PENCAK SILAT (pt. 1)

L’arte marziale dei paesi di cultura Malay

Pencak Silat è la denominazione ufficiale usata per indicare l’arte marziale praticata nel sud-est asiatico: Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei Darussalam, sud Filippine, sud Tailandia e varie isole vicine…   Una costellazione di stili, ovunque rintracciabile, sia pure con variazioni nel nome: Pencak, comunemente usato a Giava, Madura e Bali, è la combinazione di Penca (West Giava) e Mancak (Madura e Bali), il termine Silat o Silek viene, invece, usato a Sumatra.

Pencak, significa letteralmente “allenamento per l’applicazione al combattimento” e più precisamente rappresenta l’aspetto artistico, esteriore dell’arte marziale, che ha ispirato le danze tradizionali di varie regioni indonesiane (per esempio, quelle sundanesi si chiamano jaepongan, ketu’tilu’, dombret e cikeruhan) e si accompagnano alla caratteristica orchestra di tamburi e gong (gendang Pencak). Il Pencak non solo non è pericoloso e quindi accessibile a tutti, ma viene anche dimostrato durante i matrimoni, nelle festività nazionali e in occasione della tradizionale raccolta del riso.

Le origini
Non è facile risalire alle origini del Pencak Silat poiché la documentazione scritta è limitata e le informazioni orali tramandate da Guru o Maestri non possono rispondere esaurientemente a tutte le domande. Probabilmente gli antenati Malay hanno creato e usato il Pencak Silat come tecnica di difesa personale fin dai tempi preistorici: i feroci animali selvaggi rappresentavano una seria minaccia per la gente dell’arcipelago, che, per imparare a difendersi, iniziò a osservare e imitare i movimenti delle tigri, delle aquile, degli scorpioni, dei coccodrilli, delle scimmie e dei serpenti, adattandoli e trasformandoli in tecniche di difesa personale. Gradualmente gli stili del pencak silat si sono sviluppati, dando origine a varie forme, come, ad esempio, Harimanu (Lo stile della tigre), e Putih Garuda, (aquila bianca). Durante la sua quadriennale ricerca (1994-1998) il Maestro Maryono O’ong ha raccolto numerosi miti e leggende che evidenziano il ruolo della natura nello sviluppo delle tecniche di difesa personale proprie delle popolazioni dell’arcipelago. Gli antenati del popolo Malay svilupparono spontaneamente le loro tecniche marziali osservando i fenomeni naturali che si sono loro presentati nel quotidiano, acquisendo così una conoscenza per mezzo della quale gli appartenenti ai vari gruppi tribali riuscirono a contenere i numerosi pericoli circostanti. Nei secoli seguenti questi movimenti, inizialmente imitativi, sono stati studiati e adattati alle nuove situazioni fino a trasformarsi in un completo sistema di difesa personale e strumento di evoluzione spirituale.

La pratica
Il pencak-silat tradizionale e soprattutto le forme dell’isola di Sumatra riflettono il carattere insulare dei luoghi in cui si è sviluppato e appare evidente l’influenza dell’ambiente. Le movenze traggono origine dall’osservazione degli animali, ma anche dal mondo vegetale: il comportamento di piante e arbusti in relazione alle sollecitazioni naturali ha fornito spunti all’arte del combattimento. Molti sistemi di Pencak Silat offrono tecniche fisiche straordinariamente concise ma non sempre è così, non esiste infatti uno standard complessivo. In questa disciplina si trova la perfetta sintesi delle sofisticate tecniche di braccia e di movimenti delle gambe che permettono scientifici sbilanciamenti dell’aggressore, oltre che leve articolari e proiezioni.

A cura di Carlo Giordano

fonte: www.benessere.it

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