I traumi da sport

Il settore della medicina che studia gli effetti dei traumi, cioè di tutte le lesioni che alterano la normale costituzione dei tessuti o ne intaccano la funzionalità fisiologica, viene denominata trau­matologia, termine che deriva dal greco trauma, che significa «ferita». E importante, quindi, essere in grado di riconoscere i diversi tipi di lesione e le loro conseguenze, così come è indi­spensabile imparare a riconoscere i «dolori» che possono essere provocati dall’attività fisica in modo da intervenire nella manie­ra più appropriata: le lesioni o gli infortuni possono «colpire» ognuno di noi e con relativa facilità chi pratica sport.

In generale, si definiscono traumi le lesioni provocate da azio­ni meccaniche. La forza che causa il trauma è in genere esterna, ma può essere anche interna all’organismo, come nel caso delle lesioni da movimento violento, come un calcio o un pugno. Il trauma si verifica quando si ha un urto tra l’organismo (tessuti) e un altro corpo che oppone resistenza. Quanto più è ristretta la superficie esposta alla forza contundente, tanto maggiori e gravi sono le conseguenze. Vediamo ora alcuni dei traumi più fre­quenti.

Commozione

Una violenta caduta può provocare una commozione, cioè un trauma che si manifesta con sintomi riguardanti la parte colpita o l’organismo nella sua totalità, con la sospensione delle attività degli organi colpiti. A seconda della zona interessata, si hanno vari tipi di commozione: cerebrale, spinale, renale, toracica ecce­tera. La commozione è provocata da una rapida decelerazione, come avviene per esempio nell’urto contro un ostacolo fisso oppure nella caduta dall’alto sui glutei o sui piedi.

 

 

 

Contusione

La contusione è la lesione di parti muscolari o di organi interni in seguito a un trauma. La sua entità dipende dallo spessore della parte muscolare che si trova tra l’oggetto che colpisce e lo scheletro; si verifica con maggior facilità dove la parte ossea è più superficiale. Le articolazioni di ginocchio, spalla, calcagno, sono più predisposte alle contusioni, in quanto più sporgenti. Se non vi è ferita, ma l’azione d’urto è stata di una certa intensità, si verifica la rottura di piccoli vasi sanguigni. In seguito a ciò il sangue, non avendo sbocchi verso l’esterno, penetra a poco a poco tra i tessuti, originando all’esterno una macchia che dap­prima appare di color rosso scuro per poi diventare nera, blu e infine gialla: questa macchia viene comunemente chiamata livi­do o ecchimosi.

Se invece la rottura è estesa ai grossi vasi sanguigni si ha l’ema­toma, cioè un accumulo di sangue fuoruscito con violenza dal vaso danneggiato in un affossamento del tessuto limitrofo.

Nella pratica sportiva, spesso il trauma colpisce un muscolo in piena tensione, fortemente irrorato di sangue: ciò può facilitare il verificarsi di emorragie, edemi o addirittura lacerazione di fibre muscolari.

Crampo

Il crampo è una contrazione involontaria della muscolatura, accompagnata da dolore e incapacità di movimento. E causato da alterazioni nell’afflusso di sangue al muscolo, provocate dal fred­do (rapidi cambiamenti di temperatura), dall’umidità, da una posizione forzata (fasciatura troppo stretta) eccetera. Il muscolo colpito da crampo si presenta contratto, indurito e fortemente dolorante, con perdita totale della capacità di movimento.

 

 

Distorsione

La distorsione si verifica quando un’articolazione subisce una lesione senza perdita di contatto tra i capi articolari in seguito a un violento trauma, che può essere diretto o indiretto.

Le distorsioni colpiscono più facilmente l’adulto, per la sua minore elasticità dei legamenti, rispetto al bambino. Le forze che determinano le distorsioni sono quelle di rotazione associa­te a movimenti di massima estensione o di brusca flessione. Si manifestano con dolore intenso e tumefazione, che aumenta progressivamente dopo il trauma.

 

Emorragia

Viene definita emorragia la fuoruscita di sangue dai canali o vasi entro i quali circola (arterie, vene, capillari). Può essere esterna o interna: esterna quando si ha fuoruscita di sangue direttamente all’esterno dell’organismo; interna quando il san­gue si raccoglie in cavità interne. L’emorragia può essere arte­riosa o venosa. La prima è contraddistinta dal colore rosso san­gue e dall’uscita del getto vivace e intermittente; la seconda dal colore del sangue rosso scuro e dall’uscita a getto costante.

Emorragia nasale

L’emorragia nasale si verifica di frequente per la presenza nel naso di numerosi, piccoli vasi superficiali. Fra le cause che la determinano ricordiamo le lesioni traumatiche (contusioni, escoriazioni), un violento colpo di tosse, la presenza di un corpo estraneo; ma anche l’ipertensione arteriosa e malattie quali l’in­fluenza, la scarlattina eccetera. Possono manifestarsi emorragie nasali anche per il cambiamento di pressione atmosferica, in caso di scalate in montagna.

 

Epicondilite

Denominata anche «gomito del tennista», per la frequenza con la quale si manifesta in chi pratica questa disciplina, Vepicon­dilite è comune anche nei giocatori di baseball, golf eccetera. Si tratta di un’infiammazione articolare del gomito. Nella fase acuta del dolore, essa impedisce di compiere gesti semplici come sollevare una bottiglia, avvitare un tappo o girare una maniglia. La causa è da ricercarsi in un sovraccarico eccessivo, per movimenti tecnici errati sull’articolazione del gomito.

Ferita

Le ferite sono lesioni procurate in una qualsiasi parte del corpo da un agente meccanico. Fisse si distinguono in superficiali (cutanee e sottocutanee), penetranti in cavità (quando si ha lesio­ne degli organi interni) e profonde (interessano i piani anatomici sottostanti). Si presenta accompagnata da dolore ed eventuale emorragia.

 

 

 

 

Frattura

La frattura è la rottura di un osso, si verifica nel momento in cui l’elasticità e la resistenza dello stesso cedono a causa dell’azio­ne di una forza diretta o indiretta. Può essere esposta, se si ha la lesione superficiale della pelle da parte dell’osso rotto; non esposta quando non si ha lacerazione della superficie epidermica.

I sintomi della frattura sono forte dolore, impossibilità di movimento funzionale dell’arto infortunato, spesso anche gon­fiore e deformazioni dovute allo spostamento dei frammenti ossei.

 

 

 

 

Lesione meniscale

I menischi, strutture fibrocartilaginee che si trovano fra due superfici articolari, sono fra le parti del corpo più soggette a traumi, specie in sport rapidi come il calcio o lo sci. Se sollecita­te in modo inopportuno o eccessivo, con movimenti veloci di estensione o con rotazioni esagerate dovute a un improvviso blocco del piede, tali strutture possono disinserirsi o rompersi longitudinalmente. Talvolta può staccarsi un frammento (il corno posteriore del menisco) provocando un dolore acuto e immobilizzazione della gamba.

Lussazione

Se delle forze agiscono sulle superfici dei capi articolari e ne provocano la perdita di contatto permanente, si verifica una lus­sazione (un capo articolare esce dal suo alloggiamento). La lussa­zione è completa quando si ha una totale perdita di contatto tra due estremità ossee; è invece una sublussazione quando tra esse rimane un punto di contatto.

 

 

 

«Mal di fegato»

Il « mal di fegato» è un dolore al fianco destro che si manifesta anche in individui ben allenati alla corsa. Esso compare e scom­pare: sembra che non sia riconducibile a una qualche patologia epatica, ma piuttosto a un superlavoro effettuato dall’organo durante i movimenti a ritmo accentuato. Tale dolore al fianco destro sembra sia originato dal fatto che la parte destra del cuore non pompa sangue come la sinistra; nel fegato si verifiche­rebbe quindi un accumulo di sangue con conseguente dolore. È consigliabile, per attenuare questo inconveniente, effettuare esercizi respiratori.

«Mal di milza»

Il «mal di milza» si manifesta con una fitta al fianco sinistro in seguito a una corsa. I muscoli in funzione richiedono (specie se poco allenati) ossigeno alla milza, situata in corrispondenza del fianco sinistro, che si contrae per far uscire i globuli rossi che contiene, per facilitare l’afflusso di ossigeno ai muscoli. Questo processo, che provoca dolore, è destinato a scomparire del tutto dopo qualche giorno di allenamento.

 

 

Metatarsalgia

La metatarsalgia è un’infiammazione dell’avampiede che pro­voca dolore al metatarso. È causata da eccessivi scatti con arresti improvvisi che interessano direttamente l’avampiede.

 

 

 

 

 

Pubalgia

Consiste in un’infiammazione o degenerazione a carico della sinfisi pubica, è frequente nei calciatori. Provoca dolore nella regione pubica, alla radice della coscia durante e dopo lo sforzo o anche semplicemente accavallando le gambe. Il dolore può esten­dersi a tutta la coscia fino all’osso sacro. Spesso deriva dall’esecu­zione ripetuta di alcuni gesti, come nel calcio, che provocano degenerazioni di tipo artrosico a carico dell’articolazione pubica.

 

 

 

 

Sindrome compartimentale

La sindrome compartimentale, difficile da diagnosticare perché spesso confusa con sciatica o periostite, consiste nell’infiammazione dei tendini (aumento di pressione in uno spazio limitato che compromette la circolazione e la funzione di tessuti compre­si in quello spazio) e si manifesta soprattutto nei podisti che si sottopongono ad allenamenti intensi dopo un periodo di riposo piuttosto prolungato. I sintomi, inizialmente uguali a quelli della sciatica o della periostite, sono: tensione, rigidità, dolore nei muscoli posteriori della coscia o nei muscoli anteriori della gamba. Quando i sintomi sono localizzati nella coscia, si percepi­sce la sensazione di trascinare l’arto.

I disturbi compaiono con puntualità alla fine della corsa o al massimo dopo 20 minuti. In alcuni casi si manifestano per la presenza di salite e discese nel programma di allenamento.

Stiramento

 Lo stiramento si verifica quando si producono lesioni limitate a poche fibre di un muscolo. Nasce da una mancanza di allena­mento, dal freddo, dall’umidità, dall’affaticamento. Si manifesta alla palpazione con un dolore che aumenta in seguito a movi­menti attivi.

 

 

 

Strappo

Lo strappo è una lesione localizzata di solito a un arto inferiore che si presenta ineseguito a un’eccessiva tensione muscolare con conseguente rottura della fibra: è lo stesso tipo di trauma dello stiramento, ma più grave. Può essere provocato dall’affaticamen­to, dall’umidità, dal freddo o dalla carenza di allenamento. Si manifesta con un dolore improvviso che subentra nel corso del­l’attività fisica e impedisce la prosecuzione dell’azione. Visiva­mente appare con un avvallamento dovuto al ritrarsi delle fibre rotte.

 

 

Tendinite

La tendinite consiste in un’infiammazione del tendine, di soli­to quello di Achille, e si presenta con maggior frequenza in colo­ro che praticano la corsa o nei saltatori, ma anche a livello del­l’avambraccio nei giocatori di pallavolo, pallamano, hockey, ten­nis, squash e golf. Si manifesta con dolore diffuso durante il mo­vimento, in genere quando si effettuano corse sul suolo duro o durante allenamenti prolungati senza sufficiente riscaldamento. Può anche essere determinata da errori alimentari come la ca­renza di sali minerali.

 

 

a cura di Francesco Dore

Fonte: Daniela Nipoti – Il Fitness – Xenia Tascabili

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