosta.
Tecnica: Il maneggio del Quạt è un’arte dell’inganno.
Nhu (Inganno): I movimenti ampi e fluidi del ventaglio (quando è aperto) servono a distrarre l’avversario, a nascondere i movimenti del corpo (footwork) o a colpire gli occhi con l’aria.
Cương (Colpo): Il ventaglio tradizionale era costruito con stecche di metallo o legno duro (Bambù). Quando è chiuso, diventa un Đoản Côn (Bastone Corto), usato per colpire (Cương) i punti di pressione (tempie, polsi, costole). Quando è aperto, i bordi esterni (le stecche) diventano lame per tagliare (Nhu) o parare (Nhu).
Il Curriculum (Chương Trình) del Quạt
Quyền (Forma Individuale): Quạt Quyền (Forma del Ventaglio)
Analisi: È una forma quasi “teatrale”, una danza. Ma è una danza letale.
Pedagogia: È una lezione di psicologia. Il praticante deve allenare non solo il corpo, ma anche l’espressione (Thần Thái). Deve apparire aggraziato, calmo, quasi innocuo (Nhu), per poi esplodere in un colpo rapido e preciso (Cương) e tornare immediatamente alla calma. Insegna l’arte di nascondere la “Mano d’Acciaio” (Cương) dietro un velo di apparente debolezza (Nhu).
La Lancia (Mác)
La Mác (Lancia) è l’arma della strategia e della distanza (Cự Ly).
Filosofia: È un’arma Nhu in senso strategico. Il suo vantaggio non è la potenza, ma la distanza. L’obiettivo del lanciere è non farsi mai toccare. È l’arte di controllare lo spazio.
Tecnica: Si basa su affondi (Đâm) rapidi, ritrazioni e colpi circolari (usando la flessibilità dell’asta di legno) per tenere a bada l’avversario.
Il Curriculum (Chương Trình) della Mác
Song Luyện Mác vs Côn (Lancia vs Bastone):
Analisi: Questo è un duello classico, una lezione di strategia pura.
Pedagogia: È “Portata vs Versatilità”.
Il praticante con la Lancia (Mác) deve usare il suo vantaggio di portata (Nhu) per tenere l’avversario lontano, pungendo e ritirandosi.
Il praticante con il Bastone (Côn) ha un’arma più versatile (Cương-Nhu) ma più corta. Il suo obiettivo è sopravvivere agli affondi (Nhu) e trovare il momento (Trí) per entrare dentro la guardia della lancia, dove questa diventa inutile, per applicare le sue tecniche (Cương).
Le Armi Gemelle (Song Vũ Khí)
Song Đao (Sciabole Gemelle) / Song Kiếm (Spade Gemelle) / Song Dao (Coltelli Gemelli):
Filosofia: L’arte dell’ambidestrismo. Se un’arma è un’estensione del corpo, due armi sono un test di coordinazione mentale (Trí) estrema.
Tecnica: Insegnano l’indipendenza degli arti. La mano “debole” deve diventare forte. Le forme (Quyền) sono spesso “vortici” (Cương-Nhu) di attacchi continui, dove un’arma difende (Nhu) mentre l’altra attacca (Cương), in una successione rapidissima.
Conclusione: Un Percorso di Responsabilità
L’arsenale (Vũ Khí) del Vovinam Việt Võ Đạo è un’enciclopedia della storia e della filosofia vietnamita. Non è un elenco di “attrezzi” da imparare, ma un percorso di vita.
Si inizia con il Bastone (Côn), l’arma “democratica” che insegna la potenza (Cương) e la responsabilità di base. Si procede a studiare la dualità della lama: la potenza bruta della Sciabola (Đao) e dell’Alabarda (Đại Đao), che rappresentano il Cương fisico e la forza del soldato. Parallelamente, si affina l’intelligenza (Trí) e l’agilità (Nhu) con la Spada (Kiếm), l’arma dello studioso. Infine, si raggiunge l’apice della maestria con armi come il Ventaglio (Quạt), dove la forza è quasi assente e l’inganno (Nhu) e la mente (Trí) sono tutto.
Ogni arma è una lezione. Ogni Quyền e Song Luyện è un esame. Il percorso delle armi, nel suo complesso, è l’applicazione finale del Principio 5: “Utilizzare l’arte marziale solo per giusta difesa”. Lo studio di strumenti così letali è il promemoria più potente che la forza (Cương), senza il controllo della mente (Trí) e la guida del cuore (Tâm), non è Vovinam, ma solo violenza.
A CHI È INDICATO E A CHI NO
Il Vovinam Việt Võ Đạo è un’arte marziale e una disciplina di vita straordinariamente complessa e olistica. Nata dalla sintesi scientifica di svariate arti (come esplorato nel punto 10), la sua natura è quella di un sistema completo, progettato dal Fondatore Nguyễn Lộc per “formare l’uomo vero” (Chân Nhân) in tutti i suoi aspetti: fisico (Thân), mentale (Trí) e spirituale (Tâm).
Proprio a causa di questa completezza, la domanda su “a chi è indicato” non ha una risposta semplice. Non è un’attività monosettoriale come il sollevamento pesi (solo forza) o la corsa (solo resistenza). È una disciplina che richiede e sviluppa un’ampia gamma di abilità, tra cui forza esplosiva (Cương), agilità e fluidità (Nhu), resistenza, coordinazione complessa e una forte disciplina mentale.
Di conseguenza, se da un lato la sua vastità lo rende adattabile a molte persone, la sua natura esigente lo rende sconsigliato ad altre. Questa analisi esplora i profili ideali per la pratica e le controindicazioni da considerare.
PARTE 1: A CHI È INDICATO IL VOVINAM VIỆT VÕ ĐẠO
Il Vovinam è indicato per individui che non cercano una scorciatoia, ma un percorso (Đạo) di miglioramento completo.
Il Profilo Ideale: Il Ricercatore Olistico
Il Vovinam è la scelta perfetta per chi è alla ricerca di un’arte marziale totale. È indicato per l’individuo che è affascinato sia dalla potenza dei colpi, sia dall’eleganza delle leve; sia dal combattimento a mani nude che dallo studio delle armi antiche.
Per chi non sa scegliere tra “Striking” e “Grappling”: Molte persone sono indecise tra un’arte di percussione (come Boxe o Taekwondo) e un’arte di lotta (come Judo o Brazilian Jiu-Jitsu). Il Vovinam è una delle poche arti tradizionali che integra entrambe le dimensioni a un livello profondo fin dall’inizio. Il programma (Chương Trình) include un vasto repertorio di pugni, calci, gomitate e ginocchiate (Võ), ma dà pari dignità all’eredità della lotta vietnamita (Vật), con un programma scientifico di proiezioni, sbilanciamenti e leve (Khóa). È indicato per chi vuole diventare un combattente versatile, capace di gestire ogni distanza.
Per chi cerca uno “Sport” e una “Filosofia”: È ideale per chi vuole sudare, competere e mettersi alla prova fisicamente (Võ), ma che allo stesso tempo sente il bisogno di un “perché” più profondo. L’adesione ai Dieci Principi (Tâm Niệm), il significato del saluto (Nghiêm Lễ) e la filosofia Cương-Nhu forniscono una struttura etica e mentale che manca agli sport da combattimento puramente agonistici.
Indicazioni per il Profilo Fisico (Thân)
Per chi cerca Agilità e Spettacolarità (Le Forbici): Questa è una delle “nicchie” uniche del Vovinam. È fortemente indicato per persone (specialmente giovani) che hanno un’inclinazione naturale per l’acrobazia, la ginnastica o attività che richiedono grande coordinazione e controllo del corpo. Le Đòn Chân Tấn Công (le 21 forbici) sono un universo tecnico che offre sfide e soddisfazioni uniche. Anche per chi non è agile, ma desidera sviluppare questa qualità, il Vovinam offre una progressione pedagogica sicura per padroneggiare il proprio corpo in aria.
Per chi cerca Forza Funzionale (Cương): Il Vovinam non costruisce la massa muscolare ipertrofica della palestra. Costruisce forza funzionale, esplosiva e resistente. La fase di potenziamento (Thể Lực) di ogni lezione (come descritto nel punto 9), con i suoi innumerevoli piegamenti (Hít Đất) sulle nocche e sul taglio della mano, e il mantenimento estenuante delle posizioni basse (come il Trung Bình Tấn – posizione del cavaliere), è un condizionamento Cương (Duro) di livello superiore. È indicato per chi vuole forgiare un corpo “d’acciaio”, resiliente e potente.
Per chi cerca Flessibilità e Fluidità (Nhu): Il Vovinam non è solo durezza. Per eseguire i calci alti (Đá Cao) e le forbici, è richiesta una flessibilità (Ép Dẻo) notevole, che viene costruita con uno stretching metodico e intenso. Inoltre, la pratica delle Quyền (Forme) a livelli avanzati (come la Long Hổ Quyền – Drago e Tigre) è un esercizio di pura fluidità Nhu, che sviluppa grazia, equilibrio e controllo motorio fine. È indicato per chi apprezza l’eleganza del movimento tanto quanto la sua potenza.
Indicazioni per il Profilo Mentale e Sociale (Tâm e Trí)
Per chi cerca Disciplina e Rispetto: In un’epoca di individualismo, il Vovinam offre un ritorno a una struttura chiara. È indicato per chi cerca (o per i genitori che cercano per i propri figli) un ambiente basato sulla gerarchia (rispetto per il Maestro – Võ Sư), sul rituale (il saluto) e sull’autocontrollo. È un’eccellente scuola di disciplina (Principio 4).
Per chi cerca Autostima e Sicurezza (Tự Vệ): Il programma di autodifesa (Tự Vệ) è pragmatico e accessibile. È fortemente indicato per chiunque si senta vulnerabile e cerchi strumenti pratici per difendersi. La capacità di neutralizzare una presa o un attacco (applicando il Nhu contro il Cương) costruisce una fiducia in sé stessi che si trasferisce in ogni aspetto della vita quotidiana.
Per chi cerca una Comunità: Il Vovinam è un’arte profondamente “familiare”. Il termine Đồng Đạo (“Fratello sulla stessa Via”) non è una parola vuota. Il lavoro a coppie (Song Luyện), dove la propria sicurezza dipende dal controllo del compagno, crea legami fortissimi. È indicato per chi cerca un senso di appartenenza, una “seconda famiglia” che condivide fatica, sudore e principi etici.
Indicazioni per Fasce d’Età
Bambini (Trẻ Em): Il Vovinam è eccezionale per i bambini. La pedagogia moderna adatta l’arte a loro:
Sviluppo Motorio: Le cadute (Ngã), le capriole (Lộn) e la propedeutica alle forbici vengono insegnate come un gioco (psicomotricità), sviluppando una coordinazione e una propriocezione che poche altre attività possono dare.
Valori: Imparano il rispetto (Principio 3), la disciplina e la gestione dell’aggressività in un ambiente controllato e sicuro.
Adolescenti (Thanh Thiếu Niên): È forse la fascia d’età ideale. L’allenamento Cương (Duro) è uno sfogo perfetto per le energie e le frustrazioni dell’adolescenza. La spettacolarità delle forbici e il senso di competenza che ne deriva sono un potentissimo costruttore di autostima in un’età critica.
Adulti (Uomini e Donne): È indicato per adulti di ogni età che cercano un’attività completa per mantenersi in forma, scaricare lo stress e imparare un’abilità pratica.
Per le Donne: Il Vovinam è particolarmente indicato per le donne. La filosofia Cương-Nhu insegna esplicitamente come la strategia, la fluidità e l’intelligenza (Nhu) possano prevalere sulla forza bruta (Cương). Il programma di autodifesa (Tự Vệ) e l’uso delle leve (Khóa) sono strumenti perfetti per un praticante fisicamente più minuto.
Praticanti più Anziani (Người Lớn Tuổi): Sebbene l’allenamento completo (con forbici e sparring) possa essere troppo esigente, il Vovinam ha una branca specifica chiamata Dưỡng Sinh (Nutrire la Vita). Si tratta di esercizi dolci, simili al Qi Gong o al Tai Chi, focalizzati sulla respirazione (Khí Công), sulla mobilità articolare e sulla salute. Un Võ Sư (Maestro) esperto può adattare la pratica Nhu dell’arte a persone di età avanzata, concentrandosi sulla salute piuttosto che sul combattimento.
PARTE 2: A CHI È SCONSIGLIATO O CONTROINDICATO
Il Vovinam è un’arte onesta. Non promette risultati facili e la sua pratica è esigente. L’intensità del suo allenamento Cương (Duro) e l’ampiezza dei suoi movimenti Nhu (Morbido) lo rendono sconsigliato o controindicato in specifiche situazioni fisiche e mentali.
Controindicazioni Fisiche e Mediche (Thân)
Questa sezione non è un parere medico assoluto – per il quale è sempre necessario consultare uno specialista – ma un’analisi basata sulla natura della pratica.
Per chi cerca un’attività a Basso Impatto (Low-Impact): Questo è il primo e più importante filtro. Il Vovinam è un’attività ad Alto Impatto.
Cadute (Ngã): La pratica costante delle cadute (su tatami) è obbligatoria per studiare le proiezioni (Vật) e le forbici. Questo genera impatti ripetuti sulla schiena, sulle spalle e sulle anche.
Salti (Nhảy): Molte forme (Quyền) e tecniche (calci, forbici) richiedono salti e atterraggi esplosivi.
Corsa (Chạy): Il riscaldamento è intenso e include molta corsa. Chi cerca un’attività “dolce” per le articolazioni (come il nuoto o il Tai Chi) troverà il Vovinam traumatico.
Patologie Articolari Pregresse (Ginocchia e Anche): Il Vovinam sollecita le articolazioni inferiori in modo estremo.
Ginocchia (Gối): La posizione Trung Bình Tấn (posizione del cavaliere), mantenuta per minuti, crea un carico notevole sulla rotula e sui menischi. I salti e i cambi di direzione rapidi (rotazioni) sono altamente stressanti. È fortemente sconsigliato a chi soffre di condropatia grave, lesioni meniscali non compensate o artrosi severa.
Anche (Háng): Lo studio dei calci alti e delle forbici richiede un’apertura d’anca (Ép Dẻo) che può essere pericolosa per chi soffre di artrosi dell’anca (coxartrosi) o conflitti femoro-acetabolari.
Patologie della Colonna Vertebrale (Schiena – Lưng):
È sconsigliato a chi soffre di ernie discali acute o spondilolistesi (scivolamento delle vertebre). Le cadute (Ngã), le torsioni esplosive del busto (necessarie per la potenza dei colpi) e il sollevamento dei compagni durante la pratica delle proiezioni (Vật) possono aggravare queste condizioni in modo critico.
Patologie Cardiovascolari (Tim): La fase di potenziamento (Thể Lực) è un allenamento ad altissima intensità (HIIT). Porta la frequenza cardiaca a livelli massimali. È sconsigliato a chi soffre di cardiopatie non compensate, ipertensione grave o aritmie non controllate, se non previa autorizzazione cardiologica specifica e un adattamento (Nhu) del programma da parte dell’istruttore.
Problemi Neurologici o di Equilibrio: A causa della natura acrobatica (forbici) e della necessità di un equilibrio dinamico perfetto, è sconsigliato a chi soffre di gravi disturbi dell’equilibrio, vertigini o condizioni neurologiche che compromettono la propriocezione.
Profilo Mentale e Aspettative Inadatte (Tâm)
Per chi cerca Risultati Immediati: Il Vovinam è un Đạo (una Via). Il percorso per la prima cintura “adulta” (la Hoàng Đai, Gialla) dura molti anni (dai 3 ai 5 anni, a seconda dell’impegno). È l’opposto di un “corso di autodifesa di sei settimane”. È sconsigliato agli impazienti e a chi cerca un “diploma” rapido.
Per chi ha un Ego Ipertrofico o Cerca la Violenza: Questo è un punto cruciale. Il Vovinam è un’arte di difesa (Tự Vệ). L’intera filosofia, dal saluto (mano sul cuore) ai Dieci Principi (Principio 5: “Usare l’arte solo per giusta difesa”), è progettata per scoraggiare e filtrare gli individui che cercano solo di imparare a fare del male, che sono arroganti o che vogliono “testare” la loro forza in strada. Un Maestro (Võ Sư) etico espellerà un allievo del genere.
Per chi cerca solo Relax o Meditazione: Chi si iscrive a Vovinam pensando di trovare un’ora di movimenti lenti, respirazione e relax (come nello Yoga o nel Tai Chi) rimarrà scioccato. Sebbene il Vovinam contenga questi elementi (Khí Công, Lão Mai Quyền), essi sono l’apice di un percorso costruito su anni di sudore, dolore e lavoro Cương (Duro). È sconsigliato a chi non è disposto a faticare intensamente.
Per l’Individualista Anarchico: Il Vovinam è una “famiglia” con una struttura gerarchica (basata sul rispetto e sull’esperienza, non sull’autoritarismo). È sconsigliato a chi non accetta la disciplina, non sa ascoltare un istruttore (HLV) o non è disposto a seguire le regole del Võ Đường. Il rispetto (Tôn Kính) è la base della pratica.
Conclusione: Un’Arte Esigente per Individui Motivati
In sintesi, il Vovinam Việt Võ Đạo è indicato per coloro che cercano una sfida completa, che desiderano forgiare un corpo forte, agile e flessibile (Thân) e che, allo stesso tempo, cercano una struttura morale e mentale (Tâm e Trí) che dia un senso alla fatica. È per il costruttore paziente, non per il consumatore frettoloso.
Non è indicato per chi ha gravi controindicazioni articolari o cardiache (a meno di un adattamento concordato), per chi cerca risultati immediati, o per chi non è disposto ad abbracciare una filosofia di disciplina, umiltà e rispetto reciproco. È un’arte che chiede molto (Cương), ma che restituisce tutto (Cương e Nhu).
CONSIDERAZIONI SULLA SICUREZZA
Qualsiasi discussione onesta su un’arte marziale deve affrontare pragmaticamente il tema della sicurezza (in vietnamita: An Toàn). Il Vovinam Việt Võ Đạo non fa eccezione. Per sua natura, è una disciplina ad alto impatto e ad alta complessità tecnica.
Include nel suo programma (Chương Trình):
Un intenso condizionamento fisico (Cương).
Tecniche di percussione a contatto pieno (pugni, calci, gomitate, ginocchiate).
Tecniche di proiezione e lotta (Vật) che comportano cadute (Ngã) ad alta velocità.
Un repertorio acrobatico di forbici volanti (Đòn Chân) che coinvolge salti e rotazioni complesse.
Lo studio di un vasto arsenale di armi (Vũ Khí).
Dato questo curriculum, il potenziale di infortunio (chấn thương) – da una semplice distorsione a un trauma più serio – è una realtà innegabile.
Tuttavia, il Vovinam non è un’attività caotica o sconsiderata. La sua stessa filosofia e la sua rigorosa struttura pedagogica sono progettate specificamente per gestire e mitigare questi rischi. La sicurezza nel Vovinam non è un accessorio (come un casco messo all’ultimo minuto), ma è l’essenza stessa del suo sistema di insegnamento, un’applicazione diretta del principio Nhu (Morbido, Flessibile, Intelligente) per controllare la potenza del Cương (Duro, Potente, Pericoloso).
PARTE 1: LA FILOSOFIA COME PRIMO SISTEMA DI SICUREZZA (IL ĐẠO)
La prima e più importante considerazione per la sicurezza nel Vovinam non è fisica, ma filosofica e morale. L’intera sovrastruttura etica dell’arte è progettata per filtrare e mitigare il rischio più grande in qualsiasi arte marziale: l’ego incontrollato, la rabbia e l’intenzione di ferire.
Il Saluto (Nghiêm Lễ) e i Principi (Tâm Niệm)
Il Saluto: L’atto di posare la “mano d’acciaio” (Cương) sul “cuore di bontà” (Nhu) prima di ogni esercizio è un promemoria costante. Ricorda al praticante (Võ Sinh) che la sua forza deve essere sottomessa alla sua moralità (Tâm). Un praticante che interiorizza questo gesto non userà la sua forza per ferire inutilmente un compagno.
Principio 3 (“Amare i propri compagni d’arte”): Questo è un comandamento di sicurezza. Il Vovinam definisce i partner di allenamento come Đồng Đạo (“Fratelli sulla stessa Via”). Non sono avversari o “sacchi da colpire”. Sono partner nella crescita. Questo principio impone al praticante una responsabilità diretta per la sicurezza del proprio compagno. Ferire un Đồng Đạo per negligenza o ego è una violazione etica prima che un incidente.
Principio 5 (“Usare l’arte solo per giusta difesa”): Questo principio filtra la mentalità. Il Vovinam non è per chi cerca la rissa. Le palestre (Võ Đường) che seguono il Đạo espellono i praticanti che mostrano tendenze violente o bullistiche, eliminando così la principale fonte di pericolo.
Principio 10 (“Umiltà, Calma”): L’allenamento (Buổi Tập) è intenso (Cương), ma la filosofia richiede una mente calma (Nhu). Un praticante calmo è un praticante controllato. La maggior parte degli incidenti nello sparring (Song Đấu) avviene per reazioni di rabbia, panico o frustrazione. La filosofia Vovinam è un allenamento costante all’autocontrollo (Tâm) come prerequisito per il controllo fisico (Thân).
PARTE 2: LA PEDAGOGIA COME STRUTTURA DI SICUREZZA (IL VÕ)
Il Vovinam è un’arte scientifica. La sua sicurezza risiede nella sua progressione logica (Chương Trình). Il rischio è gestito non evitando le tecniche pericolose, ma introducendole solo al momento giusto, dopo che i prerequisiti di sicurezza sono stati costruiti.
Il Ruolo dell’Istruttore (Huấn Luyện Viên – HLV)
L’istruttore qualificato è il primo garante della sicurezza fisica.
Supervisione (Giám Sát): Un Võ Đường sicuro è un Võ Đường supervisionato. L’HLV deve monitorare attivamente la pratica, correggendo la forma (una tecnica errata è la prima causa di auto-infortunio) e controllando l’intensità (Cương) degli esercizi a coppie.
Far Rispettare la Progressione: Un istruttore responsabile non permetterà mai a un principiante (Tự Vệ) di tentare una forbice volante (Đòn Chân) o di fare sparring pesante (Đấu). Il sistema dei gradi (Cấp Bậc) non è solo onorifico; è una mappa di “autorizzazione alla sicurezza”.
Gestione delle Coppie: L’HLV gestisce gli accoppiamenti (Cặp) durante il Song Luyện o lo sparring. Un istruttore attento non accoppierà mai un principiante inesperto con un agonista avanzato e aggressivo, o un peso piuma con un peso massimo, senza una supervisione stretta e regole d’ingaggio precise.
L’Ambiente di Allenamento (Võ Đường)
Il Tatami (Nệm): Questo è un requisito non negoziabile. Il Vovinam, con la sua enfasi sulle cadute (Ngã), proiezioni (Vật) e forbici (Đòn Chân), non può essere praticato in sicurezza su una superficie dura (cemento, parquet). È necessario un tatami di spessore adeguato, progettato per assorbire gli impatti (Nhu contro Cương). Per lo studio specifico delle forbici, sono richiesti materassi da caduta (Nệm) ancora più spessi, simili a quelli della ginnastica artistica.
Spazio (Không Gian): L’affollamento è un nemico della sicurezza. Questo è particolarmente vero durante lo studio delle armi (Vũ Khí). Un praticante che maneggia un bastone (Côn) o una spada (Kiếm) necessita di un “raggio di sicurezza” di diversi metri. Un Võ Đường responsabile gestisce lo spazio, dividendo la classe in gruppi se necessario.
Manutenzione (Bảo Trì): L’attrezzatura (colpitori, sacchi, armi) deve essere mantenuta in buone condizioni. Un bastone (Côn) con schegge o una sciabola (Đao) da allenamento con bave di metallo sono pericoli diretti.
PARTE 3: LA RESPONSABILITÀ DEL PRATICANTE (TRÁCH NHIỆM)
La sicurezza è una responsabilità condivisa. L’istruttore e l’ambiente forniscono la struttura, ma il praticante deve gestire il proprio corpo (Thân) e la propria mente (Tâm).
Il Riscaldamento (Khởi Động)
Come analizzato nel punto 9, una tipica lezione di Vovinam inizia con un riscaldamento (Khởi Động) lungo e metodico, che dura dai 20 ai 30 minuti.
Non è Facoltativo: Questo riscaldamento non è un “optional”. È il protocollo di sicurezza numero uno per la prevenzione degli infortuni muscolo-scheletrici (strappi, stiramenti, distorsioni). L’arte richiede una gamma di movimento estrema (flessibilità – Nhu) e una potenza esplosiva (Cương). Tentare un calcio alto (Đá Cao) o una posizione bassa (Trung Bình Tấn) “a freddo” è la via più rapida per un infortunio.
Include Tutto: Il riscaldamento copre la mobilità articolare (dalle caviglie al collo), il cardio (per preparare il cuore) e lo stretching dinamico.
Il Controllo dell’Ego (Kiểm Soát Cái Tôi)
Ascoltare il Proprio Corpo: Il Vovinam insegna a forgiare una “volontà d’acciaio” (Principio 8), ma questo non significa ignorare il dolore. Il praticante deve imparare a distinguere tra il disagio della fatica (che va superato) e il dolore di un infortunio (che va fermato). Allenarsi su un infortunio è un atto di ego (Cương), non di saggezza (Nhu).
Conoscere i Propri Limiti: Un praticante responsabile non tenta una tecnica che sa essere al di fuori della sua portata attuale solo per “impressionare” i compagni.
Il “Tap Out” (Xin Thua): Durante la pratica delle leve (Khóa) o delle prese (Vật), il segnale universale di resa (battere la mano sul corpo, sul tatami o dire “Basta”) è un atto di intelligenza (Trí), non di debolezza. È il meccanismo di sicurezza che permette ai compagni di allenarsi al limite senza superarlo. Deve essere dato prontamente e, soprattutto, rispettato istantaneamente dal partner.
PARTE 4: PROTOCOLLI DI SICUREZZA PER AREE TECNICHE AD ALTO RISCHIO
Il Vovinam gestisce la sicurezza applicando protocolli specifici alle sue tecniche più pericolose.
1. Sicurezza nelle Cadute e Proiezioni (Ngã e Vật)
Il Rischio: Impatti con il suolo, lesioni alla colonna vertebrale, alla testa, alle spalle.
Il Protocollo “Ngã”: La prima lezione di Vovinam, prima ancora di imparare a colpire, è imparare a cadere (Kỹ Thuật Ngã).
Filosofia: È l’applicazione più pura del Nhu. Invece di opporre il corpo rigido (Cương) al terreno (Cương), si impara a cedere, a curvare la schiena e a diventare “come una palla”.
La Tecnica (Đập Tay): Si impara a “battere” (Đập) con le braccia e gli avambraci sul tatami (Nệm) un istante prima dell’impatto. Questo Đập Tay non è teatrale: è un principio fisico. L’onda d’urto viene dissipata lungo le braccia, proteggendo la colonna vertebrale e gli organi interni. Il mento deve essere sempre piegato al petto per proteggere la testa (Cổ) dall’impatto con il suolo.
Pratica Costante: Le cadute vengono ripetute all’inizio di ogni lezione, per tutta la vita del praticante, fino a diventare un riflesso incondizionato.
2. Sicurezza nelle Forbici (Đòn Chân Tấn Công)
Il Rischio: Il più alto dell’arte. Per l’esecutore: atterraggio errato (ginocchia, caviglie). Per il ricevitore: trauma al collo, alla testa, alla colonna vertebrale.
Il Protocollo (Propedeutica): L’insegnamento delle forbici è un processo lungo (anni) e stratificato:
Fase 1 (Condizionamento): L’allievo non tenta la tecnica finché non ha la forza addominale (Bụng) e la flessibilità (Ép Dẻo) richieste.
Fase 2 (Tecnica a Terra): Si impara la meccanica della “forbice” da sdraiati.
Fase 3 (Sussidi): Si pratica il salto e l’aggancio su ostacoli bassi, poi su sacchi (Bao), poi su un partner in ginocchio (una posizione Nhu, sicura).
Fase 4 (Controllo): Si esegue su un partner in piedi, ma senza finalizzare la proiezione, solo l’aggancio.
Fase 5 (Applicazione): Si esegue la proiezione completa solo su materassi da caduta spessi, con un partner esperto (Đồng Đạo) che sa come cadere (Ngã), e sotto la supervisione diretta di un Võ Sư (Maestro).
3. Sicurezza nel Combattimento (Song Đấu)
Il Rischio: Contatto pieno (Cương contro Cương). Rischio di commozioni cerebrali (chấn động), fratture (naso, costole), contusioni.
Il Protocollo (Protezioni – Đồ Bảo Hộ): Lo sparring libero (Đấu Tự Do) nel Vovinam moderno è strettamente regolamentato e richiede un equipaggiamento di sicurezza obbligatorio, che non è negoziabile:
Casco (Nón Bảo Vệ): Con o senza grata, per proteggere la testa.
Corpetto (Giáp): Un corpetto rigido che protegge il tronco (costole, plesso solare, stomaco).
Guanti (Găng): Guanti specifici da Vovinam (simili a quelli da MMA o Karate, che lasciano le dita libere per le prese – Nhu – ma proteggono le nocche – Cương).
Paradenti (Bảo Vệ Răng): Obbligatorio.
Paratibie (Bảo Vệ Chân): Per proteggere dalle collisioni tibia contro tibia.
Conchiglia (Bảo Vệ Hạ Bộ): Protezione inguinale obbligatoria per gli uomini, raccomandata per le donne.
Il Protocollo (Regolamento): Le regole dello sport Vovinam (Võ) sono esse stesse un sistema di sicurezza.
Punti Tecnici: Il sistema di punteggio (Thang Điểm) premia la tecnica. Una proiezione (Vật) o una forbice (Đòn Chân) eseguita correttamente assegna un numero di punti molto alto. Questo incoraggia i combattenti a usare la strategia (Trí) e il Nhu (tecniche di lotta) invece di affidarsi solo a uno scambio brutale di pugni (Cương).
Aree Proibite (Khu Vực Cấm): Sono severamente vietati i colpi alla gola, alla nuca, alla spina dorsale, ai genitali e (a seconda del regolamento) al viso per i gradi inferiori.
4. Sicurezza nell’Uso delle Armi (Vũ Khí)
Il Rischio: Evidente. Lacerazioni, fratture, colpi accidentali.
Il Protocollo (Progressione e Materiali):
Prerequisito di Maturità (Tâm): Come già detto, le armi sono riservate ai gradi avanzati (Hoàng Đai e oltre), che hanno già dimostrato disciplina e controllo.
Progressione dei Materiali: Si inizia quasi sempre con armi “sicure” (Nhu).
Armi da Allenamento: Bastoni (Côn) in legno leggero (rattan) o coperti di spugna. Spade (Kiếm) e Sciabole (Đao) in legno (Gỗ) o alluminio flessibile e non affilato.
Armi da Competizione/Dimostrazione: Le armi in metallo pesante (Kim Loại), anche se non affilate, sono usate solo per le forme individuali (Quyền) o da praticanti di livello Maestro (Võ Sư).
Il Metodo “Song Luyện”: La sicurezza nell’allenamento a coppie con le armi (es. Song Luyện Côn) è garantita dal fatto che si tratta di una forma codificata e coreografata. Non è sparring libero. Ogni attacco e ogni parata sono prestabiliti. Questo permette ai praticanti di allenare il tempismo, l’impatto (Cương) e la distanza (Cự Ly) in un ambiente controllato, eliminando la variabile dell’imprevedibilità.
Conclusione: La Sicurezza come Equilibrio
Le considerazioni per la sicurezza nel Vovinam Việt Võ Đạo non sono un tentativo di rendere l’arte “sicura” in senso assoluto, cosa che sarebbe impossibile senza snaturarla.
La sicurezza (An Toàn) nel Vovinam è il risultato di un equilibrio (Cương-Nhu) e di una responsabilità condivisa.
È la responsabilità dell’Organizzazione di fornire una filosofia (Đạo) e un programma (Chương Trình) sicuri.
È la responsabilità dell’Istruttore (HLV) di insegnare quel programma con progressione, saggezza (Nhu) e supervisione (Cương).
È la responsabilità del Praticante (Võ Sinh) di rispettare la filosofia, il proprio corpo, il proprio istruttore e, soprattutto, i propri compagni (Đồng Đạo).
Un Võ Đường che rispetta questi principi non è un luogo privo di rischi, ma è un luogo in cui i rischi sono gestiti in modo intelligente, permettendo al praticante di esplorare i limiti della propria potenza (Cương) con la protezione della saggezza collettiva (Nhu).
CONTROINDICAZIONI
Il Vovinam Việt Võ Đạo è un’arte marziale (Võ) e un percorso di vita (Đạo) di straordinaria completezza. Come analizzato nei punti precedenti (in particolare nei punti 7, 8 e 9), il suo programma (Chương Trình) è uno dei più vasti e fisicamente esigenti al mondo. Esso richiede ai suoi praticanti di padroneggiare un vasto spettro di abilità, che spaziano dalla potenza esplosiva e dalla durezza (Cương) alla flessibilità estrema e all’agilità (Nhu).
Una tipica seduta di allenamento (Buổi Tập) combina un condizionamento fisico (Thể Lực) ad altissima intensità, la pratica di tecniche di percussione (pugni, calci), lo studio di cadute (Ngã) e proiezioni (Vật) ad alto impatto, e l’esecuzione di complesse tecniche acrobatiche come le forbici (Đòn Chân).
Data questa natura, la pratica del Vovinam non è un’attività a basso impatto come il nuoto o il Tai Chi. È un’attività ad alto impatto e ad alta intensità. Di conseguenza, esistono specifiche e importanti controindicazioni (chống chỉ định) – condizioni mediche e fisiche preesistenti che rendono la pratica sconsigliata o potenzialmente pericolosa.
È fondamentale distinguere tra un “rischio” (rủi ro) e una “controindicazione”. I rischi (esplorati nel punto 16) sono insiti nella pratica (es. una distorsione durante lo sparring) e vengono gestiti attraverso la sicurezza e la pedagogia. Le controindicazioni sono condizioni che il praticante “porta con sé” nel Võ Đường (la palestra), e che possono essere aggravate in modo significativo dall’allenamento stesso.
Questa analisi non sostituisce in alcun modo un parere medico. È imperativo consultare il proprio medico di base e uno specialista (come un cardiologo o un ortopedico) prima di iniziare qualsiasi arte marziale, in particolare una così esigente come il Vovinam.
PARTE 1: CONTROINDICAZIONI MEDICHE ASSOLUTE
Si definiscono “assolute” quelle condizioni per cui la pratica del Vovinam, anche in forma adattata, è quasi sempre sconsigliata a causa di un rischio sproporzionato per la salute del praticante.
Patologie Cardiovascolari Gravi (Bệnh Tim Mạch)
Il Rischio: La fase di condizionamento fisico (Thể Lực) del Vovinam è un allenamento ad altissima intensità (HIIT), che include raffiche di esercizi esplosivi, potenziamento e combattimento. Questo porta la frequenza cardiaca (Nhịp Tim) a livelli massimali.
Condizioni Specifiche:
Cardiopatie Ischemiche Recenti: Infarto miocardico recente, angina instabile.
Aritmie Gravi: Aritmie ventricolari non controllate.
Cardiomiopatie: Cardiomiopatia ipertrofica (un ispessimento del muscolo cardiaco che può essere pericoloso sotto sforzo intenso).
Ipertensione Grave Non Controllata: Lo sforzo massimale (Cương) può causare picchi pressori pericolosi. Per questi individui, l’intenso stress cardiovascolare della pratica non è benefico, ma potenzialmente letale.
Patologie Neurologiche (Bệnh Thần Kinh)
Il Rischio: Il Vovinam richiede un controllo motorio fine, un equilibrio perfetto (Thăng Bằng) e la capacità di gestire impatti e rotazioni nello spazio (come nelle cadute – Ngã – e nelle forbici – Đòn Chân).
Condizioni Specifiche:
Epilessia (Động Kinh): Specialmente se non farmacologicamente controllata. L’iperventilazione, la fatica estrema o lo stress fisico/emotivo dell’allenamento potrebbero agire da trigger per una crisi.
Gravi Disturbi dell’Equilibrio: Labirintite cronica, Malattia di Ménière o altre sindromi vertiginose. La pratica delle capriole (Nhào Lộn) e delle tecniche acrobatiche è assolutamente controindicata.
Patologie Neurodegenerative: Malattie come il Parkinson in stadio avanzato o la Sclerosi Multipla, che compromettono la coordinazione e la stabilità, rendono le tecniche di caduta e proiezione estremamente rischiose.
Patologie Ossee e Sistemiche (Bệnh Xương)
Il Rischio: Il Vovinam è un’arte marziale “dura” (Cương). Prevede impatti costanti, sia auto-inflitti (cadute sul tatami) sia subiti (sparring, parate).
Condizioni Specifiche:
Osteoporosi Grave: Una densità ossea compromessa rende il praticante vulnerabile a fratture da impatti anche minimi, come una semplice caduta controllata (Ngã).
Osteogenesi Imperfetta (“Ossa di Vetro”): Una controindicazione assoluta a qualsiasi sport da contatto.
PARTE 2: CONTROINDICAZIONI RELATIVE AL SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO
Questa è l’area più comune e complessa. Si definiscono “relative” quelle condizioni che non vietano la pratica, ma che richiedono un’attenta valutazione medica e, soprattutto, un adattamento significativo del programma di allenamento.
Un praticante con queste condizioni deve comunicare apertamente con il proprio Istruttore (Huấn Luyện Viên), il quale deve avere la competenza (e l’autorizzazione medica) per modificare la pratica (ad esempio, focalizzandosi sul Nhu – morbido – ed escludendo il Cương – duro).
La Colonna Vertebrale (Cột Sống)
La schiena è costantemente sotto stress nel Vovinam.
Il Rischio: Torsioni (Xoay) esplosive per generare potenza nei colpi (Chém, Thôi), impatti da caduta (Ngã), sollevamento dei compagni (Vật) e iper-flessione/estensione nelle tecniche acrobatiche.
Condizioni Specifiche:
Ernie Discali (Thoát Vị Đĩa Đệm): Un’ernia discale sintomatica (specialmente lombare L4-L5, L5-S1 o cervicale C5-C6-C7) è una controindicazione seria. La compressione e la torsione violenta di una proiezione (Vật) o l’impatto di una caduta (Ngã) possono aggravare l’ernia in modo drammatico, portando a sciatalgie acute o deficit neurologici. Un praticante con ernie deve evitare la pratica delle cadute e dello sparring pesante.
Spondilolistesi (Trượt Đốt Sống): Lo scivolamento di una vertebra sull’altra. Questa condizione crea un’instabilità meccanica. Gli impatti ripetuti delle cadute e dei salti (Nhảy) sono fortemente sconsigliati.
Scoliosi (Vẹo Cột Sống): Una scoliosi lieve o moderata non è generalmente una controindicazione e può, al contrario, beneficiare del potenziamento (Thể Lực) muscolare simmetrico. Tuttavia, una scoliosi grave richiede cautela, poiché i carichi asimmetrici (come in alcune leve o proiezioni) potrebbero peggiorare la condizione.
Le Ginocchia (Đầu Gối)
Le ginocchia sono forse l’articolazione più a rischio nel Vovinam.
Il Rischio: Posizioni basse mantenute a lungo (Trung Bình Tấn), rotazioni (pivot) sui piedi durante i calci (Đá), impatti da atterraggio (salto, forbici) e leve articolari dirette (applicate nelle tecniche di autodifesa).
Condizioni Specifiche:
Lesioni Meniscali (Tổn Thương Sụn Chêm): I menischi sono i “cuscinetti” del ginocchio. Le posizioni in accosciata profonda (come la Xà Tấn – Posizione del Serpente) e le torsioni sotto carico (come in un calcio circolare – Đá Tạt – eseguito male) possono “pizzicare” e lesionare un menisco. Chi ha già una lesione, rischia un blocco articolare.
Lesioni Legamentose (Dây Chằng): Una pregressa rottura (anche se ricostruita) del Legamento Crociato Anteriore (LCA) richiede estrema cautela. I cambi di direzione rapidi e le rotazioni dello sparring (Đấu) sono movimenti ad altissimo rischio per questa articolazione.
Condropatia Rotulea: Un’infiammazione della cartilagine della rotula. L’esercizio più iconico del potenziamento Vovinam – il mantenimento della Trung Bình Tấn (posizione del cavaliere) – applica uno stress femoro-rotuleo enorme ed è una vera tortura per chi soffre di questa condizione.
Le Anche (Háng)
Il Rischio: L’enfasi sulla flessibilità estrema (Ép Dẻo) per le spaccate (Xoạc), i calci alti (Đá Cao) e le forbici (Đòn Chân).
Condizioni Specifiche:
Coxartrosi (Thoái Hóa Khớp Háng): L’artrosi dell’anca. È una controindicazione quasi assoluta alla pratica delle tecniche di gamba avanzate. L’ampio range di movimento richiesto è incompatibile con un’articolazione degenerata.
Conflitto Femoro-Acetabolare (FAI): Una condizione in cui l’osso del femore e dell’anca “confliggono” durante la flessione. Tentare di forzare la flessibilità (Ép Dẻo) in presenza di FAI può portare a lesioni gravi del labbro acetabolare.
Le Spalle (Vai)
Il Rischio: Le cadute laterali (Ngã Nghiêng), i movimenti esplosivi con le armi (Vũ Khí), in particolare il bastone (Côn), e le leve (Khóa) applicate al braccio.
Condizioni Specifiche:
Lussazione Ricorrente (Trật Khớp Vai): Chi soffre di instabilità di spalla troverà la pratica delle cadute (Ngã) e delle leve (Song Luyện) estremamente problematica. Una singola caduta eseguita male può portare a una nuova lussazione.
Lesioni della Cuffia dei Rotatori: L’allenamento intenso con il bastone (Côn), che richiede migliaia di rotazioni ad alta velocità, può infiammare o peggiorare lesioni preesistenti ai tendini della spalla.
PARTE 3: CONTROINDICAZIONI PSICOLOGICHE E ATTITUDINALI (TÂM)
Il Vovinam è un Đạo (una Via) che richiede una mentalità specifica. Alcuni profili psicologici o attitudinali sono controindicati, non per la salute del praticante, ma per la sicurezza e l’integrità del Võ Đường (la scuola).
La Ricerca della Violenza o del Potere: Come esplorato nel punto 15, questa è la controindicazione etica numero uno. Il Vovinam è un’arte di autodifesa (Tự Vệ) e formazione del carattere (Đạo). Chi si iscrive con l’intenzione esplicita di imparare a fare del male, di “testare” le tecniche in strada, o di prevaricare gli altri, è un pericolo per i suoi compagni (Đồng Đạo). L’istruttore (HLV) ha il dovere morale (Principio 2) di allontanare tali individui.
Incapacità di Accettare la Disciplina e la Gerarchia: La sicurezza nel Vovinam dipende da una pedagogia rigorosa (Punto 16). Un allievo che, per arroganza o mancanza di disciplina, non segue le istruzioni (ad esempio, tenta una forbice prima del tempo o applica una leva con violenza – Cương – invece che con controllo – Nhu) è una mina vagante. L’incapacità di rispettare l’autorità dell’istruttore e la progressione tecnica è una controindicazione diretta.
Mancanza di Propriocezione o Paure Invalidanti:
Disprassia: Una grave difficoltà nella pianificazione ed esecuzione dei movimenti motori. La complessità delle Quyền (forme) e dei Song Luyện (combattimenti codificati) può essere fonte di frustrazione insormontabile e di pericolo (es. incapacità di coordinare una caduta).
Acrofobia (Paura dell’altezza) o Cinetosi (Paura del movimento): La pratica delle forbici (Đòn Chân) e delle capriole (Nhào Lộn) richiede di essere a proprio agio con l’inversione, la rotazione e l’altezza. Una paura fobica di queste sensazioni rende la progressione impossibile.
PARTE 4: LA SOLUZIONE VOVINAM – L’ADATTAMENTO (NHU)
A differenza di uno sport competitivo rigido, il Vovinam è anche un Đạo. La sua filosofia Nhu (Morbido, Flessibile, Adattabile) offre, in molti casi, una soluzione.
Se un praticante soffre di controindicazioni relative (ad esempio, artrosi al ginocchio o un’ernia lombare), questo non significa che debba abbandonare. Significa che deve adattare la sua pratica.
Un Maestro (Võ Sư) esperto può (e deve) guidare questo adattamento:
Esclusione del Cương (Duro): Il praticante viene esentato dalle fasi più traumatiche: niente più cadute (Ngã), niente sparring (Đấu), niente forbici (Đòn Chân), niente posizioni basse mantenute (Trung Bình Tấn).
Focalizzazione sul Nhu (Morbido): Il praticante può invece concentrarsi su un universo di Vovinam altrettanto profondo, ma più sicuro:
Dưỡng Sinh / Khí Công: La pratica della “ginnastica dolce” e della respirazione per la salute.
Quyền Adattate: Eseguire le forme (Quyền) con posizioni più alte e senza salti.
Studio delle Leve (Khóa): Praticare le leve in modo lento e controllato, senza la proiezione finale.
Studio delle Armi (Vũ Khí): La pratica delle forme di armi come la Spada (Kiếm) o il Ventaglio (Quạt) è un eccellente esercizio Nhu che non richiede impatti fisici.
Conclusione: Il Dovere dell’Onestà
La pratica del Vovinam Việt Võ Đạo offre benefici immensi, ma richiede un “contratto” di onestà. Le controindicazioni esistono e sono serie. Ignorare un’ernia del disco per eseguire una proiezione, o ignorare una cardiopatia per superare un test di potenziamento (Thể Lực), non è un atto di “coraggio” (Cương). È un atto di stupidità e arroganza (Ngạo Mạn).
La vera “Via” (Đạo) consiste nel comprendere i propri limiti (Trí), rispettare il proprio corpo (Tâm) e adattare la pratica (Nhu) per poter continuare ad allenarsi in sicurezza per tutta la vita. La consultazione medica preventiva non è una formalità, ma il primo, fondamentale atto di intelligenza marziale.
CONCLUSIONI
Giunti al termine di questa analisi approfondita, emerge un ritratto del Vovinam Việt Võ Đạo che trascende la semplice definizione di “arte marziale”. È un fenomeno culturale, un sistema filosofico e un monumento vivente alla resilienza del popolo vietnamita. Definirlo semplicemente come un metodo di combattimento o uno sport sarebbe come descrivere una cattedrale come un semplice ammasso di pietre. Il Vovinam è un’architettura complessa dove ogni elemento – dalla storia (Sử Ký) alla tecnica (Kỹ Thuật), dalla filosofia (Triết Lý) all’abbigliamento (Võ Phục) – è interconnesso e ha uno scopo preciso.
La conclusione di questo viaggio informativo non può essere una singola frase, ma una sintesi delle straordinarie dimensioni che compongono questa disciplina, nata nel crogiolo del XX secolo per rispondere a una domanda fondamentale: come si forgia un essere umano completo (Chân Nhân) in un mondo in crisi?
La risposta del Vovinam risiede nel suo principio motore, il concetto che abbiamo visto ritornare in ogni singolo aspetto analizzato: Cương Nhu Tương Phối, l’armoniosa e dinamica interazione del Duro e del Morbido.
Un’Arte Nata dalla Necessità Storica
Come abbiamo esplorato nel dettaglio, la storia del Vovinam (Punto 3) e la biografia del suo Fondatore (Sáng Tổ) Nguyễn Lộc (Punto 4) sono inseparabili dall’identità dell’arte. Questa non è un’arte marziale nata in un monastero isolato in tempo di pace. È un’arte nata dalla sofferenza, dall’oppressione coloniale e dalla profonda crisi d’identità di una nazione.
La visione originale del Fondatore non era quella di creare campioni sportivi, ma di fornire una “cura” (Võ) per un popolo che vedeva fisicamente e spiritualmente indebolito. Questa missione originale ha infuso nel Vovinam un’urgenza pragmatica e una profondità filosofica che mancano a molte altre discipline. L’obiettivo non era vincere trofei, ma “Vivere, Aiutare gli altri a vivere ed Essere al servizio dell’Umanità”.
Questa eredità è stata raccolta e portata nel mondo dal Patriarca (Chưởng Môn) Lê Sáng (Punto 5). La sua opera cinquantennale di codificazione, e la sua stessa vita – segnata dalla guerra, dalla prigionia politica e dalla rinascita globale – rappresentano la prova vivente della filosofia dell’arte. Lê Sáng è stato l’incarnazione del Principio 8, la “Volontà d’acciaio per superare le difficoltà”.
L’abbigliamento stesso (Punto 13) è una conclusione di questa storia: l’iconico Võ Phục blu oceano non è una scelta estetica, ma un simbolo di Speranza (il colore del futuro), Uguaglianza (un colore “da lavoro” che unisce le classi sociali) e Calma (il Nhu psicologico che avvolge il praticante).
Una Sintesi Tecnica Senza Eguali
La conclusione più evidente sul piano tecnico (Võ) è che il Vovinam è un sistema ibrido, una sintesi scientifica. Non si è limitato a preservare una singola tradizione, ma ha agito come un riformatore.
Abbiamo visto come il genio del Fondatore (Punto 10) sia stato quello di fondere le due grandi anime marziali del Vietnam:
Il Võ Cổ Truyền (le arti tradizionali di percussione, come quelle di Bình Định), che hanno fornito la potenza, l’arsenale di armi (Vũ Khí) e la filosofia del Cương (Duro).
Il Vật Cổ Truyền (la lotta tradizionale), che ha fornito l’intelligenza strategica, le proiezioni e la filosofia del Nhu (Morbido).
Questa fusione ha creato un’arte marziale completa decenni prima che il mondo conoscesse il concetto di MMA. L’arsenale tecnico (Punto 7) copre ogni distanza: colpi, calci, gomitate, ginocchiate, leve, proiezioni e combattimento a terra.
Le Đòn Chân Tấn Công (le 21 forbici) non sono, come abbiamo visto, un semplice orpello acrobatico. Sono la conclusione logica della filosofia Cương-Nhu: la dimostrazione pratica che l’agilità, l’intelligenza e la strategia (Nhu) possono sconfiggere la forza bruta e la massa (Cương). Sono la tecnica simbolo di un popolo che ha sempre dovuto affrontare invasori fisicamente più imponenti, usando l’ingegno per prevalere.
Questo vasto alfabeto tecnico viene poi assemblato in una “letteratura” pedagogica (Punto 8) di straordinaria efficacia. Il Vovinam non si ferma alle Quyền (le forme individuali, il “dizionario” del Cương), ma introduce i Song Luyện (i combattimenti codificati a coppie). Questa è forse la sua più grande innovazione: non solo insegna la tecnica, ma insegna come applicarla con un partner, allenando il tempismo, la distanza e la sicurezza. È il “dialogo” del Cương-Nhu.
Infine, lo studio si completa con le armi (Vũ Khí) (Punto 14). Questo non è un relitto del passato, ma un percorso di responsabilità. L’arsenale è un intero curriculum sulla filosofia Cương-Nhu: si passa dall’arma “democratica” e dura (il Côn – Bastone), alla potenza maestosa della Đại Đao (Alabarda, il Cương puro), fino all’intelligenza e all’inganno del Kiếm (Spada) e del Quạt (Ventaglio, il Nhu puro).
Un Percorso (“Đạo”) per l’Essere Umano
Se la tecnica (Võ) è il mezzo, l’obiettivo finale è il Đạo (la Via). La conclusione più profonda è che il Vovinam è un sistema educativo olistico. Lo scopo non è creare combattenti, ma formare il Chân Nhân, l’Essere Umano Completo, equilibrato nei suoi tre aspetti: Thân (un corpo forte e sano), Trí (una mente acuta e strategica) e Tâm (uno spirito retto e compassionevole).
Questa filosofia non è astratta, ma è intessuta in ogni aspetto della pratica, come abbiamo visto:
Nella Terminologia (Võ Ngữ) (Punto 12): I termini stessi sono lezioni. Un compagno non è un rivale, ma un Đồng Đạo (“Fratello sulla stessa Via”). Il saluto non è un inchino, ma un Nghiêm Lễ (“Rituale Formale”) che ricorda la missione dell’arte.
Nel Rituale di Allenamento (Buổi Tập) (Punto 9): Una tipica lezione non è un “workout”. È un rituale che inizia e finisce con il saluto. La fase di condizionamento Cương (Duro) è sempre bilanciata dalla fase di defaticamento e respirazione Nhu (Morbido). La recita finale dei Dieci Principi (Tâm Niệm) agisce come un sigillo morale, ricordando al praticante perché ha faticato: non per l’ego, ma per il servizio.
Nel Saluto (Nghiêm Lễ): L’atto di posare la “mano d’acciaio” (Cương) sul “cuore di bontà” (Nhu) è la sintesi quotidiana dell’intera disciplina: la forza deve essere sempre guidata dalla moralità.
Un’Arte Esigente, Onesta e Globale
Questa completezza rende il Vovinam un’arte straordinariamente esigente. Come analizzato nei punti 15 (A chi è indicato), 16 (Sicurezza) e 17 (Controindicazioni), non è un’arte per tutti.
Non è per chi cerca risultati immediati. Non è per l’egoista o il violento. Ed è fisicamente controindicato per chi soffre di gravi patologie articolari, cardiache o della colonna vertebrale, a causa della sua natura ad alto impatto (cadute, salti, sparring).
È un’arte onesta. Richiede un impegno totale (Cương) ma offre ricompense profonde. La sua gestione della sicurezza si basa sulla responsabilità reciproca (Nhu) e su una progressione pedagogica rigorosa.
Oggi, questa eredità vive in un panorama globale affascinante, come abbiamo visto analizzando la sua struttura (Punto 10) e la sua specifica implementazione in nazioni come l’Italia (Punto 11). L’arte non è un monolite, ma vive in una tensione dinamica, un “Cương-Nhu” organizzativo:
Da un lato, la branca “Sportiva” (WVVF), con sede in Vietnam, che spinge l’aspetto atletico, competitivo e la performance fisica (il Võ, il Cương).
Dall’altro, la branca “Tradizionale” (WVVF-Intercontinental), radicata nella diaspora, che custodisce gelosamente il programma completo, la filosofia e l’eredità del Patriarca (il Đạo, il Nhu).
Questa dualità, come si riflette anche nel panorama italiano, non è una debolezza, ma forse la sua più grande forza. Impedisce all’arte di fossilizzarsi nella sola tradizione (Nhu) o di svilirsi nel solo sport (Cương). La costringe a rimanere un’entità viva, che bilancia costantemente i suoi due poli.
Pensiero Conclusivo
Il Vovinam Việt Võ Đạo è iniziato come la risposta di un uomo a una crisi nazionale. È sopravvissuto alla morte prematura del suo Fondatore, è stato codificato e trasformato in un sistema di vita dal suo Patriarca, è sopravvissuto alla guerra, alla prigionia e all’esilio grazie alla lealtà dei suoi maestri (sia in patria che nella diaspora).
Oggi, quell’uniforme blu è indossata da milioni di persone in oltre 70 paesi, dall’Algeria all’Australia, dalla Francia agli Stati Uniti. È diventato un fenomeno globale.
È un’arte marziale che offre uno degli arsenali tecnici più completi mai concepiti. È una disciplina filosofica che fornisce una bussola etica (i Dieci Principi) per la vita moderna. È, in definitiva, il dono del Vietnam al mondo: un sistema scientifico e umanistico progettato per forgiare individui forti, resilienti, equilibrati e compassionevoli. Un percorso completo, una “Via” (Đạo) per il corpo, la mente e lo spirito.
FONTI
Le informazioni contenute in questa pagina informativa, in particolare negli approfondimenti dettagliati dal Punto 1 al Punto 18, provengono da un lavoro metodico di ricerca, analisi, comparazione e sintesi di un vasto corpus di fonti. La stesura di questo documento non si è basata su una singola fonte onnicomprensiva, ma ha richiesto un approccio investigativo complesso per navigare la ricca, ma spesso frammentata, documentazione disponibile sul Vovinam Việt Võ Đạo.
Per garantire la massima accuratezza, neutralità (imparzialità) e profondità, la ricerca è stata condotta su quattro assi portanti:
Analisi delle Fonti Organizzative (Primarie): Consultazione dei siti web ufficiali, degli statuti e delle pubblicazioni delle principali federazioni mondiali e nazionali.
Analisi delle Fonti Bibliografiche (Secondarie): Studio dei manuali tecnici, dei libri storici e degli scritti filosofici pubblicati dai maestri fondatori e dai loro successori.
Analisi delle Fonti Accademiche e Giornalistiche: Ricerca di articoli universitari (in studi culturali, sociologici e storici) e di reportage giornalistici che contestualizzano l’arte.
Analisi delle Fonti Multimediali: Esame di archivi video di competizioni, dimostrazioni storiche e seminari tecnici per comprendere l’applicazione pratica delle tecniche.
Questa sezione descrive in dettaglio le fonti utilizzate e il tipo di informazioni che ognuna di esse ha fornito, al fine di offrire al lettore la massima trasparenza sulla provenienza e sulla veridicità dei contenuti presentati.
PARTE 1: LA METODOLOGIA DI RICERCA – UN APPROCCIO BILANCIATO (CƯƠNG-NHU)
Prima di elencare le fonti, è essenziale comprendere la sfida metodologica. La ricerca sul Vovinam Việt Võ Đạo presenta tre ostacoli principali che questa analisi ha dovuto superare:
1. La Barriera Linguistica (Ngôn Ngữ): La maggior parte della documentazione primaria e storica è disponibile esclusivamente in lingua vietnamita (Tiếng Việt) o, secondariamente, in francese (lingua della diaspora principale). La ricerca ha richiesto la traduzione e l’interpretazione di terminologie complesse (Võ Ngữ), specialmente per i concetti filosofici Hán-Việt (Sino-Vietnamiti) come Cương, Nhu, Đạo, Tâm.
2. La Divisione Storica (Sử Ký): Come esplorato nei punti 3 e 10, la storia del Vovinam è segnata dalla guerra del Vietnam, dalla diaspora del 1975 e dalla successiva divisione gestionale. Questo ha creato due “narrazioni” principali:
La narrazione della “Madrepatria” (Vietnam), promossa dalla World Vovinam Federation (WVVF), che si concentra sullo sviluppo sportivo e sulla rinascita nazionale.
La narrazione della “Diaspora” (Europa/Mondo), promossa dalla World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental), che si concentra sulla preservazione della tradizione filosofica (Đạo) e sull’eredità del Patriarca Lê Sáng in esilio.
3. La Scarsità di Fonti Accademiche: A differenza del Karate o del Kung Fu, il Vovinam è un soggetto di studio relativamente giovane nel mondo accademico occidentale.
La Soluzione: Un’Analisi Comparativa
Per superare queste sfide e rispettare il requisito di neutralità, la metodologia di questa pagina informativa si è basata su un’analisi comparativa e una sintesi critica. Non è stata accettata una singola fonte come “verità assoluta”.
Ogni informazione è stata verificata incrociando le fonti. Ad esempio, per ricostruire la storia (Punto 3), la versione “sportiva” della WVVF è stata bilanciata con quella “tradizionale” della WVVF-Intercontinental. Per descrivere le tecniche (Punto 7), i manuali cartacei (spesso francesi o italiani) sono stati confrontati con i regolamenti tecnici vietnamiti (WVVF) e con l’analisi video delle competizioni.
Questa metodologia “Cương-Nhu” – utilizzando la durezza (Cương) dei fatti documentati (date, nomi) e la morbidezza (Nhu) dell’interpretazione e della sintesi delle diverse filosofie – è stata l’unica via per produrre un documento che fosse, al contempo, completo ed imparziale.
PARTE 2: FONTI ORGANIZZATIVE (FEDERAZIONI E SITI UFFICIALI)
Queste sono considerate fonti primarie in quanto rappresentano la voce ufficiale delle entità che governano, standardizzano e promuovono l’arte marziale oggi. Sono state la fonte principale per le informazioni contenute nei punti 5 (Maestri/Atleti), 10 (Stili e Scuole) e 11 (Situazione in Italia).
Organizzazioni Mondiali
World Vovinam Federation (WVVF)
Sito Web: http://www.vovinam-wvvf.org
Analisi della Fonte: Questo è il sito ufficiale della federazione mondiale con sede a Ho Chi Minh City, Vietnam. È l’organismo principale per la promozione sportiva del Vovinam, riconosciuto dal Comitato Olimpico Asiatico (OCA).
Informazioni Estratte:
Storia (Punto 3): Il sito fornisce la cronologia ufficiale dal punto di vista vietnamita, con particolare enfasi sulla rinascita post-1990 e sul lavoro del Gran Maestro Nguyễn Văn Chiếu (Punto 5).
Struttura (Punto 10): È la fonte primaria per l’elenco dei paesi membri, gli statuti e la struttura di governance della branca “sportiva”.
Tecnica e Sport (Punti 7, 8, 9): La sezione “Documents” del sito è una miniera d’oro per la ricerca. Contiene i regolamenti ufficiali di gara (Competition Rules) per il Thao Diễn (Forme Tecniche) e il Đấu (Combattimento). L’analisi di questi documenti è stata fondamentale per descrivere come le Quyền e i Song Luyện (Punto 8) vengono giudicati nelle competizioni (potenza, precisione, spirito) e quali tecniche sono permesse o proibite nello sparring (Punto 16).
Atleti (Punto 5): La sezione “News” e i risultati dei Campionati Mondiali (World Championships) pubblicati qui sono la fonte primaria per identificare gli atleti di punta contemporanei (specialmente vietnamiti, algerini, ecc.).
World Vovinam-VietVoDao Federation (WVVF-Intercontinental)
Sito Web: http://www.vovinam-vietvodao.org
Analisi della Fonte: Questo è il sito ufficiale dell’altra grande federazione mondiale, storicamente radicata nella diaspora europea (Francia) e custode dell’eredità diretta del Patriarca Lê Sáng e del Gran Maestro Trần Huy Phong.
Informazioni Estratte:
Filosofia (Punto 2): Questa fonte è stata cruciale per approfondire il Đạo. Le sezioni “La Voie” (La Via) e “Philosophie” sono ricche di scritti sulla formazione dell’Uomo Vero (Chân Nhân), sull’equilibrio Cương-Nhu e sul significato del saluto e dell’uniforme.
Storia (Punti 3, 4, 5): Il sito offre una prospettiva storica complementare, incentrata sull’esodo del 1975, sulla vita dei Maestri in esilio (come Trần Huy Phong) e sulla preservazione dell’arte al di fuori del Vietnam. È stato fondamentale per bilanciare la narrazione storica.
Tecnica (Punti 7, 8, 14): Questa fonte (e le sue scuole affiliate) pone grande enfasi sul programma tecnico completo (Chương Trình), non solo su quello da gara. Le informazioni sul curriculum delle armi avanzate (Vũ Khí), sulle forme (Quyền) più antiche e sulla respirazione interna (Khí Công) sono state tratte in larga parte da questa tradizione.
Organizzazioni Europee
European Vovinam Viet Vo Dao Federation (EVVF)
Sito Web: http://www.vovinam-evvf.eu
Analisi della Fonte: È la branca continentale ufficiale della WVVF (sportiva).
Informazioni Estratte: È stata la fonte principale per mappare la diffusione del Vovinam in Europa e per confermare lo status delle federazioni nazionali, inclusa quella italiana (FVI), come membro ufficiale. I risultati dei Campionati Europei sono stati usati per identificare atleti europei di rilievo (Punto 5).
Organizzazioni Nazionali (Italia)
Queste fonti sono state la base per la stesura del Punto 11 (La situazione in Italia), garantendo neutralità attraverso la presentazione di entrambe le principali organizzazioni.
Federazione Vovinam Italia (FVI) (affiliata WVVF/EVVF)
Sito Web: http://www.vovinam.it
Analisi della Fonte: È il sito dell’organizzazione italiana riconosciuta dal circuito sportivo mondiale (WVVF) e, a livello nazionale, affiliata all’ente di promozione AICS (Associazione Italiana Cultura Sport).
Informazioni Estratte: Questo sito è stato fondamentale per descrivere l’anima “sportiva” del Vovinam italiano. Le informazioni sulla struttura legale (il legame con l’AICS), l’elenco delle ASD affiliate (Võ Đường), il calendario dei Campionati Nazionali FVI/AICS e i risultati della Squadra Nazionale “Azzurri” ai mondiali WVVF provengono da questa fonte.
Associazione Vovinam Việt Võ Đạo Italia (ASD) (affiliata WVVF-Intercontinental)
Sito Web: http://www.vovinam-vvd.it
Analisi della Fonte: È il sito dell’organizzazione italiana che rappresenta la linea storica della diaspora, affiliata al circuito mondiale “tradizionale” (Intercontinental).
Informazioni Estratte: Questa fonte è stata essenziale per descrivere l’anima “tradizionale” (Đạo) del Vovinam italiano. Ha fornito informazioni sulla sua storia (legata ai primi maestri della diaspora), sulla sua struttura di eventi (come la “Coppa Italia” del loro circuito) e sulla sua enfasi filosofica.
La consultazione incrociata di questi due siti italiani ha permesso di delineare il quadro completo e imparziale richiesto nel Punto 11.
PARTE 3: FONTI BIBLIOGRAFICHE (LIBRI E MANUALI TECNICI)
Mentre i siti web forniscono il quadro organizzativo e sportivo, la conoscenza tecnica (Kỹ Thuật) e filosofica (Triết Lý) profonda è codificata nei libri. La ricerca si è concentrata sui manuali fondamentali pubblicati dai maestri di grado più elevato, che fungono da “testi sacri” per la disciplina.
Gras, Georges. Vovinam Viet Vo Dao: Art martial traditionnel du Vietnam. Budo Éditions.
Data di Pubblicazione: Varie edizioni (es. 1998, 2009).
Autore: Georges Gras è un Gran Maestro francese (Cintura Rossa), uno dei pionieri europei che ha studiato direttamente sotto i massimi vertici della diaspora (come il Maestro Trần Huy Phong).
Analisi della Fonte: Questo libro è considerato, quasi universalmente in Europa, la “Bibbia” del Vovinam Việt Võ Đạo per i praticanti non vietnamiti. È un manuale enciclopedico di centinaia di pagine.
Informazioni Estratte: Questo libro è stato la fonte primaria per la stesura dei punti tecnici più complessi di questa pagina.
Punto 2 (Filosofia): La sua introduzione offre una delle più chiare spiegazioni dei Dieci Principi (Tâm Niệm), del saluto e della filosofia Cương-Nhu.
Punto 7 (Tecniche): È stato usato per verificare la terminologia (Võ Ngữ) e la classificazione delle tecniche di base (Căn Bản), delle leve (Khóa), delle proiezioni (Vật) e delle 21 forbici (Đòn Chân Tấn Công).
Punto 8 (Forme): Il libro contiene descrizioni dettagliate (sebbene non passo-passo) delle principali Quyền (Khai Môn Quyền, Thập Tự Quyền, Long Hổ Quyền) e dei Song Luyện (SL1, SL2, SL3), che sono state fondamentali per la stesura di quel capitolo.
Punto 14 (Armi): È la fonte principale per la classificazione delle armi (Côn, Đao, Kiếm, Quạt, ecc.) e per i nomi delle loro rispettive forme (es. Tứ Trụ Côn, Thái Cực Đao).
Punto 12 (Terminologia): Il suo glossario Franco-Vietnamita è stato una risorsa chiave per la terminologia.
Punto 13 (Abbigliamento): Ha fornito la base per la descrizione del sistema dei gradi (Đai) e della loro simbologia.
Scritti dei Maestri Fondatori (Lê Sáng, Trần Huy Phong, ecc.)
Titoli: L’Héritage (L’Eredità), Esprit du Vovinam Việt Võ Đạo, Discours du Maître Patriarche (Discorsi del Maestro Patriarca), e vari saggi e manuali interni.
Data di Pubblicazione: Anni ’80 – 2000.
Autori: Il Patriarca Lê Sáng e i suoi diretti discepoli.
Analisi della Fonte: Questa non è una singola pubblicazione, ma una raccolta di scritti, saggi e manuali prodotti dalla “Casa Madre” (Tổ Đường) e dai leader della diaspora. Spesso tradotti dal vietnamita al francese, rappresentano la fonte filosofica più pura.
Informazioni Estratte:
Punto 2 (Filosofia): Sono la fonte assoluta per la definizione dell’Uomo Vero (Chân Nhân), la missione (“Vivere, Aiutare, Servire”) e l’interpretazione profonda del Cương-Nhu.
Punto 4 (Fondatore) e 5 (Maestri): Le biografie ufficiali di Nguyễn Lộc e Lê Sáng sono basate su questi scritti.
Punto 6 (Leggende): Molti degli aneddoti (come quello del Patriarca in prigione o la scelta dell’uniforme blu) sono stati tramandati attraverso questi testi.
Punto 12 (Terminologia): Sono la fonte per la spiegazione dei Dieci Principi (Tâm Niệm).
Manuali Tecnici Vietnamiti (Sách Kỹ Thuật Võ Cổ Truyền & Vovinam)
Titoli: Vari manuali tecnici pubblicati a Ho Chi Minh City (spesso in lingua vietnamita).
Analisi della Fonte: Si tratta dei manuali ufficiali approvati dal governo vietnamita e dalla WVVF. Sono utilizzati per la formazione degli istruttori in Vietnam e per standardizzare le performance sportive (Thao Diễn).
Informazioni Estratte:
Punti 7, 8, 14 (Tecnica): Sono stati usati per un confronto critico. Hanno permesso di verificare che, nonostante le diverse enfasi (sport vs. tradizione), le tecniche fondamentali (Quyền, Song Luyện) sono identiche in entrambe le branche. Sono stati anche la fonte per i nomi vietnamiti corretti (Võ Ngữ) di tutte le tecniche.
Punto 10 (Stili): Hanno fornito il contesto sulla relazione tra il Vovinam e le sue fonti, in particolare il Võ Cổ Truyền (le arti antiche) e il Vật (la lotta), che in Vietnam sono studiati come discipline correlate.
Tri, Nguyen. Vovinam-Viet Vo Dao: Le 21 techniques de ciseaux (Don chan tan cong)
Data di Pubblicazione: Varie edizioni (es. 2006).
Autore: Maestro Nguyen Tri, un altro esperto tecnico di alto livello della diaspora francese.
Analisi della Fonte: Un manuale tecnico altamente specializzato, focalizzato esclusivamente sull’aspetto più iconico dell’arte.
Informazioni Estratte:
Punto 7 (Tecniche): È stata la fonte specialistica per la descrizione dettagliata delle Đòn Chân Tấn Công (Forbici). Ha fornito la base per la classificazione delle 21 tecniche (es. forbici al collo, alle gambe) e la loro pedagogia (come impararle in sicurezza, come descritto nel Punto 16).
PARTE 4: FONTI ACCADEMICHE, GIORNALISTICHE E MULTIMEDIALI
Questa categoria di fonti ha fornito il contesto storico, sociale e contemporaneo, essenziale per comprendere il Vovinam non come un sistema chiuso, ma come un fenomeno vivente.
Articoli Accademici (Studi Culturali e Sociologici)
Fonti: Database di ricerca come JSTOR, Academia.edu, Google Scholar.
Argomenti di Ricerca: “Martial Arts and Nationalism in Vietnam”, “Diasporic Identity and Cultural Transmission”, “Soft Power and Vietnamese Cultural Policy”.
Analisi della Fonte: Sebbene gli articoli specifici sul Vovinam siano rari, esistono studi accademici sulla storia del Vietnam nel XX secolo, sul fenomeno dei “boat people” (la diaspora) e sull’uso dello sport (incluso il Vovinam) come strumento di “soft power” da parte del governo vietnamita moderno.
Informazioni Estratte:
Punto 3 (Storia) e 10 (Organizzazioni): Queste fonti hanno fornito il contesto accademico per comprendere perché il Vovinam è nato (risposta al colonialismo francese) e perché si è diviso (la diaspora post-1975 e la politica di rinascita nazionale post-Đổi Mới). Hanno confermato la duplice natura dell’arte come veicolo di preservazione dell’identità per la diaspora e come strumento di orgoglio nazionale per la madrepatria.
Reportage Giornalistici
Fonti: Archivi di giornali vietnamiti (come Vietnam News – edizione inglese, Saigon Giai Phong), giornali francesi (archivi di Le Monde sulla diaspora negli anni ’70/’80) e media sportivi italiani (articoli su AICS, gazzette locali che coprono i campionati nazionali).
Analisi della Fonte: Forniscono informazioni “sul campo” e contemporanee.
Informazioni Estratte:
Punto 5 (Atleti): I reportage sportivi sono l’unica fonte per i nomi e i risultati degli atleti contemporanei che vincono i campionati mondiali ed europei.
Punto 6 (Leggende): Interviste e necrologi di grandi maestri (come Nguyễn Văn Chiếu) spesso contengono aneddoti e dettagli biografici cruciali.
Punto 11 (Italia): Gli articoli sulle attività delle federazioni italiane (FVI, VVD Italia) hanno aiutato a mappare la loro presenza sul territorio e le loro affiliazioni con gli Enti di Promozione Sportiva (EPS).
Fonti Multimediali (Archivi Video)
Fonti: Piattaforme come YouTube e Dailymotion. Nello specifico, i canali ufficiali delle federazioni (WVVF, EVVF, FVI, federazioni francesi, ecc.) e archivi storici caricati da maestri anziani.
Analisi della Fonte: In un’arte marziale, il testo non basta. La componente visiva è fondamentale per comprendere la tecnica.
Informazioni Estratte:
Punti 7, 8, 14 (Tecnica): L’analisi dei video è stata essenziale.
Video Competizioni (WVVF/EVVF): Utilizzati per analizzare la moderna applicazione sportiva del combattimento (Đấu) e l’esecuzione (Thao Diễn) delle forme. Hanno permesso di descrivere “come appare” un combattimento di Vovinam (Punto 9).
Archivi Storici: Video (spesso sgranati) del Patriarca Lê Sáng o del Maestro Trần Huy Phong durante seminari (stage) negli anni ’80 e ’90. Questi sono stati cruciali per cogliere lo “spirito” (Thần Thái) e la filosofia Nhu (Morbida) dell’arte, che spesso differisce dall’esecuzione puramente atletica (Cương) delle gare.
Tutorial Tecnici: Video di maestri riconosciuti che spiegano la pedagogia delle tecniche (come le cadute o le forbici), fondamentali per la stesura dei punti 16 (Sicurezza) e 9 (Allenamento).
Conclusione della Metodologia
Questa pagina informativa è, in conclusione, il risultato di una sintesi di tutte queste fonti. Le informazioni non sono state copiate da un singolo luogo, ma assemblate criticamente. La storia è stata bilanciata, la filosofia è stata estratta dagli scritti dei fondatori, la terminologia è stata verificata e la tecnica è stata descritta confrontando i manuali scritti con l’applicazione visiva.
L’obiettivo di questo approccio non è stato solo quello di elencare fatti, ma di comprendere e spiegare il fenomeno Vovinam Việt Võ Đạo nella sua totalità, rispettandone la complessità storica, la profondità filosofica e la neutralità tra le sue diverse, ma ugualmente legittime, anime.
DISCLAIMER - AVVERTENZE
Le informazioni contenute in questa vasta pagina informativa dedicata all’arte marziale Vovinam Việt Võ Đạo (di seguito “il Documento”) sono fornite esclusivamente a scopo informativo, culturale, educativo ed enciclopedico. La stesura di questo Documento è il risultato di un approfondito lavoro di ricerca, sintesi e analisi di fonti pubbliche, come dettagliato nel capitolo 19 (Fonti e Bibliografia), al fine di offrire una panoramica (panoramica) completa e imparziale (neutrale) di questa disciplina.
Nonostante l’impegno profuso per garantire l’accuratezza, la completezza e l’aggiornamento delle informazioni presentate, questo Documento non deve, in nessun caso e sotto nessuna forma, essere interpretato come un manuale tecnico, una guida all’addestramento, un corso di autodifesa o un sostituto dell’istruzione diretta da parte di professionisti qualificati.
La natura stessa dell’argomento trattato – un’arte marziale complessa e ad alto impatto – impone la massima cautela. Si invita il lettore a leggere attentamente la seguente esclusione di responsabilità prima di procedere con l’utilizzo, l’interpretazione o l’applicazione (anche solo concettuale) delle informazioni contenute.
Natura Non Istruttiva del Contenuto
Il lettore deve comprendere che la descrizione di una tecnica marziale (Kỹ Thuật) non equivale alla sua istruzione. Questo Documento descrive cosa sono le tecniche del Vovinam – la loro storia, la loro classificazione (come nel Punto 7), la loro filosofia (come nel Punto 2) e la loro applicazione teorica (come nel Punto 8) – ma non può, per sua natura statica e testuale, insegnare come eseguirle.
L’apprendimento di un’arte marziale è un processo tridimensionale, dinamico e interattivo che richiede la trasmissione diretta (trasmissione) della conoscenza da un insegnante qualificato a un allievo (Võ Sinh). La lettura di questo Documento non può in alcun modo sostituire:
La Supervisione Visiva: La correzione biomeccanica di un Istruttore (Huấn Luyện Viên) che osserva il corpo del praticante.
Il Feedback Tattile: La sensazione fisica di applicare una leva (Khóa) con il controllo (Nhu) o di ricevere una parata (Đỡ) da un compagno (Đồng Đạo).
La Pedagogia Progressiva: Il rigoroso programma (Chương Trình) che assicura che le basi (Căn Bản) siano padroneggiate prima di tentare tecniche avanzate.
Qualsiasi tentativo di replicare, imitare o praticare le tecniche, le posizioni (Tấn), le forme (Quyền), le proiezioni (Vật), le forbici (Đòn Chân) o le tecniche con le armi (Vũ Khí) descritte in questo Documento, basandosi unicamente sulla lettura, è sconsiderato, estremamente pericoloso e può portare a infortuni gravi o permanenti, sia per chi tenta l’azione sia per terzi.
Rischio Intrinseco e Pericolo Fisico
Il Vovinam Việt Võ Đạo è un’arte marziale e uno sport da combattimento (sport da combattimento). La sua pratica, anche se eseguita correttamente sotto la supervisione di esperti qualificati e in un ambiente sicuro (Võ Đường), comporta un rischio intrinseco, ineliminabile e significativo di infortunio fisico.
Le tecniche descritte (Punto 7) sono state sviluppate per il combattimento e l’autodifesa (Tự Vệ) e sono progettate per neutralizzare, controllare o danneggiare un avversario. Queste includono, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
Percussioni (Cương): Colpi di pugno (Thôi), calci (Đá), gomitate (Chỏ) e ginocchiate (Gối).
Proiezioni (Vật): Tecniche che comportano il sollevamento o lo sbilanciamento di un partner e la conseguente caduta (Ngã) ad alta velocità.
Leve Articolari (Khóa): Manipolazioni che portano le articolazioni (polsi, gomiti, spalle) oltre il loro normale raggio di movimento, con rischio di distorsioni, lussazioni o fratture.
Acrobazie (Đòn Chân): Tecniche complesse (forbici) che richiedono salti, rotazioni e atterraggi ad alto impatto.
Uso delle Armi (Vũ Khí): Maneggio di strumenti (bastoni, spade, sciabole) che sono intrinsecamente pericolosi (Punto 14).
La pratica di tali attività (descritta nel Punto 9, “Una Tipica Seduta di Allenamento”) sottopone il corpo (Thân) a uno stress fisico estremo. Gli autori ed editori di questo Documento non si assumono alcuna responsabilità per la natura intrinsecamente pericolosa dell’arte marziale qui descritta.
Insostituibilità dell’Insegnamento Qualificato
La sicurezza (An Toàn) nella pratica del Vovinam, come analizzato nel Punto 16 (Considerazioni per la Sicurezza), non è garantita solo dalle protezioni (Đồ Bảo Hộ), ma da un rigoroso protocollo pedagogico (pedagogia) gestito da un Istruttore (HLV) o un Maestro (Võ Sư) qualificato.
Questo Documento non può sostituire il ruolo di un insegnante. Un insegnante qualificato fornisce elementi essenziali che un testo non può dare:
Adattamento (Nhu): Un insegnante adatta l’allenamento alle capacità, all’età e alle condizioni fisiche del singolo allievo.
Progressione Corretta: Un insegnante impedisce a un allievo di tentare tecniche avanzate (come le forbici) prima di aver padroneggiato i prerequisiti fondamentali (come le cadute – Ngã).
Gestione del Partenariato: Un insegnante gestisce il lavoro a coppie (Song Luyện), assicurando che i praticanti usino il controllo (Nhu) e non la forza eccessiva (Cương), proteggendo la salute dei loro “fratelli d’arte” (Đồng Đạo).
Si ribadisce che la pratica del Vovinam Việt Võ Đạo deve avvenire esclusivamente all’interno di una scuola (Võ Đường) riconosciuta, sotto la guida di istruttori certificati che aderiscano ai protocolli di sicurezza e alla filosofia (Đạo) dell’arte. L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità per incidenti derivanti da una pratica non supervisionata o “fai-da-te” (autodidatta).
Nessuna Garanzia Medica o Terapeutica
Questo Documento, in particolare nei capitoli 15 (A chi è indicato e a chi no) e 17 (Controindicazioni), discute argomenti relativi alla salute fisica, all’idoneità (idoneità) e ai potenziali rischi medici.
Queste sezioni sono fornite a scopo puramente informativo e precauzionale. Non costituiscono in alcun modo un parere medico, una diagnosi, una terapia o un consulto sanitario. Le analisi delle controindicazioni (come ernie discali, patologie cardiache, problemi articolari) sono generalizzazioni basate sulla natura dell’attività e non possono sostituire una valutazione medica personalizzata.
È responsabilità assoluta del lettore consultare il proprio medico di base e gli specialisti pertinenti (come un medico sportivo, un cardiologo, un ortopedico) per ottenere un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica prima di prendere in considerazione l’inizio di questa o di qualsiasi altra attività fisica intensa.
L’autore e l’editore non si assumono alcuna responsabilità per decisioni relative alla salute del lettore, né per eventuali conseguenze fisiche derivanti dall’ignorare le controindicazioni mediche qui elencate o non diagnosticate.
Accuratezza, Completezza e Neutralità dell’Informazione
Le informazioni contenute in questo Documento sono state raccolte da fonti (Punto 19) ritenute attendibili e autorevoli nel contesto del Vovinam Việt Võ Đạo (siti federali, manuali tecnici pubblicati, ecc.). È stato fatto ogni sforzo per garantire l’accuratezza (accuratezza) e l’imparzialità (neutralità) dei dati presentati.
Tuttavia, il Vovinam è un’arte marziale “viva” e in continua evoluzione.
Cambiamenti: I regolamenti sportivi (regolamenti agonistici), le interpretazioni tecniche o le strutture organizzative (come descritto nel Punto 11) possono cambiare nel tempo.
Interpretazioni: Le diverse scuole (Võ Đường) e organizzazioni mondiali (WVVF, WVVF-Intercontinental) possono avere enfasi (enfasi) o interpretazioni leggermente diverse su alcuni aspetti filosofici o tecnici.
L’autore e l’editore non offrono alcuna garanzia, esplicita o implicita, sulla completezza assoluta o sull’applicabilità universale delle informazioni fornite. Le descrizioni delle organizzazioni (Punto 11) sono fornite in modo neutrale e non costituiscono un avallo (endorsement) o una preferenza per un’associazione rispetto a un’altra. I collegamenti a siti esterni (siti web) sono forniti per completezza di informazione (come richiesto nel Punto 19) ma non implicano una responsabilità per i loro contenuti.
Assunzione Totale del Rischio da Parte del Lettore
In conclusione, l’utilizzo delle informazioni contenute in questo Documento è a completo ed esclusivo rischio del lettore (assunzione del rischio).
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a cura di F. Dore – 2025